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RIETI. I CARABINIERI FESTEGGIANO LA “VIRGO FIDELIS”.

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Alle ore 11.00 di questa mattina, nella Cattedrale di Santa Maria di Rieti, S.E. Rev.ma Monsignor Vito Piccinonna, Vescovo della Diocesi reatina, ha celebrato la Santa Messa in occasione della ricorrenza della Virgo Fidelis, Santa Patrona dell’Arma dei Carabinieri.

Nel corso della funzione sono stati inoltre ricordati la Giornata dell’Orfano e l’84° anniversario della battaglia di Culqualber, avvenuta il 21 novembre 1941, durante la quale il I Battaglione Carabinieri e Zaptiè si sacrificò in una delle più cruente battaglie sostenute dal contingente italiano in Africa nella Seconda Guerra Mondiale.

Alla cerimonia hanno preso parte numerosi Carabinieri in servizio presso il Comando Provinciale di Rieti, unitamente ai militari dei Reparti Speciali presenti sul territorio provinciale: la Scuola Forestale Carabinieri di Cittaducale, il Gruppo Carabinieri Forestale, il 16° Nucleo Elicotteri di Rieti, il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, la Scuola Interforze per la Difesa N.B.C. e la Sezione di Polizia Giudiziaria della locale Procura della Repubblica.

Presente, come di consueto, anche una nutrita rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri, gli appartenenti all’O.N.A.O.M.A.C., nonché vedove e orfani di militari caduti.

La celebrazione eucaristica è stata accompagnata dai canti e dalle musiche degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore di Rieti, Liceo Musicale “Elena Principessa di Napoli”.

Al termine della funzione religiosa, il Comandante Provinciale, Colonnello Valerio Marra, dopo aver ricordato l’epico fatto d’armi e aver dato lettura della motivazione con cui fu conferita alla Bandiera dell’Arma la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare, ha espresso il proprio ringraziamento a tutti i Carabinieri in servizio per l’impegno quotidiano a favore della comunità, ai membri dell’A.N.C. e alle Autorità civili e militari presenti per la costante vicinanza e l’affetto verso l’Istituzione.

Il Colonnello ha, inoltre, rivolto un commosso pensiero ai caduti dell’Arma, in particolare al Tenente Colonnello Matteo Branchinelli, scomparso lo scorso 27 ottobre, in un tragico incidente stradale sulla SS4 Salaria in cui ha perso la vita anche il giovane autista dell’altra auto coinvolta

Prima dell’evento, il Comandante Provinciale ha consegnato al neo-diplomato Francesco Ruzzi un assegno di “Buon Profitto”, erogato dall’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma Carabinieri (O.N.A.O.M.A.C.), Ente che sostiene gli orfani dei Carabinieri caduti fino al conseguimento del diploma di laurea.

L’ARMA CELEBRA LA PATRONA “VIRGO FIDELIS”, NEL 76° ANNIVERSARIO DELLA PROCLAMAZIONE.

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Ricorrono oggi la “Virgo Fidelis”, Patrona dell’Arma dei Carabinieri, la “Giornata dell’Orfano” e la commemorazione della Battaglia di Culqualber

Roma, 21 novembre 2025 — Si è svolta questa mattina, nella suggestiva cornice della Basilica di Santa Maria in Aracoeli, la celebrazione della “Virgo Fidelis”, Patrona dell’Arma dei Carabinieri, nel 76° anniversario della sua proclamazione, alla presenza del Ministro della Difesa, Onorevole Guido Crosetto. Una ricorrenza che coincide con la “Giornata dell’Orfano” e con l’omaggio alla memoria della Battaglia di Culqualber, episodio simbolo del sacrificio e del valore dei Carabinieri.

La Santa Messa è stata officiata da S.E. Rev.ma Mons. Gian Franco Saba, Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, e da S.E. Rev.ma Mons. Giordano Piccinotti, Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica. Alla cerimonia hanno preso parte il Vice Presidente della Camera, Onorevole Giorgio Mulè, Antonio Aurigemma – Presidente del Consiglio Regionale Lazio, il Comandante Generale dell’Arma, Gen. C.A. Salvatore Luongo e numerose Autorità militari, civili e religiose.

