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Obiettivi importanti per la crescita del Parco dei Monti Simbruini nel PIAO

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Jenne, Foppoli: “Il Parco va oltre la “quantità” del territorio protetto, includendo una miriade di iniziative ed attività”

La valorizzazione , la  tutela e  la promozione del territorio sono elementi basilari e tra gli obiettivi strategici presenti nel PIAO (Piano integrato di attività e organizzazione) per il triennio 2024-2026 presentato dal Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, l’area verde più grande della Regione meglio conosciuto come il polmone verde del Lazio.  In ambito di valorizzazione e tutela: le azioni da intraprendere per il triennio sono: Conclusione progetti “I sentieri della Natura”, “Interventi per la messa in sicurezza dei Cammini”, ” Fattoria didattica del Parco dei Monti Simbruini”; Approvazione progetti esecutivi ed affidamento lavori per interventi di prevenzione degli incendi boschivi; Prosecuzione progetto “Un Parco per tutti”; Attività di Educazione Ambientale; Presentazione candidatura per iscrizione al Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici. Per la promozione del territorio, gli ambiti da concretizzare saranno: Realizzazione apiario didattico presso la Casa delle donne e degli uomini in cammino (subordinato al reperimento delle risorse); Stampa Atlante dei rettili (subordinato al reperimento delle risorse); Attività di promozione: Estate delle Meraviglie 2024 (subordinato al reperimento delle risorse); Attività di promozione del Cammino Naturale dei Parchi in occasione della settimana europea dei Parchi; ed Affidamento gestione del Centro Visita di Filettino. Obiettivi importanti che accresceranno l’importanza dell’Ente Parco e lo promuoveranno. “L’importanza di questo documento programmatico triennale –afferma il commissario straordinario Alberto Foppoli (nella foto)- che è in linea con la programmazione economica-finanziaria, individua gli indirizzi e gli obiettivi strategici e operativi che l’Ente si è prefissato per il prossimo triennio, garantendo ampia diffusione sull’andamento gestionale dell’amministrazione. Oggi il concetto di Ente Parco  è cambiato di molto non essendo più relativo alla sola finalità tradizionale della salvaguardia della natura. Il Parco dei Monti Simbruini, come le altre aree verdi, non solo favorisce la protezione della natura, ma partecipa a custodire il patrimonio culturale contribuendo allo sviluppo socio –  economico delle comunità che vi risiedono, inoltre compie un’importante azione di monitoraggio del territorio, finalizzata all’assetto dello stesso sia dal punto di vista amministrativo (autorizzazioni, nulla osta, concessioni ect.) che materiale (assetto idrogeologico e territoriale in genere). Sotto altro aspetto, l’Ente promuove le attività di educazione ambientale rivolta principalmente al mondo della scuola, di formazione attraverso iniziative quali manifestazioni, mostre, convegni, contributi, protocolli con altri Enti. E’ l’occasione anche questa –commenta il commissario Foppoli- per ribadire l’importanza delle aree protette, come il Parco dei Monti Simbruini che va oltre la “quantità” del territorio protetto includendo, la miriade di iniziative ed attività, nate dalle relazioni messe in atto dalle comunità che vivono in queste aree, relazioni che costituiscono non solo la chiave di lettura del paesaggio e degli insediamenti, ma divengono uno degli strumenti fondamentali di mantenimento e tutela degli “equilibri naturali” in atto”.

“Competenza, dedizione e professionalità” così Gianluca Quadrini definisce il lavoro di Vittorio Sgarbi come sottosegretario alla cultura alla luce degli ultimi accadimenti

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Le dimissioni di Sgarbi da sottosegretario alla cultura stanno suscitando  la solidarietà del mondo politico di centro destra ma soprattutto da parte di autorevoli costituzionalisti e personalità del modo giuridico, letterario e scientifico che non hanno condiviso affatto quanto contestato anche perché preventivamente già dichiarato all’Antitrust dal Sottosegretario all’atto della decisione del conferimento dell’incarico.

Ricordiamo che la decisione presa dall’ex sottosegretario avviene a seguito dell’indagine da parte dell’Antitust di attività incompatibili con il suo ruolo, indagine partita per mano di alcuni esposti anonimi e di denunce di un suo ex collaboratore. Sarà proprio l’on.

Sgarbi, nei giorni scorsi, a far sapere di aver preso questa decisione per evitare di arrecare ulteriori danni all’immagine del Governo e che si augura che presto venga fatta luce sulla situazione chiedendo all’Antitrust di estendere l’indagine a tutte le altre istituzioni che si trovano nelle stesse sue condizioni. Ad intervenire a supporto dell’On.le Sgarbi è il Consigliere Provinciale e Presidente del Gruppo di Forza Italia in Provincia, Gianluca Quadrini, che in una nota manifesta la sua piena solidarietà  e conferma la sua stima per l’ex sottosegretario – “non potevo esimermi dall’esprimere la mia piena e personale solidarietà nei confronti dell’On.le Vittorio Sgarbi nella sua veste di sottosegretario. Nonostante la competizione elettorale per la carica di sindaco ad Arpino ci ha visti in file opposte, confermo la stima che ho nei suoi riguardi per il lavoro che ha svolto e stava svoglgendo come sottosegretario alla cultura, dove, a mio avviso, era la migliore persona dal punto di vista professionale, che poteva ricoprire quel ruolo, viste le capacità di critico d’arte e cultore della Storia e della Cultura che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare. Mi preme sottolineare la sua competenza e la sua dedizione nel lavoro svolto come sottosegretario alla Cultura che non è stata riconosciuta solo da me, che non sono nessuno, ma, ma come critico d’arte da tutto il mondo contemporaneo, forse la migliore espressione del bello e dell’arte che abbia ora l’Italia.”

