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MILANO, EGIZIANO PALPEGGIA 16ENNE IN METRO’, DE CORATO (FDI): «SERVE NUCLEO VIGILI NTTP CHE C’ERA CON CDX PER CONTROLLO E CONTRASTO CRIMINALITA’ SUI MEZZI PUBBLICI

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Milano, 29 Maggio 2025 – «Ieri pomeriggio, sulla metropolitana all’altezza della fermata Turro della M1, è toccato ad una giovanissima ragazza subire molestie da parte di un egiziano, poi fortunatamente rintracciato e denunciato. Il neo Assessore alla Sicurezza Sala, non ha nulla da dire? Costa sta facendo, insieme alla Giunta, per contrastare questi continui fenomeni di illegalità? Tutti i mezzi pubblici, dai tram ai bus fino all’intera linea metropolitana appunto, da un decennio sono diventati zone franche per delinquenti e criminali, spesso e volentieri stranieri, che fanno ciò che vogliono. Serve il Nucleo di Vigili che noi del Centrodestra avevamo sperimentato con buoni risultati. Tale modello (Nucleo tutela trasporto pubblico) fino al 2011 era composto da 50 Agenti che controllavano sia i bus che le metropolitane, affiancati anche dai Poliziotti in pensione e dai soldati fuori dalle stazioni metropolitane. Tutte queste Forze dell’Ordine contrastavano con efficacia la criminalità. Cosa aspettano sia il Comune che il Centrosinistra ad intervenire»? 

Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi,Riccardo De Corato.

MILANO, SICUREZZA CUBANO ACCOLTELLA E UCCIDE 13ENNE, DE CORATO(FDI): «DECRETO SICUREZZA SERVIRA’ ANCHE PER EVITARE DELITTI TRA STRANIERI»

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L'auto, davanti all'Ospedale Fatebenefratelli di Milano, da cui è sceso il 13enne egiziano accoltellato due settimane fa
L'auto, davanti all'Ospedale Fatebenefratelli di Milano, da cui è sceso il 13enne egiziano accoltellato due settimane fa

Milano, 30 Maggio 2025 – «Mentre il Centrosinistra pensa alle ordinanze contro la ‘malamovida’, senza adeguati controlli, in città muoiono giovani stranieri in seguito ad accoltellamenti derivanti da litigi per la droga. E’ accaduto così, per esempio, per il 13enne egiziano morto dopo due settimane di ricovero al Fatebenefratelli, accoltellato da un cubano. Tutto ciò lo si deve, anche, alle marce pro-immigrati fatte in pieno centro città e ai pranzi multietnici al Parco Sempione di Milano, organizzati e promossi nel 2017 da Sala, Majorino e la Rozza, a cui hanno partecipato migliaia di stranieri, qualcuno anche irregolare. La Sinistra, nel corso degli anni, si è preoccupata a promettere e far arrivare gli stranieri a Milano, e questi sono i tristi risultati. Questa è la realtà che vive Milano dove, Polizia di Stato e Carabinieri, sono le uniche Forze dell’Ordine, sempre presenti per le strade cittadine e che si preoccupano della sicurezza del capoluogo lombardo. Il capitolo vigili, invece, è tutta un’altra storia perché, di giorno, sono impegnati a fare multe, mentre la sera le sole 7 pattuglie si devono occupare dei vari incidenti stradali. Poco tempo fa, il Sindaco Sala, si è anche assunto la delega alla Sicurezza ma, al momento, i risultati dicono che sta facendo peggio (ed è tutto un dire, ndr) del suo predecessore Granelli. Il Decreto sicurezza, approvato nei giorni scorsi alla Camera e in discussione al Senato, servirà anche per evitare questi delitti tra stranieri». 

Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi,Riccardo De Corato.

Oras – il nuovo singolo è “Speranze Nuove”

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“Speranze Nuove” (The Lab Music Factory) è il nuovo singolo di Oras, un brano intenso e malinconico che scava nel rapporto tra padre e figlio con delicatezza e verità.

Un viaggio emotivo tra distanze, silenzi e piccoli gesti mai dimenticati -spiega l’artista- dove la voce cerca risposte e, allo stesso tempo, costruisce un ponte di riconciliazione.

Con sonorità pop e un’interpretazione profonda, la canzone fonde la forza della vulnerabilità con la voglia di rinascere, parlando a chiunque abbia mai cercato di ricucire un legame importante.

