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Dichiarazione del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni

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IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, GIORGIA MELON

L’Italia segue con profonda preoccupazione gli sviluppi recenti relativi alle decisioni assunte dal Governo israeliano in merito alla situazione nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania e riafferma con fermezza il proprio impegno a favore della pace, della sicurezza e del rispetto del diritto internazionale.

In particolare, la decisione di procedere con l’occupazione di Gaza, in risposta al disumano attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, costituisce un’ulteriore escalation militare che non potrà che aggravare la già drammatica situazione umanitaria. 

Al contrario, sarebbe invece necessario un impegno collettivo per giungere a un cessate il fuoco e al rilascio degli ostaggi, rafforzando lo sforzo internazionale per assicurare l’assistenza umanitaria che è urgentemente necessaria alla popolazione civile della Striscia.

L’Italia continuerà a sostenere gli sforzi dei mediatori in questa direzione ed è pronta a fare la sua parte in uno scenario post-conflitto.

Francesco Maga e Diego Ilinca, gioventù ed entusiasmo al servizio del Basket Ladispoli

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Il roster del Basket Ladispoli che si appresta ad iniziare la nuova stagione con la partecipazione alla DR1 si arricchisce con due giovani prospetti. Si tratta di Francesco Maga, classe 2008 , ala di 188 centimetri, in arrivo, in doppio tesseramento, dalla Virtus Roma 1960 nell’ambito del rapporto di collaborazione che ha portato alla nascita della Accademia del Basket sul Mare per lo sviluppo della pallacanestro sul territorio del litorale nord.

“Quando si è presentata l’opportunità di far parte della rosa del Basket Ladispoli non ho avuto esitazioni – dice Francesco Maga – per misurarmi con una pallacanestro di livello alto. Ringrazio coach Fabbri e la Virtus Roma 1960 per questa grande opportunità. Non vedo l’ora di iniziare”.

Spazio tra i più grandi anche per Diego Ilinca, guardia-ala del 2010, 190 centimetri, prodotto del vivaio del Bakset Ladispoli. Reduce da un ottimo campionato con gli Under 15 del Parco di Veio, dove è andato in doppio tesseramento, e con gli under 17 del Basket Ladsipoli avrà l’opportunità di misurarsi con il basket dei più grandi, al fianco di giocatori esperti e che potranno aiutarlo nel suo percorso di crescita.

Nella scorsa stagione ha ricevuto dal Comune di Ladispoli il riconoscimento di Atleta dell’Anno per essere riuscito a coniugare in maniera eccellente l’impegno agonistico-sportivo e quello di studio.

“Coach Fabbri – dice Ilinca – mi conosce bene visto che è stato il mio allenatore anche con i ragazzi del Parco di Veio.

Mi ha dato fiducia, strigliato quando ce ne era bisogno e lo meritavo, aiutandomi nel percorso di crescita.

A giugno mi ha detto che avrei fatto parte della DR1.

Ho fatto un paio allenamenti con alcuni di quelli che saranno i miei compagni. Mi sono reso conto di cosa mi aspetterà. Ce la metterò tutta per non deludere le attese”.

