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Cancro colorato a Rieti: European Consumers APS  controllerà che gli abbattimenti degli alberi vengano effettuati nel rispetto  delle leggi vigenti

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Nella città ha determinato agitazione presso la popolazione la decisione del Comune di Rieti di destinare al taglio alberature vetuste, principalmente di platani (Platanus hyspanica, ibrido tra Platanus orientalis, autoctono, e Platanus occidentalis, di origine americana), tigli (Tilia sp.) e ippocastani (Aesculus hippocastanum) in varie zone (Viale Maraini, Piazza Marconi e Via dei Flavi).

In particolare, il taglio dei platani si rende necessario, secondo i comunicati del Comune di Rieti, a causa dell’infestazione di cancro colorato (causato dal fungo Ceratocystis  platani, sinonimo Ceratocystis fimbriata subsp. platani) che ne impone l’abbattimento.

La lotta al cancro colorato del platano è, infatti, obbligatoria su tutto il territorio nazionale ed è regolamentata dal D.M. 29 febbraio 2012[1] e D.M. 6 luglio 2015[2].

Qualora  si  riscontri  e  venga  confermata  da   analisi   di laboratorio,  la  presenza  di  infezioni,   il   Servizio   Fitosanitario  Regionale  individua ufficialmente la zona  focolaio  e  adotta  le  misure  fitosanitarie previste dall’art. 6 che afferma:

 
3. Ogni pianta con  sintomi  di  Ceratocystis  fimbriata  e  quelle adiacenti devono essere abbattute ed  eliminate,  compreso  tutto  il materiale di risulta. 
4. In deroga al punto 3, qualora la pianta adiacente sia un  albero monumentale o un albero di particolare  interesse  paesaggistico,  il servizio  fitosanitario,  valutato  il   rischio   fitosanitario  di diffusione del patogeno, può disporre  misure  curative  alternative all'abbattimento.

Secondo l’allegato al D.M. 29 febbraio 2012 e secondo i regolamenti sanitari:

  • Gli abbattimenti devono essere effettuati nei periodi asciutti dell’anno e in assenza di vento.
  • Alle operazioni di abbattimento va riservata tutta la superficie atta a contenere la ricaduta della segatura.
  • Gli abbattimenti vanno eseguiti a partire dalle piante contermini di rispetto procedendo verso quelle sicuramente malate o morte.
  • Il terreno intorno alle piante da abbattere, dopo il taglio dell’erba va ricoperto con robusti teli di plastica, allo scopo di raccogliere la segatura e il materiale di risulta. Se la superfice è asfaltata o cementata è consentito, in sostituzione, l’utilizzo di un aspiratore.
  • Sempre al fine di ridurre al massimo il rischio di dispersione della segatura è opportuno che la stessa venga frequentemente bagnata con sali quaternari di ammonio.
  • È assolutamente vietato l’uso di soffiatori per raccogliere la segatura.
  • Effettuare il minor numero possibile di tagli, in particolare modo nelle parti infette delle piante; ove possibile utilizzare motoseghe attrezzate per il recupero della segatura.
  • Dopo il taglio degli alberi infetti e dei contermini, procedere preferibilmente all’estirpazione delle ceppaie con cava ceppi o ruspe.
  • Successivamente disinfettare le buche con calce viva. Qualora tale operazione fosse impossibile, occorre tagliare il ceppo e le radici affioranti ad almeno 20 cm sotto il livello del suolo, procedendo poi alla disinfezione delle buche con calce viva.
  •  Nel caso in cui le operazioni sopra descritte non potessero trovare pratica applicazione tagliare le ceppaie e le radici affioranti a livello del suolo e devitalizzare la parte residua con appositi diserbanti ricoprendo poi la buca con terreno non infetto.
  • Al termine delle operazioni, tutta la zona interessata dagli abbattimenti/potature deve essere disinfettata con sali quaternari di ammonio; analogamente devono essere disinfettati, con ipoclorito di sodio al 2% o alcool etilico al 60% o sali quaternari d’ammonio (0,5-1%), tutti gli attrezzi utilizzati per l’esecuzione dei tagli.

European Consumers APS, in seguito alle segnalazioni dei cittadini, ha intrapreso un controllo su tali alberature che risultano effettivamente gravemente infestate.

