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DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA

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ARRESTATI DUE LATITANTI A CASABLANCA

ROMA – In data 14 novembre 2025, in Casablanca, la Gendarmeria Reale del Marocco ha tratto in arresto i latitanti FORNITI Patrizio e MONTENERO Monica, attivamente ricercati, dal 3 luglio 2024, a seguito della mancata esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei loro confronti dal Tribunale di Roma nell’ambito del filone apriliano dell’indagine “Assedio” eseguita dal Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Roma con l’ausilio del competente Reparto territoriale dell’Arma e culminata nell’arresto di 25 persone oltre che nello scioglimento del Comune pontino.

Il FORNITI era inserito nell’elenco dei “LATITANTI PERICOLOSI” essendo ritenuto il capo dell’organizzazione mafiosa che porta il suo nome.

La Direzione Distrettuale Antimafia capitolina ha già avviato le procedure per l’estradizione della coppia, che è stata trovata in possesso di falsi passaporti svizzeri.

Le operazioni sono supportate dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale, ambito progetto I-CAN, e dall’Esperto per la sicurezza in servizio presso l’Ambasciata d’Italia a Rabat, in quota Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.

Con un finanziamento del ministero del turismo, inizia una nuova  vita per l’antico monastero di Sant’Angelo

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Trevi Nel Lazio, Grazioli: “Rappresenterà un punto di riferimento non solo per i pellegrini lungo la via di San Benedetto, ma anche per tutti i turisti e  studiosi”

Giovedì  scorso (13 novembre ) presso la sede comunale, il notaio Jacopo Ricciotti ha stipulato il rogito dell’acquisto da parte del comune di Trevi dell’ex Monastero di Sant’Angelo ad Orsano, e dei terreni circostanti. Erano presenti il Sindaco Silvio Grazioli, nella qualità di Responsabile del Servizio Amministrativo del comune di Trevi nel Lazio, e gli eredi di Molinari Angelo, titolari dei beni acquistati.  Una struttura storicamente e culturalmente importante che entra nella proprietà di beni del Comune di trevi Nel Lazio. “Il Monastero di Sant’Angelo –sottolinea il Sindaco Silvio Grazioli-  ha una valenza culturale importantissima per la nostra comunità, molti storici sostengono che questo sia uno dei dodici monasteri fondati da San Benedetto nella Valle dell’Aniene, anche se a partire dalla metà del ‘200 è divenuto monastero femminile, che ha avuto una fiorente attività religiosa e monastica. L’ultima suora è stata la Badessa Letizia di Vallepietra, alla fine del ‘400, che si era ritirata vicino il Paese in località Portella, in quanto il Monastero era stato depredato da una banda brigantesca. Nel corso dei secoli venivano sempre celebrate due messe in onore di San Michele Arcangelo. Quando vi erano pestilenze o epidemie vi si seppellivano i morti per evitare la diffusione della malattia. L’ultima volta è stato utilizzato nell’estate del 1867 quando ci fu una devastante epidemia di colera. L’acquisizione del bene,  è stata possibile grazie al finanziamento del Ministero del Turismo nell’ambito dei fondi del Giubileo.  Il progetto prevede la messa in sicurezza della struttura con il completo rifacimento del tetto. Questo rappresenta il primo passo per il recupero di tutto il monastero ivi compreso la costruzione del monacato che ospitava le suore. Tale opera rappresenterà un punto di riferimento non solo per i pellegrini lungo la via di San Benedetto, ma anche per tutti i turisti, gli studiosi e tutti gli appassionati della storia e della cultura di Trevi e della Valle dell’Aniene”.

Calciatore 17enne tira un pugno all’arbitro nel dopo partita tra under 19

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Succede a Qualiano, in provincia di Napoli. Intervengono i Carabinieri, la vittima valuta querela

di Nadia Cozzolino

NAPOLI – Un calciatore di 17 anni colpisce al volto un arbitro di 19 anni, sferrandogli un pugno sull’occhio sinistro. È accaduto ieri sera a Qualiano, in provincia di Napoli, al termine della partita di calcio under 19 tra Rangers Qualiano 1998 e Accademy Posillipo calcio u19, disputata nello stadio comunale Santo Stefano di via Giovanni Falcone. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Giugliano in Campania.

Ad aggredire il direttore di gara un giocatore della squadra ospite. L’arbitro, al momento, si è riservato di sporgere querela. I carabinieri e gli agenti della polizia locale hanno gestito prima il deflusso della squadra ospite e poi hanno fatto andare via la vittima. Nessuna criticità di ordine pubblico, precisano i carabinieri.