In apertura della mattinata, il Comandante Generale si è recato nel Salone d’Onore del Museo Storico dell’Arma, alla presenza della “Bandiera di Guerra”, per deporre una corona d’alloro al Sacrario dei Caduti, nel giorno dell’84° anniversario della Battaglia di Culqualber: un gesto di profondo valore simbolico che rinnova la memoria dei Carabinieri che vi persero la vita nell’adempimento del dovere.

Al termine della funzione religiosa sono stati premiati gli assistiti più meritevoli dell’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri (O.N.A.O.M.A.C.), con l’assegnazione di borse di studio dedicate al sostegno del loro percorso di crescita e formazione. L’Ente, nato nel 1948 e sostenuto da contributi volontari del personale dell’Arma, rappresenta una delle più antiche e concrete espressioni di solidarietà interna dell’Istituzione.

Visita del Prefetto al Comune di Vasanello

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Nella mattinata di ieri, 20 novembre 2025, il Prefetto di Viterbo ha fatto visita al Comune di Vasanello, accogliendo l’invito dell’Amministrazione locale per un incontro di conoscenza e dialogo con il territorio.

La giornata si è aperta alle ore 10.00 con l’accoglienza da parte del Sindaco, che ha rivolto i saluti di benvenuto, sottolineando il valore di questa occasione di confronto diretto tra istituzioni e comunità.

Il percorso è proseguito con la visita alla Chiesa Romanica di Santa Maria, che custodisce la Cripta del Patrono San Lanno, e alla Chiesa di San Salvatore, luoghi pregni di storia che rappresentano l’identità culturale della cittadinanza.

Successivamente, il Prefetto si è recato presso il Centro Operativo Comunale (COC), struttura deputata alla gestione delle emergenze di protezione civile. Qui ha incontrato i volontari della Protezione civile, gli operatori della Croce Rossa ed alcuni rappresentanti dei Carabinieri in congedo, ascoltando le esperienze maturate sul campo e ribadendo l’importanza di un presidio operativo volto garantire l’incolumità pubblica e la tempestività di risposta nelle situazioni di criticità. L’incontro ha offerto l’occasione per valorizzare il ruolo del volontariato, espressione concreta di solidarietà e responsabilità civica.

Un momento particolarmente significativo si è svolto nella Scuola Media Statale “Caduti di Nassirya”, con la Preside, i docenti e gli alunni. Rivolgendosi ai ragazzi, ha richiamato l’importanza di valori come la solidarietà, l’attenzione verso gli altri e la partecipazione alla vita comunitaria, ricordando che anche un gesto semplice, come un sorriso, può diventare un segno di apertura e fiducia, capace di alimentare una vita ricca di significato e rendere più coesa la società.

La visita si è conclusa nella sede comunale, con l’incontro ai Consiglieri, occasione per ribadire l’importanza del ruolo degli Enti locali nell’ordinamento nazionale e la necessità di una collaborazione costante tra istituzioni per affrontare le sfide del territorio.

Queste iniziative confermano l’attenzione nei confronti delle realtà locali, al fine di conoscerne in modo non mediato le specificità, ascoltarne le esigenze e favorire una sinergia operativa tra i diversi livelli di governo. Solo attraverso il dialogo diretto e la condivisione di responsabilità si costruisce una comunità più forte, capace di affrontare insieme le difficoltà e di valorizzare le proprie risorse.

La Polizia di Stato di Catania misura cautelare personale per rapina aggravata 

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La Polizia di Stato di Catania, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di un 41enne.

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal GIP, alla luce degli elementi indiziari attualmente disponibili, si attribuisce all’indagato, pur in una fase processuale che non ha ancora permesso l’istaurazione del contradditorio davanti al giudice e ferma restando la presunzione di innocenza valevole fino a condanna definitiva, la commissione del reato di rapina aggravata.

Il provvedimento restrittivo compendia gli esiti di un’attività di indagine che ha tratto origine da un episodio di rapina commessa a Catania, ai danni di una turista spagnola, all’interno di una struttura adibita a B&B, presso cui la vittima era ospite.

In base a quanto dichiarato dalla persona offesa, nell’immediatezza dei fatti, il fatto era stato posto in essere da un soggetto, il quale, con il volto travisato da un cappellino, dopo essersi introdotto presso la struttura ricettiva, l’aveva aggredita riuscendole con violenza a strapparle due collanine ed un orologio in oro per poi fuggire con lo stesso ciclomotore con cui, poco prima, era arrivato. 

