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L’ennesimo successo di Priscilla Rucco

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Roma, Laurearsi con 110 e lode è un’impresa eccezionale, per una donna eccezionale

Nella giornata di ieri presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma, nell’indirizzo di “Storia, Antropologia e Religioni”, la dott.ssa Priscilla Rucco si è brillantemente laureata con 110 e lode discutendo una tesi di grande spessore ed attualità: “Dal silenzio alla parità: il cammino giuridico delle donne verso l’uguaglianza dei diritti”. La dott.ssa Rucco è una giornalista  da sempre in prima linea per la difesa dei diritti delle donne, attiva nel suo ruolo di comunicazione e collabora con diverse associazioni per contrastare la piaga del femminicidio. L’ennesimo importante traguardo raggiunto ieri presso l’Università La Sapienza, sottolinea l’impegno, la dedizione ed il talento. che contraddistinguono una donna eccezionale quale è Priscilla Rucco.  Il percorso accademico è stato un grande successo e una grande  soddisfazione per lei e la sua famiglia, che come sempre le è stata accanto condividendo ogni momento. Alla dott.ssa e collega Priscilla Rucco giungano gli auguri da parte della nostra redazione, certi che è già pronta a vivere nuove sfide,  che saprà affrontare con successo, con la stessa grinta che l’ha portata fin qui.

Un giardino segreto dove i fiori raccontano storie

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Un orto fiorito d’autore dove natura, design botanico e passione si incontrano ogni giorno

In un angolo nascosto della campagna toscana, circondata dal silenzio degli ulivi e dal respiro delle colline, prende vita un giardino unico all’interno dell’elegante Villa di Piazzano 5*L. Con oltre mille specie di fiori, arbusti e alberi, questo spazio straordinario nasce dal desiderio autentico di coltivare la bellezza con consapevolezza, dedizione e rispetto per i ritmi naturali. È un luogo intimo e vibrante, dove ogni varietà floreale è scelta con amore, ogni bulbo ha viaggiato da terre vicine o lontane per trovare qui la sua dimora, e ogni seme custodisce la promessa silenziosa di una nuova stagione, pronta a sbocciare con grazia e colore.

Il giardino dei fiori da recidere non è solo un progetto botanico: è un’esperienza sensoriale e narrativa, costruita attorno al ritmo della natura e all’estetica del gesto quotidiano. Qui convivono varietà annuali come Zinnie “Peaches and Cream”, Cosmos “Cupcakes” e Nigella “Love in a Mist Miss Jekyll Alba”, accanto alle piante perenni eleganti come Piselli odorosi “Windsor”, Eryngium “Blue Glitter”, Eryngium “Giganteum Silver Ghost” e Lupini misti, fino a spettacolari bulbi come l’Allium “Giganteum”, Peonie “Sorbet” e i Lilium Asiatici.

A fine stagione, i semi delle varietà annuali vengono raccolti a mano, con la stessa cura con cui si raccoglierebbe un frutto raro. Vengono poi custoditi in un luogo asciutto e protetto, in attesa di essere riseminati in serra tra febbraio e marzo, quando l’aria ancora fredda preannuncia la primavera e il giardino comincia a risvegliarsi. È un gesto antico, quasi rituale, che segna l’inizio di un nuovo ciclo naturale fondato su pazienza, rispetto e passione.

Nel frattempo, le bulbose e le piante perenni riposano nel terreno, preparandosi silenziosamente a rifiorire. Seguono i propri tempi, indipendenti e misteriosi, rispondendo solo ai ritmi profondi della terra e della luce. E quando riemergono, lo fanno con la forza gentile delle cose autentiche, rinnovando ogni anno la magia del giardino senza mai essere uguali a sé stesse.

Tutto è curato in prima persona da chi vive ogni giorno il giardino come uno spazio di sperimentazione, amore per il dettaglio e ricerca botanica continua, anche attraverso lo scambio di semi e talee con fornitori internazionali.

I fiori coltivati con cura nel giardino non sono destinati solo a fiorire nella terra: diventano protagonisti di raffinate composizioni artigianali, realizzate quotidianamente per arricchire con eleganza naturale le aree comuni della villa — salotti, corridoi, zone lounge — e, in alcuni casi, trasformare le camere degli ospiti in piccoli scrigni floreali, profumati e vivi. Ogni bouquet è diverso, pensato per riflettere la stagione, l’umore della giornata e l’armonia degli spazi.

