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Festa del papà, ecco perché si festeggia il 19 marzo

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Nel resto del mondo la data può variare: ecco perché

ROMA – Il 19 marzo in Italia si festeggia la Festa del Papà, ma quali sono le sue origini? Nei Paesi cattolici, la ricorrenza ha origini religiose. Fin dal Medioevo, infatti, i padri venivano festeggiati il 19 marzo perché giorno di San Giuseppe, padre putativo di Gesù.  Con la proclamazione da parte della Chiesa Cattolica nel 1871 di San Giuseppe quale protettore dei padri e patrono della Chiesa cattolica, la festa ha assunto un significato più rilevante tra i cattolici. Fino al 1976 in Italia la Festa del Papà, quindi il giorno di San Giuseppe, era considerato festivo a tutti gli effetti. Tradizione, questa, rimasta in alcuni cantoni della Svizzera e in Spagna.

La Festa del papà nel mondo

Se in Italia e in alcuni Paesi cattolici la Festa del papà si celebra il 19 marzo, la data nel resto del mondo può variare. Nei paesi anglosassoni, ad esempio, come gli USA e il Regno Unito, la festa cade la terza domenica di giugno. Si tratta di una delle date più diffuse: la terza domenica di giungo si festeggiano i papà anche in molti Paesi dell’America Latina (come Argentina, Cile, Perù), dell’Asia (come Giappone e Cina), ma anche dell’Europa (come Francia, Grecia, Irlanda). In Russia, invece, la Festa del Papà è intesa come festa dei difensori della patria e cade il 23 febbraio.

 Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

“Lasciate che il virus dell’aviaria si diffonda”: la brillante idea del ministro della Salute americano

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ROBERT BOB F KENNEDY JR

Benvenuti nel fantastico mondo di Robert Kennedy Jr. Gli scienziati insorgono: “Se il virus si diffonde si evolve. E’ una ricetta per il disastro”

ROMA – Robert F. Kennedy Jr., il “ministro” della Salute degli Stati Uniti – già no-vax acclarato – ha avuto una brillante idea per combattere l’influenza aviaria: smettere di abbattere i polli infetti e lasciare che il virus faccia il suo corso. Secondo Kennedy, questa “strategia” permetterebbe di individuare gli esemplari naturalmente immuni e preservarli. L’idea, ripetuta più volte su Fox News, ha trovato il sostegno del segretario all’Agricoltura Brooke Rollins, che ha parlato di progetti pilota per testare la teoria.

Ma il mondo scientifico ha risposto con un coro unanime di critiche. “È una pessima idea per una serie di ragioni”, ha dichiarato la veterinaria Gail Hansen. L’influenza aviaria H5N1 ha già colpito 166 milioni di uccelli negli Stati Uniti dal 2022. Ogni nuova infezione aumenta il rischio di mutazioni pericolose, non solo per il pollame ma anche per gli esseri umani. “Se il virus si diffondesse in un allevamento da cinque milioni di capi, avrebbe cinque milioni di possibilità di evolversi”, ha avvertito Hansen.Oltre al rischio sanitario, gli esperti sottolineano le conseguenze economiche e il problema del benessere animale. Il virus provoca sofferenze estreme agli uccelli, che sviluppano gravi sintomi prima di morire. “Lasciare che il virus si diffonda è una ricetta per il disastro”, ha detto David Swayne, ex veterinario dell’USDA.Kennedy sostiene che alcuni uccelli potrebbero avere un’immunità naturale, ma gli scienziati smentiscono: polli e tacchini da allevamento hanno una variabilità genetica troppo ridotta per sviluppare resistenza. Inoltre, qualsiasi sopravvissuto non sarebbe commerciabile secondo le normative sanitarie.

Anche dal punto di vista commerciale, la strategia sarebbe un suicidio: un’esplosione incontrollata del virus porterebbe a embargo internazionali sul pollame americano, con perdite incalcolabili per l’industria.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

La Russia ha attaccato le infrastrutture ucraine appena Putin ha riagganciato. Zelensky: “Oggi parlo io con Trump”

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VLADIMIR PUTIN PRESIDENTE RUSSIA

Altro che (parzialissimo) cessate il fuoco: immediato attacco con missili e droni. Zelensky e l’Ue: “E’ chiaro che Putin non vuole fare alcun tipo di concessione”

