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PAOLO BATTAGLIA LA TERRA BORGESE CON LA BELLA GIARDINIERA

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PAOLO BATTAGLIA LA TERRA BORGESE

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Critica artistica, Paolo Battaglia La Terra Borgese, con La bella giardiniera, racconta Paul Klee, pittore capace di dipingere il tempo

29 GIUGNO 1940 |esattamente 65 anni fa, a sessantuno anni, a Muralto, in Svizzera, muore il pittore Paul Klee, seguace della teosofia. Paolo Battaglia La Terra Borgese: “La sua arte è quella di un eterno fanciullo… il “tempo” era la sua arte…”

«L’opera “La Belle Jardinière” di Paul Klee – scrive Battaglia La Terra Borgese – è conservata presso lo Zentrum Paul Klee a Berna, in Svizzera. Questo museo, appositamente costruito, e che prende il nome dall’artista, ospita la più grande collezione al mondo di opere di Paul Klee, con dipinti, acquerelli e disegni.

“Essere astratto con dei ricordi”, ha scritto Paul Klee nei suoi Diari. È questa la posizione della sua pittura che, da un inizio naturalistico, si è evoluta per gradi verso una forma particolare di Astrattismo.

La bella giardiniera è del 1939 e fa parte di un gruppo di tre opere, tutte affini nel segno e nel colore, significative della sua ultima maniera. Le altre due sono intitolate Mine sévère (volto severo) e Fleurs de pierre (fiori di pietra).

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In questo dipinto — una tempera e olio su juta — la figura femminile non ha alcun riferimento con il mondo della realtà, ma vuol essere a sua volta un nuovo tipo di realtà, suggerita dall’immaginazione e dal ricordo. È come vedete, è una semplice struttura di linee tracciate con mano apparentemente infantile; è composta da oggetti che provengono dal mondo dei ricordi di Klee.

I segni incrociati dello sfondo vogliono essere stelle o fiori, l’allusione a una casa — come potrebbe disegnarla un bambino nei suoi quaderni di scuola — ha anch’essa una funzione suggestiva, di richiamo a un mondo lontano nel tempo.

Occorre, naturalmente, uno stato di innocenza per vedere la realtà sotto questo aspetto. Per darle forma, Klee si è valso di tele di piccole dimensioni, in cui “concentra” le sue rievocazioni: il movimento delle onde, le scie dei pesci nell’acqua, i germogli dell’erba, le venature e i nodi del legno.

Il cosmo intero è presente ai suoi occhi, e ogni elemento del cosmo può essere protagonista nel quadro alla stessa stregua della figura umana; ma si trasforma in segno, simbolo di un mondo creato dalla sua fantasia di “eterno fanciullo”.

Klee si muove sempre in uno spazio a due dimensioni, la larghezza e l’altezza; LA TERZA DIMENSIONE, che è la profondità, è costituita dal tempo, cioè dal ricordo. Questa è l’unica realtà che lui riconosce “reale”.»

L’opera di Paul Klee è un processo di socializzazione dell’arte, con l’arte stessa, e con lo spettatore – chiude Paolo Battaglia La Terra Borgese.

Curiosità e meraviglie tra l’Elba e la Costa

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Alla scoperta dell’isola più grande dell’Arcipelago Toscano e della Costa degli Etruschi

Non è stato un caso che anche Napoleone Bonaparte l’abbia eletta come suo rifugio: l’Isola d’Elba è capace di incantare chiunque, anche il visitatore più esigente, dato l’ampio ventaglio di possibilità che offre. Non sono solo la splendida natura con un mare cristallino e le tantissime spiagge a renderla unica, ma anche le leggende che si intrinsecano nella sua storia sin dai tempi più antichi. Punto di partenza ideale per visitare l’Elba e la Costa di fronte all’Arcipelago Toscano è il Park Hotel Marinetta, resort immerso in un grande parco che vanta anche una spiaggia privata attrezzata.

