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Roma – World Fair Play Day ONU, giornata del Fair Play ONU, per la lealtà, il rispetto e l’inclusione fuori dentro il campo di gioco.

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di Fausto Zilli

Il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, nato nel 1994, è un’associazione benemerita del CONI. Membro del Comitato Internazionale per il Fair Play e membro del Movimento Europeo Fair Play. La rete del Comitato Nazionale Italiano Fair Play è costituita da sedi, organizzazioni, istituzioni e partner a livello nazionale e internazionale.

È stata celebrata il 19 maggio scorso la prima Giornata mondiale del Fair Play. Nella prestigiosa Sala Koch del Senato della Repubblica, istituzioni, mondo sportivo e imprenditoriale si sono riuniti per promuovere una cultura basata sul rispetto, anche in termini di tutela dell’ambiente e delle persone.

Interventi di Ruggero Alcanterini (Presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play), Giovanni Malagò (Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano), Marco Mezzaroma (Presidente di Sport e Salute), Andrea Abodi (Ministro per lo Sport e i Giovani), Luca Ciriani (Ministro per i rapporti con il Parlamento), Roberto Novelli (Consigliere Regionale FVG), Claudio Bardini (Professore di Scienze Motorie e Sportive), Fabrizio Fasani (Centro Studi Cross Route Impresa).

A conclusione dell’evento sono stati conferiti i titoli di “Cavaliere Fair Play” a tre personalità, che in campi diversi si sono distinte nella diffusione dei principi del Fair Play: Katia Da Ros (CEO Irinox), Cesare Mazzetti (Presidente Fondazione Qualivita), Brunello Cucinelli (Presidente Brunello Cucinelli).

Entro il 2050 gli over 60 saranno il 34% della popolazione, ecco perchè vaccinarli è così importante

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ROMA – L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo. Lo rende noto l’Istat, secondo cui entro il 2050 gli over 65 costituiranno il 34% della popolazione, con una crescita significativa anche tra gli ultraottantacinquenni. Tuttavia, questa transizione demografica pone sfide rilevanti in ambito sanitario, sociale ed economico, legate all’aumento della fragilità, della cronicità e della domanda di assistenza.È dunque necessario un ripensamento profondo dei modelli di welfare, al fine di garantire un invecchiamento sano e attivo della popolazione. L’incremento della longevità è, di fatto, una conquista della nostra società, segno di progressi in medicina, dell’alimentazione e qualità della vita. di questo e altro si è discusso oggi a Roma durante il primo incontro del ciclo ‘Apco Health Talks: esplorando il sistema salute’, dedicato al ruolo della prevenzione per la protezione degli anziani. Ospitata presso la Sala Perin del Vaga dell’Istituto Luigi Sturzo, l’iniziativa è stata l’occasione per fare il punto su una delle sfide più complesse e strategiche per il nostro Paese, con un focus sul valore socioeconomico della vaccinazione nella popolazione anziana, le politiche sanitarie attualmente in atto in questo ambito e la centralità dell’accesso tempestivo alla prevenzione.


In questo contesto la prevenzione sanitaria gioca un ruolo cruciale. In particolare, la vaccinazione degli anziani è una leva strategica per ridurre l’incidenza di malattie infettive gravi quali pneumococco, herpes zoster, Rsv, oltre che influenza e Covid-19 e contenere i costi del Sistema sanitario. Ma non solo: rafforzare l’adesione vaccinale negli over 65 significa anche contribuire alla riduzione dell’uso inappropriato di antibiotici e contrastare la crescente minaccia della resistenza antimicrobica, come riconosciuto a livello internazionale. È, di conseguenza, essenziale riorientare la spesa sanitaria verso un approccio proattivo, che metta la prevenzione al centro e garantisca la sostenibilità del sistema e della qualità della vita in tutte le sue fasi.


Tuttavia, in Italia si osserva un significativo calo della spesa destinata alla prevenzione (-18,6% tra il 2024 e il 2023, secondo la Fondazione Gimbe) e un trend allarmante rispetto alle coperture vaccinali tra gli over 65, ben lontane dagli obiettivi raccomandati. Secondo i dati dal ministero della Salute, la copertura antinfluenzale, ad esempio, nella stagione influenzale 2023-24 ha attestato un calo di 3,4 punti percentuali rispetto alla stagione precedente (raggiungendo solo il 53,3%, a fronte di un target minimo dell’85%).