Il consigliere provinciale, Quadrini, definisce Sgarbi una figura di grande spessore culturale e politico, che si è sempre battuto  per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano “preservando e promuovendo la cultura come risorsa fondamentale per la crescita e l’identità nazionale. Le dimissioni di Sgarbi rappresentano una perdita per il Paese, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale, in cui la cultura e l’arte possono giocare un ruolo importante nella riqualificazione e nella ripresa economica.”

“Il mio auspicio, conclude Quadrini, e che venga fatta chiarezza al più presto riguardo la situazione perché è contrariante e limitativa per l’attività che non si possano, nel caso di Sgarbi, tenere o partecipare ad una tavola rotonda o alla presentazione di un libro di un pittore figlio della nostra nazione perché sussiste l’incompatibilità con l’incarico ricoperto. È improntate che si valutino attentamente le competenze e l’esperienza dei Ministri siano valore aggiunto per la valorizzazione e e la divulgazione e della nostra cultura. Il mio augurio è che presto, l’on. Sgarbi,  possa continuare a ricoprire un ruolo adeguato alla sua professionalità e dedizione che possa continuare a qualificare l’Italia nel mondo e soprattutto ambasciatore qualificato dell’arte e della cultura nel mondo.”

Salute, da antimicrobico a cicatrizzante: ecco le virtù del miele

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Oggi la medicina moderna continua ad attribuire a questo prodotto molte virtù

ROMA – Per millenni, almeno dal II secolo a.c., per i popoli antichi ha rappresentato l’unico alimento zuccherino disponibile in natura, considerato di enorme importanza per il benessere degli uomini: si tratta del miele, già noto nella medicina ayurvedica per le sue proprietà. Oggi la medicina moderna continua ad attribuire a questo prodotto molte virtù e se la ricetta del latte caldo con due cucchiai di miele è ancora oggi il ‘rimedio della nonna’ per la prima influenza di stagione, sono ancora tante le proprietà del miele che non conosciamo ma che trovano una base scientifica. Rappresenta un patrimonio di storia, heritage e saper fare che nascono da una cultura millenaria, nonché un’eccellenza del Made in Italy con un retaggio antico e un saper fare unico al mondo.

L’ORO LIQUIDO DALLE MILLE PROPRIETÀ: ANCORA POCO NOTO IL SUO POTERE ANTIMICROBICO

È utilizzato da sempre nella medicina tradizionale e diversi studi ne hanno dimostrato le numerose proprietà, tra cui quelle antinfiammatorie e antiossidanti, nonché il potere cicatrizzante nelle ferite. Il suo basso contenuto di umidità, il perossido di idrogeno e l’acidità (pH medio di 3,9) sono attivi contro i microrganismi e forniscono al miele le sue proprietà antibatteriche. In questo, gioca un ruolo fondamentale la glucosio – ossidasi, un enzima inattivo nel miele tal quale, ma che si attiva in particolari condizioni di diluizione producendo, dal glucosio, acqua ossigenata. Si ritiene che le proprietà antinfiammatorie siano dovute a sostanze antiossidanti quali composti fenolici e flavonoidi, anche se le quantità presenti variano a seconda della sua composizione ed origine. Ancora, alcuni dati ottenuti in studi preclinici, sulle cellule in cultura in vitro, e clinici su piccoli gruppi di individui suggeriscono che il miele possa essere utile nel trattamento della tosse, e dei disturbi intestinali e digestivi.
Infatti, studi condotti nel Dipartimento di Genetica dell’Università di Pisa hanno dimostrato le proprietà antimicrobiche del miele. In particolare, i mieli più scuri e la ‘melata’ sono particolarmente attivi contro alcuni batteri patogeni dell’uomo, come l’helicobacter pylori, che colonizza la mucosa dello stomaco provocando gastrite e ulcere, e lo stafilococco, responsabile di molte malattie della pelle come l’acne.

In molti Paesi è utilizzato anche per la cura delle malattie degli occhi, quali blefariti e congiuntiviti. In particolare, gli esperimenti in vitro hanno dimostrato che certi tipi di miele e melate sono attivi anche nei confronti di quelle specie batteriche resistenti ai normali antibiotici. Inoltre, la curiosità che trova comunque una base scientifica: il miele è anche afrodisiaco, riuscendo a stimolare la secrezione di testosterone e, quindi, ad aumentare il desiderio maschile grazie a nutrienti e sali minerali come il boro, un minerale misconosciuto che può regolare i livelli ormonali, e ossido nitrico, che viene rilasciato nel sangue. Non vanno inoltre dimenticati i molteplici usi nella cosmetica, a partire dai trattamenti di bellezza.