Ma il giardino non è solo un luogo da ammirare, è un mondo da scoprire. Gli ospiti appassionati di botanica o semplicemente incuriositi dalla sua bellezza, possono essere accompagnati in una passeggiata riservata da chi ogni giorno se ne prende cura. È un’occasione unica per ascoltare storie, aneddoti e piccoli segreti di coltivazione, esplorando angoli nascosti, percorsi profumati e varietà insolite che non si trovano nel giardino aperto al pubblico. Tra questi angoli nascosti, uno dei più suggestivi è senza dubbio il maestoso canape ombreggiato formato da tre grandi lecci secolari, testimoni silenziosi della storia del luogo. Questi imponenti alberi, con le loro chiome fitte disegnano una scenografia naturale di rara bellezza, offrendo un rifugio fresco e poetico dove il tempo sembra rallentare. Intorno a loro, il giardino si apre in tutta la sua armonia, tra luce filtrata, profumi antichi e la quiete che solo la natura più autentica sa regalare. Un dialogo tra persone e piante, tra chi coltiva e chi osserva, dove ogni fiore diventa il punto di partenza per un racconto.

Ultima gemma di questo progetto botanico è il poetico “Ospedale dei Bossi”, un’area riservata e silenziosa dove i bossi ammalati vengono curati con attenzione e pazienza, lontano dallo sguardo degli ospiti ma vicinissimi alla cura del giardino. Qui, ogni pianta viene seguita nel suo percorso di recupero, tra potature mirate e trattamenti naturali, con l’obiettivo di restituirla, quando possibile, al suo posto originale.

Nel frattempo, esemplari sani vengono inseriti temporaneamente nel disegno formale del giardino all’italiana adiacente, garantendo così continuità estetica, armonia prospettica e integrità botanica. È un dettaglio che rivela quanto anche l’equilibrio visivo sia frutto di un’attenta visione d’insieme: quella in cui ogni elemento è parte di una bellezza più grande, viva e in evoluzione.

Un’oasi fiorita dove ogni petalo è parte di un racconto più grande: quello del rispetto per la natura, del lusso autentico e della bellezza coltivata a mano.

Una macchina amministrativa inefficiente ed inadeguata

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Piglio, I consiglieri di Oltre, invitano i più coscienziosi della maggioranza a non essere “complici” del declino amministrativo

L’ultima seduta consiliare, ha rappresentato un duro colpo per la maggioranza del Sindaco Mario Felli. La  macchina amministrativa é alla base di una buona e corretta gestione della cosa pubblica, se manca questa o non efficiente é difficile raggiungere gli obiettivi del programma amministrativo, con consequenziali ritardi ed inevitabili conseguenze sulla cittadinanza. “Purtroppo dal suo insediamento -commentano delusi alcuni cittadini- quest’amministrazione guidata per la terza volta dal Sindaco Mario Felli, ha continuato la sua discesa mostrando un’enorme incapacità gestionale. Durante l’ultima campagna elettorale, il Sindaco Felli aveva riconosciuto i propri errori, sottolineando che se negli ultimi 10 anni poco era stato fatto, la colpa era del covid e di una mancanza di comunicazione sia interna che esterna, promettendo che in questo nuovo mandato ci sarebbe stato il salto di qualità. Di certo in questo primo anno post elezione il salto c’è stato:  ma nel vuoto. Troppa superficialità, troppa leggerezza, tutto ciò poteva essere giustificato  dai nuovi entrati, ma dal Sindaco, dal Vice Sindaco e dagli altri amministratori presenti da 10 anni, non ê accettabile! Non si può sbagliare sull’abc della gestione amministrativa, questo paese conferma sempre di più la sua posizione quale fanalino di coda della Provincia di Frosinone. É più che motivato l’appello che fa il gruppo di minoranza “Oltre” rivolgendosi ai consiglieri di maggioranza che hanno un po’ di coscienza di non essere “complici ” di questo declino amministrativo, e se amano un po’ questo paese di allontanarsi da questa maggioranza fallimentare.  Ma sicuramente ciò non accadrà, perché è chiaro ormai di quanto siano legate a quelle poltrone, e intanto il paese è agonizzante e gli effetti diventano sempre più devastanti. Amministrare un paese, è una cosa seria, è un impegno concreto con la cittadinanza, è una promessa che si rinnova ogni giorno, ma tutto ciò non esiste, assistiamo a momenti veramente “tragici”, come l’ultima seduta consiliare, e rimaniamo basiti nel vedere che neanche uno dei membri della maggioranza ha il coraggio di vergognarsi e chiedere scusa alla cittadinanza, preferendo appunto di essere “un complice” di questo declino, è il caso di dire : “come distruggere un paese e vivere sereni””.

PAOLO BATTAGLIA LA TERRA BORGESE: SCIARPELLETTI OSPITE D’ONORE IN PERÙ PER LA INAUGURAZIONE DELLA FIL A LIMA

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Un concerto tra i libri – l’ha definito il critico Paolo Battaglia La Terra Borgese -, è quello che il tenore Gianluca Sciarpelletti terrà all’inaugurazione Fiera Internazionale del Libro che si terrà a Lima in Perù

Nella ricorrenza dei 150 anni di “Connessioni Latine” il 17 luglio p.v. si terrà a Lima l’evento mondiale che vede quest’anno l’Italia come nazione ospite, nella 29^ edizione della “Feria Internacional del libro de Lima”, dove il nostro tenore sabino, è stato chiamato per rappresentare l’Italia con un suo concerto recital, che aprirà ufficialmente l’importante manifestazione culturale.

