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Liberato Camilo Castro, era detenuto in Venezuela da giugno: chi è il ‘Trentini’ francese

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Il 41enne francese era scomparso alla fine di giugno: Amnesty ne aveva denunciato la detenzione illegale

ROMA – Camilo Castro è libero. Il 41enne francese era detenuto in Venezuela dalla fine di giugno e la sua vicenda si può considerare in parallelo a quella del cooperante italiano Alberto Trentini, anche se le vicende sono diverse. La notizia della liberazione del francese è stata data su X dal presidente Emmanuel Macron: “Camilo Castro è libero. Condivido il sollievo dei suoi cari e ringrazio tutti coloro che hanno lavorato per la sua liberazione. La Francia a volte avanza silenziosamente, ma sempre con determinazione e compostezza: è così che proteggiamo i nostri cari”.

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Mattarella mette in guardia sull’arma nucleare: “C’è un alto rischio che possa aprirsi un nuovo vaso di Pandora”

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Cerimonia della “Giornata del Lutto Nazionale” (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Il capo dello Stato, al Bundestag tedesco per la Giornata nazionale del lutto: “Nuovi ‘dottor Stranamore’ si affacciano all’orizzonte, con la pretesa che si debba ‘amare la bomba’”

di Emanuele Nuccitelli

ROMA – “Nuovi ‘dottor Stranamore’ si affacciano all’orizzonte, con la pretesa che si debba ‘amare la bomba’”. Lo ha detto il capo dello Stato, Sergio Mattarella, parlando al Bundestag tedesco. “Si odono dichiarazioni di altri Paesi su possibili ripensamenti del rifiuto dell’arma nucleare. Emerge, allora, il timore che ci si addentri in percorsi ad alto rischio, di avviarsi ad aprire una sorta di nuovo vaso di Pandora. Tutto questo viene agevolato dal diffondersi, sul piano internazionale, di un linguaggio perentorio, duramente assertivo, che rivendica supremazia”.

MATTARELLA: ATOMICA PUÒ CANCELLARE INNOCENZA DEL MONDO

“Con l’era atomica, un solo gesto può cancellare una città e l’innocenza stessa del mondo. A tutto questo Theodor Heuss – primo Presidente della Repubblica Federale Tedesca – contrappose il suo ‘Mut zur Liebe’, il coraggio di amare’ e il progetto di una ‘democrazia vivente’, ammonendo che: ‘Non vi e’ liberta’ senza umanita’, e non vi e’ pace senza memoria’”, ha detto il Capo dello Stato.

MATTARELLA: SOGNO UE NON VENGA LACERATO DA EPIGONI DI TEMPI BUI

Mattarella sottolinea che “i Paesi europei hanno dimostrato di avere coraggio. I leader europei hanno dimostrato di avere coraggio. Non lasciamo che, oggi, il sogno europeo – la nostra Unione – venga lacerato da epigoni di tempi bui. Di tempi che hanno lasciato dolore, miseria, desolazione. Questo dovere ci compete. A ogni generazione il suo compito”.MATTARELLA: A GAZA E KIEV ACCRESCIMENTO DI CRUDELTÀ

“Da sempre la guerra ambisce a proiettare la sua ombra cupa sull’umanita’. Il Novecento, con lo sviluppo della industrializzazione della morte, ha trasformato la tragedia dei soldati in tragedia dei popoli. Nei borghi d’Europa e nelle citta’ distrutte dai bombardamenti, nelle campagne devastate, milioni di civili divennero bersagli. Deportazioni, genocidi, hanno caratterizzato la Seconda guerra mondiale. Da allora, il volto della guerra non si riflette soltanto in quello del combattente, ma diviene quello del bambino, della madre, dell’anziano senza difesa. E’ quanto accade, oggi, a Kiev, a Gaza. La guerra totale esige non la sconfitta, la resa del nemico, ma il suo annientamento. Un accrescimento di crudeltà”. Lo ha detto il capo dello Stato, Sergio Mattarella, parlando al Bundestag tedesco.

MATTARELLA: GUERRA DI AGGRESSIONE È CRIMINE, VA RIBADITO CON RISOLUTEZZA

“Va ribadito con risolutezza: la sovranità di un popolo non si esprime nel diritto di portare guerra al vicino. La volontà di avere successo di una nazione non si traduce nel produrre ingiustizia. La guerra di aggressione è un crimine”.

MATTARELLA: RIFUGIATI SONO 122 MILIONI, NON SI TRATTA DI STATISTICHE

“Il numero di persone costrette ad abbandonare le proprie case, la propria terra, non ha precedenti. Secondo il rapporto reso noto ad aprile dall’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati, questi erano 122 milioni, in aumento di anno in anno. Anche qui non si tratta di statistiche. Sono volti, persone in cammino, famiglie cancellate, alle quali viene sottratto il futuro che preparavano”.