PROTEINE, CARBOIDRATI, SALI MINERALI E VITAMINE: ECCO L’IDENTIKIT NUTRIZIONALE DEL MIELE

Una porzione da 20 grammi (consigliata) fornisce 61 Kcal e contiene acqua (3,6 grammi), proteine (0,1 grammi), carboidrati e zuccheri solubili (16,1 grammi). Contiene sali minerali come sodio (2 mg), potassio (10 mg), calcio (1 mg), magnesio (1 mg), fosforo (1 mg), ferro (0,1 mg) e vitamine come riboflavina (0,01 mg), niacina (0,6 mg), vitamina c (0,2 mg). Non contiene lipidi e colesterolo (Fonte: Tabelle Nutrizionali del Crea). L’assunzione, per un adulto che abbia un fabbisogno di 2000 kcal al giorno (in cui il 10% corrisponde a 200 kcal da zuccheri semplici), corrisponde a circa 60 grammi di miele (se utilizzato come unica fonte di zucchero nella propria dieta). ‘Una premessa è d’obbligo- afferma Silvia Migliaccio, endocrinologa e nutrizionista, presidente Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione- e la scienza degli alimenti lo conferma: il miele contiene glucosio e fruttosio, zuccheri semplici e polifenoli, e ciò rappresenta un indiscusso vantaggio e l’indice glicemico, cioè la variazione della glicemia nell’unità di tempo, è minore rispetto all’incremento che si osserva con il saccarosio. Gli zuccheri contenuti nel miele fermentano nell’intestino comportandosi come sostanze prebiotiche che vanno a nutrire la flora batterica. Si innesca, così, quel processo benefico per il nostro organismo che viene potenziato dall’associazione con i probiotici contenuti nei latticini’. Inoltre, come fonte straordinaria di zuccheri semplici (fruttosio e glucosio sono presenti dall’85% al 95%), rappresenta un cibo altamente energetico con un potere dolcificante superiore allo zucchero raffinato nonché fonte di energia che il nostro organismo può sfruttare più a lungo, grazie alla trasformazione che deve subire, diventando un vero e proprio ‘carburante’ per i nostri muscoli. Non a caso, è consigliato agli atleti prima di iniziare un’attività fisica. Il suo apporto di vitamine e sali minerali permette di reintegrare ciò che viene perso con la sudorazione.

TRECENTO VARIETÀ DI MIELE PER COLORE, SAPORE, AROMA MA UNA SOLA IDENTITÀ ORGANOLETTICA

Millefiori, di castagno, di acacia, di eucalipto o arancia, esistono oltre 300 diversi tipi di miele in tutto il mondo. Differiscono per colore, aroma e sapore a seconda della fonte vegetale in cui le api raccolgono il nettare. A livello organolettico, gli zuccheri rappresentano più del 95% della materia secca del miele e quindi sono le sostanze che ne determinano le proprietà fisiche quali viscosità, igroscopicità (la capacità di una sostanza di assorbire le molecole d’acqua presenti nell’ambiente circostante), stato fisico (liquido o cristallizzato). Glucosio e fruttosio costituiscono circa il 90% degli zuccheri totali ed hanno una duplice origine: in parte derivano dal nettare ed in parte dalla digestione del nettare operata dalle api.

UN RIGOROSO SISTEMA DI CONTROLLI GARANTISCE QUALITÀ, SALUBRITÀ E SICUREZZA DEL PRODOTTO

Il miele è tra i prodotti alimentari di origine animale destinati al consumo umano tra i più controllati, sicuri e attenzionati sia da parte privata che da parte dei controlli pubblici per il duplice aspetto di autenticità e salubrità per la sicurezza alimentare, a garanzia del consumatore. Si tratta di un valore aggiunto, poco percepito dal consumatore, che garantisce l’eccellenza di un miele puro e genuino.

Ogni azienda espone la propria reputazione e il proprio brand per garantire il rispetto di questi parametri e ha messo a punto un efficace e sempre più complesso sistema di controlli su tutta la filiera, dall’apicoltore al fornitore, fino alla fase di confezionamento con esami che comprovano l’origine, la tracciabilità e la sicurezza igienico-sanitaria del miele. I controlli sono duplici, per garanzia di autenticità e salubrità. L’autenticità passa dall’analisi dei parametri chimico/fisici per i requisiti di freschezza e commerciabilità, dalle analisi isotopiche sugli zuccheri e dei marker di sciroppi estranei e prevede anche il controllo da parte dell’Organo di Controllo ICQRF per la repressione di frodi. Vengono, poi, effettuati i controlli per la sicurezza alimentare e salubrità del prodotto per la determinazione di antibiotici, pesticidi, metalli pesanti, microinquinanti da parte privata e pubblica (Asl, Izs).

