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Festa del Papà: c’è davvero qualcosa da festeggiare?

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Solo l’11% dei padri è soddisfatto di come vive il proprio ruolo paterno: l’analisi di Me First racconta una paternità ostacolata e vissuta a metà

Il 19 marzo celebriamo la Festa del Papà ma per molti padri italiani questa giornata ha un sapore amaro. Se da un lato si festeggia il loro ruolo nella famiglia, dall’altro le istituzioni e ancora troppe aziende continuano a ostacolare una vera condivisione della genitorialità. I dati parlano chiaro: solo l’11.10% dei padri è soddisfatto di come vive il proprio ruolo paterno, dato che dimostra come le condizioni lavorative e culturali impediscono un equilibrio equo tra genitorialità e carriera.

Secondo l’ultima indagine condotta da Me First – che ha coinvolto 373 padri lavoratori con un’età media di 40,81 anni  – in collaborazione con LabCom, former spin-off dell’Università di Firenze, quasi il 66% dei padri lavoratori sperimenta livelli medio-alti di esaurimento emotivo e burnout, mentre oltre il 75% non si sente realizzato nella propria situazione professionale. Tra le cause principali, emerge la difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia, aggravata dal fatto che in Italia il congedo di paternità obbligatorio è di soli 10 giorni per i lavoratori dipendenti. Una misura simbolica che non consente ai padri di vivere appieno il proprio ruolo.

Festa del Papà: una celebrazione ipocrita?

Se la genitorialità fosse davvero equa, servirebbero più strumenti per garantire ai papà il tempo e il riconoscimento necessario. Invece, secondo i dati dell’Osservatorio sulla Genitorialità in Azienda, solo il 20% dei padri usufruisce pienamente del congedo di paternità, spesso per paura di essere penalizzati sul lavoro. Di conseguenza, il carico della cura dei figli ricade ancora prevalentemente sulle madri, mentre i padri restano incastrati in ruoli marginali.

“Il problema non è solo che i padri non riescono a trovare un equilibrio tra lavoro e famiglia, ma che non viene loro riconosciuto il diritto di essere presenti quanto le madri. Il nostro studio evidenzia che il peso della genitorialità continua a ricadere sulle madri, limitando la libertà e la salute psicosociale delle donne e impedendo ai padri di vivere il loro ruolo.” sottolineaCristina Di Loreto, psicoterapeuta e founder di Me First.

I padri chiedono più tempo, le aziende non rispondono

Se da un lato i padri vogliono essere più coinvolti, dall’altro le aziende non sembrano pronte a supportarli. L’81,7% dei padri lavoratori coinvolti nello studio vorrebbe misure di sostegno per bilanciare lavoro e famiglia, ma solo il 31,1% ha effettivamente ricevuto supporto. Secondo i dati del Ministero del Lavoro, solo il 28% delle aziende italiane ha implementato politiche concrete per favorire una maggiore equità nella distribuzione delle responsabilità genitoriali.

Questa mancanza di supporto ha conseguenze dirette sul benessere dei padri, infatti il 74% degli intervistati riporta livelli elevati di distress genitoriale. Inoltre, secondo un’indaginedell’ADP Research Institute, il 43% dei genitori lavoratori sarebbe disposto a cambiare lavoro se fosse obbligato a rientrare full-time in presenza, con una percentuale che sale al 55% tra chi ha figli sotto l’anno di età.

Una Festa del Papà per riflettere, non solo per celebrare

Il 19 marzo dovrebbe essere più di una semplice celebrazione: dovrebbe essere un’occasione per riflettere su cosa significa davvero essere padre oggi. Perché un papà non dovrebbe essere costretto a scegliere tra carriera e famiglia. Se vogliamo un futuro più equo, servono politiche aziendali più inclusive, un congedo di paternità più lungo e un riconoscimento concreto del ruolo dei padri nella crescita dei figli.

