con il privato accreditato per una Sanità più equa, trasparente e centrata sulle persone più fragili.
SANITA’: Roma, 6 novembre 2025: Ieri nella Sala della Lupa della Camera dei Deputati, a Palazzo Montecitorio, si è tenuta la 2a ed. del Forum Nazionale “Il Costo della Salute”promosso dall’On. Simona Loizzo della XII Commissione Affari Sociali e Presidente Intergruppo Sanità che ha aperto i lavori. l’On. Loizzo ha ringraziato Fabio Boscacci, Presidente dell’omonima fondazione ed organizzatore dell’evento e ha ricordato il Sen. Antonio Tomassini già Presidente della Commissione Igiene e Sanità al Senato e
della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, scomparso lo scorso 13 ottobre, ispiratore e promotore di importanti iniziative per il miglioramento della Sanità Pubblica nel nostro Paese. L’On. Loizzo ha spiegato gli obiettivi del Forum: discutere i temi della salute con le loro ricadute sociali e i loro risvolti economico-finanziari per le Regioni e il SSN-Servizio Sanitario Nazionale; istituire un tavolo di concertazione permanente che possa fungere da organo di mediazione tra pazienti, autorità sanitarie e medicina territoriale. A moderare i lavori il Professor Federico Lega, Ordinario del Dipartimento di Scienze Biomediche all’Università Statale di Milano. Tre i temi affrontati: la Governance di sistema e delle aziende ospedaliere; la Partnership
dell’Industria farmaceutica e dei dispositivi medici con il SSN; il contributo complementare e trasformativo del privato accreditato. Tra i relatori, alcuni Direttori generali delle Sanità Regionali come Massimo Annichiarico del Veneto, Daniela Donetti dell’Umbria e Gianna Zamaro del Friuli Venezia Giulia che ha ribadito l’urgenza di investimenti nelle terapie a lungo termine in un Paese in cui la popolazione invecchia e calano le nascite. Paolo Petralia, Vice Presidente FIASO ha ribadito l’importanza dell’accessibilità alla sanità territoriale. Fabrizio D’Alba, Presidente di Federsanità ha posto la necessità di una riorganizzazione sanitaria aziendale che vorrebbe più sostenibile e centrata sulle persone. Massimo Scaccabarozzi, Direttore Fondazione Menarini ha sottolineato l’esigenza dell’innovazione dei processi e l’importanza della produzione di farmaci in Italia, fattore di sicurezza nazionale. Anna Citarella, Confindustria Dispositivi Medici ha posto l’attenzione di implementare le terapie domiciliari, la telemedicina e l’automazione dei laboratori al fine di ridurre tempi, costi ed errori e nel contempo di cambiare l’approvvigionamento dei dispositivi medici che ora avvengono tramite gare di appalto al ribasso. L’incontro, teso a sensibilizzare il Governo Meloni in vista dell’imminente Legge di Bilancio, ha visto la partecipazione di alcuni esponenti della maggioranza tra i quali l’On. Luciano Ciocchetti che ha informato che già con il Decreto Liste di Attesa in regioni in cui ha piena attuazione -comeLazio e Basilicata-ci sonoriduzioni dei tempi sulle prestazioni più urgenti, quasi al 93% di risposta entro i tempi previsti e dei tempi di attesa del passaggio dal pronto soccorso al ricovero. Il Presidente Fabio Boscacci ha chiuso la conferenza annunciando che verrà stilato un Report dei lavori per tutti gli stakeholders del comparto sanità così che, i temi e le idee emerse, possano essere utili per una riorganizzazione del sistema, non più prorogabile.
Roma – 7 novembre. Questa mattina, presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Comandante Generale Gen. C.A. Salvatore Luongo e la Presidente del Soroptimist International d’Italia, Dott.ssa Adriana Macchi, hanno sottoscritto il nuovo protocollo d’intesa 2025, che rinnova e rafforza la collaborazione avviata nel 2015 con il progetto “Una stanza tutta per sé”, dedicato all’accoglienza protetta delle donne vittime di violenza e delle persone vulnerabili.
La firma del protocollo avviene nel decennale della sottoscrizione del primo accordo e in prossimità della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, riaffermando l’impegno congiunto dell’Arma e del Soroptimist nel contrasto a ogni forma di violenza di genere.
Il nuovo accordo aggiorna e amplia il precedente protocollo del 2022, introducendo il progetto “Una stanza tutta per sé… portatile”. Un kit dotato di notebook e microtelecamera integrata per la registrazione audio-video delle denunce e delle escussioni, destinato alla diffusione ai reparti dell’Arma sul territorio, anche indipendentemente dalla presenza di una stanza d’ascolto protetto dedicata.
Tra le atre novità introdotte anche l’estensione della durata del protocollo a cinque anni, per garantire maggiore continuità e programmazione delle attività congiunte, nonché l’adeguamento al nuovo quadro normativo.
