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Polizia di Stato: Frosinone, “Esodo brasiliano”

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La Polizia di Stato di Frosinone, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha deferito all’A.G. un Ufficiale di Stato Civile e d’Anagrafe in servizio nei Comuni di Boville Ernica e Torrice (Fr) ed il titolare di una Agenzia di intermediazione internazionale, resisi responsabili, in concorso continuato tra loro e con altri, dei reati di favoreggiamento della permanenza clandestina in Italia di numerosi cittadini brasiliani, violazione delle leggi sul rilascio della cittadinanza italiana, falsità ideologica in atti pubblici, omissione d’atti d’ufficio, atti contrari ai doveri d’ufficio, abuso d’ufficio, violazione dell’art.21 comma 2/ter legge n. 241 del 07.08.1990 relativa al mancato incasso dei diritti consolari quantificabili in almeno 51.000,00 Euro con conseguente danno erariale, il tutto a vantaggio di 179 cittadini stranieri. 

L’attività d’indagine condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Frosinone, caratterizzata dall’analisi di numerosi documenti, alcuni dei quali oggetto di sequestro  presso i comuni di Boville Ernica e di Torrice (Fr), ha svelato l’esistenza, dal 2017 ad oggi, di un vero e proprio sistema finalizzato a favorire l’illegale permanenza sul territorio italiano di cittadini di nazionalità straniera allo scopo di far ottenere loro illecitamente, in tempi brevissimi e pressoché in assenza delle obbligatorie certificazioni e verifiche documentali necessarie, il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis dietro il pagamento di ingenti somme di denaro.

Dalle indagini condotte dai poliziotti è emersa la riconducibilità dell’attività in questione  ad una organizzazione transnazionale operante tra il Brasile, la Germania e l’Italia che, grazie alla compiacenza dell’Ufficiale di Stato Civile e Anagrafe deferito, ha incamerato negli anni rilevanti guadagni illeciti dai riconoscimenti delle cittadinanze iure sanguinis ottenuti in Italia; ad oggi il sodalizio criminale, a fronte di 179 procedimenti di cittadinanza italiana così definiti, risulta aver “fatturato” in soli tre anni una somma illecita superiore ai 700.000,00 euro.

L’operazione di P.G., che trae origine da un esposto pervenuto alla Procura della Repubblica di Frosinone, da parte dell’Ambasciatore italiano a Londra, è stata attuata dagli operanti con una metodologia d’indagine di genere tradizionale (lunghi servizi di osservazione e pedinamento, ascolto di numerosi testimoni, ecc.) unita allo studio e all’analisi della normativa di riferimento e della grande quantità di materiale documentale sequestrato dall’A.G.

BISCEGLIE: OPERAZIONE RECOVER, SPACCIO DI STUPEFACENTI E VENDITA DI TABACCHI LAVORATI ESTERI DI CONTRABBANDO, 13 ARRESTI

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Dalle prime ore di questa mattina, circa 70 Carabinieri del Comando Provinciale Carabinieri di Barletta-Andria-Trani – supportati dai reparti specializzati dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Puglia, del 6° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari e del Nucleo Cinofili di Modugno, nonché con la collaborazione della Compagnia Carabinieri di Desio (MB), dove si trova uno degli indagati – hanno dato esecuzione all’ordinanza di misura cautelare in carcere, e agli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Trani –su richiesta della Procura della Repubblica di Trani- nei confronti di 13 soggetti (4 in carcere; 9 agli arresti domiciliari) ritenuti – a vario titolo – gravemente indiziati di cessione, distribuzione e commercializzazione di stupefacenti in concorso fra loro, nonché di importazione, trasporto e vendita di tabacchi lavorati esteri di contrabbando.

L’odierna operazione, giunge all’esito di un’attività investigativa condotta dai militari della Tenenza di Bisceglie, svolta sotto la direzione della Procura di Trani, scaturita dall’indagine a carico di due indagati di nazionalità albanese – la cui posizione risulta stralciata – dalla quale erano emersi collegamenti tra i predetti ed alcuni soggetti biscegliesi, oggetto di successivi approfondimenti che hanno consentito – attraverso attività tecniche e dinamiche – di acquisire un importante compendio indiziario a loro carico per i fatti contestati. 

L’indagine ha consentito di raccogliere elementi con riguardo all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti – il cui rifornimento avveniva dal Nord Italia – nonché a quella di importazione, trasporto e vendita di tabacchi di tabacchi lavorati esteri di contrabbando – che giungevano nel porto biscegliese via mare, a bordo di barche di pescatori del posto – condotte in quel centro cittadino da soggetti risultati legati fra loro da stretti rapporti di fiducia – costruiti sull’assidua frequentazione – e di decifrare il peculiare linguaggio criptico utilizzato da alcuni degli indagati nelle interlocuzioni telefoniche.