E’ innegabile che l’Isola d’Elba sia uno dei tesori dell’Arcipelago Toscano: si tratta infatti di un vero e proprio paradiso terrestre che svela un ricco patrimonio naturalistico e paesaggistico, dove tradizione, gastronomia, storia e curiosità sono protagonisti perfetti di uno scrigno di tesori circondati da un mare cristallino. Per non parlare delle spiagge, altrettanto rinomate, di sabbia, di ghiaia, di ciottoli adatte ad ogni esigenza, capaci di accontentare ugualmente gli amanti del relax o coloro che vanno in cerca di più movimento. Ecco quindi Cavoli, Fetovia, Biodola, delle Ghiaie, Lacona, Marina di Campo, Padulella, Sant’Andrea, Procchio, Frati, Forno, Romaiolo che spiccano tra le oltre 100 spiagge presenti sull’isola. Splendidi sono anche i numerosi borghi che si trovano all’interno dei sette comuni, ognuno con la sua peculiarità ma tutti affascinanti. Portoferraio è il comune più grande e capoluogo dell’isola, affiancato da Marciana, Marciana Marina, Campo nell’Elba, Capoliveri, Porto Azzurro e Rio. A gravitare intorno a queste località ci sono, per citarne alcuni, il villaggio di pescatori di Borgo al Cotone, Poggio ai piedi del Monte Capanne capace di regalare vedute mozzafiato, Rio Marina famosa per la tradizione mineraria, San Piero con vista sul Golfo di Marina di Campo, Sant’Ilario. Tutte perle da scoprire con calma, lasciandosi trasportare dalla bellezza autentica di luoghi ancora sospesi nel tempo, capaci di incantare ogni visitatore regalando emozioni uniche.

Non in molti sanno, però, che l’Elba è custode di diverse leggende che la rendono anche misteriosa. Come quella legata alla splendida spiaggia dell’Innamorata a Capoliveri, che narra di due giovani amanti vissuti nel Cinquecento, Maria e Lorenzo, il cui amore, ostacolato dalle rispettive famiglie, finì tragicamente per mano dei pirati di Barbarossa che uccisero Lorenzo. Maria, non potendo reggere a tanto dolore, si tolse la vita gettandosi in mare ma il suo corpo non fu mai ritrovato; di lei rimase solo lo scialle, impigliato su un scoglio che da allora viene chiamato “Scoglio della Ciarpa” ed ogni anno, il 14 luglio, si ricorda questa storia d’amore con una suggestiva fiaccolata sulla spiaggia dell’Innamorata. Nel I secolo a.C. lo storico Diodoro Siculo narrava che gli Argonauti navigavano per mare alla ricerca del vello d’oro, e raggiunta un’isola chiamata Aethalia, vi fondarono un piccolo porto per le loro navi che chiamarono Argon. Secondo la leggenda si trattava proprio dell’Isola d’Elba e il porto era la spiaggia delle Ghiaie, le cui caratteristiche macchie scure sui ciottoli sarebbero le tracce di sudore dei naviganti. Passata alla storia per aver ospitato Napoleone Bonaparte che la elesse come luogo per il suo esilio dopo la sconfitta a Lipsia, l’Elba ospita anche il Santuario della Madonna del Monte, scelto proprio dal generale francese per trascorrervi giorni con la sua amante polacca nel 1814. L’edificio custodisce un prezioso dipinto raffigurante la Madonna assunta in Cielo, che leggenda vuole essere stato ritrovato proprio nel luogo dove oggi sorge il santuario. Altra curiosità legata a Napoleone riguarda la bandiera di colore bianco con una striscia rossa trasversale su cui spiccano tre api dorate, issata da lui nel punto più alto di Portoferraio il 4 maggio del 1814, giorno del suo sbarco sull’isola. Per l’Imperatore le api d’oro richiamavano l’unità e l’operosità degli elbani; la bandiera originale è attualmente conservata nella Palazzina dei Mulini, che, assieme a Villa San Martino, è sede del Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche.

Per approdare all’Isola d’Elba numerosi collegamenti cha arrivano a Portoferraio partono da Piombino. La città costiera si adagia nella parte meridionale della Costa degli Etruschi, su un promontorio che si affaccia sull’Arcipelago Toscano. Anche questa è una zona celebre per le sue spiagge e la sua storia incentrata soprattutto sulla popolazione etrusca. Il borgo mantiene le tracce di epoca medievale grazie alla massiccia cinta muraria e il Torrione, ma la sua anima è ovviamente legata al mare, con le innumerevoli attrazioni lungo la costa come il Golfo di Baratti, la Buca delle Fate, la Spiaggia Lunga, di Cala Moresca, Perelli o la Torre Mozza, luoghi incantanti che fanno capolino tra sabbia, rocce, pinete e macchia mediterranea. In questo contesto di rara bellezza paesaggistica si inserisce anche Marina di Bibbona, una delle mete balneari più apprezzate della regione grazie anche alla sua lunga spiaggia sabbiosa e al dolce degradare del fondale marino che permette anche ai più piccoli di divertirsi in tutta sicurezza. E’ qui che sorge il Park Hotel Marinetta, immerso in un parco mediterraneo di 3 ettari, distante 100 metri dalla spiaggia privata attrezzata con ombrelloni e lettini e premiata con la Bandiera Blu ed altri riconoscimenti per la purezza della sue acque. Il resort vanta anche un centro benessere oltre a piscina coperta e all’aperto, camere climatizzate con balcone, due ristoranti a bordo piscina e una palestra e risulta essere il punto di partenza ideale per andare alla scoperta della costa e delle isole dell’Arcipelago.

