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Serie di intimidazioni e danneggiamenti nel reggino: Identificato dai Carabinieri il responsabile

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Si è conclusa con un importante risultato l’indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Pellaro, che ha portato all’identificazione di un giovane responsabile – allo stato degli atti ed in attesa delle successive verifiche –  di una serie di atti intimidatori e danneggiamenti ai danni di un uomo, responsabile di reparto presso una ditta locale.

Il giovane, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe agito per vendetta personale connessa a contrasti sul luogo di lavoro. Gli episodi, includevano minacce, lettere intimidatorie e diversi danneggiamenti all’auto della vittima, tra cui la foratura dei pneumatici e la rottura del lunotto posteriore, quest’ultima reiterata in tempi brevi.

Le indagini sono scattate subito dopo le prime denunce presentate dalla vittima, che ha segnalato i fatti ai Carabinieri. I militari, con un lavoro scrupoloso, hanno raccolto prove fondamentali: analisi dei sistemi di videosorveglianza, riconoscimenti fotografici e servizi di appostamento. Il quadro accusatorio si è ulteriormente rafforzato grazie a una perquisizione domiciliare nell’abitazione del sospettato.

La svolta è arrivata nella mattinata del 26 novembre, quando il giovane è stato denunciato in stato di libertà. Le accuse a suo carico comprendono danneggiamento aggravato e minacce.

Questo caso rappresenta un segnale forte per la comunità reggina: nessuno è solo davanti a situazioni di intimidazione o ingiustizia. L’Arma dei Carabinieri, grazie a un lavoro investigativo meticoloso e alla determinazione dei suoi uomini, ha dimostrato ancora una volta di essere pronta a intervenire per garantire sicurezza e legalità, assicurando alla giustizia chi tenta di agire al di sopra della legge.

Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale il principio di non colpevolezza fino a condanna definitiva.

CATANIA: LA POLIZIA DI STATO PROCEDE AL FERMO DI QUATTRO SCAFISTI PER IL REATO DI FAVOREGGIAMENTO AGGRAVATO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

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Personale della Polizia di Stato di Catania, coordinato dalla Procura Distrettuale etnea, ha proceduto al fermo di indiziato di delitto di quattro scafisti di origini sudanesi, rispettivamente di anni 21, 22 e due trentenni, per il reato di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina.

I fatti risalgono al pomeriggio dello scorso 20 novembre quando, presso l’ambito portuale di Catania, attraccava la nave ONG “Aita Mari”, battente bandiera spagnola, con a bordo 53 migranti di varie nazionalità, soccorsi in acque internazionali nel corso di un evento di soccorso SAR risalente alle prime ore del mattino del 19 novembre.

Presso il Porto di Catania, assegnato quale sito di sbarco, ultimate le preliminari operazioni di accoglienza, i migranti venivano trasferiti presso la struttura di via Forcile dove proseguiva l’attività di indagine già avviata in banchina, e sin dalle primissime fasi, dai poliziotti della Squadra Mobile – Sezione Criminalità Straniera e Prostituzione.

L’attività di Polizia Giudiziaria consentiva di far luce su alcuni aspetti legati soprattutto alla traversata in mare, apprendendo come il gommone di modeste dimensioni sul quale viaggiavano i migranti fosse partito giorni prima dalle coste libiche e poi, dopo lunghe ore di navigazione, costretto a fermarsi a causa di un’avaria, prima di ricevere i soccorsi.

            Intanto, le operazioni di ascolto degli stranieri condotte presso l’ex Hub vaccinale, nonché gli ulteriori approfondimenti sviluppati dagli investigatori della Squadra Mobile sulle informazioni via via assunte, permettevano da subito di concentrare le attenzioni nei confronti di quattro migranti di origine sudanese, rispettivamente di anni 21, 22 e due trentenni, facenti parte dello stesso evento.

