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Fonte Nuova – Verso la prima edizione del Premio Nazionale “Cuori D’oro” – Ben due riconoscimenti vanno a due realtà di Fonte Nuova comune della città metropolitana di Roma Capitale

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Manca meno di tre giorni all’evento ideato e organizzato dal Dipartimento Nazionale Cultura Attività Sociali e Cerimoniale dell’Associazione Argos Forze di Polizia, dal nome Premio Nazionale “Cuori D’oro“, che si terrà il 17 novembre pv presso Palazzo Valentini in Roma sala Consiliare Giorgio Fregosi. Riconoscimento dedicato a donne e uomini che per le loro nobili azioni hanno lasciato un ricordo indelebile nella nostra società. Con il prestigioso Patrocinio del Giubileo 2025 concesso dall’Ecc.mo Pro – Prefetto S.E. Mons. Rino Fisichella, con il patrocinio del Parlamento europeo, con il patrocinio del CNI Fair play, il patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico, il patrocinio del CONI Lazio, patrocinio della federazione Italiana Sport Invernali comitato Lazio e Sardegna.

Il comitato di giuria del premio già da tempo a lavoro, è presieduta dal Professore Avv. Salvatore Sfrecola quale presidente dell’associazione Italiana Giuristi di Amministrazione, laureato in giurisprudenza ed in sociologia presso l’Università degli Studi di Roma ” La Sapienza”, giornalista pubblicista ( iscritto all’Albo dal 1970 ), avvocato patrocinante in cassazione, è stato magistrato della Corte dei Conti con qualifica di Presidente di Sezione, attualmente responsabile Nazionale Affari Giuridici dell’Associazione Argos Forze di Polizia.

Tanti i nomi eccellenti che verranno insigniti e che hanno confermato la loro presenza, tra gli altri il Prefetto di Roma Lamberto Giannini, il Questore di Roma Dott. Roberto Massucci, il Senatore della Repubblica Italiana Andrea De Priamo, il giornalista Domenico Iannacone, il professore Tiziano Onesti Presidente dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, il responsabile della comunicazione RAI Fabrizio Casinelli, il Presidente dell’Ordine dei Gionalisti Lazio Guido D’Ubaldo, l’Assessore alla mobilità, Trasporti al demanio della Regione Lazio Fabrizio Ghera, il presidente dell’AIC Autori Italiani Cinematografia Luciano Tovoli, il presidente della Promet Impresa Sociale Laura Barbaliscia, il presidente Gesis Italia Daniele Laureti, il maestro tenore Francesco Grollo, il presidente Fondazione Insigniti OMRI Prefetto Francesco Tagliente e molti altri ancora. Sarà presente all’evento il presidente onorario e il Direttore della Fondazione Alberto Sordi, l’Avv. Giorgio Assumma e l’Ing. Paolo Matteucci.

Tanti anche gli atleti presenti, tra gli altri Manuel Bortuzzo nuotatore medaglia bronzo giochi paralimpici Parigi 2024 del Gruppo Sportivo Fiamme Oro, Valerio Di Cocco medaglia d’argento campionati del mondo 2023, sei volte campione Italiano Paratleta della Fijkam-Nazionale Italiana di Parakarte.

Ben due riconoscimenti vanno a Fonte Nuova, a due realtà che operano sul territorio, realtà diverse nella loro mission, ma entrambe focalizzate sulla solidarietà , l’altruismo, sull’inclusione, la cooperazione, da anni con passione amore per il prossimo portano avanti con i loro soci e operatori le loro attività; La Lanterna di Diogene con il presidente Caterina Simei e l’Associazione Nazionale Finanzieri D’Italia Sez. di Fonte Nuova, del presidente Giovanni Nesta, entrambi saranno insigniti della statua del Premio Nazionale “Cuori D’oro” prima edizione, da decreto iscritto all’albo nazionale e accompagnata da una medaglia dedicata. La statua rappresenta un mosaico di forme raffiguranti tante Buone Azioni che si sono concretizzate nelle attività umanitarie, caritatevoli, assistenziali, progettate sviluppate e condotte dall’Associazione ARGOS Forze di Polizia, insieme a tutti coloro che hanno partecipato attivamente ad ogni singola iniziativa, nella consapevolezza che anche una sola goccia d’altruismo può lenire un oceano di sofferenze e di solitudini.