Regionali, Michel Maritato con Bandecchi per la Campania

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Ieri pomeriggio, nello storico scenario di Palazzo Spada, è arrivata la stretta di mano che segna un passaggio decisivo per il futuro della Campania: quella tra Riccardo Corridore e Michele Emi Maritato, ufficializzando la candidatura di quest’ultimo al Consiglio regionale della Campania nella lista Dimensione Bandecchi, con Stefano Bandecchi candidato governatore. Un incontro che ha suscitato piena soddisfazione da entrambe le parti, aprendo le porte a una sfida che parte dal cuore di Napoli e della sua area metropolitana.«Per me – dichiara Michele Emi Maritato – questa è una prestigiosissima opportunità che accolgo con la massima responsabilità. Fin da subito, il mio impegno per i napoletani e per tutti i campani sarà concreto e diretto: una legge regionale contro l’usura bancaria, per difendere la nostra imprenditoria troppo spesso soffocata da tassi usurari che spezzano il futuro di chi vuole lavorare e creare ricchezza. Mi batterò per la tutela e il rilancio delle imprese campane, vero motore di sviluppo, e per l’abbattimento delle liste d’attesa nella sanità,pubblica,tra le più ingolfate d’Italia. È inaccettabile che la salute dei campani valga meno di quella di altri cittadini». Maritato incalza: «È ora di smetterla di trattare la Campania e i suoi abitanti come cittadini di serie B. Non ci sono cittadini di prima e di seconda classe,davanti alla salute, alla cultura, al diritto, siamo tutti uguali. La Campania deve tornare a splendere, e lo farà solo quando i diritti dei campani saranno rispettati fino in fondo».

Merletto di Sansepolcro: intrecci di storie e tradizioni

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Da oltre un secolo il borgo toscano è luogo d’eccellenza per la lavorazione artistica del merletto

Nel cuore della Valtiberina toscana, Sansepolcro custodisce una tradizione artigianale che affonda le sue radici nel passato e continua a raccontare storie di pazienza e creatività: si tratta del Merletto a fuselli, una raffinata lavorazione del filo tramandata di generazione in generazione. A testimonianza di questa importante tradizione, il borgo ospita lo “Spazio del Merletto”, un piccolo ma prezioso museo dedicato alla trina a fuselli, dove è possibile ammirare disegni su cartone, cataloghi di merletti e ricami, prove di realizzazione, materiali originali e tanto altro. Per vivere appieno questa esperienza e scoprire da vicino l’arte del merletto, è ideale soggiornare all’FH55 Grand Hotel Mediterraneo, una struttura accogliente situata nel cuore di Firenze perfettamente collegata con Sansepolcro.

Il Merletto di Sansepolcro racconta una lunghissima storia fatta di abilità artigianale, dedizione femminile e passione per una tradizione unica che da secoli incanta il mondo. Nato agli inizi del XX secolo grazie all’iniziativa delle sorelle Adele e Ginna Marcelli, questo tipo di merletto, conosciuto come “trina a spilli”, è frutto di un antico sapere che unisce storia, cultura e abilità manuali. Le sorelle Marcelli, studiarono attentamente diversi modelli provenienti dall’Italia, dalla Francia e dalle Fiandre, rielaborandoli fino a sviluppare un metodo originale e riconoscibile. Nel 1900, grazie anche all’aiuto del padre che costruì il particolare supporto in legno per il tombolo, Adele e Ginna fondarono la Premiata Scuola di Merletto a Fuselli. Iniziarono con una trentina di artigiane, ma ben presto il numero crebbe notevolmente fino ad arrivare ad un centinaio di merlettaie e coinvolgendo oltre mille lavoranti a domicilio della zona della Valtiberina. Tutti i disegni erano realizzati da Domenico Petri, marito di Ginna, e si caratterizzavano per motivi raffinati come trine a vasi, a ciocche, a burattini, la foresta e l’albachino. Questa eccellenza artigianale venne presto riconosciuta anche a livello internazionale, guadagnando numerosi riconoscimenti e medaglie d’oro in esposizioni europee e americane.

Secondo alcune tradizioni locali, le radici del merletto a Sansepolcro affondano ben prima del Novecento: si ipotizza infatti che la lavorazione dei fili a scopo decorativo fosse già diffusa nel territorio durante il Medioevo, quando in Toscana si parlava di “Merletto alla Medici”. Questo termine richiama lo stile raffinato e ornamentale che si sviluppò alla corte fiorentina tra il XV e il XVI secolo, periodo in cui l’eleganza del tessuto e la ricercatezza dei dettagli diventavano espressione di prestigio e status sociale. Anche se le fonti storiche dirette non sono molte, è plausibile che a Sansepolcro, città colta e mercantile, crocevia tra Toscana, Umbria e Marche, le influenze delle corti rinascimentali si siano intrecciate con saperi locali, dando vita a una cultura tessile già radicata nei secoli precedenti. In particolare, è possibile che forme rudimentali di trina o ricamo fossero praticate nei conventi femminili o tra le nobildonne, come attività di formazione domestica e spirituale. Questa antica familiarità con il filo e il tombolo avrebbe poi trovato nuova linfa nei primi anni del Novecento, grazie all’intuizione delle sorelle Marcelli, che trasformarono un sapere diffuso e frammentario in un linguaggio artistico strutturato, riconosciuto ben oltre i confini locali.