Questa situazione indica principalmente errori ripetuti nel tempo di gestione delle alberature.

Infatti, sempre nell’allegato al DM si legge:

Potature dei platani 
 
Gli interventi di potatura vanno  eseguiti  in  un  periodo  asciutto durante il riposo vegetativo delle piante  evitando,  ove  possibile, tagli orizzontali e capitozzature. 
Le operazioni di scavo in prossimità dei platani devono limitare il più possibile le ferite dell'apparato radicale effettuando gli scavi a congrua distanza dal colletto. 
Gli  attrezzi  usati  per  l’esecuzione  dei  tagli  devono  essere disinfettati con idonea soluzione nel  passaggio  da  una  pianta  ad un'altra. 

Poiché il Comune ha promesso la sostituzione delle alberature, che saranno abbattute dopo l’autorizzazione dell’allertato Servizio Sanitario Regionale, sarà opportuno nel futuro che i gestori del verde urbano seguano pedissequamente tali regole che evidentemente nel passato non sono state applicate dovutamente.


[1] Decreto 29 febbraio 2012 Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione del cancro colorato del platano causato da Ceratocystis fimbriata. (12A05079) (GU Serie Generale n.100 del 30-04-2012). https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2012-04-30&atto.codiceRedazionale=12A05079

[2] Decreto 6 luglio 2015 Modifica del decreto 29 febbraio 2012 recante misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione del cancro colorato del platano causato da Ceratocystis fimbriata. (15A07099) (GU Serie Generale n.222 del 24-09-2015). https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/09/24/15A07099/sg

Inaugurato il defibrillatore donato dell’A.R.A.

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Trevi Nel Lazio, Grazioli: “Un gesto di grande valore che contribuisce alla tutela del territorio”

A dicembre dello scorso anno durante un incontro tenutosi presso il parco avventura Altipiani Adventures, il Presidente dell’Associazione A.R.A.(Associazione Residenti Altipiani)  Eugenio Rizzo, ha donato  un defibrillatore al Sindaco  di Trevi Nel Lazio Silvio Grazioli, per essere utilizzato in caso di emergenza. Il defibrillatore è stato collocato nella centralissima piazza Suria agli Altipiani di Arcinazzo in sostituzione del defibrillatore donato al Comune di Trevi dalla Croce Rossa di Piglio, la quale  lo ha poi tolto posizionandolo altrove. La cerimonia di inaugurazione si è svolta questa mattina (nella foto) alla presenza del Sindaco Silvio Grazioli, del comandante della locale stazione dei carabinieri Nicola Palombi, del Presidente Rizzo, della Misericordia di Trevi Nel Lazio, della Croce Rossa di Piglio ed alcuni cittadini.   “Un gesto di grande importanza a cui va dato merito  all’Associazione A.R.A. –ha commentato il Sindaco Silvio Grazioli-  è fondamentale non trascurare l’aspetto della sicurezza, specialmente quando consideriamo situazioni di emergenza mediche. Il DAE (defibrillatore automatico esterno) è uno strumento  vitale, in una località turistica che ospita  un grande numero di villeggianti e turisti, la presenza di un defibrillatore è cruciale per garantire un intervento immediato in caso di arresto cardiaco o fibrillazione ventricolare. A Trevi sono collocati 6 defibrillatori e puntiamo ad incentivare la presenza anche agli Altipiani di Arcinazzo rendendo il territorio sempre più cardio protetto”. L’intervento del Presidente Rizzo, ha fatto emergere l’aspetto e di collaborazione per tutelare il territorio, dunque l’impegno che un’Associazione storica come l’A.R.A. continua a svolgere anche in sinergia con gli Enti, e questo dono rappresenta un contributo sociale che si è volto dare al territorio.

Giudizio negativo di “Viviamo Piglio” sul primo anno di amministrazione Felli

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Piglio, il gruppo di minoranza: “Che ne è stato delle promesse fatte in campagna elettorale? L’unica certezza è che l’incapacità amministrativa continua!”