Le tempestive indagini, svolte su direttiva di questa Procura, da parte della Squadra Antirapina della Squadra Mobile hanno poi permesso di individuare, grazie all’acquisizione delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti nell’area di accadimento dei fatti, nel 41enne il presunto autore del suindicato episodio delittuoso così consentendo di richiedere al Giudice per le indagini preliminari, la misura cautelare della custodia in carcere.

https://www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/0e7709fa-c6bd-11f0-98d8-736d736f6674

Polizia di Stato – “…questo NON è AMORE”

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In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre), prosegue l’impegno della Polizia di Stato nella campagna permanente “…questo NON è AMORE”, realizzata dalla Direzione centrale anticrimine.

Le azioni realizzate dalla Polizia di Stato in tale ambito rappresentano un importante impegno istituzionale per il contrasto alla violenza di genere, nell’ottica di contribuire alla realizzazione di un cambiamento culturale più ampio che riguardi l’intera società. 

Sul tema della violenza di genere c’è la consapevolezza che molte donne, anche in situazioni di pericolo, non denunciano per paura, per vergogna o per mancanza di fiducia nelle istituzioni. 

L’iniziativa “…questo NON è AMORE” intende smontare gli stereotipi e le false credenze legate alla violenza nei confronti delle donne, portando le forze dell’ordine direttamente tra la gente, nei luoghi pubblici con una presenza visibile e rassicurante, fatta di ascolto, accoglienza e informazione.

Ogni anno, le Questure organizzano numerosi eventi di sensibilizzazione sul territorio nazionale dove si registra una consistente partecipazione della cittadinanza. Proprio grazie a questi incontri informali, è possibile rompere il silenzio e aiutare le donne a riconoscere i segnali di pericolo. 

Nel corso degli incontri viene divulgato un opuscolo informativo (a livello cartaceo e digitale) che tratta in modo specifico i temi della violenza domestica e di genere garantendo una prevenzione concreta. Nell’opuscolo ricorda che uscire dalla spirale della violenza è possibile: per questo sono presenti numeri utili, indirizzi dei centri antiviolenza, strumenti normativi previsti dal legislatore, storie di donne che hanno trovato il coraggio di denunciare e molto altro ancora.

Per la 9^ edizione dell’anno 2025, il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nella prefazione della brochure ricorda che “La violenza contro le donne non è mai un numero: è una vita violata, una dignità calpestata, un dolore che attraversa l’intera società. Non possiamo limitarci a contarne i casi: ogni femminicidio è una ferita che riguarda tutti, istituzioni e cittadini, e che richiede una risposta corale e responsabile”.

Testimonial della nuova edizione è Michelle Hunziker che introducendo l’opuscolo afferma: “La tutela delle donne che si ottiene con l’applicazione delle leggi deve essere supportata da un profondo cambiamento culturale, che deve avvenire nella mente e nel cuore di tutti noi. Per questo è importante sensibilizzare, specialmente i più giovani, e accompagnare le vittime di violenza verso il raggiungimento dell’indipendenza economica. Denunciare non è un obbligo né una condanna, semmai un’opportunità. È il primo passo per essere, o tornare a essere, sicure, autonome, libere”.

Per questo motivo, “…questo NON è AMORE” rappresenta un progetto strategico che mira non solo a sostenere le vittime, ma anche alla sensibilizzazione della società nel suo complesso, promuovendo una cultura basata sul genere.

L’attività di prevenzione svolta dalla Polizia di Stato si rivolge anche agli autori delle violenze grazie all’impegno delle Questure, dei centri antiviolenza e degli ospedali che hanno reso operativo il Protocollo Zeus. Al momento dell’esecuzione del provvedimento di Ammonimento del Questore, l’autore delle condotte viene informato della presenza sul territorio di centri specializzati che si occupano di offrire un percorso integrato sulla consapevolezza del disvalore sociale e penale delle condotte tenute. In molti casi l’autore delle condotte che riesce a seguire il percorso psicologico riesce ad interrompere la spirale della violenza e gestire gli eventuali eventi successivi, evitando la recidiva.