ROMA – La Russia ha colpito l’Ucraina con droni kamikaze e missili S-300 un attimo dopo la telefonata tra Putin e Trump, in cui il leader russo aveva accettato un cessate il fuoco parziale. Putin aveva appena accordato a Trump una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche. Poi, appena riagganciato, le sirene hanno iniziato a suonare su Kiev. Bucha e dintorni sotto attacco, ospedale evacuato a Sumy, un morto in un villaggio vicino. Zelensky ha scritto su Telegram: “Ecco cosa vuole la Russia”. E poi ha annunciato un colloquio, per oggi, con Trump.Ovviamente l’Ucraina non è rimasta a guardare: nella notte, droni hanno centrato un deposito di petrolio in Russia. Mosca dice di aver abbattuto 57 droni.Il cessate il fuoco completo resta un miraggio. Il capo della politica estera dell’Unione Europea, Kaja Kallas, ha dichiarato: “Se si leggono i due passaggi chiave della telefonata, è chiaro che la Russia non vuole realmente fare alcun tipo di concessione”.

 Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Bassano in Teverina  presenta  “B’Art-Residenza d’Artista”

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Il borgo della Tuscia si candida a diventare un centro di attrazione culturale dell’arte contemporanea

Bassano in Teverina è uno stupendo borgo  già frequentato in epoca etrusca, come attestano tratti di fortificazioni in opera quadrata sotto le antiche murature e una necropoli di tombe a camera. L’origine del paese è incerta, con ogni probabilità deriva da  un personaggio patrizio, tale Bassus, che nella zona possedeva dei latifondi. Il grazioso paese è poggiato su di uno sperone tufaceo vicino alla valle del Tevere, la sua posizione nascosta  non consente facilmente la visibilità della località. Un sistema di avvistamento e di comunicazione  certamente  esisteva, come anche antichi percorsi e sedi di primitivi insediamenti, testimoniati da resti di antiche abitazioni. Plinio il Giovane descrisse il vicino lago di Vadimone come “Una ruota messa a giacere”. 

Bassano in Teverina

Il mistero del Campanile nascosto

La caratteristica che incuriosisce i visitatori è il campanile costruito tra il 1000 ed il 1300, alto 27 metri diviso in quattro piani posto all’interno di un intercapedine di 70 cm che divide le due costruzioni. La singolarità della torre sono i telamoni che presentano degli attributi maschili molto pronunciati, probabilmente per intimorire eventuali nemici. Il campanile è racchiuso nella Torre dell’Orologio, probabilmente per nascondere agli occhi dei benpensanti le statue con gli organi maschili. L’episodio non è isolato, un collaboratore di Michelangelo, soprannominato il Braghettone, fu invitato a coprire la nudità delle figure del maestro, la censura è continuata anche nei secoli successivi.

Fare rete non solo per crescere, ma per crescere insieme !

E’ questo il leitmotiv che ha ispirato la Rete d’Impresa “La Torre” di Bassano in Teverina, a promuovere il progetto “B’Art-Residenza d’Artista”, nell’ambito dell’Avviso Pubblico della Regione Lazio per il finanziamento dei programmi relativi alle Reti d’Impresa tra Attività Economiche. L’iniziativa è stata realizzata con il sostegno del Comune di Bassano in Teverina e della Regione Lazio, rappresenta un’importante occasione di valorizzazione del patrimonio culturale e di incontro tra artisti e territorio. Nove giovani artisti emergenti  durante la loro permanenza, ospitati nel suggestivo borgo medievale, potranno immergersi nella realtà paesaggistica locale, traendo ispirazione per la creazione di opere Site-specific che entreranno a far parte del tessuto urbano del luogo. Il termine Site-specific indica un intervento artistico allestito o progettato per un determinato spazio esterno urbano.

Sabato verranno presentate le opere del progetto B’Art-Residenza d’Artista

Il progetto si concluderà sabato 22 marzo, con un evento di chiusura durante il quale verranno presentate le opere realizzate.  «Con questo progetto vogliamo rilanciare il borgo attraverso la cultura, offrendo ai giovani artisti uno spazio di espressione e alla comunità un’occasione per riscoprire il proprio territorio attraverso nuovi sguardi creativi»,  ha dichiarato il vice sindaco Stefano Abati. Il progetto consentirà la trasformazione del centro storico di Bassano in un laboratorio creativo. B’Art nasce con l’intento di promuovere l’arte e la creatività giovanile, Bassano in Teverina si candida a diventare un centro di attrazione culturale dell’arte contemporanea per future iniziative culturali. Tradizione e innovazione artistica per gettare un ponte tra il passato ricco di storia del borgo e il futuro dell’arte contemporanea. Da qualche anno il borgo antico risulta essere interessato da una serie di interventi di recupero come il consolidamento del costone tufaceo su cui poggia gran parte del borgo.