E’ ormai passato un anno dall’insediamento dell’attuale amministrazione comunale ed è tempo di bilanci ben più strutturati e precisi rispetto a quelli tipici dei cento giorni che si fanno di consueto. Ed infatti, l’amministrazione del Sindaco Mario Felli ha ormai palesato il suo modo di agire che può essere oggetto di un giudizio oggettivo e come tale riscontrabile da tutti i cittadini. A tal proposito ci ha pensato in modo molto chiaro e preciso, il gruppo di minoranza “Viviamo Piglio”, rappresentato in Consiglio Comunale dai consiglieri  Roberto Neccia e Domenico Ambrosetti. Nell’analisi effettuata di questo primo anno di amministrazione Felli emerge che l’attività amministrativa, è nel totale caos. “Documentazione amministrativa con evidenti errori formali -afferma Viviamo Piglio-  delibere portate in approvazione senza i dovuti pareri di organi competenti; mancata pubblicazione di atti amministrativi obbligatori sull’albo pretorio online; incompleta documentazione a corredo delle proposte portate in Consiglio. Ogni volta i nostri consiglieri hanno richiesto integrazioni, manifestato dissenso e costretto la maggioranza a correggere o addirittura a ritirare le proposte presentate. Il disagio si espande anche a causa della carenza di personale amministrativo,  determinata da pensionamenti senza tempestiva soluzione; servizi di riscossione tributi in notevole ritardo per mancanza di personale interno  (ad esempio la distribuzione delle cartelle IMU oppure fatture lampade votive) ; 10 mesi di mancata attivazione dei parcheggi blu. Ogni volta i nostri consiglieri hanno chiesto delucidazioni su queste mancate entrate per le casse comunali , ottenendo sempre risposte evasive. Sul piano dei cantieri presenti, evidenziamo i cantieri fermi in 3 edifici scolastici su 3 : Edificio scolastico di Piglio capoluogo fermo da più di 2 anni; scuola infanzia Romagnano ferma da 1 anno ; scuola infanzia Piglio in forte ritardo rispetto alle promesse del Sindaco. E poi c’è da aggiungere che solo grazie alle nostre segnalazioni che sono state aggiunte le utili segnaletiche e le dovute recinzioni di sicurezza al cantiere di via piagge per il nuovo marciapiede”. Altro capitolo i Finanziamenti annunciati e mai presi. “Finanziamento asilo nido di Romagnano, mai incassato per ritardi nelle procedure di avviso pubblico e assegnazione. I finanziamenti per: Sicurezza strade comunali per 1,5 milioni di euro ; efficientamento comune 3 milioni di euro; Promozione sentieri di montagna 200 mila euro: tutti e tre i finanziamenti sono stati cancellati! I consiglieri di Viviamo Piglio avevano consigliato di non inserire quegli interventi nel Piano Triennale delle opere pubbliche considerato che le risorse finanziarie non erano state ancora assegnate. Non c’è controllo da parte del Comune sui gestori di servizi in convenzione -continua nella sua relazione il gruppo di minoranza Viviamo Piglio-  Carenza idrica sul territorio ancora senza soluzione; Illuminazione pubblica a singhiozzo; Raccolta smaltimento dei rifiuti non efficiente con formazione di microdiscariche abusive. Noi abbiamo denunciato il rischio di inquinamento ambientale all’ex campo Marini e sollecitato per la rapida riparazione dell’isola ecologica agli Altipiani di Arcinazzo, abbiamo anche provato a collaborare con la commissione emergenza idrica, ma l’Amministrazione ha risposto solo occasionalmente. Inoltre il civico cimitero  con erbacce , detriti  e sommarie recinzioni per pericoli crolli; e ancora il percorso intitolato a San Giovanni Paolo II, infestato da rovi ed erbacce; Strade comunali e vicinali piene di buche in campagna come agli Altipiani; discariche anche al centro del paese. Cosa ne è stato delle belle promesse elettorali?-conclude la nota di Viviamo Piglio- Eppure i 2/3 dell’attuale Giunta Felli sono eredità dell’amministrazione precedente  dovrebbero conoscere bene la macchina amministrativa e infatti l’incapacità amministrativa continua”. “Nella relazione presentata alla cittadinanza da Viviamo Piglio -fanno eco alcuni cittadini-  emerge quanto l’attività amministrativa del Sindaco Mario Felli è sottoposta ad una continua involuzione in tutti i settori che soffrono l’assenza di un chiaro indirizzo politico a cui fare corrispondere un’azione amministrativa efficiente e risolutiva. Deludente se si considera che il Sindaco Felli ed i membri della sua maggioranza in campagna elettorale avevano  reso l’illusione di rappresentare il cambiamento, dando false speranze alla cittadinanza . Purtroppo quel cambio di passo in meglio non c’è stato, anzi si è accentuato il peggio. E’ chiaro dunque  senza giri di parole, che la responsabilità di tutto ciò è da individuare nella figura del sindaco Felli  posto che è il primo cittadino ad essere il garante ed il custode degli interessi di Piglio, che vanno difesi e tutelati con onore e dignità anche a costo, se necessario, di interrompere anzitempo un’esperienza amministrativa nata male e destinata a finire peggio. In particolare il sindaco non è riuscito a  diventare un punto di riferimento  per l’intera amministrazione e tutta la comunità pigliese”.