“Una cosa è certa- afferma Giancarlo Quaglia, Chairman del Gruppo di lavoro tecnico dell’Associazione europea FEEDM (Federazione europea dei confezionatori e distributori di miele) – solo i migliori mieli nazionali ed esteri vengono confezionati dalle industrie italiane, con controlli accurati che garantiscono prodotti di elevata qualità, indipendentemente dalla loro origine. Sono tanti, infatti, i parametri che le aziende devono rispettare perché un prodotto possa definirsi ‘miele’ e scongiurare il rischio dell’adulterazione. Sempre più importanti, poi, sono i controlli a cui viene sottoposto il miele per assicurare l’assenza di sostanze estranee alla sua composizione. Perché il miele possa essere definito tale, infatti, non si può aggiungere altra sostanza o ingrediente. Le Aziende italiane che confezionano il miele aderenti a Unione Italiana Food utilizzano solo i mieli migliori: una scelta che contribuisce ad assicurare un prodotto di qualità, sia dal punto di vista organolettico (ad esempio per gusto e colore), sia da quello della sicurezza alimentare anche a prezzi accessibili.La scelta del miele che viene confezionato è determinata da un preciso orientamento alla qualità ed alla ricerca delle migliori materie prime disponibili, poiché l’obiettivo dei confezionatori è quello di realizzare un prodotto finito di eccellenza. È per questo che ogni azienda seleziona accuratamente i propri fornitori per arrivare alla miscela perfetta per il proprio prodotto, utilizzando sia materia prima proveniente dall’Italia che dall’estero, lavorando in modo sinergico e condividendo gli stessi obiettivi. L’industria di confezionamento del miele conosce le esigenze del consumatore, segue le evoluzioni del gusto e quello italiano ha esigenze particolari.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Stress, malumori e ansia per quasi tutti, ma solo uno su 10 va dallo psicologo

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Buon umore questo sconosciuto: la maggior parte degli italiani è ormai abituato a vivere di malumore e ‘tormentato’ da ansie e stress. Sono pochi, però, quelli che chiedono aiuto a uno specialista, per i costi alti e per la convinzione che il momento difficile passerà da solo: i dati della ricerca Unisalute-Nomisma

ROMA – Per molti italiani affrontare la vita col sorriso è tutt’altro che scontato: stress, ansia e altre emozioni negative rappresentano la battaglia quotidiana di una parte importante del Bel Paese, che però spesso rinuncia a farsi aiutare per via dei costi. A rivelarlo è la nuova ricerca dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, che insieme a Nomisma ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione nazionale sui temi legati alla salute psicologica.

GLI STATI D’ANIMO ‘NEGATIVI’

Guardando all’anno appena trascorso, il 43% degli intervistati dichiara di aver faticato a mantenere il buon umore: uno su tre (33%) dice di aver avuto molti alti e bassi, e uno su dieci (10%) di essere stato prevalentemente giù di morale. Solo uno su tre afferma essere stato di buon umore la maggior parte del tempo (30%) o addirittura di umore eccellente (3%). Più nel dettaglio, lo stress sembra essere lo stato d’animo negativo più diffuso, con il 38% che dice di sentirsi stressato “spesso” (29%), o addirittura “regolarmente, quasi ogni giorno” (9%). A risultare più colpite sono le donne (43%) ma soprattutto i giovani: tra gli under 30, quasi uno su due (47%) dichiara di accusare stress spesso o regolarmente. Altri sintomi comuni sono la sensazione di essere nervosi e tesi – percepita dal 32% delle persone, con picchi del 36% e del 40% tra donne e giovani – e uno stato di ansia eccessiva, che colpisce il 27% del campione totale, ma ben il 32% delle donne e il 34% degli under 30.

LE CAUSE DI STRESS E PREOCCUPAZIONI

Dal sondaggio emerge anche quali sono le cause di queste emozioni negative: lo stato di salute personale e dei propri cari risulta essere il principale motivo di preoccupazione (24%), seguito dall’organizzazione familiare (19%), dalla situazione economica (18%) e dai problemi legati al contesto lavorativo (15%).

QUALI RIMEDI CONTRO L’ANSIA

Per gestire i momenti difficili dal punto di vista emotivo e psicologico, le soluzioni ‘fai-da-te’ – come i rimedi naturali o lo sport – sono le più utilizzate (27%), seguite dai consigli del farmacista (17%) e del medico di base (16%). Solo il 12% ha optato per il supporto di uno psicologo o psicoterapeuta, nonostante il 62% degli italiani affermi che si rivolgerebbe a queste figure in caso di necessità, anche attraverso sedute da remoto e videoconsulti (25% preferirebbe questa modalità).
UniSalute ha indagato allora le ragioni dietro a questo limitato ricorso a degli specialisti: molti intervistati pensano sia meglio aspettare che il momento difficile passi da solo (38%), oppure che il proprio caso non sia abbastanza serio (27%). Pesano però anche considerazioni economiche: il 28% di chi non è ricorso a uno psicologo o psicoterapeuta, pur avendo avuto delle difficoltà, dice di non averlo fatto per i costi troppo onerosi.
Gli italiani sembrano comunque consapevoli dell’importanza della salute psicologica: indicano lo stress come il fattore che più di ogni altro – insieme allo stile di vita – ha il maggiore impatto sul loro attuale stato psico-fisico (34%), e quasi due su tre (64%) ritengono che uno stato emotivo e mentale equilibrato sia fondamentale per una buona salute.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Smart working, salta la proroga: il 31 marzo finisce per tutti, anche per i fragili

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Senza un accordo aziendale che disciplini lo smart working, dopo il 31 marzo non sarà più possibile usufruire di giorni di lavoro da remoto per lavoratori del privato fragili e con figli sotto i 14 anni. I dipendenti pubblici non ne avevano più diritto dal 31 dicembre