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Cassieri di un supermercato licenziati con il “Test del carrello”. Di cosa si tratta

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I sindacati denunciano una pratica tornata agli onori della cronaca dopo un caso di Siena e altri due a Livorno

ROMA – Siena, Livorno, ma anche Roma e provincia. Nell’ultimo periodo, in alcuni supermercati italiani ha preso sempre più piede il cosiddetto “Test del carrello”: una pratica messa in atto ai danni dei cassieri che, poi, in caso in mancato superamento della ‘prova’, vengono contestati o licenziati. Sono i sindacati a denunciare quanto accaduto in alcune sedi di Pam Panorama, dopo quanto segnalato da alcuni dipendenti.

COS’È IL TEST DEL CARRELLO

Come avviene il test? L’azienda invia degli ispettori che si fingono clienti e si presentano alla cassa con alcuni articoli ‘rubati’ nascosti nel carrello. Chi non rileva il furto è soggetto a contestazione disciplinare e, nei casi riportati, al licenziamento. Tre le chiusure del rapporto lavorativo: un caso a Siena e stessa situazione per due lavoratori livornesi. A fine ottobre anche Fisascat-Cisl Roma parlava del ‘test carrello’ per i Pam di Roma e provincia: “I lavoratori segnalano di aver ricevuto lettere di contestazione a seguito di momenti formativi, un fatto inaccettabile”.

Così, UILTuCS Toscana di Livorno “denuncia con fermezza l’ennesimo episodio di ingiustizia perpetrato da Pam Panorama, colosso da oltre 3 miliardi di fatturato, che continua a liberarsi dei lavoratori storici – quelli con più diritti, esperienza e dignità – per sostituirli con una nuova generazione di precari, facilmente ricattabili”. In una nota, il sindacato prosegue: “Sfruttamento, paura e silenzio: queste sono le dinamiche interne che Pam impone ai propri dipendenti. L’azienda ha adottato un metodo sistematico e vessatorio, fatto di contestazioni disciplinari superficiali e motivazioni inventate, con l’unico scopo di indebolire e isolare i lavoratori.

Riferendosi uno degli episodi di Livorno, la nota spiega: “Il caso di Tommaso, lavoratore storico del punto vendita di Corea – Livorno, è emblematico. Attraverso il cosiddetto ‘Test Carrello’ – un finto controllo organizzato come un’imboscata – una ‘squadriglia’ di ispettori ha messo in atto una vera e propria trappola: prodotti nascosti, pressioni psicologiche e provocazioni alla cassa, con l’obiettivo di confondere e colpire il lavoratore sino a farlo volutamente sbagliare“.

I SINDACATI PRONTI A MOBILITAZIONI: “I CASSIERI NON SONO ADDETTI ALL’ANTITACCHEGGIO”

“Queste azioni vigliacche – continua la nota – dimostrano la mancanza di coraggio di Pam, incapace di confrontarsi apertamente con i propri dipendenti e pronta invece a ricorrere a metodi punitivi e umilianti”. UILTuCS Toscana, poi, sottolinea: “Porteremo questa vicenda davanti a un giudice per rendere giustizia a Tommaso e difendere i diritti di tutti i lavoratori e le lavoratrici che, come lui, hanno subito pratiche costruite ad arte per annientarne la dignità. Non ci fermeremo di fronte a comportamenti che offendono l’umanità e i valori fondamentali del lavoro”.

Filcams CGIL Siena ribadisce gli stessi concetti su Facebook: “La dignità e la democrazia all’interno dei luoghi di lavoro non sono solo una questione sindacale, ma anche politica!”. La Filcams Cgil di Siena “è pronta per una mobilitazione lunga! Lavoratrici e lavoratori dei supermercati in fermento, si sentono tutti coinvolti da questa vicenda disumana! Il ruolo della cassiera e del cassiere, sono ben definiti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, applicato dalla Pam. Non sono addetti all’antitaccheggio. Chiediamo il ritiro del licenziamento o sarà mobilitazione!”.

onte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Innsbruck, mamma e figlia trovate nel freezer dopo un anno e mezzo: arrestati due uomini

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L’uomo che aveva una relazione con lei è in carcere da giugno, ma alla luce della scoperta dei corpi ha parlato di un incidente negando l’omicidio

di Marcella Piretti

BOLOGNA – Era scomparse più di un anno fa e sono state ritrovate in casa, dentro un congelatore che prima non era stato individuato, a casa di un uomo che era stato arrestato come sospettato per la loro sparizione. Le vittime di questa assurda vicenda avvenuta a Innsbruck, in Austria sono una donna di 34 anni e la figlia di 10 anni: non si sapeva più nulla di loro dal luglio 2024. Come sospettati del delitto erano stati arrestati nel giugno scorso due uomini di 55 e 53 anni, fratelli, che si trovano in custodia cautelare nelle carceri di Innbruck e Salisburgo. Ma i corpi sono stati ritrovati solo ora, a casa di uno dei due fratelli. A rivelare che i corpi erano dentro il congelatore è stato uno dei due arrestati, che in queste ultime ore ha ammesso la morte di donna e figlia, parlando però di incidente e non di omicidio. E ha parlato agli inquirenti del congelatore, che è stato ritrovato venerdì 14 novembre insieme ai corpi.

