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Altri tre comuni della ciociaria Bandiera Arancione

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Gianluca Quadrini: “un’opportunità unica per la valorizzazione e il prestigio del territorio.”

Dopo San Donato Val di Comino, Collepardo e Picinisco, il Touring Club Italia assegna altre tre bandiere arancioni ai borghi della ciociaria. Questa volta a ricevere il riconoscimento sono il comune di Atina, Castro de Volsci e Trevi nel Lazio. Un prestigioso riconoscimento che testimonia le grandi eccellenze del territorio, sia in termini ambientali, culturali, enogastronomici, che in termini di accoglienza turistica.

“La Bandiera Arancione assegnata ai borghi della nostra provincia rappresenta un’importante attestato di qualità per i comuni, grazie al loro centro storico, riconosciuto per la sua autenticità, conservazione e carattere distintivo. Il paesaggio circostante, unitamente al ricco patrimonio storico-culturale e naturalistico, contribuisce a rendere i nostri luoghi delle vere gemme da scoprire. Questo riconoscimento è la prova tangibile del valore e della varietà degli attrattori storico-culturali e naturalistici che il nostro territorio ha da offrire.” Afferma il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini, che sottolinea l’importanza di questa opportunità nel valorizzare la qualità della vita delle comunità.

“Riconoscendo e promuovendo le radici storiche e culturali dei nostri luoghi, questa ambita assegnazione offre una straordinaria occasione per garantire ai visitatori e alle generazioni future la possibilità di ammirare e apprezzare le meraviglie della nostra provincia.

Il Presidente del consiglio esprime il suo apprezzamento per l’attenzione e l’impegno delle amministrazioni comunali verso le loro comunità –  “È grazie a questo costante impegno che si garantisce il benessere dei cittadini e un’ottima qualità della vita all’interno dei nostri territori” e  rinnova i suoi complimenti ai Comuni insigniti della Bandiera Arancione e si impegna a continuare a lavorare insieme per promuovere e preservare le bellezze e le eccellenze del nostro territorio.

Scuole aperte in estate: cosa prevede il nuovo decreto

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Stanziati 400 milioni per il prossimo biennio

ROMA – Finanziare attività di inclusione, socialità e potenziamento delle competenze per il periodo di sospensione estiva delle lezioni. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato il decreto per il rinnovo del Piano Estate, che garantirà un fondo di 400 milioni di euro. Il provvedimento, che interessa gli anni scolastici 2023/24 e 2024/25, è destinato alle scuole primarie e secondarie statali e paritarie non commerciali. Le risorse, 80 milioni di euro in più rispetto al progetto del precedente biennio, consentiranno di attivare percorsi che potranno interessare, in base alle proposte delle scuole, tra 800 mila e 1,3 milioni di studenti; 1,714 milioni le ore aggiuntive di attività.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Champions League, stasera Barcellona-PSG: dove vedere la partita in tv

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Questa sera alle 21.00 il match di ritorno dei quarti di finale

OMA – Dallo Stadio Olimpic Lluis Companys torna questa sera la sfida tra Barcellona e Paris Saint-German per il match di ritorno dei quarti di finale di Champions League. Dopo la vittoria per 3-2 dei ‘Cules’ di Xavi, la squadra francese dovrà rimontare per ottenere un posto in semifinale. Sempre questa sera si giocherà il ritorno di Borussia Dortmund-Atletico Madrid, in cui la squadra spagnola parte con il vantaggio di 2-1. Domani, invece, sarà il turno di Bayern Monaco-Arsenal e Manchester City-Real Madrid.