Trigoria Roma – Arbitri Sport Italiani dirigono le amichevoli dell’ AS Roma di Gasperini vs Trastevere calcio e l’UniPomezia

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ROME, ITALY - JULY 19: AS Roma player Manu Koné during the pre-season friendly match between AS Roma v Trastevere at Centro Sportivo Fulvio Bernardini on July 19, 2025 in Rome, Italy. (Photo by Luciano Rossi/AS Roma via Getty Images)

Photo by Luciano Rossi/AS Roma via Getty Images

di Fausto ZILLI

La nuova Roma di Gian Piero Gasperini debutta con una goleada da 14-0 nel classico test estivo cittadino contro il Trastevere, formazione che partecipa al campionato di Serie D, a dirigere la gara Arbitri Sport Italiani la sezione Lorenzo Cesari di Roma del presidente Americo Scatena, associazione nata nel 2002 affiliata all’ASI ente di promozione sportiva riconosciuta dal CONI, Comitato Regionale Lazio del presidente Dott. Roberto Cipolletti,la sede legale storica a Fonte Nuova, oltre alla formazione di giovani arbitri di calcio è impegnata da anni nel mondo del sociale e umanitario.

Nella prima gara contro il Trastevere calcio, la terna arbitrale composta dal Direttore di gara Marco Neglia, AA1 Vincenzo Ruocco AA2 Lorenzo Scatena, nella seconda gara contro l’Unipomezia squadra che gioca in serie D, risultato di 9-0 per i giallorossi, la terna arbitrale composta dal direttore di gara Gabriele Merico, AA1 Manuele Book, AA2 Massimo Florio, altra prestazione eccellente dei ragazzi dell’associazione arbitri sport italiani della sezione Lorenzo Cesari di Roma.

Photo by officialasroma

RIETI. TENTATA VIOLENZA SESSUALE ALL’INTERNO DI UN BAR:  60ENNE ARRESTATO E PORTATO IN CARCERE DAI CARABINIERI

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Alcuni giorni fa, i Carabinieri della Compagnia di Rieti hanno tratto in arresto un uomo di 60 anni, residente a Monterotondo e già noto alle Forze dell’Ordine, con l’accusa di tentata violenza sessuale.

L’episodio è avvenuto, in piena mattinata, all’interno di bar situato in un comune della provincia reatina.

La vittima, una donna di 40 anni dipendente del locale, ha riferito di essere stata improvvisamente aggredita dall’uomo che avrebbe tentato un approccio di natura sessuale non consensuale, afferrandola per il braccio.

Fortunatamente la donna è riuscita a sottrarsi alla violenza, dandosi alla fuga, per poi chiedere immediatamente aiuto.

Prontamente intervenuti sul luogo segnalato, i militari dell’Arma hanno individuato e fermato l’uomo prima che riuscisse ad allontanarsi dal posto. Quest’ultimo, all’esito dei primi accertamenti effettuati, è stato dichiarato in stato di arresto e accompagnato in caserma.

Al termine delle formalità di rito, è stato poi trasferito presso la locale casa circondariale dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

La vittima è stata invece trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Rieti dove ha ricevuto le cure del caso per le lievi ferite riportate.

Sono in corso accertamenti da parte degli inquirenti, che stanno esaminando le immagini di videosorveglianza presenti sia all’interno del locale che nelle aree circostanti, al fine di ricostruire compiutamente l’esatta dinamica dei fatti.