Ancora più preoccupanti i dati relativi alla vaccinazione anti Covid-19, che ha raggiunto solo il 4,47% della popolazione over 60 nella campagna 2024-25. Anche per pneumococco e l’herpes zoster si stima una tendenza in calo nelle adesioni anche se, tuttavia, non è attualmente previsto un sistema strutturato di monitoraggio. Infine, pregnante il caso del Virus respiratorio sinciziale (Rsv), raccomandato a livello europeo ma non in Italia.

Le ragioni di questo trend negativo sono molteplici: dalla scarsa percezione del rischio da parte della popolazione adulta alla mancanza di aggiornamento tempestivo del Piano Nazionale diPrevenzione Vaccinale sulla base delle più recenti innovazioni vaccinali, passando per forti disomogeneità tra le regioni, costi talvolta a carico dei cittadini e modelli di governance non sempre coordinati ed efficienti.Per invertire questa tendenza, è necessario un impegno congiunto e strutturale da parte delle istituzioni nazionali e regionali, delle società scientifiche e di tutti gli attori del Sistema Salute.Occorre promuovere una cultura della prevenzione come investimento, rafforzare l’accesso all’innovazione vaccinale e valorizzare i modelli virtuosi già in atto: il Lazio con la sua rete digitale di hub vaccinali, la Lombardia con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e farmacie, ela Toscana con l’approccio integrato e istituzionale.

Questi i temi al centro degli interventi dei relatori presenti all’evento, che si è tenuto con il contributo non condizionante di Pfizer: il Capo del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute, Maria Rosaria Campitiello, le onorevoli Ylenja Lucaselli e Ilenia Malavasi, i senatori Francesco Zaffini, Ignazio Zullo e Guido Quintino Liris, il presidente del Comitato Tecnico Scientifico di HappyAgeing, Michele Conversano, il professore di Igiene dell’università degli studi di Firenze, Paolo Bonanni, il ricercatore dell’Altems dell’università Cattolica del Sacro Cuore, Eugenio Di Brino, il presidente della Società italiana di igiene medicina preventiva e sanità pubblica della regione Lazio e direttore sanitario della Asl Roma 4, Simona Ursino, il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’università Vita-Salute San Raffaele e presidente del Gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni del ministero della Salute, Carlo Signorelli, il Membro del coordinamento politiche per la salute di Cittadinanzattiva, Maria Eugenia Morreale, il direttore della Direzione Prevenzione, sicurezza alimentare e veterinariadella regione Veneto, Francesca Russo, l’infettivologo e vaccinologo, Roberto Ieraci, il vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Toscana, Donatella Spadi, e il direttore generale al Welfare della regione Lombardia, Mario Giovanni Melazzini.

‘Tra la popolazione anziana- ha affermato il presidente del Comitato Tecnico Scientifico di HappyAgeing, Michele Conversano- permane una scarsa percezione del rischio legato alle complicanze delle malattie infettive prevenibili con vaccino. Molti non comprendono pienamente l’utilità della vaccinazione e per patologie come quelle da pneumococco si tende a pensare che bastino gli antibiotici, ignorando l’importanza della prevenzione vaccinale. È evidente che servono azioni mirate sia verso i medici che verso i cittadini anziani, per far comprendere la reale pericolosità di malattie come Covid-19, influenza, pneumococco, herpes zoster e anche l’Rsv e le opportunità offerte dalla vaccinazione’.’Tuttavia- ha proseguito- senza un sistema di monitoraggio efficace e con dati pubblicati tempestivamente, è difficile intervenire in modo mirato. Serve una strategia strutturata di chiamata attiva: a partire dai 65 anni o in presenza di patologie croniche, ogni cittadino dovrebbe essere raggiunto da una comunicazione chiara e coordinata. Solo così possiamo davvero proteggere la salute degli anziani e garantire un invecchiamento in buona salute’.

‘Obiettivo dello studio di Altems Advisory- le parole di Eugenio Di Brino, ricercatore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari- Altems, università Cattolica del Sacro Cuore Roma- è stato quantificare il costo della ‘mancata vaccinazione’, in termini di minore salute e maggiori costi nei diversi contesti regionali individuati valorizzando le implicazioni economiche e sociali dell’ampliamento delle coperture vaccinali e delle modalità così come previsto dal Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale 2023-2025′.’Abbiamo misurato il valore delle vaccinazioni ampliando il concetto stesso di valore introducendo una misurazione di impatto degli effetti della malattia evitabile da vaccinazione sul prodotto interno lordo (Pil) a causa dell’esaurimento di lavoro e capitale- ha evidenziato- e il valore economico che potremmo recuperare innalzando le coperture vaccinali l’abbiamo stimato pari in 10 miliardi di euro’.

