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Fiumicino. Cadenze Letterarie, sala piena tra cinema e memoria

All’Orto Stiloso, Antonio Santoriello ha raccontato il lato umano dei protagonisti della commedia italiana. Le letture di Francesca Stajano Briganti e gli interventi di Sonia Buscemi, Raffaele Riveccio e Riccardo Ferrero hanno accompagnato il confronto con il pubblico. Annunciati nuovi appuntamenti delle associazioni e la serata del 25 ottobre da Angie.

Tutti i tavoli occupati, un pubblico attento e sorrisi durante le letture. Venerdì 9 ottobre 2026, all’Orto Stiloso Bistrot di Fiumicino, Cadenze Letterarie ha dedicato una serata alla commedia italiana degli anni Settanta e Ottanta attraverso “Evviva la commedia all’italiana – Anni 70/80” di Antonio Santoriello. A condurre Dino Tropea, ideatore e curatore del format, affiancato da ospiti che hanno intrecciato storia del cinema, esperienza artistica e psicologia. Il libro è rimasto il riferimento della conversazione, offrendo testimonianze sulle quali confrontarsi e ritrovare ricordi personali.

Antonio Santoriello presenta la sua opera

Santoriello ha spiegato la scelta di raccogliere sedici interviste, lasciando ai protagonisti il compito di raccontare quella stagione. Alcuni incontri sono avvenuti a distanza, altri di persona, talvolta nelle case degli artisti. A colpirlo sono state soprattutto la disponibilità e l’umiltà degli intervistati, capaci di mettere da parte la propria immagine pubblica per parlare del percorso umano e professionale. Fra i ricordi condivisi, Alvaro Vitali che gli ricanta al telefono la canzone di Pierino: un episodio che restituisce il clima di familiarità nato durante il lavoro.

Il volume prosegue un percorso editoriale che ha portato Santoriello a occuparsi di Alberto Sordi, Tomas Milian, Andrea Roncato e Franco Califano. L’autore ha ricordato la passione maturata guardando quei film in famiglia e il contributo della propria comunità social, interessata a riscoprirne interpreti e retroscena. Le sequenze che circolano online possono diventare un primo contatto con opere lontane nel tempo; il libro permette di approfondirle, ritrovando titoli, registi e storie dietro battute ancora riconoscibili.

Francesca Stajano Briganti ha interpretato tre brani dedicati a Milena Vukotic, Leo Gullotta e Pippo Franco, accompagnati dai cambi di conduzione affidati a Sergio Mingrone e Maria Grazia Imbimbo. Nelle letture su Vukotic e Gullotta, Santoriello ha riproposto le domande delle interviste, mentre l’attrice ha dato voce alle risposte. Una scelta che ha restituito il ritmo del dialogo originario, avvicinando il pubblico alle persone raccontate nelle pagine.

Dino Tropea, Francesca Stajano Briganti e Santoriello

Con Vukotic è emerso il rapporto fra identità artistica e riconoscibilità. Pina Fantozzi appartiene alla memoria degli spettatori, ma non esaurisce la carriera dell’attrice. Essere amati per un personaggio può anche significare vedere altri lavori relegati sullo sfondo. Gullotta ha invece riportato l’attenzione sulla preparazione e sull’esempio di Nino Manfredi, ricordato per la disponibilità verso i giovani interpreti. Il premio, nelle sue parole, comporta una responsabilità: dopo la consegna, occorre tornare a studiare. Con Pippo Franco sono entrati nel confronto burocrazia, difficoltà abitative e disuguaglianze, trasformate dalla satira in situazioni nelle quali il pubblico poteva riconoscersi.

Raffaele Riveccio, storico del cinema, ha richiamato il ruolo dei caratteristi nella fortuna di quel repertorio: «La forza di questi film era la comicità».

Attraverso figure come Lino Banfi e Renzo Montagnani, ha raccontato percorsi nei quali preparazione teatrale, invenzione linguistica e presenza scenica contribuivano alla riuscita delle commedie. Ha ricondotto quelle macchiette a tradizioni precedenti, dalla farsa alla commedia dell’arte e al caffè chantant, sottolineando anche la versatilità di Vukotic, capace di attraversare cinema d’autore e produzioni popolari.