Amadeus dice addio alla Rai. L’annuncio sui social: “È tempo di nuove sfide e nuovi sogni”

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“Non è stata per me una scelta facile anche in considerazione degli sforzi importanti fatti da Rai per trattenermi”

ROMA – Dopo giorni di indiscrezioni questa mattina è arrivata la notizia ufficiale: Amadeus lascia la Rai. Il conduttore da 25 anni al servizio della rete ammiraglia della Rai ha voluto lasciare un personale messaggio a tutti i suoi spettatori, dal camerino prima della registazione di ‘Affari Tuoi’. Un messaggio di addio che Amadeus ha fatto nello stile che lo contraddistingue sempre come conduttore: pacato e sorridente. Ecco cosa ha detto.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Dimesso N’Dicka, per lui trauma toracico con minimo pneumotorace

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Il calciatore è stato dimesso ed effettuerà ulteriori controlli a Roma

ROMA – “In seguito a un dolore acuto precordiale e alterazioni aspecifiche all’elettrocardiogramma effettuato in sala di prima urgenza allo stadio, il giocatore Evan N’dicka è stato ricoverato presso l’Ospedale Santa Maria della misericordia di Udine. Sono stati effettuati controlli cardiologici di primo e secondo livello risultati negativi per patologia cardiaca. Alla luce degli ultimi esami effettuati il quadro clinico è compatibile per trauma toracico con minimo pneumotorace sinistro. Il calciatore è stato dimesso ed effettuerà ulteriori controlli a Roma”.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Roma, aumenti per i biglietti di metro e bus? Ecco cosa c’è di vero

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Il costo del Bit, il biglietto del trasporto pubblico romano, dall’1 luglio 2024 passerà da 1,50 euro a 2 euro. Ma cosa c’è di vero?

ROMA – Chiusura anticipata del servizio, stazioni chiuse e disagi giornalieri per scioperi o guasti delle linee. E in arrivo nel 2025 il Giubileo di Roma. Oltre a tutto questo i pendolari romani dovranno affrontare l’undicesima piaga d’Egitto: l’aumento del costo del biglietto Metrebus (quindi delle linee gestite da Atac e Cotral) prevista dal mese di luglio. Da questa mattina a rimbalzare sul web è, infatti, la notizia che il costo del Bit, il biglietto del trasporto pubblico romano, dall’1 luglio 2024 passerà da 1,50 euro a 2 euro. Ma cosa c’è di vero?

L’aumento dei Bit Metrebus Roma e Lazio, secondo quanto si legge nell’allegato dell’Aggiornamento del Piano economico finanziario 2024-2032 dei servizi di trasporto affidati a COTRAL S.p.A., non riguarderebbe l’abbonamento mensile e l’abbonamento annuale avrà addirittura uno sconto di 10 euro. La novità pubblicata sul bollettino regionale dello scorso 25 marzo è presente del ‘Piano economico finanziario simulato’ e non costruisce quindi una certezza, ma solo un’ipotesi: se la Regione Lazio troverà all’interno del suo bilancio quello che chiede Cotral, l’aumento dei prezzi sarà scongiurato.

LA TABELLA CON I NUOVI PREZZI DEI BIGLIETTI METREBUS

Già lo scorso agosto si paventava un aumento del costo, ma la giunta della Regione Lazio aveva deciso di non procedere all’aumento trovando tutte le soluzioni sia nel bilancio regionale sia nel nuovo riparto del fondo nazionale trasporti.

I COMMENTI DEI PENDOLARI

“Per il servizio offerto dalla Metro B il costo non dovrebbe essere più alto di 0,50 centesimi“, scrive un utente sui social. E anche: “Metropolitana chiusa ed aumento dei biglietti. Prendere in giro i cittadini, lo stanno facendo bene”, “Peccato che il servizio è veramente penoso…tra lavori metro (che dovevano essere già conclusi da tempo), linee dimezzate e diversi tram soppressi con autobus sostitutivi insufficienti…. Pagherei volentieri i 2 euro, ma per un servizio efficiente e non per poi dover rimanere per strada perché l’autobus non funziona (ed è successo diverse, ma diverse volte!!!)”, è il commento di un altro internauta.