Nel corso dell’indagine – protrattasi fino al febbraio scorso – sono state tratte in arresto dai Carabinieri della Tenenza di Bisceglie tre persone nella flagranza del reato di contrabbando di 1120 kg. di tabacchi lavorati esteri e sono stati compiuti numerosi ulteriori riscontri, a riprova del fatto che l’attività delittuosa sia proseguita – senza soluzione di continuità – nonostante gli interventi repressivi compiuti dai militari dell’Arma.

Gli indagati, secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip – fatta salva la valutazione nelle successive fasi processuali condotta anche alla luce del contributo della difesa – sono ritenuti responsabili – a vario titolo – in ordine a numerose cessioni di sostanza stupefacente, nonché dell’introduzione e vendita dei tabacchi lavorati esteri di contrabbando.

Espletate le formalità di rito, 4 soggetti sono stati associati alla Casa Circondariale di competenza, mentre 9 soggetti sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che -all’esecuzione della misura cautelare odierna – seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

I Ministri dell’Interno, Piantedosi, e dell’Agricoltura, Lollobrigida, hanno firmato l’accordo tra il Masaf e l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata

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I Ministri dell’Interno, Matteo Piantedosi, e dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, hanno presenziato oggi al Viminale alla firma dell’accordo tra il Masaf e l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, grazie al quale verranno messi a disposizione di giovani imprenditori agricoli i terreni sottratti alle mafie.

Presenti il sottosegretario all’Interno con delega all’Anbsc, Wanda Ferro, il direttore dell’Agenzia Nazionale, Bruno Corda, il Capo di Gabinetto del Masaf, Raffaele Borriello e il Capo Dipartimento della Sovranità alimentare e dell’ippica, Marco Lupo.

L’intesa dà avvio ad un importante progetto che consentirà di coniugare il reimpiego a scopo sociale dei fondi confiscati – circa 9.000 terreni – con il rilancio delle politiche a sostegno dell’agricoltura.

I terreni verranno assegnati in uso al Masaf che, attraverso la controllata Ismea, ne curerà la concessione a giovani imprenditori del settore agricolo, dietro la corresponsione di un canone agevolato.

I proventi delle concessioni confluiranno nel bilancio del Ministero dell’Agricoltura e verranno impiegati per l’acquisto di derrate alimentari a favore degli indigenti.

L’accordo prevede inoltre che gli imprenditori agricoli realizzino, nei terreni assegnati, iniziative di carattere sociale o didattico-divulgativo.

L’iniziativa, nell’agevolare lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura, valorizza inoltre le aree interne e mira a contrastare il fenomeno dell’abbandono e i conseguenti rischi, inclusi quelli idrogeologici.

Il Masaf assicurerà il monitoraggio costante delle attività svolte, anche attraverso il Corpo dei Carabinieri forestali e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

“Questo accordo testimonia lo straordinario lavoro messo in campo dal Governo per restituire alla collettività i patrimoni illeciti confiscati alla criminalità organizzata e al contempo valorizzare tali beni in modo che possano rappresentare anche importanti opportunità di crescita per il territorio. I terreni sottratti alle mafie, grazie all’intesa tra il Masaf e l’ANBSC, verranno concessi a giovani imprenditori, in un’ottica di rilancio delle politiche a sostegno dell’agricoltura. Su di essi saranno realizzate inoltre iniziative a carattere sociale, rivolte a persone con disabilità e a lavoratori extracomunitari in regola con il permesso di soggiorno, nell’ambito di progetti finalizzati all’inserimento lavorativo” ha dichiarato il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

“L’accordo sottoscritto oggi è un segnale importante. Attraverso questa iniziativa, con i beni confiscati alla criminalità organizzata, vengono rilanciate le attività agricole, fornendo preziosi strumenti a sostegno delle nuove generazioni che sono messe in condizione di avere terreni per sviluppare la loro attività a canoni accessibili. Queste terre ora diventano simboli di speranza e sviluppo, contribuendo a far tornare l’agricoltura motore di crescita e di riscatto. Il Governo Meloni, lavorando in sinergia, ha una visione strategica per riuscire non solo ad affrontare le contingenze, ma a programmare azioni che cambino in positivo l’Italia”, ha affermato il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

“Destinare a giovani imprenditori agricoli i terreni confiscati alle mafie ha un duplice valore: da un lato affermare simbolicamente la vittoria dello Stato, sottraendo alle organizzazioni criminali non solo i proventi delle attività illecite ma anche l’espressione tangibile del loro potere sul territorio, dall’altro offrire una opportunità di lavoro in un settore, quello dell’agricoltura, che ha un valore determinante per l’economia, per la salvaguardia del territorio, per la qualità della vita della comunità nazionale e per la valorizzazione della sua identità” ha sottolineato il sottosegretario Wanda Ferro, aggiungendo che “dobbiamo favorire il ricambio generazionale affermando il valore della legalità, del rispetto delle regole, della dignità e della sicurezza del lavoro”.

Abuso di posizione dominante, l’Antitrust sanziona la Figc per oltre quattro milioni

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La Federazione annuncia il ricorso al Tar: “Sanzione ingiustificata”. Codacons: “Bene multa”. Per Uisp “altre Federazioni così”.