Genesio Rocca nuovo presidente di Assogiocattoli. Gianluca Quadrini esprime l’orgoglio per l’intera provincia

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L’associazione che rappresenta le imprese italiane del settore giocattolo, prima infanzia, festività e party, l’Assogiocattoli, cambia vertice ed elegge un novo presidente. L’assemblea annuale dei soci ha eletto all’unanimità Genesio Rocca per il triennio 2025–2028.

Una nomina di rilievo per il territorio, che vede premiato l’impegno e la visione imprenditoriale di Rocca, socio di maggioranza, Vicepresidente e COO di Gemar srl, eccellenza italiana con sede a Casalvieri, specializzata nella produzione di palloncini e articoli per feste. Rocca succede a Gianfranco Ranieri, che ha guidato l’associazione dal 2022 al 2025.
A farsi interprete del sentimento di stima condiviso da tutta la comunità provinciale è il Presidente del Consiglio Provinciale, Gianluca Quadrini, che ha così commentato: “La nomina di Genesio Rocca alla guida di Assogiocattoli è motivo di profondo orgoglio per tutta la nostra provincia. Le sue capacità imprenditoriali, unite a un radicato senso di responsabilità verso il territorio, rappresentano un modello positivo per le nuove generazioni. A nome mio personale e dell’intero consiglio, rivolgo a Rocca i più sentiti complimenti e gli auguri di buon lavoro. Il successo della Gemar è anche il successo di una comunità che crede nel valore del lavoro, della creatività e dell’impresa familiare italiana”
La nomina di Rocca è la conferma del valore industriale e sociale di una realtà che da Casalvieri porta in alto il colore, la fantasia e la qualità del Made in Italy.

M.O., DE CORATO (FDI): «SOLIDARIETA’ A COMUNITA’ EBRAICA MILANESE, RICHIESTA DIRETTORE ROMANO VANA PERCHE’ SINDACO PRO-HAMAS»

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Milano, 26 Giugno 2025 – «Leggo le condanne da parte del Direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano Davide Romano, il quale condanna i manifesti odierni comparsi in città con la scritta “ISRAELI NOT WELCOME”. Rivolgo anche a lui come all’intera Comunità Ebraica milanese la mia vicinanza e stima e condanno fermamente il grave gesto come ho già fatto in mattinata. Al Direttore Romano, che proprio oggi si è appellato alle Istituzioni cittadine affinché si mobilitino, devo sottolineare che il vero problema in città è che Sindaco e Centrosinistra milanese, da ottobre 2023 in poi, non hanno fatto nessun gesto significativo e concreto nei confronti di Israele e dell’intera Comunità Ebraica appunto. Il Sindaco Sala, infatti, ha incontrato il Presidente della Comunità Ebraica Walker Meghnagi solo in un’occasione a Palazzo Marino ultimamente. Lo stesso primo cittadino e la sua Giunta hanno sempre “sposato” la causa pro-Hamas, proiettando anche una scritta su Palazzo Marino pro-Gaza. Il tentativo odierno di Romano, purtroppo, rimarrà vano». 

Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi,Riccardo De Corato.

POGGIO MIRTETO: I CARABINIERI INAUGURANO UNA SALA DI ASCOLTO PROTETTO E UN’AREA GIOCHI PER MINORI VITTIME DI VIOLENZA DOMESTICA

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Venerdì 27 giugno, alle ore 10:00, presso la Compagnia Carabinieri di Poggio Mirteto, si terrà la cerimonia di intitolazione della nuova sala d’ascolto protetto per le vittime di violenza di genere e maltrattamenti in famiglia, nonché della nuova area giochi riservata ai minori coinvolti in contesti familiari fragili.

La sala sarà intitolata a Dora Fabbo, moglie del Generale di Corpo d’Armata Carlo Alberto dalla Chiesa, con il nome evocativo di “La Stanza di Dora”, a riconoscimento del coraggio silenzioso e della profonda dedizione di una donna che ha vissuto nell’ombra di un impegno civile che ha segnato la storia del nostro Paese. Come evidenzia la motivazione ufficiale, l’intitolazione è “un atto profondamente simbolico e carico di significato, che intreccia memoria storica, riconoscimento morale e impegno civile”.

