CAMPANIA, L’AGRICOLTURA CAMBIA VOLTO: ECCO IL REPORT CONFEURO
Ricambio generazionale, aziende agricole, piccoli e medi produttori, prospettive del settore primario: agricoltura in Campania tra criticitร e rilancio. Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei ha analizzato e messo a sistema i dati dellโOsservatorio Statistico- Mondo Agricolo pubblicato dallโInps nel 2025, le elaborazioni Ismea contenute nel rapporto 2024 โGiovani e Agricolturaโ e i numeri del 7ยฐ Censimento generale dellโAgricoltura dellโIstat. Un territorio dalla storica vocazione agroalimentare, uno dei pilastri economici, sociali e identitari della regione, che negli ultimi anni ha dovuto confrontarsi con profonde trasformazioni che ne stanno modificando struttura e prospettive. โIl quadro che emerge restituisce per la Campania un settore primario in evoluzione, attraversato da segnali contrastanti ma anche da dinamiche di vitalitร โ, sottolinea Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro. Partendo dalla superficie agricola utilizzata, la Sau in Campania รจ diminuita dellโ8,3% in dieci anni, tra il 2010 e il 2020, anno del settimo e ultimo censimento generale dellโAgricoltura. Scendendo nello specifico dei territori provinciali, Caserta passa dai 107.359 ettari del 2010 agli 88.638 del 2020, con una variazione negativa del 17,4%; Benevento da 108.420 a 101.989 ettari, con una diminuzione del 5,9%; Avellino va dai 124.617 ai 119.718 ettari, con una variazione negativa del 3,9%; perdita sensibile di Sau anche per Salerno, che passa dai 185.784 ettari del 2010 ai 163.945 del 2020, con un saldo passivo dellโ11,8%. In controtendenza Napoli, la cui Sau passa dai 23.088 ettari del 2010 ai 29.289 del 2020, per una variazione positiva del 26,9%. Napoli, perรฒ, detiene viceversa il negativo primato regionale della piรน alta percentuale di aziende agricole perse, il 55%: erano 14.311 nel 2010, appena 6.444 nel 2020. La lettura congiunta dei due dati – superficie in aumento e numero di aziende quasi dimezzato – segnala con particolare evidenza un processo di concentrazione fondiaria, con poche aziende che gestiscono superfici piรน ampie. Su scala regionale, la forte diminuzione del numero di aziende in Campania – dalle 136.872 del 2010 alle 79.353 del 2020 – unitamente al decremento delle superfici, ha determinato un importante aumento della dimensione media aziendale, che passa da 4,0 a 6,3 ettari. โSiamo di fronte a numeri che impongono attenzione, e lโanalisi dei dati conferma come lโagricoltura campana stia attraversando una fase di profonda trasformazione strutturale – osserva il presidente nazionale Confeuro, Andrea Tiso-. Siamo di fronte soltanto a una riduzione delle superfici coltivate e a una diminuzione del numero delle aziende, oppure a un vero e proprio cambiamento del modello produttivo che interessa lโintero territorio regionale? In attesa dellโOttavo Censimento generale dellโAgricoltura, si tratta senzโaltro di una dinamica che impone una riflessione attenta, perchรฉ il valore del settore primario non si misura esclusivamente in termini produttivi, ma anche per la funzione sociale, ambientale e di presidio del territorio che esso svolge, soprattutto nelle aree interne e ruraliโ.
Aziende agricole, un processo di riorganizzazione del settore? – โSul versante delle imprese che occupano operai agricoli dipendenti – continua Tiso, analizzando lโOsservatorio Statistico โMondo Agricolo – i dati Inps dicono per la Campania che nel 2019 le aziende erano 12.185, per scendere a 11.436 nel 2024: oltre 700 aziende in meno in appena un quinquennioโ. Tendenza positiva, invece, per il numero di operai agricoli dipendenti, che passa da 67.506 nel 2023 a 68.982 nel 2024: a livello regionale si รจ quindi verificato un incremento del 2,2%, sulla scia della media nazionale del 2,4. โDa un lato – spiega Tiso – assistiamo a una progressiva diminuzione del numero di aziende che impiegano operai agricoli dipendenti, segnale delle difficoltร che una parte delle imprese continua a incontrare in un contesto caratterizzato dallโaumento dei costi di produzione, dalla complessitร burocratica e dalle incertezze dei mercati. Dallโaltro, registriamo una crescita del numero complessivo di lavoratori agricoli dipendenti, elemento che testimonia la capacitร del comparto campano di mantenere e creare occupazione. Questi dati sembrano indicare un processo di riorganizzazione del settore, con una maggiore concentrazione dellโoccupazione in aziende piรน grandi. ร una dinamica che puรฒ contribuire a rafforzare la competitivitร dellโagricoltura campana, ma che al tempo stesso impone di non trascurare il ruolo fondamentale delle piccole e medie imprese, decisive per la tenuta economica e sociale delle aree rurali. Per questo รจ necessario continuare a sostenere gli investimenti, favorire lโinnovazione e garantire condizioni che consentano alle aziende di crescere senza perdere il legame con il territorio e con lโoccupazione di qualitร โ.
Giovani e agricoltura, una realtร tra luci e ombre – โSul fronte giovanile, infine, Confeuro ha analizzato il Rapporto Ismea, che segnala per la Campania una riduzione delle imprese agricole condotte da giovani: dalle 6.667 del 2018 alle 5.176 del 2023. Si tratta di un calo del 22,4%, con quasi 1.500 imprese in meno, poco meno di un terzo della riduzione complessiva del numero di imprese agricole under 35 in Italia. La Campania, dunque, da una parte resta una delle regioni a maggiore intensitร di imprenditoria giovanile (il 9,2% delle imprese agricole รจ under 35), mentre dallโaltra vede la propria quota sul totale nazionale calare, tra il 2018 e il 2023, dallโ11,6% al 9,8%. โI dati sullโimprenditoria agricola giovanile in Campania – conclude il presidente Tiso – raccontano una realtร fatta di luci e ombre. Da un lato, la regione continua a confermarsi tra le aree del Paese con buon potenziale di giovani alla guida delle aziende agricole, segnale del forte legame delle nuove generazioni con il settore primario. Dallโaltro, la significativa riduzione del numero di imprese agricole under 35 registrata negli ultimi anni evidenzia difficoltร strutturali che non possono essere sottovalutate. Molti giovani continuano a guardare allโagricoltura come a una prospettiva professionale concreta, ma incontrano ostacoli che spesso rendono difficile consolidare e sviluppare le proprie attivitร . Lโaccesso alla terra, al credito, allโinnovazione e ai mercati rappresenta ancora una sfida rilevante, soprattutto in una fase economica caratterizzata da costi crescenti e forte competizione. Per la Campania, cosรฌ come per lโintera Italia, il ricambio generazionale non รจ soltanto una questione occupazionale, ma una condizione indispensabile per garantire il futuro del settore agricolo. Rafforzare il legame tra i giovani e il settore primario significa sostenere il nostro Paese come eccellenza agroalimentare a livello internazionale e valorizzare produzioni di qualitร , nel rispetto dellโambiente e della sicurezza alimentare. ร quindi fondamentale comunicare efficacemente ai giovani le opportunitร offerte dal comparto agricolo, anche attraverso iniziative come lโindagine nazionale โAgri Under 35 – Coltiviamo il futuroโ, realizzata per Confeuro dallโIstituto Piepoli, che ha analizzato le opinioni dei giovani italiani sullโalimentazione e la loro percezione del futuro dellโagricolturaโ._