Al di là delle credenze, è un dato di fatto che il Merletto ha attraversato secoli di storia per arrivare fino ai giorni nostri e questo lo si deve anche all’Associazione “Il Merletto nella città di Piero”, fondata nel 1996 proprio con l’obiettivo di promuovere la lavorazione e di diffondere la pratica del ricamo. Nello stesso anno, il Comune di Sansepolcro, inaugurò lo “Spazio del Merletto”, un piccolo museo dedicato alla conservazione e all’esposizione di trine, disegni, cataloghi, strumenti e documenti originali della scuola Marcelli.

Il merletto di Sansepolcro non è soltanto un’eccellenza dell’artigianato locale, ma un autentico patrimonio culturale che racconta la storia di una comunità, il talento delle donne che lo hanno custodito e la bellezza di un sapere antico. La sua evoluzione, dalle prime trame medievali fino all’opera innovativa delle sorelle Marcelli, testimonia un legame profondo tra tradizione, territorio e creatività. Oggi, grazie all’impegno di associazioni e istituzioni locali, questa arte vive ancora, trasmessa alle nuove generazioni e valorizzata come espressione d’identità. Visitare Sansepolcro significa anche questo: lasciarsi affascinare da un filo sottile che, intrecciandosi, unisce il passato al presente con grazia, precisione e memoria.

Per immergersi nell’atmosfera senza tempo di questo piccolo borgo toscano senza rinunciare al fascino e alla vivacità di Firenze, è perfetto soggiornare all’FH55 Grand Hotel Mediterraneo, una moderna struttura dotata di tutti i comfort che consente, non solo di esplorare la città a piedi, ma anche di raggiungere comodamente destinazioni vicino Firenze tra cui Sansepolcro.

Maltempo, perturbazione “eccezionale” in Toscana, colpita da 109.000 fulmini

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Alberi caduti e allegamenti ; Vigili del fuoco in azione a Grosseto e a Prato

TOSCANA – Nelle scorse ore la Toscana “è stata attraversata da una perturbazione eccezionale. Nubifragi hanno colpito l’Elba e molte zone della nostra regione, da Prato a Grosseto“. Si tratta di “precipitazioni e fenomeni con tempi di ritorno stimati oltre i 50 anni”. Sempre in regione “nelle ultime dodici ore è stata registrata la cifra record di oltre 109.000 fulminazioni”. È quanto ha evidenziato stanotte il governatore, Eugenio Giani, in una comunicazione social sul maltempo. “Un grazie sincero al nostro sistema regionale di Protezione civile e ai tanti volontari e operatori impegnati negli interventi. È fondamentale continuare ad investire nella prevenzione e sicurezza”

VIGILI DEL FUOCO IN AZIONE DALLA MAREMMA A PRATO

I Vigili del Fuoco, a Grosseto, sono stati impegnati a Follonica, per allagamenti nelle case, e a Castiglione della Pescaia, dove sono caduti alcuni alberi in strada. I pompieri sono intervenuti anche nel sottopasso di viale Sonnino a Grosseto, allagato, dove un’auto è rimasta bloccata. Un adulto e degli adolescenti al suo interno sono stati quindi estratti in sicurezza. Altro personale è intervenuto tra Grosseto e Marina di Grosseto e nella zona costiera per rimuovere alcuni alberi abbattuti.
I Vigili del Fuoco sono entrati in azione anche a Prato (raddoppiando il personale di turno) per la caduta di alberi o rami, alcuni dei quali sono finiti sui veicoli o sui tetti degli edifici. Alle 8 di stamattina “risultano effettuati 37 interventi, mentre sono 54 le richieste ancora da evadere”.