L’azione investigativa consentiva infatti di delineare il ruolo dei quattro sudanesi i quali, unendosi al restante gruppo di migranti solo nelle fasi immediatamente precedenti alla partenza in mare, avrebbero assunto a vario titolo il comando dell’imbarcazione, collaborandosi tra loro con diverse mansioni.      

A suffragare il quadro indiziario, convergerebbero anche gli esiti delle perquisizioni personali eseguite nei loro confronti, dal momento che venivano rinvenuti in loro possesso alcuni dispositivi elettronici riconducibili al ruolo che gli stessi avrebbero rivestito sull’imbarcazione durante la lunga traversata in mare.

In ragione delle evidenze investigative e dei gravi, precisi e concordanti indizi di reato raccolti a carico dei quattro sudanesi, valutato il concreto ed attuale pericolo che potessero sottrarsi alle loro responsabilità e darsi alla fuga, rendendosi di fatto irreperibili, gli stessi venivano sottoposti a fermo di indiziato di delitto in ordine all’ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravato dall’aver riguardato l’ingresso illegale nello Stato di più di cinque persone, dall’aver posto in pericolo la vita e l’incolumità dei trasportati, nonché aggravato poiché commesso da più di tre persone.

I quattro soggetti sottoposti a fermo venivano posti a disposizione del Sostituto Procuratore di turno presso la locale Procura Distrettuale, che ne disponeva la traduzione presso la Casa Circondariale di Catania “Piazza Lanza” in attesa della convalida del G.I.P.

Nelle ore successive, il provvedimento di fermo adottato veniva convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catania, che applicava ai quattro stranieri la misura cautelare della custodia in carcere.

Quanto sopra, in considerazione dell’attuale fase delle indagini preliminari, ferma restando la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva di condanna.  

LA POLIZIA DI STATO ESEGUE LA MISURA CAUTELARE DEL DIVIETO DI ESPATRIO A CARICO DI UNA GIOVANE COPPIA PER TRUFFA E AUTORICICLAGGIO DA FALSO TRADING ONLINE

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La Polizia di Stato, nell’ambito di una complessa attività di indagine sul fenomeno del falso trading online, ha dato esecuzione alla misura cautelare del divieto di espatrio a carico di due cittadini italiani residenti in provincia di Latina, emessa dal GIP presso il Tribunale di Torino su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Gli approfondimenti investigativi condotti dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Torino e coordinati dal Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica hanno consentito di accertare che la coppia indagata, attraverso telefonate in stile call-center, proponeva a potenziali vittime individuate anche per mezzo di società di profiling, rendite finanziarie molto elevate a fronte di ingenti versamenti di denaro.

I presunti broker, nelle chiamate ingannevoli, rappresentavano la falsa proposta commerciale di piani di investimento “sicuri”, inducendo la vittima a registrarsi su piattaforme finanziarie appositamente create. Questi portali simulavano l’esistenza di falsi grafici di fluttuazione degli investimenti, tali da ingenerare nel malcapitato l’assoluta fiducia nella validità dell’investimento. 

L’attività di indagine della Polizia Postale, durata quasi due anni, si è incentrata sulla complessa analisi dei flussi finanziari riconducibili agli indagati che in breve tempo trasferivano su conti intestati a società di comodo, sedenti all’estero, il denaro dopo aver effettuato una serie di operazioni e trasferimenti, anche attraverso wallet di criptovaluta, idonei ad ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa.

Tale metodologia ha permesso agli investigatori cibernetici di individuare le vittime del falso trading, ancora ignare di essere cadute nel raggiro, prevenendo così ulteriori conseguenze patrimoniali negative. 

La fase esecutiva, caratterizzata anche dal diretto intervento di personale del C.O.S.C. Polizia Postale di Torino, è stata portata a termine anche grazie alla collaborazione della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Latina.