Nel corso di dieci anni, la proficua partnership tra l’Arma dei Carabinieri e il Soroptimist International d’Italia ha permesso di raggiungere risultati significativi e concreti:
209 locali dedicati all’ascolto protetto allestiti presso altrettante caserme in tutto il territorio nazionale;
79 valigette portatili “Una stanza tutta per sé… portatile” distribuite ai reparti dell’Arma.
Con la sottoscrizione del nuovo protocollo, l’Arma dei Carabinieri e il Soroptimist International d’Italia celebrano dieci anni di collaborazione e confermano la volontà di proseguire insieme nel sostegno alle donne che trovano il coraggio di denunciare, promuovendo un modello di rete istituzionale e solidale a tutela della dignità, della libertà e della sicurezza delle vittime di violenza.
Un impegno che si rinnova alla vigilia del 25 novembre, a testimonianza della costante attenzione dell’Arma dei Carabinieri e del Soroptimist alla prevenzione, alla protezione e al rispetto dei diritti umani fondamentali.
Un appartamento sventrato a Rivarolo Canavese, 5 famiglie sfollate; al vaglio l’ipotesi di una fuga di metano. Il testimone illeso: “Prima un fischio poi lo scoppio e la fiammata”
MILANO – Un forte boato stamattina intorno alle 7 ha sconvolto gli abitanti di Rivarolo Canavese, a 30 chilometri da Torino, dove c’è stata una forte esplosione in una palazzina a tre piani chi è seguito un incendio. Lo scoppio ha letteralmente sventrato un appartamento i cui vivono due anziani con la loro cagnolina, la donna è rimasta ferita in modo grave. Il sindaco Martino Zucco Chinà, contattato dalle testate locali, ha fatto sapere che sono state immediatamente sfollate cinque famiglie.
I FERITI, CHI SONO
Le due persone ferite sono una coppia di anziani di circa 70 anni che vive al secondo piano, nell’alloggio sventrato. La donna, che è stata travolta da una fiammata, è stata elitrasportata dai soccorritori del 118, per fortuna non risulta in pericolo di vita. Illesi il marito, Giovanni d’Agostino e la cagnolina. L’esplosione è stata così forte da scagliare a terra vetri, ringhiere dei balconi, arredi e l’intero muro della cucina. Sono intervenuti i vigili del fuoco e varie ambulanze del 118.
about:blank
L’IPOTESI DI UNA FUGA DI GAS
“L’area ora è stata messa in sicurezza- ha spiegato di prima mattina poi ai cronisti il sindaco- Ci sono indagini in corso ma, con ogni probabilità, è stata provocata dalla bombola di gas della cucina”. In corso le indagini di carabinieri e vigili del fuoco per ricostruire l’accaduto. I vigili del fuoco nel corso della mattinata hanno diffuso una breve comunicazione per confermare il loro impegno, dalle 6:55, a Rivarolo Canavese e per “l’esplosione e il successivo incendio in un’abitazione, causa probabile fuga gas”. I vigili del fuoco si sono inoltre attivati per la “messa in sicurezza dell’area dello scoppio”.
“MIA MOGLIE TRAVOLTA DA UNA FIAMMATA”
Giovanni D’Agostino, il marito della coppia residente nell’appartamento investito dall’esplosione, è stato intercettato diverse ore dopo l’incidente fuori dal condominio, da un cronista dal quotidiano La Stampa. Aveva recuperato abiti e prime necessità e si stava allontanando con una valigia e la cagnolina Sissi in braccio. Al giornalista ha provato a spiegare l’accaduto di prima mattina, quando ancora la coppia era a letto. “Mia moglie ha sentito un fischio arrivare dalla cucina, è andata a vedere cosa potesse essere e scesa e ha acceso la luce. In quel momento c’è stata l’esplosione, una fiammata l’ha investita bruciandole i capelli”. L’uomo non ha chiaro ancora cosa possa aver causato l’esplosione. Su domanda del cronista risponde che in casa non avevano bombole a gas, ma l’appartamento è fornito da un impianto a metano centralizzato.
Ai Vigili del fuoco quindi il compito di ricostruire la dinamica dell’incidente. Intanto il quotidiano torinese riferisce la versione di un portavoce di Italgas, l’azienda che fornisce il metano. Dai primi rilievi effettuati nell’abitazione, è emerso che “gli impianti di pertinenza della società sono esterni all’appartamento e risultano integri”. Pertanto “la causa sarebbe da ricercare in un possibile malfunzionamento dell’impianto interno o di un’apparecchiatura”.
