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Il Consiglio Comunale è  stato convocato secondo le normali procedure

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Trevi Nel Lazio, Il Sindaco chiede l’intervento del Prefetto, per  agire sulla minoranza che diffonde notizie false in relazione alla stessa Prefettura

Il palmares delle brutte figure realizzate dal gruppo di minoranza “Unione e Cambiamento”, continua a crescere, l’ultima in relazione alla convocazione della seduta consiliare di lunedì prossimo, che secondo la minoranza è stato convocata dal Sindaco dopo l’intervento del Prefetto di Frosinone, così scrive la minoranza: “Convocato il Consiglio Comunale per il giorno Lunedì 11 novembre, ore 16.00. Trascorsi oltre tre mesi dalla presentazione di 5 nostre interrogazioni, il Gruppo di Minoranza, per far rispettare le regole della democrazia, ha dovuto scrivere a sua Eccellenza il Prefetto di Frosinone. Tempo tre giorni e il sindaco di Trevi è stato obbligato a convocare il consiglio comunale!..”. Dalla Prefettura di Frosinone, non è arrivata nessuna comunicazione, come asserisce la minoranza, e la convocazione, è avvenuta secondo le normali procedure, a palesare l’ennesima falsità della minoranza, una nota dalla Casa Comunale.  “Il Sindaco in relazione alla lettera del 4/11/2024 pubblicata sui social –si legge nella nota- con la quale il gruppo di minoranza Unione e cambiamento scriveva al Prefetto lamentando la mancata convocazione del consiglio comunale, e la successiva affermazione sempre del gruppo di minoranza che il Sindaco avrebbe convocato il Consiglio dietro diffida del Prefetto, il Sindaco appunto, dichiara che la convocazione del Consiglio comunale è avvenuta sulla base delle norme previste dal regolamento del consiglio comunale e dello Statuto del Consiglio comunale che prevede la convocazione entro venti giorni. La richiesta del gruppo di minoranza è stata protocollata il 22/10/2024, ed è facile fare i conti perché l’11/11/2024 era il giorno di scadenza per la convocazione del Consiglio. Il Prefetto non ha scritto nulla e ho detto nulla al Sindaco ed al Comune, pertanto l’affermazione fatta sui social dal gruppo di minoranza circa una presunta diffida è del tutto falsa ed ingiuriosa. Pertanto il Sindaco provvederà a scrivere al Prefetto chiedendo di intervenire sulla minoranza che diffonde notizie false in relazione alla stessa Prefettura e non soltanto al Comune, e questo la dice lunga sul senso di responsabilità istituzionale che ha la nostra minoranza”.

claradiana lancia il nuovo singolo “Fenice”

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E’ importante sempre rialzarsi dopo i momenti di difficoltà

“Fenice” è il primo singolo di Clara Passarotto, in arte claradiana, un brano che parla di rinascita.

In un viaggio continuo alla ricerca della propria identità -spiega l’artista- è importante sempre rialzarsi dopo i momenti di difficoltà e non restare a guardare il tempo che passa, non vivere di rimpianti e perdonare se stessi. Gli errori fanno parte della nostra esistenza, servono a farci crescere e dobbiamo preservare la nostra sensibilità in un mondo sempre più omologato e freddo, non chiuderci in noi stessi. La vita sa donarci sempre delle nuove opportunità ogni giorno e bisogna saper rinascere dopo ogni ostacolo.

“Fenice” su spotify: https://open.spotify.com/intl-it/track/3dFnDzk1Y7ItwbVdyEQN3K

BIOGRAFIA

All’anagrafe Clara Passarotto, claradiana inizia a cantare per divertimento a soli 9 anni e da subito sviluppa una grande passione per la musica, che la porta ad intraprendere gli studi di canto moderno a 12 anni. Viene seguita nel tempo da diversi insegnanti: Fabio Gangi, Daniela Cortesi, Barbara Giargiana, Silvia Fusè e Stefania Aggio, studiando anche presso il laboratorio musicale ideato dal cantautore Ron “Una Città per Cantare” a Garlasco e Vigevano, non solo canto, ma anche musical, con professionisti del settore come Alfonso Lambo, Andrea Verzicco, Lena Biolcati e Stefano Anelli. La sua esperienza live sui palchi e nei locali inizia sin da giovanissima. Il suo primo progetto live è la cover band amatoriale al femminile rock/punk-rock, “Le Anime di Vetro”. L’esibizione più importante della band è stata durante la finale regionale in Lombardia di “Miss Italia” nel 2002, in qualità di ospiti, tenutasi a Vigevano in una piazza ducale gremita. Parallelamente inizia anche il percorso di cantante solista, esibendosi in vari spettacoli e concorsi canori e inoltre sperimenta teatro a livello amatoriale. Successivamente canta nella cover band pop-rock tributo alle voci femminili “Clara and the Wizards of Rock”, selezionata nel 2017 dalle aziende Campari e MCM Comunicazione per esibirsi durante alcune tappe del tour promozionale estivo per “Campari Soda”, nel progetto acustico “Clara Unplugged” e si esibisce inoltre come corista e voce solista femminile con la cover band anni 80 pop dance “Gruppo di Rubik”. Per alcuni anni insegna inoltre canto moderno e intraprende l’attività di intrattenimento musicale pianobar con altri colleghi musicisti/cantanti.