Harry di Prisco

Ara Maris & Maya Beach Experience: una partnership all’insegna della Dolce Vita contemporanea

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Un connubio esclusivo di eleganza e modernità per vivere il lusso in riva al mare

L’Ara Maris di Sorrento è lieto di annunciare la sua esclusiva partnership con Maya Beach Experience, il più noto beach club della Penisola Sorrentina. Questa collaborazione rappresenta un’opportunità unica per gli ospiti dell’hotel, che potranno vivere esperienze esclusive in uno degli scenari più affascinanti del Mediterraneo.

Un lifestyle hotel situato nel centro di Sorrento dal design contemporaneo, con viste mozzafiato sul Golfo di Napoli. Un beach club moderno e stiloso, dove la musica e i tramonti mozzafiato su Capri creano un’atmosfera senza tempo. Due filosofie del lusso troppo simili per non incontrarsi. Grazie a questa sinergia, gli ospiti dell’Ara Maris potranno accedere a servizi personalizzati, benefit esclusivi e un intrattenimento di altissimo livello, tipico delle destinazioni più sofisticate a livello internazionale.

In particolare:

  • Prenotazione garantita, per assicurare la disponibilità del beach club agli ospiti dell’hotel;
  • Sconto del 10% sul ticket di ingresso;
  • Trasporto gratuito andata e ritorno dall’hotel, per un’esperienza senza stress;
  • Un welcome drink gratuito per ogni ospite;

“La nostra missione è offrire ai nostri ospiti un’esperienza autentica, sofisticata e immersiva, che celebri il meglio della Dolce Vita in chiave contemporanea. La partnership con Maya Beach Experience incarna perfettamente questa visione, offrendo un’estensione del nostro concetto di ospitalità in una delle location più esclusive della Penisola Sorrentina” – commenta Niccolò Manniello CEO di Ara Maris.

Con questa collaborazione, Ara Maris e Maya Beach Experience ridefiniscono il concetto di soggiorno di lusso, combinando l’eleganza raffinata dell’hotel con l’atmosfera glamour e cosmopolita del beach club, per un’esperienza indimenticabile tra mare, relax e divertimento.

Ara Maris

Ara Maris, hotel 5 stelle lusso, sorge nel cuore della splendida Penisola Sorrentina. Questo nuovo gioiello dell’hospitality di lusso fa dell’accoglienza una vera filosofia di vita, offrendo un design unico che cattura l’essenza e l’energia tipica di Sorrento e della natura circostante lungo tutta la costa. Gli arredi e le aree comuni si integrano armoniosamente con il paesaggio, coniugando eleganza e sostenibilità, offrendo agli ospiti un ambiente confortevole e sofisticato. Raffinatezza, ricercatezza, estetica ed attenzione ai dettagli caratterizzano questo luogo, rendendolo ideale per un soggiorno di lusso.

Gli spazi sono concepiti per promuovere bellezza e comodità, compreso uno spazio espositivo arricchito da installazioni artistiche. Il fiore all’occhiello dell’hotel è l’ampia zona relax con piscina e solarium, immersa nel verde, progettata per garantire uno spazio in cui disconnettersi dal mondo e concentrarsi sul proprio benessere. La struttura dallo stile contemporaneo si distingue per la sua posizione strategica, punto di partenza per ammirare ed esplorare la splendida costa e il profondo mare blu. Dalle gite in barca a vela al trekking, fino alle bellissime isole di Capri, Ischia e Procida nelle vicinanze: numerose sono le attività offerte ai visitatori.

Il soggiorno presso Ara Maris è un’esperienza completa: oltre alle 49 camere e suite dagli arredi colorati, contemporanei e sofisticati, offre tutti i comfort e i servizi necessari per vivere un’esperienza raffinata ed elegante. Ara Maris dispone infatti di aree comuni dedicate allo svago e al relax, con spazi espositivi dedicati ad arte e cultura. La struttura vanta la Thala Spa dedicata al benessere di mente e corpo, il Cora Bistrot, che propone piatti della tradizione che esaltano i sapori locali e il Lumi Sky Lounge accogliente e raffinato, luogo ideale per socializzare e degustare fantastici cocktail.
L’hotel è affiliato a Preferred Hotels & Resorts , il rinomato e influente network globale che rappresenta una prestigiosa selezione di hotel di lusso indipendenti in tutto il mondo.