‘La vaccinazione- ha spiegato il presidente della Società italiana di igiene medicina preventiva e sanità pubblica della regione Lazio e direttore sanitario della Asl Roma 4, Simona Ursino- non è solo un intervento per la salute individuale, ma per la salute collettiva. È uno strumento fondamentale di sanità pubblica che protegge l’intera comunità, in particolare le persone più fragili e anziane, che sono maggiormente esposte alle complicanze delle malattie infettive’. ‘Garantire alti livelli di copertura vaccinale- ha concluso- significa rafforzare la tenuta del nostro Sistema sanitario e assicurarne la sostenibilità, soprattutto in un contesto di invecchiamento della popolazione’.

Incontro istituzionale tra il Presidente del Consiglio Provinciale di Frosinone, Gianluca Quadrini , Angelo D’Onorio De Meo e Ciro Russo: al centro sport, giovani e politiche partecipative

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Nella giornata di ieri il Presidente del Consiglio Provinciale di Frosinone, Gianluca Quadrini, ha ricevuto in visita istituzionale Angelo D’Onorio De Meo, Coordinatore Comunale di Forza Italia Formia, e Ciro Russo, Vice Rappresentante Nazionale del Servizio Civile Universale e membro del Consiglio Nazionale Giovani.
Un incontro proficuo e ricco di contenuti, che ha visto al centro della discussione temi di fondamentale importanza per lo sviluppo del territorio: il rilancio dello sport come strumento educativo e sociale, il ruolo attivo delle istituzioni nell’ascolto delle istanze giovanili e la promozione di progettualità condivise per l’empowerment delle nuove generazioni.
Il Presidente ha sottolineato l’importanza di creare sinergie tra enti locali, organizzazioni giovanili e forze politiche responsabili, al fine di generare opportunità concrete per i giovani della provincia. «Crediamo fortemente nel valore della partecipazione – ha dichiarato – e vogliamo costruire un percorso che metta al centro la voce dei giovani, supportando iniziative virtuose e di respiro nazionale come il Servizio Civile Universale».
L’incontro si è concluso con l’impegno comune a proseguire il confronto su progettualità specifiche che coinvolgano il mondo della scuola, dell’associazionismo sportivo e delle politiche attive del lavoro giovanile.

La famiglia italiana? Sempre più in versione ‘micro’ e ‘alternativa’, ma anche povera

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Il 36,2% delle famiglie sono composte da una sola persona, solo il 28% sono coppie con figli: la fotografia del Rapporto annuale 2025 dell’Istat

ROMA – Le famiglie italiane sono sempre più piccole e frammentate, ma anche povere e “libere da etichette”. Insomma, la tipica famiglia tradizionale ‘made in Italy’ è sulla via di estinzione: è quanto emerge nel Rapporto annuale 2025 dell’Istat, pubblicato oggi, 21 maggio.

CRESCE LA SOLITUDINE, FAMIGLIE SENZA FIGLI O MONOGENITORIALI

Nel biennio 2023-2024 le persone sole costituiscono il 36,2 per cento delle famiglie, mentre le coppie con figli scendono al 28,2 per cento. L’instabilità coniugale, la bassa fecondità e il posticipo della genitorialità favoriscono la crescita di famiglie senza figli o monogenitoriali. Secondo quanto riporta l’Istat, l’aumento delle persone sole interessa tutte le età, ma soprattutto gli anziani. Quasi il 40 per cento delle persone di almeno 75 anni vive da solo, in prevalenza donne.NUOVE FORME FAMILIARI, QUALI E QUANTE?