La nuova misura prevede che chiunque voglia visitare dall’Italia i principali portali per adulti debba certificare realmente la propria maggiore età
ROMA – L’Italia è tra le nazioni che consuma maggiormente pornografia online: stando ai recenti dati rilasciati da una delle più importanti piattaforme tematiche per i cotenuti “hot”, siamo all’ottavo posto mondiale per numero di visite e al quinto per durata media della visita. Un fenomeno che, purtroppo, riguarda anche e soprattutto i nostri giovani: circa 4 su 10, tra i 10 ed i 25 anni, usufruiscono regolarmente di contenuti web per adulti. E se per i maggiorenni non si pone problema di sorta, per i minorenni staremmo parlando sulla carta di materiali a loro vietati. Questi ultimi dati provengono da una recente indagine di Skuola.net, che ha evidenziato come il fenomeno sia ben presente già tra gli 11-13enni – in questa fascia d’età circa 1 su 3 è un consumatore abituale – fino ad esplodere tra i 14-18enni, laddove la “clientela” di questi contenuti raggiunge i due terzi della platea di riferimento.
È proprio da qui che nasce, in parte, la stretta sull’accesso ai siti web vietati ai minori, voluta dall’Agcom (L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), che entrerà in vigore dal prossimo 12 novembre. La nuova misura, contenuta nel cosiddetto “Decreto Caivano”, prevede che chiunque voglia visitare dall’Italia i principali portali per adulti debba certificare realmente la propria maggiore età. Non si parla soltanto di pornografia – anche se, in questa fase, resta l’osservata speciale – ma più in generale di tutti quei contenuti che possono compromettere la crescita sana di ragazze e ragazzi. La Rete, infatti, forma – e deforma – l’immaginario dei giovanissimi, creando un legame diretto tra ciò che accade online e i comportamenti nella realtà, anche quelli più violenti. Un collegamento che, almeno nel caso della pornografia, è abbastanza evidente.
Quasi la metà di quanti sono ancora in età scolare, come visto, frequenta regolarmente siti “a luci rosse”. E se un tempo la fruizione era un fenomeno prevalentemente maschile, oggi la distanza tra i generi tende ad annullarsi. Tra i ragazzi, il 21% dichiara di farlo “spesso”, e un altro 21% “ogni tanto”. Le ragazze, però, non sono troppo lontane. Quella che cambia, semmai, è la frequenza con cui si accede a questi “territori”: il 7% lo fa con una certa regolarità, mentre il 29% ammette una fruizione più saltuaria.Ma non è solo una questione di uso. Da considerare c’è anche l’impatto che quei contenuti hanno sulla percezione dei rapporti e dei ruoli di genere. Tra i maschi, uno su tre (33%) non riconosce nella pornografia un elemento che possa contribuire alla strumentalizzazione della donna. Tra le ragazze, invece, la percentuale scende al 17%. Questo è sicuramente uno dei primi segnali d’allarme, che mostra quanto la visione di quei contenuti incida non solo sui comportamenti, ma sulla percezione stessa del rispetto e della violenza di genere. Lo conferma anche il dato più generale: per il 41% degli italiani adulti la pornografia contribuisce a trasformare la donna in un oggetto, mentre un altro 42% ritiene che lo faccia “solo” nei soggetti predisposti. Solo il 17% nega qualsiasi legame tra porno e violenza.
A questo punto, però, le domande da farsi sono due: come impatteranno le nuove norme sull’identificazione degli utenti su queste abitudini? E quanti saranno davvero disposti a conformarsi? Molti, infatti, non hanno alcuna intenzione di fornire i propri dati anagrafici per accedere ai siti pornografici, nonostante le garanzie di anonimato visto che il dispositivo Agcom prevede il cosiddetto doppio anonimato: i certificatori dell’età saranno soggetti terzi alle piattaforme e forniranno una sorta di attestato digitale d’età del tutto anonimo, che l’utente poi “consegnerà” alle piattaforme. Insomma chi emette l’attestato non saprà a chi verrà consegnato, chi lo riceve non saprà a chi appartiene.
