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Ferentino (Fr) – Demolizione e ricostruzione del ponte sulla Casilina, un progetto con evidenti vizi procedurali, senza condivisione con gli enti locali e con una chiara prospettiva alternativa al blocco veicolare totale

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“Relativamente ai lavori di demolizione e successiva ricostruzione del viadotto situato al Km 72+116 della S.s. Casilina 6 nel Comune di Ferentino, in data odierna, a tutela e garanzia degli interessi dell’Ente rappresentato, e nell’esercizio delle proprie funzioni, ho notificato all’Anas spa, una diffida di revisione dell’ordinanza di chiusura totale del traffico (emessa in data 13/03/25 con decorrenza dal 21/03/25 fino al 30/09/25) e di chiarimenti in seno alla procedura adottata in fase di progettazione, altresi’ ho ribadito le proposte gia’ avanzate in sede di riunione, dalle alternative di viabilita’ tali da non tagliare in 2 la Citta’, ossia il transito alternato sul cantiere o l’ipotesi della realizzazione di una rampa laterale provvisoria (a corsia alternata), in collegamento diretto con la bretella di nuova realizzazione comunale, seppur Anas,  negli incontri ed in un sopralluogo, non aveva voluto prendere in seria considerazione, non effettuando mai nemmeno una valutazione sommaria di natura tecnico/ingegneristica ed economica.  

In questa lunga fase, ho voluto approfondire tutti gli atti amministrativi concessi da Anas al sottoscritto dopo richiesta in copia fatta a mz. pec; dallo studio e’ emerso che non tutti gli atti mi sono stati concessi, omettendo quelli fondamentali, ledendo di fatto i diritti ai sensi dell’Art.25 della Legge 241/90. Altresi’, e’ emerso che il progetto di demolizione e ricostruzione non e’ mai stato depositato ne’ al Comune e tanto meno alla Provincia, da cio’ ne deriva il fatto che in base all’Art.7 del D.P.R. 6 Giugno 2001 n.380 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia” , gli stessi enti non abbiano potuto effettuare l’accertamento di conformita’ e non meno le prescrizioni urbanistiche, e con anche il rischio concreto che l’opera, come emerso dalla committente Anas negli incontri,  possa cadere in una variante di natura urbanistica con competenze degli enti locali.

Il Comune di Ferentino, in opere pubbliche analoghe, eseguite da amministrazioni statali o comunque insistenti su aree del demanio statale e opere pubbliche di interesse statale, da realizzarsi dagli enti istituzionalmente competenti, ovvero da concessionari di servizi pubblici, ha sempre adottato i provvedimenti richiamati dall’Art.7 del Dpr 380 del 2001, ultimo in ordine di tempo, la delibera di Giunta Comunale n. 34 del 29/05/2023 in ordine ad opera pubblica commissionata dalla Soprintendenza su proprieta’ demaniale.

Ho voluto interessare in data odierna, oltre all’Anas spa, anche la Provincia di Frosinone, proprietaria della S.P. 159 Bonifica 2° Tratto (Via Tofe), strada sottostante il ponte interessato, non piu’ di appetibilita’ veicolare, rinforzando la tesi divalutare  la possibilità di intervenire nella parte sottostante del ponte, anche attraverso una riduzione dello spazio di apertura del cavalcavia, magari riducendolo ad una corsia o ancor piu’ al solo passaggio pedonale, con un intervento di risanamento e di consolidamento sottostante alternativo all’opera di demolizione e ricostruzione.

La stessa missiva e’ stata inoltrata anche alla Prefettura di Frosinone, con espressa richiesta di audizione dal Prefetto, ditte esecutrici, Comando dei Vigili Urbani per le competenze in materia di controllo urbanistico ed edilizio locale, uffici comunali competenti, Polizia Provinciale, Questura, Polizia Stradale e Carabinieri, e con espressa riserva di informativa alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti.

E’ palese che Anas spa, si sia ben guardata in fase di progettazione di tenere in considerazione le nuove infrastrutture viarie (rotatoria Pontegrande e bretella Tofe), essendo state realizzate su la SS 6 Casilina di sua proprieta’ e quindi opere dove ha reso parere formalmente espresso, dettagli questi, non di poco conto. 

Un atteggiamento piu’ attento e condiviso con gli Enti locali, avrebbe da un lato fatto risparmiare risorse pubbliche ingenti, dall’altro, avrebbe salvaguardato il commercio cittadino, posti di lavoro,  vivibilita’ e salute pubblica.

Non dobbiamo “mitigare” nulla, dobbiamo chiedere e pretendere rispetto per la nostra Citta’, perche’ lo merita.”