(photo credit: Antonella Vongher Argentario /Fb).

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Tragedia sul lavoro: operaio muore a 28 anni schiacciato da un muletto

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L’incidente è avvenuto nel Bolognese; l’uomo, di origine pachistana, era impegnato nel turno notturno

BOLOGNA – Stava manovrando un muletto per spostare sacchi di pellet, è finito travolto e schiacciato dal mezzo. Incidente sul lavoro mortale, nella notte, a Marmorta, frazione del Comune bolognese di Molinella. Un operaio di origine pachistana nato nel 1996, regolare in Italia, è morto schiacciato da un muletto poco prima delle 2 mentre era impegnato in un turno notturno nell’azienda in cui lavorava.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Carabinieri e i Vigili del fuoco. A quanto si apprende, l’uomo stava manovrando il mezzo per spostare dei sacchi di pellet e sarebbe stato travolto dal muletto a causa, probabilmente, di un freno non inserito. I militari e i funzionari della Medicina del lavoro stanno esaminando gli elementi a disposizione per ricostruire con precisione le cause e la dinamica dell’incidente.

 Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

“Sono arrivati”: è iniziato lo sgombero del centro sociale Leoncavallo a Milano

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La ‘liberazione’ del locale occupato è stata richiesta dalla proprietà dal 2003 e rinviata 130 volte. Salvini: “Fine dell’illegalità sostenuta dalla sinistra”

di Mirko Gabriele Narducci e Redazione

MILANO- “Sono arrivati! Ci stanno sgomberando! Accorrete numerosi in via Watteu”: è il grido (di guerra) con cui il Leoncavallo richiama- via social- il suo popolo in un estremo tentativo di difesa dall’attacco sferrato oggi a sorpresa. Questa mattina infatti, giovedì 21 agosto, è partita l’esecuzione dello sfratto dello storico centro sociale milanese nel quartiere Greco. Si tratta di uno sgombero atteso dal 2003 su richiesta della proprietà, ma mai eseguito inoltre vent’anni è rinviato per oltre 130 volte. 

Secondo le prime informazioni gli agenti della questura, l’ufficiale giudiziario che sta eseguendo il provvedimento, i rappresentanti della proprietà sono entrati nello stabile occupato poco prima delle nove. Al momento non ci sarebbero problemi di ordine pubblico e le operazioni non avrebbero incontrato alcuna resistenza. C’è da aspettarsi che gli appelli partiti dai social richiamino manifestanti, (vacanze fuori porta permettendo).SFRATTO LEONCAVALLO, SALVINI: “DECENNI DI ILLEGALITÀ DELLA SINISTRA, ORA SI CAMBIA, LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI, AFUERA!“

Non si fanno attendere invece le reazioni della politica. Il primo ad intervenire é Matteo Salvini. “Decenni di illegalità tollerata, e più volte sostenuta, dalla sinistra: ora finalmente si cambia. La legge è uguale per tutti: afuera!”: così scrive su X il vicepremier e leader della Lega, commentando l’avvio dello sfratto del centro sociale Leoncavallo di Milano.

OSNATO (FDI): “BENE LO SGOMBERO DEL LEONCAVALLO, FINISCE UNA PAGINA DI VIOLENZA”

“L’avvio dello sgombero del Leoncavallo è un’ottima notizia, di cui siamo grati al ministro Piantedosi e al prefetto Sgaraglia. Finalmente può essere restituito ai legittimi proprietari, dunque a un uso effettivamente più appropriato, un edificio che purtroppo era diventato il simbolo dell’illegalità, del degrado, della propaganda di pericolose idee anti-sociali”. Lo dichiara Marco Osnato, deputato milanese di Fratelli d’Italia, commentando lo sfratto dell’immobile di via Watteau occupato dal 1994.
“Dopo anni di tentativi andati a vuoto a causa delle prevaricazioni degli antagonisti e della complicità di una certa sinistra delle istituzioni, in quell’area della città tornano l’ordine pubblico e il rispetto delle regole”, prosegue l’esponente di FdI. “Finisce così una delle pagine più tristi di violenza e sopraffazione nella nostra Milano, che ahinoi durava da decenni, per lasciare spazio a un’era nuova di confronto democratico e sviluppo”, conclude Osnato.