BOLOGNA – I lavoratori del pubblico hanno dovuto rinunciarci il 31 dicembre. E i privati dovranno salutarlo dopo il 31 marzo. Niente proroghe per lo smart working per fragili e persone con figli sotto i 14 anni: la norma che avrebbe dovuto stabilire la proroga della misura (al momento in scadenza al 31 marzo) doveva essere inserita nel Milleproroghe in discussione ieri alla Camera, ma è saltata. Gli emendamenti presentati dal Movimento 5 stelle per ottenere una proroga sono stati respinti: i 5 stelle puntavano in realtà a rendere strutturale lo smart working in particolare per i lavoratori fragili, sia del pubblico sia del privato. Ma la cosa non è passata.

NIENTE PIÙ SMART DOPO IL 31 MARZO

Fatte salve le aziende che hanno strutturato lo smart working tramite accordi aziendali (e ormai sono tante ad essersi mosse così), resta dunque in vigore la scadenza del 31 marzo per chi aveva diritto al lavoro agile nel settore privato, a patto che il tipo di lavoro fosse valutato compatibile con la prestazione da remoto. A chi spetta al momento questa possibilià? Ai lavoratori dipendenti con figli minori di 14 anni (e dove entrambi i genitori lavorino e nessuno dei due percepisca strumenti di sostegno al reddito) e ai lavoratori fragili a fronte di una certificazione del medico.

LA RABBIA DEL M5S

“Ancora una volta, maggioranza e Governo scelgono di girarsi dall’altra parte davanti alle nostre richieste di buonsenso, continuando a perpetuare una discriminazione nei confronti dei ‘fragili’ della Pubblica amministrazione la cui proroga del lavoro agile è scaduta lo scorso 31 dicembre e non è stata protratta, com’è invece avvenuto per i dipendenti privati. La nostra battaglia va avanti e non si ferma qui”. Lo afferma in una nota la eputata del Movimento 5 Stelle in commissione Affari sociali Gilda Sportiello.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

CONTRIBUTI REGIONALI PER BOTTEGHE E FIERE STORICHE

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La scrivente associazione ValTurano Terra Nostra è particolarmente lieta di comunicare agli interessati e all’opinione pubblica locale che la Giunta regionale del Lazio, su proposta dell’Assessore regionale allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli, ha approvato uno stanziamento di 2.400.000 di euro per la salvaguardia e valorizzazione delle botteghe e attività artistiche, dei mercati e delle fiere di valenza storica, nonché delle attività storiche di commercio su aree pubbliche della Regione, tutti tesori preziosi che custodiscono la storia, valorizzando la tradizione e l’identità dell’intero territorio.

Sono molte, infatti, le Botteghe storiche attualmente censite, delle quali ben 108 nella nostra Provincia.

Per quanto riguarda le Fiere storiche, tre si svolgono annualmente a Rieti: Fiera di Santa Barbara (3 – 4 dicembre), Fiera di S. Lucia (13 dicembre), Fiera di Sant’Antonio (13 giugno), mentre una è ubicata nella provincia e precisamente a Orvinio: la Fiera merci del 19 agosto.

Tra gli esercizi commerciali storici spiccano invece, per quanto riguarda la Valle turanense e le zone limitrofe, l’Albergo – bar – ristorante “Belvedere” di Collalto Sabino; il Bar Tabacchi Primo srl e il Forno Ranalli Rosina di Orvinio; il Ristorante Regina, l’Alimentari Lucantoni Daniela, l’Alimentari tabacchi di Brandi Elisa, il ristorante “La Capannaccia” nel Comune di Torricella Sabina.

Il contributo regionale sarà fino al 70% del totale delle spese previste per l’attuazione dei programmi per i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti mentre sarà pari al 100% del totale delle spese nei Comuni più piccoli o in dissesto finanziario con i seguenti limiti: a) Comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti: euro 10.000 per mercato storico e per fiera storica, euro 5.000 per bottega storica;                                                  

Una situazione che si poteva evitare con un minimo di programmazione e capacità organizzativa

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Piglio,  Si calpesta il diritto di scegliere il proprio sepolcro, finiti i loculi solo sepolture