Una seduta  consiliare “imbarazzante”

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Piglio, Una minoranza preparata, ha dato lezione di pubblica amministrazione al Sindaco Felli ed alla sua maggioranza

L’unico aggettivo da utilizzare per definire la seduta consiliare di martedì  sera è: “IMBARAZZANTE”.  Lo spettacolo che è andato in scena è quello di una maggioranza guidata dal Sindaco Mario Felli sempre più in difficoltà, che spiazzata da una minoranza attenta e preparata, è stata costretta a ritirare, due dei tre punti i all’ordine del giorno, e l’unico approvato  ma con impaccio sulla modalità seguita.  I punti in esame erano :  approvazione dei verbali della seduta precedente, punto ritirato , perché strutturalmente carente non essendo stati riportati tutti i doverosi e dovuti dati espressi nella seduta precedente; il secondo punto trattava l’approvazione del PUA (piano di utilizzazione aziendale) e relativo schema di convenzione di cui alla Legge della Regione Lazio N. 38/1999 relato ad un’azienda vinicola locale. Punto approvato all’unanimità, confermando l’importanza di avere aziende locali che investono e crescono sul territorio con riflessi positivi per il nome del paese. Ma la minoranza del gruppo “Oltre” rappresentata dai consiglieri Marco Camusi e Cristian Scarfagna, ha sollevato dubbi importanti riguardo i dati tecnici ed il conflitto d’interesse rilevato dal forte legame di parentela tra  RUP  (Responsabile Unico del progetto) e del tecnico che ha seguito l’iter. I dubbi sui dati tecnici della procedura e del conflitto d’interesse hanno  creato  un’evidente titubanza da parte del Vice Sindaco Mauro Federici e del Sindaco Mario Felli, che comunque hanno confermato che tutto è corretto . IL terzo punto riguardava la “”Costituzione  ‘Consorzio  LIRIS – Consorzio  BIM  (Bacino Imbrifero Montano) dei Comuni della Provincia di Frosinone. Approvazione dello schema di statuto””. Il capogruppo di maggioranza Marco Mazzucchi  con grande convinzione , ha illustrato l’importanza per il Comune di Piglio di aderire a questo Ente  esaltando  i benefici  di associarsi. Convinzione che è stata immediatamente smorzata  dall’intervento dei consiglieri di Viviamo Piglio, che hanno mostrato al consigliere Mazzucchi una realtà a lui sconosciuta.  “Come gruppo consiliare “Viviamo Piglio” –hanno sostenuto i consiglieri Roberto Neccia e Domenico Ambrosetti-  evidenziamo  come la partecipazione al Consorzio non è utile sia dal punto di vista economico che dal punto di vista di opportunità, contestiamo al Capogruppo di maggioranza come la partecipazione sia onerosa per l’Ente e non a titolo gratuito come da lui affermato. Infatti il costituendo Consorzio incasserà tutti gli introiti del bacino imbrifero, per il nostro Comune in previsione 2025 ,circa euro 15.000,00 insieme ad altri fondi dei Comuni della provincia di Frosinone che parteciperanno al consorzio e lo utilizzerà come fondo comune per le spese di gestione del Consorzio. Inoltre non sono chiare le finalità del Consorzio e quali benefici porterà al nostro Ente”. Dopo aver evidenziato chiaramente l’inconsistenza  della proposta, e senza alcuna replica del capogruppo Mazzucchi, il Sindaco propone la messa a votazione del punto, ma arriva l’altra stoccata dei consiglieri di “Viviamo Piglio” . “C’è un palese mancato rispetto delle norme in vigore – continuano-  infatti per l’approvazione di questo punto all’ordine del giorno occorre necessariamente il parere del Revisore dei Conti ai sensi dell’art.239 com.1 punto 3 del TUEL “modalità di gestione dei servizi e proposte di costituzione o di partecipazione ad organismi esterni “. Pertanto approvare tale proposta di deliberazione senza l’obbligatorio parere del Revisore dei Conti, è una chiara violazione della legge che renderebbe nulla tale deliberazione”.  Il Sindaco Mario Felli, ha cercato di arrampicarsi sugli specchi non trovando sostegno da nessun membro della maggioranza, proponendo addirittura di portare a votazione il punto e successivamente nella prossima seduta integrare con il parere del Revisore dei Conti, trascinando così un’atmosfera già imbarazzante ad un livello superiore di inettitudine, e tra un  tentennamento ed un altro, ha proposto la sospensione della seduta per 10 minuti, per capire cosa fare. Al rientro in aula della maggioranza, la proposta è stata quella di rinviare il punto alla prossima seduta con il parere del Revisore dei Conti, confermando la correttezza delle osservazioni della minoranza. Il Consiglio Comunale di ieri sera, paragonato ad  un incontro di pugilato, con i colpi inferti dalla minoranza, su una maggioranza inadeguata  ed impreparata, hanno determinato un  decisivo KO, mostrando tanta superficialità da chi guida il paese.

