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Grande festa per i 20 anni di Zoomarine.

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20 anni Zoomarine
20 anni Zoomarine

Grande festa per i 20 anni di Zoomarine.

Sul palco il nuovo show di Carolina, la star dei bambini.

Tante divertenti sorprese, regali al pubblico e una maxi torta per un compleanno speciale. 

Un compleanno speciale che vedrà sul palco Carolina, la star dei bambini, felice di invitare il pubblico ad intonare il celebre ritornello augurale per i 20 anni di Zoomarine.

Il parco festeggia il 7 settembre 2025 un traguardo fatto di emozioni, divertimento, successi, storie e momenti preziosi condivisi con i bambini, i teenager, e tutte le famiglie che hanno scelto, e scelgono, di vivere fantastiche esperienze.

Non sarà soltanto lo spettacolo della beniamina dei piccoli, che al termine del live show potranno scattare foto ricordo con lei, a rendere indimenticabile la giornata dei visitatori.

Grande festa per i 20 anni di Zoomarine.

Prima di tutto, eccezionalmente, l’apertura sarà estesa dalle 10 alle 20.30 e poi a celebrare la ricorrenza saranno presenti tanti super invitati, come le simpaticissime mascotte Algida tra cui Cucciolone Algida, Cremino Algida, Fior di Fragola e tutte le altre, che vi aspettano per regalarvi momenti divertenti, giochi e scattare insieme delle foto ricordo.

Ci saranno anche tanti gadget per tutti distribuiti dai main partner e inoltre una dimostrazione speciale dei delfini e lo spegnimento delle candeline della maxi torta offerta agli ospiti presso il ristorante Taverna La Famiglia.

Oltre alle attrazioni , le piscine, i tour alla scoperta del mondo animale, la giornata si concluderà con una grande festa presso la piazza Zoorassico, dove insieme alla band musicale Ghost, Zoomarine rende omaggio sia agli abbonati, offrendo loro un aperitivo, che ai dipendenti che da sempre hanno contribuito con dedizione e professionalità alla crescita aziendale durante questi due decenni.

www.zoomarine.it

Agricoltura, Confeuro: “Ribadiamo contrarietà all’accordo Ue-Mercosur”

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“Confeuro intende ribadire ancora una volta la sua totale contrarietà al recente accordo Ue-Mercosur perché – così com’è strutturato – rischia di danneggiare le produzioni europee e le economia di migliaia di piccoli e medi agricoltori”. Queste le parole di Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, Confederazione degli Agricoltori Europei e del Mondo, che poi aggiunge: “Come organizzazione che opera quotidianamente per la tutela del settore primario, siamo molto preoccupati per questa intesa visto e considerato che, a nostro giudizio, non garantisce il principio di reciprocità, senza il quale rischiano di entrare nella Ue prodotti agroalimentari sudamericani che, nonostante gli impegni previsti nel trattato, potrebbero non rispettare gli stessi standard qualitativi e di sicurezza alimentare di quelli europei.
Anzi con certezza siamo a conoscenza che nei paesi del Mercosur sono utilizzati antibiotici, principi attivi e fitofarmaci già banditi in Europa da oltre 20 anni. Una situazione che nuocerebbe al benessere dei cittadini e alla difesa dei piccoli e medi produttori del comparto, sopratutto italiani, che rispettano invece le misure della Condizionalità, utilizzando una quantità sempre minore di fitofarmaci e che tendono al rispetto delle risorse naturali e dell’ambiente con l’evidente conseguenza di dover sostenere costi di produzione maggiori”. Il presidente Tiso continua: “Inoltre, il trattato Ue-Mercosur prevede che i paesi sudamericani, aderenti all’accordo, rispettino specifiche misure ambientali, come il contrasto alla deforestazione, che tuttavia non sono vincolanti: sarebbe dunque sciocco pensare da parte della Ue che quelle nazioni possano cambiare all’improvviso i propri metodi produttivi. Per tutti questi motivi, Confeuro dice “no” a un accordo che sacrifica il comparto agroalimentare a favore di altri settori, come quello farmaceutico o automobilistico, così come valutiamo negativamente il miliardo di euro che la commissione Ue intende mettere a disposizione come ristoro per quei settori produttivi, che saranno penalizzati dalla firma trattato: risorse assolutamente non sufficienti, che hanno per lo più il sapore del palliativo. Auspichiamo che il governo italiano faccia la sua parte e si opponga a un accordo deleterio e negativo per la nostra economia”, ha concluso Tiso.