ROMA – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato la Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) per un importo complessivo di oltre 4 milioni di euro (4.203.447,54 euro). L’Autorità ha infatti accertato che la Figc, almeno a partire dall’1 luglio 2015, ha attuato una complessa strategia escludente per rafforzare la propria posizione dominante nell’organizzazione di competizioni calcistiche giovanili a carattere agonistico e per estenderla anche al mercato dell’attività ludico-amatoriale, in cui opera in concorrenza con gli Enti di Promozione Sportiva (Eps). E’ quanto si legge in una nota dell’Antitrust. La strategia abusiva si è realizzata innanzitutto attraverso la mancata stipula, da parte della Figc, delle convenzioni richieste dal Regolamento Eps del Coni (2014) per lo svolgimento dell’attività agonistica, spiega la nota. Ciò ha consentito alla Federazione di precludere agli Eps l’accesso al mercato dell’organizzazione di eventi a carattere agonistico, garantendo così a sé stessa una posizione di sostanziale monopolio.

In secondo luogo, la Figc ha usato in modo strumentale il proprio potere regolatorio, considerando illegittimamente come agonistica l’attività amatoriale svolta dagli Enti di Promozione Sportiva con atleti compresi tra i 12 e i 17 anni. Inoltre ha imposto anche per gli atleti fino ai 12 anni (per definizione non rientranti nell’attività agonistica) il convenzionamento tra la Federazione e gli Eps e la pre-autorizzazione dell’evento, limitando così la libertà delle Associazioni Sportive Dilettantistiche affiliate alla Figc e dei loro atleti con doppio tesseramento di partecipare ai tornei organizzati dagli Eps, conclude la nota. In questo modo è stata ridotta la capacità degli Enti di Promozione Sportiva di esercitare una sufficiente pressione competitiva sulla Federazione, ostacolando e/o indebolendo la concorrenza nel mercato dell’organizzazione di eventi ludico-amatoriali.

FIGC SU ANTITRUST: RICORSO AL TAR CONTRO SANZIONE INGIUSTIFICATA

“Con riferimento alla comunicazione pervenuta in data odierna dall’Autorità Antitrust, la FIGC ritiene la sanzione ingiustificata, basata su argomentazioni documentalmente riscontrabili e su un ragionamento giuridico errato. Peraltro, tale sanzione- spiega la FIGC in una nota- è stata irrogata con le stesse motivazioni con le quali era stata sanzionata la Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) in un analogo procedimento. Decisione poi annullata dal Consiglio di Stato, con sentenza dello scorso 5 giugno n.5054. Per questo, nel ribadire l’assoluta correttezza del proprio operato, la FIGC comunica che è in corso di notifica il ricorso, con richiesta di sospensiva, presso il TAR del Lazio”.

CODACONS: BENE MULTA A FIGC DA ANTITRUST, TROPPE OMBRE SU FEDERAZIONE

“Siamo soddisfatti della decisione dell’Autorità di sanzionare la Figc perché crediamo che anche in ambito sportivo qualsiasi comportamento scorretto a danno del mercato e dei consumatori vada punito- spiega il Codacons- Riteniamo inoltre che sulla Federazione incombano molte ombre: più volte ci siamo visti
costretti a denunciare la Figc per aver assunto, assieme al Coni, comportamenti e decisioni che hanno rappresentato un danno per i tifosi e per i cittadini appassionati di calcio. Ad esempio non è mai stato chiaro perché Figc e Coni agiscano con tenacia per tenere lontani i tifosi e le organizzazioni che li rappresentano da qualsiasi procedimento giudiziario o sportivo che veda coinvolto il mondo del calcio, quando proprio i tifosi sono i primi soggetti danneggiati dagli illeciti”.

UISP: ALTRE FEDERAZIONI COSÌ. COMPORTAMENTI SUBDOLI VIETANO EVENTI EPS A SOCIETÀ SPORTIVE DI BASE

“Il ricorso è stato presentato dal Centro Nazionale Sportivo Libertas (Ente di promozione sportiva EPS, ndr), poi l’Antitrust ha chiesto a tutti gli EPS la possibilità di inserirsi nel procedimento. Noi dell’Uisp, insieme ad altri Enti, siamo intervenuti e siamo stati auditi il 18 aprile ed ho depositato personalmente una memoria, perché la Uisp, per la sua tradizione nell’organizzazione di attività calcistica giovanile, è stata negli anni la più colpita e penalizzata. La sentenza è giusta e l’accogliamo con molta soddisfazione. Noi auspicavamo una risposta di questo tipo dall’Antitrust e per noi, Enti di promozione sportiva, era evidente come la Federcalcio abusasse della propria posizione dominante nell’organizzazione delle attività sportive di base, seppur svolte con modalità competitive”. Lo ha dichiarato all’Agenzia Dire il presidente dell’Unione italiana sport per tutti (Uisp), Tiziano Pesce. “Accogliamo la decisione con molto favore- prosegue il presidente- non solo in ambito calcistico, perché è un provvedimento che mette nelle condizioni di rivedere le proprie posizioni anche molte altre Federazioni e il Coni. Perché posizioni simili, se non uguali a quelle della Figc, sono portate avanti da altre Federazioni, nei confronti delle attività amatoriali. Di fatto le Federazioni spiegano che loro sono gli organismi che regolano quell’attività o determinata disciplina sportiva, e solo loro possono promuovere e organizzare attività agonistica. Questo non è vero perché lo dice anche il regolamento di funzionamento degli Eps del Coni: gli Enti possono organizzare attività competitive e, con una stipula di una convenzione, anche quelle agonistiche di prestazione, che portano allo sbocco di campionati italiani. Con comportamenti subdoli si vieta alle società sportive di base di partecipare agli eventi degli Eps e questo porta anche all’abbandono dell’attività sportiva da parte dei più giovani”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Calcio, giovedì esce il calendario della serie A