L’indagine colpisce uno dei fenomeni economico-criminali più estesi degli ultimi anni in termini di dannosità patrimoniale, che porta con sé il concreto rischio di ricaduta nella truffa delle stesse vittime, spesso ricontattate dai truffatori anche dopo mesi o anni dal primo falso investimento, sotto le mentite spoglie di società di recupero crediti, o di Forze dell’Ordine incaricate di inverosimili restituzioni dirette di denaro, dietro tuttavia il pagamento di fantomatiche imposte.

Si precisa che il procedimento in essere versa allo stadio delle indagini preliminari e che pertanto gli indagati devono considerarsi non colpevoli sino all’emissione di provvedimento giudiziario passato in giudicato.

Al fine di riconoscere ed evitare queste forme di raggiro la Polizia Postale consiglia di

• Verificare che il soggetto che propone operazioni di trading on line sia autorizzato, visitando i siti web della Consob e della Banca d’Italia;

• Consultare la sezione “WARNING AND PUBLICATIONS FOR INVESTORS” dell’ESMA (la CONSOB europea) e verificare se, nei confronti del trader, altre autorità europee omologhe alla CONSOB, hanno pubblicato un avviso agli utenti  (warning);

• Verificare, attraverso i motori di ricerca sul web, la presenza di eventuali blog o forum sulla società di trading o del sito internet;

• Diffidare di broker che offrono un rendimento fuori mercato (prospettando un ritorno economico in percentuali di entità sproporzionata);

• Fare trading con broker e su piattaforme conosciute e di provata affidabilità;

• Non cadere nell’ulteriore trappola dei frodatori che, con il pretesto di sbloccare i rimborsi di quanto già “investito”, richiedono il pagamento di ulteriori somme di danaro: si tratta di una vera e propria estorsione.

MANOVRA, PALUMBO(FDI): «MELONI CONQUISTA L’EUROPA, LANDINI E BOMBARDIERI TRADISCONO I LAVORATORI PER FINI POLITICI»

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 «La manovra economica del Governo Meloni segna un passaggio fondamentale per il rilancio dell’Italia, ottenendo il plauso delle Istituzioni europee e dimostrando che la responsabilità e la visione politica pagano. Con misure concrete a sostegno delle famiglie, delle

imprese e dei lavoratori, Giorgia Meloni sta ridando credibilità al nostro Paese e costruendo un futuro migliore per tutti gli italiani. Eppure, di fronte a questi risultati straordinari, i segretari di CGIL e UIL, Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, preferiscono giocare una partita di retroguardia. Proclamando uno sciopero generale, non cercano di tutelare i diritti dei lavoratori, ma di creare un conflitto ideologico per danneggiare un governo che, finalmente, lavora per il bene comune. Questo sciopero è l’ennesima dimostrazione di una politica sindacale in crisi, che non rappresenta più le esigenze reali dei lavoratori. Con UGL, CISL ed altri sindacati che si sono dissociati, appare chiaro come CGIL e UIL abbiano perso di vista il loro mandato, trasformandosi in strumenti di un’opposizione politica ormai allo sbando»!  Lo dichiara Flavio Palumbo, responsabile del Dipartimento Lavoro di Fratelli d’Italia e Presidente del Circolo “Pino Rauti” Milano.

POGGIO MIRTETO: I CARABINIERI DENUNCIANO UN TRUFFATORE

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La Stazione Carabinieri di Poggio Mirteto ha denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rieti un 52enne, di origini pugliesi, per il reato di truffa.

Il provvedimento è stato inoltrato all’Autorità Giudiziaria al termine di un’attività di indagine avviata a seguito della denuncia presentata da un anziano del posto il quale segnalava di essere stata vittima di una truffa perpetrata, tramite telefono, da un uomo a lui sconosciuto.

Quest’ultimo, fingendosi un dipendente di un noto istituto bancario, aveva contattato l’anziano proponendogli l’acquisto di un terreno agricolo ad un prezzo particolarmente vantaggioso.