Influenza, De Lillo (Omceo Roma): Medici base già chiesto dosi necessarie vaccino

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“Come ogni anno abbiamo la ‘fortuna’ di conoscere in anticipo il ceppo e la gravità del virus dell’influenza proveniente da Paesi dell’altro emisfero, tra i quali l’Australia in modo particolare. E sembra proprio che il virus di quest’anno avrà una particolare virulenza. Come tutti gli anni, tramite le Regioni il Servizio sanitario nazionale si è già organizzato: i medici di base, infatti, hanno chiesto il quantitativo di dosi di vaccino, necessarie per affrontare al meglio questa epidemia influenzale stagionale che arriverà in Italia nel prossimo autunno”. Lo spiega all’agenzia Dire il vicepresidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Roma, Stefano De Lillo.

“Come ogni anno- ricorda- non solo abbiamo la possibilità di tutelare noi e i nostri figli ma anche di realizzare quella immunità di gregge, quella immunità sociale, che permetta di proteggere anche quanti non possono fare il vaccino. Un fatto, questo, che eviterebbe inoltre costi enormi in termini economici ma soprattutto rischi di morbilità e mortalità”.

“L’Italia- evidenzia De Lillo- ha il primato di longevità, quindi di vita buona e per lungo tempo: è per questo che dobbiamo essere consapevoli, intelligenti e accorti nel continuare sulla strada della prevenzione, garantita proprio dalla vaccinazione antinfluenzale stagionale”.
“Una vaccinazione- tiene a precisare il numero due dell’Omceo della Capitale- che può essere fatta sia nei bambini, negli studi dei pediatri di famiglia, sia nelle persone più fragili, ovvero gli aver 65. Ma anche in coloro che abbiano un rischio aumentato a causa di determinate malattie, come ad esempio il diabete, le patologie respiratorie o quelle cardiovascolari”.
Stefano De Lillo aggiunge poi che “tutto questo non solo permetterà di avere una protezione personale, ma impedirà anche quell’afflusso esagerato nei Pronto soccorsi, un vero e proprio carico sul Servizio sanitario nazionale che danneggerà inevitabilmente anche la possibilità di assistenza per quanti finiranno proprio in Pronto soccorso per altre patologie”.

“Questo vaccino- conclude il vicepresidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Roma- è assolutamente testato e sicuro e dobbiamo diffonderlo per la nostra sicurezza e per quella dei nostri cari”.

Giampiero Pastina: “Dallo stop forzato alle sfide mondiali Spartan. La mia rinascita passa dal fango e dal sudore”

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Classe 1984, di Velletri, farmacista e assaggiatore certificato di olio extravergine d’oliva, atleta della Roma Ocr. Ma soprattutto, per la community Spartan, un volto ormai riconosciuto: Giampiero Pastina. Dopo un incidente domestico che lo ha tenuto lontano dall’attività sportiva per anni, nel 2019 ha deciso di rimettersi in gioco e ha trovato nella Spartan Race il terreno ideale per rinascere. Da allora ha collezionato 35 gare, 10 trifecta, 3 partecipazioni ai Mondiali di Sparta e l’Europeo in Finlandia, fino a diventare nel 2025 Ambassador Spartan Italia. Adesso è pronto per una nuova sfida: la trifecta di Misano Adriatico.

Lo abbiamo intervistato per ripercorrere la sua storia e raccogliere le sue riflessioni sul movimento Spartan.

L’intervista

Giampiero, cominciamo dall’inizio: come sei entrato nel mondo Spartan?
«Dopo il mio incidente ero rimasto fermo a lungo. Non era facile ripartire: avevo perso motivazione e fiducia nel mio corpo. Poi, quasi per sfida personale ed ispirato dalle parole di una persona che ho amato, nel 2019 ho deciso di provare una Spartan Race. È stato un colpo di fulmine. Ho capito subito che non si trattava solo di una gara, ma di un modo di vivere, fatto di fatica, resilienza e soprattutto di comunità.»