MATTARELLA: SE VUOI LA PACE DEVI COSTRUIRLA E PRESERVARLA

“In questi decenni nella comunita’ internazionale tanti attori – e tra essi l’Unione Europea – con ostinazione e non senza fatica, hanno perseguito la pace, che si nutre del rispetto dei diritti umani fondamentali. Perche’, se vuoi la pace, devi costruirla e preservarla”.

MATTARELLA: NIENTE PUÒ GIUSTIFICARE BOMBARDAMENTI AREE ABITATE E USO CINICO FAME

“Il Diritto internazionale umanitario, argine alla disumanità della guerra, è messo in discussione dai fatti. Ma nessuna ‘circostanza eccezionale’ puo’ giustificare l’ingiustificabile: i bombardamenti nelle aree abitate, l’uso cinico della fame contro le popolazioni, la violenza sessuale. La caduta della distinzione tra civili e combattenti colpisce al cuore lo stesso principio di umanità. È l’applicazione sistematica della ignobile pratica della rappresaglia contro gli innocenti. Colpisce l’ordine internazionale, basato sul principio del rispetto tra i popoli e del riconoscimento dell’orrore della guerra, oggi aggravata dal continuo irrompere di nuove armi”.

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Roma – Il Presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù Prof. Tiziano Onesti verrà premiato da ARGOS nella prima edizione di Cuori D’oro  

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Tiziano Onesti è professore ordinario di Economia Aziendale ha ricoperto vari incarichi di amministrazione e controllo presso primarie società commerciali (tra le quali Ferrovie dello Stato, Trenitalia, Eni, Telecom, Gruppo Editoriale L’Espresso, Aeroporti di Puglia)
Attualmente il Professore Onesti è il Presidente del più grande Policlinico e Centro di ricerca pediatrico in Europa, punto di riferimento per la salute dei bambini e ragazzi provenienti da tutta Italia e dal mondo, nella sua missione umanitaria e assistenziale.

Le strade del Prof. Onesti e dell’Associazione ARGOS Forze di Polizia si sono incrociate all’evento di Sport tenutosi a Palidoro, attività gioco e inclusione per bambini e ragazzi con disabilità e sindromi rare. L’iniziativa promossa da Gesis Italia si è svolta con la preziosa collaborazione di Asso Danza Italia, Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco, FITARCO/Arco Sport Roma, Fondazione Emanuela Panetti Onlus, Dipartimento Nazionale Attività Sociali, Associazione Argos Forze di Polizia, Unione Italiana Tiro a Segno, Nazionale Italiana Sistema Sportivo (N.I.S.S), Nucleo speciale SAF, Gravity Experience e Basket4ALL.

Tra qualche ora presso Palazzo Valentini in Roma sala Consiliare Giorgio Fregosi, si accenderanno i riflettori sulla prima edizione del premio nazionale Cuori D’oro, ideata e organizzata dalla Presidenza Argos Forze di Polizia del presidente Nazionale Guerrisi e Vicepresidente Zilli, il Prof. Tiziano Onesti riceverà la prestigiosa statua accompagnato da decreto iscritto all’albo nazionale seguito da medaglia dedicata, statua che rappresenta un mosaico di forme raffiguranti tante Buone Azioni che si sono concretizzate nelle attività umanitarie, caritatevoli, assistenziali, progettate sviluppate e condotte dall’Associazione ARGOS Forze di Polizia, insieme a tutti coloro che hanno partecipato attivamente ad ogni singola iniziativa, nella consapevolezza che anche una sola goccia d’altruismo può lenire un oceano di sofferenze e di solitudini.

RIFIUTI GETTATI DAI VEICOLI IN SOSTA O IN MOVIMENTO: SANZIONI DEI CARABINIERI FORESTALE.

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Nel comprensorio del Cicolano, più di venti soggetti sono stati sanzionati dai Carabinieri Forestale del Nucleo di Borgorose per aver depositato o gettato rifiuti non pericolosi dai veicoli in sosta o in movimento, lungo le strade e le loro pertinenze.

Una pratica molto diffusa che, grazie al puntuale monitoraggio del territorio da parte dei militari, ha subito una riduzione significativa. Gli autori delle condotte illecite sono stati sanzionati amministrativamente, in virtù della vigente normativa di settore, per un importo complessivo di quasi 6.000,00 Euro.

