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Le condizioni del manto stradale e le piogge hanno contribuito all’incidente stradale

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Piglio, L’ira dei residenti: “L’Amministrazione Comunale  dimostra una colpevole e vergognosa indifferenza verso una problematica che mette a repentaglio vite umane”

Oggi pomeriggio in località Casalotto, si è consumato un brutto incidente stradale, le cui origini sarebbero dovute anche alle pessime condizioni dell’asfalto del manto stradale, più volte segnalate, che unitamente alla pioggia hanno contribuito a provocare l’ennesimo  incidente. A farne le spese, un automobilista a bordo di una Lancia “Y” di colore grigio, che fortunatamente dopo il ribaltamento dell’auto ne è uscito illeso. Chiamati tempestivamente dai residenti ed altri automobilisti sono intervenuti i soccorsi . “Siamo stanchi –commentano alcuni residenti- più volte direttamente abbiamo sollecitato il Sindaco Mario Felli e gli altri amministratori ad intervenire su questo tratto stradale che è pericoloso, ma  continuano ad ignorare le condizioni di estrema insicurezza del manto stradale e della segnaletica, dimostrando una colpevole e vergognosa indifferenza verso una problematica che mette a repentaglio vite umane. Eppure basterebbe poco, un dosso in più per evitare gli incidenti. La sicurezza di questo tratto stradale non può più essere relegata tra le questioni secondarie. È tempo che l’Amministrazione Comunale  dimostri senso di responsabilità, intervenendo con la determinazione necessaria, per tutelare le vite di chi percorre quotidianamente questa strada, prima che accada la tragedia”.

Una morte sospetta che chiede verità

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Roma, Riflettori sul caso di Gianmarco Pozzi. Conferenza stampa presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati

Il 9 agosto del 2020, il  28enne romano  Gianmarco Pozzi (Gimmy), buttafuori in una nota discoteca dell’isola di Ponza,  venne trovato senza vita in una intercapedine. Una morte misteriosa , che sin dall’inizio venne collegata a una brutta caduta, ma sulla quale era stata aperta un’indagine ipotizzando altro. Il ragazzo aveva fratture alle costole e a una spalla e una profonda lesione alle testa e per questa ragione il legale della famiglia aveva ipotizzato che potesse essere stato ucciso da un corpo contundente prima della caduta.  Per mantenere accesa l’attenzione su questo caso, che a distanza di quasi 5 anni, merita verità e giustizia, è stata organizzata  per giovedì prossimo alle 17:30, presso la  Sala Stampa della Camera dei Deputati una conferenza stampa.  Al tavolo dei lavori l’on. Stefania Ascari (deputato del Movimento cinque stelle) , gli avvocati della famiglia Pozzi Fabrizio Gallo e Marco Malara, Martina Pozzi (sorella di Giammarco) , il criminologo Michel Emi Maritato, moderatrice dell’incontro la giornalista Priscilla Rucco.  In quella tragica mattina di agosto, il corpo di Gianmarco Pozzi era stato rinvenuto in una intercapedine larga 80 centimetri, a torso nudo, piedi scalzi e con solo pantaloncini scuri. Presentava ferite in tutto il corpo, e se inizialmente ‘ipotesi era che fosse caduto da uno dei due edifici, gli accertamenti successivi hanno confermato che è stato brutalmente picchiato. I Carabinieri della Compagnia di Formia sotto il coordinamento della Procura di Cassino, avviarono le indagini, sostenendo sempre che si era trattato di un incidente: “Gianmarco, forse sotto della cocaina, correndo era caduto inavvertitamente da un’altezza di tre metri”. La famiglia di Pozzi con i suoi periti ha sempre sostenuto il contrario: “Gianmarco è caduto sì , ma vittima di un’aggressione che procurò la frattura dell’osso del collo rotto e ferite in tutto il corpo. Da questo momento sono iniziati i misteri e i depistaggi”. Non venne effettuata l’autopsia sul cadavere del 27enne, i cui traumi e ferite riscontrate furono considerate compatibili appunto con la caduta da un’altezza considerevole. Iniziò una spietata guerra di perizie. Quella della famiglia Pozzi, curata dal professor Vittorio Fineschi, parlò di omicidio e di altre stranezze: il luogo in cui cadde Gianmarco e l’abitazione presa in affitto non vennero sequestrati per compiere accertamenti più specifici così come il telefonino della vittima venne rinvenuto apparentemente integro ma di fatto era talmente danneggiato che non potette subire alcuna verifica circa il traffico effettuato e ricevuto. Nel corso di questi anni sono emerse altre prove, e testimonianze poi ritirate, che ancora non hanno dato modo di sbloccare questo stallo e portare alla risoluzione del caso, dando pace a Gianmarco e giustizia alla sua famiglia.