Maurizio Berretta

LA REGIONE LAZIO HA OSPITATO LA SOCIETÀ SPORTIVA LAZIO

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IN OCCASIONE DEL 125° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE

Un riconoscimento speciale consegnato al presidente Francesco Rocca

Roma, 17 marzo 2025 – La Regione Lazio ha accolto la Società Sportiva Lazio per celebrarne il 125° anniversario della fondazione. Un evento che ha voluto sottolineare le molteplici anime della Polisportiva, la più grande d’Europa con oltre 80 discipline: da quella più nota del calcio professionistico a quelle praticate quotidianamente nei Palazzetti, nelle piste di atletica, nelle piscine e nei campi di rugby, fino all’escursionismo.

È stata una vera e propria festa dello sport e dei suoi valori, all’insegna dei colori biancolesti, che si è svolta nella sala Tirreno alla presenza del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, del presidente della commissione Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo del Consiglio regionale del Lazio, Mario Luciano Crea, del presidente generale della Società Sportiva Lazio, Antonio Buccioni, del presidente della S.S. Lazio Calcio, Claudio Lotito, del vicepresidente vicario della Società Sportiva Lazio, Federico Eichberg.

La cerimonia è stata aperta da un video celebrativo, ricco di immagini e sequenze in bianco e nero e a colori, realizzato da Rai Teche, che ha ripercorso gli eventi salienti della storia del Sodalizio e i maggiori successi conquistati dalle più applaudite atlete e atleti biancocelesti.

Momento importante è stato quello della consegna del “Premio Luigi Bigiarelli 2025”, lo speciale riconoscimento con il quale la Società Sportiva Lazio intende celebrare coloro che, a vario titolo, abbiano contribuito negli anni a esaltare i valori della Lazialità.

ll riconoscimento è andato allo sciabolatore azzurro, già medaglia d’argento ai Giochi di Parigi 2024, Enrico Berrè; all’ex capitano della Lazio Pallanuoto, nonché attuale direttore generale della S.S. Lazio Nuoto, Claudio Sebastianutti; all’ex canottiere, più volte campione italiano, atleta presente ai Giochi Olimpici di Atene 2004, Piergiorgio Negrini; all’icona del calcio italiano, nonché ex allenatore e presidente della Lazio, Dino Zoff.

Il “Premio Luigi Bigiarelli 2025” è stato conferito, inoltre, al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca per aver contribuito ad accompagnare la crescita di tante realtà sportive.

L’evento è stato anche occasione per la presentazione del nuovo inno della Polisportiva biancoceleste, “Mille cuori e un’Aquila”, che accompagnerà l’entrata in campo di svariate formazioni biancocelesti negli impegni dei rispettivi Campionati. Il brano è stato ideato e interpretato da Toni Malco, artista che, da sempre, ha legato il proprio nome a componimenti musicali di successo riferiti alla Lazio.

È stata inoltre presentata la mostra-evento “E penso a te…”, manifestazione itinerante che, fino al prossimo mese di giugno, attraverso cimeli, memorabilia, fotografie e video farà rivivere le emozioni di 125 anni di storia sportiva. Ex atlete e atleti, testimoni e scrittori saranno a disposizione del pubblico nelle sedi di Sermoneta, Caprarola, Roma (al Campidoglio), Tivoli e Vico nel Lazio.

«La Società Sportiva Lazio festeggia il 125° anniversario della propria costituzione, essendo nata il nove gennaio del 1900, all’alba del secolo scorso. Questo evento vuole celebrare le tante anime della Polisportiva: da quella più nota del calcio professionistico alle discipline praticate quotidianamente nei Palazzetti, nelle piste di atletica, nelle piscine e nei campi di rugby, fino all’escursionismo.La Regione Lazio è orgogliosa di contare fra le sue eccellenze sportive la società polisportiva più grande e antica d’Europa.», ha spiegato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.

«Quello della Polisportiva Lazio è un lungo viaggio arrivato al glorioso traguardo dei 125 anni. Lo abbiamo voluto celebrare nella sede della Regione Lazio, che ancora una volta apre le porte allo sport e a chi ne porta in alto il nome. Vogliamo in tal modo dimostrare la nostra vicinanza a chi, come la Società Sportiva Lazio, si impegna ogni giorno attivamente per la promozione dello sport e dei suoi valori», ha dichiarato l’assessore allo Sport della Regione Lazio, Elena Palazzo.

«Il nostro obiettivo è far diventare a tutti i livelli lo sport una scuola di vita, che non smette mai di insegnare nuove regole. Vogliamo promuovere lo sport come veicolo di inclusione sociale e aggregazione», ha affermato il presidente della V Commissione consiliare Sport, Luciano Crea.