Ha richiamato molta attenzione la notizia dell’ordinanza sindacale del Sindaco Mario Felli,  inerente l’estumazione dai loculi ed esumazione delle sepolture terrene (nell’area in foto), del periodo compreso tra il 1915  ed il 1961, giustificata a suo dire da un’emergenza temporale nella realizzazione di nuovi loculi. L’operazione che avrà inizio il 2 aprile, coinvolgerà 22  nominativi pubblicati nell’ordinanza sindacale , e sembra  che riguardano  al momento solo le tombe a terra, poi per necessità si proseguirà  anche con l’estumazione dei loculi, ma si dovrà avviare di nuovo la procedura di avviso e pubblicazione. Verrebbe da pensare che lo spazio liberato sia allora l’area per realizzare una nuova batteria di loculi, ma nell’ordinanza non si parla di alcuna costruzione di nuovi loculi, bensì come scritto nelle disposizioni, si sottolinea  : “…Che i loculi di tumulazione così liberati saranno riutilizzati per nuove sepolture…”. Dunque sono rimasti nove loculi a disposizione del Comune terminati quelli, (non avendo provveduto all’estumazione dei loculi) anche se contrari alla sepoltura a terra, gli sfortunati cittadini defunti, saranno costretti all’inumazione cioè nel deporre la salma in una bara completamente in legno, posta in uno dei  posti liberati nella terra in modo da decomporsi nel corso degli anni, rinunciando magari alla loro volontà di essere tumulati , ossia  la classica sepoltura in un loculo di calcestruzzo con una bara rivestita internamente in zinco. Una situazione davvero complessa, che poteva essere evitata, con un minimo di programmazione e capacità organizzativa da parte dell’Amministrazione e degli uffici comunali, di prevenire in tempo quest’emergenza. Il diritto di sepoltura è un diritto complesso che comprende il diritto di scegliere il proprio sepolcro, è qualcosa di personale ed intimo, a Piglio invece questo diritto viene calpestato,  stabilendo che quando finiranno i loculi i defunti saranno obbligati ad essere sepolti in terra. Come sempre né dal Sindaco né dalla sua maggioranza non vi alcuna risposta né chiarimenti in merito , il loro silenzio in questo caso è un “silenzio tombale”, ma se in quest’occasione hanno piacere di dare comunicazione alla cittadinanza ed all’opinione pubblica, l’invito è aperto per una replica.

ARGOS a Scuola con Legalità – Giornata Mondiale contro il Bullismo – Con la straordinaria partecipazione della Fanfara, dei Reparti Cinofili – Artificeri della Polizia di Stato

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Associazione ARGOS Forze di Polizia continua il percorso Buone Azioni

Altra giornata da ricordare per tutti coloro che attivamente e non danno il loro supporto all’Associazione ARGOS Forze di Polizia. Lo scorso 7 di febbraio nella giornata mondiale contro il bullismo, presso il teatro Marconi di Roma altra tappa del percorso delle Buone Azioni, a “Scuola con Legalità” percorso educativo, informativo e formativo, portare nelle scuole romane e nel territorio nazionale, per stimolare giovani studenti alla cultura della legalità e dell’educazione civica, con le dovute attenzioni che bisogna mettere in pratica nella vita quotidiana, avvalendosi di esempi pratici, adoperando un linguaggio semplice e diretto, proprio a misura di bambino. Il percorso formativo sarà arricchito dalla preziosa collaborazioni delle istituzioni e dei colleghi dei Corpi di Polizia, sempre disponibili alle attività di sostegno promosse dalle associazioni; nello stesso evento aspettando Una Grassa Domenica festival mascherato del divertimento e della risata, idea e promozione a cura del Dipartimento Nazionale Cultura e Attività Sociali dell’ Associazione Argos Forze di Polizia.

Una locations di tutto rispetto il Teatro Marconi di Roma per l’occasione ha accolto oltre 200 bambini provenienti dall’Istituto Comprensivo Giuseppe BAGNERA e dall’Istituto Comprensivo Via FABIOLA Scuola Primaria di Franco CESANA, in un clima di allegria con i rispettivi docenti. Molti ospiti tra gli altri , On.le Mariacristina MASI (Consigliere Assemblea Capitolina – ROMA CAPITALE), Enzo Paolo TURCHI (ballerino e coreografo), Loredana CANNATA (attrice), Tony MORGAN (attore e regista), Elisa CAMPITELLI (Docente Vocal Coach Accademia New Generation), Giorgia CANGEMI (attrice – fotomodella – cantante – giudice Zecchino d’Oro) Angelo Maria SFERRAZZA (attore e regista che ha intrepretato il cortometraggio di successo Il Giovane Giudice – Rosario Livatino e socio Associazione ARGOS Forze di POLIZIA), Mago HELDIN (Prestigiatore, illusionista e showman)  Francesco PASTORELLA (Global Chief Sustainability development, Partenership & External Relations Officer for Rothschild Dinasty – Già Sustainability & Community Relations Director for As Roma), Cristina DI SILVIO ( Ambasciatore di Pace – Cons. Giur. IST. INT.  RELAZIONI DIPLOMATICHE COMM. PER I DIRITTI DELL’UOMO – Dip. Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite – UNITED STATES FOREIGN TRADE INSTITUTE Director of International Relations for the European Community) Riccardo ANTONELLI (cantante – interprete di canzoni romane), Chiara CARMOSINI “Fosca” (cantante) Walter LUTRI (cantante – interprete di canzoni romane), presentatore Angelo MOLONE (showman).

Docenti presenti i quali si sono alternati nei loro interventi : Dott. Andrea FELLEGARA (Senior Manager Cybersecurity – Presidente dell’Associazione Pontieri del Dialogo), Prof. Maurizio LOZZI (Sociologo – Fondatore Osservatorio Nazionale sulla violenza scolastica), Prof. Ing. Fabio BERNARDINI (docente presso Università E-CAMPUS).