L’abbandono dei rifiuti è un fenomeno che degrada non solo il paesaggio ma che può comportare gravi rischi per la fauna e la flora locali, oltre a contribuire all’inquinamento del suolo e delle acque.

Al fine di contrastare l’inciviltà di chi si ostina a non conferire correttamente i rifiuti, i Carabinieri Forestale svolgono campagne di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali, con attività di informazione ed educazione ambientale, anche in favore dei più giovani.

POGGIO MIRTETO. CONTROLLI STRAORDINARI DEI CARABINIERI NEL WEEKEND: 6 PERSONE SEGNALATE ALLA PREFETTURA E ALTRE 5 DENUNCIATE A PIEDE LIBERO 

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Nel corso del weekend, i Carabinieri della Compagnia di Poggio Mirteto hanno predisposto un articolato servizio di controllo del territorio che ha interessato la quasi totalità dei Comuni ricadenti nella giurisdizione del Reparto.

Numerosi uomini e mezzi delle Stazioni dipendenti hanno preso parte all’operazione, consentendo una capillare perlustrazione tanto delle aree urbane più densamente abitate quanto delle zone rurali maggiormente isolate.

L’attività ha permesso di identificare complessivamente circa 90 persone e controllare oltre 70 veicoli. Sono stati inoltre sottoposti a verifica sette esercizi pubblici, controllati diversi soggetti destinatari di misure restrittive personali ed elevate quasi 20 sanzioni per violazioni al Codice della Strada.

In particolare, due uomini italiani di 37 e 49 anni, già noti alle Forze dell’Ordine, sono stati fermati alla guida dei rispettivi veicoli e sottoposti ad accertamento alcolemico tramite etilometro, risultando entrambi con valori ben superiori al limite consentito.

Per loro è scattato il ritiro immediato della patente, mentre i veicoli sono stati affidati a persone di fiducia.

Nel corso dell’operazione, un altro uomo è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di circa 15 centimetri, senza che fosse in grado di giustificarne il porto.

Inoltre, due soggetti – un cittadino straniero di 45 anni e un italiano di 48 anni – sono stati deferiti per aver rivolto frasi minacciose nei confronti di un collega di lavoro, contenute in messaggi vocali inviati tramite chat.

Le cinque persone sopra indicate sono state denunciate in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria di Rieti, che valuterà ora le violazioni contestate dai militari operanti.

“Questo bimbo a chi lo do?”: comicità travolgente e riflessione sociale al Politeama di Napoli

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Uno spettacolo di grande successo, accolto da risate incontenibili e applausi scroscianti che hanno consacrato la serata.
Uno spettacolo di grande successo, accolto da risate incontenibili e applausi scroscianti che hanno consacrato la serata.

Il Teatro Politeama di Napoli ha ospitato ieri sera la commedia “Questo bimbo a chi lo do?”, scritta e diretta da Eduardo Tartaglia, con protagonista lo stesso Tartaglia accanto a Veronica Mazza. Uno spettacolo che ha saputo conquistare il pubblico con una comicità a ritmo serrato, capace di alternare risate incontenibili e momenti di riflessione profonda.

Una comicità veloce e intensa

La rappresentazione si è sviluppata come un crescendo: battute incalzanti, situazioni paradossali e un ritmo narrativo che non ha mai concesso pause. La platea ha risposto con risate a gogò, applausi spontanei e approvazione continua, segno di un coinvolgimento autentico.

La trama

La commedia affronta il tema delicato della maternità surrogata, raccontando la vicenda di una coppia di vip che decide di ricorrere all’utero in affitto per salvare la carriera della donna nello show business. La scelta coinvolge una coppia in difficoltà economica, dando vita a un intreccio di contraddizioni, paure e sentimenti, che si muove tra ironia e dramma.

Omaggio alla tradizione

Pur nella leggerezza, lo spettacolo porta con sé l’eco della grande tradizione teatrale napoletana, con un linguaggio che richiama la lezione di Eduardo De Filippo: la comicità come strumento di riflessione sociale. La storia, seppur comica, si rivela toccante, perché mette in scena fragilità e contraddizioni umane, restituendo al pubblico un messaggio di verità.

Il cast

Accanto a Tartaglia e Mazza, hanno dato spessore alla commedia Antonio D’Avino, Marco Mario De Notaris, Gianni Parisi e Claudia Mercurio, rendendo lo spettacolo corale e dinamico.

In sintesi: “Questo bimbo a chi lo do?” è una commedia che diverte e fa pensare, un esempio di teatro che unisce comicità brillante e impegno civile, regalando al pubblico una serata intensa e memorabile.