Hai già collezionato numeri importanti: 35 gare, 10 trifecta, tre Mondiali a Sparta e un Europeo in Finlandia. Cosa ti è rimasto più impresso?
«Ogni gara lascia un segno. Ma se devo scegliere, direi proprio i Mondiali a Sparta: correre nella culla della storia, con atleti da tutto il mondo, è un’emozione che non dimentichi, e poi la formazione classica ha reso tutto più magico. L’Europeo in Finlandia, invece, è stato un test di resistenza diverso: freddo, pioggia e fango hanno reso il percorso una vera battaglia, ma anche un’esperienza che ti segna dentro.»

Ora sei pronto per la trifecta di Misano Adriatico. Che gara ti aspetti?
«Sarà una sfida tosta ma entusiasmante. La trifecta è sempre un banco di prova completo, perché racchiude tutte le distanze Spartan. A Misano mi aspetto di trovare un mix di mare, sabbia e ostacoli che metteranno alla prova non solo le gambe ma soprattutto la testa. Ed è proprio lì che si vede lo spirito Spartan: quando pensi di non farcela, e invece vai avanti.»

Cosa significa per te essere Ambassador Spartan nel 2025?
«Un riconoscimento che va oltre la medaglia. Significa rappresentare una comunità, trasmettere valori di disciplina, inclusione e resilienza. Vuol dire motivare chi si avvicina per la prima volta e allo stesso tempo continuare a crescere insieme agli altri atleti. Sono convinto che questo gruppo, fatto da atleti ma soprattutto da donne e uomini straordinari possa fare la storia di questo movimento sia da un punto di vista sportivo che culturale»

Come descriveresti il mondo Spartan a chi non lo conosce?
«È una famiglia. Ti alleni, ti sporchi, cadi, ti rialzi. Ma non sei mai solo. Ogni ostacolo diventa metafora della vita: non conta quante volte cadi, conta quante volte riesci a rialzarti. Per me Spartan è stato ed è una rinascita.»

Considerazioni finali

Il percorso di Giampiero Pastina è la dimostrazione di come lo sport possa diventare una chiave di riscatto personale. Dal silenzio forzato dopo un incidente, al fragore delle campane di Sparta, dalle sfide estreme della Finlandia fino alla nuova avventura di Misano Adriatico: un cammino che unisce passione, determinazione e voglia di non arrendersi mai.

Addio a Emilio Fede, il più ‘berlusconiano’ dei giornalisti

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EMILIO FEDE

Lo storico conduttore del Tg4 era ricoverato in una struttura sanitaria di Segrate, vicino Milano

ROMA – Si è spento a 94 anni Emilio Fede, uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana. Negli ultimi giorni le sue condizioni di salute si erano aggravate: il giornalista era ricoverato da tempo in una struttura sanitaria di Segrate, alle porte di Milano.

Nel pomeriggio la figlia Sveva al Corriere della Sera aveva raccontato di un peggioramento nelle ultime ore: “Papà continua a lottare come un leone, è un guerriero”.

DALLA RAI A MEDIASET

Nato a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1931, Fede aveva iniziato la sua carriera in Rai negli anni Sessanta come inviato, firmando reportage da zone di guerra. In seguito era arrivato a dirigere il Tg1, prima del passaggio a Fininvest. Silvio Berlusconi lo volle nel 1992 alla guida del Tg4, incarico che mantenne per vent’anni, fino al 2012.GLI ULTIMI ANNI

L’uscita da Mediaset coincise con il coinvolgimento nell’inchiesta Ruby. Negli anni successivi Fede si è progressivamente allontanato dalla scena pubblica, segnato anche dalla scomparsa della moglie, la giornalista e parlamentare Diana De Feo, morta nel 2021 dopo quasi sessant’anni di matrimonio.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

MIGRANTI, DE CORATO (FDI): «LEGALITA’ E TUTELA DELLA VITA: APPLICARE LE REGOLE IN MARE».