Entra poi a far parte per un breve periodo dei “Divina band”, storica party band che ripercorre i successi pop-dance dagli anni 70 ad oggi con esibizioni live caratterizzate da coreografie con ballerine e cambi d’abito. Si dedica poi ad un progetto acustico di cover femminili rock e pop con il duo “Claire Live Music”. Dopo tanti anni di cover, decide che è arrivato il momento di dedicarsi anche a brani inediti e di poter esprimere così la sua vera identità musicale ed è grazie ad Upmusic Studio che inizia questo nuovo percorso, lavorando alla realizzazione del suo primo brano. Nasce così il nome d’arte claradiana, un omaggio alla nonna paterna Diana, mancata purtroppo prima della sua nascita, anche lei amante della musica, desiderava diventare una cantante. Inizia anche l’esperienza di cantante per party band a bordo di MSC Crociere con l’agenzia Rossetti Cruise Enterteinment. Si ispira ad artisti come Freddie Mercury, Michael Jackson e Lady Gaga e negli anni ha fatto della versatilità il suo tratto distintivo, sperimentando con la sua voce diversi generi musicali. Il suo sogno è quello ora di creare il suo progetto di inediti che le permetta di comunicare con la sua musica i propri sentimenti e valori e di poter viaggiare portando i suoi brani in giro per l’Italia e non solo.

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40 anni di emozioni: la Maratona di Firenze celebra un anniversario speciale

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Appuntamento il 24 novembre per la Firenze Marathon, evento imperdibile per appassionati e semplici curiosi

Giunta alla sua quarantesima edizione, la Firenze Marathon richiama atleti e appassionati da tutto il mondo, confermandosi come un appuntamento di spicco nel panorama fiorentino e collocandosi al secondo posto in Italia, dopo la Maratona di Roma, per numero di partecipanti. Grazie all’aiuto di volontari e all’organizzazione di diversi eventi collaterali, la manifestazione è fruibile da tutti, anche bambini e ragazzi. Per non perdersi nulla dell’atmosfera che unisce le magie delle attrazioni cittadine all’evento sportivo l’Hotel Botticelli è l’indirizzo ideale per il soggiorno, con il suo mix di eleganza e comfort.

È dal 1984 che Firenze, ogni fine novembre, accoglie maratoneti e semplici curiosi o appassionati per uno degli appuntamenti più attesi dell’anno, la Firenze Marathon. Si tratta della seconda maratona più partecipata d’Italia dopo quella di Roma, ed una delle più importanti al mondo grazie ai 42km cittadini che si snodano dai ponti antichi ai vicoli medievali, dalle piazze più note fino ai parchi, toccando i luoghi simbolo della città. Alla 1ª edizione della Firenze Marathon parteciparono 850 atleti, ma. nel corso degli anni l’evento è cresciuto in maniera significativa: nel 2010, la competizione ha superato i 10.000 partecipanti, con atleti provenienti da ben 57 paesi, e di anno in anno il numero aumenta. In questa edizione targata 2024 si festeggia un compleanno importante, quelle delle 40 candeline. E anche quest’anno si riconferma come un evento al quale sono pronti a partecipare atleti da tutto il mondo, si stima che la metà dei partecipanti arrivi dall’estero e tanti sono quindi i runner stranieri, evidenziando come cresca in maniera esponenziale anche il respiro internazionale dell’evento. Inoltre, sempre in occasione del 40° anniversario della Firenze Marathon, il comitato organizzatore ha deciso di arricchire l’evento con una nuova iniziativa: domenica 24 novembre, in parallelo alla maratona di 42 km, si terrà la 1ª edizione della 10K Firenze Marathon, una gara competitiva di 10 km, omologata dalla Fidal. La partenza è fissata alle 8:30 in Via de’ Tornabuoni e sicuramente risulta essere una buona opportunità per mettersi alla prova su una distanza più breve.

Ma la giornata non è dedicata solo ai professionisti della corsa. Sabato 23 le famiglie potranno partecipare alle San Benedetto Ginky Family Run, una corsa di 3 km dedicata a bambini, ragazzi e familiari all’interno della quale si inserisce anche la Marathon School Cup, che unisce la classifica della Ginky Family Run con quella della Mini GuardaFirenze per premiare le scuole più numerose. Nella stessa giornata di sabato è in programma anche la Fanfani Charity Run Staffetta 3×7, anche questa a carattere non competitivo ma che aggiunge anche l’attenzione per il sociale attraverso il programma charity della Estra Firenze Marathon. Si tratta di percorrere sette chilometri per ciascuno dei tre atleti della squadra che dovranno correre in nome di un’associazione no profit per raccogliere fondi. Fiore all’occhiello della manifestazione è il contributo degli oltre 3000 volontari disponibili ad effettuare tutti i servizi collaterali necessari, a dimostrazione che tutti vogliono fare la loro parte e sono pronti a tenere alto il senso civico. La Firenze Marathon, con la sua distanza ufficiale di 42 km e 195 m, offre un percorso particolarmente suggestivo: si parte da Piazza del Duomo, con ritrovo per le ore 8.00 e partenza per le 8:30. Si prosegue lungo i viali cittadini passando per Piazzale Donatello e Piazza della Libertà, per raggiungere la Fortezza da Basso.