Il report della ricerca può essere scaricato da questo link: https://mefirstinazienda.com/ricerca-e-sviluppo/#workingdad

–About Me First:
Me First® è il primo metodo-mindset validato di self-coaching, problem solving ed empowerment che offre programmi specifici di prevenzione, preparazione e supporto per aiutare genitori attuali e futuri, manager e team a conciliare vita-lavoro-accudimento in modo appagante, riducendo frustrazioni e livelli di stress, e favorendo un equilibrio sostenibile. Offre soluzioni personalizzate per supportare le aziende nel creare un ambiente di lavoro più sano e motivante, con un focus su programmi che arricchiscono la proposta Diversity and Inclusion, talent attraction, welfare e di people care aziendale.

Maltrattavano la figlia disabile arrestati i genitori e il fratello

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I Carabinieri della Compagnia di Partinico hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Palermo su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti dei componenti di un nucleo familiare, padre 60enne, madre di 64 anni e fratello 31enne, accusati di maltrattamenti aggravati in concorso nei confrontidella figlia/sorella affetta da disabilità.

La delicata indagine, sviluppatasi per mesi dallo scorso settembre e partita da una segnalazione degli assistenti sociali, ha permesso di ricostruire uno scenario familiare drammatico. Tra le mura domestiche, quotidianamente, la vittima sarebbe stata costretta ad occuparsi delle incombenze di casa, subendo reiterate e gravissime mortificazioni, culminate perfino nelle minacce di morte da parte dei genitori e del fratello.

Gli indagati avrebbero inflitto alla congiunta pesanti sofferenze sia fisiche, per via di percosse anche con l’uso di bastoni, sia psicologiche, attraverso continue umiliazioni, denigrazioni e intimidazioni.

Per i tre congiunti della vittima, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere mentre per la vittima è stata collocata presso una “casa protetta”.

È doveroso rilevare che gli indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.

RIETI: I CARABINIERI DENUNCIANO UN UOMO PER GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

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I Carabinieri della Sezione Radiomobile di Rieti hanno denunciato a piede libero un 39enne del posto per guida in stato di ebbrezza.

La comunicazione della notizia di reato è stata inoltrata alla Procura della Repubblica di Rieti al termine degli accertamenti esperiti dai militari dell’Arma in merito ad un sinistro stradale in cui rimaneva coinvolto il denunciato.

Durante i rilievi del sinistro, infatti, i militari dell’Arma notavano che l’interessato palesava evidenti sintomi riconducibili ad un probabile abuso di bevande alcoliche.

Decidevano pertanto di sottoporlo ad accertamento etilometrico i cui risultati davano conferma agli iniziali sospetti: l’uomo risultava avere un tasso alcolemico pari a 0,88 g/l, quindi superiore allimite previsto dal Codice della Strada (0,5 g/l).

Di conseguenza, i militari hanno affidato l’auto al legittimo proprietario, risultato estraneo ai fatti, e ritirato la patente di guida al trasgressore che è stato anche denunciato all’Autorità Giudiziaria.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Riforma storica nell’accesso alla facoltà di medicina

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Quadrini “una vera e propria rivoluzione che cambierà il volto della nostra università e del nostro sistema sanitario”