Con il pretesto di dover pagare una caparra per non farsi sfuggire l’affare, l’anziano veniva indotto ad effettuare un immediato bonifico di oltre 10.000 Euro su un conto corrente poi rivelatosi essere intestato proprio al suo truffatore.

Solo dopo aver effettuato il pagamento, egli scopriva di essere stato in realtà raggirato e che tutta la trattativa di vendita si era basata su informazioni del tutto inventate dal truffatore.

Ha così deciso di denunciare quanto accaduto ai Carabinieri.

I militari dell’Arma, ricevuta la notizia di reato, hanno in breve tempo ricostruito l’accaduto, identificando e denunciando il responsabile, il quale, tra l’altro, risulta già gravato da vari precedenti di polizia.

Nell’occasione, il Comando Provinciale di Rieti invita i cittadini a segnalare qualsiasi circostanza anche solo potenzialmente riconducibile ad un tentativo di raggiro, al fine di consentire l’avvio immediato di indagini, recandosi presso il presidio dell’Arma più vicino o contattando direttamente il Numero Unico di Emergenza 112.

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

PRESIDENTE ROCCA AL CONVEGNO SUL RISCHIO IDROGEOLOGICO: «INVESTIRE NELLA PREVENZIONE PER PROTEGGERE LE COMUNITÀ»

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«Ho partecipato molto volentieri al convegno sul rischio idrogeologico in Consiglio regionale organizzato dalla consigliera Edy Palazzi. Troppe volte abbiamo pianto vite umane per tragedie evitabili. Dobbiamo invertire la rotta, investire nella prevenzione e in un cambio

culturale di mentalità. Il fenomeno del cambiamento climatico che ci sta investendo, rappresenta una sfida della nostra epoca e dobbiamo affrontarlo. La politica ha la responsabilità di dare priorità, a partire dagli atti di programmazione economica, a questo tema. Nel Lazio

esistono tante aree a rischio frane ed esondazioni. La prossima settimana porteremo in Giunta l’aumento di risorse contro il rischio idrogeologico attraverso una rimodulazione dei fondi Fesr. Si tratterà di un significativo incremento rispetto alle allocazioni delle precedenti amministrazioni. Abbiamo il dovere di intervenire sulle nostre comunità e di proteggere le nuove generazioni».

Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. 

https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=567202332914010&id=100088727453600&rdid=nGYnoaNVof8lJYcn

MILANO, COM. PROV. CARABINIERI MOSCOVA, DE CORATO(FDI): «OGGI HO PORTATO MIA SOLIDARIETA’ E QUELLA DI FDI A TUTTA L’ARMA PER I DUE AGENTI RIMASTI FERITI AL CORVETTO»

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«Questa mattina ho portato la mia solidarietà e quella di Fratelli d’Italia al Comando Legione Lombardia-Comando Provinciale dei Carabinieri in via della Moscova a Milano dopo i gravi fatti verificatisi sabato notte scorso dove, in seguito ad un inseguimento di due ragazzi a bordo di uno scooter (dove ha poi perso la vita un giovane di 19 anni in seguito allo perdita di aderenza con l’asfalto della motocicletta come si nota dai vari video divulgati sul web), che non si sono fermati all’alt intimato, due agenti sono rimasti feriti e uno di questi ultimi, che guidava l’auto, è addirittura tra gli indagati. Sono stato ricevuto dalle più alte cariche dell’Arma a livello interregionale, provinciale e regionale: Il nuovo Comandante Provinciale di Milano, Generale Pierluigi Solazzo e il Comandante della Legione Lombardia, Generale Giuseppe De Riggi. Io sarò sempre dalla parte dell’Arma e delle altre Forze dell’Ordine perché questi servitori dello Stato rischiano la vita ogni giorno per proteggere la salute di tutti noi. La nostra libertà la dobbiamo anche a loro perché questi uomini e donne difendono le libere Istituzioni e la democrazia, perché non esiste una sicurezza se ci si chiude nei confini».