CHI SONO I DUE ARRESTATI

Il fratello maggiore, 55 anni, era un collega della 34enne e aveva avuto una relazione con lei.Quando le due donne l’estate di due anni fa non erano tornate, i sospetti erano caduti sul 55enne aveva con la donna una relazione. E aveva dato agli inquirenti informazioni contraddittorie, assumendo comportamenti sospetti. Era stato lui a dire che la donna e la figlia erano partite per un lungo viaggio a Dusseldorf. E che lei aveva deciso di lasciare il lavoro. Amici e parenti hanno raccontato di un rapporto difficile tra i due, soprattutto negli ultimi tempi. Gli inquirenti, convinti della sua colpevolezza, lo hanno arrestato nel giugno scorso. E hanno arrestato anche il fratello minore, che secondo loro aveva aiutato il 55enne a far sparire i corpi. E infatti il congelatore era a casa sua. Dopo il ritrovamento dei corpi i due fratelli hanno ammesso di averli nascosti ma hanno detto che la morte di mamma e figlia sarebbe avvenuta per un incidente e non per omicidio. Alla luce della condizione dei cadaveri sarà molto complicato ricostruire cosa sia successo.

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IL CONGELATORE

Il grande congelatore in cui sono stati trovati i corpi si trovava in una zona non immediatamente visibile del ripostiglio dell’appartamento di uno dei due fratelli. Era in un punto isolato e non accessibile e quando la casa era stata perquisita non era stato trovato. Secondo quanto scrive la Kronen Zeitung, la Polizia è tornata in quella casa perchè uno degli uomini ha detto che i corpi erano dentro un congelatore. Così sono stati fatti nuovi accertamenti tecnici e anche nuove indagini sui movimenti dei due uomini nei giorni della scomparsa.

LE INDAGINI PROSEGUONO

Ora le indagini dovranno proseguire per cercare di capire cosa sia successo davvero: gli esperti medico-legali proveranno a stabilire eventuali segni di violenza o altre anomalie sui corpi che possano indicare un omicidio. Ma la condizione dei cadaveri, rimasti in freezer un anno e quattro mesi, non aiuta. Al momento, nessuna ipotesi ufficiale è stata esclusa. Si investigherà anche sul rapporto tra la donna e il 55enne e sulle dinamiche che hanno preceduto la scomparsa. Gli investigatori puntano anche a ricostruire con precisione la cronologia degli eventi tra il viaggio a Dusseldorf e il momento in cui i corpi sono stati collocati nel congelatore.

Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Al Teatro Golden arriva: “Tangentopoli. Processo alla Prima Repubblica” con Antonio Milo e Simone Colombari

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Al Teatro Golden arriva: "Tangentopoli. Processo alla Prima Repubblica" con Antonio Milo e Simone Colombari
Al Teatro Golden arriva: "Tangentopoli. Processo alla Prima Repubblica" con Antonio Milo e Simone Colombari

Tangentopoli, Processo alla Prima Repubblica, dal 27 al 30 novembre 2025, Antonio Milo e Simone Colombari

Ad oltre trenta anni dalla bufera di Tangentopoli il Teatro Golden porta in scena lo spettacolo “Tangentopoli.

Processo alla Prima Repubblica”, con il contributo del Ministero della Cultura, dal 27 al 30 novembre 2025.

Sul palco dello spazio culturale di via Taranto a Roma, diretto da Andrea Maia, i protagonisti Antonio Milo, nel ruolo di Bettino Craxi, e Simone Colombari, nel ruolo di  Antonio Di Pietro, saranno affiancati da Morgana Forcella, nel ruolo dell’avvocato difensore, Mario Casellato, nel ruolo del Presidente del Tribunale, Danilo Ramon Giannini, nel ruolo dello scrittore.

Scritto da Vincenzo Sinopoli e dallo stesso Maia (che cura anche la regia) lo spettacolo, prodotto da GoldenStar Am Teatro Golden, si apre nell’aula di un tribunale.

Due uomini simbolo di un’epoca si fronteggiano: Antonio Di Pietro, il magistrato che ha scoperchiato il vaso di Pandora della corruzione, e Bettino Craxi, il politico travolto da un sistema che sembrava eterno. 

In questo spettacolo emozionale e giuridico, abbiamo immaginato che all’ultima udienza di un ipotetico unico processo Craxi, decida di presentarsi in tribunale per sottoporsi al suo interrogatorio e che ad essere Pubblico Ministero sia ancora Di Pietro. 

Cosa sarebbe successo se davvero fosse accaduto quest’incontro? 