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Giovedì 4 luglio sarà presentato il nuovo calendario della serie A per la stagione 2024/2025

ROMA – Il calendario della Serie A Enilive 2024/2025 sarà presentato giovedì 4 luglio, a partire dalle ore 12, presso l’Auditorium Multimediale di Rds a Roma. Il programma televisivo, prodotto per la prima volta interamente da Lega calcio Serie A, sarà trasmesso sui canali ufficiali di Lega Serie A (YouTube e sito internet) e su Radio Tv Serie A con Rds.

L’evento sarà condotto da Lorenzo Dallari e Chiara Giuffrida, con la partecipazione del presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, dell’amministratore delegato Luigi De Siervo, dell’Head of Competition Andrea Butti e di Stefano Ballista, amministratore delegato di Enilive, nuovo title sponsor della competizione. La presentazione delle giornate di campionato sarà arricchita dalla presenza degli ambassador di Lega Serie A Ciro Ferrara e Christian Vieri, in studio per commentare gli accoppiamenti del calendario della prossima stagione.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Attenzione alla truffa delle case vacanze: vittime quasi 2 milioni di italiani. “Ma uno su due recupera i soldi”

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girl woman left behind alone on the long road in countryside, hopeless destination, disappointment target

È la sistemazione più frequentemente oggetto di truffa o tentativo di frode (42%), seguita dai bed and breakfast (35,3%) e dagli hotel (17%)

MILANO – Il caro vacanze spinge gli italiani a cercare soluzioni per risparmiare e il rischio di cadere in una frode è dietro l’angolo; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e
Bilendi
, nell’ultimo anno ben 1,8 milioni di italiani sono incappati in una truffa mentre stavano prenotando una vacanza. Il danno complessivo stimato è pari, sempre secondo l’indagine, a 643 milioni di euro, ma quasi 1 truffato su 2 non è riuscito a recuperare i soldi persi.

Nonostante numeri così importanti, in tanti ancora non denunciano l’accaduto; ben 4 su 10, sommando chi ha ritenuto di non riuscire a recuperare i soldi e chi, forse per consolarsi, riteneva che il danno fosse basso, hanno deciso di non rivolgersi alle autorità.

DALLA CATAPECCHIA O OCCUPATA DA ALTRI ALLA CASA FANTASMA

Il campionario di truffe, o tentativi di truffa, emerso dall’indagine è vario: un caso ricorrente è quello della
“catapecchia” che viene pubblicizzata come sistemazione da sogno ma che, una volta arrivati a
destinazione, si trasforma in un incubo (30%). Eppure, gran parte di coloro che si sono ritrovati in questa
casistica pur di non rinunciare alla vacanza hanno comunque accettato la situazione (69%); solo il 21%, di fronte al fatto, ha alzato i tacchi ed è andato via senza saldare il conto.

C’è anche chi una volta arrivato a destinazione ha scoperto che la sistemazione era occupata da altre
persone (19%)
, ma la truffa più grave è sicuramente quella della casa fantasma, tipologia di raggiro che ha rappresentato all’incirca il 63% degli eventi fraudolenti andati in porto. Se la maggior parte di chi è caduto in questa trappola, quantomeno, si è accorto del problema prima di partire, per circa 550mila vacanzieri l’amara verità è arrivata solo dopo essere giunti sul posto.

VITTIME SOPRATTUTTO GIOVANI

Ad essere incappati in frodi o tentativi di truffe legati a viaggi e vacanze sono soprattutto i giovani, in
particolare i ragazzi con età compresa tra 18 e i 24 anni, che evidentemente spinti dalla voglia di
risparmiare e, forse, anche per un po’ di ingenuità, sono caduti più spesso in trappola 
(27% rispetto al 14% nazionale). A riprova, il campione più attento è risultato quello dei viaggiatori con età superiore ai 65 anni; meno del 5% di loro si è trovato in questa situazione.