Trevi Nel Lazio, Grazioli: “Dopo il riconoscimento del Consiglio dei Ministri, la nostra attestazione diventa più incisiva”
A seguito dell’assegnazione da parte del Consiglio dei Ministri della Legge Bacchelli all’artista Georges De Canino (nella foto), il Sindaco Silvio Grazioli ha espresso un sincero plauso in relazione all’amicizia ed il forte legame che unisce il noto artista di fama internazionale con la comunità trebana. In particolare il Sindaco da settimane aveva preparato una proposta da portare al consiglio comunale per la concessione della cittadinanza onoraria a Georges De Canino. Di tale proposta era stato portato a conoscenza lo stesso artista che aveva espresso la sua felicitazione e la sua gioia per questo riconoscimento della comunità e dell’Amministrazione di Trevi. “L’artista Georges De Canino –si legge nella nota- è particolarmente legato al nostro territorio, a cominciare dalla mostra organizzata nel 2002 presso il castello Caetani, dai suoi soggiorni a Trevi nel 2007, 2008, 2009, culminate nel viaggio ad Auschwitz organizzato dall’amministrazione nel 2008 con la presenza dei reduci dai campi di sterminio anche di Mario Limentani. Dalla sua presenza a Trevi è nata una raccolta di poesie intitolata Canti trebani, stampata nel 2024 anche con il patrocinio del Comune di Trevi nel Lazio presentata al castello nell’agosto del 2024 e presso la sede della Comunità ebraica Centro Ebraico Pitigliani a Roma nell’ottobre 2024. Si è interessato della vicenda della seconda guerra mondiale relativa all’occupazione dei tedeschi nel nostro territorio ed in particolare dei fatti del 1° maggio 1944, mettendo in luce l’opera di padre Enrico Germani e don Domenico Calicchia, ricordando anche Armando caponi ucciso dai soldati tedeschi la mattina del 1° maggio 1944. Ha collaborato con la Misericordia e con il comune facendo dei laboratori con i ragazzi, ha organizzato una mostra di beneficenza per le missioni di Padre Tommaso Barbona, si è adoperato per la cittadinanza onoraria a Alberto Mieli, Adolfo Perugia e Piero Terracina che furono presenti alla mostra del 2002 e Mario Limentani che ha accompagnato nel viaggio ad Auschwitz, per tutti questi meriti acquisiti nei confronti di Trevi e per la straordinaria capacità espressiva dei suoi dipinti in grado di cogliere gli aspetti naturalistici ed estetici del nostro tempo mettendo in risalto l’idea di bellezza, come elemento salvifico rispetto ai mali del mondo; oltre ovviamente all’espressione figurativa del male assoluto rappresentato dalla Shoah”. Dopo il riconoscimento da parte del Consiglio dei Ministri, che testimonia un ulteriore valore all’arte di De Canino, l’attestazione dell’Amministrazione Grazioli assume un significato ancora più forte.
A Carbonia una paziente sarebbe morta in barella in ospedale dopo aver passato 13 giorni al Pronto soccorso senza essere ricoverata: si era fratturata il femore. L’assessorato vuole vederci chiaro
CAGLIARI – Preso atto delle informazioni sinora acquisite, l’assessorato “proseguirà le proprie verifiche attraverso l’attivazione di tutte le procedure previste”. Con l’obiettivo di accertare in modo completo “la dinamica dell’accaduto e individuare eventuali responsabilità, onde garantire il pieno rispetto del diritto alla salute dei cittadini”. Questo il comunicato diffuso oggi dall’assessorato alla Sanità della Regione Sardegna, guidato da Armando Bartolazzi, dopo il caso di presunta malasanità nel presidio ospedaliero Sirai di Carbonia, dove nei giorni scorsi, aveva denunciato Daniela Garau, consigliera comunale di Fdi, una paziente sarebbe morta sulla barella nel corridoio del pronto soccorso, dopo giorni d’attesa per una frattura al femore.
“È inaccettabile e inumano- la denuncia di Garau, che sulla vicenda ha presentato un’interpellanza urgente-. Pensare di arrivare all’ospedale Sirai con una frattura del femore, permanere nel corridoio e astanteria del pronto soccorso per 13 giorni e cessare di vivere lì stesso, senza essere mai stato ricoverato in alcun reparto specialistico perché non ci sarebbero stati posti letto disponibili”. Oggi dunque le precisioni dell’assessorato, che sulla vicenda vuole fare chiarezza, informando innanzitutto che la asl del Sulcis-Iglesiente, “su impulso urgente dell’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi, ha trasmesso una prima relazione sui fatti”.
about:blank
In particolare, viene ricordato, la richiesta concerneva le “circostanze che hanno portato al mancato ricovero della paziente in un reparto specialistico e i provvedimenti eventualmente adottati dall’azienda sanitaria per prevenire e scongiurare gravi danni alla paziente”. Ancora, le motivazioni per cui “non sia stata individuata per tempo una soluzione alternativa di ricovero presso altre strutture del territorio o extraregione, tramite il coinvolgimento del bed manager regionale e dello stesso assessorato regionale della Sanità”. Infine, le circostanze specifiche “attraverso cui si sia giunti al tragico epilogo del decesso”.
ROMA – “Il progetto è quasi in dirittura d’arrivo”. Ha risposto così Annamaria Servadio, presidente di OFI Lazio, interpellata dalla Dire oggi a Roma, nell’ambito di ‘Welfair 2025 – La fiera del fare Sanità’, in merito all’avanzamento del progetto sperimentale del fisioterapista nella farmacia, (presentato lo scorso giugno durante il Congresso Regionale dell’Ordine) che vedrà una innovazione del ruolo del fisioterapista all’interno delle farmacie aderenti di Roma, con una veste più moderna e adatta a rispondere alle mutate esigenze del contesto sanitario regionale. Dopo mesi di progettazione, dunque, il progetto è ormai vicino al lancio definitivo.