Dora Fabbo, definita da molti come la prima vittima silenziosa del terrorismo, ha rappresentato una forma di eroismo discreto, incarnando un modello femminile forte, presente e capace di trasformare amore e dolore in testimonianza.

“La Stanza di Dora” sarà uno spazio intimo, sicuro e protetto, pensato per accogliere con rispetto, empatia e ascolto le donne che si trovano in situazioni di estrema vulnerabilità. Un luogo simbolico e concreto, dove l’Arma dei Carabinieri rinnova il proprio impegno nella tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

All’evento, moderato dal vicedirettore del TG1 Marco Franzelli, prenderanno parte l’Onorevole Rita dalla Chiesa, figlia del Generale C.A. Carlo Alberto dalla Chiesa e della Sig.ra Dora Fabbo, il Procuratore della Repubblica di Rieti, Dottore Paolo Auriemma, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Rieti, Colonnello Valerio Marra e il Vicario Episcopale della Diocesi di Sabina – Poggio Mirteto, Don Antonino Treppiedi, che benedirà i nuovi locali.

Saranno inoltre presenti i Presidenti e rappresentanti del Lions Club Farfa Cures e della Fondazione Varrone di Rieti, che hanno generosamente finanziato il progetto, la nota attrice e doppiatrice Domitilla D’Amico, che leggerà un brano tratto dagli scritti del Gen. dalla Chiesa, il Sindaco di Poggio Mirteto insieme ad altri primi cittadini di vari comuni della Sabina nonché diverse agenzie territoriali attivamente impegnate nella lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica.

La sera prima dell’evento, la facciata principale della caserma sarà illuminata con fari LED proiettanti il colore simbolo della lotta alla violenza di genere, donati dalla Fondazione Varrone, a sottolineare il messaggio forte e visibile di impegno collettivo verso una società più giusta, equa e sicura per tutte. L’inaugurazione rappresenta un passo concreto e profondo verso la costruzione di presìdi di legalità e umanità, dove ogni donna possa trovare un punto di riferimento, di ascolto e di rinascita.

Colleferro sempre più coinvolta nella deriva bellica

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Approvata variante urbanistica per nuovi impianti della società AVIO: uno schiaffo ai problemi ambientali e sociali del territorio.

Consumo di suolo al 22% contro una media nazionale del 7% ma si costruirà su altri 8 ettari per favorire il commercio di armi.

Colleferro è sempre più al centro degli affari del mondo delle armi a discapito dei problemi ambientali e sociali del territorio. E’ stata infatti approvata la variante urbanistica su ben 8 ettari (una superficie ampia come 15 campi di calcio) finalizzata a riorganizzare le attività produttive, prevedendo la modifica dell’impianto generale del Centro Prove in area 3C attraverso un intervento di sviluppo e ampliamento dell’impianto generale.

A tal fine la SE.CO.SV.IM srl – società immobiliare del Gruppo Avio proprietaria di circa 910 ettari nei Comuni di Colleferro, Segni e Artena – ha presentato al Comune un “Piano di Lottizzazione in Zona Industriale Area Avio 3C”, il 22.12.2022, formalmente adottato dalla Giunta Comunale il 29.06.2023. Ad approvazione avvenuta, veniamo a conoscenza del conseguente Piano urbanistico del Comune di Colleferro, riguardante l’area di via degli Abeti.

Dalla documentazione agli atti risultano: l’adozione di una variante urbanistica; il carattere di pubblica utilità del Piano, un riconoscimento sulla cui legittimità esprimiamo forti dubbi; le modificazioni permanenti ai terreni con forte consumo di prezioso suolo, trattandosi di attività edificatoria a scopo industriale; nuove vie di accesso e parcheggi ad uso esclusivo di Avio Spa su una superficie appunto di circa 8 ettari.

Quest’ennesimo progetto nella martoriata valle del Sacco si inserisce nelle politiche guerrafondaie che l’Europa sta imboccando, prima con il programma Rearm Europe da 800 miliardi di € e poi con la decisione di portare la spesa militare al 5% del Pil.

D’altro lato l’appoggio delle Amministrazioni a vario livello alle iniziative di società che progettano, producono e commerciano in armi è stato evidente in questi anni. Ricordiamo nel 2021 la presenza a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, del Sindaco Sanna all’Expo a fianco delle più grandi aziende aerospaziali e militari; nel 2023 la visita del Commissario europeo al mercato interno, Thierry Breton, alla Simmel Difesa e nel 2025 la visita del Commissario europeo per la difesa e lo spazio, Andrius Kubius ad Avio spa.