Così il Deputato di Fratelli d’Italia vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi,Riccardo De Corato.

Il romano Michele Camillò lancia “Ammesso e non concesso”

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video: https://www.youtube.com/watch?v=y9yDGojVzBY  

“Ammesso e non concesso” è il nuovo singolo del cantautore Michele Camillò, un brano che rappresenta una sorta di resa ad un amore platonico e quasi impossibile, la presa di coscienza della difficoltà nell’approccio alla donna del proprio cuore, con la quale riesce a scambiare solo pochi convenevoli, la paura di potersi dichiarare a causa di vari blocchi emotivi, primo fra tutti, il timore del rifiuto.

Un amore platonico, idealizzato che, nonostante susciti batticuore e sensazioni forti, non riesce a concretizzarsi, sia per la presenza di convenzioni e differenze sociali, sia e soprattutto a causa di tossicità interiori e blocchi emozionali.

BIOGRAFIA

Michele Camillò nasce a Roma nel 1973, ispirato dal padre, inizia a suonare la chitarra nel 1989, anno in cui compone le prime canzoni. Tuttavia, solo alla fine del 2020, comincia a registrare il suo primo singolo, “Cosa co-sta un sogno”, che viene pubblicato nel maggio 2021, con la produzione e gli arrangiamenti di Ettore Diliberto, leader del GRUPPO “Custodie Cautelari”, con l’etichetta Et-Team records. Nel gennaio 2022, pubblica il suo secondo singolo “Judy non lo sa”, sempre con la produzione di Ettore Diliberto. Partecipa a varie esibizioni live con le Custodie Caute-lari, tra cui “Perduto amor”, omaggio a Franco Battiato, con la partecipazione di Alber-to Radius. Nell’autunno dello stesso anno, inizia a registrare il suo primo album “Oltre la zona di comfort”, di cui compone tutti i brani. La produzione e gli arrangiamenti sono sempre di Ettore Diliberto. L’album esce all’inizio dell’estate 2023, anticipato dal singolo “Voglio stare solo”.

Il disco, attraverso varie metafore, esprime il desiderio di cambiamento dell’artista, una profonda esigenza di evoluzione spirituale e di vita. Una lotta continua e costante con i mostri del passato ed una ferma rottura con gli schemi convenzionali della società odierna. II tutto condito con un pop-rock strutturato su melodie orecchiabili e testi profondi, arricchiti dalle sonorità rock, a volte elettroniche, apportate dal produttore Ettore Diliberto. Nel 2024 conosce il cantautore Alfonso Oliver con cui inizia un nuovo percorso. E’ lo stesso Alfonso che lo presenta alla casa discografica bolognese SanLucaSound del cantautore Manuel Auteri e del socio collaboratore, produttore di molti artisti, tra cui Paolo Meneguzzi, Renato Droghetti. Esce così il primo singolo del nuovo progetto discografico dal titolo “Ammesso e non concesso” prodotto da Renato Droghetti con la supervisione di Manuel Auteri.

CREDITI:

Renato Droghetti: Tastiere e Pro Tools Programmino

Manuel Auteri: Chitarre acustiche

Michele Camillo: Chitarre

Prodotto, arrangiato e Masterizzato presso SanLucaSound – Recording (Bo) da Renato Droghetti

Supervisione Artistica: Manuel Auteri

Info: info@sanlucasound.it

Nuovo singolo per Simone Sartini, in arte Altroego

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“Nel mezzo” (Up Music Studio) è il nuovo singolo di Simone Sartini, in arte Altroego, un brano che si sviluppa come un’interessante fusione di elementi Pop-Rock contemporanei, dove spicca immediatamente la presenza di un basso particolarmente aggressivo che definisce il carattere principale della composizione.