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Milano, 02 Settembre 2025 – «In relazione al provvedimento della Prefettura di Trapani nei confronti della nave Mediterranea, ribadisco che il rispetto delle indicazioni delle Autorità marittime e dei porti assegnati è la condizione necessaria per coniugare salvataggio delle persone, sicurezza e legalità. Ogni intervento in mare deve avvenire dentro un quadro di coordinamento chiaro, perché solo così si garantiscono sbarchi ordinati, assistenza sanitaria tempestiva a terra e un controllo efficace dei flussi. L’osservanza delle procedure non è un formalismo: Evita il caos operativo, scoraggia traversate azzardate che mettono a rischio vite umane e indebolisce i circuiti dei trafficanti. La fermezza nell’applicazione delle norme, unita al pieno rispetto degli obblighi internazionali di soccorso e dei diritti fondamentali, non contrasta con l’umanità del salvataggio, ma la rafforza. Regole chiare e uguali per tutti significano soccorsi più rapidi, responsabilità definite e capacità dello Stato di proteggere le persone vulnerabili colpendo al contempo le filiere illegali. Confido nel lavoro delle Autorità competenti e della Magistratura, nella certezza che la legalità sia il presupposto per salvare vite, tutelare chi opera in mare e restituire al Mediterraneo sicurezza e ordine, nel rispetto delle leggi nazionali e delle convenzioni internazionali».

Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali e capogruppo Fdi in Commissione Parlamentare Antimafia Riccardo De Corato.

Cagliari, undici persone in ospedale per intossicazione alimentare: ecco cosa hanno mangiato

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Dolori addominali, nausea e reazioni cutanee hanno colpito i commensali nel giro di poco tempo

ROMA – Un pranzo in un locale del centro di Cagliari si è trasformato in un’emergenza sanitaria: undici persone sono state ricoverate dopo aver accusato malesseri improvvisi. Secondo le prime ricostruzioni, i sintomi sarebbero collegati al consumo di tonno servito crudo o poco cotto, ma solo gli accertamenti ufficiali potranno stabilire l’origine dell’episodio.

I SINTOMI E I SOCCORSI

Dolori addominali, nausea e reazioni cutanee hanno colpito i commensali nel giro di poco tempo. Dieci di loro sono stati raggiunti dalle ambulanze del 118 e trasferiti nei pronto soccorso cittadini, mentre un’altra persona ha fatto ingresso in ospedale autonomamente. Nessuno dei pazienti versa in condizioni gravi.

VERIFICHE NEL RISTORANTE

Sul caso indagano i carabinieri insieme ai Nas, che hanno avviato controlli nel locale per individuare le cause e verificare il rispetto delle norme igienico-sanitarie. L’attività non è stata al momento chiusa, ma l’esito degli accertamenti determinerà eventuali misure.

 Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

È moria di vongole nel mar Adriatico, arrivano gli ‘acquacoltori’

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La scomparsa dei molluschi nel mar Adriatico preoccupa la Regione Emilia-Romagna, che tende una mano ai pescatori e prende provvedimenti

BOLOGNA – La moria delle vongole in Adriatico preoccupa la Regione Emilia-Romagna. Che tende una mano a pescatori e acquacoltori.

“Comprendiamo bene la preoccupazione di un settore che vede oggi compromesso il proprio lavoro- sottolineano il presidente Michele de Pascale e l’assessore alla Pesca, Alessio Mammi– si tratta di un comparto che ha già dovuto affrontare prove difficili negli ultimi anni, dal caro gasolio, alla proliferazione del granchio blu fino all’emergenza mucillagine.In tutte queste occasioni la Regione non ha mai lasciato soli gli operatori e ha subito messo in campo strumenti di sostegno e di aiuto, e così sarà anche questa volta. Lavoreremo in stretto contatto con i sindaci dei territori coinvolti, in particolare con Cesenatico, Goro e Comacchio, per individuare soluzioni adeguate a tutela di un asset produttivo alimentare strategico dell’Emilia-Romagna”.Gli eventi meteorologici che hanno colpito il litorale la scorsa settimana, spiega la Regione, hanno provocato “gravi danni ai serragli e alle reti di protezione degli impianti di allevamento”.

Per questo “stiamo monitorando con attenzione l’evolversi della situazione- assicura Mammi- e resteremo in costante dialogo con i rappresentanti del settore, per affrontare insieme le criticità e individuare le giuste risposte a partire dalla quantificazione dei danni subiti e dalla raccolta di segnalazioni da parte delle singole imprese. L’obiettivo è tutelare il reddito dei pescatori e degli acquacoltori e lavorare per attivare interventi di sostegno rapidi ed efficaci per garantire il futuro di un settore fondamentale per la nostra regione”.