Iniziative intraprese senza confronto con la cittadinanza e per finanziare con fondi pubblici i programmi e le attività di Knds, con Simmel Difesa e Avio spa in prima fila, finalizzati alla militarizzazione dello spazio, la nuova frontiera della difesa militare europea.

Il tutto in un contesto sociale, sanitario ed ambientale già fortemente compromesso e che meriterebbe non investimenti pubblici in armi, ma impegni per le bonifiche, per il sostegno alle politiche sanitarie e scolastiche, per la rinaturalizzazione dei siti edificati abbandonati, per il trasporto pubblico, ecc.

I dati del Piano e le principali criticità ambientali

E’ un progetto di espansione industriale, attraverso lottizzazione, per realizzare una serie di capannoni, con tutto un sistema di strade, servizi e sottoservizi e la suddivisione degli 8 ettari in 13 lotti fondiari con una viabilità e parcheggi di circa 50.221 mq (circa 5 ettari).

Nello stabilimento, situato in parte nel Comune di Colleferro e in parte nel Comune di Segni, si progettano e sviluppano nuovi materiali ed equipaggiamenti per applicazioni spaziali, si assemblano lanciatori spaziali, sistemi di propulsione solida e liquida e adattatori per il carico utile, missili per la difesa aerea, con una produzione dual use civile e militare.

L’intero stabilimento rientra nel campo di applicazione della Direttiva Seveso III, in quanto impegna sostanze pericolose e pertanto è classificato come attività a rischio di incidente rilevante di soglia superiore.

Tutti i fabbricati previsti dal piano di lottizzazione sviluppano una superficie di circa 7.546 mq, realizzati con strutture portanti in cemento armato e (qualora specificatamente richiesto) in cemento armato precompresso.

Nel 2023 il Comune di Colleferro risulta caratterizzato dai seguenti indicatori: percentuale di suolo consumato 22,66%, contro una media nazionale del 7%

Colleferro è stato nel 2022 il nono Comune nel Lazio per consumo di suolo con 8,6 ettari. La superficie di suolo consumato nel 2021-2023 è stato di 610,3 ettari e l’incremento netto di consumo di suolo è stato di 12,8 ettari. Il consumo di suolo superiore a 400 ettari è considerato elevato.

Percentuali che non conteggiano le aree già edificate nel 2024 e quelle che nell’Avviso pubblico del 2025 si intendono trasformare, mediante variante, in nuove infrastrutture “per potenziare la vocazione industriale di Colleferro” per “una rinnovata vocazione produttiva”, compresi nuovi siti per il “settore spazio” lungo l’asse urbano della via Casilina.

Il nostro territorio presenta dunque criticità sui livelli di consumo di suolo e l’unico intervento ammissibile dovrebbe essere quello di limitare gli impatti che possono generare ulteriori processi di degradazione del suolo quali erosione, contaminazione, compattazione e diminuzione della biodiversità.

Invece, al contrario di quanto indicato da ISPRA nel suo Rapporto annuale, si aumentano le aree di nuova impermeabilizzazione e si approvano nuovi interventi che avranno ripercussioni anche sulle risorse idriche e sull’atmosfera, effetti che si cumuleranno con analoghi impatti generati dall’attuazione di piani e programmi su aree limitrofe, con bassi livelli di qualità ambientale.

Per quanto riguarda la qualità dell’aria, come è noto, Colleferro ricade nella zona IT1217 – Zona Valle del Sacco 2021, a cui viene attribuita la classe complessiva 1 per il superamento dei valori limite, per almeno un inquinante, e per i quali è prevista l’adozione di provvedimenti specifici per la protezione della salute umana. Invece si va nella direzione esattamente opposta, insediando nuove attività che comportano traffico ed emissioni. Si consideri che Colleferro nel 2024 ha registrato 47 sforamenti del valore limite giornaliero delle PM10 rispetto ai 35 giorni di superamento della soglia di 50 μg/m³.

Considerazioni sulla pianificazione

La pianificazione territoriale deve basarsi su studi approfonditi di sviluppo, valutazioni d’impatto ambientale e proiezioni a lungo termine, non su spinte speculative o su iniziative promosse da soggetti privati mossi dall’interesse di massimizzare i profitti.

A Colleferro il nuovo Piano urbanistico sarebbe stato definito solo dopo la saturazione delle aree ex SLOI e il rifiuto da parte di SE.CO.SV.IM srl di mettere sul mercato 136 ettari già destinati ad attività industriali. Un proprietario può scegliere di non vendere, ma il Comune ha strumenti per intervenire, anche rivedendo la destinazione urbanistica di quelle aree.