Nell’ottica di favorire uno scambio costante di informazioni e competenze per un intervento integrato e multidisciplinare a tutela delle vittime, sono stati sottoscritti numerosi i protocolli di collaborazione tra la Polizia di Stato e la società civile per lo sviluppo di campagne di informazione e sensibilizzazione. Le intese siglate prevedono l’attivazione di reti territoriali per un supporto immediato e coordinato posto a tutela non solo delle donne, ma anche dei figli esposti alla violenza subita dalle madri.

https://www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/d93a6d7a-c628-11f0-a7b3-736d736f6674

LA POLIZIA DI STATO SEQUESTRA 230 KG DI COCAINA ALLA FRONTIERA DI VENTIMIGLIA

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Presso i valichi di frontiera non si ferma l’attività della Polizia di Stato, che in questi giorni ha intensificato i controlli con l’aumento del numero di pattuglie ai valichi con la Francia anche con l’impiego della squadra mista italo francese. 

Durante un’attività di controllo al valico autostradale di Ventimiglia, finalizzata alla prevenzione e repressione dell’immigrazione clandestina e dei reati frontalieri in generale, i poliziotti  del settore di Polizia di Frontiera di Ventimiglia, hanno proceduto all’arresto di un cittadino slovacco e al sequestro di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente, per un totale di circa 230 chilogrammi di cocaina. 

L’uomo, intercettato alla guida di un autoarticolato proveniente dalla Francia, alla vista delle pattuglie poste oltre la barriera autostradale adottava una condotta di guida incerta e insicura, insospettendo gli agenti, che gli hanno intimato l’alt e l’hanno fatto accostare. Invitato a scendere dal mezzo e a esibire la documentazione concernente il veicolo e il carico, il conducente mostrava un atteggiamento estremamente nervoso, inducendo così gli operatori a sospettare che all’interno del camion potesse essere trasportato qualcosa di illecito. 

I sospetti sono aumentati quando il soggetto, nel tentativo di distogliere l’attenzione, si è recato spontaneamente sul retro del rimorchio per mostrare la bolla di accompagnamento e il sigillo integro sul portellone. Tale comportamento ha spinto gli agenti a procedere a controllo della motrice per verificare l’eventuale presenza di clandestini. 

La verifica ha permesso di trovare un ingente quantitativo di sostanza stupefacente: 200 panetti di cocaina, dal peso complessivo di circa 230 kg, contenuti in sette borsoni sportivi e alcune buste di tela, collocati sul lettino superiore della cabina e in alcuni vani della stessa. L’ingente quantità di droga sequestrata, se immessa sul mercato e considerato che si tratta di cocaina pura, avrebbe potuto valere fino a 50 milioni di euro circa . Il veicolo e la sostanza sequestrata sono stati posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente. 

Il cittadino slovacco è stato accompagnato presso gli uffici del settore frontiera di Ventimiglia, identificato e arrestato per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. È stato, quindi, associato alla casa circondariale di Sanremo e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. 

https://www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/87c010f6-c639-11f0-afa0-736d736f6674

CARABINIERI, DE CORATO (FDI): «NEL GIORNO DELLA VIRGO FIDELIS GRATO PER LORO COSTANTE PROTEZIONE COME NEL CASO RAMY».

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«In questo giorno speciale per i Carabinieri, rivolgo la mia più totale e incondizionata gratitudine per il lavoro che ogni giorno, questi uomini e donne in divisa, svolgono in maniera encomiabile e ineccepibile, rischiando la propria vita per il nostro Paese. Il caso Ramy a Milano, ha dimostrato più che mai quanto l’Arma sia a disposizione dei cittadini, nonostante le numerose accuse che gli sono piovute addosso anche e soprattutto da parte del Sindaco Sala, da alcuni della Giunta Comunale e da altri membri del Centrosinistra milanese. Io, e nel giorno della Virgo Fidelis lo ribadisco ancora una volta, sarò sempre dalla parte dei Carabinieri, senza alcuna esitazione, senza se e senza ma».

Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.