È legge la riforma del sistema di accesso ai corsi di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria, e Medicina Veterinaria. Un cambiamento storico che abolisce il test d’ingresso e il numero chiuso, una promessa mantenuta dal Ministro dell’università e della ricerca Anna Maria Bernini, e sostenuta con determinazione da Forza Italia.
Con l’approvazione definitiva della riforma, l’Italia si prepara a formare 30mila nuovi medici nei prossimi sette anni, un passo decisivo per affrontare la carenza di personale sanitario e rafforzare tutto il sistema. La riforma introduce una visione più inclusiva e accessibile all’università, dando la possibilità a tutti coloro che desiderano intraprendere la carriera medica di accedere senza barriere.
Il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone e Presidente del Gruppo Provinciale di Forza Italia, Gianluca Quadrini, ha così commentato la storica riforma:
“Siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione che cambia il volto della nostra università e del nostro sistema sanitario. Con l’eliminazione del numero chiuso e dei test d’ingresso, si apre finalmente una nuova opportunità per tanti giovani che fino a oggi hanno visto i propri sogni di diventare medici frenati da ostacoli burocratici. Questa riforma è il frutto di un lavoro serio e concreto, che ha visto in prima linea il Ministro Anna Maria Bernini, alla quale vanno i nostri più sentiti complimenti per aver mantenuto un impegno che riteniamo fondamentale per il futuro del nostro Paese.”
“Con questa riforma,” continua il Presidente Quadrini, “diciamo addio a un sistema che per troppo tempo ha limitato le possibilità per molti ragazzi di accedere alla formazione in medicina. La nostra università ora si apre a tutti, e questo non significa solo dare un’opportunità a nuovi talenti, ma anche rispondere concretamente alla grave carenza di medici che affligge il nostro sistema sanitario. Un investimento che non solo rafforza la nostra sanità, ma garantisce anche una formazione d’eccellenza, in linea con i più alti standard europei.”
“Questa è una riforma che guarda al futuro – conclude Gianluca Quadrini – e che, come Forza Italia, abbiamo sostenuto con forza, convinti che la formazione sia la chiave per un’Italia più forte, sana e preparata ad affrontare le sfide di domani.”

Tennis, gli Internazionali d’Italia per la prima volta allo Stadio dei Marmi di Roma

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ROMA – Gli Internazionali Bnl d’Italia 2025 si presentano con importanti novità. Gli appassionati, che dal 29 aprile al 18 maggio animeranno Roma per l’82esima edizione del torneo di tennis, saranno catapultati in una “nuova epoca” della manifestazione, all’interno di un ‘site’ più grande, più bello, più funzionale e ricco di fascino.
Quest’anno, infatti, il tennis per la prima volta entrerà nello Stadio dei Marmi. Il suggestivo impianto, intitolato alla leggenda Pietro Mennea, abbraccerà un’altra leggenda dello sport italiano, Jannik Sinner, il primo azzurro della storia a raggiungere il primo posto del ranking Atp e che proprio a Roma farà il suo ritorno alle competizioni.

Per presentare il nuovo progetto con tutte le grandi novità che renderanno ancor più iconico il colpo d’occhio dello splendido parco del Foro Italico, oggi pomeriggio si è tenuta la conferenza stampa alla presenza di Angelo Binaghi (Presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel), Marco Mezzaroma (Presidente di Sport e Salute), Andrea Abodi (Ministro per lo Sport e i Giovani), Francesco Rocca (Presidente della Regione Lazio) e Alessandro Onorato (Assessore al Turismo, Grandi Eventi, Sport e Moda del Comune di Roma).All’interno dello Stadio dei Marmi saranno allestiti uno stadio da oltre 3.000 posti (la SuperTennis Arena) e altri due campi con tribune da 800 posti ciascuno. Insieme al Campo Centrale, alla Grand Stand Arena e al ‘Pietrangeli’, la SuperTennis Arena rappresenterà uno dei quattro show court del torneo. In totale ci saranno 9 campi da gioco e 12 campi per gli allenamenti dei campioni e delle campionesse attesi al via; menzione speciale, tra quelli riservati alla preparazione, per i due allestiti lungo il Tevere, all’ombra del Ponte della Musica.

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Il pubblico, che per la prima volta potrà accedere all’impianto direttamente dal suggestivo Viale dell’Impero, che unisce l’Obelisco alla Fontana della Sfera, beneficerà anche di un Fan Village totalmente rinnovato, con spazi e facilities che contribuiranno a rendere indimenticabile l’esperienza in questo 2025. La zona delle piscine, riservata anche quest’anno ai giocatori e alle loro squadre, sarà nuovamente collegata al Centrale attraverso quella suggestiva passerella rappresentata dal ponte sospeso. Il progetto e le rivoluzionarie novità del site, che passa così da 12 a 20 ettari per soddisfare la sempre più crescente voglia di tennis, rappresentano un doveroso omaggio della città e degli organizzatori per gli storici risultati che i campioni azzurri hanno raccolto nelle ultime stagioni e, su tutti, per i record e le vittorie che hanno reso il 2024 la stagione la più bella della storia di questo sport; non a caso la Coppa Davis e la Billie Jean King Cup, conquistate lo scorso novembre a Malaga, saranno esposte al Foro Italico per tutta la durata del torneo.