Allontanandosi dal centro storico il percorso prosegue lungo il Parco delle Cascine per poi risalire, attraverso il Ponte della Vittoria, ed entrare nella zona dell’Oltrarno. Si prosegue lungo il Lungarno Soderini per raggiungere uno dei luoghi simbolo più amati in tutto il mondo, ovvero Ponte Vecchio, che conduce i corridori sull’altra sponda dell’Arno. Si continua per il Lungarno degli Archibusieri fino ad attraversare il Ponte delle Grazie, ritrovarsi sul Lungarno Soderini e raggiungere Ponte di San Niccolò. Le ultime tappe sono verso il centro storico, raggiungendo i pressi di Piazza Santa Croce per andare in zona dello Stadio Artemio Franchi, quella sportiva di Campo di Marte e fare ritorno al centro storico per terminare in Piazza del Duomo. Per vivere nel migliore dei modi tutta la magia di Firenze e godersi l’importante evento sportivo bisogna valutare accuratamente l’indirizzo giusto per il soggiorno. Sicuramente l’Hotel Botticelli è la scelta vincente: con la sua sede in un delizioso palazzo del 1500, è una piccola perla del rinascimento collocata proprio nel centro storico di Firenze. Si tratta di un elegante e ricercato hotel a quattro stelle che, grazie alla sua posizione strategica, consente di raggiungere in pochi minuti a piedi tutti i più importanti monumenti cittadini. Il fascino dell’antico palazzo rinascimentale è perfettamente miscelato al comfort di prim’ordine ed ad un servizio cortese e sempre attento ad ogni esigenza.

ARGOS Associazione Forze di Polizia – Senato della Repubblica – percorso verso la legge nazionale “la giornata della memoria per i caduti delle Forze di Polizia”

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di Fausto Zilli

Nella splendida cornice “sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro” presso il Senato della Repubblica, questo pomeriggio alle ore 15,30 vi sarà il convegno sulla giornata nazionale per i caduti delle Forze di Polizia, promossa dall’Associazione ARGOS Forze di Polizia, dalla Presidenza Nazionale quale presidente Guerrisi e Vicepresidente Zilli, con i firmatari del disegno di legge, i Senatori Mennuni e De Priamo.

Saranno presenti autorità civili e militari,l’Assessore alla Regione Lazio On.le Fabrizio GHERA, il dirigente dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza Palazzo Chigi dott. Giovanni BUSACCA, il Presidente del Municipio Roma VI Le Torri dott. Nicola FRANCO,l’Avv. Vittorio PALAMEGHI dell’Osservatorio Sicurezza e Legalità dell’Associazione ARGOS Forze di POLIZIA, del Prof. Andrea FELLEGARA Presidente Associazione Pontieri del Dialogo, sarà presente anche l’attore e socio dell’Associazione ARGOS Forze di POLIZIA Angelo Maria SFERRAZZA, autore del cortometraggio di successo “IL GIOVANE GIUDICE Rosario LIVATINO” e della recente pubblicazione e uscita del libro “HO INCONTRATO ROSARIO LIVATINO il mio viaggio cercando il giudice ragazzino”.

Tra gli altri il Dott.Francesco Padovano il Dott. Gilberto Ravenna presidente e vice presidente della Nazionale ARGOS Soccer Team Forze di Polizia,il Prof. Alberto RAGGI Dirigente Superiore della G.N.A, il presidente Salvatore Sfrecola Presidente dell’Associazione Italiana Giuristi d’Amministrazione e già Vice Procuratore Generale e Presidente di Sezione della Corte dei Conti, docente di Diritto Amministrativo Europeo e Contabilità di Stato, del Dott. Fabrizio LOCURCIO Direttore Giornale ATLASORBIS, in una giornata molto importante, per ricordare tutti gli uomini e le donne in divisa che hanno perso la propria vita nell’adempimento del dovere, per la democrazia e la nostra libertà.

Napoli,  un bagno nella storia delle Terme Romane di Via Terracina

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Sabato 9 e domenica 17 novembre apertura straordinaria delle Terme Romane di via Terracina, Sabato 23 visita guidata per i bambini

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli ha previsto l’apertura straordinaria dei luoghi in collaborazione con il Gruppo Archeologico Napoletano.La visite  guidate gratuite al Sito Archeologico delle Terme Romane di via Terracina di Napoli  verranno effettuate sabato 9 e domenica 17 novembre  dalle 09.00 alle 13.00, con turni di visita ore: 10.00 – 11.00 – 12.00. Per prenotare la visita occorre scrivere a info@ganapoletano.it. In occasione dell’apertura straordinaria delle Terme Romane sabato 23 novembre, dalle 11 alle 12,  ci sarà una visita guidata gratuita per bambini e bambine, poiché il numero massimo di partecipanti è di 20 occorre prenotare scrivendo a giovanna.baldasarre@cultura.gov.it o prenotazioni@ganapoletano.it (Gruppo Archeologico Napoletano che si occuperà di organizzare il gruppo fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti).