CENTRO METEO ITALIANO. Previsioni Meteo 14 Novembre 2025

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Condizioni di tempo asciutto nel corso della giornata ma con nuvolosità alternata a schiarite sia al mattino che al pomeriggio. Addensamenti più compatti in serata e nottata ma senza fenomeni di rilievo associati. Temperature comprese tra +8°C e +20°C.

Lazio

Tempo stabile su tutta la regione nel corso della giornata con nuvolosità alternata a schiarite sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata addensamenti sempre più compatti ma senza fenomeni di rilievo associati. 

NAZIONALE

AL NORDAl mattino nubi basse o banchi di nebbia su Liguria e Pianura Padana, sereno o poco nuvoloso sui restanti settori. Al pomeriggio nuvolosità in aumento al Nord-Ovest ma senza fenomeni associati. Tra la serata e la notte nuvolosità in aumento su tutte le regioni, con piogge sparse al Nord-Ovest e neve sulle Alpi occidentali oltre i 2000 metri. 

AL CENTRO
Stabilità prevalente nel corso della giornata con cieli sereni o poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio, salvo dei maggiori addensamenti sulla Toscana settentrionale. Tra la serata e la notte nuvolosità in aumento specie sul versante tirrenico, con locali piogge sulla Toscana. 

AL SUD E SULLE ISOLEGiornata all’insegna del bel tempo con cieli soleggiati su tutte le regioni sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata si rinnovano condizioni di tempo stabile e asciutto, con nuvolosità in aumento sulla Sardegna e sereno o poco nuvoloso sulle altre regioni.

Temperature minime stazionarie o in lieve rialzo al Nord-Ovest, al Sud e sulle Isole Maggiori, massime stabili o in lieve calo al Nord e stazionarie o in lieve rialzo sul resto d’Italia.

Www.centrometeoitaliano.itVideo meteo domani: https://www.youtube.com/c/CentrometeoitalianoIt/videos

PLATI’ (RC): SCOPERTO BUNKER CON PIANTAGIONE “INDOOR” DI MARIJUANA: DENUNCIATI PADRE E FIGLIO

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L’INGEGNOSO NASCONDIGLIO ALIMENTATO DA UN ALLACCIO ABUSIVO ALLA RETE ELETTRICA

Un bunker sotterraneo, nascosto sotto una stalla in mezzo alla fitta vegetazione aspromontana, trasformato in una serra “indoor” di marijuana: è quanto hanno scoperto i Carabinieri della Stazione di Platì, insieme ai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” e del 14° Battaglione “Calabria”, nel corso di un servizio straordinario di controllo del territorio finalizzato al contrasto della produzione di sostanze stupefacenti.

Padre e figlio, entrambi denunciati in stato di libertà, sono ritenuti responsabili di aver realizzato un vero e proprio laboratorio sotterraneo per la coltivazione di cannabis.
L’operazione è scattata dopo un’attenta attività di osservazione: i militari, durante una perlustrazione in area rurale, hanno notato un cavo elettrico che si perdeva tra gli alberi — un dettaglio anomalo che ha destato immediatamente sospetto. Seguendone il tracciato per centinaia di metri, i Carabinieri sono giunti all’ingresso di un capanno agricolo apparentemente in disuso, ma al suo interno si celava ben altro.

Spingendo un pannello basculante, azionato da un sistema di contrappesi nascosto alla vista, si apriva l’accesso a un vero e proprio bunker sotterraneo. All’interno, i militari hanno rinvenuto una piantagione di marijuana con piante alte tra i 70 e i 110 centimetri, illuminate e ventilate da un complesso impianto elettrico e di aerazione alimentato da un allaccio abusivo alla rete pubblica. Tutto era stato studiato nei minimi dettagli per garantire la crescita indisturbata delle piante, lontano da occhi indiscreti.