ZANNOLA-BAGLIO (PD): “NO AUMENTO BIGLIETTI, REGIONE FACCIA SUA PARTE”

“Bisogna evitare l’aumento del Bit per i romani. La previsione di un incremento tariffario è sbagliata e rischierebbe di produrre un effetto boomerang, con più evasione e un minore ricorso al trasporto pubblico, penalizzando la sostenibilità del servizio e quella ambientale. La Regione, che fissa le tariffe del Tpl, sia chiara e dica se ha intenzione di procedere con gli aumenti per romane e romani”. Così in un comunicato i consiglieri capitolini del Partito democratico Giovanni Zannola e Valeria Baglio, rispettivamente presidente della commissione Mobilità e capogruppo dei dem in Campidoglio. “Roma, anche grazie all’intenso impegno della Giunta, sta intervenendo massicciamente sulle infrastrutture con il lavoro di sostituzione dei vecchi binari della metro, l’ammodernamento e la costruzione di nuove stazioni, che tuttavia stanno comportando inevitabili disagi, come la chiusura anticipata del servizio durante la settimana o lo stop temporaneo ad alcune stazioni per renderle più belle e funzionali per i romani e in vista del Giubileo. Chiedere ai cittadini, adesso o nei prossimi mesi, di pagare un costo maggiore per un servizio che deve essere ancora potenziato, che deve ancora recuperare migliaia di chilometri persi nelle scorse gestioni, sarebbe incomprensibile e ingiustificato. La Regione faccia la sua parte e scongiuri gli aumenti tariffari”.

VALERIANI (PD): “INTERROGAZIONE PER EVITARE AUMENTO TICKET”

“Articoli di stampa e piani finanziari delle principali aziende di trasporto pubblico locale tornano ad annunciare un aumento dei titoli di viaggio con un incremento dei costi di oltre il 30% per cittadini e turisti a partire dal prossimo mese di luglio”. Così in una nota Massimiliano Valeriani, consigliere del PD alla Regione Lazio. “Stupisce il silenzio dell’Amministrazione Rocca, che di fronte alla presa di posizione delle aziende partecipate non interviene per fare chiarezza e scongiurare la crescita delle spese per viaggiare sui mezzi pubblici del Lazio. Pertanto ho presentato un’interrogazione al presidente Francesco Rocca e all’assessore regionale alla Mobilità, Fabrizio Ghera, per scongiurare l’incremento del costo dei biglietti del sistema Metrebus, favorendo il reperimento delle risorse necessarie- conclude il consigliere PD- nel bilancio regionale e in una più equa ripartizione del fondo nazionale Trasporti”.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Disabili, a Milano prova di forza delle associazioni caregiver al Pirellone per dire ‘No ai tagli’

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Presidio sotto il Consiglio regionale promosso da 22 associazioni (ma con più di 200 adesioni): ‘Assegni da adeguare a chi segue un parente che soffre, non lasciateci soli’