Le nuove forme familiari ridisegnano la composizione sociale. Famiglie ricostituite, coppie non coniugate, genitori soli non vedovi e persone sole non vedove rappresentano oggi il 41,1 per cento delle famiglie, segnando una trasformazione strutturale nella geografia familiare del Paese.
Il 63,3 per cento dei giovani tra 18 e 34 anni vive con i genitori, un valore tornato al livello del 2019 ma in crescita rispetto al 2010. Questo fenomeno, accentuato dalla crisi economica e dalla pandemia, si deve alle difficoltà che i giovani incontrano nel realizzare i loro progetti di autonomia e il raggiungimento dell’indipendenza economica.CRESCE IL RISCHIO DI POVERTÀ ASSOLUTA PER FAMIGLIE GIOVANI CON MINORI

Nel 2023, nell’UE27 oltre 94 milioni di persone (21,3 per cento del totale) sono a rischio di povertà o esclusione sociale. In Italia, nello stesso anno, si trova in questa condizione il 22,8 per cento della popolazione residente, un dato in sostanziale diminuzione rispetto al passato (era 28,4 per cento nel 2015), a differenza di Paesi come la Francia e la Germania, nei quali il rischio di povertà o esclusione sociale (rispettivamente, 20,4 per cento e 21,3 per cento) è in aumento rispetto al 2015 (+2,0 e +1,3 punti percentuali). È quanto si legge nel Rapporto annuale 2025 dell’Istat, pubblicato oggi.
Nel 2024, oltre un quinto della popolazione residente in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale: il 23,1 per cento della popolazione, sostanzialmente stabile rispetto al 2023, ricade in almeno una delle tre condizioni che definiscono il rischio di povertà o esclusione sociale: rischio di povertà (18,9 per cento), grave deprivazione materiale e sociale (4,6 per cento), bassa intensità di lavoro (9,2 per cento).
Il Mezzogiorno resta l’area più esposta al rischio di esclusione sociale. L’incidenza raggiunge il 39,8 per cento nel Sud e il 38,1 per cento nelle Isole. L’incidenza è più bassa per chi vive in coppia senza figli, soprattutto se la persona di riferimento della famiglia ha almeno 65 anni (15,6 per cento), ed è invece quasi doppia per gli individui che vivono in famiglie in cui il principale percettore di reddito ha meno di 35 anni (30,5 per cento).
Nel 2023 la povertà assoluta resta stabile, ma su livelli elevati. Le famiglie in povertà assoluta sono 2,2 milioni (8,4 per cento del totale), mentre gli individui coinvolti sono circa 5,7 milioni di persone, pari al 9,7 per cento della popolazione residente. Rispetto al 2014, l’incidenza è aumentata di 2,2 punti percentuali a livello familiare e di 2,8 punti a livello individuale.

Le famiglie con minori restano le più esposte alla povertà assoluta. Nel 2023, tra le famiglie con figli minori l’incidenza di povertà assoluta raggiunge il 12,4 per cento (13,8 per cento a livello individuale), con un incremento di oltre 4 punti rispetto al 2014. I minori in povertà assoluta sono circa 1,3 milioni.
L’incidenza della povertà assoluta diminuisce con l’aumentare dell’età della persona di riferimento della famiglia. È pari al 6,2 per cento tra gli individui di 65 anni e più, e scende al 5,7 per cento tra le famiglie composte di soli anziani, cioè 441mila famiglie (contro l’11,3 per cento delle famiglie di soli giovani in condizione di povertà assoluta, 202mila).
La povertà assoluta è più diffusa nel Mezzogiorno dove il 10,2 per cento delle famiglie è in povertà assoluta (859mila famiglie). In quest’area del Paese, l’incidenza sale al 12,8 per cento per le famiglie composte di soli giovani.
Le famiglie giovani con figli sono tra le più vulnerabili. Tra le famiglie giovani con almeno un figlio minore l’incidenza di povertà assoluta sale al 15,2 per cento, contro il 10,0 per cento delle famiglie giovani senza figli minori. Valori elevati si riscontrano anche tra le persone sole e, all’estremo
opposto, tra le famiglie numerose.
Il livello di istruzione incide fortemente sul rischio di povertà assoluta. Nelle famiglie in cui la persona di riferimento ha al massimo la licenza media, l’incidenza è pari al 13 per cento, mentre scende al 4,6 per cento tra chi possiede almeno un diploma di scuola secondaria superiore.