L’intera struttura, realizzata abusivamente, rappresentava un sofisticato esempio di coltivazione illegale, con tanto di trasformatori, ventilatori e lampade per simulare le condizioni ideali di una serra professionale.
L’operazione si inserisce in una più ampia strategia di contrasto al narcotraffico portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di Locri, impegnati costantemente nel monitoraggio delle aree più impervie dell’Aspromonte, dove la conoscenza del territorio e l’esperienza operativa dei militari restano un baluardo fondamentale contro l’illegalità.

Si precisa che le persone coinvolte sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto dei diritti dell’indagato e delle garanzie previste dal nostro ordinamento.

ISTAT, impennata prezzi al consumo. Parenti (Confagricoltura Lazio): “Necessario investire su rinnovabili e fare chiarezza su aree agricole idonee ad ospitarle”.

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ROMA – Di seguito una dichiarazione del Presidente di Confagricoltura Lazio, Antonio Parenti:

“Seppur ben consapevoli dell’andamento dei prezzi degli ultimi anni, i recenti dati diffusi da ISTAT che vedono un’impennata di quasi il 25% dei prezzi degli alimentari in Italia negli ultimi cinque anni sono una certificazione scioccante del peso che i cittadini italiani stanno sopportando per i beni di prima necessità. Da tempo richiamiamo, come organizzazione di rappresentanza, la necessità di una serie di misure e strategie finalizzate a mitigare gli effetti di questo fardello sulle spalle di famiglie e imprese. Oggi ISTAT ci offre l’ennesima occasione per ribadire con forza che il Paese nella sua interezza, e il settore che rappresentiamo in particolare, deve poter investire sempre di più sullo sviluppo delle energie rinnovabili, attraverso risorse ad hoc e semplificazione delle procedure. E’ evidente, infatti, quanto impatti il costo dell’energia sull’incremento dei prezzi e dobbiamo assolutamente invertire questo trend. Concentrandoci sul settore agricolo, è urgente poi mettere mano in maniera seria e definitiva al tema delle aree idonee ad ospitare impianti di energia rinnovabile e sul tema della produzione e nell’utilizzo di energia condivisa all’interno di aree territoriali e segmenti produttivi”.

Spazio, la ‘cometa dorata’ si è frantumata sotto gli occhi dei telescopi

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È stata scoperta nel maggio 2025 grazie al programma Atlas

ROMA – È una breaking news in tutti i sensi: il nucleo della ‘cometa dorata’, com’è stata ribattezzata nelle ultime settimane la C/2025 K1 (Atlas), si è spezzato in più frammenti. Come testimonia anche l’immagine ottenuta la notte tra l’11 e il 12 novembre con il telescopio Copernico dell’Osservatorio di Asiago. La cometa – si legge in una nota dell’Inaf – è stata scoperta nel maggio 2025 grazie al programma Atlas (Asteroid Terrestrial-Impact Last Alert System), un programma di ricerca finanziato dalla Nasa che utilizza quattro telescopi (due alle Hawaii, uno in Cile e uno in Sudafrica) per scandagliare ogni notte in modo automatico il cielo alla ricerca di oggetti asteroidali potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta. Una delle ricadute scientifiche di questo programma è la continua scoperta di comete, come appunto C/2025 K1 (Atlas).

È una cometa classificata come ‘iperbolica’, ossia che durante il periodo temporale delle osservazioni, dalla scoperta ai primi giorni di novembre, si è mossa su un’orbita aperta. In realtà, le integrazioni numeriche all’indietro relative al suo moto, prima che entrasse nelle regioni più interne, ci dicono che è una cometa proveniente dalla nube di Oort, ai confini esterni del Sistema solare, e che questa è verosimilmente la sua prima volta in transito dalle nostre parti: è una cometa “dinamicamente nuova”.La sua traiettoria l’ha portata, ai primi del mese di ottobre, a passare per un punto di minima distanza dal Sole(perielio) abbastanza vicino alla nostra stella, a circa 0.33 unità astronomiche, appena al di fuori dell’orbita di Mercurio. A causa di questa ‘piccola’ distanza dal Sole ha subito un elevato irraggiamento solare, che ha determinato un aumento notevole della temperatura degli strati superficiali e interni del nucleo. Proprio le condizioni in cui ci si aspetta un evento di ‘rottura’: a seconda delle proprietà interne del nucleo – ossia la sua porosità, il suo stato di coesione, la sua composizione e la percentuale di ghiacci – è infatti possibile che l’aumento della temperatura determini un elevato ‘degassamento’, un’improvvisa e violenta fuoriuscita di materiale gassoso e polveroso, e la conseguente frammentazione del nucleo, a volte in pochi pezzi più o meno simili come dimensioni, a volte in una nuvola di frammenti e detriti che si distribuiscono lungo la traiettoria della cometa originale.