Le terme era uno dei luoghi preferiti dagli antichi romani che qui potevano rilassarsi, incontrare amici, parlare di affari e politica, lavarsi, fare sport e magari guadagnare anche un invito a cena. Gli associati al  Gruppo Archeologico Napoletano risponderanno alle domande dei piccoli visitatori, dagli 8 ai 12 anni: “Ma come era fatta una terma ?”;  “Da dove arrivava l’acqua per alimentare le vasche ?”;  “Come venivano riscaldati gli ambienti ?”. Tutto questo e molto altro sarà possibile scoprirlo partecipando alla visita guidata, sempre gratuita,  per bambini al complesso delle terme di via Terracina organizzata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli.

L’impianto, risalente alla seconda metà del II sec. d.C., era articolato su più livelli ed era probabilmente alimentato dall’acquedotto del Serino. Il piccolo complesso termale, sorto lungo la strada che da Neapolis conduceva a Puteoli, conserva tutto il sistema di alimentazione degli ambienti caldi, nonché gli apparati decorativi pavimentali, caratterizzati da piani pavimentali a mosaico. Proprio su questi l’associazione Gruppo Archeologico Napoletano è impegnata per mantenerne la visibilità, effettuando continui interventi di pulizia. Il complesso termale di via Terracina è stato portato alla luce nel 1939 durante la costruzione della Mostra d’Oltremare. L’edificio, articolato su più livelli, alimentato dall’acquedotto del Serino e costruito prevalentemente in opus vittatum e latericium. Sicuramente posteriori rispetto al nucleo originario sono: il corridoio d’ingresso, in epoca medievale adattato a cisterna, alcuni ambienti forse identificabili come tabernae, e la latrina. Quest’ultima, preceduta da un piccolo vano di disimpegno con volta a botte e resti della vaschetta per le abluzioni, doveva essere coperta da una semicupola e presentare pitture parietali, delle quali oggi non rimangono che poche tracce. Mal conservata è anche la decorazione del pavimento formata da un mosaico a tessere bianche e nere raffigurante due delfini natanti ed un animale marino fantastico. L’illuminazione vi era assicurata dalle cinque finestre che si aprivano nella parete semicircolare. Lungo il perimetro dell’emiciclo corre, il canale di scolo delle acque, continuamente rifornito dalla cisterna attraverso condotti sotterranei, al di sopra del quale erano i sedili in pietra o marmo forati. Diversi erano i percorsi che gli utenti potevano scegliere a seconda delle preferenze o delle esigenze terapeutiche. Quello principale prevedeva varie soste in quattro ambienti riscaldati a varie temperature, quindi la permanenza nel calidarium absidato, con labrum per le abluzioni e la vasca per il bagno caldo, ed infine l’accesso mediante un vano di passaggio al frigidarium con due vasche per i bagni freddi ed un mosaico pavimentale a figure nere su fondo bianco raffigurante animali fantastici, cavalcati o seguiti da figure antropomorfe e delfini agli angoli. Il crollo parziale delle pavimentazioni e la caduta dei rivestimenti parietali hanno messo a nudo gli elementi strutturali connessi alla produzione del calore – i forni laterali – con vani di servizio e alla sua diffusione – le intercapedini al di sotto dei pavimenti  e lungo le pareti. Tali ambienti, secondo lo schema noto da Vitruvio, risultano orientati a Sud-Ovest, in modo da poter meglio sfruttare il calore e la luce del sole durante le ore pomeridiane.

Come raggiungere il Sito:

L’ingresso al sito archeologico è su via Terracina, di fronte al civico 429, ad angolo con via Marconi, la strada della RAI (come ulteriore punto di riferimento:  il Toy’s Center).

•In auto il complesso è facilmente raggiungibile dall’uscita Tangenziale di Fuorigrotta, con possibilità di parcheggio in zona.

•Metro linea 2 per Campi Flegrei o Ferrovia Cumana per Mostra, fermate poste entrambe a circa 1 km dal complesso.

•Servizio ANM: da Piazza Garibaldi, linea bus 151 con fermata fuori l’ingresso della Mostra d’Oltremare (Piazzale Tecchio – Mostra). Periodicità linea 18-21 minuti.

Costeggiare lo stadio sulla sinistra e percorrere via Marconi fino a raggiungere via Terracina: il sito lo si incontra immediatamente sulla destra.

Harry di Prisco

Le Guardie Ecologiche Volontarie, per la tutela dell’ambiente

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Subiaco, Foppoli: “Una proposta interessante che incentiva il volontariato ecologico e contribuisce alla tutela dell’ambiente”

Lunedì  prossimo 11 Novembre alle  ore 17.00, presso la Porta del Parco  a Subiaco verrà illustrata la  proposta di legge 162 del 5 luglio 2024, sul servizio di volontariato di vigilanza ecologica svolto dalle Guardie Ecologiche Volontarie, presentata  dal Consigliere regionale Micol Grasselli.  Presenti all’evento oltre al Sindaco di Subiaco Domenico Petrini ,  il Senatore della Repubblica On. Marco Silvestroni, l’on. Alessandro Palombi , l’Assessore  Regionale  Giancarlo Righini, il consigliere Regionale   Flavio Cera ed il Commissario del Parco dei Monti Simbruini Alberto Foppoli (nella foto con l’Assessore Righini). “Il Parco dei Monti Simbruini, nella sua attività di tutela e promozione dell’area verde più grande del Lazio –commenta il commissario Alberto Foppoli- coinvolge costantemente tutti i sodalizi presenti sul territorio, dando vita ad una rete sempre più forte e capillare di volontariato civico; che rappresenta  è una risorsa  fondamentale, per la  partecipazione dei cittadini nella quotidianità territoriale.   La proposta di legge 162 del 5 luglio 2024, presentata dal consigliere regionale Micol Grasselli, sul servizio di volontariato di vigilanza ecologica svolto dalle Guardie Ecologiche Volontarie, incentiva il volontariato ecologico e contribuisce alla tutela dell’ambiente”. Tra le guardie ecologiche volontarie e gli enti locali si creerà una sinergia di collaborazione ed intenti. La qualifica di Guardia Ecologica Volontaria sarà ottenuta attraverso specifici corsi di formazione, con la nomina ufficiale da parte della Regione su richiesta delle associazioni di volontariato responsabili dell’iscrizione ai corsi e della stipula di convenzioni con gli enti interessati.