La cerimonia ufficiale di apertura, che si svolgerà nel polo espositivo di Lima, con il patrocinio del Ministero Affari Esteri, attraverso l’Ambasciata d’Italia in Lima e dell’Istituto Italiano di Cultura, vedrà riunito il mondo dell’editoria italiana, del cinema e della cultura. Questa manifestazione a caratura mondiale che si preannuncia di altissimo livello, verrà appunto inaugurata con la musica, massima espressione artistica dell’Italianità nel mondo, riconosciuta patrimonio immateriale dell’UNESCO. 

Le liriche e le romanze d’opera interpretate dal tenore Gianluca Sciarpeletti, accompagnato al pianoforte dal Maestro Mirco Roverelli, saranno il nostro fiore all’occhiello, nella importante cornice culturale. 

Sarà una pagina musicale ricca di emozioni ed una piccola anticipazione, del grande concerto, che si terrà il giorno seguente, sempre a Lima nel teatro Claretiano, dove il tenore Gianluca Sciarpelletti, nel suo Recital,  eseguirà arie da camera, romanze d’opera e canzoni popolari tra le più rappresentative del grande repertorio musicale Italiano, apprezzato e amato in tutto il mondo. 

Dopo questi due concerti a Lima in Perù, seguiranno quello di Atlanta in USA e un’altro a Montreal in Canada, dove il nostro amato tenore Sabino, porterà alta la bandiera italiana con le armonie della musica dei grandi compositori italiani, prestando loro la sua voce  per interpretare queste melodie immortali.

Il Lazio che non ti aspetti, tra bellezze insolite e storie sorprendenti

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Un viaggio attraverso luoghi inediti, ricchi di fascino, tradizioni e suggestioni

Lontano dalle rotte più battute, esiste un Lazio segreto, fatto di paesaggi inconsueti, borghi dimenticati e storie che attendono di essere raccontate. Un’anima segreta della regione, che sfugge alle guide tradizionali ma regala esperienze autentiche, ricche di fascino e meraviglia. Dalle architetture fuori dal tempo ai giardini incantati, passando per antichi villaggi scolpiti nella roccia, il Lazio sorprende con luoghi che parlano di cultura, mistero e bellezza silenziosa. Un invito a rallentare, osservare e lasciarsi guidare dalla curiosità, alla scoperta dell’insolito e dell’inatteso. Per partire alla scoperta di questi luoghi, il punto di partenza ideale è l’FH55 Grand Hotel Palatino, nel cuore di Roma, rappresenta la base perfetta per organizzare escursioni verso il Lazio meno conosciuto.

Pochi territori al mondo offrono una concentrazione di bellezza, storia e suggestione come il Lazio. Al centro di tutto, Roma: città eterna, icona di cultura, spiritualità e genialità architettonica, che continua ad incantare milioni di viaggiatori con la forza del suo patrimonio storico e artistico. Oltre alle mete più celebri, la regione custodisce una rete di luoghi meno noti ma di straordinario valore culturale, paesaggistico ed emotivo. Veri e propri gioielli fuori dai percorsi turistici convenzionali, dove il tempo sembra essersi fermato. È qui che il viaggiatore curioso può vivere esperienze uniche, a contatto con la storia minore, le tradizioni locali e la natura incontaminata.

In un viaggio alla scoperta dell’anima più nascosta del Lazio, non si può non partire dal cuore di Roma, dove la storia si manifesta nei suoi dettagli più silenziosi: tra questi, uno dei luoghi più emblematici è la Ruota degli Esposti, ancora visibile accanto all’antico Ospedale di Santo Spirito in Sassia. La tradizione attribuisce l’istituzione della Ruota degli Esposti al XII secolo, nel cuore del Medioevo, in seguito a un evento che scosse profondamente la città di Roma. Dopo il ritrovamento nel Tevere dei corpi di tre neonati annegati, Papa Innocenzo III volle intervenire per prevenire simili tragedie, dando il via alla realizzazione di questo particolare dispositivo di accoglienza anonima per i bambini abbandonati. Sebbene non esistano certezze sul verificarsi di questo drammatico episodio, è unanimemente riconosciuto che, in quell’epoca, gli abbandoni e le uccisioni dei neonati fossero purtroppo realtà molto diffuse, soprattutto nelle famiglie meno agiate. Di fronte a questa dolorosa circostanza, venne deciso di dedicare un reparto specifico all’interno dell’ospedale atto ad accogliere e prendersi cura dei bambini abbandonati, garantendo loro almeno una possibilità di salvezza. Ed è cosi che la Ruota degli Esposti entrò in funzione: le mamme in difficoltà potevano aprire lo sportello della ruota, adagiare il neonato e suonare il campanello per avvisare le suore, quest’ultime prendevano il bambino e, dopo aver fatto una croce sul piedino, consegnavano il neonato alla balia. Osservare oggi la ruota significa entrare in contatto con un passato carico di umanità e dolore silenzioso. Quel piccolo sportello di legno, apparentemente semplice e discreto, racchiude storie di vite fragili affidate al destino e ad un gesto di speranza.