Zero morti sulle strade, per Dekra è un obiettivo raggiungibile

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Il progetto ‘Vision Zero’ di una realtà che ogni anni effettua oltre trenta milioni di revisioni in 24 paesi nel mondo

di Emiliano Pretto

ROMA – Ogni anno muoiono sulle strade nel mondo 1,2 milioni di persone. L’equivalente di una città intera della dimensione di Milano. Ma la ‘Vision Zero’, ovvero una circolazione stradale senza morti o feriti gravi, resta per Dekra, che ogni anno effettua oltre 30 milioni di revisioni di veicoli in 24 paesi nel mondo un obiettivo ambizioso, ma raggiungibile.Come mostrato nella Dekra vision zero map, una mappa interattiva con le statistiche degli incidenti in Europa, Stati Uniti, Canada, Messico, Australia e Giappone, sono quasi 1.500 le città nel mondo con più di 50mila abitanti che hanno raggiunto zero vittime della strada per almeno un anno.

Persino tra le grandi città con più di 100mila abitanti, circa 350 hanno già raggiunto questo risultato’. Questo il contenuto del rapporto Dekra sulla Sicurezza Stradale 2025 ‘L’evoluzione della mobilità nel tempo’, presentato questa mattina alla Camera dei Deputati in occasione del centenario della fondazione di Dekra.

Lo studio evidenzia come “la mobilità abbia avuto una trasformazione senza precedenti: si è passati dalle prime automobili ai veicoli altamente automatizzati, dal traffico locale alle reti globali. Si tratta di uno sviluppo straordinario, essenziale per rispondere alle esigenze di una popolazione mondiale in costante crescita. Tra i settori chiave elaborati nel Rapporto vi sono: l’integrazione dell’IA e del machine learning in sistemi di sicurezza predittiva efficaci, l’adattamento del concetto di sicurezza agli ambienti di mobilità mista, il supporto alla transizione verso veicoli a emissioni zero”“Il traffico stradale del futuro, la tecnologia dei veicoli e le infrastrutture continueranno a rappresentare elementi decisivi per migliorare la sicurezza stradale- si legge ancora- Lo stesso vale per la legislazione e i controlli del traffico, i servizi di soccorso, l’educazione stradale e le revisioni periodiche dei veicoli. Inoltre, la connessione tra i veicoli può contribuire a ridurre ulteriormente le situazioni di pericolo e, quindi, il numero di incidenti gravi con vittime e feriti. L’essere umano al volante rimane l’elemento che ha la maggiore influenza sulla prevenzione degli incidenti, e ciò anche grazie all’ausilio di numerosi sistemi di assistenza alla guida”.
“A distanza di circa un anno dall’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, si registrano meno vittime dovute a incidenti stradali- si legge ancora nello studio- Secondo la stima preliminare dell’Istat, nel semestre gennaio-giugno 2025, rispetto allo stesso periodo del 2024, diminuisce il numero di incidenti stradali con lesioni a persone (82.344; -1,3%), quello dei feriti (111.090; -1,2%) e, più consistente, quello delle vittime (1.310; -6,8%). I morti aumentano, invece, sulle autostrade (+4,4%), mentre diminuiscono sulle strade urbane (-8,4%) e su quelle extraurbane (-7,1%)”.“Negli ultimi decenni- si legge ancora- abbiamo assistito a un’evoluzione epocale nell’ambito della sicurezza stradale: dagli inizi, quando le cinture di sicurezza rappresentavano una rivoluzione, fino all’attuale ecosistema moderno, fatto di avanzati sistemi di assistenza alla guida, veicoli interconnessi, modelli di sorveglianza intelligenti e infrastrutture di trasporto smart. Il numero di vittime della strada in Europa è calato drasticamente: da circa 50mila di vent’anni fa a circa 20mila di oggi”.“Dalle nostre analisi e da quelle delle Nazioni Unite risulta che ci sono circa un milione e duecentomila morti all’anno per incidenti stradali- ha spiegato nel corso dei lavori Toni Purcaro, presidente della Dekra.

In Europa sono circa 20.000 per arrivare poi ai 3.000 in Italia. È quindi un’emergenza. Come tutti sappiamo la sicurezza stradale è la risultante di tre fattori, il comportamento umano, l’infrastruttura e la tecnologia e di questi è acclarato che il 90% delle cause degli incidenti riguarda il fattore umano. Ora la tecnologia ci sta molto aiutando, i sistemi di assistenza alla guida possono ridurre del 50% l’incidentalità, ma non dobbiamo mai pensare che spostando, rimuovendo la persona dalla guida abbiamo risolto il problema.
Dobbiamo sempre ricordare di allacciare le cinture di sicurezza, rispettare i segnali, non attraversare col rosso”.