DAMS Music Festival- Musica è Libertà al Teatro Palladium

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Dal 24 al 29 marzo il Teatro Palladium di Roma ospita la IV edizione del DAMS Music Festival, ideato da Luca Aversano e promosso dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre. Una settimana di eventi, incontri e spettacoli che celebrano la musica come espressione di libertà. Un’edizione che riunisce artisti, istituzioni e realtà culturali di prestigio, mettendo al centro il potere evocativo e sociale della musica.

La IV edizione del Dams Music Festival si apre il 24 marzo alle ore 19.00 con Tutte le notti, tutte le notti io mi svegliavo…, un omaggio ai 70 anni di Matteo D’Amico su musica dello stesso D’Amico e testo di Sandro Cappelletto. Frutto della collaborazione tra Accademia Filarmonica Romana, Zètema Progetto Cultura e Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, l’opera viene riproposta al Teatro Palladium esattamente 81 anni dopo l’eccidio delle Fosse Ardeatine (24 marzo 1944) per ricordare quegli eventi che hanno segnato la storia del nostro Paese.

Composta nel 2024 su invito di RAI – RadioTre, Tutte le notti, tutte le notti io mi svegliavo… vede in scena l’attrice Matilde Bernardi (voce recitante), affiancata dalle voci femminili dei soprani Patrizia Polia e Giulia Peri, e del mezzosoprano Chiara Osella, con un quartetto strumentale – David Simonacci violino, Michele Chiapperino violoncello, Luca Cipriano clarinetto, Marco Scolastra pianoforte – diretti da Fabio Maestri.

Il festival prosegue il 25 marzo con una giornata dedicata a Fabrizio De André, che intreccia musica, parola e immagine per raccontare il cantautore come simbolo di libertà. Si parte con l’incontro La libertà delle parole (ore 16.30), in cui Giulia Giovani (Università di Siena) approfondisce l’archivio di De André come patrimonio musicale materiale e immateriale. La serata prosegue con il Concerto del Coro Universitario Roma Tre (ore 19.00), diretto da Massimiliano Tonsini, e si chiude alle ore 20.00 con la proiezione del documentario di Roberto Lena DeAndré#DeAndré – Storia di un impiegato, introdotta da Enrico Carocci (Università Roma Tre) che esplora la visione sociale e politica dell’artista, sottolineando il dialogo tra discipline e la potenza della narrazione cinematografica nel racconto musicale.

Il 26 marzo spazio alle donne con Le Musiciste (dalle ore 14.30), giornata di studio che offre un focus sulle grandi donne della musica di tutti i tempi. Coordinata da studiose e docenti provenienti da diverse istituzioni italiane, questa sessione intende valorizzare musiciste, compositrici e direttrici d’orchestra spesso cancellate dalla storiografia musicale europea. Tra i temi trattati, gli ensemble femminili dalla Grecia antica all’Ottocento e il ruolo della direzione artistica femminile nella scena contemporanea. La giornata si conclude con il concerto Nata sulla luna (ore 20.30), un percorso tra testi, disegni e musiche di Madeleine Dring, con l’Ecoensemble Duo e la voce recitante di Adriana Ciancio.

Il 27 marzo, il festival approfondisce il tema Musica e Libertà, filo conduttore di questa edizione, in senso storico e interdiscipinare. Si parte con l’incontro Liberarsi dalle forme? (ore 16.00), che esplora il rapporto tra musica, danza e cinema, e prosegue con una tavola rotonda su Musica e censura (ore 18.00), che analizza come il controllo ideologico abbia spesso limitato l’espressione artistica. A chiudere la giornata, una riflessione musicale sulle Variazioni “Ah, vous dirai-je, Maman” di W.A. Mozart(ore 19.30), con Emanuele Ferrari (Università di Milano Bicocca) al pianoforte e voce narrante.