Proseguendo il viaggio alla scoperta del Lazio più autentico, si incontra Calcata, un piccolo borgo fatato arroccato su uno sperone di tufo che domina la Valle del Treja nel cuore della Tuscia Viterbese. Facilmente raggiungibile dal centro di Roma, offre ai visitatori un tuffo nel tempo, tra stradine medievali, botteghe artigiane, panorami mozzafiato e labirinti.

Ma Calcata non è solo un gioiello architettonico: è un luogo carico di mistero e leggenda, noto anche come il borgo delle streghe. Per secoli, storie di magia, riti arcani e alchimisti hanno avvolto questo villaggio in un’aura di esoterismo che ancora oggi si respira tra le sue mura antiche. Non è un caso che negli anni ‘60 e ‘70 abbia attratto una vivace comunità di artisti, hippies e spiriti liberi da tutto il mondo, che hanno visto in Calcata un rifugio fuori dal tempo dove sperimentare uno stile di vita alternativo. Definito da molti come il “borgo degli artisti”, Calcata è diventato un punto di riferimento per creativi, artigiani e liberi pensatori che hanno restituito vita a un paese destinato all’abbandono. Ancora oggi, l’energia vibrante di quella rivoluzione culturale è palpabile: atelier, gallerie, spettacoli improvvisati e festival popolano le viuzze del centro, trasformando ogni angolo in una piccola scena di teatro permanente.

Oggi, questa comunità cosmopolita convive armoniosamente con le radici storiche del borgo, creando un’atmosfera magica, sospesa tra sacro e profano, tra passato e presente. E se l’anima bohémien di Calcata conquista il cuore, il suo territorio incanta gli occhi: oltre al fascino delle sue pietre antiche, il borgo si trova all’interno di un’area naturale protetta ricca di sentieri, cascate e percorsi escursionistici che attirano amanti della natura e del turismo sostenibile. Il percorso verso la Cascata di Monte Gelato, ad esempio, è tra i più amati. Calcata è un’esperienza: un intreccio di storia, arte, natura e leggenda che aspetta solo di essere vissuta.

Per chi desidera esplorare le bellezze nascoste e le curiosità del Lazio, l’FH55 Grand Hotel Palatino rappresenta la base perfetta. Situato nel cuore di Roma, a pochi passi dai principali monumenti e dalle stazioni di trasporto pubblico, l’hotel offre un accesso comodo e rapido a destinazioni come la Ruota degli Esposti, il borgo di Calcata e molti altri luoghi originali della regione.

Dottorati di Ricerca in Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Salerno

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Fra gli obiettivi prefissati: competenze multidisciplinari per affrontare sfide tecnologiche complesse e materiali innovativi per la sostenibilità

Presso l’Università degli Studi di Salerno si sono aperti i  bandi per l’ammissione ai Dottorati di Ricerca in Ingegneria Industriale (INGIND) e Innovative Engineering Technologies for Industrial Sustainability (IETIS), percorsi di eccellenza interamente in lingua inglese del Dipartimento di Ingegneria Industriale. La scadenza è fissata per il prossimo al 29 agosto. Entrambi i percorsi offrono una formazione di alto livello, orientata alla ricerca d’avanguardia e con una forte prospettiva internazionale. Il Dottorato INGIND fornisce agli studenti competenze multidisciplinari per affrontare sfide tecnologiche complesse e progettare sistemi avanzati. Il Dottorato IETIS, invece, si concentra su tecnologie e materiali innovativi per la sostenibilità, promuovendo l’efficienza energetica e la tutela dell’ambiente I nostri dottorati rappresentano un investimento sul futuro dell’innovazione. “Invitiamo i giovani talenti a cogliere questa opportunità unica per dare forma alle proprie ambizioni di ricerca”, afferma il prof. Massimo De Santo, Coordinatore del Dottorato in Ingegneria Industriale. “Il Dottorato IETIS insegna a sviluppare soluzioni innovative per rispondere concretamente alle sfide ambientali, economiche e sociali più urgenti nell’ambito industriale del nostro tempo”, aggiunge il prof. Diego Barletta, Coordinatore del Dottorato in Innovative Engineering Technologies for Industrial Sustainability.

Durante i percorsi sono previste numerose attività formative: corsi avanzati tenuti dai docenti del dipartimento, seminari di esperti internazionali, formazione sul campo in laboratori sperimentali e con sistemi di calcolo all’avanguardia, periodi di ricerca all’estero, anche grazie a programmi di tesi in co-tutela. I due dottorati sono concepiti per sviluppare anche competenze trasversali fondamentali, come il project management, la comunicazione scientifica e la capacità di collaborare in contesti multidisciplinari e internazionali. Un approccio che punta a formare professionisti e ricercatori in grado di affrontare con consapevolezza e spirito critico le sfide più complesse del mondo accademico e industriale. Il Dipartimento investe con decisione nella comunicazione e nel coinvolgimento dei dottorandi, valorizzando i loro percorsi e le loro storie attraverso i canali digitali, per rafforzare il personal branding e il senso di appartenenza alla comunità accademica.