Prodotto da Alex D’Errico e scritto da Oras insieme a Daniel Riggione, con la direzione artistica di Franco Iannizzi, il brano è un frammento di vita che si fa musica.

Biografia

Manfredi Orazio, in arte Oras, è un cantautore calabrese originario di San Mango d’Aquino (CZ). Il suo legame con la musica nasce a soli 4 anni, davanti a un pianoforte, e da allora diventa la colonna sonora della sua vita. Dopo essersi formato alla Jul Academy, si diploma in Canto Moderno e Music Performance, intraprendendo un percorso artistico indipendente, guidato da autenticità e passione.  Nel tempo ha partecipato a numerosi concorsi, vincendo il premio per il miglior inedito al contest “Chi Fermerà la Musica” con il suo singolo d’esordio “Molecole”. È stato finalista al Premio Mia Martini, al Tour Music Fest, ha calcato il palco di Area Sanremo, aperto concerti per artisti come Eman, Gemelli Diversi, Amedeo Minghi, e ha partecipato a tre puntate del programma “Mezzogiorno in Famiglia” su Rai2. Come cantautore ha autoprodotto i primi singoli “Molecole”, “Prima Che Brucerò” e “Fragile”. Con l’etichetta Lab Music Factory ha pubblicato “Nuvola d’Argento” e “Mantra”, e si prepara ora a raccontare una storia ancora più intima con il brano “Speranze Nuove”, dedicato al rapporto profondo e complesso con il padre. Nel 2025 si esibisce in Russia con l’orchestra di Sergiev Posad, portando “Speranze Nuove” e alcuni classici italiani davanti a oltre 2000 persone. Le sue canzoni nascono da emozioni vere, trasformate in storie che parlano a chi ascolta. Perché ogni nota di Oras è una ferita che ha scelto di farsi bellezza.

Spotify: https://open.spotify.com/artist/2FKR8sWVHIRHBDYayp6ZiL?si=4D-gP4RESNKyBSbi_mzY7A

Instagram: https://www.instagram.com/orasmusicofficial_/

TikTok: https://www.tiktok.com/@oras.music?lang=it-IT

Laura Frigau, in arte Call me Laura, presenta “La vita è una danza”

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“La vita è una danza” (Up Music Studio) è il primo singolo di Laura Frigau, in arte Call me Laura, una canzone che nasce da dentro e dalle cose che la vita ti mette davanti quando meno te lo aspetti.

Un giorno pensi che tutto vada bene, ti senti forte -spiega l’artista- come se niente potesse toccarti e il giorno dopo tutto cambia. Le certezze si spezzano, le persone che ami non ci sono più e ti ritrovi a fare i conti con un silenzio che fa rumore. È lì che ho capito che accettare non vuol dire arrendersi, accettare è difficile ed a volte sembra impossibile, ma quando non lo fai, ti incateni e resti fermo, immobile nel dolore. C’è una frase che mi è costata tanto coraggio: “una corona d’alloro pesa meno di un sogno”, perché a volte quel sogno non è il tuo, è quello che qualcun altro aveva per te. Allora lo porti addosso come un traguardo che non ti somiglia. Io ho scelto di lasciarlo andare, per inseguire i miei sogni, quelli veri, che ti fanno tremare le gambe e ti costringono a metterti in gioco e ti chiedono coraggio. Forse è proprio questo il senso: “imparare a danzare anche quando la musica cambia”. Che tu sia un re, una ballerina o un dottore, che tu abbia vinto o perso, la verità è che il sole sorge e tramonta lo stesso. E nel mezzo, in quel mezzo siamo liberi di scegliere chi vogliamo essere. Io ho scelto di ballare a piedi nudi, davanti al mare, sotto un tramonto che non chiede spiegazioni e sa perdonare. E se la vita è una danza, voglio danzarla tutta, con le ferite, con la gioia e con la speranza che chi ascolta questa canzone possa sentirsi un po’ meno solo.

Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/6ukzxY5uGSWpdpKjhso8P1

Nel bel mezzo di duemila emozioni contrastanti (e forse qualcuna in più), c’è Call me Laura.
Classe 1994, cresciuta tra sogni rumorosi e scelte silenziose fatte da altri. Da bambina sognava di suonare la batteria, ma sua madre –con tanto amore e un pizzico di confusione– la iscrisse a un corso di chitarra. Alle scuole medie arrivò il Conservatorio: Laura desiderava il violoncello, ma si ritrovò con la viola e fu proprio lì che capì qualcosa di importante: la musica sì, ma forse da un’altra prospettiva. La passione però non l’ha mai abbandonata, ha solo cambiato forma. Laura ha iniziato a cantare per istinto, per gioco, nei momenti più suoi e nei posti più improbabili, senza mai pensare che potesse diventare qualcosa di più. Poi, come spesso accade, una frase sbagliata detta al momento giusto ha lasciato il segno e per un po’ ha scelto il silenzio. Ma è stato proprio quel tempo di silenzio a darle lo slancio per ripartire. Un giorno, scorrendo la home di Instagram, ha visto comparire Up Music. E ha pensato: “E se fosse il mio momento?” Nell’ottobre 2024 firma il suo primo contratto discografico. Oggi racconta il suo primo inedito: “La vita è una danza“. Non sa ancora dove la porterà questo viaggio, ma una cosa è certa: lo vivrà fino in fondo, passo dopo passo, nota dopo nota. E spera che chi l’ascolta abbia voglia di ballare con lei.

INSTAGRAM
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TIK TOK
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Per una sanità migliore, pensieri ed idee del Professor Daniele Maggiore

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Professor Daniele Maggiore, il suo impegno sul territorio di Nettuno ed Anzio, professionale e politico, le consente di essere un attento osservatore delle criticità della sanità locale.  Quali sono le più evidenti?  

“È sotto gli occhi di tutti il continuo ed assordante depauperamento dell’Ospedale di Anzio che si perpetua orma da vari anni. Iniziò la Giunta Zingaretti nel 2013-2022, attraverso il facente funzioni Leodori fino al 2023, e continua anche con la Giunta Rocca. Bisogna però dire che l’attuale Governo Regionale ha trovato una situazione disastrosa in tutti i sensi, dall’efficientamento, alla parte economica. È quindi logico che in qualche maniera si dovesse porre un rimedio. Ricordiamoci che ormai, da circa 30 anni, tutto il mondo ottimizza, adegua ed economizza i Sistemi Sanitari. In merito all’Ospedale di Anzio, punto nodale della Sanità che va da Ardea a Latina, Rocca ha giustamente economizzato il più possibile le varie emorragie economiche della struttura. Ritengo che serva dare la giusta specialità e specificità all’Ospedale inquadrandolo come Centro per le Urgenze del Litorale. Questa è la mia idea. E’ chiaro che l’obiettivo sia investire su di un grande Ospedale per le Urgenze, dove devono essere presenti la Diagnostica con Ecografia, TAC e Risonanza Magnetica, un Pronto Soccorso con spazi adeguati per le vere urgenze (parliamo di infarti, politrauma, patologie coronariche ed elettrofisiologiche del cuore), una Traumatologia seria e performante, una Chirurgia che sappia approcciare tutti i traumi, una medicina che tratti le urgenze vere con la Rianimazione lasciando i pazienti più cronici in altre strutture adeguate. In questa maniera tutto può essere affrontato in maniera strutturale. Anche le piccole nicchie di urgenze pediatriche, urologiche, neurologiche, cerebrali e della colonna vertebrale avranno così modo di essere trattate con il sostegno di specialisti che potranno venire in poco tempo dagli ospedali limitrofi.  In questa maniera, si conserva un DEA di 1° Livello, ma non solo quello: si lasciano professionalità di alta capacità che possano dare un valore aggiunto alle città della riviera. È chiaro che poi il tumore del colon, il tumore del polmone, il tumore cerebrale, il tumore del pancreas ed altri dovranno essere assegnati in Reparti della ASL RM6 o romani che abbiano una esperienza delle differenti malattie.  Ecco la modalità per risparmiare rimanendo un Centro di Eccellenza, adeguato, performante ed economico.  Spero che l’Ospedale di Anzio diventi un Centro ad altissimo livello per le urgenze di tutti i generi, dal cuore, al cervello, al vascolare, a livello addominale e toracico. Solo così la popolazione sarà sostenuta e curata nella giusta maniera”.


Quali possono essere i rimedi immediati e quale invece la progettualità a lunga scadenza?

“Ho già risposto con la domanda di prima e aggiungo: far venire entro giugno 2025, se c’è volontà si può fare, una Risonanza Magnetica Nucleare, formare e aggiornare bene i medici di qualsiasi branca per le urgenze e obiettivare un Ospedale Centro di Eccellenza per le urgenze”.    