IL LEONCAVALLO: COSA È, LA SUA STORIA

“Il Leoncavallo SPA – Spazio Pubblico Autogestito – è un centro sociale occupato. Nato a Milano nel 1975, svolge attività politica e culturale in completa autogestione. Una storia lunga legata a doppio filo con quella dei movimenti extraparlamentari, che vive grazie alle generazioni che si susseguono nel tempo”: si presenta così, dalle sue pagine web, la realtà sociale-culturale presente a Milano da mezzo secolo, oggetto di sgombero. Si racconta così il momento della nascita del centro, le prime iniziative quello che in definitiva ‘era’ il Leoncavallo, nato e sviluppato nell’Italia dei tormentati anni di piombo. “La storia del Leoncavallo inizia il 18 ottobre 1975, quando un’area dismessa di 3600 mq, situata in via Leoncavallo 22 a Milano, viene occupata da un gruppo di militanti extraparlamentari provenienti da diverse esperienze interne al movimento rivoluzionario che caratterizzò il lungo ’68 italiano”: è l’incipit così della storia del centro sociale, raccontata via web. “L’occupazione si caratterizza immediatamente per la proposizione di temi che investono la società intera: la creazione di un asilo nido, una scuola materna, il doposcuola, la mensa popolare, il consultorio ginecologico, le attività culturali, sono gli obiettivi immediati che il neo comitato di occupazione si prefigge”. Le attività che iniziano a prodursi nei primi anni di vita permettono al Leoncavallo di radicarsi nella zona: nascono Radio Specchio Rosso, la Casa delle Donne e la Scuola Popolare. Le istanze e le rivendicazioni che emergono abbracciano sempre più “la vita nel suo complesso”.

GLI ANNI DI PIOMBO: L’ASSASSINIO DI FAUSTO E IAIO, LA LOTTA CONTRO LA DROGA

Si prosegue poi con il racconto dell’omicidio di due militanti del Leoncavallo e le ripercussioni sulle attività del centro: “Il 18 marzo 1978, in un agguato fascista vengono uccisi, a colpi d’arma da fuoco, Fausto Tinelli e Lorenzo “Iaio” Iannucci, militanti del Leoncavallo e impegnati in una contro inchiesta sullo spaccio di eroina nel quartiere. La reazione è imponente. Il giorno dei funerali le fabbriche scioperano, e centomila persone gremiscono piazza Duomo. Le madri di Fausto e Iaio e altre donne del centro sociale danno vita al gruppo ‘mamme del Leoncavallo’, impegnandosi nell’immediato alla lotta contro l’eroina”. “Sono anni difficili, l’attacco militare e giudiziario dello Stato contro il movimento è duro e produce i suoi frutti: carcere, eroina, clandestinità, esilio, falcidiano i corpi di un’intera generazione. Il Leo, come altri spazi sociali diventa anche luogo di rifugio”.

(photo credit: LeoncavalloSPA/Fb)

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

FS, TRENITALIA: NEL 2025 GIÀ CONSEGNATI 61 TRENI REGIONALI PER 500 MILIONI DI EURO

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  • entro il 2027 saranno in servizio 1.061 convogli di nuova generazione
  • investimento complessivo di 7 miliardi di euro per rinnovare l’80% della flotta
  • nel Lazio consegnati 9 treni

Sessantuno nuovi treni di Regionale, brand di Trenitalia (Gruppo FS), consegnati dall’inizio del 2025 a oggi, per un investimento complessivo di circa 500 milioni di euro. Un risultato in linea con gli obiettivi del Piano strategico 2025–2029 del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, che entro il 2027 prevede di portare a 1.061 il numero di convogli di nuova generazione destinati a pendolari e viaggiatoriin tutta Italia.