“Questo è quello che sembra essere successo alla ‘cometa dorata’, com’è stata ribattezzata nelle ultime settimane la C/2025 K1 (Atlas)- dice Elena Mazzotta Epifani, ricercatrice astronoma all’Inaf-Osservatorio astronomico di Roma- Preceduto da due episodi di improvviso aumento della luminosità (dovuto proprio all’aumento dell’espulsione di materiale da parte degli strati superficiali), come riportato nell’Astronomer’s Telegram (ATel) #17482 dello scorso 6 novembre, il nucleo della cometa si è spezzato in più frammenti il 10 novembre scorso, come riportato negli ATel #17487 e #17488”. “Gli eventi di ‘rottura’ di un nucleo cometario, oltre ad essere scenografici e d’effetto, hanno anche un alto valore scientifico, soprattutto se – come in questo caso – la cometa è ‘nuova’, e quindi decisamente primordiale- spiega Mazzotta Epifani- L’esposizione del materiale al suo interno, sia quello solido dei minerali sia quello ghiacciato, permette di esplorare la composizione chimica di un corpo praticamente inalterato dal momento della sua formazione, durante le prime fasi di formazione del Sistema solare, dandoci anche informazioni sulla sua densità, sullo stato di aggregazione, sulla struttura e porosità. Una vera e propria ‘macchina del tempo’, insomma, che ci riporta alle condizioni iniziali della nostra nebulosa planetaria, in cui alcuni planetesimi si sono aggregati per costruire i primi corpi protoplanetari e altri sono rimasti come residui primordiali che gli astronomi possono studiare oggi”.“Nella notte tra l’11 e il 12 novembre scorsi abbiamo avuto l’occasione fortunata di osservare la cometa C/2025 K1 (Atlas) e fotografare l’evento di frammentazione proprio in corso d’opera. Eravamo infatti assegnatari della notte di osservazione all’Osservatorio di Asiago, al telescopio Copernico (1.82 metri) equipaggiato con lo strumento Afosc, per ottenere dati di imaging proprio su alcune comete della stessa famiglia- continua Francesco Ferrigno, osservatore designato per la notte e borsista dell’Università Parthenope (Napoli), di cui è supervisore il professor Ivano Bertini per il programma ‘Osservazioni da Terra (non Lsst) in supporto alla missione Comet Interceptor’, all’interno dell’accordo Asi-Inaf per la missione- Il contesto era quello del nostro programma osservativo di lungo termine per monitorare l’attività di tipo cometario lungo l’orbita in avvicinamento al Sole”. “Abbiamo subito pensato che fosse molto interessante provare a testimoniare anche questo evento astronomico abbastanza raro. Usando lo stesso setup del telescopio approntato per il nostro programma in corso- spiega Ferrigno- abbiamo ottenuto diverse immagini del nucleo frammentato della C/2025 K1 (Atlas) nel filtro r-Sloan, di cui mostriamo come esempio l’immagine ottenuta al tempo Utc 2025-11-12 03:56:40.963, con un tempo di esposizione di 20 secondi. L’immagine ha una scala lineare proiettata, nella dimensione orizzontale, di circa 96mila km. La vicinanza angolare della cometa alla Luna sul campo di osservazione, proprio all’inizio dell’ultimo quarto, e la presenza di una luminosa stella di campo nelle fasi iniziali delle osservazioni, hanno reso necessario diversificare i tempi di esposizione per arrivare alle condizioni ottimali”. “Da una prima veloce analisi delle immagini possiamo confermare che sono sicuramente presenti due pezzi abbastanza simili, i cui massimi di luminosità sono separati di circa duemila km (distanza proiettata sul campo stellare); in più si intuisce la presenza di un terzo frammento più piccolo e debole alla sinistra della coppia- osserva Mazzotta Epifani- Le immagini verranno analizzate più approfonditamente nei prossimi giorni. Nel frattempo, possiamo già considerarle un risultato affascinante, in una notte di per sé straordinaria come testimonia anche lo scatto ottenuto da Francesco con lo smartphone durante la sua notte all’osservatorio, che immortala un’aurora boreale rossa, splendida e inusuale (alle nostre latitudini), dovuta agli intensi brillamenti solari dei giorni scorsi”.