Parliamo dell’Ospedale Militare di Anzio. Lei è coinvolto in prima persona nella possibile presa in concessione. Cosa potrebbe cambiare con il rilancio di questa storica struttura?

“È vero che io, come Direttore Medico di una società Svizzera, sono a capo di una cordata di investitori che vorrebbero prendere in concessione l’Ospedale Militare. La situazione è a un buon punto ma lontano dalla firma, per cui ci vorrà molto tempo ancora, alcuni mesi pensiamo. Qualcosa posso svelarlo: si tratta di un progetto che si propone di aiutare lo Stato e i cittadini e non va contro le Istituzioni. Significa che il nostro motto è “Noi diamo in più e non siamo in concorrenza”.  Il progetto prevede tutta una serie di servizi sanitari che non esistono sul territorio o che sono in difficoltà con le performances della ASL.  Parliamo di Primo Intervento per aiutare ed allentare la pressione dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Anzio curando tutte le piccole necessità sanitarie della popolazione, lasciando all’Ospedale i malati da operare o da trattare con urgenza per motivi vitali. Ma anche tutta una serie di attività diurne per pazienti psichiatrici, o per pazienti con Alzheimer o con demenza senile. E poi una casa di riposo ed una serie di terapie particolari come l’Ozonoterapia, il Centro per le Apnee, la Polisonnografia, la Terapia Oncologica Integrata. Pensiamo anche ad appartamenti medicalizzati per disabili indipendenti o per coppie di anziani, con l’infermiere presente H24. E vorremmo dare anche una casa in maniera gratuita, alle varie associazioni per disabilità, alle varie strutture di salute diurna che necessitano di sostegno, come anche una serie di letti per malati oncologici che il Comune di Anzio chiede da vario tempo. Ed infine un Centro per gastroscopie e colonscopie, un asilo dai 6 mesi ai 5 anni per i dipendenti sanitari (non solo nostri ma anche della ASL), una serie di ambulanze per rianimazione da integrare nel sistema locale come anche le ambulanze del mare. Come vedete sono tutte cose che darebbero supporto allo Stato ma soprattutto andrebbero in aiuto alla popolazione che ha il diritto sacrosanto di riuscire a vivere la propria salute e la propria vita nella propria zona e non essere obbligata a muoversi sempre per andare chilometri e chilometri lontano da casa.  Speriamo di riuscirci. Quando succederà, se succederà, sarete i primi a saperlo”. 

Allarghiamo l’analisi alla sanità nazionale. L’attuale Governo ha raccolto le macerie lasciate da chi l’ha preceduto. Liste d‘attesa, carenze degli organici, contratti non rinnovati: su cosa bisogna agire per rilanciare il SSN e restituire agli italiani il diritto alle cure e all’assistenza?


“Penso a due cose: in ambito sanitario conosco molti sistemi della salute nel mondo e il primo punto da far notare è che in Italia, i medici e gli infermieri come tutti gli addetti alla salute lavorano molto ma anche in cattive condizioni, senza il giusto riconoscimento dello Stato. Questo è il primo punto da risolvere. I medici ospedalieri devono lavorare principalmente nei nosocomi e la struttura deve garantire loro al 100% le giuste condizioni per operare. E tutto questo va esteso agli infermieri e agli operatori sanitari. Tutti devono essere ben pagati, come la loro professionalità merita. Quando dico ben pagati intendo la stessa remunerazione che possono avere andando a fare il secondo o triplo lavoro, chi in clinica andando ad operare o a visitare, chi degli infermieri andando a lavorare nelle cliniche private o a casa dei pazienti. Bisogna garantire loro una reale sicurezza economica. In questa maniera tutti saranno contenti di lavorare in una struttura che li supporta e che guadagna al tempo stesso.  Ricordiamoci quando medici, infermieri e sanitari tutti hanno lavorato dando il massimo della propria professionalità ed umanità nel periodo della pandemia. Lo Stato in quel momento li ha ringraziati promettendo, promettendo, promettendo. E poi? Dobbiamo avere una nuova pandemia per far capire alle Istituzioni il bisogno di garantire adeguate remunerazioni e adeguata dignità agli operatori sanitari? Incentivandoli si abbasserebbero notevolmente le liste d’attesa, gli ospedali ne guadagnerebbero assestando i propri bilanci invece di inviare i pazienti nelle cliniche private. La strada da seguire per combattere le carenze degli organici è questa e la gente sarebbe ben curata”.