Il 28 marzo, prima delle semifinali del Contest “Roma Tre Canta” il (ore 19.30 per la categoria Cover e ore 21.00 per la categoria Canzone d’Autore), alle ore 18.00 apre la serata la presentazione del volume di Giorgio Pestelli Le sinfonie di Brahms. Un cammino oltre la classicità, con la partecipazione dell’Autore, del critico musicale Jacopo Pellegrini e di Maria Teresa Arfini (Università Roma Tre).

Il Festival si chiude il 29 marzo con la serata finale di Roma Tre Canta (ore 19.30) e con la partecipazione di Diodato come ospite (ore 21.00), che premierà il vincitore del contest. Il cantautore, laureato in DAMS a Roma Tre, torna così sul palco del Palladium per chiudere la IV edizione del festival con un omaggio alla musica come strumento di libertà e condivisione, ma anche per parlare agli studenti e ai fan.

Dal 24 al 29 marzo 2025
Teatro Palladium – Piazza Bartolomeo Romano, 8, 00154 Roma

Ingresso gratuito per tutti gli eventi, ad eccezione del concerto inaugurale del 24 marzo (intero 5 euro, ridotto 2 euro). Programma dettagliato: https://teatropalladium.uniroma3.it/

5° Weekend dell’Artigianato a Celleno, il Borgo Fantasma.

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Celleno, il “borgo fantasma” della Tuscia inserito tra i 25 più belli d’Italia secondo il Telegraph, diventa il cuore pulsante dell’artigianato laziale nel weekend del 29 e 30 marzo 2025 facendosi cornice suggestiva del 5° Weekend dell’Artigianato. Tra le mura dell’antico Convento di San Giovanni Battista, un tempo luogo di spiritualità e comunità solidale e oggi brulicante centro turistico e culturale che ospita eventi e viaggiatori di tutto il mondo, gli artigiani della rete Lazio Artigiana esporranno le loro creazioni, intrecciando tradizione, innovazione e sostenibilità. 

L’iniziativa promossa da CNA Viterbo e Civitavecchia, grazie al finanziamento per le Reti di Imprese tra Attività Economiche della Regione Lazio in collaborazione con PromoTuscia, partner del progetto, è ricca di appuntamenti volti al recupero degli antichi mestieri, all’esaltazione del gesto manuale, alla valorizzazione delle maestrie locali e alla diffusione di un modello di turismo innovativo e immersivo, sociale e sostenibile in un percorso tra la Tuscia e il resto del Lazio che si è snodato in 9 incontri con visite guidate e 4 salti in bottega a partire dal marzo 2024. 

L’inaugurazione, prevista per sabato 29 marzo alle ore 15.00, vedrà i saluti istituzionali del Sindaco di Celleno Luca Beraldo, del Presidente di CNA Viterbo e Civitavecchia Alessio Gismondi e del Segretario Attilio Lupidi, insieme al Presidente della Rete Lazio Faber Experience Luca Cristofori. Seguirà un giro di presentazione del percorso di allestimento degli stand tra le antiche mura del Convento risalente al 1610. Alle 16.00, spazio a “Roba da Chiodi”, conferenza a cura del Prof. Marcello Carriero, Docente di fenomenologia delle arti contemporanee presso l’Accademia di belle arti di Palermo e l’accademia di belle arti “Lorenzo da Viterbo”, sulla modalità operativa del lavoro di Enrico Castellani, le cui opere sono presenti in importanti musei d’Italia e del mondo, tra cui il Centre Georges Pompidou di Parigi, il MOMA di New York e il Peggy Guggenheim Collection di Venezia. L’artista è tra i padri del minimalismo europeo che a Celleno a partire dagli anni ‘70 trovò ispirazione per la sua poetica artistica composta di pieni e vuoti. Alle 17.00 è la volta della presentazione-laboratorio di Roberta Pietrini dal titolo “Il recupero sostenibile degli scarti tessili”, un’interessante riflessione sull’economia circolare applicata alla moda e agli accessori, con un workshop aperto a tutti. La giornata si concluderà con un aperitivo conviviale nel chiostro dell’antico convento di Celleno, tra storia e sapori autentici.