Vieni a vivere il processo che ha cambiato l’Italia, dove giustizia e politica si scontrano, ma anche dove, per la prima volta, due uomini simbolo si trovano faccia a faccia in un momento privato ed emozionalmente umano.

Teatro Golden via Taranto 36 Info 06 70493826

Orari Spettacolo: 

domenica 30 novembre ore 17.00

giovedì 27 novembre ore 21.00

venerdì 28 novembre ore 21.00

sabato 29 novembre ore 21.00

Roma, Carlo Verdone è sindaco per un giorno: “Asfalteremo le buche e prosciugheremo il Tevere”

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L’attore, che proprio oggi compie 75 anni, si è affacciato dallo storico balconcino con la vista sul Foro, ha presieduto la Giunta e iniziato un tour nelle periferie della città

di Emiliano Pretto

ROMA – È cominciata la lunga giornata di Carlo Verdone sindaco di Roma. Il neo primo cittadino per un giorno ha iniziato la sua mattinata alla guida del Comune di Roma poco prima delle 10.20, quando arrivato all’ingresso Sisto IV ha indossato la fascia tricolore, salutato Roberto Gualtieri ed è poi stato omaggiato dalla banda della Polizia locale di Roma Capitale che, a sorpresa, ha intonato il tema portante di ‘Un sacco bello’. “Adesso prendo il comando” sono state le prime parole scherzose del regista, attore e neo sindaco che proprio oggi ha compiuto 75 anni che dopo essere salito a palazzo Senatorio si è anche affacciato dallo storico balconcino con la vista sul Foro. Poi è iniziata la riunione della Giunta che presiederà per circa un’ora prima di iniziare un tour in alcune periferie della città.

VERDONE INIZIA SCHERZANDO: PROSCIUGHEREMO TEVERE, GIÀ PRONTE IDROVORE

“Le buche? Le asfalteremo. Il Tevere? Lo prosciugheremo, abbiamo già pronte le macchine idrovore”. Il regista ha risposto in modo ironico a chi gli chiedeva i primi atti alla guida del Comune per un giorno, ritornando su una vecchia proposta. Quella di realizzare un’autostrada al posto del Tevere, contenuta nel film ‘Gallo cedrone’ dove il personaggio interpretato dall’attore si candidava proprio a sindaco della Capitale. “Non mi aspettavo dalla vita un regalo del genere- ha poi aggiunto Verdone, tornato serio- Voglio ringraziare Roberto che ha avuto questa idea. Mi ha fatto un regalo: ho amato talmente tanto questa città che improvvisamente adesso mi abbraccia”. “Nel 2000- ha aggiunto Verdone- quando toccò ad Alberto Sordi, pranzammo insieme a Cinecittà e mi disse: ‘Io il sindaco manco per tre ore lo farei, quella sera c’è stato il rinfresco con Rutelli e Berlusconi ma lui era morto, non so che giro gli hanno fatto fare… Oggi invece andremo in luoghi interessanti dove dobbiamo ridare speranza”.

“A parte le battute. Il Tevere nostro andrebbe ripulito e anzi non dico renderlo balneabile, perché sarà difficile, ma più limpido e non più inquinato”, ha sottolineato Verdone.

VERDONE: NON HO QUASI DORMITO E MI SONO ANCHE COMMOSSO

“Sono emozionato. Non ho quasi dormito questa notte. Perché è una cosa importante seppur simbolica. Mi sento amato dalla città e mi sono anche commosso. Qualche lacrima mi è venuta, anche pensando ai miei genitori che mi hanno insegnato ad amare questa città”.

VERDONE: CENTRO STA BENE MA IN PERIFERIA CI SONO DISUGUAGLIANZE

“Partiamo dalle periferie. Il centro sta bene o quasi bene. Partiamo dalle zone periferiche perché sono quelle più creative della città, spazi importantissimi dove non si deve parlare di degrado ma di disuguaglianze”, ha detto l’attore.

VERDONE A VILLA GORDIANI CON GUALTIERI ‘ASSISTENTE SINDACO’

Primo bagno di folla per il sindaco per un giorno Carlo Verdone. Dopo la giunta di questa mattina la prima tappa del neo sindaco è stata una zona del parco di villa Gordiani, dove è stata inaugurata un’area ludica e dove il regista ha piantato un albero. Verdone, accompagnato da Roberto Gualtieri, è stato a lungo applaudito dai presenti e salutato dai tanti piccoli. “È un piacere per me essere oggi assistente sindaco- ha detto Gualtieri- e ringrazio Carlo per aver accettato. Lui dice che è una regalo per lui ma noi crediamo sia un regalo per noi. Oggi inauguriamo una bella area ludica in V Municipio perché per noi il diritto al gioco per i bambini è fondamentale. Ne realizzeremo tanti”. Poi ha preso la parola Verdone. “Anche io naturalmente giocavo ai giardinetti, in aree ludiche molto più sconnesse di questa- ha detto- Ma ci si divertiva con poco allora. Questo luogo mi emoziona molto e tutto quello che si può fare per i bambini e i giovani è sacro. Quello che va creato è la condivisione. Anche un semplice parco può essere utile per aggregare”.