STRUTTURE E CANALI, NESSUNO AL SICURO

I dati dell’indagine parlano chiaro: non esistono tipologie di strutture o canali di prenotazione che, in
assoluto, sono immuni dal fenomeno truffe, quindi è sempre fondamentale farsi guidare dal buon senso e
da un po’ di attenzione quando si stanno organizzando le vacanze.
La casa vacanza è la sistemazione più frequentemente oggetto di truffa o tentativo di frode (42%), seguita dai bed and breakfast (35,3%) e dagli hotel (17%). I malfattori cercano di muoversi laddove hanno più probabilità di trovare vittime; pertanto, non sorprende vedere come nel 36% dei casi la truffa o il tentativo di frode siano passati attraverso un portale di prenotazione vacanze. Il secondo canale più utilizzato sono i social network (35%) dove l’assenza di controlli da parte delle piattaforme semplifica la vita dei malviventi, che possono muoversi con maggiore libertà. In quasi 800.000, invece, hanno trovato l’annuncio truffaldino su un portale di annunci generico o un portale immobiliare, mentre il classico cartello di affitto, in questo caso truffa, ha fatto cadere in inganno il 4% dei rispondenti.

“Se la prenotazione avviene tramite un operatore serio ed affidabile, si ha la possibilità di ricevere
assistenza nel momento di difficoltà e, se ci si muove per tempo, trovare una soluzione alternativa o ricevere un rimborso”, sostengono gli esperti di Facile.it. «Di contro, fare tutto in autonomia e all’interno di canali non pensati per questo genere di attività, aumenta il rischio e riduce la possibilità, in caso di truffa, di rimediare al danno”.

VADEMECUM PER EVITARE LE TRUFFE

Come evitare quindi i rischi quando si prenota online e quali sono i segnali a cui fare attenzione per evitare di cadere in trappola? Ecco i consigli di Facile.it

1) Non è tutto oro quel che luccica: risparmiare è buona cosa, ma diffidare da prezzi troppo
economici è altrettanto corretto. 
Spesso dietro a offerte fuori mercato non si nasconde l’affare
della vita, bensì una truffa. Il buon senso è sempre l’arma migliore.

2) Copriti con una assicurazione: esistono polizze viaggio che proteggono gli assicurati quando si
prenota una casa vacanza. La compagnia tutelerà il viaggiatore non solo in caso di abitazione
fantasma, ma anche qualora questa sia differente da come pubblicizzata nell’annuncio.

3) Verifica le foto e l’annuncio: spesso i malfattori utilizzano la stessa descrizione e immagini per
annunci di immobili in località differenti. Una veloce indagine sui motori di ricerca potrebbe aiutare
ad identificare eventuali annunci clone, segno inequivocabile di una truffa.

4) Verifica l’esistenza della struttura: prima di prenotare, assicurati che l’indirizzo e la struttura
esistano realmente. L’utilizzo del web, di mappe digitali o, se possibile, di conoscenti, ti consente di
verificare i dati e ridurre al minimo i rischi di trovarsi in presenza di un immobile fantasma.

5) Guarda le recensioni: se stai prenotando tramite un portale con recensioni, leggile con attenzione
prima di scegliere; l’esperienza di altri viaggiatori potrebbe aiutarti ad identificare eventuali
criticità. Se possibile, ricordati di visualizzare in ordine cronologico le recensioni così da leggere
prima le più recenti.

6) Evita pagamenti non tracciabili: usare forme di pagamento tracciate è sempre preferibile poiché,
in caso di problematiche si ha sempre modo di dimostrare la avvenuta transazione di denaro.
Meglio evitare pagamenti in contanti o la ricarica di carte prepagate, soluzioni spesso richieste dai
malfattori.

7) Occhio ai siti clone: se stai prenotando attraverso un sito, verifica che questo sia quello autentico e
non un clone. Normalmente i siti truffa presentano errori di testo e, se navigati a fondo, rivelano la
loro natura.

8) Conferma la tua prenotazione direttamente in struttura: se hai prenotato tramite un
intermediario, è meglio fare una chiamata anche direttamente in struttura, servendosi dei suoi
canali ufficiali, così da verificare che sia tutto a posto e non si tratti di una possibile truffa.

9) Occhio alle richieste di pagamento urgenti: quella di mettere fretta e chiedere un pagamento
urgente è una tattica ormai nota usata dai truffatori, eppure continua a fare vittime. Non farti mai
prendere dalla fretta e prima di pagare, verifica che sia tutto regolare.

10) Monitora i tuoi estratti conto: se hai pagato con carta elettronica, una volta tornato dalla vacanza
ti consigliamo di monitorare l’estratto conto per i mesi successivi; la possibilità di addebiti non
richiesti o doppi – che siano frutto di errore o fatti volutamente – esiste, pertanto è bene
intervenire con tempestività in caso ci si trovi in questa situazione.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Cnpr Forum: 5,7 milioni di italiani sono in povertà assoluta

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Forum “Sos povertà: quali misure per non finire sotto la soglia” è promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili

NAPOLI – “I dati della Caritas che parlano di 5,7 milioni di poveri assoluti in Italia ci preoccupano molto. Nuovi poveri, immigrati irregolari che vivono in condizioni di grande povertà e non hanno la possibilità di inserirsi nella società, oltre all’aumento dei costi della vita quotidiana e l’enorme spreco di soldi pubblici ereditato dal passato. Pensiamo ai 200 miliardi del superbonus che hanno impattato solo per il 4% del patrimonio immobiliare italiano. In buona parte su quello di pregio. Anche a livello locale sono state ‘buttate’ via risorse preziose e nei grandi centri urbani del Nord le amministrazioni spesso hanno fatto scelte sbagliate che hanno avuto come conseguenza l’insostenibilità economica per i redditi medio bassi. È necessario continuare a efficientare la spesa pubblica per poter sostenere le persone in difficoltà e tutti coloro che lavorano in prima fila per offrire assistenza ai poveri”. Lo ha dichiarato Andrea Mascaretti, parlamentare di Fratelli d’Italia nelle commissioni Bilancio e Lavoro della Camera, nel corso del Cnpr forum “Sos povertà: quali misure per non finire sotto la soglia”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili presieduta da Luigi Pagliuca.

“Ci sono associazioni laiche e religiose – ha aggiunto Mascaretti – che quotidianamente provvedono ai pasti caldi per chi ne ha bisogno e distribuiscono pacchi alimentari per le famiglie in difficoltà Il pubblico deve sostenere in modo puntuale queste realtà. Le altre risposte passano dal lavoro, remunerato adeguatamente, per consentire alle persone di mantenere dignitosamente le loro famiglie. Bisogna intervenire sul lavoro povero, sul trasporto pubblico locale e sui costi della casa, soprattutto per i giovani”.

ZAMBITO (PD): “BASTA TAGLI, FARE MARCIA INDIETRO”

Punta il dito sui tagli al welfare Ylenia Zambito, senatrice del Partito democratico in commissione Affari sociali e Lavoro a Palazzo Madama: “Bisognerebbe fare marcia indietro rispetto ai tagli a cui abbiamo assistito in questo ambito nell’anno e mezzo del governo Meloni. Sono state tagliate le risorse per il contributo all’affitto, quelle per il recupero della morosità incolpevole. È stato eliminato, senza sostituirlo con nessuna altra forma di sostegno, il reddito di cittadinanza, sono stati tagliati i fondi per la sanità. Tanto è che molte persone stanno continuando a rinunciare a curarsi”.

“Tagli – ha ricordato Zambito – si sono registrati anche sul tema della disabilità, delle fragilità e anche sul tema degli anziani non autosufficienti. Per non parlare poi dei tagli agli enti locali che hanno comportato per i comuni una riduzione sensibile delle risorse a loro disposizione e quindi la necessità di tagliare ulteriormente sui capitoli del sociale e del socio-sanitario. È necessaria un’inversione immediata di questo trend molto preoccupante. I poveri non si devono considerare, come fa questo governo, dei colpevoli ma delle persone che hanno più bisogno rispetto agli altri dello Stato”.

TENERINI (FI): “TREND IN FORTE CRESCITA”

Secondo Chiara Tenerini, deputata di Forza Italia in commissione Lavoro a Montecitorio: “Il trend della povertà assoluta in Italia è in forte crescita e, facendo un’analisi, i nuclei maggiormente in difficoltà sono le famiglie monogenitoriali e quelle con molti figli a carico. Dal disagio economico derivano poi quello culturale e la bassa scolarizzazione che autoalimentano questi fenomeni. Serve intervenire con politiche attive del lavoro riservando la parte della sussidiarietà ai nuclei impossibilitati ad essere introdotti in percorsi di lavoro. Dobbiamo prioritariamente dare la dignità del lavoro a tutti quelli che possono svolgerlo. Abbiamo inserito nella finanziaria scorsa la riduzione del cuneo fiscale, con i decreti attuativi del Mef sono entrati in vigore gli sgravi del 120% per chi assume a tempo determinato che arrivano al 130% per chi assume categorie fragili o donne con più di due figli. Il governo ha chiaro il tema del disagio familiare e si sta muovendo compatibilmente con i fattori esterni come l’aumento dei tassi d’interesse e dell’inflazione. La questione della povertà salariale è poi un altro tema per il quale riteniamo che si debba trovare la soluzione nella contrattazione i cui minimi tabellari sono troppo bassi”.

BARZOTTI (M5S): “UN RECORD STORICO”

Critica Valentina Barzotti, parlamentare del M5s in commissione Lavoro della Camera: “Ci troviamo di fronte a una vera e propria tragedia che riguarda milioni di italiani con il record storico di povertà assoluta nel nostro Paese. Di fronte a questa situazione il governo ha tolto l’unica misura universale di sostegno che era il reddito di cittadinanza. Come alternativa sono state introdotte misure di sostegno incomplete che tagliano fuori ampie fasce di cittadini come i cosiddetti occupabili. Una scelta ingiusta, insensata e connaturata di pregiudizio”.