MILANO – Un fiume copioso di referenti, pazienti, padri, madri, sorelle, mogli e mariti, con molte realtà (22 le associazioni promotrici del presidio, 206 le aderenti e 22 Comuni) giunte da ogni parte della regione e riunitesi sotto il sole primaverile di piazza Duca d’Aosta, all’ombra del Pirellone, per tornare a chiedere una presa di posizione circa i tagli emersi, a cavallo tra l’anno passato e quello in corso, con una delibera regionale molto discussa che riduce le risorse disponibili dedicate all’assistenza ‘famigliare’ ai disabili. Sono infatti 10 i milioni che nel 2024 non verranno dedicati in Lombardia agli assegni familiari per sostenere i cosiddetti ‘caregiver’, ossia quelle persone che devono necessariamente dedicarsi ai membri della famiglia affetti da disabilità e fragilità. Sullo sfondo (ma concreto destinatario della mobilitazione) il governo, reo di aver disposto il taglio (pari a circa 350 milioni) sul Fondo Unico nazionale per le persone con disabilità.“Chiediamo che la giunta stanzi ulteriori 10 milioni di euro per fare in modo che anche per quest’anno le persone che hanno diritto all’accesso della misura B1 non debbano entrare in una lista d’attesa”, afferma alla ‘Dire’ il presidente di Ledha Lombardia, Alessandro Manfredi, che precisa: “la Regione deve intervenire sul 2024, mentre per gli anni a venire è necessario un intervento di Palazzo Chigi”. Dal canto suo, la giunta guidata da Attilio Fontana ha sempre sottolineato come questo sia un problema da risolvere su scala nazionale, e alla fine di febbraio ha tentato di ‘smussare’ i tagli a livello locale dopo aver incontrato alcuni rappresentanti delle associazioni, una misura che però pare non aver affatto accontentato le richieste. Successivamente, le associazioni hanno cercato, come sostenuto dal palco, di richiamare l’attenzione del presidente del Consiglio regionale Federico Romani, “senza ricevere risposta”.La partecipazione al presidio, andato in scena dalle 11 alle 13 inoltrate, è stata composita. Calcolate le presenze in circa 500 unità dalla Questura (per gli organizzatori si avvicinavano al migliaio), la mattinata è stata arricchita oltre che da una partecipazione colorata e animata, dagli interventi di alcuni politici locali, dall‘assessore al Welfare del Comune di Milano Lamberto Bertolé, passando per il consigliere dem Onorio Rosati, il capogruppo M5S regionale Nicola Di Marco, fino a giungere al vicepresidente d’aula al Pirelli, Carlo Borghetti. I gruppi delle opposizioni si sono poi mobilitati durante la seduta di Consiglio regionale esponendo lo striscione in aula ‘No ai tagli al sociale’, cercando di far pressione su una giunta che secondo alcuni ha preferito impegnarsi “a far passerella al Salone del Mobile”.Tra i manifestanti c’era anche chi non è potuto venire, e non certo per mancanza di volontà: a sottolinearlo l’associazione FAND, che si occupa di pazienti diabetici, e la Huntington Onlus, che supporta gli affetti dell’omonima malattia. “Noi abbiamo una grave disabilità e qui siamo veramente in pochi, perché è una malattia rara, che costringe a non poter venire in piazza e i caregiver purtroppo non possono venire perché devono assistere i malati, perciò la nostra richiesta è più forte”. Lei è Elisabetta Caletti, Neuropsicologa e presidente dell’associazione Huntington. Si parla infatti di una malattia ereditaria del sistema nervoso centrale che determina una degenerazione dei neuroni dei gangli della base e della corteccia cerebrale. “Alla Regione e al Governo chiediamo appunto di tagliare assolutamente queste liste d’attesa perché sono assolutamente, diciamo, inique per i nostri assistiti, i nostri disabili”.
C’è poi la richiesta espressa all’esecutivo, che Caletti vede “molto lontano” dalle istanze dei propri associati. “Purtroppo capisco che ci sono delle gravi difficoltà, soprattutto perché siamo in pochi, però assolutamente abbiamo bisogno, per cui spero che si mettano veramente una mano sulla coscienza e capiscano la nostra richiesta”.A rimarcare oltremodo la condizione assurda in cui sono costretti alcuni pazienti e caregiver, impossibilitati di fatto a protestare per difendere i loro dirirtti, sfilano delle carrozzine vuote: ‘Io ci sono ma non posso essere qui’, si legge sullo schienale. “Oggi rappresentiamo non solo le persone con disabilità grave, gravissima, che sono riuscite a venire in presenza ma anche i nostri amici, i nostri fratelli che sono talmente gravi che i medici stessi gli hanno sconsigliato di muoversi di casa”, afferma Angelo Achilli, presidente FAND Lombardia. Per questo, la richiesta alla Regione è quella “di aumentare gli sforzi che ha fatto, importanti ma non sufficienti, e di unirsi a noi alla nostra richiesta che facciamo al governo per aumentare le risorse sul fondo nazionale”.Intanto, sale sul palco anche l’assessore al Welfare del Comune di Milano, Lamberto Bertolè, che lamenta il fatto di una situazione complessa ben prima della delibera in questione. “Solo l’anno scorso infatti 1.300 milanesi sono rimasti esclusi dall’assegnazione dei fondi della Misura B2 a causa dei finanziamenti insufficienti stanziati da Regione, nonostante l’intervento del Comune che ha aggiunto ulteriori 3,5 milioni di risorse proprie”, precisa l’esponente della giunta Sala, sottolineando come il provvedimento attuale aggravi ulteriormente la situazione “non solo dal punto di vista delle risorse, sempre più limitate, ma anche perché mette in contrapposizione due aspetti – i contributi economici diretti alle famiglie e i servizi – che dovrebbero essere invece complementari e armonici”. A questo per Bertolé si aggiunge il fatto che spesso “gli enti locali vengono lasciati da soli a garantire questi servizi e questo, in una situazione di mancanza di educatori che è da tempo nota, non fa altro che acuire le complessità”.Ora le associazioni attendono una risposta dalla giunta e dall’esecutivo, dopo che questo sole meneghino gli ha consegnato un mandato di presenza e di sostanza che non può più non essere preso in considerazione, e che di fatto ormai ha già valicato qualsiasi ideologia di partito e di schieramento. In piazza ci sono madri, padri, sorelle, fratelli, mogli e mariti che vanno ascoltati, vanno sostenuti e non vanno lasciati soli.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Oli d’Italia 2024: un viaggio sensoriale  alla scoperta dell’eccellenza dell’oro verde italiano nelle sue molteplici sfumature 