L’arte dell’impagliatura, uno degli antichi mestieri manuali

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Subiaco, Foppoli: “Conoscere il ricco patrimonio delle tradizioni del territorio”

Mercoledì prossimo 13 novembre, Il Parco dei Monti Simbruini, presente un’interessante appuntamento alla Porta del Parco a Subiaco: “Impariamo ad Impagliare”, un antico mestiere con l’intreccio della paglia, sia per impagliare le sedie o per realizzare altri oggetti. “Il Parco dei Monti Simbruini –commenta il commissario Alberto Foppoli– ha tra i suoi obiettivi quello di tutelare e promuovere il ricco patrimonio delle tradizioni del territorio, conoscere e rivivere gli antichi mestieri manuali di un tempo, come appunto il lavoro dell’impagliatore. Fino al primo dopoguerra fu un lavoro richiesto e finì con l’arrivo delle prime impagliatrici meccaniche negli anni ‘60”. Con quest’appuntamento di mercoledì si riscopre la bellezza dell’impagliatura manuale. “Il modo migliore per percorrere i tanti e splendidi sentieri all’interno del Parco è farlo con calma -continua Foppoli- con la giusta lentezza che ti permette di vedere anche i minimi particolari, di una bellezza ineguagliabile; così l’arte  dell’impagliatura, è il ritorno ad un’attività lenta, minuziosa che crea  soprattutto  oggetti che hanno un valore, che hanno l’essere umano dentro. Una sedia fatta a mano ha un’anima, e  c’è dentro anche l’artigiano, l’arte, la manualità”.  L’appuntamento è per mercoledì prossimo alle ore 15:00 alla Porta del Parco e chi  vuole può portare con sé una sedia da impagliare.

Per LAZIO ARTIGIANA arriva a Civitavecchia il terzo weekend dell’Artigianato

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Continua il viaggio di Lazio Artigiana, la rete di filiera facente parte della CNA Viterbo – Civitavecchia che unisce e celebra il genio artistico di 47 artigiani locali in 5 weekend dell’artigianato, 9 appuntamenti con visite guidate e 4 salti in bottega. Dopo il successo degli scorsi appuntamenti, che hanno chiamato a raccolta centinaia di persone, la terza tappa è a Civitavecchia, il 16 e 17 novembre presso la Cittadella della Musica, per valorizzare le botteghe locali, le pregevolezze enogastronomiche che offre il territorio e per mettere in dialogo saperi preziosi di un tempo sponsorizzando queste risorse come elementi attrattivi del turismo culturale e sostenibile alla scoperta della città della costa laziale.

Crocevia storico della costa tirrenica, Civitavecchia è infatti tra le principali mete italiane per il turismo crocieristico, con circa 3,3 milioni di passeggeri movimentati nel 2024, e oltre ad essere una fucina di antichi mestieri, vanta ricche tradizioni culinarie, come i biscottini di natale, le ciambellette, la pizza di pasqua, la pizza civitavecchiese e le fave da morto.

Il 16 e il 17 novembre il foyer della Cittadella della Musica, edificio storico del ‘700 collegato al più antico Ospedale Vecchio e completamente ristrutturato, ospita espositori originari di Civitavecchia, provenienti da Roma, dal litorale laziale e dalla Tuscia viterbese, con talk e workshop tenuti dagli stessi maestri artigiani e autorevoli esperti.

Il programma del terzo weekend dell’Artigianato inizia sabato 16, giorno dell’inaugurazione, alle 15.30 con il saluto del Sindaco di Civitavecchia Marco Piendibene, del Presidente CNA Alessio Gismondi e del Segretario di CNA Viterbo-Civitavecchia Attilio Lupidi. Alle 16.00 è la volta della presentazione a cura di Roberta Pietrini “Il recupero sostenibile degli scarti tessili”, dove tratterà di ricerca e sviluppo di modelli sostenibili in ottica di economia circolare in ambito moda e accessori. Segue alle ore 16.30 un momento di dialogo tra Alessandro Ansidoni dell’Associazione Slowfood Costa della Maremma Laziale e Carlo Di Gennaro e Maddalena Cavarretta – con “Le qualità del cioccolato”.

Alle ore 17.00 è fissato il dialogo “L’immagine nell’infosfera. La comunicazione visiva nel XXI secolo” tra Federico Meschini, professore di Informatica umanistica ed Editoria digitale dell’Università degli Studi della Tuscia e il fotografo Luca Riccioni.

