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“Verrà presentato oggi presso le Terme dei Papi a Viterbo il libro che sta scuotendo le coscienze e infiammando i cuori: le tre vite di Lisa”

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Elisabetta Federico (Lisa), figlia adottiva di Margherita Eichberg, Soprintendente della provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale presso il Ministero della Cultura, e Maurizio Federico, responsabile del Centro Nazionale per la Salute Globale presso l’Istituto Superiore di Sanità, muore il 3 novembre 2020 a seguito di una infusione dell’equivalente di 350 millilitri di globuli rossi AB0 incompatibili nel quadro di un trapianto di midollo osseo identificato dai medici dell’ospedale Bambino Gesù di Roma come cura per una patologia ematologica non oncologica.

A partire da pochi minuti dall’inizio dell’infusione, la vita di Lisa si trasformò per i successivi 17 giorni in un inferno di urla, dolori e svenimenti, inferno che non la abbandonerà fino alla fine.

Ora i genitori di Lisa hanno dato alle stampe un libro, “Le Tre Vite di Lisa”, in cui rievocano la storia di Lisa, a partire dall’adozione in Ucraina fino al suo ultimo respiro nella “Zona Rossa” dell’Ospedale, laddove vengono portati i bambini ad aspettare la morte.

Le tre vite di Lisa: la prima, durata un soffio, si è esaurita nel distacco forzato dalla madre naturale e l’abbandono in orfanotrofio; la seconda è durata quei pochi giorni che impiegò a svanire l’illusione di aver trovato dei genitori adottivi. La terza vita, una volta finalmente adottata, si è conclusa nelle fauci dell’eccellenza ospedaliera italiana.

Pochissimi mezzi di comunicazione hanno voluto dare risalto alla storia di Lisa. Così come pochissimi avvocati hanno voluto dare ascolto ai genitori. Così come tantissimi medici, richiesti per consulti e perizie, hanno voltato le spalle e tappato le orecchie appena sentito il nome di quell’ospedale.

E allore i genitori di Lisa hanno cercato di dare voce a questa terribile storia attraverso il libro “Le Tre Vite di Lisa”. In questo libro vengono raccontati i percorsi materiali, sociali e interiori, spesso dolorosi, che i genitori hanno dovuto affrontare per esercitare un atto di altruismo, l’adozione. Generosità che la società ha poi ripagato nel più crudele dei modi, strappando loro la figlia adottiva, Lisa, all’epilogo di un incubo sanitario che ne ha causato la morte per la maldestra cura ospedaliera di una patologia benigna guaribilissima. I dettagli del calvario di Lisa sono qui raccontati nei più autentici, a volte crudi particolari. I suoi ultimi giorni vengono rivissuti da tre punti di osservazione che riescono nel loro insieme a chiudere il cerchio di una storia che, se inserita nel contesto dei nostri giorni e di una “eccellenza” sanitaria italiana, potrebbe sembrare solo frutto di fantasia.

Il 3 febbraio il libro verrà presentato presso le Terme dei Papi a Viterbo. Il 10 febbraio a Livorno, il 17 febbraio a Isola Farnese (Roma), il 19 febbraio presso la libreria “Mondadori” di Piazza del Duomo a Milano, e il 24 febbraio a Pisa. Girando l’Italia i genitori vogliono regalare a più persone possibile, oltre che la testimonianza e la denuncia dei tragici fatti, anche un poco della vita che è stata negata a questa meravigliosa, giovanissima ragazza.

Ora Lisa riposa, finalmente libera dal dolore e dalla cattiveria della vita, in una piccola cappella al cimitero Verano di Roma. Subito dopo il terzo anniversario della sua morte, ai piedi del piccolo cancello che la separa dal mondo, è stata trovata questa lettera a sua firma.

Tre anni son bastati a scoprire fin nell’ultimo dettaglio con quanta destrezza siano riusciti a levarmi il respiro. Ma non sono bastati, e chissà quanti ne serviranno ancora, per chiederne conto. Ma in cima a tutto resta il fatto che tutto questo si deve sapere, che nulla deve restare nell’ombra. Questa è la più grande condanna per loro, loro che hanno mentito, loro che hanno nascosto, loro che hanno fatto finta. E per non prenderne atto, una sentenza potrà solo fare altrettanto.

Ora io sono solo puro pensiero. E il pensiero per vivere nel tempo deve trovare una casa.

CASA MIA (PREGHIERA)

È impossibile evitare gli insulti del tempo e la fatica del silenzio qui, dove ora abita il mio corpo.

Qui ormai nulla cresce, se non piante neanche volute, e tutto è destinato a deperire, anche i fiori più belli.

Non è qui che mi dovrete cercare. Non è qui che troverete chi non volete dimenticare.

Ogni volta che, quando state male, vi viene impedita anche la parola

Ogni volta che chiedete considerazione e vi viene negata

Ogni volta che: “Ne vuole sapere più di me?” e: “Se paga salta la fila”

Ogni volta che vi viene rubato il diritto alla cura, a qualsiasi cura

Ricordate il mio viso, la mia storia, il mio calvario. Saranno questi la vostra spada

Per ferire a morte l’indifferenza e la prepotenza.