I candidati interessati possono presentare domanda per accedere al nuovo ciclo, consultando i bandi sul sito: https://dottoratidiinunisa.it/

Harry di Prisco

Grande attesa per la decima edizione del Castrum Pedemontis

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L’assessore Costa: «Un evento che parla ai giovani, che educa e coinvolge»

Tutto pronto per la decima edizione del Castrum Pedemontis, la rievocazione medievale, che il 19 e 20 luglio animerà il centro storico alto di Piedimonte San Germano. “Un traguardo importante -si legge in una nota- che il Comune celebra con un programma ricchissimo e il ritorno simbolico nella parte più antica del paese, da cui nacque l’idea originaria dell’evento. Questa edizione sarà più che mai intergenerazionale, educativa e partecipativa, con un’attenzione speciale al coinvolgimento delle nuove generazioni. Cortei storici, antichi mestieri, spettacoli di teatro e musica dal vivo, falconeria, animazione per bambini, enogastronomia: ogni elemento sarà pensato per raccontare il Medioevo non solo come spettacolo, ma anche come occasione di crescita culturale e identitaria“. “Il Castrum Pedemontis non è soltanto una manifestazione folkloristica – ha affermato l’assessore alla cultura del Comune di Piedimonte San Germano Ermelinda Costa (nella foto)- È, per noi, uno strumento culturale, un modo concreto per avvicinare grandi e piccoli alla nostra storia, per trasformare il passato in un’esperienza viva, attuale, condivisa. In questi dieci anni il Castrum ha saputo raccontare Piedimonte soprattutto a noi stessi: ci ha insegnato a guardare con occhi nuovi il nostro centro storico, a riscoprire l’importanza della memoria collettiva, a valorizzare le competenze locali, dall’artigianato alla cucina, fino al teatro di strada. Quest’anno abbiamo voluto dare ancora più spazio alla componente educativa e inclusiva dell’evento. Vogliamo che il Castrum sia un’occasione per imparare divertendosi, per fare comunità, per crescere insieme. Questo è il vero significato di una festa popolare che sa rinnovarsi e che guarda avanti. Il ritorno al coinvolgimento totale della parte alta del paese non è solo una scelta logistica: è un atto simbolico. Quel borgo, con i suoi vicoli e le sue pietre, custodisce le radici più autentiche della nostra identità. Portare lì l’edizione del decennale significa ricominciare da lì, dare nuova vita a spazi antichi, innescare un processo di rigenerazione culturale e sociale. Il “Castrum Pedemontis” si conferma così uno degli eventi più significativi del calendario culturale comunale, capace di unire spettacolo, storia, formazione e promozione del territorio. L’invito è a partecipare numerosi alle due serate del 19 e 20 luglio: due giorni di festa ma anche di consapevolezza, per riscoprire insieme la bellezza di una comunità viva, orgogliosa e attenta alla propria storia”.

Evento promosso da Rete Trisulti Bene Comune e dal Consorzio Parsifal

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Frosinone,  Cittadinanza attiva e patrimonio culturale: un incontro con PIF e la Cooperativa Sociale La Paranza.

Lunedì 21 luglio alle ore 21.15, presso il Centro WeSport (ex piscina ENAL) di Frosinone in Via Po 20, si svolgerà un interessante incontro pubblico sul “ valore della cittadinanza attiva come motore di cambiamento sociale e di cura del patrimonio culturale”, evento curato e promosso da Rete Trisulti Bene Comune e dal Consorzio Parsifal, con il patrocinio delle Diocesi di Frosinone- Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri. “L’iniziativa –si legge nel comunicato–  vedrà la partecipazione straordinaria di PIF (nella foto), conduttore televisivo, autore televisivo, sceneggiatore, scrittore, regista, noto per il suo impegno civico e per la narrazione di temi che sollecitano le coscienze ad impegnarsi e a non rimanere indifferenti. Accanto a PIF, saranno presenti alcuni rappresentanti della Cooperativa Sociale La Paranza, attiva nel Rione Sanità di Napoli dove gestisce, tra gli altri, le Catacombe di San Gennaro e lo Jago Museum. Saranno loro a raccontare come la gestione di beni culturali da parte delle comunità locali possa trasformarsi in un’opportunità concreta di rinascita sociale che genera valore, inclusione e dignità. L’incontro vedrà, inoltre, gli interventi di Mons. Ambrogio Spreafico, Amministratore Apostolico delle Diocesi patrocinanti, e di Daniele Del Monaco, Presidente del Consorzio Parsifal. Sarà una importante occasione per confrontarsi su come la responsabilità personale e collettiva, espressa nella cura del patrimonio culturale, possa divenire uno strumento concreto per migliorare i luoghi in cui viviamo, rafforzare il senso di appartenenza e avviare percorsi di crescita sociale, in linea con i principi della Costituzione italiana e della Convenzione di Faro. La cittadinanza attiva è una scelta quotidiana: un gesto, un’idea, un impegno che può cambiare il volto di una comunità. L’incontro –conclude il comunicato– è aperto a tutti – cittadini, istituzioni, educatori, giovani – per riflettere insieme, ascoltare esperienze reali e sentirsi parte di un cambiamento possibile”.