IN 40 ANNI CROLLA IL NUMERO DEI MATRIMONI, CRESCONO LE NUOVE FORME FAMILIARI

Negli ultimi quarant’anni i matrimoni hanno registrato una progressiva e continua diminuzione, al netto di brevi oscillazioni congiunturali, dovuta alla riduzione delle generazioni più giovani per via della denatalità persistente e a un cambiamento radicale nelle scelte familiari: sii legge nel Rapporto annuale 2025 dell’Istat.
Per le donne nate nel 1933 (le ipotetiche nonne) il tasso di primo-nuzialità realizzato entro i 40 anni è stato pari a 879 matrimoni per mille donne, 870 per le nate nel 1958 (le ipotetiche madri), mentre è crollato a 578 per le loro figlie (nate nel 1983, oggi appena quarantenni); quest’ultimo valore è inferiore a quello che la ipotetica generazione delle madri aveva raggiunto già entro l’età di 25 anni (647).
Nel 1973, anno in cui la generazione delle ipotetiche nonne raggiunge i 40 anni, sono stati registrati 418mila matrimoni, di cui il 95,9 per cento costituito da primi matrimoni celebrati con rito religioso; l’età media al primo matrimonio era di 27,2 anni per gli uomini e 24,0 per le donne. Nel 1998, quando la generazione delle ipotetiche madri raggiunge i 40 anni, i matrimoni sono già scesi a 280mila, in particolare per il crollo delle prime nozze, e l’età media al primo matrimonio, in rapida crescita, arriva a 30,2 e a 27,2 anni, rispettivamente per uomini e donne. Nel 2023 sono state celebrate poco più di 184mila nozze, di cui il 58,9 per cento con il rito civile (47,5 per cento nei primi matrimoni).

Crescono le nuove forme familiari: le unioni libere (oltre 1 milione e 700mila) e le famiglie ricostituite coniugate (840mila) insieme rappresentano quasi una famiglia su 10. Le unioni libere sono ormai diffuse tra celibi e nubili, che rappresentano circa due terzi dei casi, come alternativa o fase precedente al matrimonio, mentre circa un quinto è costituito da nuove unioni per separati e divorziati; meno frequenti quelle con almeno un vedovo.
Nel 2023 si sono registrate oltre 82mila separazioni e circa 80mila divorzi. Dal 1970, anno in cui il divorzio è stato introdotto nell’ordinamento italiano, il numero dei divorzi è aumentato costantemente fino al 2015, quando si è registrato un forte incremento (+57,5 per cento) legato all’introduzione di modifiche normative. Cresce l’età media alla separazione: tra il 2000 e il 2022 è salita di circa 9 anni per uomini e donne. Aumentano le separazioni in età matura, con valori triplicati dopo i 65 anni (da 1,6 per cento del 2000 a 5,8 del 2022).

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Arrestato il sindaco di Sorrento Massimo Coppola mentre intascava una mazzetta

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MASSIMO COPPOLA POLITICO

Massimo Coppola, eletto nel 2020, è stato arrestato ieri sera durante una cena, mentre intascava una mazzetta

BOLOGNA – È stato arrestato mentre intascava una mazzetta: i finanzieri lo stavano osservando e lo hanno arrestato. Massimo Coppola è stato bloccato ieri sera nel corso di una cena a cui ha preso parte dopo un evento sportivo. L’accusa è induzione indebita a dare o promettere utilità.

Coppola, che è un avvocato di 48 anni, alle elezioni del 2020 è stato eletto con un cartello di liste civiche. Il blitz in cui il primo cittadino è stato arrestato è stato coordinato dalla Procura di Torre Annunziata.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

L’impronta di Sempio che può cambiare la storia del delitto di Garlasco: cosa è successo

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Diciotto anni dopo l’assassinio di Chiara Poggi, un dettaglio rimasto a lungo nell’ombra emerge con forza e scuote l’opinione pubblica

ROMA – Diciotto anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi, un dettaglio rimasto a lungo nell’ombra emerge con forza e scuote l’opinione pubblica. L’immagine di un’impronta insanguinata, attribuita ad Andrea Sempio, l’amico del fratello della vittima, è stata rinvenuta sulla scena del crimine. L’esclusiva del Tg1 potrebbe rappresentare una svolta decisiva nelle nuove indagini sul delitto di Garlasco. Una traccia che poteva essere rilevata già nel 2007, ma che oggi, con nuove tecnologie e un rinnovato impianto accusatorio, si trasforma in un potenziale elemento di prova.

 Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Roma – Il roseto di piazza del Popolo festeggia 6 anni

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Con i Volontari delle rose ci prendiamo cura delle Rose, un gesto alla volta.

di Fausto Zilli

Nel cuore di Roma in una delle piazze più belle al mondo piazza del Popolo che l’origine del nome della piazza è incerta: c’è un’etimologia che deriva “popolo” dal latino populus (pioppo), sulla base della tradizione che vuole ci fosse, nella zona, un boschetto di pioppi pertinente alla tomba di Nerone, in passato, la piazza si è chiamata “piazza del Trullo”, a causa di un monumento circolare all’epoca presente nei pressi della piazza (simile ad un trullo, appunto). Da 6 anni nella piazza sorge un meraviglioso Roseto che il prossimo 23 maggio festeggia 6 anni dalla sua nascita.

Roseto curato e portato avanti dai volontari delle rose, attività adatte a tutti e non necessitano di competenze particolari, la passione, la voglia di fare e di stare insieme. Siamo volontari con una passione per le rose e per Roma, ogni piccolo gesto fà la differenza, ci ritroviamo con il sorriso per prenderci cura delle rose e stare insieme.

Cortona accende l’estate con musica d’eccellenza

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Torna il Nume Festival, tra grandi artisti e ospitalità di charme a Villa di Piazzano

La bellezza della Toscana incontra il linguaggio universale della grande musica: dal 23 giugno al 31 luglio 2025, la città di Cortona ospita una nuova, attesissima edizione del NUME Festival, una rassegna che ogni anno si distingue per qualità artistica, originalità e fascino. Un festival che intreccia luoghi storici, sonorità raffinate e atmosfere suggestive, rendendo ogni concerto un evento irripetibile. Per l’occasione Villa di Piazzano 5*L, dimora storica immersa tra le colline toscane a pochi minuti da Cortona, ha ideato un pacchetto esclusivo per vivere il festival all’insegna del relax e dell’eleganza.

Il programma di quest’anno promette emozioni forti, con un parterre di grandi nomi della musica classica internazionale e giovani promesse. Si parte il 23 giugno con l’evento inaugurale NUME DJ SunSet, un’inedita fusione tra elettronica e violino elettrico con Sergey Maiboroda e il DJ Lorenzo Polezzi, ambientato nella splendida cornice della Piscina Monti del Parterre.

Il 24 giugno, il Museo Diocesano accoglie Suoni su Tela, un originale dialogo tra musica e arte con i talenti della NUME Academy. Il 25 giugno, al Teatro Signorelli, riflettori puntati su Gidon Kremer ed Enrico Pace, che insieme ad altri straordinari musicisti eseguiranno opere di Schubert, Harbison e Schnittke in un programma denso di poesia e profondità.

Il festival prosegue il 27 giugno con Slavic Folk Tales, un omaggio al romanticismo slavo con Vlad Stanculeasa, Boris Kusnezow, Andreas Brantelid e i giovani della Academy, eseguendo quintetti di Glazunov e Dvořák. Il giorno successivo, 28 giugno, sarà una celebrazione del Romanticismo Puro, con Stella Chen, Tommaso Lonquich, Ettore Causa e altri interpreti di prim’ordine impegnati in pagine memorabili di Brahms e Borodin. Lo stesso giorno e il successivo (28 e 29 giugno) l’Auditorium Sant’Agostino ospita Il Futuro della Classica, con recital dei migliori giovani talenti emergenti.

Gran finale il 29 giugno con il leggendario violoncellista Steven Isserlis, accompagnato da Boris Kusnezow, Irène Duval, Stella Chen, Luis Cabrera e Ettore Causa, in un concerto che include capolavori di Bach, Ravel e Schubert (Quintetto “La Trota”), chiudendo il festival con una vera dichiarazione d’amore alla musica da camera.

Ma il NUME Festival non finisce qui. La rassegna prosegue a luglio con NUME Risonanze, una serie di appuntamenti musicali serali che esplorano nuovi linguaggi, atmosfere intime e dialoghi tra generi, confermando Cortona come centro nevralgico della musica colta e sperimentale.

Il primo appuntamento è l’8 luglio, nel suggestivo Cortile di Palazzo Casali, dove il violoncellista Giovanni Gnocchi sarà protagonista insieme ai sei violoncelli del Mozarteum di Salisburgo. In programma, una sorprendente selezione musicale che attraversa secoli e stili: da Mozart a Piazzolla, da Hans Zimmer a Gardel, fino a Schubert, in un crescendo emozionale che incanta.