Proprio stamattina il sindaco di Cesenatico, Matteo Gozzoli, ha incontrato alcuni operatori del settore. “Oggi sono stato in porto per parlare direttamente con i pescatori dopo la moria che ha colpito le vongole- spiega il sindaco- questo comparto è fondamentale per Cesenatico e ci attiveremo in tutte le sedi insieme alla Regione Emilia-Romagna per analisi profonde delle cause e gestione di questa fase di emergenza”.

Già nel 2022 la Regione ha messo a disposizione 1,5 milioni di euro per affrontare il caro-gasolio dovuto alle tensioni internazionali. A partire dal 2023, poi, è stato stanziato un milione di euro all’anno per l’emergenza granchio blu, per un totale di circa 3,5 milioni impiegati come contributi e indennizzi per la mancata commercializzazione delle vongole, lo smaltimento e la raccolta del granchio.

Un altro milione di euro è stato stanziato lo scorso anno per garantire gli indennizzi alle imprese colpite dal fenomeno della mucillagine, infine, che ha danneggiato gli strumenti di pesca e causato gravi danni alle attività. 

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Gabriele Camusi alla guida dell’ASL-MCL provinciale

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Piglio, L’impegno nel sociale come una vera e propria missione, una dedizione attiva ed altruistica

E’ motivo di orgoglio, quando un giovane dimostra grande attenzione e partecipazione in ambito sociale, dedicando il proprio tempo in attività di supporto ed aiuto alle fasce più deboli, ed è l’esempio del giovane Gabriele Camusi, di venuto Presidente dell’ ALS-MCL provinciale di Frosinone (Associazione Lavoratori Stranieri – Movimento Cristiano Lavoratori). Nonostante la sua giovane età ha svolto il Servizio Civile in MCL, ha avuto esperienze lavorative come operatore prima nell’Accoglienza Diffusa Ucraina con il Bando della Protezione Civile Nazionale (vinto nel Lazio dal Consorzio Umana Solidarietà tramite un accordo tra MCL Lazio ed MCL Sicilia), poi in una casa-famiglia che accoglieva minori, ed oggi dipendente della Cooperativa Il Cigno che gestisce il bando del comune di Roma sull’Accoglienza delle persone senza fissa dimora. Inoltre, pratica volontariato presso un’associazione di Protezione Civile locale, ed insieme a tutta la Protezione Civile Regionale del Lazio è stato impegnato per oltre 20 giorni a Tor Vergata al Giubileo dei Giovani svolto di recente, con la partecipazione di un milione di ragazzi che si sono riuniti intorno a Papa Leone XIV. ” ALS-MCL Frosinone -commenta il neo Presidente Gabriele Camusi- è un’espressione del Movimento Cristiano Lavoratori e si occupa di tutte le tematiche che riguardano l’immigrazione, soprattutto quella che proviene dai paesi extracomunitari. Offriamo innanzitutto con i nostri centri di Caf e Patronato tutta l’assistenza necessaria alle loro problematiche burocratiche con la Pubblica Amministrazione, ma soprattutto oggi stiamo collaborando con il progetto della sede nazionale sui Corridoi Lavorativi. La Presidenza ALS-MCL ha fatto un accordo con il Ministero degli Esteri e per il momento con il governo del Marocco per reperire su quel territorio personale lavorativo di cui necessitano le aziende. Vengono cercate sul posto le persone che vogliono venire in Italia, formate dal punto di vista linguistico ed in parte del lavoro che dovranno svolgere nelle aziende che ne hanno fatto richiesta, ed una volta pronti fatti venire in Italia, dopo aver trovato anche un alloggio con regolare contratto di affitto. Riteniamo -continua Camusi- che questa prassi migliore anche dei flussi regolari che il governo attua ogni anno, e soprattutto adempiamo al nostro dovere di accoglienza, rispettando veramente la dignità di queste persone. E questo servizio lo presenteremo prossimamente alle aziende della nostra provincia e del territorio Laziale. La dirigenza del nostro Movimento Cristiano Lavoratori di Frosinone (di cui sono il responsabile dei giovani), ha presentato il Progetto dei Corridoi Lavorativi ad alcuni responsabili politici e di associazioni datoriali in Trentino-Alto Adige, dove c’è una grande carenza di personale lavorativo soprattutto negli hotel, e ci hanno richiesto ulteriori incontri di approfondimento in questo mese di settembre per arrivare a firmare un protocollo d’intesa, visto che ne hanno veramente bisogno. È questo per noi motivo di grande soddisfazione, perché non solo aiutiamo le persone straniere e deboli, ma offriamo un contributo concreto alla crescita delle aziende del nostro territorio e del nostro Paese, alcune delle quali costrette a ridurre il lavoro, o addirittura alla chiusura per mancanza di personale”. L’impegno nel sociale può essere considerato una vera e propria missione perché implica, come in questo caso una dedizione attiva ed altruistica, mirata al benessere ed alla risoluzione di problemi e necessità altrui, guidata da valori etici e morali. Questa “missione” si traduce in azioni concrete di solidarietà e supporto verso le fasce più deboli, contribuendo a costruire una società più equa e inclusiva e, allo stesso tempo, offrendo opportunità di crescita personale, sviluppo di abilità e nuove connessioni sociali a chi vi si dedica.  “Se fatto con passione, sicuramente ti appaga e ti arricchisce dal punto di vista personale -continua Gabriele Camusi- Nel mio caso una parte dell’impegno è anche lavoro, anche se molte volte non viene riconosciuto dal punto di vista economico. Comunque, nel caso di ALS-MCL Frosinone, ci stiamo rendendo utili alle persone ed al territorio”.