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Stop al rinnovo della carta d’identità per gli over 70

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Ecco cosa prevede il nuovo ‘decreto Semplificazioni’ che sarà presentato nei prossimi giorni in Parlamento

di Serena Tropea

ROMA – Nei prossimi giorni sarà presentato in Parlamento il nuovo ‘decreto Semplificazioni‘, che tra le numerose misure incluse prevede anche l’abolizione del rinnovo della carta d’identità per i cittadini che hanno compiuto 70 anni. Ad annunciarlo è stato il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, intervenuto alla trasmissione radiofonica Next Economy di Giornale Radio.

“Nei prossimi giorni arriverà in Parlamento un nuovo decreto semplificazioni, che prevede tra l’altro l’abolizione del rinnovo della carta d’identità per gli over 70, con l’obiettivo di rendere più semplice la vita ai cittadini”, ha detto il ministro parlando della modernizzazione della macchina amministrativa.

COSA SIGNIFICA CONCRETAMENTE

Alla luce delle anticipazioni, la proposta prevede che chi ha raggiunto o superato i 70 anni non debba più recarsi in municipio per il rinnovo del documento. Secondo alcuni, il documento diventerebbe valido a tempo indeterminato oppure con scadenza molto più dilatata. La scelta interessa una platea significativa: secondo i dati Istat, gli over 75 in Italia sono oltre 7 milioni.

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Crosetto: “Droni russi in Europa? Prepariamoci anche noi”

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GUIDO CROSETTO MINISTRO

Il ministro della Difesa: “All’Italia serve una strategia unificata: una catena di condivisione delle informazioni moderna tempestiva fra Difesa, Interno ed Enac”

ROMA – Intervistato oggi dal Foglio, il ministro della Difesa Guido Crosetto, sostiene che non ci sia da abbassare la guardia, sul tema dello sconfinamento in Europa dei droni russi. E dice testualmente che l’Italia deve “prepararsi” per affrontare scenari simili, deve considerare le incursioni russe nello spazio aereo europeo come delle minacce concrete alla nostra sicurezza e alla nostra sovranità e a domanda diretta, cosa manca all’Italia per poter essere pronta ad affrontare un capitolo ulteriore della difesa contro le minacce russe, risponde così. “All’Italia serve una strategia unificata contro la guerra ibrida dei droni: una catena di condivisione delle informazioni moderna tempestiva fra Difesa, Interno ed Enac; una rete nazionale di sensori, anche a bassa quota per individuare in tempo reale intrusioni su porti, aeroporti e infrastrutture; sistemi moderni di identificazione; una catena di comando e controllo integrata con quella della Difesa aerea e regole d’ingaggio e strumenti legali per neutralizzare i velivoli; servono poi esercitazioni periodiche multi-agenzia; un sistema di reporting obbligatorio e una task force di attribuzione. Solo così la minaccia smetterà di essere presunta e diventerà un fatto gestito fino in fondo”.

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Tragedia vicino Trieste: una donna ha ucciso il figlio di 9 anni tagliandogli la gola

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E’ successo a Muggia. Le forze dell’ordine sono state allertate dall’ex marito e padre del bambino

ROMA – Tragedia a Muggia, in provincia di Trieste: una donna di 55 anni, Olena Stasiuk, di origini ucraine, è accusata di aver ucciso il figlio di nove anni tagliandogli la gola con un coltello da cucina, prima di tentare il suicidio tagliandosi le vene.