Napoli, gli alunni dell’Istituto “53 Gigante-Neghelli” celebrano la Giornata Mondiale del Riciclo

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Gli obiettivi del progetto Missione 4 R  sono educare alla cittadinanza attiva, alla sostenibilità e alla legalità nel rispetto delle regole e nell’osservanza dei doveri di cittadino

Anche una sfilata di moda può contribuire a migliorare la coscienza ecologica, i piccoli allievi e le loro famiglie dei plessi Neghelli e Collodi dell’Istituto Comprensivo “53 Gigante-Neghelli” di piazza Neghelli a Bagnoli-Fuorigrotta, diretto da Giuseppina Lanzaro, saranno i protagonisti dell’evento in programma giovedì  27 marzo, ore 16,30. I ragazzi mostreranno al rione Cavalleggeri D’Aosta il risultato del loro lavoro che li ha coinvolti nel progetto di sperimentazione, ricerca e riqualificazione ambientale dal titolo:  “Missione 4 R  Non rifiuto. Io riciclo (riuso riutilizzo) «Architettura del sistema educativo». Il programma è stato coordinato dalla docente Irene Mancini con la collaborazione dei docenti del gruppo di sperimentazione di innovazione didattica: Antonio Meoli, Mariapia Varriale, Carmela Pisaniello, Maddalena Marasco, Alessandra Varallo, Margherita Di Clemente, Angela Lombardi, Floriana Mancini, Rita Aiardo, Simona Vitale. Il 18 marzo è stata celebrata in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Riciclo, in tale occasione è stato presentato il  XIV Rapporto ANCI-CONAI, collaborazione virtuosa per cultura riciclo. L’Associazione dei Comuni Italiani ANCI raggruppa 7.134  Comuni, in un secolo di vita ha svolto attività meritevoli per la collettività, fra queste il rapporto sullo stato del riciclo nel nostro Paese. Il Consorzio Nazionale Imballaggi CONAI è un Consorzio privato al quale aderiscono oltre 650.000 imprese produttrici e utilizzatrici di imballaggi. Il Rapporto evidenzia come nel 2023 in Italia è stata raggiunta una percentuale complessiva di raccolta differenziata pari al 66,6%: +5% rispetto al 2019 e +1,5% sul 2022. Veneto, Emilia-Romagna e Sardegna si confermano le Regioni più virtuose, rispettivamente con il 76,6%, 77,1% e 76,3%. Ancora in ritardo la Liguria al Nord e il Lazio al Centro; nel Mezzogiorno solo Abruzzo e Basilicata si avvicinano al traguardo del 65% di Raccolta differenziata. Pertanto ogni italiano in media  produce 496 kg di rifiuti urbani. Nel corso dell’anno si prevede che la percentuale di riciclo degli imballaggi sarà del 75,2% con volumi  in crescita. L’Italia ha raggiunto in Europa ottimi risultati sulla raccolta differenziata con il 66,6% con un incremento di cinque punti, dal 2019, anche se i rifiuti sono cresciuti dell’1%. Le regioni che si distinguono sono: Veneto, Emilia-Romagna e Sardegna. In Campania si intensificano le iniziative per migliorare la coscienza ecologica specialmente nelle scuole. Per ottimizzare la filiera del riciclo e ottenere incrementi nei volumi riciclati  è da segnalare l’iniziativa degna di nota come quella del progetto portato avanti dalla scuola secondaria di primo grado, primaria e dell’infanzia Istituto Comprensivo “53 Gigante-Neghelli” di piazza Neghelli a Bagnoli, nel quartiere di Fuorigrotta. La scuola è vicina alla spiaggia di Coroglio confinante con l’ex area industriale Italsider/ILVA, inquinata sia dai rifiuti tossici, sia da amianto e sia da fogne e scarichi abusivi, cosa che ha provocato gravi malattie, sia negli adulti che nei bambini,  queste situazioni ambientali hanno aumentato la sensibilità ai temi della sostenibilità. Il progetto è stato avviato in collaborazione con l’Istituto Nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa “Indire”, con sede a Firenze, che ha finanziato l’acquisto degli strumenti utilizzati per la realizzazione dei laboratori. Al progetto di sperimentazione, ricerca e innovazione didattica è stato dato il titolo:  “Missione 4 R  Non rifiuto. Io riciclo «Architettura del sistema educativo»“, con  lo scopo di osservare quanto e come l’attivazione di laboratori nella scuola possa aiutare a sviluppare competenze trasversali negli allievi.