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Nella cornice del Sol&Agrifood-Vinitaly di Verona, Gambero Rosso e Banca Monte dei Paschi di Siena presentano la 14esima edizione della Guida. Nel Lazio sono 30 le aziende agricole,  tra cui 12 Tre Foglie e 1 premio speciale, Olivicoltore dell’anno 

 Prodotto principe ed elemento cardine della dieta mediterranea, l’olio extravergine di oliva non è soltanto un condimento riconosciuto per i suoi numerosi effetti benefici sulla salute, ma rappresenta un vero e proprio patrimonio culturale e gastronomico, simbolo della tradizione e della maestria artigianale italiana. Con la Guida Oli d’Italia dedicata agli extravergine italiani, giunta alla sua 14esima edizione e quest’anno con il sostegno di Banca Monte dei Paschi di Siena, la quinta in doppia lingua, italiano e inglese, presentata oggi al Sol&Agrifood di Verona, che si svolge in contemporanea con Vinitaly, Gambero Rosso traccia una mappa che vuole celebrare la ricchezza e la diversità delle varietà di olive e di oli presenti nel nostro Paese, evidenziando le peculiarità di ogni regione, con l’esclusione solo di Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia, e valorizzando le storie dei produttori che portano avanti con passione e dedizione la tradizione millenaria della produzione olearia: dalla rinomata Taggiasca ligure, alla robusta Leccino, passando per la Frantoio e la vigorosa Carboncella fino alla Ogliarola, tipica della zona barese, garganica e salentina.  

“Il mondo dell’olio extravergine di oliva è complesso e affascinante allo stesso tempo: ciascun prodotto presenta caratteristiche uniche e la nostra Guida vuole orientare professionisti e consumatori nella scelta del miglior prodotto capace di soddisfare gusti e abbinamenti diversi” commenta Stefano Polacchi, curatore della Guida. Sono 389 le aziende produttrici per 679 etichette di extravergine valutate e inserite nella Guida, di cui 191 le Tre Foglie e 34 le Stelle, che hanno ottenuto il massimo punteggio per dieci anni, risultato di un lungo percorso di ricerca, selezione e valutazione per individuare il gusto più sublime ma anche riconoscere un maggiore impegno verso la sostenibilità, in un’economia globale che si fa concorrenza sul fronte dei prezzi più bassi. “L’Italia si trova oggi a competere con prodotti di origine comunitaria che privilegiano la quantità alla qualità e riescono a praticare prezzi di vendita inferiori. Ma la qualità e la lunga tradizione olivicola del nostro Paese va riconosciuta e valorizzata sostenendo, anche attraverso interventi politici, i nostri agricoltori, ambasciatori della qualità nel mondo” aggiunge Polacchi. 