Si precisa, come di consueto, che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà eventualmente accertata nel corso del successivo iter giudiziario.

i carabinieri forestale IN CAMPO con l’unita’ cinofila antiveleno

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È di pochi giorni fa la notizia che al parco di Porta D’Arce, a Rieti, è stato rinvenuto un boccone avvelenato.

Immediato l’intervento dell’Unità Cinofila Antiveleno del Gruppo Carabinieri Forestale di Rieti: il cane Asia, un Pastore Belga Malinois, insieme al suo conduttore, compone il binomio specializzato nella ricerca di bocconi avvelenati.

Puntuale e meticoloso il controllo effettuato da Asia in tutto il comprensorio naturale di Porta D’Arce che ha, fortunatamente, avuto esito negativo. La zona è stata bonificata e l’unica esca rinvenuta nei giorni precedenti è stata consegnata all’Istituto Zooprofilattico competente per territorio per essere sottoposta ad analisi.

L’Unità Cinofila Antiveleno dei Carabinieri Forestale, addestrata per riconoscere specifici odori associati ai veleni, svolge un ruolo cruciale nelle operazioni di monitoraggio e di prevenzione. Le capacità uniche di Asia consentono di coprire vaste aree in tempi relativamente brevi, aumentando così l’efficacia delle operazioni di controllo.

L’episodio di Porta D’Arce, nel caso fosse confermato essere un boccone nocivo, non sarebbe il primo registrato nella città di Rieti e zone limitrofe in quanto le esche avvelenate rappresentano una pratica purtroppo risalente nel tempo, utilizzata per eliminare animali considerati dannosi o indesiderati. Una pratica che porta tuttavia a conseguenze devastanti, non solo per le specie target, ma anche per gli altri animali, compresi quelli domestici, per l’uomo e per l’ecosistema in generale. Non possiamo, comunque, parlare attualmente di situazione emergenziale nella provincia.

In questo contesto, le Unità Cinofile dei Carabinieri Forestale emergono come uno strumento fondamentale per la prevenzione e la repressione di tali atti illeciti.

CARCERE DI SANREMO NEL CAOS: DETENUTI IN RIVOLTA AGGREDISCONO OTTO 

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AGENTI, UNO SFREGIATO AL VOLTO. IL SI.N.A.P.PE: “SITUAZIONE ESPLOSIVA, 

SERVONO INTERVENTI IMMEDIATI”

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SANREMO – Una notte di follia all’interno del carcere di Valle Armea: 

tre detenuti hanno dato il via a una violenta protesta culminata con 

l’aggressione di otto agenti della Polizia Penitenziaria, uno dei quali 

sfregiato al volto con una lametta. Un episodio gravissimo che riporta 

al centro dell’attenzione il crescente stato di emergenza delle 

strutture penitenziarie liguri.

A denunciare quanto accaduto è Gaetano Ferrara, Segretario Regionale del 

Si.N.A.P.Pe:

«Non possiamo più restare in silenzio di fronte a un sistema che sta 

crollando su se stesso. La tensione dentro il carcere di Sanremo è da 

tempo fuori controllo, e i poliziotti penitenziari continuano a essere 

l’unico argine contro la violenza. Ma da soli non ce la fanno più. 

Servono decisioni politiche serie e immediate».

Secondo quanto ricostruito, i tre detenuti – presumibilmente in stato di 

alterazione dopo aver ingerito una miscela alcolica rudimentale prodotta 

in cella – hanno aggredito il personale durante la notte. Solo la 

prontezza degli agenti ha evitato che la situazione degenerasse 

ulteriormente.

«Non è più accettabile che la sicurezza negli istituti sia affidata solo 

alla professionalità degli uomini in divisa», incalza Ferrara.

«È necessario alleggerire il carico detentivo e rivedere il regime 

aperto. La Liguria deve avere un Provveditorato autonomo in grado di 

rispondere in modo tempestivo e diretto alle criticità regionali».

Sulla stessa linea il Segretario Generale del Si.N.A.P.Pe, Dott. Roberto 

Santini, che sottolinea la gravità della situazione:

«Chi colpisce un poliziotto colpisce lo Stato. È dovere delle 

istituzioni garantire condizioni di lavoro sicure. Quanto accaduto a 

Sanremo non è un fatto isolato, ma il sintomo di un sistema 

penitenziario ormai saturo e pericoloso. Chiediamo interventi urgenti e 

strutturali».