“Puntiamo ad avvicinarci ai 400.000 spettatori paganti, fatto salvo il meteo, e a raggiungere nel giro di due o tre anni un miliardo di euro di impatto economico sul territorio“. Lo ha dichiarato il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, che ha sintetizzato il presente e le prospettive future degli Internazionali Bnl d’Italia, quello che il numero 1 del tennis italiano ha definito “il più grande progetto di ampliamento del ‘site’ della storia del torneo”.https://tv.dire.it/mediaplayer/index.html?id=67d079937a6a8a911ff2da85&resolution=master

Il progetto è il risultato della crescita costante del pubblico al Foro. Un fenomeno “stabile di lungo periodo- ha detto Binaghi- strettamente collegato alla crescita del tennis italiano. Un fenomeno supportato da una nuova gestione del torneo e della Federazione, che destina le proprie risorse alla promozione del tennis forse più di chiunque altro, e dai risultati sportivi dei nostri atleti”.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Chi ha ucciso Chiara Poggi? Perché dopo 18 anni Andrea Sempio è indagato, di nuovo

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Il ‘no’ al tampone, le telefonate strane, le impronte delle scarpe e l’alibi che non convince: tutti gli elementi che riaprono il caso Garlasco

MILANO – La famiglia Poggi si dice “sconvolta da una ferita riaperta” dopo 18 anni. “Sconvolto e allibito”, si definisce anche Andrea Sempio, il nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, mentre si accende la speranza per il condannato Alberto Stasi, l’allora fidanzatino della vittima che si è sempre proclamato innocente. La sua pena ormai è scontata, ma “è una questione di verità”: manda a dire attraverso i suoi legali, ed esprime la sua soddisfazione perché ora “finalmente ci saranno delle indagini su quello che abbiamo sempre sostenuto”. 
Queste le prime reazioni dei diretti protagonisti della vicenda, all’indomani della notizia della riapertura del delitto di Garlasco, uno dei primi ‘processi mediatici’ di cronaca nera finiti nel tritacarne dei talk show televisivi e persino del gossip (anche Fabrizio Corona si era ‘scomodato’ per arrivare a Garlasco alla ricerca di scoop). La domanda che tutti si pongono ora è il perché di questo ripensamento degli inquirenti, dopo quasi 20 anni, su quello che è stato un assassino brutale di una ragazza, che all’epoca aveva appena 26 anni, avvenuto in una provincia italiana svuotata dall’imminente ferragosto. Il corpo di Chiara fu infatti ritrovato in una pozza di sangue il 13 agosto del 2007, nella sua stessa abitazione.

“SONO INNOCENTE”: LE DETERMINAZIONE DI STASI

Per arrivare alla condanna definitiva del “biondino dagli occhi di ghiaccio”- che all’epoca dei fatti aveva appena 24 anni- ci sono voluti 8 anni e mezzo e 5 processi nei vari gradi di giudizio con sentenze contrastanti. Nel dicembre 2016, quasi 9 anni a distanza dalla morte di Chiara, Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni di carcere dalla Cassazione: ora di anni ne ha 42 e ne ha trascorsi quasi una decina da recluso. Un lungo periodo dove non sono mancati i tentativi di ribaltare il giudizio dei giudici, perché lui non ha mai smesso di dichiararsi innocente. Ma risultati finora non ci sono stati: lo scorso febbraio è stato bocciato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo il suo ricorso contro la condanna a 16 anni di carcere.NEL 2025 POTREBBE USCIRE DAL CARCERE