LE COPERTURE VIDEO: https://we.tl/t-YYj6nI1BFR

SECONDA MADRE di Oliviero Rainaldi in mostra a La Nuova Pesa di Roma

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Dal 26 marzo al 23 maggio 2025, presso La Nuova Pesa di Roma, Oliviero Rainaldi presenta Seconda Madre, una mostra eccezionalmente dedicata alla pittura, in cui l’artista, dopo l’esposizione di Calma Tu Alma al Pantheon, torna nel cuore della capitale per confrontarsi in dodici lavori su tela, realizzati interamente in bianco e nero.

Tema essenziale l’origine, la maternità che pulsa nella pittura.

L’uso del bianco e nero traccia un linguaggio che affonda nelle radici della memoria collettiva e personale, dove il corpo si trasforma in simbolo e il gesto pittorico in atto di conoscenza e rivelazione.

“Un invito, un abbraccio, una mutazione. Tre atti essenziali della vita che emergono con forza in questa nuova serie di dipinti” spiega il critico Arnaldo Colasanti. “Con Seconda Madre, Rainaldi costruisce un universo sospeso tra luce e mistero, dove la pittura diventa al tempo stesso celebrazione e inquietudine. Le immagini custodiscono un senso primordiale che non si affida alle parole, ma a una visione pura ed evocativa, capace di legare cielo e terra, di suggerire una dimensione altra, ancestrale e mitica. Le figure dipinte da Rainaldi evocano il processo della nascita, la tensione tra il trattenere e il lasciar andare, tra il sogno e la realtà, tra la madre terrena e quella arcaica, mitica. La materia pittorica stessa suggerisce un rituale: fasce e panneggi che sembrano avvolgere la vita all’origine della vita, in un’iconografia che richiama insieme la scultura funeraria della Magna Grecia e le sperimentazioni più estreme del teatro contemporaneo”.

Oliviero Rainaldi nasce in Abruzzo nel 1956 e si forma tra l’Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova e quella dell’Aquila con Fabio Mauri. Fin dai suoi esordi, la sua opera si concentra sulla figura umana, esplorata attraverso molteplici linguaggi e materiali, dalla pittura alla scultura. La sua produzione artistica si concentra sulla figura umana, esplorata attraverso diverse forme artistiche come il disegno, la grafica, la pittura e la scultura. Le sue opere sono presenti in collezioni permanenti di importanti istituzioni pubbliche internazionali come il Palazzo dell’ONU a Ginevra e la Collezione del Ministero degli Affari Esteri a Roma. Le sue opere monumentali si trovano in spazi pubblici e istituzioni internazionali di rilievo, tra cui la Pontificia Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi del Pantheon, di cui è membro.
Inaugurazione: 26 marzo 2025, ore 18.00
Apertura al pubblico: 26 marzo – 23 maggio 2025
Sede: La Nuova Pesa, Via del Corso, 530. Cap 00186 – Roma
Orari: dal lunedì al venerdì 10.00 – 13.30 / 16.00 – 19.30
Ingresso libero
Informazioni: Tel. 063610892, nuovapesa@farm.it

Quarta edizione premio giornalistico Mario Sarzanini

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Assegnati i sette riconoscimenti del Premio giornalistico in memoria di Mario Sarzanini giunto alla sua quarta edizione:
Premio speciale al Film Il ragazzo dai pantaloni rosa, dedicato al film che racconta la vera storia di Andrea Spezzacatena, un ragazzo di 15 anni che nel 2012 si tolse la vita dopo essere stato vittima di bullismo e cyberbullismo.
Vincono nelle varie categorie:
Carta stampata: Vincenzo Bisbiglia ( Il Fatto Quotidiano)
Tv: Vittorio Brumotti (striscia la notizia)
Uffici stampa: Agostino Vitolo (Carabinieri)
web e podcast: Mia Ceran per il podcast The Essential
Agenzie: Marco Maffettone (ANSA).
Radio : Giusi Legrenzi (RTL)
Premio speciale alla carriera
Rino Barillari.
La Giuria del Premio, presieduta da Andrea Balzanetti, è composta da Andrea Cappelli, Luigi Contu, Emma D’Aquino, Guido D’Ubaldo, Massimo Martinelli, Flavio Natalia, Andrea Pucci e Davide Desario.
“Anche quest’anno abbiamo voluto dare un riconoscimento a colleghi che hanno mostrato passione e rigore nel mestiere cosi come Mario Sarzanini al quale ha dedicato la propria vita”,  spiega il presidente della giuria Andrea Balzanetti, uno dei tantissimi giornalisti che hanno iniziato proprio con lui la carriera.
La premiazione si terrà martedì 18 marzo alle 18.00 presso l’Aula Magna dell’Università Guglielmo Marconi in Via Vittoria Colonna, 11 a Roma.
A consegnare i riconoscimenti sarà la giornalista Filomena Leone.