Intervista al Sindaco l’ing. Daniele Mioni

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Vallepietra, ad un anno dalle amministrative, ottimi i risultati ottenuti

Daniele Mioni (nella foto) è il  Sindaco di Vallepietra  eletto nel  giugno dello scorso anno, ed è il più giovane degli otto Sindaci della Comunità  del Parco dei Monti Simbruini, noto  per il suo impegno a tutto campo in favore dei suoi concittadini e del territorio. La sua vittoria elettorale è legata ad un programma attento alle difficoltà di un Comune in costante evoluzione con una crescente richiesta di servizi attinenti alla necessità della Comunità. In questo anno ha dimostrato prontezza e disponibilità ad ascoltare le indicazioni di tutti i vallepietrani, nell’interesse del piccolo centro montano,  dimostrando di essere anche  un’instancabile amministratore convinto che il Comune è, e deve essere, la casa di tutti e la politica non deve rappresentare la gestione del potere, ma strumento per risolvere i problemi dei cittadini e a servizio della collettività per il bene comune.  A distanza di un anno dalla sua elezione, ed è tempo di bilanci, che effetto le fa   Ingegnere sentirsi chiamare Sindaco dai suoi concittadini?    Sono sempre stato in politica, almeno da quando ne ho memoria, prima seguendo mio padre poi tesserandomi alla Giovane Italia(movimento giovanile del PDL) quando avevo solo 14 anni. Nonostante tutto questo mai avrei scommesso che sarei diventato un giorno il Sindaco del mio paese, cosa che mi riempie in egual misura di orgoglio e di responsabilità ogni giorno. Dalla mia famiglia ho ricevuto un’educazione mirata al rispetto delle istituzioni ed al valore identitario della Patria, elementi che oggi rappresentano il solco della mia azione amministrativa.  Devo però dire che la punta di orgoglio la raggiungo ogni volta che vedo persone adulte che mi salutano con rispetto o che usano addirittura il “Lei” (cosa che prontamente cerco di smorzare) nonostante mi abbiano visto crescere. Ho sempre inteso questi comportamenti come un eco antico di valori. Di un’epoca in cui era solito dare valore al ruolo e non alla persona , cosa che oggi. Molto spesso confondiamo facilmente”.     Un intenso anno durante il quale ha affrontato anche problematiche importanti, come la chiusura del Santuario della SS.Trinità, fondamentale per la quotidianità di Vallepietra. E’ soddisfatto dei risultati raggiunti in questo primo anno di attività? Sono cresciuto militando in un partito che mi ha formato a livello personale oltre che professionale. Per noi fare rete nel momento di difficoltà è un modus vivendi: con questo spirito, ancora prima del mio insediamento come Sindaco, ho preso l’impegno verso i miei cittadini di risolvere un problema che per noi equivale ad un danno alla nostra essenza identitaria. Attraverso il costante dialogo e la collaborazione con le istituzioni sovracomunali, ma anche con il supporto della mia comunità che colgo l’occasione per ringraziare , oggi il Santuario è tornato a raggiungere i numeri di presenze precedenti al momento pandemico. E’ stata una vera sfida unire le mie competenze d’ingegnere e quella militanza politica che mi ha formato, per dare una prospettiva diversa alla mia Vallepietra. Una strada certamente complessa, ma che mi ha confermato cosa significhi essere Sindaco: fare la propria parte, senza risparmiarsi , potendo contare su istituzioni regionali e nazionali che, in anni di fiducia , hanno scelto di metterci nella loro agenda. Quindi la risposta è si: sono soddisfatto ma anche consapevole che possiamo e dobbiamo ancora raggiungere tanti traguardi ed io certamente non smetterò di fare la mia parte per ripagare la fiducia che mi è stata riconosciuta un anno fa”. Ci elenca quelli più importanti? Tolto il discorso Santuario, sia per quanto riguarda la messa in sicurezza della zona sacra che la riapertura del tratto provinciale, ottenuto soprattutto grazie all’intercessione del Prefetto in persona che ha accolto le nostre richieste; c’è stato anche un ampio lavoro d’interlocuzione con la ASL per risolvere la storia del medico vacante, problema che da circa quattro anni affliggeva il nostro Comune e che questa primavera abbiamo risolto con l’individuazione del dott. Corai come medico di base e con il dott. Trecca (precedente medico sostituto) che ha scelto di avere uno studio medico a Vallepietra , risultato? Due medici effettivi presenti sul territorio.  Abbiamo poi riscritto alcuni regolamenti comunali, come quello degli usi civici dopo aver ascoltato gli allevatori. Tutto questo per uniformare le “fida pascolo” , che non ricalcolandola per anni . provocava sbilanciamenti tra gli allevatori in materia di premi economici a fine anno. Abbiamo affrontato il discorso dell’evasione fiscale, attivando un regolamento, ereditato dalla precedente amministrazione, che ha consentito di recuperare 100 mila euro di tasse evase in meno di 6 mesi. Abbiamo potenziato la rete internet su al Santuario e rafforzato il sistema di video sorveglianza del paese, in questi giorni è stato installato anche l’ATM di poste Italiane, operazione che non vedeva luce a causa di una criticità interna al loro Ente e che siamo riusciti con un’enorme interlocuzione  ad impedire che il progetto finisse in un archivio polveroso, come stava per accadere. Siamo intervenuti poi , nel