Il 24 luglio, sempre nel cortile di Palazzo Casali, sarà la volta di Onomeya, con una performance immersiva tra musica e meditazione. Il concerto fonde violoncello, campane tibetane e strumenti ancestrali in un’esperienza sonora unica, pensata per rigenerare mente e spirito attraverso il potere curativo del suono.

Il mese si chiude il 31 luglio nella suggestiva Chiesa di San Domenico, dove il raffinato Trio Candor interpreterà le celebri Variazioni Goldberg di J.S. Bach, nell’arrangiamento per trio d’archi di Dmitry Sitkovetsky. Un’esecuzione rara e preziosa, che invita a riscoprire uno dei vertici della musica occidentale in una veste nuova e sorprendente.

A rendere tutto ancora più indimenticabile ci pensa Villa di Piazzano 5*L, residenza storica immersa tra le colline toscane a pochi minuti da Cortona, che per l’occasione ha creato un pacchetto esclusivo per vivere il festival all’insegna dell’eleganza e del relax.

L’esperienza include: Soggiorno in camere eleganti e panoramiche, immerse nella quiete della campagna; 2 biglietti per un concerto al NUME Festival; Cena gourmet per due persone presso il rinomato ristorante dell’hotel, L’Antica Casina di Caccia (bevande escluse), dove lo chef Gabriele Corrias propone una raffinata interpretazione della tradizione toscana, esaltando ingredienti locali con tocco creativo e moderno.

Prezzo per due persone, in camera doppia a partire da Euro 780,00 a notte

Per prenotazioni contattare info@villadipiazzano.com

“Crediamo che la musica sia il linguaggio perfetto per celebrare l’arte dell’accoglienza”, dichiara Alessandra Wimpole General Manager di Villa di Piazzano. “Il NUME Festival ci offre l’occasione ideale per unire cultura e benessere, offrendo ai nostri ospiti un’esperienza multisensoriale unica.”

Con il suo equilibrio tra tradizione e avanguardia, tra silenzio e suono, il Nume Festival non è solo una rassegna musicale: è un viaggio emotivo che attraversa le note, i paesaggi e i sapori della Toscana più autentica.

Ancora un successo per il romano Vincenzo Capua

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PREMIATO AL ROMA VIDEOCLIP PER IL VIDEO DI “SEI SEMPRE TU”

Si è svolta a Roma ad Officina Pasolini la XXII Edizione del Premio Roma Videoclip, il cinema incontra la musica, la più importante kermesse nazionale ideata e diretta da Francesca Piggianelli.

Vincenzo Capua, reduce dal successo del concertone del primo Maggio, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento per il videoclip di SEI SEMPRE TU.

Insieme a Vincenzo sul palco il regista Gianluca Di Bella, con cui l’artista ha raccontato con le immagini una caccia al tesoro tra il Circo Massimo ed alcuni scorci suggestivi dell’Aventino.

Tra gli altri premiati grandi artisti come Simone Cristicchi, Federico Zampaglione, Piotta, Massimo Bonelli, Tony Cicco, Jonis Bashir, Alma Manera e Savino Zaba.

Il videoclip di Sei sempre tu è su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=PgflmX8fHOE

Vergognoso attacco ai medici della Guardia  Medica

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Trevi Nel Lazio, I medici di continuità assistenziale smentiscono le diffamazioni ricevute da Cecconi