Rocca d’Arce: si è svolto il convegno “Sport ed Equilibrio: Percorso Multidisciplinare di Benessere”

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Si è tenuto sabato 15 Marzo 2025 a Rocca d’Arce il convegno “Sport ed Equilibrio: Percorso Multidisciplinare di Benessere”, organizzato dal professor Roberto Gatto dell’Università degli Studi de L’Aquila e dal dottor Alessandro Vallone del Centro Diagnostico Arce. L’evento ha ricevuto il patrocinio dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Frosinone, del Comune di Rocca d’Arce, dell’ANDI Frosinone, della Federazione Nazionale dei Fisioterapisti e dell’Ordine dei Fisioterapisti della Regione Lazio.

Il convegno ha visto la partecipazione di relatori provenienti da prestigiose università italiane, che hanno presentato nuovi protocolli di ricerca e tecnologie innovative per il trattamento dei pazienti sportivi e in riabilitazione. Tra gli interventi, la prof.ssa Annalisa Monaco ha discusso l’ortognatodonzia biodinamica, mentre il prof. Piero Cascone ha approfondito il ruolo del chirurgo maxillofacciale nei traumi sportivi. Il prof. Stefano Pagano ha illustrato il protocollo ABI nella valutazione multidisciplinare degli sportivi, seguito dal prof. Stefano Mummolo e dal prof. Marco Severino che hanno trattato la valutazione biochimica dell’atleta. La prof.ssa Silvia Caruso e la dott.ssa Sara Caruso hanno presentato l’integrazione di protocolli digitali nell’approccio interdisciplinare al paziente sportivo, mentre il prof. Franco Di Staso ha discusso l’approccio interdisciplinare al paziente sportivo. Infine, Dr Luca Bertarelli ha concluso con un intervento su terapia manuale ed esercizio terapeutico.

L’evento ha rappresentato un’importante occasione di confronto e aggiornamento sulle nuove modalità terapeutiche e sulle procedure tecnologiche applicate nel campo dello sport e del benessere. La partecipazione di esperti di fama nazionale ha sottolineato l’importanza di un approccio interdisciplinare nella cura del paziente sportivo e nei percorsi riabilitativi post-traumatici.

Napoli, la VII edizione del Premio  Il Sognatore

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Villa Domi farà da scenario all’importante evento partenopeo

Venerdì prossimo 28 marzo, alle ore 20,00,  nella Sala Bianca di Villa Domi ( in via Salita Scudillo), in una serata-evento riservata  si terrà la settima edizione del premio “Il Sognatore”,  istituito dal giornale Lo Strillo diretto dalla giornalista-scrittrice Anna Maria Ghedina, con il patrocinio morale del Comune di Napoli. Il riconoscimento verrà assegnato a sei personalità, indicate dell’organizzazione, ritenute come dei veri “Sognatori”, o per il loro percorso di vita, oppure perché hanno fatto sognare gli altri, o perché hanno realizzato i loro sogni. Il premio consiste in un’originale e caratteristica scultura realizzata dal maestro Armando Jossa, scomparso di recente, il quale verrà ricordato nel corso della premiazione da Giuseppe Moggia.

Villa Domi

I premiati di questa  edizione sono: l’avv. Gerry Danesi, delegato rettorale dell’Università “Montemurro-D’Ippolito” per il Terzo Settore e la Cooperazione Internazionale, Console On. della Repubblica del Nicaragua  per la Campania e Isole minori, responsabile Naz. del settore Giustizia della Federazione Nazionale dei Diplomatici e Consoli Esteri in Italia, presidente Comm. Giustizia e Affari Legali del Corpo Diplomatico Consolare Napoli-Campania, presidente dell’ associazione Alma Mundi Onlus; il Ten. Col. Gianfranco Paglia, Medaglia D’Oro al Valor Militare, nel 1993 a Mogadiscio ha perso l’uso delle gambe durante l’operazione “Checkpoint Pasta”, la cui storia ha ispirato la fiction “Le ali”  del 2008, trasmessa dalla Rai, capitano del Gruppo Sportivo Paraolimpico della Difesa, consigliere del Ministro della Difesa Guido Crosetto, a lui andrà il Premio Il Sognatore – Mimì De Simone, dedicato alla memoria del direttore e fondatore de Lo Strillo; la palermitana Jessica Aiello, ballerina della Scala di Milano, coreografa, attrice e insegnante di danza, presente in numerose fiction e nei principali musical italiani,  protagonista del doc reality “Compagni di ballo” su MTV e del doc film “Gioventù sballata”; Stefano Buttafuoco, giornalista professionista e inviato, ideatore e conduttore Rai de “Il Cacciatore di Sogni”, il format dell’inclusione in onda su Rai Tre giunto alla sua quinta stagione, autore del libro “Il Bambino 23 – La storia e i sogni di Brando”, ideatore dell’associazione “Unici”, dedicata alle malattie rare;  Antonello Perillo,  giornalista professionista vice direttore nazionale  TG Rai, per nove anni Caporedattore Responsabile della TGR Campania, ha lanciato su RaiTre “Mezzogiorno Italia”, ha supervisionato la trasmissione “Cammini di Speranza” per il Giubileo,  scrittore ha pubblicato “Capri l’Isola che c’è”, “Cuore Azzurro” e “Il Vangelo secondo Diego”; Simone Testa, chef  di “Punto Nave”, un luogo di ritrovo per i pescatori locali e per gli amanti dei sapori veraci e unici di Pozzuoli. All’Ing. Pietrangelo Gregorio verrà assegnata la Menzione Speciale alla memoria per aver dedicato la sua vita alla TV,  fondatore della TV Libera a Napoli e  creatore di Canale 21. La serata sarà condotta dal direttore responsabile de Lo Strillo  Anna Maria Ghedina e dal vice direttore Antonio D’Addio, coadiuvati dall’attore Nicola Coletta. Non mancheranno  momenti di spettacolo a cura: del soprano Martina Bortolotti von Haderburg, dello showman Armando Percuoco e dalla cantante napoletana Francesca Curti Giardina. Prevista la partecipazione di personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, del giornalismo, dell’arte e dell’imprenditoria che verranno immortalati dal  fotografo e videomaker Giuseppe Moggia.