Raffaele Riveccio e Antonio Santoriello: le testimonianze degli attori incontrano la storia del cinema.

Riccardo Ferrero, regista e sceneggiatore, ha spostato lo sguardo sulla sala cinematografica: «Pensate dentro una sala, magari quattrocento persone che condividono una risata». Ha ricordato come il successo commerciale delle commedie potesse aiutare i produttori a finanziare opere più rischiose. Alla domanda di Santoriello su una delle maggiori soddisfazioni professionali, ha descritto il passaggio dall’idea scritta alla realizzazione, quando tante persone lavorano per dare forma a un racconto.

«Non è un film mio, è un film di tutti quelli che hanno partecipato», ha osservato, riconoscendo il contributo dell’intera troupe.

Dino Tropea e Riccardo Ferrero

L’intervento della psicologa Sonia Buscemi ha approfondito le tensioni personali e sociali presenti nelle testimonianze. A partire da Vukotic, ha affrontato il rischio di restare imprigionati nell’immagine costruita dagli altri: «Quando un ruolo o un’aspettativa estetica definisce chi siamo, noi rischiamo di essere ridotti ad un singolo stereotipo». Il desiderio dell’attrice di essere riconosciuta oltre Pina Fantozzi è diventato una riflessione sulle etichette che possono limitare l’identità nella vita quotidiana, anche nei rapporti più vicini.

Sonia Buscemi con Dino Tropea nel confronto su comicità, fragilità e riconoscimento di sé.

Nelle parole di Gullotta, Buscemi ha individuato «l’umiltà del sapere e anche il senso del limite». Ricevere un riconoscimento non rende infallibili e non conclude il percorso di apprendimento. Dal ricordo di Manfredi ha sviluppato il tema della generatività: trasmettere esperienza e favorire il talento dei giovani senza sentirsi minacciati dalla loro crescita. Una lettura che ha collegato il mestiere dell’attore alla responsabilità verso le generazioni successive.

Soffermandosi sulla satira di Pippo Franco, la psicologa ha interpretato la risata come possibilità di prendere distanza dalle difficoltà e riconoscerle insieme agli altri.

Nella sua lettura, «la commedia non sminuisce la realtà», ma può renderla più tollerabile e comprensibile.

Ha poi esplorato il valore emotivo del cibo nel cinema: tavolate che raccontano appartenenza, incomunicabilità, desiderio di affermazione o ricomposizione familiare. Il pasto condiviso può riunire i personaggi, lasciando comunque affiorare ciò che faticano a dirsi.

Il rapporto fra persona e personaggio è tornato nella domanda rivolta da Sergio Mingrone a Francesca Stajano Briganti: come si rimane se stessi interpretando vite sempre diverse? L’attrice ha risposto parlando della propria esperienza, dell’energia che cerca espressione nei ruoli e del ritorno alla quotidianità quando si lascia la scena. Ha raccontato anche il lavoro creativo che continua lontano dal palco, quando immaginare e preparare può sembrare, a chi osserva, semplice inattività.

Sergio Mingrone e Santoriello

Il maestro Salvatore Fazio ha presentato due opere, spiegandone la costruzione. Nella prima, Evviva la Commedia all’Italiana, un cervello suddiviso in riquadri raccoglie scene e riferimenti cinematografici, insieme ai protagonisti di Cadenze Letterarie e a Dino Tropea raffigurato come intervistatore. Un modo per condensare in un’immagine il libro e l’incontro che lo ospitava. La seconda opera,  Prossimamente Felicissimo, affidava l’ironia al dialogo fra una suora e un personaggio: alla felicità dietro l’angolo, alla luce in fondo al tunnel e alla fortuna a pochi passi, l’uomo contrapponeva l’impazienza di trovare finalmente qualcosa vicino a sé.