“Banca Monte dei Paschi di Siena si unisce a Gambero Rosso per promuovere e sviluppare il settore agroalimentare italiano” dichiara Maurizio Bai, Vice Direttore Generale Commerciale Vicario di Banca Mps. “L’olio extravergine è un emblema della cultura e dell’agricoltura del Paese. La collaborazione per la ‘Guida Oli d’Italia’ dimostra come la nostra Banca si dedichi al sostegno della qualità e dei distretti rurali. Ogni giorno infatti supportiamo le imprese agroalimentari e la DOP Economy nel loro percorso di crescita, anche a livello internazionale, con un’offerta specializzata orientata alla sostenibilità economica e ambientale.” 

Cinque le fasce di prezzo considerate, dagli oli con prezzo inferiore ai 10 euro ai prodotti più eccellenti anche oltre i 30 euro al litro. La Guida offre anche indicazioni dei produttori di olive da mensa e delle aziende che offrono ospitalità e ristorazione in campagna per un’informazione completa ed esaustiva. I singoli extravergine sono stati valutati anche per il loro profilo aromatico, sulla base dell’intensità di fruttato, amaro e piccante, utile a determinare eventuali abbinamenti con cibi e ingredienti. 

Le stelle del Lazio 

Nel Lazio sono 30 le aziende, distribuite in tutta la regione, annoverate nella rinomata Guida di cui ben 12 a punteggio pieno, meritando l’ambito riconoscimento delle Tre Foglie (tra queste 2 con la stella* per aver conseguito il titolo per il decimo anno consecutivo): 

  • Agresti 1902, Itri (LT), con il suo DOP Colline Pontine Monocultivar Itrana, un’azienda con dodici ettari di oliveto con circa 4.000 piante di sola varietà Itrana; 
  • Alfredo Cetrone*, Sonnino (LT), dove spicca DOP Colline Pontine Monocultivar Itrana  e a cui va il premio speciale “Olivicoltore dell’anno”: realtà d’avanguardia per l’agroalimentare di qualità e valido punto di riferimento per tutta la zona, si estende su 100 ettari di terreno roccioso a 500 metri di altitudine dove vengono ospitate 20mila piante di varietà itrana; 
  • Americo Quattrociocchi*, Terracina (LT), con il suo Superbo BIO: una realtà straordinaria realtà che oggi comprende 110 ettari e 45mila piante, tutte in biologico, ed esporta in vari paesi esteri; 
  • Andrea Degiovanni, Vetralla (VT), brilla con il suo Supremo Degà Monocultivar Caninese BIO e con i suoi 12 ettari di oliveti – e 1.000 piante di sola Caninese – a conduzione bio su terreni tufacei; 
  • Bernardo Mazzeranghi, Montefiascone (VT), spicca con il suo Cisterna 31 Monocultivar Caninese, e dal 2020 ha un oliveto proprio con olivi secolari da cui nasce l’olio di punta, Cisterna 31; 
  • Cantina Sant’Andrea, Terracina (LT), con il suo Monocultivar Itrana: nata negli anni ‘60 come azienda vinicola, oggi, 7 dei suoi 100 ettari sono dedicati ai 2.000 olivi. 
  • DueNoveSei, Moricone (RM), dove spicca il Rosalena, di Marco Prosseda, giovane e appassionato che gestisce, insieme al padre Adolfo, l’azienda di famiglia. 
  • Frantoio Battaglini, Bolsena (VT), che con il suo Frantoio antica Tuscia BIO, è una delle realtà più importanti sul bacino vulcanico del lago di Bolsena; 
  • Paola Orsini, Priverno (LT), merita le Tre Foglie con il Monocultivar Itrana BIO e il cui frantoio è un modello per i produttori nella zona di Latina e per tutti gli altri; 
  • Podere Tiberi, Cellere (VT), con il Monocultivar Caninese BIO di Maria Clara Tiberi, una giovane e intraprendente olivicoltrice nel cuore della Tuscia; 
  • Roberta Marcoaldi, Montelibretti (RM), con il suo Monocultivar Leccino, azienda concentrata prevalentemente sulla produzione olivicola dei suoi 950 olivi; 
  • Sandra Lisi, Veroli (FR), con il suo Monocultivar Itrana e i suoi 13 ettari a oliveto in conversione biologica con 3.500 piante di varietà tipiche della zona.  