Harry di Prisco

Firenze, Villa Bardini si scopre con Caravaggio

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Pasqua fiorentina all’insegna dell’arte con una mostra intitolata “Caravaggio e il Novecento. Roberto Longhi, Anna Banti”

Villa Bardini è una meravigliosa location che riesce a coniugare le vedute mozzafiato del capoluogo fiorentino con la splendida natura del giardino, offrendo al tempo stesso esperienze artistiche di alto livello. Dal 27 marzo al 20 luglio, infatti, ospiterà una mostra dedicata alla coppia di intellettuali Roberto Longhi e Anna Banti, protagonisti che hanno dato un notevole impulso alla cultura italiana del dopoguerra. Lo storico dell’arte e la scrittrice accompagnano i visitatori in un viaggio che collega le opere di Caravaggio a quelle di altri grandi artisti di epoche successive, attraverso un percorso espositivo ricco di emozioni. Un’opportunità imperdibile per scoprire Firenze da una prospettiva unica e soggiornare all’Hotel Botticelli, un’elegante struttura situata nel cuore della città.

C’è un luogo, a Firenze, che non tutti conoscono ma che custodisce un ricco tesoro di storia, arte e natura. Si tratta di Villa Bardini, edificio seicentesco più volte ampliato e ristrutturato che, nei primi anni del Novecento, diventò proprietà dell’antiquario Stefano Bardini che ne fece la sua residenza. Sorge su quello che è il punto più panoramico del Giardino Bardini, una delle più affascinanti aree verdi della città, con scorci panoramici incantevoli soprattutto in primavera. E’ infatti incastonato tra le mura medievali e comprende quattro ettari di bosco, orto e frutteto, presentando non solo i lasciti di quel giardino barocco fiorentino che era tra il Sei e il Settecento con grotte, statue, fontane, giardini di fiori, ma anche le trasformazioni che l’hanno arricchito nei secoli successivi come il giardino anglo cinese o quello vittoriano, con cordoni di rose e aiuole, camelie e peonie. La villa, oltre ad ospitare il Museo Pietro Annigoni, è scelta come sede per laboratori ed attività per famiglie e per importanti mostre temporanee. Ed è proprio una di queste, in programma dal 27 marzo al 20 luglio, in pole position per incantare fiorentini e visitatori in un tripudio di storia, arte, letteratura e cultura. Si tratta della mostra intitolata “Caravaggio e il Novecento. Roberto Longhi, Anna Banti”, una rassegna che vuole essere un omaggio ma anche un viaggio nella vita della coppia che, nella cultura del Novecento, ha lasciato un segno indelebile.

Roberto Longhi e Anna Banti, infatti, hanno avuto un ruolo cruciale nella vita culturale del secolo scorso: lui principalmente per aver riscoperto il Caravaggio e i maestri del Seicento italiano in qualità di storico dell’arte; lei per aver dato voce alle artiste dimenticate come Artemisia Gentileschi grazie al suo ruolo di scrittrice e traduttrice. Insieme sono state una delle coppie di maggior spessore intellettuale in Italia, animando gruppi di artisti e plasmando il panorama culturale non solo italiano ma anche internazionale di quel tempo. Quella di Villa Bardini è una mostra imperdibile, dunque, perché racconta molto della storia di questa straordinaria coppia. Facendo riferimento alla memorabile mostra al Palazzo Reale di Milano del 1951, in cui Caravaggio si riaffacciava al mondo dopo un lungo periodo di oblio, realizzata proprio da Roberto Longhi che studiava e collezionava le opere dell’artista e dalla moglie Anna Banti, l’Italia imparò a conoscere il grande Michelangelo Merisi non più come ultimo pittore del Rinascimento ma come primo autore dell’età moderna, pioniere di novità. Questo e molto altro si scopre nella mostra, che evidenza quanto il passato sia in grado di dialogare con il presente, come nella visione di Longhi quando legava in un unico filo Caravaggio, Moretto, Savoldo, Vermeer, Velasquez, Courbet, Manet e Cezanne. Il percorso espositivo si sviluppa in 12 sale, ognuna delle quali è ricca di materiali rari e spesso inediti. Tra i pezzi forti, spiccano capolavori come il “Ragazzo morso da un ramarro” di Caravaggio, “Gli Apostoli” di Jusepe de Ribera e una preziosa sequenza di 10 opere di Giorgio Morandi, realizzate per Longhi e Banti.