“L’idea è quella di offrire un percorso che permetta ai cittadini di arrivare facilmente al fisioterapista, professionista in grado di intercettare il bisogno del paziente stesso e di valutarlo e indirizzarlo verso lo specialista o MMG, oppure prenderlo in carico in caso di bisogno di tipo semplice se possibile, introducendolo a percorsi di auto-cura gestiti tramite un’app- ha spiegato Servadio- che aiuterà i fisioterapisti a ottimizzare la loro attività e a rispondere in modo più efficiente alle esigenze della comunità”.
SOSTENIBILITÀ E APPROPRIATEZZA DELLE CURE
Va affrontato il tema della sostenibilità e dell’appropriatezza delle cure in riabilitazione dove la fisioterapia è la disciplina maggiormente trainante. Ma quanto è importante il ruolo del fisioterapista in questo nuovo modello?
Secondo OFI Lazio l’integrazione della fisioterapia all’interno delle farmacie è un “passo fondamentale per rinnovare l’approccio alla riabilitazione. Stiamo cercando di disegnare un modello che non vada a sovrapporsi a quello già esistente- ha spiegato ancora la presidente Servadio- La fisioterapia si inserisce in un più ampio contenitore che è quello della riabilitazione, dove anche gli studi professionali e i liberi professionisti rivestono un ruolo fondamentale”. Una delle principali sfide, quindi, è quella di evitare il ‘conflitto’ tra il nuovo modello delle farmacie dei servizi e i sistemi esistenti. Si parla di un approccio che vede il fisioterapista “l’innovazione del suo ruolo “, non solo come un operatore di cura, ma anche come “counselor” e “intercettatore” dei bisogni dei pazienti, cioè di un professionista che si occupi di prevenzione, cura e palliazione, svolgendo anche una funzione di valutazione in ogni fase del processo terapeutico.
Da qui arriva il nostro forte appello al modello dell’accesso diretto in fisioterapia per i disordini muscolo scheletrici, perché costituisce un modello flessibile già ormai in atto e che rende il sistema maggiormente fluido e fruibile senza duplicazione di prestazioni che costituiscono costi oggi non più sostenibili.
I Carabinieri della Stazione di Collevecchio, con il supporto di una pattuglia della Stazione di Cottanello, hanno tratto in arresto un uomo di 38 anni, cittadino italiano, disoccupato e già noto alle Forze dell’Ordine, resosi responsabile di un’aggressione nei confronti della propria ex convivente.
L’intervento è scaturito a seguito di una richiesta di aiuto pervenuta al Numero di Emergenza 112 da parte della donna, che, in evidente stato di agitazione, segnalava una violenta lite in corso presso la propria abitazione. Immediatamente, le pattuglie più vicine sono state inviate sul posto, raggiungendo l’abitazione in pochi minuti.
Qui i militari hanno trovato l’uomo in evidente stato di alterazione dovuto all’abuso di bevande alcoliche, mentre stava minacciando di morte eaggredendo fisicamente la vittima per futili motivi.
Grazie al pronto e coordinato intervento dei Carabinieri, la donna è stata immediatamente messa in sicurezza, scongiurando conseguenze più gravi.
Dai successivi accertamenti è emerso che non si trattava della prima volta in cui l’interessato si rendeva responsabile di comportamenti violenti nei confronti della donna. Già in passato, infatti, l’ex convivente aveva subito minacce e atteggiamenti aggressivi.
L’uomo è stato quindi bloccato e condotto presso la caserma di Collevecchio, dove, al termine degli accertamenti di rito, è stato dichiarato in stato di arresto.
Dell’avvenuto è stato informato il Magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Rieti, che ha disposto nei confronti dell’arrestato la misura degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito a tutte le donne vittime di violenza, e a chiunque venga a conoscenza di simili episodi, a segnalare tempestivamente ogni situazione di pericolo alle Forze dell’Ordine o ai centri specializzati di assistenza, affinché si possa intervenire con la massima rapidità e tutela.
Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.
Paolo Battaglia La Terra Borgese: "L'Arte del Manifesto
Il Manifesto fu pure strumento per imbonitori, tra Arte e Stampa, e fu anche mezzo di divulgazione, pubblicitario, dell’alibi per eludere il divieto governativo alla diffusione dell’alcol (che alimenterà le attività illecite dei grandi gangster dell’epoca): farà la fortuna di una serie di prodotti medicinali. A spiegarlo con una attenta analisi filologica è l’autorevolissimo critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese, attraverso la sua ben circostanziata ed esaurientestoria del manifesto
Il Manifesto si prestò a essere Arte strumentale per imbonitori e fu pure uno straordinario mezzo pubblicitario importantissimo per divulgare quell’alibi che eludeva il divieto governativo alla diffusione dell’alcol: farà la fortuna di una serie di prodotti medicinali o spacciati tali, le cui indicazioni terapeutiche erano spesso una scusante all’assunzione di liquori e distillati. Fra le specialità italiane godette di buon successo un fernet italiano che diventerà poi il Fernet Branca famoso in tutto il mondo.