Domenica 30 marzo sarà l’occasione per scoprire le meraviglie di Celleno: alle 10.30 è in programma la passeggiata – racconto a cura dell’Arch. Massimo Fordini Sonni e dell’Associazione “Benvenuto Cellini”, che accompagnerà i partecipanti tra le rovine del Borgo Fantasma, un luogo suggestivo che narra storie di antiche famiglie nobiliari e leggende locali, dove restano ancora intatte le antiche botteghe del villaggio con gli utensili caratteristici, come il forno per il pane o la bottega del ciabattino. Alle 12.00, Miranda Boi tiene un laboratorio pratico di mosaico per illustrare le tecniche tradizionali del taglio delle tessere e alle 15.00, con “La mia città, la mia terra” Daniela Lai invita i visitatori ad un workshop di ceramica e alla produzione di un manufatto in creta; alle 17.00 la bellezza avrà una declinazione sonora, attraverso il concerto “La Canzone italiana al pianoforte” del M° Bruno Erminero, un percorso musicale che va da Tenco a Mina, da Modugno a Bindi, passando per De Andre’, Battisti e Cocciante. La seconda e ultima giornata del 5° Weekend dell’Artigianato si conclude alle 17.30 con la presentazione del progetto didattico “Maestro Castellani con noi”, a cura della Prof.ssa Ornella Mei e della Prof.ssa Federica Viola dell’Istituto Pio Fedi dedicato all’artista.

Oltre a essere conosciuto per il suo fascino misterioso e decadente e le sue origini antichissime risalenti alla civiltà etrusca, il borgo viterbese è anche celebre per la Sagra della Ciliegia, che ogni anno a giugno attira visitatori da tutta Italia e che ospita la singolare “Gara dello sputo del nocciolo”, un evento tanto folcloristico quanto identitario della comunità.

Convento di San Giovanni Battista – Via Roma, 5, 01020 Celleno (VT)

29 marzo 2025 dalle ore 15.00 – 30 marzo 2025 dalle ore 10.30

Ingresso libero

Gli eventi sono tutti gratuiti, per info e prenotazione: www.lazioartigiana.it  oppure cell 348/5203954. Per restare aggiornati sulle iniziative di Lazio artigiana: https://www.instagram.com/lazioartigiana/  – https://www.facebook.com/lazioartigiana 

Viaggio a Firenze dove l’arte incontra la libertà e inclusività

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Un weekend in Toscana tra arte contemporanea e diritti umani: un percorso che parte dalla strada per raggiungere i luoghi della cultura e dell’inclusività

La Toscana, culla di arte e bellezza, è una regione che unisce tradizione e innovazione, capace di ispirare e accogliere tutte le culture. Passeggiando per le sue città, prima fra tutte Firenze, si scoprono opere di street art che celebrano la libertà, l’inclusività e i diritti umani, come i murales di DesX, Jorit e Clet Abraham. Un viaggio nell’arte e nei diritti umani che inizia per strada e che porta nei centri della cultura. Un’esperienza unica da godersi in un weekend di relax, presso due degli hotel più esclusivi della Toscana: l’FH55 Hotel Calzaiuoli in pieno centro storico o il bellissimo FH55 Hotel Villa Fiesole sulle colline vicine.

La Toscana è terra di arte e bellezza, un luogo che ha sempre affascinato i visitatori per la sua storia e per la sua capacità innata di accogliere tutti. Trascorre un weekend in questa regione significa aprire lo sguardo a qualcosa di innovativo, capace di ispirare e parlare a tutte le generazioni e le culture, nel rispetto della storia e dell’identità che ciascuno porta con sé. Questo valore di rispetto e apertura mentale si è sempre tradotto in una grande produzione artistica che da secoli richiama nelle grandi città diversi artisti con stili e messaggi originali: se un tempo erano Donatello e Brunelleschi gli outsider che si distaccavano dallo stile gotico, oggi sono fotografi, stilisti e street artist a lasciare il loro contributo e portare gli spettatori o i passanti verso un mondo più inclusivo.