“Le infrastrutture- ha aggiunto Purcaro– oggi sono al centro dell’evoluzione tecnologica. Si parla di smart road, quindi di strade che perdonano l’errore, strade che possono dialogare con i veicoli e che possono comunicare quello che è lo stato del traffico, quelle che sono le condizioni di viabilità, eventuali condizioni di emergenza. Quindi le infrastrutture in questo momento, grazie alle nuove tecnologie, lavorano in maniera sistemica con chi è alla guida di un’automobile e grazie a questo scambio real-time delle informazioni, grazie anche alla connettività evoluta 5G, si riesce a progredire e si contribuisce a migliorare la situazione”.

Tra i partecipanti alla presentazione del report erano presenti, tra gli altri, il vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, Andrea Casu, il presidente dell’Anci Lazio e sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, Davide Bordoni consigliere del ministro dei Trasporti, Matteo Salvini e Fabrizio Ghera, assessore ai Trasporti della Regione Lazio.

“I numeri sono decresciuti in maniera molto significativa negli ultimi vent’anni- ha detto, ad esempio, Sinibaldi- ma l’obiettivo vittima zero resta importante. Serve ora un’armonizzazione delle competenze di carattere amministrativo sulle strade, perché nei Comuni e nei territori ci sono competenze che si incrociano e poi bisogna sicuramente aumentare i fondi per la sicurezza stradale. È necessaria una manutenzione straordinaria, è un piano ordinario e pluriennale di manutenzione continua delle infrastrutture stradali”.https://tv.dire.it/mediaplayer/index.html?id=692069eb826bedbed8f68d3c&resolution=master

“Sicuramente fa riflettere la necessità di intervenire con maggiore decisione per mettere tutta la forza dell’innovazione tecnologica a servizio del grande obiettivo di zero le morti sulle strade- ha aggiunto Casu– Anche nel 2024 abbiamo avuto 3.030 morti sulle strade nel nostro Paese. Sono dati inquietanti, preoccupanti, tremendi, terribili, che devono essere fermati con tutte le forze da parte delle Istituzioni. Non solo questo dato così tremendo che ci impone il cambiamento ma anche i dati economici: 23 miliardi di costi sociali. Tutta la manovra che stiamo affrontando in questo momento al Senato conta 18 miliardi di euro. Nelle tragedie che avvengono sulle strade ogni anno bruciamo più risorse di tutte le risorse che impegniamo con la manovra”.

“Una nuova mobilità fondata sull’interazione tra tecnologie e fattore umano- si legge ancora nel report- offre prospettive diverse sul fronte della sicurezza stradale e restano fondamentali fattori, quali il rispetto dei limiti di velocità e quelli di alcol nel sangue o l’obbligo del casco per i veicoli a due ruote motorizzati. In molti paesi, tuttavia, si assiste a un aumento del numero di incidenti, causati soprattutto dall’uso degli smartphone e di tecnologie connesse durante la guida.

Innumerevoli studi condotti negli ultimi anni (a livello internazionale) mostrano che circa il 90% degli incidenti stradali sono riconducibili a un errore umano. Nonostante le numerose misure già adottate, sia sul piano normativo che della psicologia del traffico, la ricerca di un rimedio efficace continua a rappresentare una sfida urgente: nella mobilità del futuro, infatti, sarà importante l’impiego della guida altamente o completamente automatizzata in aiuto al conducente di un veicolo a motore. Al contempo, già svolge un ruolo decisivo l’intelligenza artificiale (IA)”.

“Infine- si conclude il documento- anche la tecnologia V2X ‘vehicle to everything’ ovvero la comunicazione senza fili diretta e continua di un veicolo con altri veicoli di ogni tipo, con la strada, con l’infrastruttura, con i pedoni o con la rete, può contribuire a ridurre il numero di incidenti causati da scarsa visibilità o manovre imprevedibili”.

Nel corso dell’evento, si è tenuta la cerimonia di consegna del Premio Internazionale ‘Dekra Road Safety Award 2025‘, giunto all’ottava edizione, che quest’anno Dekra assegna a Stefano Fabrizio Riazzola, vice capo di gabinetto Trasporti e capo dipartimento per i Trasporti e la navigazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per il suo costante e attento lavoro per le pubbliche amministrazioni, nella redazione di strumenti di pianificazione relativi al traffico urbano e extraurbano.