mettere in sicurezza il nuovo camminamento nel centro storico, i cui lavori si stavano chiudendo proprio quando abbiamo iniziato il nostro mandato, andando a sostituire le pietre scelte che risultavano scivolose, con materiale vulcanico adatto alle salite di un paese di montagna. Insomma mentre ci si occupava di temi importanti ci siamo mossi anche su  numerosi “”piccoli accorgimenti”” volti a migliorare il benessere del cittadino di Vallepietra”. E’ un momento di estrema difficoltà soprattutto per i piccoli Comuni di Montagna, come sono i rapporti con gli altri Sindaci del Parco e con gli enti locali? “I rapporti “”esteri”” sono molto buoni , soprattutto con i vicini del Parco, chi mi conosce sa che in parte ho origini di Trevi e proprio questo mi ha aiutato immediatamente a non sentirmi isolato, ma ad entrare nell’ottica di un ragionamento condiviso, soprattutto grazie alla forte amicizia e stima che mi lega da anni al Sindaco di trevi Nel Lazio  Silvio Grazioli; ma potrei citare anche tutti gli altri Sindaci del parco che in questo primo anno ho conosciuto e con i quali ho avuto l’onore di lavorarci insieme. Sappiamo che è un compito gravoso quello che siamo stati chiamati ad assolvere , ma siamo consapevoli che l’unione soprattutto coordinata da enti quali il Parco e la Comunità Montana, sono la chiave non solo per arrestare l’abbandono delle nostre zone ma rappresentano, se ben utilizzate, il volano per la ripartenza delle aree interne”. Si dice che l’unione fa la forza: crede sia strategica la sinergia tra gli amministratori in una visone più generale? Sedendo nel Consiglio Direttivo di ANCI Lazio e rappresentando direttamente i piccoli comuni delle aree interne, non posso non sostenere che l’unione faccia la forza. Bisogna però sottolineare che non basta unirsi per “fare bene” e contrastare i problemi dei nostri territori, sicuramente serve un progetto comune ma è fondamentale sapere come realizzarlo. Un esempio in questo senso è stata la “Green Comunity” che ha visto Vallepietra coinvolta insieme ad altri nove Comuni, oltre 2,3 milioni d’investimento europeo e regionale da ripartire tra i partecipanti in ambito di materie green. Il progetto dopo circa 3 anni di difficoltà è affondato per mancanza della capacità di gestione centrale dei progetti, non esistendo un ufficio centrale di gestione, ma affidando tutta l’operazione prima al solo ufficio tecnico di Vallepietra e successivamente a quello di Rocca Canterano , che sono stati i due capofila del progetto in ordine temporale.  E’ impensabile che comuni così piccoli con responsabili tecnici presenti per poche ore a settimana , possano gestire un carico di lavoro così grande, motivo che ne ha appunto decretato la fine. Un esempio da non ripetere ma da cui trarre ispirazione per il futuro”. E’ soddisfatto del lavoro di squadra? Come sono i rapporti con l’opposizione? Il lavoro di squadra è ineccepibile, consiglieri che riescono a ritagliarsi tantissimo spazio nonostante gli impegni lavorativi, sempre disponibili e sempre costantemente in contatto tra di loro. Oltre a questo, facciamo tantissime riunioni di maggioranza almeno una ogni 20/30 giorni per confrontarci e condividere idee e visioni. Se non fosse per la loro presenza io non potrei certamente svolgere la mia attività politica una settimana in paese ed una in capitale. Per quanto riguarda la minoranza, dopo un inizio naturalmente “freddo” dovuto alla vicinanza delle elezioni, stiamo iniziando gradualmente a lavorare insieme, condividendo lo stato del comune e dei vari passaggi che vengono fatti. Personalmente ho sempre avuto massima disponibilità, credendo molto nelle istituzioni e nel valore delle cariche politiche. Chi siede in consiglio comunale, maggioranza o minoranza rappresenta una parte di Vallepietra ed ha il dovere di fare politica ed il diritto di essere ascoltato dal Sindaco, nel rispetto massimo della democrazia”. Santa Caterina da Siena sosteneva: “ Una città è prestata ai governanti perché la restituiscano più bella” quali progetti state studiando non solo per rendere più bella Vallepietra e soprattutto per evitare la grande piaga dei piccoli centri di montagna, ossia lo spopolamento? “Credo che se comparassimo la Vallepietra di poco più di un anno fa con quella di oggi, sicuramente avremmo un bilancio positivo: dalla situazione Santuario risolta ( sia strada provinciale che zona sacra) , al medico di base, alla messa in sicurezza delle strade del centro storico, all’installazione della fibra e del bancomat. E’ vero che non tutte queste opere sono state fatte direttamente dal Comune , ma è pur vero che l’amministrazione ha avuto un ruolo centrale nell’interlocuzione  per rendere effettivi e velocizzare certi processi. Tutto questo assume poi un centro rilievo se si considera che è stato fatto nel primo anno di amministrazione, anno in cui di solito ci si concentra esclusivamente a “”riprendere il filo”” ed a capire come muovere i primi passi. Al momento abbiamo tantissimo da fare: bisogna sviluppare le infrastrutture dato che sotto questo punto di vista il paese è fermo almeno a 30 anni fa: parcheggi, implementazione delle strade di collegamento, creazione di fontanili in alta montagna a servizio degli allevatori, servizi vari al cittadino e l’ingresso della gestione comunale nei settori strategici produttivi come l’agricoltura”.