Per imbattersi in questi capolavori contemporanei basta camminare per le vie di Firenze, alzando lo sguardo verso incroci, palazzi e piazze. Sul muro di un impianto sportivo in Via del Pollaio, per esempio, c’è l’omaggio di DesX al partigiano Silvano Sarti, simbolo della liberazione; poco più in là il murales di Jorit dedicato a Nelson Mandela: l’artista napoletano ha rappresentato l’uomo che ha segnato la fine dell’apartheid in Sudafrica e che ha vinto il Nobel per la Pace sulla facciata del “condominio dei diritti” di Piazza Leopoldo: del resto Mandela ha combattuto una vita intera per garantire i diritti a tutti gli esseri umani. Sempre a Firenze si trovano anche le opere di Clet Abraham, uno street artist francese che lascia i suoi messaggi sui segnali stradali: talvolta cuori colorati, altre volte ancora segni arcobaleno o figure che suonano strumenti musicali, molte delle sue opere, del resto, sono legati a temi LGBTQ+; mentre al The Social Hub, struttura aperta nel 2018 e ricavata in un palazzo storico di fine ‘800, campeggia la scritta “Everybody should like everybody”, operaAlphabet dello street artist inglese Ben Eine che invita chiunque ad entrare e rispettarsi a vicenda in un luogo pensato come alloggio, ma anche come area di coworking e collaborazione tra persone internazionali.

Restando sui concetti di libertà, affiancati ai colori vivaci, bellissima è anche l’opera “Altri Colori” dell’artista toscana Luchadora: si tratta di un grande murales sulle pareti esterne del Palarotelle di Firenze che celebra la comunità LGBTQ+ attraverso i suoi colori e la presenza di alcune bandiere tra cui quelle della comunità trans, intesex, pan etc. Sempre a Firenze, infine, merita una visita anche il MAD Murate Art District che si trova nel complesso monumentale delle Murate che comprende l’ex monastero quattrocentesco trasformato in carcere dal 1883 al 1985. Qui è stato realizzato un centro di arte contemporanea e residenze d’artista del Comune di Firenze, articolato su tre diversi piani, che ospitano mostre, installazioni e performance di arte, musica e danza contemporanea. Un mix che sperimenta con stili e tematiche diverse, attraverso vari punti di vista e modelli espressivi che si parlano e confrontano in un ambiente unico che stimola la riflessione e la libertà di espressione.

Denise Orlandi lancia un nuovo singolo

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Un amore indefinito vissuto tra un viaggio ed un altro

Déjà vu è il nuovo singolo di Denise Orlandi, brano già disponibile nelle principali piattaforme digitali per l’etichetta Up Music Studio.

E’ una canzone che si presenta come un ritmo magico che cattura attraverso l’ascolto -spiega l’artista- una canzone a mio parere estremamente al passo con i tempi che parla di un amore indefinito vissuto tra un viaggio ed un altro.

Denise, nonostante la sua giovane età ha sempre avuto le idee molto chiare sul suo futuro.

Denise Orlandi, ragazza intraprendente ed amante delle nuove avventure, è ritornata dagli Stati Uniti dopo un’esperienza durata ben due anni. Già all’età di 17 anni aveva deciso di partire per Milano e di presentarsi ad un casting di un’importante casa discografica, Il Branco Publishing Srl, la quale ha reso possibile la realizzazione di ben due progetti musicali che hanno richiesto impegno e dedizione. Questo le ha permesso di cogliere moltissime opportunità prendendo parte a show privati e programmi in tv nazionali. Il suo spirito libertino e curioso la spinge a viaggiare e scoprire nuove culture. Il suo essere energico si tramuta in una melodia e testo che difficilmente non rimane in testa.

Instagram: orlandiidenise https://www.instagram.com/orlandiidenise/

Facebook: Denise Orlandi https://www.facebook.com/profile.php?id=100007439416912

Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCoLj98LrH1haKgM2BusycHA

Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/artist/1np52iw7nXFiHXPQsT7voP

Chiara Ruggeri – Online il singolo (S)conosciuti

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(S)conosciuti è il primo singolo di Chiara Ruggeri, un brano che parla di un amore intenso, ma anche della confusione e delle incertezze che ne derivano.