Il Sud Italia che corre: il viaggio umano e sportivo di Antonio “Mele” Nani

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Antonio “Mele” Nani, maestro del motore e mentore di generazioni di piloti meridionali.
Antonio “Mele” Nani, maestro del motore e mentore di generazioni di piloti meridionali.

Quando si parla di Sud Italia, la mente corre all’arte, alla musica e alla tradizione teatrale. Ma esiste una cultura parallela, altrettanto nobile, intrisa di olio e benzina: la cultura del motore. È l’officina come santuario, dove la precisione diventa dogma e la velocità disciplina. In questo universo emerge un nome che da decenni è pilastro riconosciuto: Antonio Nani, detto “Mele”.

Dallo scugnizzo al maestro della meccanica

Nato in una famiglia facoltosa ma cresciuto con gli adottivi “Mele”, Antonio ha abbracciato un’identità popolare e fiera che lo ha formato realmente. La sua educazione parte dalle strade di Napoli, tra contrabbando del pane e notti insonni, imparando il valore della caparbietà e della resilienza.

La sua vita, segnata da crisi e riconoscimenti negati, è diventata esempio di resistenza e dedizione assoluta. Ogni motore decifrato da Mele era trattato come una sinfonia antica, da rispettare e perfezionare.

La Cattedrale della Meccanica campana

Con la fondazione della Mele MotorSport, Antonio ha creato una vera e propria accademia artigianale, un luogo dove si insegnava prima di tutto ad essere uomini onesti e poi meccanici o piloti. Il suo metodo era un codice d’onore: se un’auto non era impeccabile, non si partiva.

Per i suoi allievi era “Signor Mele”, titolo guadagnato come mentore totale e tecnico inappellabile. In pista interveniva dove il coraggio di molti si fermava, diagnosticando guasti dal minimo rumore. Generazioni di piloti meridionali portano oggi il suo marchio indelebile.

Una storia che diventa libro

La sua storia, presto narrata in un libro, non mira a costruire un mito, ma a riconoscere un uomo che ha scolpito la cultura motoristica con le sue mani. Mentre molti parlano di passione, Mele l’ha edificata a colpi di chiave e sudore, trasformandola in patrimonio collettivo.

Il rombo come sinfonia

Antonio Nani “Mele” non ha riempito teatri né inciso dischi. Ha acceso motori, plasmato persone e lasciato il rumore più potente di tutti: motori che suonavano come violini, testimoniando ingegno e conoscenza profonda.

È con questo inconfondibile rombo che il Sud scrive la sua storia. Non produce solo artisti da ammirare, ma Maestri da seguire. E Antonio Nani “Mele” è inequivocabilmente uno di loro.

In Italia i poveri sono quasi raddoppiati negli ultimi 10 anni

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Il rapporto Caritas: il numero di famiglie in povertà assoluta è aumentato del 43,3%. Ci sono 5,7 milioni di italiani in condizioni di indigenza

di Vittorio Di Mambro Rossetti

ROMA – In occasione della nona Giornata mondiale dei poveri (domenica 16 novembre 2025), Caritas Italiana pubblica la ventinovesima edizione del Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia. A quasi trent’anni dal primo volume “I bisogni dimenticati” (1996), il Rapporto 2025 sceglie di portare al centro del dibattito pubblico quei fenomeni che restano spesso ai margini dello sguardo: disuguaglianze economiche, povertà multidimensionali, azzardo industriale di massa, violenza sulle donne, povertà energetica. Sono i “fuori campo” della società italiana.

In Italia la povertà assoluta coinvolge oggi una quota sempre più ampia della popolazione. Secondo i dati diffusi da Istat il 14 ottobre, il 9,8% degli italiani – oltre 5,7 milioni di persone e 2,2 milioni di famiglie (8,4% dei nuclei) – vive in condizioni di indigenza. Negli ultimi dieci anni il fenomeno è cresciuto in modo significativo: il numero di famiglie in povertà assoluta ha registrato un +43,3%, segno di un processo di radicamento che ha reso la povertà una componente strutturale del tessuto sociale nazionale.

Accanto alla povertà economica, il Rapporto mette a fuoco la crescita delle disuguaglianze. In Italia il 10% delle famiglie più ricche detiene circa il 60% della ricchezza complessiva. Almeno 10 milioni di adulti dispongono di risparmi liquidi inferiori ai 2.000 euro, insufficienti per reggere uno shock come la perdita del lavoro o una malattia.Le rilevazioni della rete Caritas confermano e approfondiscono le tendenze evidenziate dai dati ufficiali, mostrando come alla povertà economica si affianchi spesso una più ampia vulnerabilità sociale e relazionale delle persone.