In Italia 12 mila morti l’anno per l’antibiotico-resistenza: “È una pandemia silenziosa”

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Il 18 novembre è la Giornata europea per l’uso consapevole degli antibiotici, un problema mondiale che in Europa provoca 35 mila morti all’anno. In Italia l’antibiotico resistenza costa 2,4 miliardi l’anno

ROMA – Ogni anno nell’Unione Europea oltre 35.000 persone muoiono a causa di infezioni provocate da microrganismi resistenti agli antimicrobici, un numero superiore alla somma dei decessi per influenza, tubercolosi e HIV/AIDS. Sono 4,3 milioni l’anno i pazienti, nell’UE/Spazio Economico Europeo (SEE), che contraggono almeno un’infezione correlata all’assistenza sanitaria durante la degenza in ospedale, ogni giorno un paziente ricoverato su 14. Molte di queste infezioni sono sempre più difficili da curare: 1 microrganismo su 3 è ormai resistente a importanti antibiotici, limitando così le opzioni di trattamento. Inoltre, il 3% dei residenti nelle strutture di assistenza a lungo termine nell’UE/SEE va incontro ad almeno un’infezione legata all’assistenza sanitaria. Questi i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), pubblicati oggi in occasione della Giornata europea per l’uso consapevole degli antibiotici 2025. Per richiamare l’attenzione e sensibilizzare sull’antibiotico-resistenza, il 18 novembre la sede dell’Agenzia italiana del farmaco si illumina di blu.

Il Report dell’ECDC evidenzia scarsi progressi rispetto agli obiettivi che l’Europa si è data per il 2030 nel contrasto all’antimicrobico-resistenza (AMR). In particolare, si registra:
– un trend in crescita, negli ultimi anni, del consumo di antibiotici sia ad ampio spettro sia ‘Reserve’, ovvero quelli di ultima linea, secondo la classificazione AWaRe dell’OMS, riservati esclusivamente al trattamento di infezioni multiresistenti, che non rispondono ad altre terapie;
– un aumento dell’incidenza di infezioni da batteri resistenti e multiresistenti.

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EUROPA BEN LONTANA DALL’OBIETTIVO DEL 2030

‘In assenza di azioni di sanità pubblica più incisive e rapide e di sforzi per contrastare l’uso non necessario e inappropriato di antimicrobici, secondo l’ECDC è improbabile che l’UE raggiunga gli obiettivi da centrare entro il 2030 per invertire la rotta. La conseguenza sarà un aumento del numero di infezioni da batteri resistenti agli antimicrobici, più difficili da trattare, portando a sfide terapeutiche crescenti e a maggiori decessi correlati all’AMR. E facendo lievitare i costi per i sistemi sanitari’, sottolinea la nota.
‘Dall’innovazione nuovi strumenti nel contrasto all’antibiotico-resistenza, ma fondamentale restano l’approccio One-Health e la ricerca, la promozione di buone pratiche e le iniziative di informazione e sensibilizzazione.

IN ITALIA 12 MILA MORTI L’ANNO

L’antibiotico-resistenza- ricorda il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, Robert Nisticò- è una pandemia silente che, secondo le ultime stime del Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC), provoca 12mila morti l’anno nel nostro Paese ed ha anche un impatto economico significativo, con un costo di 2,4 miliardi l’anno per l’SSN e 2,7 milioni di posti letto occupati a causa di queste infezioni. Il report dell’ECDC indica un cammino in salita più o meno per tutti i Paesi europei, con l’Italia che, nonostante flebili segnali di miglioramento su alcuni obiettivi specifici, rimane tra le realtà più critiche’.

‘I dati europei e nazionali- afferma Nisticò- sono una ulteriore conferma di quanto sia fondamentale impegnarci tutti per salvaguardare questo prezioso strumento di salute che sono gli antibiotici. È necessario- sottolinea- adottare un approccio globale One-Health, agendo nella direzione comune di un uso appropriato di questi farmaci in ambito umano, veterinario e zootecnico, e incentivare la ricerca, soprattutto quella indipendente. Una priorità per AIFA. L’Agenzia è impegnata a promuovere e sostenere l’innovazione e a sensibilizzare gli addetti ai lavori e la popolazione attraverso strumenti digitali, come l’app AIFA Firstline, e campagne di comunicazione come quella che prossimamente lanceremo insieme al Ministero della Salute, oltre che con una sempre più proficua collaborazione con i clinici, le Regioni e il territorio’.