C’è il desiderio di restare insieme a quella persona -spiega la cantautrice milanese- ma anche la paura di perdersi e la voglia di non dipendere troppo dall’altro.

La canzone è già disponibile nelle principali piattaforme digitali per l’etichetta Up Music Studio.

Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/album/7lb8afXAOOn3TOzRntAa3L

Chiara Ruggeri è una performer italiana con una vasta gamma di competenze artistiche. È specializzata in canto (musical, lirico, pop, jazz, blues, rock), ballo (jazz, classico, tip tap), recitazione e pianoforte.​ Ha iniziato a studiare canto all’età di 11 anni, frequentando diverse scuole di musica. Si è perfezionata presso l’MTS – Musical The School a Milano, dove ha studiato danza, canto e recitazione. Durante il suo percorso all’MTS, si è esibita in vari teatri come performer di musical, tra cui il Teatro Nazionale. Durante i suoi studi, ha partecipato come ensemble in produzioni accademiche come “Hair il Musical”, “Anything goes” e “Kit-Kat Club”. Attualmente, Chiara sta completando i suoi studi presso la VMS – Italia a Milano, dove sta acquisendo competenze per riconoscere e trattare le diverse tipologie vocali, con l’obiettivo di insegnare vari stili di canto moderno. Inoltre, ha conseguito un diploma dalla Scuola di Musica Antonia Pozzi, dove ha seguito una formazione continua in canto, canto lirico, flauto traverso, corale e musica d’insieme. Chiara ha accumulato diverse esperienze professionali, tra cui esibirsi in un piano bar presso “Loano2Village – Residence & Hotel a 4 stelle” e cantare alla cerimonia di apertura delle olimpiadi giovanili del “Trofeo Coni 2023” in Basilicata.

https://www.instagram.com/chiararuggeri_official

Giornate formative sulla biodiversità agricola

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Subiaco, Foppoli: “Conciliare un’agricoltura produttiva con la tutela degli ecosistemi”

 “Sulle Strade della Biodiversità Agraria del Lazio”, è un progetto della Regione Lazio, curato dall’ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio), con l’obiettivo di  valorizzare la biodiversità autoctona di interesse agrario, un percorso attraversa cinque itinerari turistici, limitrofi ai quattro cammini religiosi che attraversano la  regione: la Via Francigena del Nord; la Via Francigena del Sud; il Cammino di San Benedetto e il Cammino di Francesco. Il progetto si sviluppa in 5 appuntamenti per la formazione di chi opera nel settore dell’ecoturismo con l’obiettivo di incrementare la consapevolezza e le conoscenze rispetto all’agrobiodiversità del Lazio. Ogni appuntamento sarà una giornata formativa  sulla biodiversità agricola e coinvolgerà le guide ambientali , guardiaparco, associazioni e singoli che svolgono sul territorio della Regione Lazio attività di accompagnamento e promozione di itinerari tematici. La prima giornata formativa, riguarderà la biodiversità agricola lungo il Cammino di San Benedetto, nel Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, ed è prevista per martedì prossimo (18 marzo) a Subiaco presso la “Porta del Parco”. “La tutela della biodiversità nel settore agricolo –ha commentato il commissario dell’Ente Parco Alberto Foppoli- risponde all’esigenza, fortemente sentita negli ultimi anni, di conciliare un’agricoltura produttiva con la tutela degli ecosistemi, mantenendo la complessità e la ricchezza genetica delle specie agricole, sia quelle coltivate che quelle selvatiche. Il Parco dei Monti Simbruini, è costantemente impegnato in attività di salvaguardia del territorio, proteggendo la sua biodiversità, e questo include anche l’agricoltura con produzioni autoctone che sono parte integrante della grande ricchezza ambientale all’interno del Parco. Questi appuntamenti contribuiranno ad una maggiore formazione per tutti i protagonisti, che lavorano e vivono costantemente la realtà dell’area naturale protetta”.