L’allestimento include anche diversi documenti d’archivio, fotografie, disegni e acquarelli, che raccontano la rete di amicizie e influenze della coppia. Basta citare personalità come Ungaretti, Bassani, Pratolini, Gadda, Enrico Pea, Piero Bigongiari e Pasolini, o artisti che erano soliti frequentare la loro casa tra cui de Pisis, Guttuso, Mafai e Morandi. A tutto questo si aggiungono diversi contributi multimediali, come la proiezione di due documentari, uno su Carpaccio e uno su Carrà. Tutto in una mostra, per intraprendere un viaggio tra passato e presente senza uguali, andando a riscoprire due figure chiave del dopoguerra e del Neorealismo italiano che tanto hanno dato all’arte del nostro paese. Una di quelle occasioni da non perdere per trovare un ulteriore spunto di vista a Firenze e soggiornare all’Hotel Botticelli, struttua al centro di Firenze ricavata in un delizioso palazzo cinquecentesco, una piccola perla del Rinascimento vicina ai monumenti più importanti. Si trova infatti in posizione strategica, a poca distanza dal Duomo, da Piazza della Signoria, dalla Galleria degli Uffizi e da Santa Maria Novella.

Un giallo la demolizione  e rimozione del manufatto, il Comune conferma di non aver ricevuto nessuna richiesta

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Piglio, Scarfagna: “Il Sindaco e l’Ufficio tecnico si arrampicano sugli specchi, mostrando una “compiacente complicità””