Il corpo del bambino è stato scoperto nella serata di ieri dalla Squadra Mobile allertata dal padre – un 56enne triestino – che non riusciva più a contattare l’ex moglie. La donna avrebbe dovuto riconsegnargli il figlio alle 21, come previsto dagli accordi di affido. A quanto scrive il Corriere della Sera gli agenti, entrati nell’abitazione nel centro di Muggia, hanno trovato la madre in stato di shock e il piccolo ormai senza vita, nel bagno di casa. La donna è stata arrestata e trasferita all’ospedale di Cattinara, dove si trova piantonata. Era seguita dal Tribunale e dal Centro di Salute Mentale.

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Scavi alla Casa del Jazz di Roma: dopo 31 anni si cerca il giudice Paolo Adinolfi

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Dispiegamento di forze per ispezionare le gallerie sotterranee di quella che un tempo fu la residenza di Enrico Nicoletti, cassiere della banda della Magliana

di Carlotta di Santo e Redazione Web

ROMA – Cani molecolari, transenne, uomini in divisa e operai che scavano nel terreno con le pale: si sta cercando qualcuno sotto l’area della Casa del Jazz, in via Cristoforo Colombo, a Roma, già bene confiscato alla criminalità organizzata. Tutto intorno squadre speciali, carabinieri, polizia, guardia di finanza e vigili del fuoco, oltre al personale della Sovrintendenza capitolina. Dalle otto e per tutta la mattina di oggi, giovedì 12 novembre, la zona è stata praticamente blindata.

A 31 anni dalla misteriosa scomparsa del giudice Paolo Adinolfi, avvenuta il 2 luglio 1994, riprendono così le indagini. Gli investigatori sono al lavoro con i cani molecolari nelle gallerie dello spazio culturale di via Cristoforo Colombo, che risultava essere nella disponibilità di Enrico Nicoletti, cassiere della Banda della Magliana. L’intervento, disposto dalla Prefettura, è stato deciso a seguito di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dopo una richiesta dell’ex magistrato Guglielmo Muntoni. L’obiettivo degli inquirenti è esplorare per la prima volta alcune gallerie sotterranee nella zona, sperando di trovare nuovi elementi che possano fare luce su un caso che da decenni resta irrisolto.LA SCOMPARSA DI PAOLO ADINOLFI, UN MISTERO LUNGO 31 ANNI

Il dispiegamento di forze punterebbe a verificare l’ipotesi che, fra cunicoli e gallerie sotterranea, possano esserci i resti di qualche persona scomparsa e mai più trovata. Fra loro si pensa al nome del giudice Paolo Adinolfi, magistrato romano scomparso 31 anni fa, il 2 luglio 1994. L’inchiesta sulla sua sparizione è stata archiviata, il suo caso è rimasto un giallo irrisolto.

Quel giorno Adinolfi non tornò mai più a casa e di lui si persero le tracce. Quando scomparve era un giudice della corte d’Appello da pochi giorni, prima era stato in servizio nella sezione Fallimentare del tribunale di Roma, per cui aveva seguito alcuni “crac romani” legati anche ad ambienti della criminalità organizzata. Ma non è escluso che l’attività di questa mattina, partita su input della Prefettura, possa portare ad altro.

LE RICERCHE IN ANTICHE GALLERIE DI EPOCA ROMANA

Quella che oggi è la Casa del Jazz è sostanzialmente un bene confiscato alla malavita organizzata. Le operazioni di verifica e ricerca, avviate anche con il nucleo del soccorso alpino della Guardia di Finanza, avrebbero l’obiettivo di ispezionare l’interno di alcune gallerie inesplorate, presumibilmente di epoca romana, che si trovano proprio sotto il complesso. Si spiega così anche la presenza dei della Sovrintendenza. Non è stato reso noto al momento sulla base di quali informazioni o novità investigative sia scattata l’operazione.

IL FIGLIO DI ADINOLFI: “DOBBIAMO SOLO ASPETTARE”

“Ora dobbiamo solo aspettare. Non si può dire altro”: sono le parole di Lorenzo Adinolfi, figlio di Paolo Adinolfi,  presente alla Casa del Jazz stamane, riportate dal quotidiano “Il Messaggero”. Da quanto riferito da fonti investigative, le operazioni di scavo sono terminate in tarda mattinata e riprenderanno domani mattina.