L’evento inizia con un breve filmato delle attività dell’associazione ARGOS Forze di Polizia con il saluti dell’attore regista Corrado ODDI e dell’attrice Daniela Fazzolari, anche loro parte attiva del percorso delle Buone Azioni di Argos, sempre vicini ad eventi a sfondo sociale e umanitari, i saluti e i ringraziamenti da parte del Presidente Regione Marche Francesco Aquaroli, del sindaco comune di Fano Massimo Seri, e del Presidente Ente Carnevalesca Maria Flora Giammarioli, in quanto da qualche anno l’Associazione ARGOS Forze di Polizia con ” Una grassa Domenica ” è gemellata con il Carnevele di Fano.

Si apre il sipario, inizio trionfale della Fanfara della Polizia di Stato diretta egregiamente dal Maestro Direttore Massimiliano Profili , con tutti i suoi elementi hanno dato vita ad uno spettacolo musicale coinvolgente ed emozionante interagendo direttamente con tutti i bambini presenti, alcuni dei brani composti, tra gli altri La vita è Bella, Supereroi, ma l’emozione più grande è su l’Inno Nazionale, tutti in piedi nell’intonare sventolare il tricolore emozionando non poco tutti i presenti. Si continua con le unità cinofile e gli artificeri della Polizia di Stato, i quali hanno simulato le loro attività operative direttamente sul palco del taetro Marconi.

A conclusione di tutte le attività previste con i vari ospiti, tutti i bambini accompagnati dai docenti sul palco del teatro Marconi, hanno armonizzato cantato per dire NO al BULLISMO. Alla fine dell’evento il personale dell’Associazione ARGOS Forze di Polizia ha regalato a tutti i bambini presenti un simpatico sacchetto con giochi per bambini e bambine.

Il Sindaco Grazioli ricorda la figura di Fausto Santori

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Trevi Nel Lazio, Grazioli: “Precursore dei tempi, e protagonista dell’imprenditoria dell’Alta Valle dell’Aniene”

Fausto Santori è riconosciuto quale pioniere e fondatore di Campo Staffi, ed è stato un personaggio legato non solo a Filettino ma a tutto il territorio della Vall’Alta dell’Aniene, per essere stato un precursore dei tempi, e capace di vedere e potenziare le peculiarità del territorio. Il Sindaco di Trevi Nel Lazio, l’avv. Silvio Grazioli, attraverso una nota dalla Casa Comunale, ha voluto omaggiare e ricordare Fausto Santori scomparso giovedì scorso  all’età di 95 anni. “Sabato scorso si sono svolti prima a Roma e poi a Filettino i funerali di Fausto Santori –si legge nella nota del Sindaco Grazioli- che è stato un protagonista dell’imprenditoria dell’Alta Valle dell’Aniene del secondo dopoguerra. Aveva tratti educati ma decisi della sua personalità, che lo hanno portato sempre ad avere un atteggiamento franco e leale nei confronti di tutte le Amministrazioni che si sono succedute nell’Alta Valle dell’Aniene ed in particolare a Trevi e Filettino tra la fine degli anni ‘50 e metà anni ‘70. La sua famiglia aveva un’importante azienda di trasporto urbano che fu ceduta sul finire degli anni ‘50 ad una società del gruppo Fiat denominata SITA. Subito dopo questa operazione decise di investire sulla costruzione degli impianti di risalita dei campi da sci di Campo Staffi e di Monte Livata, ottenendo un successo straordinario tanto che questi due campi presto fecero concorrenza al Terminillo che aveva una ben collaudata realtà imprenditoriale. Quando iniziò la costruzione dell’autostrada Roma-Pescara Fausto Santori mobilitò tutte le Amministrazioni dell’Alta Valle dell’Aniene affinché fosse fatta una strada veloce che dall’uscita di Vicovaro Mandela potesse consentire l’accesso rapido ai campi sia di Livata che di Campo Staffi. Il tutto culminò con la disponibilità del Provveditorato alle opere pubbliche a finanziare tale opera e si fece un convegno operativo presso l’Hotel Cristallo degli Altipiani alla fine del ‘68 che era stato appena inaugurato, ed in quella occasione alla presenza del Sottosegretario ai Lavori pubblici ci fu l’ostilità dei Comuni di Subiaco, di Affile con il Sindaco Ciuffa, di Arcinazzo Romano con il Sindaco Luigi Cesa, di Jenne col Sindaco Ennio Mantella, mentre appoggiavano l’idea sia il Sindaco De Santis di Vallepietra che Nardecchia di Filettino, l’allora indaco di trevi Pio Del Signore cercò di mediare tra le posizioni che volevano da una parte che la superstrada passasse per Affile ed Arcinazzo Romano dall’altra che passasse lungo il fiume Aniene perché comunque dovevano ricongiungersi sempre agli Altipiani di Arcinazzo. Tutta questa situazione determinò il fallimento del progetto all’esito del quale Fausto Santori decise di vendere la società che gestiva gli impianti sciistici, perché era convinto che con l’apertura dell’autostrada Roma-Pescara le località abruzzesi avrebbero tagliato fuori sia Livata sia Campo Staffi. Purtroppo in questo è stato facile profeta in quanto il progredire delle località abruzzesi ha visto la decadenza delle località degli Ernici Simbruini, di Livata, Staffi e Campocatino. Il progetto di fare una superstrada delle nevi fu subito dopo gli inizi degli anni 70 sposato dall’Amministrazione comunale di Fiuggi dall’allora Sindaco Rolando Bonanni ma anche questa non ebbe successo. Mentre per quanto riguarda la strada di fondovalle, per qualche anno ci fu il consiglio di Valle prima e la Comunità Montana dell’Aniene dopo sempre con il Presidente Giacomo Pizzicaroli, che cercarono di realizzare quest’opera, trovando sempre l’ostilità di Subiaco e di Jenne che di fatto ne impedì la realizzazione. La scomparsa di Fausto Santori –conclude il comunicato- ci riporta a queste vicende che hanno rappresentato da un lato lo sviluppo imprenditoriale, commerciale ed economico dell’intera Valle, dall’altro lato la mancanza di comunicazioni veloci e sicure che hanno determinato e continuano a determinare una serie di problemi che sono ancora attuali. Alla moglie Delia Germani che tra l’altro è originaria di Trevi, ai figli ed ai nipoti vanno le nostre più sentite condoglianze”.