L’ANDAMENTO DELLE RESISTENZE MICROBICHE IN EUROPA

Il quadro europeo varia a seconda della specie batterica, del gruppo di antimicrobici e della regione geografica considerata, tuttavia i dati della rete di sorveglianza EARS-Net coordinata dall’ECDC mostrano livelli elevati di antibiotico-resistenza nell’UE/SEE anche per il 2024, soprattutto nei paesi dell’Europa meridionale, centrale e orientale.
Il fenomeno riguarda sia le resistenze su cui l’Europa si è data specifici obiettivi di contenimento, con un target da raggiungere per ciascun Paese UE nel 2030, sia molti altri batteri e gruppi di antimicrobici sotto sorveglianza nel periodo 2020-2024, come E. coli resistente ai carbapenemi, tutte le incidenze di resistenza dello Streptococcus pneumoniae e l’Enterococcus faecium resistente alla vancomicina.

I DATI ECDC SUL CONSUMO DI ANTIBIOTICI IN ITALIA A CONFRONTO CON LA MEDIA EUROPEA

Nel 2024 sono state consumate nell’UE, in media, 20,3 dosi giornaliere per mille abitanti, un dato in aumento che varia dalle 9,8 dosi al giorno per 1.000 abitanti nei Paesi Bassi alle 29,9 della Grecia. Con 22,3 dosi giornaliere per mille abitanti, l’Italia presenta livelli di consumi (ospedalieri, territoriali e acquisti privati dei cittadini) superiori del 10% alla media europea, in calo rispetto al +16% del 2023. Nel nostro Paese, prosegue la nota di AIFA, ‘si prescrivono più molecole ad ampio spettro (penicilline, cefalosporine, macrolidi, ad eccezione di eritromicina e fluorochinoloni) che hanno un rischio maggiore di indurre resistenze antibiotiche, rispetto a quelle a spettro ristretto (penicilline e cefalosporine a spettro ristretto ed eritromicina). Il rapporto tra i consumi di queste due categorie resta tra i più elevati in Europa (9,3 contro 4,6) e non ha mostrato miglioramenti significativi nel 2024. Negli ospedali il consumo di antibiotici è leggermente al di sopra della media europea: 1,91 dosi giornaliere ogni mille abitanti contro 1,67 dosi. In questo contesto, l’aspetto da tenere maggiormente in considerazione è il ricorso agli antibiotici del gruppo ‘Reserve’. In Italia l’incidenza sui consumi ospedalieri si attesta al 6%, anche se con un andamento lievemente decrescente negli ultimi 3 anni, mentre la media europea è pari al 5,4%’.

L’ITALIA RISPETTO AGLI OBIETTIVI PER IL 2030

Con 22,3 dosi giornaliere per mille abitanti nel 2024, ‘il consumo di antibiotici nel nostro Paese risulta in calo rispetto all’anno precedente (23,1) ma è ancora molto distante dall’obiettivo fissato per il 2030, pari a 17,8 dosi. L’Italia, inoltre, è lontana dal target del 65% di incidenza di consumi degli antibiotici del gruppo ‘Access’, ovvero le molecole di prima scelta per trattare le infezioni comuni, grazie al loro spettro d’azione ristretto e al buon profilo di sicurezza’, continua la nota di AIFA. ‘Raggiungiamo appena il 51,3%, nonostante il lieve miglioramento degli ultimi anni (+2,4% rispetto al 2019), mentre la media europea è del 60,3% e diversi Paesi, come Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Irlanda, Lituania, Lettonia, Olanda e Svezia, hanno già centrato l’obiettivo’.

‘Peggiora significativamente nel nostro Paese l’incidenza totale delle infezioni da Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi pari a 9,29 infezioni del sangue per 100 mila abitanti (+10,2% rispetto al 2019). Il target 2030 è di 8,01 infezioni per 100 mila abitanti’, continua la nota di AIFA.
‘L’Italia ha raggiunto invece in anticipo il target 2030 di riduzione dell’incidenza totale delle batteriemie da Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA). È migliorata l’incidenza totale delle batteriemie da Escherichia coli resistente alle cefalosporine di terza generazione (- 3,4% rispetto al 2019), pari a 22,19 infezioni per 100 mila abitanti, ma non è ancora stato raggiunto l’obiettivo 2030, 20,20 infezioni per 100 mila abitanti’.