Portiere 13enne aggredito da un genitore avversario, il racconto del padre: “Ho avuto paura lo uccidesse”

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ROMA – Non si placano i commenti per l’aggressione subita da un portiere 13enne dal padre di un avversario alla fine di una partita del Torneo Super Oscar per Under 14 tra Csf Carmagnola e Volpiano Pianese. Un episodio sconvolgente, “un atto di violenza che deve essere condannato da tutti coloro che si riconoscono nei valori sani che lo sport deve rappresentare”. Lo scrive l’Associazione Italiana Arbitri, esprimendo “solidarietà al giovane portiere”.

L’ASSOCIAZIONE ITALIANA ARBITRI: “AGGRESSIONE INQUALIFICABILE E INGIUSTIFICABILE”

“La violenza è un problema sociale che si deve combattere tutti insieme –  ha detto il Presidente dell’Aia, Antonio Zappi – A nome degli arbitri italiani, vittime talvolta di episodi analoghi, desidero rivolgere a questo giovane portiere tutta la nostra solidarietà. Definiamo inqualificabile e ingiustificabile l’aggressione, subita per mano del padre di un suo coetaneo, in una giornata che doveva essere di solo divertimento. Un atto vile, compiuto nei confronti di un minore, che deve essere condannato da tutto il mondo sportivo“.Attimi pieni di paura quelli vissuti da Angelo: “Ho visto un cinghiale alto due metri scavalcare la recinzione e prendere a pugni mio figlio”

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IL PARAPIGLIA NEL FINE PARTITA

I fatti sono accaduti al termine del match di domenica. “Gli animi in campo erano accesi, la partita era molto combattuta. Al fischio finale qualche sfottò dei giocatori del Carmagnola e alcune risposte hanno acceso un parapiglia. Ma si trattava di semplici discussioni tra ragazzi, le avremmo placate senza problemi. Ma all’improvviso un genitore si è lanciato in campo ed è andato a picchiare il nostro portiere“, ha raccontato l’allenatore del Volpiano, Andrea Mirasola, al Corriere della Sera.

IL RACCONTO DEL PADRE: “HO AVUTO PAURA CHE LO UCCIDESSE”

Attimi pieni di paura che hanno spedito il 13enne in ospedale con vari traumi. “Ho visto un cinghiale alto due metri scavalcare la recinzione e prendere a pugni mio figlio. Io sono mingherlino, mi sono buttato su di lui, ma era una montagna. Ho avuto paura che lo uccidesse“, ha dichiarato Angelo, padre del ragazzo, a ‘Lettere dal Farwest’ di Salvo Sottile. Un timore reale che mai avrebbe pensato di provare, a maggior ragione durante una partita di calcio.

“Era iniziata come una zuffa da ragazzini – ha aggiunto -. Uno spintone, qualche parola di troppo, un pugno volato e mio figlio che ha risposto. Cose che succedono a quell’età, lo sport è anche questo: si litiga, ci si scalda, poi si torna a casa e si pensa già alla prossima partita. Avrebbe dovuto finire lì. Invece no”.

 Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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