CITTÀ DEL VATICANO / WASHINGTON – Si accendono bruscamente i riflettori della diplomazia internazionale sulla crisi tra Mosca e Kiev, scatenando un vero e proprio cortocircuito comunicativo tra la Casa Bianca e la presidenza ucraina. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato a sorpresa tramite il proprio canale su Truth Social l’entrata in vigore immediata di un cessate il fuoco mirato, volto a fermare i raid bilaterali contro le rispettive reti elettriche e raffinerie. Una proclamazione che, tuttavia, è stata seccamente smentita da Volodymyr Zelenskyy.
L’annuncio via social di Trump
«Con effetto immediato, è in vigore una tregua energetica nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti hanno concordato. Non violatela!»: con questo perentorio messaggio l’inquilino della Casa Bianca ha provato a intestarsi un improvviso successo negoziale, senza tuttavia allegare dettagli tecnici sulle modalità di monitoraggio o sulla reale durata dello stop alle bombe. Fonti giornalistiche internazionali suggeriscono che il pressing del presidente statunitense sia legato alla volontà di imporre una de-escalation immediata.
La reazione di Kiev: «Mi giunge nuova»
La risposta delle autorità ucraine non si è fatta attendere, palesando una totale mancanza di coordinamento preventivo. Interpellato sull’accordo sbandierato da Washington, il presidente Volodymyr Zelenskyy ha replicato con evidente stupore, spiegando come il governo ucraino fosse del tutto all’oscuro della presunta intesa. «Mi giunge nuova», ha fatto sapere il leader di Kiev, sottolineando che un passo del genere richiederebbe ben altre garanzie bilaterali concrete sul terreno.
I fatti sul campo: colpiti impianti nella notte
A rendere ancora più drammatico lo scontro diplomatico sono state le notizie giunte dai fronti del conflitto. Zelenskyy ha infatti denunciato che, subito dopo il proclama di Trump, le forze aerospaziali russe hanno sferrato una nuova ondata di attacchi contro le infrastrutture critiche del Paese. I sistemi di difesa aerea hanno dovuto fronteggiare droni “Shahed” ed esplosioni che hanno colpito una centrale elettrica a Kiev e svariati snodi della rete logistica nella regione di Kharkiv, provocando l’immediata interruzione delle forniture idriche ed elettriche in diverse aree.
Anche a livello europeo la notizia ha sollevato forti perplessità. La presidenza francese guidata da Emmanuel Macron ha espresso sostegno di principio a un cessate il fuoco energetico reciproco, constatando però con rammarico come al momento la Russia continui a rifiutarlo nei fatti, intensificando i bombardamenti sulle popolazioni civili.