Piuttosto che assecondare una crescita industriale incontrollata, Colleferro avrebbe urgente bisogno di politiche ambientali serie e interventi di riduzione dell’inquinamento, per restituire una migliore qualità della vita ai cittadini.

Lo sviluppo industriale, per legge, dovrebbe essere pianificato almeno a livello intercomunale, se non provinciale o regionale. Invece, si continuano a coltivare egoismi locali e “cordate” occasionali, utili a garantire vantaggi politici.

Il risultato? Un polo logistico a Colleferro e uno ad Anagni, due progetti di ospedali distanti appena 20 km: doppioni costosi, che frammentano i servizi e moltiplicano gli impatti. È tempo che i Comuni dialoghino davvero, con visione e responsabilità nell’interesse delle loro comunità.

Ina Camilli, Rappresentante Comitato residenti Colleferro 

PRIDE MONTH, ALLARME DISCRIMINAZIONI IN AZIENDA: 3 TALENTI LGBTQIA+ SU 10 TEMONO ANCORA DI FARE “COMING OUT” E ABBANDONANO IL POSTO DI LAVORO

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Un recente studio del Williams Institute dell’UCLA di Los Angeles evidenzia come la paura di discriminazioni spinga molte persone a non fare coming out sul luogo di lavoro e, in alcuni casi, a lasciare il proprio impiego (o a valutarne l’abbandono). Anche chi rimane, spesso si trova costretto ad adottare comportamenti di auto-protezione per ridurre il rischio di subire pregiudizi o micro-aggressioni: dall’adattare la propria espressione di genere alla gestione più accorta di piccoli gesti quotidiani. La mancanza di inclusività, reale o percepita, rappresenta così un ostacolo significativo anche per la retention. “In un contesto in cui il mercato del lavoro è sempre più competitivo, creare ambienti inclusivi diventa un asset strategico, oltre che un imprescindibile valore etico”, spiega Marika Delli Ficorelli, Head of HR di Zeta Service (azienda che, per tutto giugno, installerà delle “lavagne dell’inclusività” nelle sue 9 sedi in tutta Italia).

Giugno, mese del pride. Ma non tutti possono festeggiare, evidentemente. Secondo uno studio del Williams Institute della University of California di Los Angeles (UCLA), infatti, tre talenti LGBTQIA+ su 10 (il 33%) temono ancora di fare “coming out” sul posto di lavoro e lasciano l’azienda per il timore di discriminazioni. Secondo i dati raccolti, in particolare, il timore di subire ritorsioni, esclusioni o pregiudizi influisce in modo diretto sul benessere delle persone e sulla loro produttività. A spaventare, soprattutto, è il giudizio di manager o supervisor (nel 46% dei casi le persone intervistate evitano di manifestare la propria sessualità a queste figure all’interno della propria azienda), mentre meno influente è il timore di dover affrontare giudizi o stereotipi da parte del proprio team o di colleghi e colleghe (in questo caso il problema ad aprirsi colpisce “solo” il 21%). E, osservando i dati, questi timori parrebbero purtroppo giustificati: quasi 4 talenti su 10 (il 39%), infatti, riportano di aver subito discriminazioni dopo essersi aperti sul posto di lavoro, contro solo poco più di 1 su 10 (12%) di quelli che hanno celato la propria identità. Per quanto riguarda le molestie, invece, queste percentuali salgono purtroppo e rispettivamente al 42% e al 17%. Il sondaggio è stato condotto interrogando quasi 2mila persone LGBTQIA+ e dotate di un impiego nel corso di 12 mesi, tra il 2023 e il 2024.

“I dati di questo studio – commenta Marika Delli Ficorelli, Head of HR di Zeta Service, realtà italiana leadernella consulenza e servizi HR e payroll – parlano chiaro: la paura di ritorsioni o discriminazioni sul posto di lavoro è ancora una realtà concreta per troppe persone LGBTQIA+. E questo non può più essere ignorato. Il punto cruciale non è ‘accogliere’ o ‘proteggere’, ma creare un ambiente in cui ognuno e ognuna possa, senza doversi adeguare o temere conseguenze, vivere la propria autenticità. Accogliere la diversità non è un atto di generosità, ma un’opportunità per evolvere: le aziende che lo comprendono crescono, innovano e arricchiscono il contesto lavorativo. La nostra esperienza ci dice che quando le persone possono esprimersi liberamente, senza filtri, tutto il sistema ne beneficia. Questo è uno dei motivi per cui riteniamo che la diversità non vada celebrata solo a giugno. Ogni giorno bisogna lavorare per costruire un ambiente in cui la differenza è leva di crescita, e dove le persone LGBTQIA+ sono parte integrante e riconosciuta della comunità aziendale. Significa avere politiche concrete, formazione continua e ascolto costante, perché l’inclusione non è un badge da esibire, ma un impegno quotidiano”.