Attualmente di giorno esce dal carcere di Bollate, dove fa ritorno la sera, per lavorare come contabile in un’azienda. Si è anche impegnato a dare alla famiglia Poggi una quota mensile del suo stipendio per un minimo di 9 mila euro l’anno. E quest’anno può richiedere l’affidamento in prova, in anticipo di tre anni, concludendo la parte conclusiva della pena fuori dalla prigione, dove diversamente dovrebbe restare fino al 2028, prima di aver assolto completamente alla condanna, con il beneficio della buona condotta. Insomma, ormai manca poco alla sua scarcerazione, ma Stasi non si accontenta, vuole affermare la sua innocenza. E oggi qualcosa sta iniziando a girare a suo favore: ecco perché il delitto di Garlasco è stato riaperto.ANDREA SEMPIO, CHI È E PERCHÈ SI INDAGA SU DI LUI

L’amico di Marco Poggi, fratello minore di Chiara, all’epoca dell’omicidio era 19enne. La svolta dell’inchiesta lo porta nuovamente iscritto nel registro degli indagati: questa volta per omicidio in concorso con ignoti o con lo stesso Stasi. Nel 2016, a 9 anni di distanza dal delitto, il suo nome era infatti già comparso nell’inchiesta sulla morte della ragazza, ma poi il tutto era stato archiviato.
“Io e Marco ci conosciamo fin dalle medie, eravamo in classe insieme. Andavo almeno due o tre volte a settimana a casa sua a giocare. Chiara era sua sorella, ogni tanto mi è capitato di incontrarla in casa ma non ci frequentavamo assolutamente” queste alcune delle dichiarazioni date al Tg 1 da Sempio all’epoca in cui era stato indagato la prima volta e in cui raccontava anche che alle sue calcagna erano stati per diverso tempo degli investigatori privati, attivati dai legali di Stasi che da allora lo attenzionavano.
A metterlo nei guai allora era stato il Dna trovato sotto le unghie del cadavere di Chiara, una prova però ritenuta poi “inutilizzabile” dai magistrati pavesi che non avevano disposto ulteriori analisi e hanno archiviato la sua posizione. Oggi la stessa procura contesta questo esito perché ritenuto “frettoloso” e perché non è mai stato disposto un confronto tra le tracce biologiche e il suo Dna.
Oggi Sempio ha 37 anni, vive a Voghera, dove lavora come commesso in un negozio di telefonia in un centro commerciale. Su di lui, ancora una volta, il peso delle istanze dei legali di Alberto Stasi.

LE NUOVE INDAGINI

Perché i magistrati hanno ricominciato a investigare sulla morte di Chiara Poggi? A riattivare la macchina delle indagini è stata infatti una istanza dei legali di Stasi, Antonio De Renzis e Giada Bocellari, basata su una consulenza dei genetisti Ugo Ricci e del luminare tedesco Lutz Roewer e incentrata proprio sul match con il Dna di Sempio. Per questo la procura, oggi guidata da Fabio Napoleone, ha delegato i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e richiesto una nuova consulenza per rivalutare le precedenti indagini. Con il risultato che il parere dell’epoca è stato ribaltato: le tracce di Dna rinvenute sul corpo di Chiara ora sono ritenute utilizzabili a fini giudiziari e compatibili con il Dna di Andrea Sempio. Non solo: sulla base della decisione della procura ci sarebbero altri elementi su cui però c’è il massimo riserbo.

IL “NO” DI SEMPIO AL PRELIEVO

Dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia per l’omicidio di 18 anni fa, il nuovo indagato ha opposto il suo rifiuto ai carabinieri per il consenso al tampone biologico, come da sua facoltà. Per tutta risposta del giudice, due giorni dopo, è arrivato l’ordine coattivo e domani, giovedì 14 marzo, Sempio dovrà obbligatoriamente comparire davanti ai carabinieri per il tampone.