“L’Italia – ha aggiunto Barzotti – non ha mai brillato per politiche attive e l’impossibilità per molti di trovare lavoro deriva anche da questo. Se una persona è emarginata difficilmente riuscirà a inserirsi nel mercato del lavoro. Noi avevamo investito nei centri per l’impiego con 1 miliardo di euro nelle politiche attive. Il supporto formazione lavoro del governo non funziona perché prevede formazione parziale con corsi brevi senza sbocco nel mondo del lavoro. Gli ultimi dati Inps dicono che l’8% dei lavoratori in Italia sono poveri. Per questo ci battiamo a favore del salario minimo depositando una proposta d’iniziativa popolare”.

“IL DISAGIO ECONOMICO AUMENTA INESORABILMENTE”

Nel corso dei lavori, moderati da Annamaria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Elisabetta Polentini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Roma: “I dati raccolti dalla rete Caritas italiana, confermati dall’Istat, indicano che il disagio economico aumenta inesorabilmente e il numero delle persone che rientrano nello stato di povertà assoluta raggiunge i sei milioni. Un’emergenza sociale da arginare al più presto prima che si giunga a un punto di non ritorno. Preoccupa che la povertà riguardi anche famiglie monoreddito, numerose o con disabili a carico. Anziani soli e lavoratori a nero. Un quadro nei confronti del quale ci aspettiamo misure urgenti ed efficaci da parte del governo”.Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “Il tema a mio avviso è di grandissimo allarme sociale non è pensabile in un paese evoluto, moderno e ricco come l’Italia, che è l’ottavo del mondo per il Pil, che si aggravi il problema della povertà. Non mi pare ci sia nessuna ragione per sottrarre agli enti territoriali e ai comuni, più di tutti vicini ai cittadini, l’individuazione dei soggetti effettivamente bisognosi, inventando uno strumento paludoso e burocratico in virtù del quale l’Inps deve automaticamente individuare chi possono essere i beneficiari. Mi sembra una centralizzazione sbagliata. I comuni potrebbero fare molto meglio e prima. Si può essere poveri anche lavorando, i motivi sono legati a due fattori fondamentali: siamo in Europa il paese con i salari più bassi di tutti e prevale nellincremento delloccupazione che viene segnalato prevale il precariato. Precariato e bassi salari producono povertà anche per i lavoratori dipendenti”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Caldo tremendo in Italia, e l’aria diventa irrespirabile (ancor più del solito). Malissimo Milano, Bergamo e Brescia

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L’aria delle grandi città in questi giorni di temperature record è irrespirabile, con valori di polveri sottili anche di due e volte e mezzo superiori a quelle standard. La situazione peggiore in Lombardia

ROMA – Nelle nostre grandi città, l’inquinamento causato principalmente dal traffico stradale è ora aggravato dallo stress termico conseguenza diretta del cambiamento climatico. Basandosi su parametri internazionali, Ener2Crowd.com, la piattaforma di investimento e risparmio sostenibile numero uno in Italia, ha aggiornato ad oggi l’indice di qualità dell’aria (Air Quality Index), elaborando la classifica delle 10 città più inquinate del nostro Paese.

Sul podio troviamo: 1) Milano, con un indice pari a 56; 2) Bergamo, con un indice pari a 55; 3) Brescia, con un indice pari a 56. In queste tre città lombarde i principali inquinanti sono le polveri sottili ed in particolare la PM2.5, che raggiunge rispettivamente valori pari a 12µg/mc, 11,4 µg/mc ed 8 µg/mc.

“La concentrazione di PM2,5 a Milano è attualmente 2,4 volte il valore guida annuale dell’Organizzazione mondiale della Sanità sulla qualità dell’aria e la concentrazione è quasi identica anche a Bergamo” sottolinea Giorgio Mottironi, cso e co-fondatore della società benefit Ener2Crowd, Chief Analyst del GreenVestingForum, il forum della finanza alternativa verde, nonché Special Assistant to the Secretary-General for Environmental and Scientific Affairs dell’Organizzazione Mondiale per le Relazioni Internazionali (Woir).

Seguono in questo ranking: 4) Padova (indice 51); 5) Venezia (indice 50); 6) Bolzano (indice 48); 7) Ravenna (indice 46); 8) Firenze (indice 45); 9) Pavia (indice 42); 10) Roma (indice 39).

“La situazione peggiorerà ancora nel mese di luglio, quando le temperature si alzeranno e conseguentemente la qualità dell’aria peggiorerà” puntualizza Niccolò Sovico, ceo e co-fondatore della società benefit Ener2Crowd specializzata appunto in finanza alternativa.
Secondo gli analisti della piattaforma, quest’anno avremo temperature anche maggiori rispetto a quelle della scorsa estate, che già aveva fatto registrare il record di giorni con maggior stress termico estremo, misurati in termini di temperatura percepita superiore ai 46 gradi.