Un altro tema particolarmente caldo è quello delle aggressioni verso il personale sanitario. Quali, per lei i motivi, e quali le iniziative da prendere per proteggerli sul luogo di lavoro?

“Non è facile rispondere a questa domanda. Bene ha fatto il Ministro Schillaci a porre dei limiti legislativi penali che penso stiano avendo il loro effetto. Ma questa non si è rivelata la soluzione risolutiva. Negli anni in cui ero studente si sentivano pochissimi di questi fatti e bastava l’intervento del personale per riportare la situazione alla calma. Oggi, con la cultura dei social, con una mancanza del senso del rispetto per l’altro, dobbiamo, purtroppo, prendere coscienza che si vivono delle situazioni ben oltre il limite del vivere civile. Penso che nelle scuole sia essenziale insegnare il rispetto soprattutto per i sanitari che lavorano per il bene del paziente. Bisognerebbe anche fare una campagna di informazione, comune per comune, per insufflare nella mente di tutti, che gli operatori sanitari sono lì per il bene della gente, per il nostro bene”. 

Stefano D’Orazio dei Vernice lancia “Non lo so”

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Il frontman dello storico gruppo italiano Vernice, famoso perl’indimenticabile hit estiva “Su e giù”, presenta un nuovo progetto

“Non lo so” è il nuovo singolo di Stefano D’Orazio dei Vernice disponibile su tutte le principali piattaforme digitali a partire dal 30 maggio. La canzone, prodotta da Fabrizio Angeli, distribuita da Anteros Produzioni – produttore esecutivo Nazzareno Nazziconi, affronta il tema delle persone che faticano ad accettare i cambiamenti e incontrano difficoltà nell’ammettere la realtà dei fatti.

“Nel caso specifico – spiega l’artista – si riferisce a delle persone che continuano a fantasticare su un personaggio che, sebbene in passato sia stato un artista di successo, ora si trova palesemente in difficoltà. Nonostante lui ripeta con sincerità che non può e non sa come aiutare gli altri, questi ultimi non riescono proprio farsene una ragione, inconsapevoli del fatto che tutto ciò non fa altro che amplificare il senso di solitudine dell’artista stesso.”

“Non lo so” anticipa l’uscita del nuovo album “I grandi sogni”che sarà disponibile in autunno sia in cd sia in vinile registrato presso lo studio Andy Sound.

Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/album/23IUrTrOeY3LZMjcd9m4Np

Biografia Stefano D’Orazio

Stefano D’Orazio è un cantautore e musicista italiano. E’ stato il frontman, l’autore di musiche e testi e il cofondatore del gruppo rock italiano “Vernice”, prodotto da Claudio Cecchetto, e la produzione artistica di Roberto Vecchi direttore all’epoca anche dell’etichetta Bollicine  di Vasco Rossi, che ha riscosso notevole successo negli anni ’90 pubblicando tre album con Sony Music i cui singoli sono stati fra i primi in classifica per due anni consecutivi (1993 – Il primo singolo estratto, “Scema”, fece da apripista alla hit estiva “Su e giù”), e vendendo  oltre 200.000 copie. Il terzo e ultimo album dei Vernice, uscito nel ’95, intitolato “Stefano D’Orazio”, lascia già intendere le ambizioni soliste del cantautore. Nello stesso anno, infatti, annuncia lo scioglimento della band a causa di vicende legali interne al gruppo.

L’Artista prosegue la sua carriera da solista pubblicando, nel corso degli anni, altri album e diversi singoli radiofonici. Nel 1997 pubblica l’album “Non ci prenderanno”. Il disco, caratterizzato da brani come “Innamorato” e “Nasce l’alba”, viene ben accolto da critica e pubblico, ma gravi lutti familiari lo portano ad allontanarsi progressivamente dal mondo dello spettacolo. Nel 2000 Stefano torna con il singolo “Arriva l’estate”. Seguono altri brani di successo come “Balla” e “Certe Persone”. Nonostante il buon riscontro, Stefano decide di dedicarsi esclusivamente ai live continuando a esibirsi nelle piazze italiane con grande successo.