Nel 2024 i Centri di Ascolto Caritas hanno sostenuto 277.775 famiglie, pari al 12% di quelle in povertà assoluta, con un aumento del 3% rispetto al 2023 e del + 62,6% rispetto al 2014. Tra queste, oltre una su due presenta almeno due forme di disagio appartenenti ad ambiti diversi, mentre una su tre ne manifesta tre o più, a conferma del carattere interconnesso e cumulativo delle povertà contemporanee.

Per leggere meglio questa complessità, Caritas Italiana ha avviato uno studio pilota che ha portato alla costruzione di un indice sintetico di vulnerabilità individuale. Oltre il 67% delle persone con bisogni in tre o più ambiti rientra in una fascia di vulnerabilità medio-alta o alta. Gli interventi puramente assistenziali non bastano più, serve un cambio di paradigma verso politiche integrate e percorsi “capacitanti” che restituiscano alle persone autonomia, dignità e possibilità di futuro.

Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Neve in arrivo: irruzione polare con fiocchi fino a quote basse. Ecco quando

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Previsto un brusco calo delle temperature e la possibilità che la neve si spinga fino a quote insolitamente basse per il periodo

ROMA – Una svolta invernale è prevista per la fine del mese: secondo le previsioni de ilmeteo.it, una forte irruzione di aria polare raggiungerà l’Italia a partire da giovedì 20 novembre, con un brusco calo delle temperature e la possibilità che la neve si spinga fino a quote insolitamente basse per il periodo. Si attendono “nevicate sulle Alpi (oltre i 5/600 metri) e sull’Appennino centro-settentrionale oltre i 1100/1300 metri di quota” e “a causa della velocità con cui avverrà l’irruzione e delle temperature piuttosto fredde, non è escluso il rischio di neve fino a quote molto basse (bassa collina/alta pianura) su Piemonte, Lombardia e Triveneto“.

L’autunno, quindi, sta rapidamente cedendo spazio all’inverno e l’Italia dovrà prepararsi a una fase più dinamica e fredda. Sebbene le nevicate fino a quote basse in novembre siano rare, la configurazione atmosferica attesa sembra offrire proprio le condizioni giuste per renderle possibili. “Già nel corso del prossimo weekend ci aspettiamo l’ingresso di una prima perturbazione che porterà piogge battenti e nevicate sull’arco alpino oltre i 1900/2000 metri di quota (in calo durante la giornata di lunedì 17 novembre)- dicono i meteorologi- Tuttavia, la nostra attenzione è rivolta da giovedì 20 novembre in poi quando un impetuoso ingresso di aria fredda di origine polare provocherà una drastica riduzione delle temperature su buona parte dell’Italia dando il via ad una fase di freddo maltempo. Nel corso di venerdì 21 novembre e nel successivo fine settimana ci aspettiamo la fase clou del peggioramento con abbondanti precipitazioni su molte delle nostre regioni. Si tratterà a tutti gli effetti di una configurazione più di stampo invernale con le correnti fredde in discesa dal Nord Europa fin verso il bacino del Mediterraneo”.

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Trovato senza vita il corpo di Axenia Manoli: era in un bosco nel comune di Cave

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Al momento, l’ipotesi degli investigatori è che possa trattarsi di un gesto volontario

Foto: Axenia Manoli/Facebook

ROMA – È giallo sul ritrovamento del corpo senza vita di Axenia Manoli, trovata morta nei pressi di un bosco nel comune di Cave. A denunciare la scomparsa della donna, 31 anni di origini moldave, è stato il marito il giorno prima. Stando a quanto riportato da Rai News, la donna, che viveva a Valmontone, prima di sparire avrebbe portato i figli a scuola per poi allontanarsi sulla sua auto. Al momento, l’ipotesi degli investigatori è che possa trattarsi di un gesto volontario.

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Sconvolta la comunità di Cave. Su Facebook le parole del sindaco e dell’amministrazione comunale: “Esprimiamo profondo cordoglio per il tragico ritrovamento della giovane concittadina, Axenia Manoli, scomparsa nelle scorse ore. In questo momento di grande dolore, ci stringiamo con sincera vicinanza alla famiglia, ai suoi affetti più cari e a tutta la comunità colpita da questa perdita improvvisa. Un sentito ringraziamento va alla cittadinanza attiva che, fin dalle prime ore, si è mobilitata con generosità e partecipazione, dimostrando ancora una volta il grande senso di solidarietà che contraddistingue la nostra città. L’Amministrazione comunale di Cave è unita nel dolore e nella solidarietà e ribadisce la propria vicinanza alla famiglia, confermando l’impegno nel restare presente e disponibile a offrire supporto in ogni forma possibile”.

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