Al via “PrimAttore”: il corso gratuito per attori e attrici finanziato dall’asp fondazione piccolomini

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A Roma dal 30 settembre 2025 – Iscrizioni aperte fino al 31 luglio
Un’opportunità unica per attori e attrici che vogliono formarsi in modo completo, professionale e gratuito: parte “PRIMATTORE”, il corso intensivo finanziato dall’ASP Fondazione Piccolomini, che si svolgerà a Roma a partire da martedì 30 settembre 2025.
La scadenza per inviare la propria richiesta di partecipazione è fissata al 31 luglio 2025.

UN PERCORSO FORMATIVO INNOVATIVO
Il corso affronta in modo pratico e multidisciplinare tutte le fasi della creazione teatrale, dalla scelta del testo alla messa in scena, includendo competenze fondamentali come regia, scenografia sostenibile, costume, make-up teatrale, promozione e gestione di compagnia.
Il cuore del laboratorio è un viaggio all’interno dell’opera di Luigi Pirandello, con particolare attenzione a “Uno, nessuno e centomila”, da cui prenderà forma uno spettacolo originale.

LEZIONI E TEMI DEL CORSO
La scelta del testo: scrittura originale o adattamento di opere esistenti
Approfondimento Pirandelliano: testi, personaggi e linguaggi da trasformare in progetto scenico
Scrittura e casting secondo visione registica
Organizzazione e costi della messa in scena
Scenografia sostenibile e materiali di recupero
Costume e selezione musicale come linguaggio espressivo
Regia teatrale e chiave di lettura
Make-up teatrale: costruzione del personaggio attraverso il trucco
Comunicazione e social media: promozione personale e dello spettacolo
Rapporti istituzionali e ricerca partner/sponsor
Distribuzione, festival, circuitazione
Gestione compagnia e accesso ai finanziamenti

I DOCENTI
Una squadra di professionisti di alto profilo guiderà gli allievi in ogni fase del percorso:
Fausto Costantini – Attore, regista, autore e produttore. Ha lavorato con Gigi Proietti, Vittorio Gassman, Ornella Muti.
Barbara Bovoli – Attrice e autrice. Ha collaborato con Alessandro Haber, Corrado Tedeschi, Danilo Rea, tra gli altri.
Giovanni Nardi – Scenografo. Ha lavorato con Pier Francesco Pingitore, Livio Galassi.
Ludovica Cremonini – Make-up artist e social media manager. Ha lavorato con Debora Caprioglio, Francesco Montanari, Franco Oppini.
Francesco Montanari – Attore noto per Romanzo Criminale e Il Cacciatore, direttore artistico del Teatro Manini di Narni.

COME PARTECIPARE
 Sede del corso: Roma
 Inizio lezioni: 30 settembre 2025
 Iscrizioni: entro il 31 luglio 2025
 Costo: totalmente gratuito grazie al finanziamento dell’ASP Fondazione Piccolomini

COME ISCRIVERSI:
Seguire le informazioni presenti nel bando al link:
https://www.fondazionepiccolomini.it/download/corso-di-formazione-gratuito-per-attori-ed-attrici-primattore/


“PRIMATTORE è molto più di un corso: è una vera e propria esperienza di creazione collettiva, un’occasione concreta per prepararsi con professionalità al mondo dello spettacolo contemporaneo.”

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