Si è partito dalla constatazione che gli abitanti del quartiere in cui è presente la scuola non hanno l’abitudine di praticare la raccolta differenziata dei rifiuti. Il progetto ha un approccio trasversale, verticale e ciclico che mira a sensibilizzare gli alunni della scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado sull’importanza della sostenibilità e della tutela ambientale. Attraverso attività pratiche, laboratori creativi e momenti di riflessione, gli alunni hanno imparato a conoscere il ciclo e la differenziazione dei rifiuti, le risorse rinnovabili, le buone pratiche di riciclo e il riutilizzo dei materiali. I ragazzi, attraverso le competenze acquisite, si faranno promotori del cambiamento nelle loro famiglie e sul territorio. Questo innesterà un ciclo virtuoso che consentirà di sensibilizzare gli abitanti del quartiere a riflettere sull’importanza del riciclo e del riutilizzo e sul rilievo della raccolta differenziata, evidenziando i benefici ambientali. Il motto è:  “fare la differenza” nel territorio, attraverso la raccolta differenziata sperimentando le caratteristiche dei materiali riciclabili e il loro riutilizzo secondo la regola delle 4 R con il coinvolgimento attivo  di  tutti i soggetti.  Gli alunni hanno imparato il molteplice impiego dei materiali riciclati, riducendo l’impatto ambientale.

Ogni laboratorio ha previsto un processo finalizzato ad educare gli alunni ad una corretta gestione dei rifiuti urbani. La fase finale del piano ha previsto la realizzazione e l’allestimento di una sfilata di moda, nella quale saranno impiegati tutti i prodotti dei laboratori: vestiti e accessori realizzati con materiali di riciclo e riuso: decori floreali, scenografia digitale con video e spot, gadget e anche con la produzione di nuovi prodotti con i materiali riciclati. I laboratori sono stati divisi per classi di età degli alunni, quelli della scuola dell’infanzia hanno partecipato al laboratorio della scoperta, sperimentando la trasformazione di un materiale organico di rifiuto in materiali di nutrimento per altri esseri viventi. Gli alunni della scuola primaria si sono impegnati in un atelier creativo, realizzando vestiti e accessori con materiali riutilizzati. I più grandicelli  della scuola secondaria di primo grado hanno documentato e raccontato attraverso un video digitale con spot per sensibilizzare il quartiere al problema, realizzando brochure e gadget con l’utilizzo di materiali di riciclo e recupero. Il progetto si inserisce nella cornice pedagogica che contraddistingue la Scuola del I ciclo di istruzione, la cui finalità è la crescita integrale e armoniosa della persona, in tutte le sue dimensioni: cognitiva, emotiva, etica e spirituale.

Harry di Prisco

POGGIO MIRTETO. CONTROLLI STRAORDINARI DEI CARABINIERI: DUE DENUNCE PER GUIDA IN STATO DI EBREZZA

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Proseguono senza sosta i controlli dei Carabinieri sulle strade urbane ed extraurbane per garantire la sicurezza e contrastare i comportamenti illeciti, in particolare la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Nel weekend, un’operazione coordinata dalla Compagnia Carabinieri di Poggio Mirteto, con numerose pattuglie dislocate sul territorio, ha portato alla denuncia a piede libero di due persone per guida in stato di ebbrezza.

Nel primo caso, i Carabinieri della Stazione di Collevecchio hanno fermato, in orario serale, un’auto di piccola cilindrata lungo una delle principali strade della zona. Alla guida vi era una giovane neopatentata di 20 anni, risultata positiva all’alcol test con un tasso superiore al limite consentito. Come previsto dalla normativa vigente, le è stata ritirata la patente, mentre il veicolo, intestato a un terzo estraneo ai fatti, non è stato sottoposto a sequestro.

Nel secondo caso, i Carabinieri della Stazione di Magliano Sabina hanno controllato un’auto di grossa cilindrata in transito sulla Via Flaminia. Il conducente, un 29enne di origini straniere residente nel viterbese, è risultato positivo all’alcol test con un valore superiore al consentito. Anche a lui è stata ritirata la patente, mentre il veicolo, intestato a terzi, è stato affidato a una persona di fiducia.

Entrambi sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti.

I Carabinieri ribadiscono l’importanza del rispetto delle norme sulla sicurezza stradale per prevenire incidenti e garantire l’incolumità di tutti gli utenti della strada.