Insomma un caldo micidiale, soprattutto per le persone anziane. Senza contare poi gli incendi, che nel 2023 hanno devastato 5 mila chilometri quadrati di bosco, un’area estesa quasi quanto la Liguria, includendo l’incendio in Grecia – il più grande mai registrato in Europa – che ha distrutto un’area di 960 chilometri quadrati. “Proprio spinti dalla crisi climatica, gli incendi boschivi estremi sono in costante aumento a livello planetario: negli ultimi due decenni la frequenza e l’intensità è più che raddoppiata, con un accumulo degli eventi più estremi soprattutto negli ultimissimi anni” mette in evidenza Giorgio Mottironi.

Ma anche l’inquinamento provocato dal traffico su strada è aggravato dal cambiamento climatico. In sintesi ci troviamo a dover fronteggiare una tempesta esplosiva che mette in pericolo la nostra salute. “L’Italia è addirittura il primo paese in Europa per morti attribuibili all’inquinamento atmosferico con 80 mila decessi prematuri all’anno, oltre il triplo rispetto ad esempio alla Spagna, dove l’inquinamento dell’aria causa annualmente 26 mila morti premature” osservano gli analisti di Ener2Crowd basandosi sugli ultimi dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente.
(DIRE) Roma, 1 lug. – I dati coincidono con quelli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) che ha rilevato che l’inquinamento atmosferico provoca in tutto il mondo più di 3 milioni di morti premature ogni anno. Secondo gli specialisti di Ener2Crowd, le emissioni inquinanti possono tuttavia essere ridotte del 50% promuovendo l’edificio a consumo zero ed il veicolo elettrico. Ed altrettanto si può fare attraverso la finanza alternativa. “Investendo anche solo il 4,6% della nostra ricchezza finanziaria ogni anno, quindi circa 40 mila euro procapite per un totale di 227 miliardi di euro, in prodotti e soluzioni certificate Esg si può annullare la nostra impronta carbonica e di colpo portare il Paese a traguardare oltre il 50% degli obiettivi di transizione sostenibile al 2030” dicono gli esperti. Un beneficio collettivo, ma non solo: ci sono anche importanti margini di rendimento. Oggi le imprese sono disposte ad offrire rendimenti che vanno dal 9% al 12% lordo annuo agli investitori intenzionati a sostenere tramite debito, ed in particolare tramite i servizi di crowdinvesting, i loro progetti per la riduzione delle emissioni di CO2.
Per i più ricchi, poi, “investire in modo sostenibile” è l’opportunità di fare la cosa giusta, testimoniando il ruolo positivo che possono avere, anche in relazione ai loro standard di vita ed ai loro stili di consumo. “Il nostro impegno è verso una transizione energetica giusta, arrivando a coniugare la sfida globale del cambiamento climatico con la generazione di opportunità” concludono i fondatori di quello che è il più grande fondo di investimento diffuso nella transizione energetica presente oggi in Italia.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

A Cogne turisti isolati portati via in elicottero

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Sgomberate oltre seicento persone. Molti alberghi hanno deciso di chiudere per le prossime due o tre settimane, in attesa di novità

ROMA – La strada regionale per Cogne, tra Chevril di Aymavilles e Epinel di Cogne, non esiste più in almeno tre punti e fare delle previsioni sulla sua riapertura è impossibile. Ieri sera, il capo del dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, salito in Valle d’Aosta per fare il punto sui danni provocati dal maltempo incontrando la giunta regionale, ha parlato di almeno un mese di attesa. Anche la strada comunale tra il capoluogo Veulla e Valnontey è stata in buona parte erosa dalla piena del torrente Grand-Evya nella notte tra sabato e domenica scorsi.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Violentata fuori dalla discoteca a Pontedera, arrestato 19enne: rintracciato grazie al profilo Instagram

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L’ha violentata e avrebbe anche filmato tutto con il cellulare: un ragazzo di 19 anni è stato arrestato per una violenza avvenuta a inizio giugno a Pontedera, in provincia di Pisa. È stato rintracciato grazie al profilo Instagram

BOLOGNA – La ragazza, dopo essere stata medicata in ospedale con lesioni molte gravi, lo aveva denunciato alla Polizia fornendo la sua descrizione e anche il suo profilo Instagram. La Polizia, così, è riuscita a risalire a lui e ad arrestarlo. Non solo, lo stupratore avrebbe anche avuto nel suo cellulare il filmato che documenta la violenza. È una storia terribile quella che arriva da Pontedera, in provincia di Pisa: lo stupro, avvenuto fuori da una discoteca della zona, risale ai primi giorni di giugno. Il responsabile è stato arrestato sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Pisa su richiesta della Procura. È accusato di violenza sessuale e lesioni gravissime.

La vittima e il suo stupratore, che sono coetanei, si erano conosciuti in discoteca. La ragazza ha raccontato alla Polizia che a un certo punto erano usciti insieme all’esterno per appartarsi ma poi la situazione è degenerata. Lei ha detto al ragazzo di fermarsi perchè non voleva avere rapporti, ma lui non si è fermato e le ha usato violenza. Riprendendo il rapporto con il cellulare. La ragazza, che dopo lo stupro ha avuto una prognosi tra i 20 e i 40 giorni, è stata anche ricoverata in ospedale.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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