Diete povere di proteina S100B, c’è il rischio di sviluppare alcune patologie (come il morbo di Crohn) Intervista al professor Spica (Uni Foro Italico Roma): “È presente nel latte materno, nelle mele e in altre piante” 

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ROMA – La proteina S100B, nota per il suo ruolo centrale nella neurobiologia, è stata ora identificata in alcuni alimenti e diete salubri. Questo, secondo gli esperti, dimostrerebbe una connessione diretta tra la proteina stessa e la regolazione della microflora intestinale, cioè il microbiota. È il risultato di una ricerca biomedica realizzata da un gruppo di ricercatori del Laboratorio di Epidemiologia e Biotecnologie dell’Università di Roma Foro Italico, diretto dal professor Vincenzo Romano Spica, in collaborazione con il professor Fabrizio Michetti, già direttore dell’Istituto di Anatomia dell’Università Cattolica e ora collaboratore della start up di Ricerca ‘GeneS’ dell’Ateneo di Roma.


Per saperne di più il direttore della Dire, Nicola Perrone, ha intervistato il professor Spica: “La S100B, una proteina studiata per decenni nel sistema nervoso centrale, è sempre stata collegata con diversi meccanismi, ma non si è mai capito bene quale fosse la funzione. Quello che noi abbiamo scoperto, invece, e che è presente anche nell’alimentazione ed è collegata al microbiota dell’intestino. Da studi condotti in precedenza era emerso che la S100B era presente nel latte materno- ha spiegato ancora l’esperto- si pensava che fosse un fattore neurotrofico ma non si capiva bene come la proteina potesse passare all’intestino, essere digerita ed arrivare al cervello. Tali studi, portati avanti dal professor Fabrizio Michetti, insieme al professor Diego Gazzolo, rispettivamente dell’Università Cattolica e dell’Università di Chieti, erano stati in qualche modo ‘dimenticati’ dalla comunità scientifica. Noi adesso abbiamo aperto un nuovo filone di ricerca anche per nuove applicazioni per la salute, perché abbiamo identificato un ruolo nella regolazione del microbiota, cioè nella regolazione di quella microflora e di quell’insieme di microrganismi presenti nell’intestino che consolidano la nostra salute”.


LA PROTEINA S100B, DOVE TROVARLA
Ma in quali alimenti troviamo la proteina S100B? “In molti alimenti, alcuni piuttosto particolari- ha risposto il professor Spica- è presente nei latticini, in alcuni tipi di formaggi come la ricotta, nel latte di diversi animali, come la mucca, la pecora e la capra, che forniscono questa proteina ai loro cuccioli appena nati. Ma c’è anche nelle piante: attraverso delle analisi e dei super calcolatori l’abbiamo cercata in oltre 500mila specie di piante e nello 0,002% abbiamo trovato una possibile positività poi confermata. Tra queste piante, ce ne sono alcune particolari che si trovano in Paesi esotici. Non solo: abbiamo trovato la proteina anche in frutti, come le mele, e in verdure di uso comune. La pianta più vicina a noi, su cui ci siamo maggiormente concentrati nelle ricerche, si trova in Thailandia e si chiama Durian”.


I BENEFICI 
Interpellato sugli eventuali benefici di questa proteina, nell’aiutare a sconfiggere alcune malattie, il professor Spica ha risposto: “Noi sappiamo già che le diete povere di questa proteina sono quelle a rischio per diverse patologie, dall’invecchiamento cerebrale alla malattie cardiovascolari, ma anche quelle a livello locale, per esempio la malattia di Crohn e altre forme infiammatorie dell’intestino. Inoltre, abbiamo visto che la proteina S100B presente nelle diete svolge il suo ruolo attraverso un’armonizzazione del microbiota: nello studio abbiamo dimostrato la capacità di questo dominio di interagire con delle proteine, delle centinaia di specie, che si trovano nell’intestino e che ci garantiscono la nostra salute”.
La scoperta di questa proteina anche in alcuni cibi quali orizzonti apre? “Comunemente e anche popolarmente si dice che l’intestino è come un ‘secondo cervello’. In qualche modo la proteina S100B e il microbiota aiutano a spiegare questo tipo di approccio, perché non si tratta soltanto di una regolarizzazione della biodiversità intestinale all’interno di ciascuno, ma si sono ormai scoperti una serie di assi, come quello intestino-cervello, che in qualche modo proiettano gli effetti di questa biodiversità intestinale a livello di diversi organi, cuore e cervello. Questo asse intestino-cervello- ha concluso l’esperto- è studiato e riconosciuto, ma in realtà neppure la scienza conosce i meccanismi in modo dettagliato”.