Loredana Paolesse, presidente de Il Cibo & L’Arte, ha presentato le attività dell’associazione fra arti, enogastronomia e attenzione ai giovani talenti. Ha parlato del progetto itinerante Anima, legato al lavoro dello scultore Antonio Lombardi e al tema dei bambini vittime delle guerre, richiamando anche il proprio impegno per le donne in difficoltà. Ha annunciato l’appuntamento del 14 novembre con il Premio Arte e Gusto 2026, che comprenderà fra i premiati Cadenze Letterarie e Salvatore Fazio.

Loredana Paolesse annuncia il Premio Arte e Gusto 2026: fra i premiati, Cadenze Letterarie e Salvatore Fazio.

Velia Maria Lapadula, presidente di Valore Sociale, ha sottolineato il valore della collaborazione fra associazioni: realtà che, nella sua visione, possono contribuire alla crescita del territorio attraverso attività differenti e occasioni di incontro in presenza. Ha ricordato il legame dell’associazione con l’Orto Stiloso, sua sede, e presentato il convegno “Il benessere e la tutela degli animali. Profili sanitari e giuridici”, previsto martedì 20 ottobre 2026, dalle 16 alle 19, nell’Aula Consiliare del Comune di Fiumicino. Nell’occasione sarà presentato ufficialmente il bando della prima edizione del Premio Letterario Nazionale “La Penna di Noè”, con tre sezioni: racconti brevi, fiabe e poesie. Il riferimento per regolamento e partecipazione è www.lapennadinoe.it.

Velia Maria Lapadula presenta i prossimi appuntamenti di Valore Sociale e il premio “La Penna di Noè”

Maria Grazia Imbimbo ha guidato il momento di partecipazione digitale su Slido: «Qual è il valore di Cadenze Letterarie® che porti a casa stasera?». Nella nuvola delle risposte spiccava “Condivisione”, accanto a “Convivialità”, “Partecipazione”, “Apertura”, “Allegria”, “Consapevolezza” e “Autentica leggerezza”. A favorire questo clima hanno contribuito l’accoglienza e l’atmosfera intima dell’Orto Stiloso, dove ritrovarsi intorno a un libro e sentirsi parte della conversazione. Non servono conoscenze specialistiche: bastano la curiosità di ascoltare e, per chi lo desidera, la voglia di condividere un pensiero.

Maria Grazia Imbimbo e Santoriello

I ringraziamenti hanno coinvolto l’autore, gli ospiti, Anna Maria e lo staff dell’Orto Stiloso, insieme a Giorgio Algherini per il contributo fotografico. Il firmacopie ha prolungato il dialogo con Santoriello, dopo una serata nella quale il pubblico ha seguito letture e interventi con attenzione.

Il prossimo appuntamento è domenica 25 ottobre, alle 19, nella nuova sede di Angie, in via delle Conchiglie 23 a Fiumicino. Al centro “Poesie d’amore” di Mauro Mazza, con le letture artistiche di Patrizia Ercolani, la musica dal vivo di Flavia Renzi e Melissa Nasti e le arti visive di Modesto Furchì. Presenterà Dino Tropea, con gli interventi di Sonia Buscemi, Maria Grazia Imbimbo e Sergio Mingrone. La serata darà spazio alla poesia attraverso le voci, la musica e le immagini dei suoi protagonisti. Ingresso libero, posti limitati.

Dino Tropea
Dino Tropeahttps://dinotropea.it
Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: «Lasciato Indietro» (Armando Editore), «Ombre e Luci di un Cammino» (Laura Capone Editore) e «Il regno sommerso di Coralyn» (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, intreccia narrativa, poesia e riflessione sociale. Al centro ci sono le persone, con le loro cadute e le loro ripartenze. Resilienza, memoria e speranza attraversano le sue opere come esperienze vissute e restituite sulla pagina. Lavora come curatore letterario, seguendo progetti editoriali e accompagnando autori nel dare forma alle loro storie. In passato ha ideato e condotto programmi radiofonici dedicati alla rinascita, all'arte e all'impegno sociale, portando al centro anche voci spesso lasciate ai margini. Oggi prosegue questo percorso attraverso la scrittura e le collaborazioni culturali. Contatti professionali e Ufficio Stampa: media@dinotropea.it

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