Anche perché, come lo studio ha evidenziato, la mancanza di inclusività, reale o anche solo percepita, può essere un pericoloso freno per laretention di collaboratori di valore. Ai dati già menzionati, infatti, bisogna aggiungere come un altro 15% delle persone intervistate, quelle che non hanno abbandonato il lavoro per il timore di essere discriminate, ha comunque preso in considerazione l’idea di lasciare nel corso dei 12 mesi precedenti al sondaggio, anche se poi all’intenzione non ha fatto seguire una vera lettera di dimissioni. E chi rimane, comunque, adotta condotte atte a nascondere la propria identità: quasi 6 su 10 (58%) hanno dichiarato di adottare comportamenti di “copertura” per evitare problemi di qualsiasi tipo. Tra questi, purtroppo, anche il modificare il proprio aspetto fisico, il cambiare quando, dove o con quale frequenza usare il bagno, l’evitare di parlare della propria famiglia o della propria vita sociale sul lavoro.

“Questi sono problemi reali, che incidono sulla competitività delle aziende. – prosegue Marika Delli Ficorelli, Head of HR di Zeta Service – In un mercato del lavoro sempre più competitivo, trattenere i talenti è una sfida che passa anche dall’inclusività. Non si tratta solo di valori, ma di una strategia HR precisa. Un ambiente inclusivo è anche e soprattutto un asset competitivo. Quando le persone si sentono libere di essere sé stesse, non solo restano più a lungo, ma portano più energia, creatività e innovazione. È necessario, dal nostro punto di vista ‘privilegiato’, che tutto il mondo HR italiano faccia un passo avanti: l’inclusione è il futuro sostenibile del lavoro. Ed è una responsabilità che non possiamo più rimandare. Il nostro impegno, da questo punto di vista e anche in rapporto ai nostri clienti, è in prima linea. E ci teniamo a tracciare la strada in prima persona. In Zeta Service l’inclusione della community LGBTQIA+ non è un progetto a tempo, ma un impegno quotidiano: dalle politiche aziendali – come la nostra Policy Tolleranza Zero per cui ogni persona ha il diritto di sentirsi al sicuro, tutelata e ascoltata – al congedo matrimoniale esteso a tutte le tipologie di coppie e 30 giorni di congedo retribuito per tutti i genitori intenzionali/biologici/sociali e affettivi, fino alla formazione continua per abbattere stereotipi e bias inconsci. Ma lo sappiamo: un ambiente inclusivo non si crea con un documento. Si costruisce giorno dopo giorno, grazie a una cultura condivisa e concreta. I/le manager giocano un ruolo fondamentale in questo processo: guidano con l’esempio, ascoltano, danno spazio e valorizzano la diversità. Promuoviamo questi valori anche grazie alla collaborazione e al supporto con Fondazione Libellula, che lavora quotidianamente per diffondere rispetto e inclusione all’interno delle organizzazioni. Ci piace poi coinvolgere le nostre persone in quello che consideriamo un impegno per un reale e concreto cambiamento culturale: stiamo preparando delle lavagne dell’inclusività che saranno consegnate in tutte le nostre 9 sedi sul territorio nazionale. Le nostre persone potranno costruire insieme un racconto di cos’è l’inclusività per ognuno e ognuna di noi: la lavagna ci accompagnerà per tutto il mese in tutte le nostre sedi”.  Un impegno, quello di Zeta Service, che è stato riconosciuto anche a livello internazionale: la co-Ceo Debora Moretti ha recentemente ricevuto a Varsavia il Judges Awards all’interno dei Global Payroll Awards 2025 per l’impegno nel creare un luogo di lavoro in cui le persone si sentano al sicuro, valorizzate e libere di essere sé stesse.