La civiltà dell’immagine – spiega Paolo Battaglia La Terra Borgese – prende avvio proprio con la nascita del Manifesto. La nascita del Manifesto si può far risalire, grosso modo, agli anni intorno al 1870. È ben vero che la scoperta della litografia aveva prodotto alcuni frutti già nel 1830, ma si trattava per lo più di stampe in bianco e nero, di opere senza nome e senza storia. Occorre attendere l’invenzione della cromolitografia, e che Chéret intuisse tutte le possibilità offerte dall’impiego del colore, per vedere il manifesto pubblicitario trovare posto nell’ambito delle arti figurative ed essere collegato alla pittura vera e propria.
Siamo nell’epoca dell’Impressionismo, anzi alla fine di questo movimento da cui nacque l’arte moderna. E tocca a Toulouse-Lautrec, con la sua capacità di inserire gli elementi nuovi della grafica giapponese sulla tradizione di Degas, Monet, Renoir, Pissarro, Cezanne, diventare il capofila di una nuova generazione di illustratori. Con l’avvento dell’era industriale molti mecenati senza badare a spese affidarono il compito di interpretare il linguaggio della nuova cultura commerciale a quanto di meglio, all’epoca, si trovava sulla piazza.
Anche in Italia si sviluppa dalla fine del secolo in poi una scuola pronta a simboleggiare artisticamente la via del progresso. Uno degli alfieri a livello europeo fu Leonetto Cappiello, ma a lui si aggiungono altri nomi tra cui ricordiamo Hohenstein, Mataloni, Borgoni, Corcos e quell’altro gigante dell’illustrazione che fu Marcello Dudovich.
Si afferma così la nascita dell’affiche pubblicitaria, di un modo nuovo di comunicare che reggerà fino ai nostri giorni.
E se i tempi degli elisir di lunga vita venduti dagli imbonitori sulle piazze o le naturali panacee suggerite dai santoni sono un lontano ricordo di come magia e medicina abbiano convissuto fra illusioni e speranze sino all’avvio della scienza medica e farmaceutica lungo le strade della ricerca e della sperimentazione, oggi d’ingenuità e fantasia popolare si fa interprete una serie di messaggi sopra i quali primeggia “Paghi a rate e senza interessi”. Tutto lecito e legale, per carità, o meglio legalizzato, come, ad esempio, l’ingannevole immagine delle merendine traboccanti di marmellata; oppure quella della “tua (l’auto) a soli tot al mese… poi sei libero di restituirla”: restituirla a chi? non era mia?
Cresce un alfabetismo intellettuale e di linguaggio che ci riporta al tempo degli imbonitori e dei santoni: così che si crede ancora nella ricrescita dei capelli, che si presta fede ai termini ambigui, alle omissioni strategiche, alle esagerazioni iperboliche e alle affermazioni che tanto ricordano quel curioso annuncio pubblicitario di un prodotto, con tanto di locandina, sponsorizzato niente po’ po’ di meno che da S. Santità PIO X, papa della Chiesa cattolica. Tra una serie di prodotti miracolosi del tempo, tale annuncio esalta le virtù corroboranti di un tonico per convalescenti e uomini sportivi con testimonianze del tutto eccezionali: non solo – come di vede nell’immagine -apprendiamo che l’officina delle “benedettine” fu benemerita protagonista nel conflitto russo-giapponese del 1904-1905, ma la stessa S. Santità PIO X – come detto – diventa un accreditato testimone della qualità del prodotto ZABAJONE- PEZZIOL “DELLE BENEDETTINE”: si legge sulla locandina: «Inalterabile in qualunque clima – squisito ricostituente. – Molta potenzialità nutritiva in poco volume – Fornito alle truppe Russe nella Guerra Russo-Giapponese 1904-05 | Sua S. Santità PIO X lo definì: squisito e rinomato prodotto. | Ottimo per sportmens e convalescenti |G. B. PEZZIOL PADOVA»
Curiosità: Zabaione-Pezziol (oggi Vov della Molinari) fu inventato nel 1845 dal pasticciere padovano Gian Battista Pezziol, che era in cerca di utilizzo dei tuorli d’uovo in eccesso dalla produzione del suo torrone. Creò così la bevanda dolce e cremosa a base di uova, zucchero, marsala e alcol; si tratta di un raro esempio di prodotto prima industriale e poi casalingo (lo zabaglione).