Nel 2014 Stefano torna alla discografia con il singolo “Derby”, brano eseguito nello Stadio Olimpico prima dell’incontro Lazio-Roma. Fa seguito l’album “Ci vediamo all’Inferno” nel 2015. Con questo disco, Stefano celebra i suoi venticinque anni di carriera, proponendo un mix di brani rock e ballad che ottengono un ottimo riscontro di critica e pubblico. Nel 2018 Stefano collabora con Jessica Casula per il duetto “Scappare Via”. Nonostante l’esclusione dal Festival di Sanremo, il progetto ottiene comunque un buon riscontro e segna un nuovo capitolo nella carriera del cantautore. Nel 2020, durante la quarantena dovuta al Covid-19, Stefano scrive e pubblica il brano “Qui c’è gente speciale”. La canzone, carica di speranza e riflessione, rappresenta un messaggio di forza e resilienza. In questi anni Stefano si alterna tra concerti live e scrivere i brani che faranno parte del suo nuovo album che uscirà a settembre 2025. Intanto parte il progetto “Ci metto il Cuore”, portale web dove Stefano crea contenuti con divulgazione su tutti i canali social. Ogni settimana un nuovo episodio conduce il pubblico nel cuore della musica e dello spettacolo. Stefano, artista di grande esperienza, invita i suoi ospiti (cantanti di spessore ma anche artisti, cantanti e personaggi non celebri) a conversazioni autentiche, rivelando il lato più intimo e sincero di chi condivide il proprio mondo davanti alla telecamera offrendo così storie, sogni ed emozioni senza censure.

Contatti social

Sito ufficiale: http://www.stefanodoraziodeivernice.net/

Instagram: https://www.instagram.com/stefanodoraziodeivernice/

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Roma “capitale verde” celebra, all’Orto Botanico, studenti e natura

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C’è un patrimonio a Roma fatto di parchi, ville storiche, giardini, che costituisce il 67% del territorio comunale e che rende la Capitale una delle città più verdi d’Europa.

Il 6 giugno alle ore 11, l’Aranciera dell’Orto Botanico ospiterà un evento aperto a studenti, docenti, giornalisti e autorità, durante il quale saranno illustrate le novità della terza edizione del progetto AND – Arte, Natura e Didattica, ideato da Arkage in collaborazione con l’Orto Botanico e con il sostegno di Silver Fir, che per il terzo anno consecutivo lavora per sviluppare nei ragazzi delle scuole una coscienza artistica ed ecologica indispensabile per il futuro di tutti.

Durante l’evento verrà presentata Greenscovery, l’App più semplice e divertente per scoprire i 27 cuori verdi di Roma, capitale mondiale degli alberi. Con 400 schede e oltre 1000 foto per 165 specie arboree, 39 specie animali locali e 181 monumenti, in occasione del Giubileo Greenscovery App è offerta gratuitamente a tutti, residenti e visitatori, per imparare a esplorare – con occhi nuovi – la Capitale attraverso il suo verde.

Per i giornalisti presenti il 6 giugno all’Orto Botanico è prevista inoltre una visita speciale in quello che è a tutti gli effetti un Museo verde a cielo aperto, accompagnata da guide botaniche, per regalarsi un momento di pace e scoprire la straordinaria biodiversità che popola questo antico giardino sospeso tra scienza e poesia, dove ogni foglia racconta una storia millenaria.

Sarà inoltre inaugurata la mostra-reportage fotografico di Anna Di Paola “La natura dei bambini”, visitabile fino al 18 giugno, che documenta il grande progetto di rigenerazione urbana e umana a fianco dell’artista Ria Lussi e dei botanici Roberto Valenti e Fabio Francesconi, attraverso i ritratti dei piccoli studenti del IX Municipio alle prese con l’arte di disegnare gli alberi. In parallelo, gli scatti fotografici dei bambini del villaggio di Antintoro in Madagascar, protagonisti del progetto di sviluppo globale di Stefano Palazzi, We Work It Works. Insieme alle opere dell’artista saranno presentati i “capolavori” degli stessi studenti che hanno partecipato ai laboratori che si sono svolti a eUrban, all’interno della Moving Forest di EuroHive, The Workspace for visionary companies.

AND – Arte, Natura e Didattica è infatti parte di eUrban the evolution in Rome, progetto di evoluzione urbana e umana immaginato per mettere in sinergia le diverse componenti della società al fine di migliorare il benessere di tutti.

Verrà infine presentata la piccola Biblioteca degli Alberi, una accurata selezione di 100 titoli dell’arte botanica,che saràdonata quest’anno alla Vaccheria, frequentatissimo spazio espositivo del IX Municipio.