Studente morto lo scorso gennaio a Perugia: eseguita misura cautelare  degli arresti domiciliari nei confronti di un diciottenne per il reato  di istigazione o aiuto al suicidio

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Questa mattina, personale della Polizia di Stato di Perugia ha dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal G.I.P del Tribunale di Perugia nei confronti di un 18enne, cittadino italiano residente a Roma, ritenuto responsabile del reato di istigazione o aiuto al suicidio ai danni dello studente universitario, trovato privo di vita – lo scorso 29 gennaio – presso un appartamento in via del Prospetto a Perugia.

La scomparsa del 19enne era stata denunciata il 24 gennaio dalla sorella, anche lei iscritta all’Università di Perugia. 

Il giovane, studente fuori sede al primo anno di Informatica, aveva fatto perdere traccia di sé a breve distanza temporale dalla sua uscita da un ostello dove alloggiava, avvenuta intorno alle ore 10 e mezza della mattina del medesimo giorno.

È stato poi il gestore dell’appartamento in cui è stato rinvenuto il cadavere del 19enne che, non riuscendo a mettersi in contatto con l’affittuario per discutere del pagamento del canone di locazione e avendo appreso dai social network la notizia di un ragazzo scomparso a Perugia, ha deciso di contattare nel pomeriggio del 29 gennaio la Polizia di Stato, temendo si trattasse della stessa persona e consentendo così agli agenti di trovare il corpo senza vita del giovane.

All’interno del monolocale, durante il sopralluogo dei poliziotti e degli operatori del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica, sono stati rinvenuti alcuni blister, anche vuoti, di farmaci del tipo oppiacei, un pc portatile, 5 telefoni cellulari e 46 sim-card. 

La stanza si presentava in ordine e sul corpo del ragazzo non vi erano segni di ferite, circostanze che, già dal primo esame compiuto dal medico legale, portavano a far presumere che la morte potesse essere ascrivibile ad un gesto volontario. 

L’essere, però, sconosciuto alla sorella e ai familiari l’affitto del monolocale ed inspiegabili la presenza di più cellulari e schede telefoniche erano fatti che rendevano necessario l’avvio di un’indagine per avere riscontro non solo sulle cause della morte ma sul contesto in cui l’evento si era verificato. 

Le dichiarazioni testimoniali assunte da familiari e conoscenti, infatti, non permettevano di trovare una plausibile spiegazione sul perché un giovane apparentemente tranquillo e senza particolari problemi potesse aver celato tali circostanze riguardanti la sua vita privata. 

Con il costante coordinamento di questo Ufficio, la Squadra Mobile e il C.O.S.C. Polizia Postale e delle Comunicazioni Umbria hanno, quindi, concentrato l’attività investigativa sull’analisi degli apparati telefonici e informatici in uso al 19enne, delle celle agganciate, dei tabulati delle conversazioni e delle comunicazioni che quest’ultimo aveva avuto in alcune chat o canali di cui era un attivo utilizzatore.

Si è trattato di un’indagine molto complessa, anche perché gran parte degli strumenti informatici erano dotati di password e nessun documento conteneva elementi per svelare i dati di accesso.  

Grazie alla particolare competenza della polizia giudiziaria delegata è stato, però, possibile accedere agli strumenti informatici ed assumere da essi informazioni fondamentali per ricostruire i rapporti che il giovane intratteneva con altre persone e soprattutto per comprendere come sia avvenuto l’evento morte.     

È emerso che la vittima, molto attenta alla propria privacy, sia nella vita reale che in rete, aveva rapporti con vari interlocutori in rete e soprattutto ne avevo stretto uno maggiormente confidenziale con un interlocutore al quale aveva confidato i suoi problemi, le sue ansie ed insofferenze rispetto alla vita universitaria e il pensiero di togliersi la vita. 

L’esame particolarmente approfondito dei contatti con questo soggetto, che utilizza più di un nick name, ha consentito di accertare che il 19enne aveva chiesto al suo amico virtuale consigli in merito alla scelta del mezzo più idoneo, più indolore per compiere quel gesto estremo, venendo più volte incitato e incoraggiato dall’indagato a farlo.

Le chat estrapolate dal lavoro certosino della polizia, particolarmente esplicite nella loro drammaticità, hanno fornito elementi gravemente indiziari sul fatto che possa essere stato proprio il suo interlocutore virtuale a confortare la scelta del 19enne di compiere il gesto mediante l’ingestione di farmaci, incoraggiandolo e rassicurandolo anche sul fatto che utilizzando gli oppiacei non avrebbe sentito nessun dolore ma piacere.

A quel punto, la vittima, dopo essersi informata con alcuni contatti “Telegram” sulle modalità di acquisto e spedizione, era riuscita ad acquistare il farmaco da un altro utente della chat, facendosi spedire il tutto in un locker inpost (punto di ritiro e giacenza pacchi). 