Segue alle ore 18.00 una lectio magistralis di Franco Ciambella, fashion designer, professore presso l’Istituto Europeo di Design di Roma e l’ Accademia di Belle Arti di Viterbo che affronterà il tema della progettualità di una collezione moda con “Il progetto creativo oggi”, giungendo al termine della giornata con una degustazione di prodotti tipici locali.

Domenica 17 alle 11.30 è previsto il workshop sulla cera e la realizzazione di un gioiello con la jewels designer Elena Bassetti, cui seguirà alle 15.30 un incontro con l’orafo Marco Mancini e il tatuatore Saverio Vespa sulle diverse declinazioni del concetto di decorazione corporea.

Alle ore 17.00, spazio al dialogo tra Stefania Masci, Professore ordinario presso DAFNE – Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università della Tuscia di Viterbo e l’artigiano panificatore Pietro Pistola sul tema “Il ruolo della ricerca per la Qualità tecnologica e nutrizionale del frumento e il benessere dei consumatori”.

Infine, i partecipanti assisteranno al workshop “Amico legno“, una dimostrazione pratica sulla possibilità di unire la tradizione della materia con gli esperimenti del design, in dialogo tra tecnologia e mestiere con Alessio Gismondi, presidente della CNA Viterbo-Civitavecchia, oltre che tra i migliori maestri artigiani del mondo, come riconosciuto dalla prestigiosa Homo Faber Guide nel 2024.

Gismondi commenta così l’iniziativa: «La nostra intenzione è quella di far apprezzare il valore essenziale creato dal lavoro degli artigiani attraverso la mostra delle loro opere e ascoltare la loro voce anche creando momenti di confronto con grandi esperti. Vogliamo dar vita a un contesto stimolante dal quale i visitatori escano arricchiti e che dia risalto all’originalità, al talento e alla passione degli artigiani, a un saper fare legato a doppio filo al saper pensare, progettare e realizzare».

La rete d’imprese di artigianato artistico Lazio Artigiana rappresenta un modello di turismo innovativo e immersivo, che vuole fare la differenza in termini di sviluppo sociale e sostenibile, esaltando l’unicità delle botteghe, le prelibatezze della tavola e le bellezze storico-artistiche locali.

Lazio Artigiana è un progetto promosso da CNA Viterbo e Civitavecchia, grazie al finanziamento per le Reti di Imprese tra Attività Economiche della Regione Lazio, in collaborazione con PromoTuscia, partner del progetto.

16 novembre 2024 h. 15.00-19.00

17 novembre 2024 h. 10.00-19.00

Cittadella della Musica – Via Gabriele D’Annunzio, 2, 00053 Civitavecchia RM

Gli eventi sono gratuiti

Per info e prenotazione: www.lazioartigiana.it  oppure cell 348/5203954

Per restare aggiornati sulle iniziative di Lazio artigiana: https://www.instagram.com/lazioartigiana/  – https://www.facebook.com/lazioartigiana

Paolo Battaglia La Terra Borgese, l’Astrattismo: la rinuncia all’immagine

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Di fronte a un quadro astratto lo spettatore comune si chiede: che cosa rappresenta? L’unica risposta adatta -spiega il critico d’arte- è questa: niente, e tutto. L’Astrattismo, infatti, non si propone di rappresentare la realtà, ma vuol crearne una nuova

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L’arte astratta -puntualizza il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese– è nata ufficialmente il giorno in cui Kandinskij, rientrando nello studio da una passeggiata, rimase colpito dalla bellezza dei colori di un suo quadro, che era stato appeso alla rovescia. L’indomani l’artista dipinse di proposito un acquerello senza immagini, basato solo sugli accostamenti dei colori e sull’equilibrio delle superfici.

Era il 1910.

Tuttavia, contemporaneamente a Kandinskij, anche negli altri Paesi d’Europa qualche artista cercava di arrivare alle stesse conclusioni. L’Astrattismo -continua Paolo Battaglia La Terra Borgese– era nell’aria, frutto delle ricerche artistiche compiute dall’Impressionismo in poi, risultato di un complesso di teorie e di intuizioni a cui non era estraneo il movimento Dada. Ma fu la decisione di Kandinskij a farlo “precipitare”. Perciò il suo anno di nascita è il 1910.

Da allora fino ad oggi questa nuova avventura dell’arte contemporanea è dilagata in tutti i Paesi del mondo, suscitando le più violente polemiche e dividendo gli artisti in due opposte fazioni: i “figurativi”, cioè i fedeli all’immagine come tema dell’opera d’arte, e i “non figurativi” o “antifigurativi”, quelli decisi a sopprimere l’immagine per fare un’arte pura -prosegue Paolo Battaglia La Terra Borgese-.

Gli Impressionisti -ricostruisce Battaglia La Terra Borgese– tradussero sulla tela il mondo dell’uomo con pennellate vibranti e “atmosferiche”, capaci di imprigionare la luce; Fauves ed Espressionisti accentuarono invece, mediante il colore e la deformazione, le possibilità espressive dell’opera d’arte; i Cubisti scomposero gli oggetti nelle loro forme geometriche elementari, mossi dalla curiosità di conoscerne l’essenza; i Futuristi cercarono di riprodurre la realtà nei suo incessante dinamismo; i Surrealisti, indagando il mondo dell’inconscio, riuscirono a dare forma pittorica anche ai sogni, agli impulsi, ai desideri. In tutte le loro opere incontriamo temi ben definiti, e cioè paesaggi, nature morte, composizioni di figure.