CAPRETTA SEVIZIATA E UCCISA A UNA FESTA DI COMPLEANNO AD ANAGNI

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IL PM CHIEDE L’ARCHIVIAZIONE. OIPA: «PRESENTEREMO OPPOSIZIONE»

Questo genere di delitti è indice di pericolosità sociale

L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) presenterà opposizione alla richiesta d’archiviazione presentata al giudice delle indagini preliminari nell’ambito del procedimento riguardante la capretta uccisa ad Anagni alla fine dello scorso agosto.

L’associazione aveva presentato immediatamente una denuncia per uccisione di animali eistigazione a delinquere nei confronti degli autori dell’atroce fine della povera capretta, seviziata e uccisa durante una festa di compleanno in un agriturismo.

«Oggi ci è stata notificata dalla Procura della Repubblica di Frosinone la richiesta d’archiviazione contro la quale presenteremo opposizione nelle prossime ore», spiega l’avvocato Claudia Taccani, responsabile dell’Ufficio legale dell’Oipa. «Non condividiamo tale decisione del pubblico ministero, tanto più che vi sono prove documentali che testimoniano il reato. Abbiamo dunque chiesto la massima pena per il reato di uccisione di animali aggravato da motivi abietti». 

L’Oipa sottolinea come questo genere di delitti siano l’espressione di pericolosità sociale e auspica una volta di più che il legislatore metta finalmente mano a una riforma del Codice penale che inasprisca le pene per questi reati. In Parlamento si sta discutendo una proposta di legge in tal senso: ci auguriamo che sia approvata al più presto. 

Lenzi (Sapienza Roma): Città sono terribili induttori di patologie

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“Inadatte per bimbi e anziani. Per ripensarle serve alleanza multidisciplinare”

Roma – “Da circa 50 anni le nostre città da salutogeniche sono diventate patogeniche, luoghi non adatti per lo più per bambini e anziani. Le città sono infatti tra i peggiori induttori di malattie che siamo riusciti a creare per inquinamento ambientale, acustico e luminoso, per scarsa aggregazione sociale e mancanza di rapporto psicologico”. Così Andrea Lenzi, ordinario di Endocrinologia all’Università Sapienza di Roma, intervistato in occasione del corso di aggiornamento dal titolo ‘Città che cambiano il mondo: prendersi cura di spazi e persone’ organizzato dall’Ordine dei medici di Roma. L’evento, di cui Lenzi è responsabile scientifico, si svolgerà giovedì 18 aprile, dalle ore 17 alle 20.45, presso l’Aula Roberto Lala dell’Omceo Roma (via Bosio 19/A).Ma in città ci si ammala di più? “Esistono studi sperimentali condotti sugli animali- risponde Lenzi- e sui topolini è già stato dimostrato che c’è una differenza enorme tra chi vive in città e chi fuori. La medicina basata sulle evidenze nell’uomo è molto più complessa, per esempio sappiamo che l’inquinamento fa male ma è difficile dimostrarlo. Ci sono però alcuni studi sull’incidenza per esempio del diabete a Roma, oggi molto più diffuso in zone periferiche come Tor Bella Monaca (con una prevalenza del 7%) rispetto a zone più centrali come i Parioli (con una prevalenza poco sopra il 5%)”.Interpellato su come potrebbero essere migliorate le condizioni di salute di chi vive in città, poi, Lenzi fa sapere: “La medicina da sola non ce la fa più. Per quanto noi oggi abbiamo a disposizione ottime terapie e biotecnologie diagnostiche ingegneristiche all’avanguardia non è prendendo una pillola che passa il ‘mal di città’. Per scongiurare l’aumento di patologie come l’obesità, il diabete o le cardiopatie abbiamo bisogno di una alleanza non più a silos ma multidisciplinare: ingegneri, architetti, urbanisti, amministratori locali, sociologi, psicologi ed epidemiologi, tutti insieme, devono lavorare per riportare la città ad essere un bene comune e non un terribile induttore di patologie”.

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