GLI “ALTRI ELEMENTI” CHE HANNO RIAPERTO IL CASO

Nelle ultime ore inoltre gli investigatori hanno convocato amici e frequentatori di casa Poggi per essere interrogati e per cercare di trovare i pezzi mancanti del puzzle. Alla base della riapertura del fascicolo, secondo quanto sta emergendo sulla stampa, ci sarebbero altri elementi oltre al Dna: alcune strane telefonate di Sempio a casa Poggi prima del delitto, nei giorni in cui l’amico, fratello della vittima, però era in vacanza in montagna e solo Chiara era presente. E ancora un numero di scarpe (42-42,5) che coincide con le impronte lasciate nel sangue dall’assassino. Poi un alibi contro cui i legali di Alberto Stasi hanno sempre puntato il dito. Il 18 agosto, quando Sempio venne convocato dai carabinieri, alla domanda dove fosse al momento del delitto, rispose: “Alla libreria Feltrinelli di piazza Ducale, a Vigevano“. Ma proprio quel giorno, un lunedì, il negozio era chiuso. Allora, a quindici mesi dal giorno dell’omicidio, ancora stranamente conservato, Sempio portò lo scontrino di un parcheggio in zona palazzo Ducale con la data del 13 agosto 2007, per dimostrare la validità del suo alibi. Così il gip di allora mise la parola fine all’inchiesta su Sempio per “l’inconsistenza degli sforzi profusi dalla difesa Stasi e tendente a rinvenire un diverso, alternativo, colpevole dell’uccisione di Chiara Poggi”.

Evidentemente, dopo 18 anni, questi sforzi e la nuova documentazione sui reperti biologici sono stati più convincenti.

 Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

L’Europarlamento approva il piano sul riarmo dell’Unione

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Gli europarlamentari hanno adottato il piano proposto da Ursula von der Leyen con 419 voti a favore, 204 contrari e 46 astenuti

ROMA – Si è conclusa al Parlamento europeo la votazione su ‘ReArm Europe’, il piano di riarmo proposto dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen: gli europarlamentari lo hanno adottato con 419 voti a favore, 204 contrari e 46 astenuti.

L’Eurocamera, che ha evidenziato il proprio “favore” al progetto, ha inviato alla Commissione l’appello “con urgenza” e ad adottare risposte ai rischi esterni “analoghe a quelle in tempo di guerra”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Bruno Di Folco eletto Presidente del Comitato Regionale FITeT Lazio

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Gianluca Quadrini non tarda a congratularsi.

Il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini, esprime le sue più sincere congratulazioni a Bruno Di Folco per la sua elezione a Presidente del Comitato Regionale della Federazione Italiana Tennis Tavolo (FITeT) Lazio per il quadriennio 2025-2028. L’assemblea elettiva, presso l’Università degli Studi di Roma Foro Italico (IUSM), ha visto confermata la fiducia in Di Folco, che aveva già ricoperto il ruolo di consigliere federale dal 2008 al 2014 e che ha guidato il Consiglio Regionale con successo in passato.
“Ho avuto il piacere di collaborare con Bruno Di Folco quando avevo la squadra di tennis tavolo di serie A ad Arpino. La sua professionalità, competenza e passione per questo sport sono qualità che lo rendono un leader naturale e sono certo che sotto la sua guida il Comitato Regionale FITeT Lazio raggiungerà traguardi ancora più ambiziosi”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone.
Quadrini ha inoltre sottolineato che Di Folco sarà un valido presidente e che tutta la squadra, sotto la sua leadership, sarà in grado di svolgere un lavoro straordinario, contribuendo a far crescere il movimento del tennis tavolo nella regione Lazio.
“Auguro a Bruno Di Folco un proficuo lavoro e a tutta la sua squadra, sicuro che insieme porteranno avanti con impegno e passione il progresso del tennis tavolo in Lazio”

Le congratulazioni di Gianluca Quadrini al Presidente del Comitato Regionale FIG Lazio, Antonio Gazzellone