Se si ripercorre attentamente l’arte del manifesto – fa notare Paolo Battaglia La Terra Borgese – risalta subito agli occhi e alla mente il fatto che nessuna categoria commerciale, merceologica si sottrae alle nuove leggi del mercato e alla nuove logiche della propaganda: la pubblicità.
Dal punto di vista creativo, giudico – dice il critico -, che i manifesti più rilevanti sono quelli dell’industria della salute.
Un esempio di “propaganda” medica a manifesto, che addirittura sino agli anni Ottanta del secolo scorso parlava ancora, facilmente e spesso, di nevrastenia, suggeriva – anche attraverso una locandina di Giovanni Mataloni dallo stile pittorico che anima l’Europa di fine ‘800, intrisa di Liberty, Art Nouveau e Jugendstil – pillole ricostituenti per trattarla: quelle dell’AZIENDA CHIMICA “Cesare Pegna e Figli di Firenze” commercializzate come “Pillole ricostituenti (Formula) GROCCO”.
Un altro importante alfiere della cartellonistica farmaceutica fu il pubblicitario, illustratore, pittore e caricaturista livornese Leonetto Cappiello. Stupende sono le sue rassicuranti allegorie sia per prodotti medicinali che per articoli d’igiene e bellezza, dentifrici, ciprie e lozioni. Famosa è quella disegnata nel 1922 (139,3 x 99.3 cm): LA SALUTE! CURA ARNALDI A DOMICILIO (Carlo Arnaldi), conservata al Museo nazionale Collezione Salce di Treviso. In questa la vaporosa figura di una donna entra trionfante dalla finestra di una stanza buia, portandovi, insieme al sole e a un ramo fiorito, la gioia di vivere.
Col passare del tempo – dice Battaglia La Terra Borgese – il messaggio che sta alla base della pubblicità farmaceutica è un insieme di speranza e solidarietà. Non c’è più la magia della scienza occulta, ma c’è una concretezza figurativa che pone l’uomo al centro dell’interesse scientifico. È un periodo d’oro per la pubblicità che vede l’avvento del manifesto d’autore.
Proprio questo periodo, che si pone a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi trenta o quaranta anni del Novecento, è quello che fornisce maggiori spunti di riflessione, quello più carico d’emozioni, sia dal punto di vista artistico sia da quello del costume.
Anche la nascente industria della salute si adegua a questo stile. È tutto uno sbocciare di donne sognanti, di racemi e ghirlande, di bambini ridenti. È un insieme di arte gioiosa e persuasione scientifica: uno stile particolarmente evidente è nell’annuncio per il Somatose, proposto da una azienda d’oltralpe non ancora famosa: la Bayer, che lo vanta quale “Eminente rinvigoritore delle forze nella convalescenza. Eccita l’appetito. Rigeneratore sovrano del sistema nervoso, indispensabile alle persone anemiche, clorotiche – così recita la locandina (forse intendendo colitiche… chi sa? – precisa Battaglia) -, affette da malattie intestinali, ecc.”. Dunque una panacea che non mancava certo di “curare” quel sistema nervoso che, in quel periodo, era oggetto di attenzione tanto quanto le tonsille negli anni Sessanta/70 del Novecento.
Di fatto – si legge nell’analisi di Paolo Battaglia La Terra Borgese -, gli albori dell’industria farmaceutica coincidono pressappoco con la fine della prima guerra mondiale. Le case produttrici, per far conoscere al pubblico le loro specialità, cominciano a utilizzare i giornali, i quotidiani e i settimanali illustrati. Su “Lettura” (gruppo Corriere della Sera) per anni la quarta di copertina è riservata alla pubblicità del Proton, il ricostituente lanciato nel 1911 e poi diffuso in tutta Italia e all’estero con l’appoggio di importanti campagne pubblicitarie.
La pubblicità del Proton ha trovato speciale risalto nella serie di tavole in tricromia, che appaiono nel periodo 1923-1928. Questi disegni, di là dal messaggio pubblicitario, sono lo specchio di un’epoca e testimoniano, attraverso immagini per lo più femminili, la moda del tempo nei vestiti, nei cappellini, negli accessori e nelle pettinature. Oltre a Luigi Bompard, molti altri artisti furono attivi in questo nuovo campo della comunicazione, precursori istintivi dei futuri “Art director”, sofisticati creativi delle moderne agenzie di pubblicità.
“Siamo in pieno Ventennio” – si legge ancora nell’analisi di Paolo Battaglia La Terra Borgese – e la retorica dell’immagine si adegua ai tempi. Non è più il tempo di immagini sentimentali e sognanti. Di fronte al malessere di una di una popolazione disorientata da anni di trincea e di sacrifici, nasce la richiesta di uomini forti, di uomini d’ordine. Ecco in Italia affermarsi il fascismo. Ancora una volta l’arte della comunicazione è pronta a registrare le regole del momento: virilità, forza, mens sana in corpore sano, come dimostra la cartellonistica del tempo reperibile sul web.