Santini rilancia anche la richiesta di dotazione di uno spray al 

peperoncino a getto balistico visto che non è possibile l’utilizzo del 

Taser  per il Corpo di Polizia Penitenziaria:

«È il momento di dire basta alle aggressioni gratuite. La Polizia 

Penitenziaria merita tutele reali. Lo spray al peperoncino a getto 

balistico  può rappresentare uno strumento di dissuasione importante. Va 

superata la logica di un carcere aperto e senza controllo: servono 

uomini, mezzi, e un ripensamento radicale della gestione della 

sicurezza».

Il Si.N.A.P.Pe conclude annunciando che, in assenza di risposte 

concrete, valuterà ogni forma di mobilitazione a tutela del personale.

«Non permetteremo che l’inerzia continui a mettere a rischio la vita dei 

nostri colleghi», concludono Ferrara e Santini.

AVVIO DEI SERVIZI DI PATTUGLIAMENTO CONGIUNTI TRA LA POLIZIA DI STATO ITALIANA E LA MALTA POLICE FORCE NELLE AREE TURISTICHE DELL’ISOLA

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Nell’ambito delle attività di cooperazione internazionale di Polizia promosse dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, dalla giornata di lunedì 21 c.m. hanno preso il via a Malta i servizi di pattugliamento congiunti tra la Polizia di Stato italiana e la locale forza di polizia, finalizzati al rafforzamento della sicurezza pubblica nelle aree a maggiore afflusso turistico del paese.

Il dispositivo prevede l’impiego di otto operatori della Polizia di Stato italiana che affiancheranno i colleghi maltesi nello svolgimento di attività di prevenzione e tutela dell’ordine pubblico, fornendo al contempo assistenza ai cittadini italiani presenti sul territorio.

Le pattuglie, impiegate principalmente nelle località di La Valletta e Saint Julian’s, a supporto degli Uffici distrettuali della Malta Police Force, potranno altresì facilitare i contatti con le autorità diplomatico-consolari italiane e con le istituzioni locali sino al termine del periodo concordato, previsto per il 17 agosto p.v..

Trattandosi di un’attività di pattugliamento congiunto dall’alto valore simbolico nell’ottica del rafforzamento della collaborazione fra le citate forze di polizia, gli agenti di polizia italiani selezionati ricoprono tutte le qualifiche operative — agenti, sovrintendenti e ispettori — e provengono da uffici che ne garantiscono una solida esperienza nei settori della tutela dell’ordine pubblico e della prevenzione dei reati.

Inoltre, hanno maturato specifiche competenze in ambito internazionale, avendo già partecipato, tramite il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale, a numerosi servizi di pattugliamento congiunto con altre forze di polizia europee e internazionali in contesti analoghi, sempre coordinati dal medesimo Servizio.

Il loro impiego sul territorio maltese è coordinato dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) della Direzione Centrale della Polizia Criminale – Dipartimento della Pubblica Sicurezza – e dall’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Malta.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro delle collaborazioni bilaterali tra Italia e Malta in materia di sicurezza, sancite dalla stipula di un Protocollo d’intesa tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza italiano e la Malta Police Force, firmato nel dicembre 2024.

Questa iniziativa rappresenta un importante passo avanti nella cooperazione bilaterale di polizia tra i nostri Paesi. 

La collaborazione rafforzata tra le forze dell’ordine italiane e maltesi non costituisce soltanto una sinergia operativa, ma è anche un segno tangibile della fiducia reciproca e dell’amicizia tra due nazioni che condividono obiettivi comuni in materia di sicurezza, oltre a valori fondamentali come la legalità, il rispetto dei diritti umani e la tutela della sicurezza dei cittadini e dei turisti.

La partnership tra la Malta Police Force e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza italiano si configura come un modello virtuoso di cooperazione internazionale di polizia, nonché uno strumento concreto ed efficace per affrontare, in modo condiviso, le sfide della sicurezza nel mondo contemporaneo.

CARABINIERI: CERIMONIA DI AVVICENDAMENTO NELL’INCARICO DI COMANDANTE INTERREGIONALE CULQUALBER

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Questa mattinata, a Messina, all’interno della caserma “A. Bonsignore”, sede del Comando Interregionale Carabinieri “Culqualber”, si è svolta la cerimonia di avvicendamento nell’incarico di Comandante Interregionale tra il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Truglio e il Generale di Corpo d’Armata Claudio Domizi.