Grazie ai Contratti di Servizio con le Regioni e le Province Autonome, committenti del servizio, fino a oggi sono stati consegnati 596 treni di nuova generazione che, sommati ai 335 acquistati in precedenza, portano a 931 il numero dei nuovi convogli in circolazione. Con le ulteriori consegne di quest’anno e quelle previste entro il 2027, l’80% dell’intera flotta Regionale sarà rinnovato, per un investimentocomplessivo di 7 miliardi di euro.

Nel Lazio, nel 2025, sono stati consegnati 9 nuovi treni (per un investimento di circa 100 milioni di euro) questi, sommati ai 41 già in servizio, portano a 50 il numero dei nuovi convogli in circolazione sulle linee laziali.

“Il rinnovo del trasporto ferroviario regionale è uno dei pilastri del nostro Piano Strategico 2025-2029 che prevede investimenti per 100 miliardi di euro in cinque anni”, ha dichiarato Stefano Antonio Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Italiane. “Un processo in continua evoluzione, che punta a offrire treni moderni, sostenibili e con elevati standard di comfort e sicurezza. Regionale rappresenta una leva strategica per una mobilità sempre più integrata e connessa, in grado di valorizzare i territori e accompagnare le trasformazioni sociali, ambientali e culturali di un Paese in movimento”.

Con un servizio capillare che ogni giorno garantisce più di 6.000 corse e trasporta oltre 400 milioni di passeggeri l’anno, Regionale si conferma una realtà solida e ben radicata sul territorio. Un modello che unisce efficienza operativa e attenzione alla sostenibilità, proseguendo nel percorso di innovazione e miglioramento continuo in linea con le esigenze di un Paese che guarda al futuro.

RIETI. I CARABINIERI EFFETTUANO UN BLITZ IN UN’AREA BOSCHIVA: SMANTELLATO UN BIVACCO E DROGA RECUPERATA.

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Continua senza sosta l’attività dei Reparti dipendenti dal Comando Provinciale Carabinieri di Rieti finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti che si consuma in bivacchi di fortuna ricavati nelle aree boschive ubicate intorno al capoluogo.

Pochi giorni fa, alle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Rieti hanno perlustrato una vasta area boscata, situata in località Casapenta, utilizzata come rifugio da soggetti dediti allo spaccio di droga.

All’arrivo dei militari, alcune persone verosimilmente di origine magrebina, approfittando della fitta vegetazione, si sono date alla fuga, facendo perdere le proprie tracce.

Il successivo controllo del bivacco ha consentito di rinvenire un involucro in cellophane contenente 55 grammi di cocaina, parte della quale già suddivisa in singole dosi pronte alla vendita, un bilancino di precisione e vario materiale idoneo al confezionamento.

L’intervento trae origine dalle numerose segnalazioni dei cittadini della zona, che da tempo lamentavano la presenza di attività di spaccio all’interno della boscaglia, con un continuo via vai di acquirenti nell’arco della giornata.

RIETI. I CARABINIERI ALLONTANANO UN UOMO DALL’ABITAZIONE FAMILIARE PER MALTRATTAMENTI.

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I Carabinieri della Stazione di Rieti hanno dato esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Roma, Ufficio Esecuzioni Penali, nei confronti di un 54enne della zona, già noto alle forze dell’ordine.

Gli episodi di maltrattamenti contro i familiari, nel caso specifico verso i figli minori, risalgono al settembre del 2011.

Il provvedimento è stato immediatamente eseguito dai Carabinieri di Rieti che, dopo le formalità di rito, hanno accompagnato l’interessato presso la locale Casa Circondariale dove dovrà scontare una pena pari a 2 anni e un mese di reclusione.

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