QUI il video dell’intervista

Scoprire il Ticino più autentico: un’avventura indimenticabile alla Miniera D’Oro di Sessa

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Un viaggio tra storia e natura sul Sentiero delle Meraviglie

Il Canton Ticino è un territorio immerso nella bellezza della natura, ricco di tesori nascosti da scoprire. Tra questi, merita sicuramente una visita la storica Miniera d’Oro di Sessa, situata nella regione del Malcanone, vicino al suggestivo villaggio di Sessa e lungo il rinomato Sentiero delle Meraviglie. Questo affascinante percorso escursionistico invita a immergersi nella natura e nella storia, offrendo panorami mozzafiato e un viaggio nel passato delle antiche attività minerarie del Ticino.

La Miniera d’Oro di Sessa è una delle poche testimonianze viventi delle miniere aurifere che furono attive fino ai primi del Novecento, un angolo di storia che racconta secoli di tradizioni minerarie e di lavoro sottoterra. Situata in una zona ricca di fascino e immersa nel verde, oggi rappresenta una meta imperdibile per chi è alla ricerca di un’esperienza unica che fonde natura, storia e archeologia industriale. Passeggiando tra i suoi cunicoli e le strutture ancora visibili, i visitatori possono scoprire come l’oro veniva estratto e lavorato, rivivendo i racconti di chi, generazione dopo generazione, ha dedicato la propria vita a questa attività. La Miniera d’Oro di Sessa, con la sua storia unica e l’atmosfera misteriosa, è un’occasione imperdibile per chi cerca un’avventura fuori dall’ordinario.

Questo straordinario sito è perfetto per famiglie, escursionisti, appassionati di storia e curiosi, che possono intraprendere un itinerario affascinante e coinvolgente. Lungo il percorso, si possono osservare i resti delle antiche strutture minerarie, scoprendo curiosità tecniche e storiche che raccontano il legame indissolubile tra l’uomo e la terra. Il paesaggio circostante, con la sua vegetazione lussureggiante e i panorami mozzafiato, arricchisce ulteriormente l’esperienza, facendo di questa miniera non solo un viaggio nel passato, ma anche un’immersione nella bellezza naturale del territorio. Un vero e proprio tuffo in un passato remoto, ma incredibilmente vivo, che saprà emozionare ogni visitatore.

La miniera si trova lungo il Sentiero delle Meraviglie, un’affascinante rete di itinerari naturalistici ed escursionistici che attraversa paesaggi di straordinaria bellezza e luoghi di grande valore storico e culturale. Si tratta di un vero e proprio viaggio nel cuore della natura, un’esperienza che guida i visitatori attraverso boschi rigogliosi, prati verdeggianti, e angoli nascosti dove la tranquillità regna sovrana. Questo sentiero non è solo un percorso fisico, ma un’esplorazione delle meraviglie che la terra ha da offrire, in un’armonia perfetta tra natura selvaggia e tracce di un passato ricco di tradizioni.

Lungo il cammino, che è possibile intraprendere ad esempio dal villaggio di Novaggio, i visitatori possono ammirare una serie di testimonianze che parlano di un tempo in cui l’uomo e la natura vivevano in simbiosi: antichi mulini che raccontano storie di lavoro e ingegno, cave dismesse che ricordano le attività minerarie che un tempo caratterizzavano la zona, e altre strutture che testimoniano la laboriosità e la creatività degli abitanti di queste terre. Ogni tappa del sentiero circolare lungo in totale quasi 7 km è una scoperta, un invito a fermarsi e riflettere sulle tradizioni che hanno plasmato queste terre nel corso dei secoli.

Inoltre, il percorso offre spettacolari panorami che spaziano dalle vette montuose alle valli verdissime, regalando emozioni che solo la natura incontaminata può offrire. Ogni passo lungo il Sentiero delle Meraviglie è un incontro con la storia e con la bellezza senza tempo, dove passato e presente si intrecciano in un abbraccio perfetto. Un’esperienza indimenticabile per chi ama la natura, la storia e l’avventura.

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