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Gianluca Quadrini, Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, esprime le sue più sentite congratulazioni ad Antonio Gazzellone per la sua elezione a Presidente del Comitato Regionale Lazio della Federazione Italiana Golf. Con il 93,23% dei voti, pari a 124 preferenze su 133, Gazzellone ha ottenuto un ampio mandato, superando l’altro candidato Ettore Thermes.
“Mi congratulo sinceramente con Antonio Gazzellone per l’importante risultato ottenuto. La sua elezione rappresenta non solo un riconoscimento del suo impegno, ma anche una garanzia di crescita e sviluppo per il nostro sport a livello regionale. Sono certo che con la sua passione e competenza saprà guidare il Comitato Regionale verso nuove sfide e successi”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini.
L’assemblea, presieduta dall’Avv. Massimiliano Montone, Ufficio Legale FIG, si è tenuta a Roma, presso il Palazzo delle Federazioni, e ha visto l’apertura del Presidente uscente Carlo Scatena.
“Auguro ad Antonio Gazzellone da parte mia e di tutto il consiglio provinciale un proficuo lavoro” così ha concluso Gianluca Quadrini.

The man and his music al Golden di Roma

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The man and his music al Golden di Roma
The man and his music al Golden di Roma

dal 13 al 23 marzo 2025 Gianluca Guidi in Sinatra

The man and his music

pianoforte Stefano Sabatini, contrabbasso Dario Rosciglione, batteria Marco Rovinelli

produzione The Big Show Management SRLS, produttore esecutivo Tiziana D’Anello

Al teatro Golden Gianluca Guidi rende omaggio a Frank Sinatra in un tributo musicale assolutamente unico e meraviglioso, da non perdere sia per chi ha vissuto la sua epoca e sia per le nuove generazioni che non hanno avuto il piacere di apprezzare una vera icona, tra i cantanti più influenti del XX secolo che ha vinto ben 11 Grammy Awards. Guidi lo riporta sul palco con “Sinatra. The man and his music” , dal 13 al 23 marzo 2025, in un viaggio che racconta la storia del grande artista americano. 

Francis Albert Sinatra, più comunemente noto come “Frank”, nacque a Hoboken (New Jersey) il 12 dicembre 1915. Una vita, la sua, tra le più longeve della storia musicale mondiale, che ha accompagnato, con la sua voce, almeno quattro generazioni. 

L’uomo Sinatra, controverso per molti motivi, capace di incantare sul palcoscenico milioni di persone in tutto il mondo. 

Autori come Cole Porter, George Gershwin, Richard Rodgers, Sammy Cahn che hanno contribuito a scrivere la storia della canzone Americana, sono destinati all’immortalità grazie anche alla prodigiosa carriera di Sinatra, che è stato e rimarrà la più straordinaria voce pop che il mondo abbia ascoltato. 

Bing Corsby ebbe a dire ”… di voci come quelle di Sinatra ne nasce una ogni secolo … purtroppo io sono capitato nello stesso secolo suo…”. 

E’ quindi doveroso, a più di un secolo dalla sua scomparsa, celebrarlo in Italia, per mano, o meglio “per voce” di chi ne è rimasto incantato fin da bambino, complici anche i numerosi dischi ben in vista nello studio della casa in cui viveva da piccolo. 

Con uno spettacolo della durata di 90 minuti, accompagnato da un trio di famosi jazzisti, al pianoforte Stefano Sabatini, al contrabbasso Dario Rosciglione, alla batteria Marco Rovinelli, Gianluca Guidi, percorre un vero e proprio viaggio/tributo in onore del grande artista Americano, incantando il pubblico, lui che negli ultimi anni ha conquistato spettatori di ogni età, registrando il tutto esaurito nei teatri italiani, con la sua interpretazione di Don Silvestro nel celeberrimo musical Aggiungi un posto a tavola di Garinei e Giovannini. 

In questo racconto in prosa e musica non mancheranno aneddoti sulla vita di Frank, dai rapporti con la famiglia Kennedy alle tormentate relazioni amorose, curiosità e l’immancabile (in questo caso un cameo) presenza “virtuale” nei racconti, del papà di Gianluca, Johnny Dorelli, che dopo aver vissuto per più di un decennio a New York negli anni d’oro del dopoguerra, incide tornato in Italia numerosi brani del nostro beniamino tradotti in lingua italiana. Una celebrazione ad un Mito dovuta. 

Info e prenotazioni: 

Teatro Golden via Taranto, 36  telefono 06.70493826

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