Con l’Astrattismo invece -chiarisce Battaglia La Terra Borgese– ci troviamo per la prima volta di fronte alla radicale abolizione dell’immagine. Gli Astrattisti vollero fare una pittura-pittura, ossia una pittura “pura” basata unicamente sui valori del colore e della forma. (Anche Matisse aveva scoperto in un suo viaggio in Marocco che “un metro di blu è più blu di mezzo metro”, parafrasando Cézanne, che aveva detto: “Un chilo di verde è più verde di mezzo chilo”; ma non fu che un “episodio”). Come la musica è composta unicamente di suoni e di ritmi, così la pittura doveva diventare solamente colore; dall’accostamento delle tinte e dalle proporzioni delle superfici sarebbe scaturito un godimento estetico nuovo che non avrebbe più avuto bisogno del soggetto per essere completo.

I fondatori dell’Astrattismo -fa comprendere Paolo Battaglia La Terra Borgese– vennero dal Nord: russo, di origine siberiana, Vasili Kandinskij; russo anche Malevic, ideatore dei Suprematismo e del suo Manifesto; svizzero-tedesco Paul Klee, fondatore con Kandinskij del movimento artistico detto del Cavaliere azzurro e legato, per un certo periodo, all’Astrattismo; olandese, e rigidamente calvinista, Piet Mondrian, che esercitò tanta influenza sull’architettura moderna e sulle arti industriali (parallelamente, si svolgevano le ricerche di un cecoslovacco, Frank Kupka, immigrato a Parigi).

Dalle loro formulazioni teoriche -ci delinea Battaglia La Terra Borgese– deriveranno, nel periodo tra le due guerre, diverse correnti sempre legate all’Astrattismo, ma lontane, se non addirittura in contrasto con le teorie dei fondatori. Saranno definite di volta in volta arte informale, “tachisme”, “art autre”, “grandes pates”, “art brute”, “action painting” o gestualismo, spazialismo, espressionismo astratto o astrattismo espressionistico, fino ad un principio di “nuova figurazione”. Verso il 1930 Theo Van Doesburg, al secolo Christian Emil Marie Küpper, tentò anche di definire “arte concreta” l’arte astratta, proprio per l’immediatezza e la “concretezza” dei suoi componenti, cioè superfici e colori. Ma nonostante tutti questi tentativi di nuove definizioni, il termine di Astrattismo è quello che ancora oggi riassume meglio le diverse posizioni.

Di fronte a un quadro astratto -sorride Battaglia La Terra Borgese– lo spettatore comune si chiede: che cosa rappresenta? L’unica risposta adatta -dice il critico- è questa: niente, e tutto. L’Astrattismo infatti non si propone di rappresentare la realtà, ma vuol crearne una nuova.

In genere la fantasia umana -evidenzia Paolo Battaglia La Terra Borgese– si è divertita a dare forma alle macchie, alle ombre, alle nuvole (Leonardo leggeva una intera scena di battaglia sulle macchie di un muro, e ognuno di noi, da ragazzo, ha cercato nelle nuvole i sogni della propria infanzia). Ora invece assistiamo al contrario: l’artista astratto guarda una figura e vede una macchia, osserva il paesaggio e lo traduce in una nuvola. Che cosa è accaduto?

Nel 1910, come dicevamo, Kandinskij scoprì che, anche senza il soggetto, un dipinto può avere un valore estetico quando sia basato unicamente sulle relazioni reciproche dei colori. Ma -sottolinea Paolo Battaglia La Terra Borgese– per arrivare a questo occorreva liberare l’arte dalla schiavitù del soggetto e il colore dalla sua dipendenza dal soggetto che colorisce. Il rosso geranio, per esempio, spiega il critico, non è bello perché colorisce il fiore, “ma è bello in sé”; così come l’azzurro è bello in sé, e non perché è il colore del cielo. Il primo tempo dell’Astrattismo è caratterizzato dunque da una ricerca di purezza assoluta (neo-platonica, direbbero i filosofi): così lo sentono Kandinskij, Malevic e Mondrian, che cercarono di trovare le pure leggi della composizione artistica. Kandinskij, lo “stenografo dell’assoluto”, come fu definito, sembrò ricreare un nuovo genere di immagini assolutamente irreali ma suggerite dal suo mondo interiore. Per non venire meno al suo ideale di purezza artistica, dava ai suoi quadri titoli scarni, senza suggestione: Composizione, A macchia nera, Con bordo bianco, A tre macchie, dove è evidente la volontà di concentrare l’attenzione dello spettatore unicamente sulla superficie del quadro, senza possibilità di “distrazioni”.

E la forma? Traccia minuziosamente Paolo Battaglia La Terra Borgese: per creare un nuovo linguaggio pittorico, lo stesso Kandinsky teorizza una specie di abc della pittura. Per esempio, egli ha stabilito che la verticale tende al bianco e l’orizzontale al nero; la diagonale si neutralizza nel grigio; mentre dal punto di vista della luce, queste linee chiedono il giallo, il blu e il rosso. Gli angoli acuti tendono al giallo, i retti al rosso, gli ottusi al blu. E ancora, l’angolo acuto manifesta calore, quello retto freddezza. Le linee curve esprimono forza drammatica e dinamica, che può anche essere accentuata dallo spessore dei tratto. Insomma finì per imporsi una serie di regole che, se applicate sistematicamente, portano una specie di simbolismo piuttosto convenzionale.