All’evento ha presenziato il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, oltre ad Autorità civili, militari e religiose di Sicilia e Calabria. La cerimonia militare ha visto lo schieramento della Bandiera di Guerra e della Fanfara del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia” e di un Reggimento di formazione, composto da militari dell’Arma territoriale, della Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria, del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia” e del 14° Battaglione Carabinieri “Calabria”, nonché dai Carabinieri degli Squadroni Eliportati Cacciatori “Sicilia” e “Calabria”, che hanno reso gli onori militari. Alla manifestazione hanno preso parte anche i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri dell’Associazione Nazionale Forestali, nonché delle Associazioni professionali a carattere sindacale tra militari.

Il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Truglio, nel lasciare l’incarico di Comandante Interregionale “Culqualber”, ha salutato tutte le Autorità presenti e ha definito “Sicilia” e “Calabria” come terre ricche di storia e bellezza, ma caratterizzate da forme di criminalità organizzata pervasive e aggressive, in cui l’azione dell’Arma, con la sua capillare presenza, oltre a conseguire risultati operativi di grande valore, ha rappresentato un presidio di legalità, il cui lavoro non ha soluzione di continuità e, per questo, ha quindi ringraziato i militari per il servizio svolto. Infine, ricordando che, dopo ben 48 anni, oggi lascia il servizio attivo, il Generale Truglio ha sottolineato che, nonostante tutti i cambiamenti a cui ha assistito, dettati da una continua spinta alla modernità, non è mutata, invece, la tensione etica e lo spirito di servizio dei Carabinieri.

Il Gen. Truglio ha, infine, ringraziato il Comandante Generale dell’Arma per il costante sostegno offertogli e ha rivolto i suoi più fervidi auguri al Generale Domizi.

Il Generale di Corpo d’Armata Claudio Domizi, nell’assumere il comando, dopo aver salutato la Bandiera, ha ringraziato il Comandante Generale dell’Arma per la fiducia accordatagli nell’assegnargli un incarico così prestigioso, ringraziando anche il Generale Truglio per il lavoro svolto durante il suo periodo di comando. Parlando di “Sicilia” e “Calabria”, ha ricordato che si tratta di terre di rara bellezza, ma funestate da organizzazioni criminali ripugnanti, spietate, ma non imbattibili. Ha quindi ricordato tutti i caduti, sia dell’Arma che delle altre Forze di Polizia, ma anche giornalisti, sacerdoti e tutte le altre persone che si sono sacrificate nella lotta alla criminalità, ringraziando tutti i Carabinieri per l’attività svolta, sempre anteponendo gli interessi del servizio a quelli personali, esortando i Comandanti a continuare ad operare con il medesimo spirito.

Infine, ha proseguito salutando anche i rappresentanti degli Organi d’informazione, il personale in congedo, delle Associazioni professionali a carattere sindacale tra militari, nonché i Comandanti delle Legioni Carabinieri “Sicilia” e “Calabria”.

Il Comandante Generale dell’Arma, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, dopo aver salutato le Autorità presenti, sottolineando che il loro intervento testimonia l’affetto e la vicinanza delle comunità all’Arma e costituisce un segnale di grande responsabilità da portare avanti con onore e senso del dovere, ha reso un deferente omaggio ai caduti, la cui memoria è un impegno morale, in quanto i Carabinieri hanno il dovere di essere degni di quel passato e rinnovare ogni giorno, con il loro agire, i valori che sono l’essenza stessa del patrimonio genetico dell’Arma.

Il Comandante Generale ha quindi espresso, ai Carabinieri del Comando Interregionale “Culqualber”, la sua totale ammirazione e il suo compiacimento per i risultati conseguiti, in quanto il loro convinto e consapevole agire in favore della comunità rappresenta il modo in cui il Carabiniere si pone al servizio dei bisogni più intimi della comunità, di cui deve essere in grado di prevenire le esigenze. A tal proposito ha definito la Stazioni Carabinieri “porta della speranza ove chiunque entra, chiede e riceve una risposta”, sottolineando il compito di rassicurazione sociale svolto dai Comandanti di Stazione, che consente alle comunità l’ordinario progresso civile.