Oleoturismo in Puglia: Domani 27 giugno a Bari un incontro per approfondire la nuova legge regionale

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Domani, venerdì 27 giugno alle ore 16:00, presso il LABZERO del Politecnico di Bari (Via Giovanni Amendola, 132), si terrà un incontro informativo e di confronto aperto a tutti i frantoiani e agli operatori del settore olivicolo dedicato alle nuove opportunità offerte dalla legge regionale n. 9 del 10 giugno 2025, che disciplina l’oleoturismo in Puglia.L’iniziativa è promossa da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari, nell’ambito del Progetto Esecutivo 2025 di Italia Olivicola, con il sostegno dell’Unione Europea attraverso il Regolamento UE 2021/2115. All’evento interverrà Giuseppe L’Abbate, già Sottosegretario alle Politiche Agricole, che illustrerà i contenuti della norma e le sue ricadute pratiche per il comparto.La legge, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia lo scorso 16 giugno, introduce una cornice normativa organica per l’oleoturismo, riconoscendolo come attività agricola connessa, incentivando percorsi di valorizzazione territoriale e offrendo una nuova possibilità di reddito alle imprese frantoiane e olivicole. L’oleoturismo, infatti, include visite guidate ai frantoi, degustazioni, attività didattiche, culturali e ricreative legate al mondo dell’olio extravergine di oliva, con l’obiettivo di rafforzare l’identità territoriale e l’accoglienza rurale di qualità. 

“Con questa legge – dichiara il Presidente AIFO, Elia Pellegrino – la Puglia compie un passo avanti decisivo nel coniugare qualità agroalimentare, cultura del territorio e turismo sostenibile. L’oleoturismo rappresenta un’opportunità concreta per i nostri frantoi di raccontarsi, aprirsi al pubblico e trasformare la conoscenza dell’olio in esperienza. Come AIFO, vogliamo accompagnare i frantoiani in questo nuovo percorso, offrendo occasioni di approfondimento e strumenti per cogliere a pieno le potenzialità della norma”.

MILANO, MANIFESTI ANTISEMITI, FRATELLI D’ITALIA: «IN CITTA’ ABBIAMO RAGGIUNTO UN LIVELLO E UNA DERIVA INIMMAGINABILI!

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LA TIMIDEZZA DEL SINDACO E L’AMBIGUITA’ DEL CSX, SU CERTI TEMI, STA PROVOCANDO DANNI IRREPARABILI»

Milano, 26 Giugno 2025 – «La comparsa di manifesti antisemiti nella nostra città rappresenta un fatto gravissimo che non può essere ignorato. Milano deve restare un presidio di libertà, rispetto e vicinanza alla Comunità ebraica e allo Stato di Israele. È inaccettabile che l’Amministrazione Comunale continui a mostrarsi incerta, se non addirittura complice, con il proprio silenzio o con posizioni ambigue. Di fronte all’odio non servono equilibrismi politici ma condanne nette e azioni concrete. Chiediamo che il Sindaco prenda una posizione chiara, pubblica e inequivocabile, e che l’intera Giunta dimostri finalmente di essere all’altezza del ruolo che ricopre»

Così dichiarano Simone Orlandi e Deborah Dell’Acqua, rispettivamente Coordinatore e vice di Fratelli d’Italia Milano.

«Ecco i danni di una Sinistra incerta su gran parte dei temi cittadini, che continua imperterrita a trattare durante le varie sedute del Consiglio Comunale, questioni di diritto internazionale con il metodo di “un colpo al cerchio e un colpo alla botte”, lasciando di fatto spazi incontrollati di indeterminatezza e mancate prese di posizione ferree. Il costante e diffuso relativismo di Sala su tanti temi ci ha portato ad una deriva fuori controllo. Come Fratelli d’Italia chiederemo conto, nel prossimo Consiglio Comunale, di ciò che Sindaco e Giunta avranno fatto a seguito di questa ennesima dimostrazione d’odio nei confronti di una Comunità Milanese che merita la più assoluta tutela e che ha, soprattutto da parte nostra, la massima stima e solidarietà incondizionata». 

Così Riccardo Truppo, Capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Marino a Milano.

ROCCA: «GRAZIE A MALAGÒ, BUON LAVORO A BUONFIGLIO,IL LAZIO AL FIANCO DELLO SPORT»

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Roma, 26 giugno 2025 – «Ringrazio Giovanni Malagò per l’eccellente lavoro svolto alla guida del CONI in questi anni. Ha saputo rappresentare al meglio lo sport italiano, con passione, competenza e una visione moderna. Il suo impegno ha lasciato un segno profondo, portando il nostro Paese ai vertici in molte discipline e promuovendo valori fondamentali come inclusione, rispetto e meritocrazia. Ora si apre una nuova fase, con la nomina di Luciano Buonfiglio, a cui auguro buon lavoro. Buonfiglio porta con sé una lunga esperienza e una visione concreta. Sono certo che saprà guidare il sistema sportivo con equilibrio, attenzione ai territori e apertura alle nuove sfide. La Regione Lazio sarà al suo fianco».

Così il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, saluta l’inizio del mandato del nuovo Presidente del CONI.

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