Lo scorso ottobre a Piglio, con grande sdegno della cittadinanza, venne rimossa dopo 42 anni, la statua raffigurante San Francesco a grandezza umana ed il  suo basamento, posta dinnanzi la chiesa del Convento di San Giovanni, il tutto senza alcun cartello d’inizio lavori e senza alcuna misura di sicurezza considerando l’utilizzo di mezzi meccanici. (come indicato nella foto). Sembra che né il Sindaco né l’ufficio tecnico comunale, fossero a conoscenza di tale intervento, e la cosa che destò maggior scalpore, è che comunque non intervenne nessuno nel rispetto della legge. Dalla comunità Nuovi Orizzonti, che attuò tale rimozione e demolizione del basamento, necessari a loro dire per il compimento dei lavori all’interno dell’ex convento,  intervenne l’ing. Giuseppe Rota che rispose all’articolo con stupore  all’articolo (https://www.ilgiornaledellazio.it/2024/10/11/dopo-42-anni-rimossa-la-statua-di-san-francesco-dassisi/) via social dicendo: “…..sarebbe bastato suonare al campanello della comunità Nuovi Orizzonti, chiedendo del responsabile, o domandare al parroco Don Raffaele e si sarebbe stati informati che statua e basamento venivano solo temporaneamente rimossi, al fine di iniziare le predisposizioni per prossimi lavori necessari per il convento….”.  Notando tanta disponibilità, abbiamo chiesto allo stesso ing. Se fossero state presentate le dovute richieste per attuare questo lavoro di demolizione e rimozione, ma l’ing. non ha mai risposto, quindi accogliendo il suo invito abbiamo suonato al campanello della Comunità, ma il campanello suonava in vano.  Contattato telefonicamente venne  raggiunto il referente del sito pigliese,  che dichiarò di non sapere nulla riguardo alle domande depositate in Comune per tali lavori, ma che comunque sapeva che nei mesi precedenti c’erano stati degli incontri presso l’ufficio tecnico del Comune, tra il Sindaco Mario Felli, il tecnico comunale, il parroco ed un rappresentate della comunità, per attuare questi lavori. Tutto ciò desto molta perplessità: perché il Sindaco e l’ufficio tecnico, hanno detto di non sapere nulla riguardo a tali lavori, quando invece c’erano stati degli incontri? Perché non sono intervenuti per l’assenza della domanda dei lavori? Agli inizi di dicembre il consigliere di minoranza del gruppo “Oltre” Cristian Scarfagna , presentò una regolare interrogazione sul caso, rivolta al Sindaco Mario Felli ed all’Ufficio Tecnico, chiedendo la documentazione che attestasse l’avvio dei lavori di demolizione e rimozione avvenuti e chiedendo inoltre i chiarimenti del loro disinteresse. “Nei giorni scorsi è giunta la risposta alla mia interrogazione –commenta il consigliere Cristian Scarfagna- che dà purtroppo conferma che in questo paese non esistono le regole, o meglio il Comune l’Ente Istituzionale che dovrebbe tutelare la propria comunità le attua a sua discrezione personale e questo è davvero triste. Nella risposta alla mia interrogazione il Sindaco e l’Ufficio Tecnico mi rispondono chiaramente: “”………..In merito alla statua raffigurante San Francesco con relativo basamento non viene menzionata nessuna richiesta protocollata all’Ente, né tantomeno si fa accenno alla sua rimozione””. Quindi dal Comune di Piglio vi è la conferma, che per tali lavori non è stata fatta nessuna richiesta. Il messaggio che passa è che a Piglio, chiunque si sveglia la mattina con un martello pneumatico  può rompe un basamento di cemento e  rimuovere una statua religiosa senza che nessuno intervenga!!!!!  Cose da pazzi che solo in questo Comune possono essere permesse, grazie ad un’amministrazione ed al Sindaco Mario Felli indifferenti su tutto.  Il seguito della risposta è ancora più grave, -continua Scarfagna-  il Sindaco e l’Ufficio Tecnico tentano di giustificarsi dicendo: “”Tra l’altro all’interno del Testo Unico Edilizia DPR 380/2001 non si rinviene alcun articolo che disciplini l’installazione e/o rimozione delle statue che appunto non rilevano da un punto di vista urbanistico edilizio . Tra l’altro , se dovessimo considerare la rimozione della statua con il relativo basamento “abuso edilizio” allora dovremo considerare a maggior ragione “abuso edilizio” la posa in opera della statua , con il basamento avvenuta senza il relativo titolo abilitativo””. Io penso davvero che qui con questa “super Cazzola” , l’amministrazione Felli abbia toccato il fondo. In base a ciò che si legge, sottoscritto dal Sindaco Mario Felli, allora tutte le icone religiose la Madonnina posta accanto all’asilo, la statua di Giovanni Paolo II e le varie icone ed edicole, sono tutte abusive e devono essere rimosse, ed il Sindaco Felli dovrebbe denunciare per abuso edilizio l’allora Sindaco  Nazzareno Ricci, ed anche l’ex  Sindaco Tommaso Cittadini. Ed ecco arrivare la chicca, dopo aver confermato di non sapere nulla della rimozione della statua e basamento, dopo essersene fregati d’intervenire sull’operazione, dopo essersi giustificati dicendo che l’opera era abusiva mi scrivono: “…Comunque per sua tranquillità anticipo che  terminati i lavori, la predetta statua verrà nuovamente collocata nel piazzale antistante la chiesa””. Un ulteriore conferma  che attesta la “compiacente complicità”, dice di non sapere nulla, però conferma che la statua finiti i lavori, verrà riposizionata.  E’ un discorso molto chiaro, il vero  abuso edilizio  sta nel fatto che non esiste nessuna richiesta di lavori di demolizione del manufatto, operazione avvenuta alla luce del sole senza  nessun requisito secondo la normativa edile, il Sindaco e l’ufficio tecnico dicono di non sapere nulla, ma neanche intervengono quando vengono allertati, poi si viene a sapere che in realtà nei mesi precedenti c’erano stati degli incontri, e supponiamo nel classico stile superficiale del Sindaco Mario Felli, per velocizzare i tempi  di aver dato  il suo placet senza alcuna documentazione.  Quindi se questo tipo di lavoro fosse stata opera di un qualunque cittadino pigliese, sarebbe stato sanzionato se non deteneva  i consensi dell’ufficio tecnico, qui invece basta il “ si si lo facciamo, ci penso io…”. Ma veramente il Sindaco ed il tecnico comunale pensano di prendersi gioco dei cittadini di Piglio in questo modo???  L’ennesima conferma che Piglio è gestito da un’amministrazione  fallimentare, che non merita assolutamente di rappresentare questo paese.  La vicenda di certo non si chiuderà qui, andremo a suonare ad altri “campanelli” !!!!”

Il Teatro di Vejano presenta la lettura scenica di “Il potere di un no”: un omaggio a Franca Viola

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Il prossimo 29 marzo, alle ore 17.30, il Teatro di Vejano avrà l’onore di ospitare Il potere di un no, una lettura scenica liberamente ispirata alla storia di Franca Viola, un’icona di coraggio e determinazione, interpretata da Antonella Giuzio. Il testo, scritto da Ludovica Costantini, racconta un capitolo fondamentale della lotta per i diritti delle donne e per la loro emancipazione dalla violenza e dal controllo sociale.