Il 19enne il giorno 24 gennaio si era quindi recato presso l’appartamento da lui preso in affitto, in via del Prospetto, dove, nella stanza virtuale e attraverso un colloquio intercorso su una piattaforma informatica proprio nella fase immediatamente precedente l’ingestione dei farmaci, aveva manifestato all’amico di non aver il coraggio di compiere il gesto, chiedendogli quindi un ulteriore incoraggiamento, ricevuto dall’indagato, che gli aveva fatto superare la paura inducendolo a ingerire i farmaci e a togliersi la vita.

Nella chat estrapolata dalle forze di polizia vi è un ulteriore particolare drammatico e crudo; l’interlocutore dello studente, avuta notizia da questi che i farmaci erano stati assunti, anziché chiamare i soccorsi, si preoccupava soltanto dei possibili rischi di poter essere identificato, a seguito del ritrovamento del cellulare.  

L’identificazione del soggetto nell’attuale indagato è stata particolarmente laboriosa e complessa; grazie agli accertamenti della Squadra Mobile e del C.O.S.C. Umbria sui dispositivi in uso alla vittima, è stato possibile risalire all’indirizzo IP dell’indagato – solito utilizzare più nickname nelle chat. 

Si tratta di una persona giovanissima, avendo da poco compiuto i 18 anni, incensurata e appartenente ad un contesto familiare assolutamente normale. 

Gli elementi complessivamente raccolti hanno consentito di ipotizzare a carico del soggetto indicato il delitto di istigazione o aiuto al suicidio e nei suoi confronti si è ritenuto di chiedere una misura cautelare, non solo ritenendo il pericolo di reiterazione di reati della stessa indole, essendo il soggetto molto presente in rete e partecipe di molti gruppi e canali social di cui fanno parte spesso giovanissimi, ma anche un grave e concreto pericolo di inquinamento delle prove.      

Il G.I.P. presso il Tribunale di Perugia ha condiviso la prospettazione accusatoria sia in ordine ai gravi indizi che all’esigenze cautelari ed emesso la misura cautelare richiesta e cioè gli arresti domiciliari con divieto di comunicazione con persone diverse da quelle del proprio nucleo familiare.

La misura è stata eseguita questa mattina ed il giovane sottoposto a perquisizione all’esito della quale sono stati sequestrati tre apparecchi cellulari che aveva in uso.  

Il provvedimento cautelare rappresenta, però, solo il primo tassello dell’indagine, ritenendo l’ufficio indispensabile proseguire gli accertamenti per comprendere come il giovane si sia procurato i farmaci che non potevano essere venduti liberamente e soprattutto le ragioni del possesso di cellulari e schede, non giustificabili con la sua vita da studente e con le sue condizioni economiche.

Grazie all’esame delle chat è stato già possibile individuare il presunto venditore dei farmaci utilizzati per commettere il gesto estremo, un soggetto anche lui molto giovane abitante in altra Regione, destinatario per tale ragione di un decreto di perquisizione emesso da questo ufficio e pure eseguito questa mattina all’esito del quale sono stati sequestrati oltre 10 mila euro in contanti e due apparecchi cellulari. 

8° TAPPA DELL’INTERNATIONAL STREET FOOD A VEROLI DAL 21 MARZO AL 23 MARZO 2025

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L’ottava tappa della 9° edizione dell’International Street Food 2025, la più importante manifestazione di street food in Italia, si terrà a Veroli, al Palazzetto dello Sport-Area Mercato, da venerdì 21 a domenica23 marzo 2025 (venerdì dalle 18.00 alle 24.00, sabato e domenica dalle 12.00 alle 24.00).

L’evento è organizzato da Alfredo Orofino, presidente di A.I.R.S. (Associazione Italiana Ristoratori di Strada- affiliata a Confartigianato Imprese)in collaborazione con la Pro loco di Veroli e con il Patrocinio del Comune di Veroli.

Questa iniziativa, dedicata al cibo di strada di alta qualità, ha già conquistato un ampio pubblico e toccherà oltre 200 tappe in tutta Italia, fino alla fine di novembre 2025. Il ricco calendario di eventi attraverserà il Paese, offrendo l’opportunità di assaporare le migliori specialità italiane e internazionali, all’insegna della qualità, della passione per il buon cibo e della convivialità.

I truck e gli stand più rinomati d’Italia, con il loro eccellente cibo di strada, accoglieranno i visitatori, presentando cucine internazionali e autentiche tradizioni gastronomiche regionali provenienti da ogni angolo d’Italia.

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