Trattando il tema della lotta al crimine organizzato, il Generale Luongo ha ricordato la sua esperienza di giovane Capitano Comandante della Compagnia di Taurianova, che ha lasciato il segno nel suo cuore e nell’anima, consentendogli di migliorare le sue capacità professionali.

In conclusione, il Comandante Generale dell’Arma ha inteso ringraziare il Generale Truglio per la disponibilità, l’impegno e la lealtà dimostrata anche nel suo ultimo periodo di servizio attivo, mentre al Generale Domizi, che ha assunto l’incarico di Comandante Interregionale “Culqualber”, ha rivolto i più sentiti auguri, nella convinzione che il suo entusiasmo e il suo fervore operativo non faranno mancare la necessaria continuità nell’azione di comando.

Nel pomeriggio di ieri 24 luglio, a Palermo, il Comandante Generale dell’Arma, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, accolto dal Comandante della Legione, Generale di Brigata Ubaldo Del Monaco, all’interno della storica caserma intitolata al Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ha incontrato una rappresentanza di militari dei reparti territoriali e speciali in servizio in Sicilia, nonché una delegazione dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

Nel corso dell’incontro, il Comandante Generale dell’Arma, dopo aver ricordato “i tanti coraggiosi Carabinieri che in Sicilia hanno immolato la vita nell’adempimento del dovere, tracciando un sentiero di sacrificio a cui tutti devono guardare con devozione”, ha esortato a “ricordare che il connubio tra tradizione e innovazione dovrà essere il nostro motore e invece i valori e gli ideali che ci hanno trasmesso i nostri padri, dovranno essere il nostro futuro”.

La visita si è conclusa con un messaggio di profonda ammirazione e convinto plauso rivolto a tutti i Carabinieri siciliani che quotidianamente “ispirano le loro azioni ai principi e ai valori fondamentali della vita militare, quali il senso del dovere, l’onore, il rispetto, il sacrificio, l’amore per la Patria e lo spirito di servizio”.

Fonte Nuova – Arbitri Sport Italiani Focus tecnico Calcio a 5 con Massimo Cumbo

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di Fausto ZILLI

E’ stata una serata pregna di emozioni, durante la consueta riunione tecnica dell’associazione Arbitri Sport Italiani, presenti oltre al presidente Scatena, vicepresidente Fedeli, O.T. Florio, DS Guarini e tutti i tesserrati, tra arbitri nazionali e arbitri internazionali.

Con l’autorizzazione del presidente A.I.A. Dott. Antonio Zappi, presente presso la sede della sezione Lorenzo Cesari di Roma a Fonte Nuova il Dott. Massimo Cumbo quale nuovo responsabile modulo formazione perfezionamento tecnico e regolamento del calcio a 5 dell’A.I.A., il quale si è soffermanto sulla regola 12 falli e scorrettezze. Cumbo ha illustrato con video per avere degli esempi pratici, così da comprendere la differenza tra i falli, in base alla loro intensità. L’incontro è stato molto partecipato, è stata inoltre sottolineata, l’importanza del tempismo nel prendere i provvedimenti disciplinari.

Raggiunto dai nostri microfoni Americo Scatena O.T.N. di ASI, “Aver potuto dare la possibilità ai nostri ragazzi di ascoltare Massimo, di apprezzare i suoi insegnamenti ed i suoi consigli, mi ha reso davvero felice. È amico, dirigente arbitrale, istruttore F.i.f.a.-U.e.f.a. e persona splendida che può essere solo di grande crescita, tecnica e personale, per loro. Debbo sentitamente ringraziare il presidente A.I.A. ed il suo vice Francesco Massini per la concessione di questa opportunità che evidenzia come, il rapporto di vicinanza tra Arbitri appassionati, quali quelli dell’ A.I.A. e quelli di Associazioni Sportive e Sociali Italiane (ASI), continua ad essere, da quasi vent’anni, forte e sincero. Ringrazio Massimo, con il quale ho avuto il piacere e l’onore di arbitrare in serie A, di esser venuto a trovarci per trasmettere ai fischietti ASI un pò della sua enorme competenza e spero di poterlo rivedere in altri eventi futuri. Ovviamente gli faccio un grande in bocca al lupo per il suo nuovo prestigioso incarico all’interno dell’A.I.A.”


da sx Americo Scatena, Massimo Cumbo

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