I DATI OSMED SUL CONSUMO IN ITALIA

In base a quanto emerso nell’ultima edizione del Rapporto OsMed sull’uso dei medicinali in Italia, nel 2024 il consumo di antibiotici a carico del Servizio Sanitario Nazionale è stato pari a 16,9 dosi giornaliere ogni mille abitanti, registrando un lieve calo dell’1,3% rispetto al 2023. Quasi 4 persone su dieci hanno ricevuto nel 2024 almeno una prescrizione di antibiotici, con livelli d’uso più elevati nei bambini fino a 4 anni di età e negli anziani con più di 85 anni. La prevalenza d’uso è maggiore nelle donne rispetto agli uomini (40,3% vs 33,3%), con differenze più marcate tra i 35 e i 54 anni, probabilmente per un maggiore utilizzo di antibiotici nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie nelle donne.
Le associazioni di penicilline (compresi gli inibitori delle beta-lattamasi), quasi interamente rappresentate da amoxicillina/acido clavulanico, rimangono la categoria di antibiotici a maggior prescrizione (6,5 dosi giornaliere ogni mille abitanti), seguiti dai macrolidi e lincosamidi (3,5 dosi) e dalle cefalosporine di III generazione (2,2 dosi). L’amoxicillina+acido clavulanico, antibiotico ad ampio spettro molto utilizzato in ambito pediatrico, è la molecola a maggior consumo, seguita da claritromicina e azitromicina.
Per i fluorochinoloni si osserva una riduzione dell’uso a partire dal 2019, per effetto delle raccomandazioni restrittive di EMA e AIFA. Dopo una lieve ripresa tra il 2022 e il 2023, i consumi sono tornati a diminuire nel 2024. Per le cefalosporine di terza generazione e per le associazioni di penicilline, dopo la riduzione osservata nel 2020 e 2021, gli anni della pandemia, si è registrata una forte ripresa dei consumi nel 2022 e nel 2023, che sembra essersi arrestata: il 2024 mostra un lieve calo, con livelli simili al periodo pre-pandemico.

La prevalenza d’uso degli antibiotici a livello nazionale è stata del 36,8%, ‘maggiore al Sud e Isole (43,6%) e più bassa al Nord (30,6%) e al Centro (40,1%). Al Sud emerge una maggiore propensione alla prescrizione di antibiotici più costosi, come rivela il costo per utilizzatore più elevato (28,1 euro) rispetto al Centro (26,5 euro) e al Nord (22,7 euro). Anche in termini di consumo, le Regioni del Sud e Isole mostrano il valore maggiore (19,2 dosi giornaliere ogni mille abitanti) rispetto al Centro (18,4 dosi) e al Nord (14,6 dosi). Rispetto al 2023, tuttavia, registrano una riduzione del 5,1%, mentre nelle altre due aree si nota un aumento di poco superiore all’1%’, fa sapere la nota di AIFA.

GLI ANTIBIOTICI CONTRO GERMI MULTIRESISTENTI (‘RESERVE’) RIMBORSATI CON IL FONDO PER I FARMACI INNOVATIVI

Dal 2025 l’AIFA ha individuato gli antimicrobici ‘Reserve’ per trattare le infezioni da germi multiresistenti, che sono entrati nel Fondo per i farmaci innovativi, con uno stanziamento dedicato di 100 milioni di euro, per rafforzare il contrasto all’antibiotico-resistenza. Gli antibiotici ‘Reserve’ che accedono al Fondo devono essere utilizzati con estrema cautela e il loro impiego risulta appropriato in presenza di infezioni da germi multiresistenti. L’appropriatezza è quindi legata in modo significativo alle procedure di diagnosi microbiologica svolte dalle strutture sanitarie che li utilizzano. Attraverso i registri di monitoraggio, l’Agenzia verifica la frequenza d’uso di questi antibiotici nei trattamenti avviati con una diagnosi specifica, rispetto ai casi in cui vengono impiegati in modo empirico.
(DIRE) Roma, 18 nov. – ‘A luglio il CdA dell’Agenzia ha autorizzato il primo nuovo antibiotico finanziato attraverso il Fondo. Si tratta dell’associazione cefepime/enmetazobactam, indicata per le infezioni complicate del tratto urinario e per la polmonite acquisita in ospedale. L’elenco degli antinfettivi della classe ‘Reserve’ che accedono al Fondo comprende attualmente 9 molecole o associazioni di molecole ed è pubblicato e aggiornato periodicamente sul portale dell’Agenzia’, ricorda la nota di AIFA.

L’IMPEGNO DI AIFA PER PROMUOVERE STUDI INDIPENDENTI SUGLI ANTIBIOTICI

Nell’ottica di un approccio globale One Health indicato anche dal Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico Resistenza (PNCAR) 2022-2025 del Ministero della Salute, ‘la corretta gestione degli antibiotici disponibili e di quelli di nuova introduzione è fondamentale per la prevenzione, la riduzione e il contenimento dell’insorgenza di infezioni farmaco-resistenti. Altrettanto fondamentale è incentivare e sostenere la ricerca, in particolare quella no profit. Per questo AIFA promuove la ricerca indipendente sull’antimicrobico-resistenza, area a cui è dedicato, insieme alla medicina di precisione, il secondo Bando finanziato nel 2025 con 20 milioni di euro, i cui termini per la presentazione dei progetti scadono oggi, 18 novembre, in coincidenza con la Giornata europea degli antibiotici. Con questo bando, l’Agenzia intende valutare nuove combinazioni terapeutiche di antimicrobici; favorire strategie innovative per migliorarne l’efficacia; individuare marcatori predittivi della risposta a questi farmaci e utilizzare nuovi strumenti diagnostici, come i test rapidi, con ricadute positive per i pazienti e il Servizio sanitario nazionale’, conclude la nota.