La struttura musicale -spiega l’artista- gioca con l’alternanza di atmosfere, creando un continuo movimento tra momenti sospesi, quasi onirici, con passaggi di maggiore intensità emotiva.

Nei pre ritornelli, la musica si fa più rarefatta, come se volesse creare uno spazio di sospensione dove la voce può raccontare le sue riflessioni più intime.

È in questi momenti che le sonorità si fanno più eteree, con l’uso di riverberi e delay che contribuiscono a creare un’atmosfera quasi sognante, perfettamente allineata con il contenuto introspettivo del testo. La produzione moderna fonde sapientemente elementi analogici e digitali, creando un sound contemporaneo che però mantiene una forte componente emotiva.

Altroego è l’identità musicale di Simone Sartini, classe ’96. Il nome è un riferimento al concetto di alter ego con cui l’artista si identifica e si esprime, utilizzandolo come escamotage per potersi aprire liberamente senza nessun tipo di timore ed in modo autentico. La musica di Altroego ha una forte influenza emo-punk, che viene miscelata con sound pop-elettronici e rock. I testi delle sue canzoni sono spesso ispirati alla sua visione del mondo che lo circonda, esprimendo a pieno la sua emotività parlando di amore e legami ma anche di ansia e paura. Altroego ha lavorato per diversi anni dietro le quinte come produttore musicale e tecnico audio per diversi artisti della sua zona, tra cui sonogiove. Nel 2021 decide di pubblicare il suo primo brano chiamato “Se non c’è altro”, scritto di getto dopo la crisi di una relazione. Dopo una breve pausa artistica in cui ha continuato a lavorare come produttore musicale con tanti nuovi artisti, decide di riprendere il suo percorso artistico nel 2023 pubblicando il suo secondo singolo “Arancio e blu”. Dopo aver scritturato un contratto con TSCK Records, l’artista pubblica nel 2024 i singoli “Stesse vene”, “Postumi”, co-scritto insieme all’artista sonogiove, e “La testa sotto l’acqua”.

https://music.apple.com/it/artist/altroego/1586044369

https://www.instagram.com/unaltroego

Emanuele Naselli lancia il nuovo singolo “Chiamami stanotte”

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Chiamami stanotte è il nuovo singolo di Emanuele Naselli, un brano che nasce in collaborazione con Up Music Studio.

La canzone -spiega l’artista- parla di una relazione frivola, che però si evolve in un qualcosa di più. Quando la storia finisce, il protagonista insiste nel ricordare tutti i momenti passati insieme e vorrebbe che lei lo chiamasse la notte stessa.

Il videoclip si svolge in una casa antica, un ambiente che richiama atmosfere d’altri tempi. L’idea è quella di ricreare un ambiente retrò e l’elemento chiave è un telefono degli anni ’80, che dà un tocco vintage e un po’ nostalgico. La luce soffusa e gli arredi producono un contesto intimo e suggestivo, dove passato e presente si incontrano, aggiungendo profondità alla narrazione musicale e visiva del brano.

Videoclip: https://youtu.be/xV5WxgH0ni0

Emanuele Naselli nasce a Catania il 21 Settembre 2002, ha sempre avuto la passione per la musica. Sin da piccolo si esibiva insieme a sua cugina davanti ai parenti. Alle scuole medie ha iniziato a studiare clarinetto, proseguendo i suoi studi presso la banda musicale “Stesicorea” Scordia, l’associazione “Camus” Scordia e Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania. Studia canto da circa 6 anni, passione nata da un’esibizione nel suo paesino dove molta gente lo nota. Da qui nasce l’idea di aprire un canale YouTube, dove ancora oggi si diletta a pubblicare cover insieme ai suoi amici e familiari. Successivamente inizia il suo percorso discografico, pubblicando i primi due singoli Vivila Adesso e Via da me.

https://www.instagram.com/emanaselli

https://music.apple.com/it/artist/emanuele-naselli/1595332208

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