6 giugno 2025 – ore 11

Aranciera dell’Orto Botanico – Largo Cristina di Svezia, 23 A – 24, 00165 Roma

Infiorata di Fucecchio, dove la tradizione diventa arte

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Domenica 22 giugno andrà in scena la 36ª edizione dell’Infiorata tra colori, profumi e bellezza

Nel cuore della Toscana, tra paesaggi armoniosi, borghi intrisi di storia e tradizioni che si rinnovano nel tempo, l’Infiorata di Fucecchio è uno degli appuntamenti più affascinanti dell’estate. Un tripudio di colori, profumi e spiritualità trasforma il paese in una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto. Domenica 22 giugno, cittadini e visitatori potranno ammirare gli spettacolari tappeti floreali realizzati per l’occasione. Per chi desidera vivere questa esperienza immerso nella bellezza del territorio, l’FH55 Grand Hotel Mediterraneo e l’FH55 Hotel Villa Fiesole rappresentano la base ideale: il primo, moderno e centrale, si trova nel cuore di Firenze; il secondo, immerso nella quiete delle colline di Fiesole, offre una vista incantevole sulla città. Due soluzioni diverse, ma perfette per coniugare comfort, cultura e natura.

Con l’arrivo dell’estate, la Toscana si accende di eventi che raccontano la storia e la bellezza di questo territorio unico al mondo. Uno degli appuntamenti imperdibili di questa stagione è senza dubbio l’Infiorata di Fucecchio che, domenica 22 giugno 2025, tornerà a trasformare il centro storico in un suggestivo tappeto di fiori, colori e simboli. L’evento, giunto alla sua 36° edizione, avrà come tema “La Pace” e rappresenta oggi una delle espressioni più autentiche della devozione popolare toscana, attirando ogni anno migliaia di persone tra curiosi, turisti e fedeli.

Stando a quanto tramandato nel tempo, sembrerebbe che questa tradizione sia nata a Roma nel 1625 e che sia arrivata a Fucecchio almeno nel 1700, probabilmente grazie ai racconti dei pellegrini che percorrevano la via Francigena in ritorno da Roma. Solamente nella seconda metà del Novecento questa manifestazione divenne un vero e proprio inno all’arte con la creazione di quadri effimeri di grande impatto visivo ed emotivo. Nel corso del tempo, l’Infiorata è cresciuta in dimensioni, partecipazione e qualità artistica, fino a diventare un evento simbolico per la comunità fucecchiese e un appuntamento fisso per molti visitatori. Ogni anno, gruppi di infioratori, spesso composti da famiglie, associazioni e ragazzi delle scuole, progettano e realizzano i disegni, dando vita a suggestive opere d’arte temporanee. Oggi l’Infiorata è un evento che unisce la dimensione liturgica a quella culturale e turistica. I disegni, spesso ispirati a temi religiosi, spirituali o simbolici, vengono realizzati direttamente sull’asfalto, con pazienza e precisione, durante la notte tra sabato e domenica.

La preparazione delle composizioni floreali dell’Infiorata di Fucecchio prende il via sin dal sabato mattina, quando le strade del centro storico iniziano a popolarsi di infioratori, volontari e curiosi. È qui che comincia la magia: lungo il percorso della processione si tracciano i disegni e si iniziano a comporre i suggestivi tappeti. I materiali utilizzati sono fiori freschi di stagione, scelti per la loro varietà cromatica e simbolica, dalle acacie alle ginestre, dai garofani fino alle rose, ma anche elementi naturali come semi, foglie, segatura colorata, polveri vegetali e persino caffè macinato, che contribuiscono a creare sfumature e texture sorprendenti. Una vera e propria arte effimera, fatta a mano, che unisce natura, creatività e spirito di comunità: c’è chi disegna, chi seleziona i petali, chi compone, chi coordina, un lavoro collettivo che culmina domenica mattina con la solenne processione eucaristica, il momento più intenso dell’intera manifestazione. I tappeti floreali resteranno visibili anche nel pomeriggio, sebbene inevitabilmente segnati dal passaggio della processione. Partecipare all’Infiorata di Fucecchio è un’esperienza coinvolgente, si respira un’atmosfera unica, fatta di profumi intensi, di riflessioni e di sorrisi condivisi. Al mattino, vedere le strade trasformate in un’esplosione di colori regala una gioia difficile da descrivere, e quando il silenzio accompagna il passaggio della processione sul tappeto, si percepisce il senso profondo di questa tradizione: un gesto semplice e potente, che unisce fede, bellezza e comunità in un rito che si rinnova ogni anno, con la stessa meraviglia.