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Schianto del suv a Milano, il ragazzo che diceva di essere un soccorritore era davvero un soccorritore

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STATALE 16 INCIDENTE MORTALE AMBULANZA AUTO DELLA POLSTRADA INDICATORE LUMINOSO INCIDENTE

Due video lo scagionano. Il 20enne era stato indicato come conducente da un passante, e diceva di essere arrivato in tram. Avrebbe perso perso una scarpa sfondando un finestrino

MILANO – Non era un impostore. Non era lui alla guida del suv nel quale è morto domenica mattina in viale Fulvio Testi, a Milano, il 19enne Pietro Silva Orrego. Non aveva mentito: era solo un soccorritore. Circolano da ore sui social almeno due video che sembrano scagionare il 20enne inizialmente ritenuto alla guida della Mercedes G Brabus coinvolta nell’incidente. Le immagini mostrano il giovane accorrere verso l’auto, insieme a due passanti, e tentare di rompere un finestrino nel tentativo di soccorrere gli occupanti. È probabilmente in quel momento che avrebbe perso una scarpa, ritrovata tra i resti del suv. La mancanza di ferite significative sul ragazzo fa inoltre ritenere agli inquirenti che non fosse a bordo al momento dello schianto, nonostante alcune tracce di sangue sugli abiti.

Il 20enne era stato subito ascoltato dalla polizia locale perché indicato come conducente da un passante, ma aveva sostenuto di essere arrivato in tram, circostanza smentita dai controlli. Abita a poca distanza dal luogo dell’incidente, è risultato positivo all’alcoltest e conosceva gli occupanti dell’auto. Non è escluso che avesse trascorso la serata con loro e che fosse sceso dal mezzo prima dell’impatto.

Secondo il Corriere della Sera l’indagato per omicidio stradale potrebbe essere invece il 23enne Enrico R., patentato e incensurato, che aveva noleggiato il veicolo da una società specializzata e che ha dichiarato agli agenti di essere stato alla guida. Si attendono ora i risultati dell’alcoltest effettuato in pronto soccorso. Nell’inchiesta della pm Giancarla Serafini dovrebbe essere indagato anche L.C., 32 anni, originario di Napoli, conducente della Opel Corsa coinvolta nel sinistro: trasportato in ospedale in codice giallo, è risultato positivo al pre-test per sostanze stupefacenti. Ricoverata anche la 30enne S.T., a bordo della Mercedes insieme al 23enne e alla vittima: operata d’urgenza, è fuori pericolo ma in prognosi riservata.

onte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

CITTADUCALE: I CARABINIERI DENUNCIANO TRE PERSONE PER DEI FURTI IN ESERCIZI COMMERCIALI

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I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Cittaducale, al termine di una mirata e articolata attività investigativa, hanno denunciato in stato di libertà tre cittadini extracomunitari, senza fissa dimora, di età compresa tra i 22 e i 29 anni, ritenuti responsabili di tre episodi di furto aggravato in concorso commessi nei mesi di ottobre e novembre 2025 ai danni di esercizi commerciali situati nelle province di Rieti e Roma.

L’indagine ha avuto origine a seguito di un furto commesso presso un punto vendita della grande distribuzione in località Santa Rufina di Cittaducale. I successivi approfondimenti hanno consentito di collegare il gruppo anche ad altri due analoghi episodi consumati in esercizi della medesima tipologia ubicati nei territori di Roma e Ciampino, per un danno complessivo stimato in circa 10.000 euro di materiale elettronico, tra console, apparecchi audio e altri dispositivi elettronici.

Determinante, ai fini della ricostruzione del modus operandi, è stata l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza.

È emerso che una donna, spingendo un passeggino e simulando la presenza di un neonato, svolgeva un ruolo centrale: dopo che i complici selezionavano la merce e rimuovevano i dispositivi antitaccheggio, i prodotti venivano occultati all’interno del passeggino, adattato per eludere i controlli.

Il coordinamento tra i tre, l’apparente normalità dei loro movimenti e l’utilizzo del passeggino quale mezzo di occultamento rendevano le azioni particolarmente rapide e difficili da rilevare. Ulteriori riscontri sono stati ottenuti anche attraverso il tracciamento del veicolo utilizzato dal gruppo.

L’attività investigativa ha permesso di identificare con certezza i responsabili e ricostruire l’intera sequenza degli eventi. L’Autorità Giudiziaria è stata informata dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cittaducale, che procede per i reati di furto aggravato continuato in concorso.

Si dà atto che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali dei soggetti denunciati saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

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