Dalle macerie della prima guerra mondiale nasce la speranza di un’Italia nuova. Il progresso procede alla pari dell’industrializzazione. Anche per il mondo della salute le cose stanno cambiando. In farmacia non si trovano più polveri, bustine e pastiglia sfuse. È il momento di prodotti con tanto di confezione, di marchio e di pubblicità. Testimone di tutto questo è certamente l’Ovomaltina, prodotto di lunga vita che ancora oggi ha una valida presenza sul mercato. Perché l’Ovomaltina? Perché – secondo il parere di Paolo Battaglia La Terra Borgese – nell’Italia che cresce, l’alimentazione è un problema per milioni di persone. Il concetto di dieta non ha posto in una società che vive ancora in maggior parte al di sotto dei corretti livelli nutrizionali. Importante e preventivo diventa pertanto il concetto del ricostituente. E tanti altri sono i prodotti di questo tipo in commercio a quei tempi, pubblicizzati con la creatività estetica dell’arte.
Ma col progresso della tecnica fotografica il disegno e la pittura lasciano posto alla fredda creatività dell’obbiettivo.
E Paolo Battaglia La Terra Borgese chiude rilevando un forte quanto comico contraddittorio d’epoca. La pubblicità dei prodotti farmaceutici non era all’inizio regolamentata certo dalle norme attuali e il linguaggio si avvicinava spesso a quello dell’imbonitore, con l’aiuto di autori capaci e potenti sia in arte quanto in fotografia si magnificavano virtù e proprietà di dubbia realtà. Ma la gente, la cui istruzione era a livello ancora molto mediocre, si lasciava persuadere dall’autorevolezza del messaggio stampato e dalla sua frequenza di comunicazione. È il caso di prodotti venduti come ingrassanti o fortificanti tipo il Tonol e il Globeol: ciò mentre la moda imponeva alle donne (similmente a oggi) una linea efebica in netto contrasto con il bisogno di ricostituenti.
Voli diretti da Verona e Bari per una vacanza indimenticabile sul Mar Rosso
Alla scoperta del Mar Rosso con partenze dedicate per le festività natalizie: ETI Viaggi – Express Travel International, il tour operator n.1 in Europa specializzato in Egitto con oltre 600.000 ospiti all’anno, propone pacchetti esclusivi per Natale e Capodanno a Sharm el Sheikh, con voli diretti da Verona e Bari e prezzi a partire da 889,00 Euro a persona.
Una proposta ideale per chi sogna di lasciarsi alle spalle il freddo invernale e vivere la magia delle feste in un’oasi di sole e mare. Tra acque turchesi, tramonti dorati e atmosfere rilassanti, The Grand Hotel Sharm El Sheikh 5* e Sharm PlazaHotel 4* accolgono gli ospiti con eleganza, servizi esclusivi e un tocco autentico di ospitalità egiziana, per un Natale e un Capodanno all’insegna del benessere e della meraviglia.
Offerte Natale 2025 – Partenze 20 dicembre
Da Verona:
The Grand Hotel Sharm El Sheikh 5* – camera standard – da Euro 999,00 a persona
Sharm PlazaHotel 4* – camera standard – da Euro 919,00 a persona
Da Bari:
The Grand Hotel Sharm El Sheikh 5* – camera standard – da Euro 969,00 a persona
Sharm PlazaHotel 4* – camera standard – da Euro 889,00 a persona
Offerte Capodanno 2025 – Partenze 27 dicembre
Da Verona:
The Grand Hotel Sharm El Sheikh 5* – camera standard – da Euro 1.179,00 a persona
Sharm PlazaHotel 4* – camera standard – da Euro 1.069 a persona
Da Bari:
The Grand Hotel Sharm El Sheikh 5* – camera standard – da Euro 1.149,00 a persona
Sharm PlazaHotel 4* – camera standard – da Euro 1.039,00 a persona
Tutti i pacchetti includono volo charter diretto, trasferimenti aeroporto–hotel, sistemazione in camera doppia standard, trattamento All Inclusive, bagaglio a mano e da stiva, e assistenza in lingua italiana in loco.
In un periodo in cui la sicurezza e la trasparenza sono fondamentali, ETI Viaggi (www.etiviaggi.it) si conferma un punto di riferimento affidabile nel panorama turistico internazionale, grazie alla lunga esperienza, ai Red Sea Hotels di proprietà e a una rete consolidata di partner in tutta Europa.
Prosegue senza soluzione di continuità l’attività istituzionale dei Carabinieri del Comando Provinciale di Rieti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel corso...
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.