Il 2 aprile inizierà la rimozione delle salme comprese tra il 1915 ed il 1961

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Piglio, Non c’è tempo per realizzare i 96 loculi deliberati ad ottobre

Come è noto, la durata delle concessioni per i loculi (o dell’assegnazione della sepoltura in terra) viene stabilita, come di consueto, dai regolamenti di polizia mortuaria comunali e, alla loro scadenza, l’avente titolo ha l’obbligo di liberare il loculo. I resti mortali possono essere o collocati nelle cassettine “nell’ossario”, o gli eredi previo pagamento stabilito dal Comune rinnovare la concessione del loculo. Nel civico cimitero di Piglio, sono anni che emerge una situazione di carenza, problematica più volte sollevata al Sindaco Mario Felli, anche attraverso interrogazioni, ed al consigliere delegato Claudio Alessandri, invitandoli ad attuare la scadenza delle concessioni cimiteriali che per il Comune di Piglio sono fissate a 45 anni. A stabilire ciò è  il  D.P.R. 21.10.1975 n. 803 in vigore dal 10 febbraio 1976 nel quale si afferma  che le concessioni dei loculi  successive al 10 febbraio 1976 ,  hanno validità inferiore a 50 anni (arco di tempo che ogni Comune stabilisce autonomamente, per il Comune di Piglio sono 45 anni!!), rinnovabili previo pagamento di un canone che normalmente viene fissato ad un terzo del costo del loculo nel momento del rinnovo. Dunque i loculi occupati nel cimitero di Piglio fino al 2021-22-23 possono essere rimossi, e riutilizzati. Nel Comune di Piglio dove avvengono le cose più strane che non si verificano in nessun Comune, dovute all’improvvisazione ed all’assenza di una programmazione concreta, elementi che caratterizzano l’operatività dell’Amministrazione Comunale di Piglio del Sindaco Mario Felli., viene emessa lo scorso 15 gennaio l’ordinanza sindacale n.2 dal tema “Estumazioni salme nel civico cimitero” Prot. n. 440 del 15/01/2024. In questa il Sindaco Mario Felli riconoscendo la necessità della disponibilità di nuovi loculi e l’emergenza per cui non c’è tempo per realizzarne di nuovi, stabilisce che il prossimo 2 aprile fino a loro conclusione, a partire dalle ore 8,30 sino alle ore 15,30 inizierà la liberazione sia dei loculi che delle salme a terra, entrambe comprese nel periodo che va dal 1915 al 1961, quelle che per legge hanno il carattere di perpetuità. Il Sindaco attua questa decisione in base all’art 92 del D.P.R. 285/1990, che per i loculi e salme perpetue ne prevede la revocabilità esclusivamente quando siano trascorsi 50 anni dall’ultima tumulazione e si determini una grave situazione di insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno del Comune e sempre che non sia possibile provvedere tempestivamente all’ampliamento o alla costruzione di un nuovo cimitero. Eppure lo scorso 5 ottobre del 2023 con una delibera di Giunta si annunciava la costruzione di 96 nuovi loculi, c’è davvero molto confusione all’interno di quest’amministrazione includendo anche gli uffici comunali coinvolti. Come si può deliberare ad ottobre la costruzione di 96 nuovi loculi, che per logica ne include la localizzazione all’interno del cimitero, accendendo inoltre un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti di € 217 mila, e poi all’improvviso stabilire che non c’è tempo per farli e quindi annunciare la rimozione di non si sa quante salme tumulate tra il 1915 ed il 1961 circa 1/4 del cimitero. L’aspetto che lascia perplessi è “l’urgenza” a cui si richiama, ad oggi a disposizione della comunità pigliese vi sono 10 loculi, si poteva attuare la scadenza delle concessioni cimiteriali dei 45 anni recuperarne delle altre, e dare tempo per attuare l’annunciata realizzazione dei 96 loculi deliberati, e magari pensare in seguito all’espropriazione di terreno limitrofo, di cui da tempo si parlava. Il senso dell’urgenza si riferisce a tragedie come terremoti, epidemia, che all’improvviso portano ad avere centinaia di morti e non c’è spazio nel cimitero, non quella di cui parla il Sindaco Felli. Insomma prima delle amministrative di giugno, il Sindaco Felli e la sua amministrazione hanno fatto un bel regalo con il retrogusto amaro alla popolazione pigliese.

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