Franca Viola, una giovane siciliana, è ricordata come la prima donna in Italia a rifiutare un matrimonio imposto dopo essere stata rapita e violentata, opponendosi alla cosiddetta “legge del matrimonio riparatorio” che consentiva agli stupratori di evitare la pena scegliendo di sposare la vittima. La sua scelta di dire “no” è diventata un simbolo di ribellione contro una società che opprimeva le donne e le costringeva al silenzio. Con la sua azione, Franca ha segnato una svolta culturale e giuridica, dando il via alla fine di una pratica che aveva radici antiche e segnava la condizione subalterna delle donne in Italia.

L’autrice Ludovica Costantini sottolinea l’importanza di questa vicenda con queste parole:
“La storia di Franca Viola non è la sola storia di una donna ma di tutte quelle che hanno subito il dolore del matrimonio riparatore, donne che hanno combattuto per i loro diritti con tutte le loro forze. Sono le stesse donne, figlie e nipoti, che ancora oggi si battono per i propri diritti, sicuramente diversi ma non lontani da quelli che sono stati. Non azzarderei a chiamarlo ‘manifesto femminista’ il mio testo quanto più un vademecum per ricordarci di non abbassare mai la testa, di non essere mai succubi o vittime, ma artefici della nostra storia e delle nostre volontà.”

Il potere di un no non è solo un racconto storico, ma un monito per le generazioni future sul valore della libertà e della dignità personale. La lettura scenica sarà arricchita da una mostra fotografica, visibile al pubblico sia il giorno dell’evento che durante i giorni successivi, offrendo un’esperienza visiva che completa il racconto di una delle vicende più emblematiche della storia contemporanea.

L’evento, che si terrà con ingresso gratuito (su prenotazione obbligatoria), è un’occasione per riflettere sulla forza e sul coraggio di una giovane donna che ha avuto il coraggio di opporsi a un sistema che le imponeva il silenzio, scegliendo di dire “no” non solo per sé stessa, ma per tutte le donne che avrebbero seguito il suo esempio.

Le prenotazioni possono essere effettuate chiamando il numero del teatro o inviando una mail.

Questo evento rappresenta un’opportunità unica per il pubblico di approfondire una storia di straordinario coraggio che ha cambiato la storia del nostro Paese. Un’interpretazione che, attraverso la voce di Antonella Giuzio, darà vita a una vicenda che ha segnato la battaglia per i diritti delle donne e che merita di essere raccontata e condivisa.

Contatti:

Teatro di Vejano
Telefono: 3338537695
Email: teatrovejano@gmail.com
Sito web: www.teatrovejano.it

BORBONA: CONTROLLI DEI CARABINIERI DEL N.A.S. DI VITERBO E DELLA LOCALE STAZIONE, RISCONTRATE IRREGOLARITÀ IN DUE ALLEVAMENTI DI BOVINI

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Nell’ambito delle attività di controllo finalizzate alla sicurezza della filiera agroalimentare e al rispetto delle normative sanitarie e di tracciabilità degli animali da allevamento, i Carabinieri del N.A.S. di Viterbo, in collaborazione con quelli della Stazione di Borbona, hanno recentemente effettuato un’ispezione presso due allevamenti bovini situati nel comune del Cicolano.

A seguito dell’attività ispettiva, sono emerse criticità riguardanti l’identificazione di 11 capi di bestiame, risultati privi dei marchi auricolari obbligatori, in violazione delle vigenti normative in materia di identificazione e registrazione degli animali da allevamento. Inoltre, sono state rilevate irregolarità nella gestione dei rifiuti, con la presenza di teloni in plastica utilizzati per la conservazione delle balle di fieno e corde in nylon non correttamente smaltiti. Ulteriori anomalie sono state riscontrate nella gestione delle deiezioni zootecniche che risultavano prive di adeguati sistemi di contenimento, causando un ruscellamento sul terreno nudo e il conseguente ristagno di liquami.

Tali violazioni, in contrasto con il Codice dell’Ambiente, hanno portato alla denuncia in stato di libertà di due persone e all’irrogazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo di 6.500 euro.

L’identificazione e la tracciabilità degli animali rappresentano elementi essenziali per garantire la sicurezza alimentare, prevenire la diffusione di patologie zoonotiche e assicurare il corretto funzionamento della filiera zootecnica. L’assenza dei marchi auricolari, infatti, compromette la possibilità di risalire all’origine e alla provenienza degli animali, esponendo a potenziali rischi sia gli operatori del settore che i consumatori.

Le attività di controllo proseguiranno in tutta la provincia con l’obiettivo di garantire il rispetto delle normative vigenti e la tutela della salute pubblica.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

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