Per chi desidera vivere appieno l’atmosfera unica dell’Infiorata di Fucecchio, il soggiorno perfetto inizia dalla scelta del luogo giusto dove alloggiare. L’FH55 Grand Hotel Mediterraneo, situato nel cuore di Firenze e affacciato sull’Arno, offre comfort moderni, eleganza e una posizione strategica per raggiungere facilmente Fucecchio e, allo stesso tempo, esplorare le meraviglie della città rinascimentale. Chi invece cerca un’esperienza più immersiva nella natura e nella quiete troverà nell’FH55 Hotel Villa Fiesole, posizionato sulle colline con vista panoramica su Firenze, un’atmosfera intima e rilassante, ideale per rigenerarsi dopo una giornata ricca di emozioni. Due soluzioni diverse, ma complementari, per rendere indimenticabile ogni momento del viaggio e vivere la magia dell’Infiorata in perfetto equilibrio tra spiritualità, cultura e bellezza toscana.

A Sora il ricordo di Suor Elena, “la madre dei volontari” – Dieci anni dopo l’intitolazione del piazzale

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La comunità di Sora si è riunita nel Piazzale Suor Elena Mattiucci, in Via Vicenne, presso la Chiesa Madre del Buon Consiglio (nota come Madonna delle Mele), per commemorare i dieci anni dall’intitolazione del piazzale a colei che è conosciuta come “la madre dei volontari”: Suor Elena.


Alle ore 18:30 è stato recitato il Santo Rosario, seguito dalla Santa Messa delle ore 19:00, in un momento intenso di raccoglimento e memoria condivisa. Presenti cittadini, istituzioni, volontari e rappresentanti delle comunità religiose e civili del territorio. A partecipare anche il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini, che ha voluto rendere omaggio alla figura di Suor Elena con queste parole: “Suor Elena ha lasciato una traccia indelebile nel cuore di tutti noi. La sua dedizione, la sua fede incrollabile e l’amore verso gli ultimi hanno incarnato l’essenza più autentica del servizio. Ricordarla significa riaffermare i valori del volontariato, della fraternità e dell’impegno quotidiano verso il prossimo.“


Quadrini ha poi voluto rivolgere un pensiero di stima al Sindaco di Sora e Presidente della Provincia di Frosinone, Luca Di Stefano: “Voglio ringraziare sinceramente il Sindaco Luca Di Stefano, che oggi guida con visione e concretezza non solo Sora, ma l’intera Provincia. La sua sensibilità verso la memoria, la cultura e i valori fondanti della nostra terra è evidente anche in questa giornata. Il suo è esempio di un’amministrazione attenta, moderna, ma profondamente radicata nei sentimenti della gente.”

Zappacosta torna in Nazionale: “un orgoglio per Sora e per tutta la provincia” Il commento di Gianluca Quadrini

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La notizia del ritorno in Nazionale di Davide Zappacosta ha acceso l’entusiasmo non solo tra i tifosi, ma in tutta la comunità sorana e nella Provincia di Frosinone. Il terzino, originario di Sora, è stato convocato nuovamente in maglia Azzurra.
Ad esprimere la soddisfazione istituzionale è il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini, che sottolinea il valore simbolico di questo traguardo:
“Accogliamo questa notizia con immenso orgoglio. Davide Zappacosta è un esempio autentico di determinazione, umiltà e impegno.”, dichiara il Presidente Quadrini che continua –
“Questo giovane è cresciuto nella nostra terra, e da questa terra ha saputo trarre i valori che oggi lo rendono un atleta rispettato e stimato. Non ha mai dimenticato le sue origini, non ha mai smesso di rappresentare con orgoglio Sora e la Ciociaria ovunque abbia giocato”, aggiunge.
L’orgoglio per il traguardo raggiunto si mescola con la gratitudine per il ruolo di ambasciatore che Zappacosta continua a svolgere, anche fuori dal rettangolo verde:
“La sua presenza in Nazionale ci onora e ci ricorda che anche dai nostri territori, troppo spesso marginalizzati, possono emergere eccellenze assolute”, prosegue il Presidente.
Infine, un pensiero rivolto al futuro e a chi guarda al calcio come sogno e opportunità:
“A Davide va il nostro applauso più sincero. Ma il nostro ringraziamento più grande è per il suo esempio.”.

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