COSA SI SA: LA PISTA DELLA BANDA DELLA MAGLIANA

Adinolfi, che aveva 52 anni all’epoca della sua scomparsa, era un giudice della Corte d’appello di Roma e si era distinto per il suo impegno su casi delicati, compresi quelli legati alla bancarotta fraudolenta e alle operazioni delle bande criminali.
Il giorno della sparizione, Adinolfi lasciò la sua casa di via della Farnesina dicendo alla moglie che sarebbe tornato per pranzo, ma non fece mai ritorno. Gli investigatori ricostruirono che quella mattina si era recato alla biblioteca del Tribunale civile di Roma per un’operazione bancaria e, successivamente, avrebbe preso un autobus per andare a trovare sua madre nel quartiere Parioli. Le indagini, però, sono sempre rimaste ambigue: alcune testimonianze affermano di averlo incontrato su un altro bus diretto alla stazione Termini, ma le tracce si sono perse.
Nel corso degli anni, le piste esplorate dagli inquirenti sono state molteplici. Si è parlato di un possibile malore, di un rapimento legato ad alcuni casi su cui Adinolfi stava lavorando, ma una delle ipotesi più inquietanti è quella che collega la sua scomparsa alla Banda della Magliana. L’indagine su una presunta bancarotta legata alla società Fiscom, che avrebbe avuto legami con alcuni membri della criminalità organizzata, ha alimentato questa teoria. Enrico Nicoletti, ex proprietario dell’edificio dove ora si trova la Casa del Jazz, era considerato uno degli uomini chiave della Banda. Nonostante le numerose piste seguite, le indagini sono sempre state archiviate, senza alcun risultato concreto.

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UNDICI NUOVI CARABINIERI AI COMANDI STAZIONE DELLA PROVINCIA DI RIETI

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Sono giunti al Comando Provinciale Carabinieri di Rieti undici nuovi Carabinieri, destinati a rafforzare i presidi territoriali dell’Arma presenti nella provincia. Provenienti dalle Scuole Allievi Carabinieri di Campobasso, Reggio Calabria e Velletri, i giovani militari sono stati assegnati alle Stazioni di Amatrice, Antrodoco, Castel di Tora, Castelnuovo di Farfa, Cittaducale, Collevecchio, Contigliano e Fara in Sabina.

L’arrivo dei nuovi Carabinieri, al termine del percorso formativo, rappresenta una linfa vitale per l’Istituzione, costituendo un importante contributo al potenziamento dei servizi di prevenzione e controllo del territorio. Per loro si realizza il sogno di servire il Paese, le Istituzioni e i cittadini indossando l’uniforme dell’Arma dei Carabinieri.

Per i neo-militari, l’inizio del servizio in una Stazione Carabinieri rappresenta l’esperienza più significativa e formativa della carriera: un incarico che comporta un contatto diretto e continuo con la popolazione, attraverso il quale potranno mettere in pratica le conoscenze acquisite negli istituti di formazione, crescere professionalmente e maturare sotto il profilo umano, imparando a “vivere le vite degli altri”, ad affrontarne i problemi e ad alleviarne le difficoltà quotidiane.

I giovani Carabinieri sono stati ricevuti, all’interno della Caserma di viale de Juliis di Rieti, dal Colonnello Valerio Marra, Comandante Provinciale dell’Arma, che ha rivolto loro un saluto di benvenuto, sottolineando la centralità dei Comandi Stazionequali presidi di legalità dello Stato e punti di riferimento insostituibili per la collettività.

Nel suo intervento, il Colonnello Marra ha evidenziato come la prossimità ai cittadini sia il principale strumento per trasmettere sicurezza, valore che richiede sacrificio, equilibrio, maturità e disponibilità. Ha quindi invitato i nuovi militari a impegnarsi con entusiasmo e dedizione, valorizzando l’esperienza dei propri Comandanti e dei colleghi più anziani, per offrire un servizio efficace e vicino alla gente.

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Aggressioni docenti, Palma: «Colpire un docente è colpire lo Stato»

Al convegno della Gilda degli Insegnanti a Roma, Diego Palma, direttore de La Voce della Scuola, rilancia la tutela della funzione docente: dalle aggressioni alla prevenzione, fino al nuovo appuntamento del 14 ottobre a Napoli. Nel confronto anche Gratteri, Mieli, Bolzan, Fundarò e Ficara.