Malevic, che nel 1915 lanciò il Manifesto dei Suprematismo, arrivò all’arte astratta per intuizione, quando espose nel 1913 un quadrato nero su fondo bianco, e tredici anni dopo un quadrato bianco su fondo bianco, che rappresentò il vertice dell’astrazione. Ma dopo questo vertice non c’è che il silenzio, o la morte: e lo stesso Malevic se ne rese conto, perché non dipinse quasi più.

L’astrattismo, in effetti, termina Paolo Battaglia La Terra Borgese-, toglie alla pittura invece che dare, e crea e lascia confusione. O, con una formula che ha del paradossale, come già ho avuto modo di dire nella veste di conferenziere in altri consessi, si potrebbe anche sostenere che l’astrattismo è l’arte che ha per contenuto se stessa.

Il Comune di Fiano Romano ricorda il Collegio femminile del Castello Orsini 1956 – 1975

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SABATO 9 NOVEMBRE ORE 10:30

Il Sindaco Davide Santonastaso: <<Una mostra che racchiude più di 20 anni di storia del Castello Ducale Orsini ai tempi del collegio femminile; un’iniziativa che ci permetterà di rivivere un periodo importante, e spesso dimenticato, ma soprattutto, ancora una volta, di riscoprire le sale nobili e gli ambienti di un luogo essenziale per Fiano Romano.>>

Si terrà sabato 9 novembre alle ore 10:30, al Castello Orsini, l’evento di apertura della mostra permanente, “Il Comune di Fiano Romano ricorda il Collegio femminile del Castello Orsini”, alla presenza di Paola Vegliantei, Presidente dell’Accademia della Legalità, di Fatima Masucci, consigliera comunale, di Suor M. Cinzia Vennari, Piora Provinciale d’Italia della Congregazione delle Suore domenicane diSanta Caterina da Siena, del Generale Ugo Zottin, Presidente O.N.A.O.M.A.C, del Sindaco Davide Santonastaso.

Prenderà parte all’evento S.E. Monsignor Marco Salvi, Vescovo di Civita Castellana.

Il Castello ducale Orsini, di proprietà del Comune di Fiano Romano dal 1992, per quasi 20 anni, dal 1956 al 1975, fu la sede del Collegio femminile gestito dalla Congregazione delle Suore domenicane di Santa Caterina con l’”Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma dei Carabinieri” (O.N.A.O.M.A.C.). La prima Convenzione, risalente al 3 maggio 1956, tra l’O.N.A.O.M.A.C. e la Congregazione Suore Domenicane Insegnanti ed Infermiere di Santa Caterina da Siena, venne firmata dal Generale Romano Dalla Chiesa in qualità di Presidente del Consiglio di Amministrazione per l’O.N.A.O.M.A.C. e dalla Priora Generale Suor M. Emiliana Trevisan per la Congregazione.

Nell’Art.1 venivano riportate le finalità: “Le Suore si impegnano ad accogliere nell’orfanotrofio femminile […] per conto dell’O.N.A.O.M.A.C., un’aliquota di orfane di militari dell’Arma […] prima dell’inizio di ogni anno scolastico”. La convenzione si rinnovava automaticamente ogni anno.

Il Collegio femminile, presso il Castello di Fiano Romano, venne chiuso nel 1975.

<<L’Opera arrivò ad avere negli anni ’70 del secolo scorso 3 Collegi di proprietà e 23 in convenzione>> – così nel contributo a firma delGenerale Ugo Zottin, Presidente O.N.A.O.M.A.C per l’opuscolo che verrà distribuito ai partecipanti all’evento – <<ma considerando che la situazione sociale ed economica della nostra Italia mutava rapidamente in positivo, le mamme ci chiesero di poter tenere con sé i propri figli e di ricevere a domicilio un’assistenza economica finalizzata agli studi. Quindi tra la fine degli anni ’70 e degli anni ’80 furono dismessi tutti i Collegi. Oggi l’Opera assiste 1029 giovani e li sostiene negli studi dall’infanzia all’Università grazie alle donazioni volontarie dei Carabinieri in servizio ed in congedo e alla generosità di molti benefattori.>>

<<Una storia di solidarietà e assistenza per orfane di Militari dell’Arma dei Carabinieri>> – ha dichiarato Fatima Masucci, Consigliera Comunale, ideatrice e promotrice del progetto – <<a Fiano Romano, le prime 30 bambine, con età comprese tra i 6 e i 10 anni, sono arrivate nel 1956. Durante gli anni della Convenzione sono state assistite circa 70/80 bambine>>.

Dopo i contributi iniziali, si susseguiranno le testimonianze delle ex Collegiali, al tempo ospiti della struttura. Sempre al Castello, nella stessa giornata, sarà inaugurata la “Stanza dei Ricordi” e si svolgeranno le visite guidate da Cesarina Valente, autrice del libro “Tra streghe e cavalieri. Storia del Castello di Fiano Romano”.

Aprirà e chiuderà l’evento, la Banda Musicale di Fiano Romano.

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