Come emerge dall’Indagine sulla ‘Qualità della vita 2025’ realizzata da ItaliaOggi e Ital Communications, in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, la sicurezza stradale è uno dei parametri più significativi per valutare il benessere dei territori. L’Italia procede a velocità differenti: considerando morti e feriti per 100 incidenti, troviamo con il maggior numero di vittime Potenza, Catanzaro e Campobasso, mentre Firenze, Trieste e Genova si classificano come i capoluoghi con minor numero di morti e feriti. Ancora una volta, appare chiaro il divario tra alcune aree del Nord e molte zone del Sud: un gap che riflette debolezze infrastrutturali, sociali ed economiche.

 fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Igiene a rischio, compromesso il diritto alle relazioni: perchè i giudici hanno tolto i bambini alla famiglia nel bosco

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Secondo i giudici la scelta di tenere i figli fuori da un vita scolastica e privarli di rapporti con coetanei comprometterebbe il diritto alle relazioni dei minori

di Marcella Piretti

BOLOGNA – Per i giudici del Tribunale dei minori dell’Aquila, che hanno deciso sull’allontanamento dei bambini dai genitori che avevano scelto di vivere in un casolare nei boschi in Abruzzo, il fatto che i bambini venissero tenuti in un luogo isolato e senza una normale vita sociale poteva portare “gravi conseguenze psichiche ed educative a carico del minore”. È uno dei motivi per cui il Tribunale è arrivato alla decisione di sospendere la patria potestà ai genitori, australiana di 45 anni lei e inglese di 51 lui, e sistemare i bambini in una struttura protetta.

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Zelensky: “Ucraina al bivio: o perdiamo la dignità o un partner chiave” | VIDEO

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VOLODYMYR ZELENSKY PRESIDENTE UCRAINA

“28 punti complessi o un inverno durissimo. Una vita senza libertà, dignità e giustizia. E dover credere a chi ha già attaccato due volte”. Intanto il Cremlino nicchia sul nuovo piano: “Non abbiamo ancora ricevuto nulla di ufficiale dagli Usa”

ROMA – L’Ucraina al bivio. Volodymyr Zelensky si è rivolto alla nazione con toni che rendono molto bene il momento di massima fragilità del presidente ucraino, nella morsa delle pressioni di Stati Uniti e Russia per accogliere un nuovo piano-capestro per la pace. “Ucraini, ucraine, nella vita di ogni nazione arriva un momento in cui tutti devono parlare onestamente, con calma, senza supposizioni, voci o pettegolezzi, senza tutto ciò che è superfluo, così come è, come io cerco sempre di parlare con voi. Ora siamo in uno dei momenti più difficili della nostra storia. Ora la pressione sull’Ucraina è tra le più forti. Ora l’Ucraina potrebbe trovarsi davanti a una scelta molto difficile: o la perdita della dignità, o il rischio di perdere un partner chiave. O 28 punti complessi, oppure un inverno estremamente duro. Il più difficile e con rischi ulteriori. Una vita senza libertà, senza dignità, senza giustizia. E dover credere a chi ha già attaccato due volte”.E prima su X aveva scritto: “Ho avuto una chiamata congiunta con il presidente della Francia Emmanuel Macron, il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer e il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. Sono grato per il loro sostegno di principio all’Ucraina e a tutto il nostro popolo. Abbiamo discusso del piano di pace per l’Ucraina e per tutta l’Europa. Apprezziamo gli sforzi degli Stati Uniti, del presidente Trump e della sua squadra volti a porre fine a questa guerra. Stiamo lavorando sul documento preparato dalla parte americana. Questo deve essere un piano che garantisca una pace reale e dignitosa”.

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Zelensky ha aggiunto che “stiamo lavorando a stretto contatto per garantire che le posizioni di principio siano tenute in considerazione. Abbiamo coordinato i prossimi passi e concordato che i nostri team lavoreranno insieme ai livelli corrispondenti”.

Intanto dal Cremlino nicchiano: “A livello ufficiale non abbiamo ricevuto nulla”, dice Dmitrij Peskov. “Stiamo vedendo alcuni nuovi elementi, ma ufficialmente non abbiamo ricevuto nulla. Non c’è stata alcuna discussione sostanziale su quei punti”.

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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