“Mala tempora currunt”   ed è il caso di aggiungere “ sed peiora parantur”, cioè : “corrono brutti tempi , ma se ne preparano di peggio” per il gruppo di minoranza “Unione e Cambiamento”,  se non placano il loro atteggiamento aggressivo e diffamatorio, contro coloro o meglio contro tutti coloro che smentiscono le loro falsità. “Nell’ultima seduta consiliare –commentano alcuni cittadini spettatori – ci aspettavamo le scuse ufficiali dai consiglieri di minoranza, al Sindaco Silvio Grazioli ed alla sua maggioranza dopo le falsità riguardanti i il cambio di programma dell’evento “Cammini Aperti”. Mentre loro come solito incolpavano il Sindaco, vi era  una missiva ufficiale  della Regione Lazio che si scusava, per aver cambiato il programma, ma nulla se ne fregavano della Regione, con il solito tono aggressivo che denota un livello di attività politica molto bassa. Ora sul caso dell’assenza a seguito del pensionamento del medico di base, oltre che attaccare il Sindaco Grazioli, si scagliano vergognosamente contro i medici della guardia medica che svolgono un servizio lodevole nei Comuni montani di Trevi  e  Filettino. Ci teniamo a sottolineare e siamo sicuri di dirlo a nome dei cittadini di Trevi, che condividiamo le dichiarazioni del  Vice Sindaco Stefania Mari a sostegno del meritevole ed impagabile lavoro che i medici di continuità svolgono sul nostro territorio,  ed invitiamo il Sindaco di Filettino Paolo De Meis, tra l’ altro anch’egli medico, a  prendere le distanze dalle diffamazioni scritte dal consigliere Vincenzo Cecconi”. In queste affermazioni si fa riferimento ad un post del Sindaco De Meis pubblicato sui social nel profilo del Comune di Filettino,( in merito all’autorizzazione non possibile della Guardia Medica in assenza del medico di base ad eseguire prescrizioni di farmaci) contenente le dichiarazioni del capogruppo di “Unione e Cambiamento”  Vincenzo Cecconi,  che afferma  rivolgendosi ai medici della guardia medica: “Vanno precettati! Vengono a fare le guardie mediche, si vedono la televisione, dormono , si scocciano se vai a chiedere un intervento, si rifiutano di andare a fare visite a domicilio e, di fronte ad una situazione di emergenza, come quella che stiamo vivendo noi, si nascondono dietro il sindacato, come corporazione, per continuare a non fare nulla”. Un fatto è certo, che la battaglia che tanto inneggiano i consiglieri di Unione e Cambiamento per imporre all’ASL d’intervenire, parte molto male con queste dichiarazioni, immediatamente smentite  ed anche in questo caso come ha fatto la Regione Lazio, non è un singolo non è un giornalista tascabile ma sono gli stessi medici della “Continuità Assistenziale “ a svergognare  le accuse ricevute: “Non è nostra abitudine, in qualità di medici di continuità assistenziale, entrare nel merito di quanto sta accadendo nei due comuni di Filettino e di Trevi per la difficile situazione determinatasi nell’ attività della medicina di base. Ma ci vediamo costretti, nostro malgrado, a sconfessare le falsità e le accuse del tutto infondate, becere ed offensive rivolte al servizio di Guardia medica da un certo signor Cecconi Vincenzo di Trevi . Svolgiamo il nostro lavoro, come medici liberi professionisti in regime di convenzione con la ASL di Frosinone , in assoluta coscienza e responsabilità professionale e lavorativa. Non abbiamo mai negato né visite domiciliari né tantomeno ambulatoriali. Non abbiamo mai percepito né percepiamo alcun compenso aggiuntivo anche operando in una zona disagiata. Non guardiamo affatto la televisione perché, anche volendo, nessuna delle due postazioni di guardia medica è dotata di televisore. Certamente, di notte e quando non siamo chiamati a qualche intervento in ambulatorio o a domicilio, proviamo a riposare . Nelle restanti ore di servizio, checché ne dica  tal signor Cecconi, non ci siamo mai rifiutati di fare ciò che ci compete, andando anche oltre, senza abbandonare mai nessuno e consapevoli che le persone del posto hanno bisogno di essere ascoltate, assistite e curate nel miglior modo possibile!  Non spetta poi certamente a noi risolvere il problema della carenza nella medicina di base ,ma siamo stati e saremo sempre disponibili a concorrere , per quanto ci è possibile, ad individuare le soluzioni migliori perché sia garantito, a tutti, il diritto alla salute ed alle cure mediche necessarie. Non ce ne voglia dunque il tal signor Cecconi se  non ci abbassiamo al suo livello di calunnie e di becera inciviltà e se continueremo, senza nasconderci dietro a nessuno sindacato, a svolgere il nostro lavoro unicamente nel primo ed unico interesse della salute degli abitanti di Trevi e Filettino”. “Avranno il coraggio questa volta di chiedere scusa, di spegnere i motori della macchina del fango –commentano i cittadini rivolgendosi al comportamento dei consiglieri ed in particolare del capogruppo di “ Unione e Cambiamento”  Vincenzo Cecconi- o ancora una volta rinnegheranno tutto dando la colpa agli “smentitori seriali”, al Sindaco, ai consiglieri di maggioranza, ai cittadini di Trevi che non li comprendono? Riescono a capire che con il loro modus operandi crea una cattiva immagine a tutta la comunità trebana? Le battaglie per il territorio non vanno  fatte con cattiveria, ma in modo costruttivo e produttivo”.

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