Casa mia deve essere la vostra voglia di considerazione

Casa mia deve essere la vostra voglia di risposte

Casa mia sarà solo nella mente di chi non si rassegna

Solo così mi aiuterete a far vivere ancora il mio bel sorriso

Non venite a cercare il mio corpo

Lisa

Il boss Raduano arrestato in Corsica: era evaso dal carcere di Nuoro un anno fa calandosi con i lenzuoli

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Dopo quasi un anno di latitanza. è stato rintracciato e arrestato a Bastia, in Corsica, il boss Marco Raduano, a capo di un clan mafioso legato al comprensorio di Vieste. Arrestato in Spagna anche il suo braccio destro Gianluigi Troiano

ROMA – Il latitante Marco Raduano, boss del Gargano evaso un anno fa dal carcere nuorese di Badu ‘e Carros, è stato catturato in Corsica, nella città di Bastia. L’operazione è stata eseguita dai carabinieri del Ros, con il supporto in fase esecutiva della Gendarmeria francese e della Unidad central operativa della Guardia civil spagnola, che hanno eseguito i mandati di arresto europeo emessi dalla procura generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Bari su richiesta della procura distrettuale. Arrestato anche Gianluigi Troiano, braccio destro di Raduano, rintracciato a Otura, piccolo centro nei pressi di Granada, in Spagna.

Entrambi sono stati condannati per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso e dal fine di agevolare l’attività del clan Raduano, associazione operante da almeno un decennio nel comprensorio di Vieste (Foggia). Raduano è anche imputato per due omicidi: l’assassinio di Giuseppe Silvestri, avvenuto a Monte Sant’Angelo il 21 marzo 2017, e di Omar Trotta, commesso il 27 luglio dello stesso anno. Accusato per quest’ultimo delitto, in concorso, anche Troiano.
L’arresto scaturisce da un’indagine del Ros che si è concentrata sulle dinamiche criminali riconducibili sotto il profilo organizzativo alla figura di Raduano e Troiano, ritenuti sottocapo e organizzatore, “personalità forti – per la procura – rivelatesi capaci di attrarre a loro soggetti in grado di agevolare gli scopi dell’organizzazione mafiosa”.

L’EVASIONE DAL CARCERE DI NUORO CON I LENZUOLI

Rocambolesca l’evasione di Raduano avvenuta il 24 febbraio dello scorso anno. Il boss riuscì ad uscire dal penitenziario calandosi con lenzuola annodate dall’alto muro di cinta del carcere di Nuoro e da quel momento si è reso irreperibile, fino alla cattura avvenuta a Bastia, in Corsica. Troiano, invece, era evaso dagli arresti domiciliari che scontava a Campomarino (Campobasso) nel settembre 2021. Ora dovrà scontare la pena di 9 anni e 2 mesi di reclusione.

PIANTEDOSI: “CATTURA DI RADUANO E TROIANO ALTRO DURO COLPO INFERTO”

“La cattura all’estero di due pericolosi latitanti, Marco Raduano e il suo braccio destro Gianluigi Troiano, ad opera dell’Arma dei Carabinieri, rappresenta un altro duro colpo inferto alla criminalità organizzata”, ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
“Grazie alle capacità investigative delle nostre Forze dell’ordine e alla cooperazione con le autorità francesi e spagnole, è stato possibile chiudere il cerchio sui due criminali, assicurandoli alla giustizia”, ha aggiunto il titolare del Viminale.
“Proseguono, con i due arresti, gli importanti risultati fatti segnare da questo Governo nel contrasto alla criminalità organizzata ed ai suoi collegamenti internazionali grazie ad una intensa e proficua collaborazione di polizia”, ha concluso Piantedosi. fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Covid, isolata variante ‘iper-mutata’ del ceppo omicron in Sudafrica

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Fa parte del ceppo Omicron e presenta oltre 100 mutazioni peculiari di cui più di 30 nella proteina spike

ROMA – “Una nuova variante del Sars-Cov-2 ‘iper-mutata’ è stata isolata in Sudafrica. Fa parte del ceppo Omicron e presenta oltre 100 mutazioni peculiari di cui più di 30 nella proteina spike”. A darne notizia è stato Tulio de Oliveira, direttore del Centro per la risposta alle epidemia e l’innovazione alla Stellenbosch University del Sudafrica, già a capo del team che per primo identificò Omicron.

Sembra che “la nuova sotto-variante è stata rilevata in 8 campioni provenienti da tre distretti nelle province di Limpopo e Gauteng tra il 20 settembre e il 29 novembre 2023”. Secondo lo studioso “potrebbe essere emersa da BA.2 o dal nodo basale di Omicron. Oltre alle mutazioni, la variante presenta 7 ‘delezioni’, semplificando, 7 parti mancanti del virus rispetto ai lignaggi precedenti“. E ancora Tulio de Oliveira ha dichiarato su X: “Il grado di trasmissibilità e patogenicità è ancora sconosciuto. Il Sudafrica ha aumentato la sorveglianza genomica, con pochissimi segnali che questo nuovo lignaggio si stia diffondendo ampiamente e sostituendo l’attuale BA.2/JN.1 dominante”.“Non si prevede che la protezione dai vaccini e dalle infezioni pregresse venga compromessa più gravemente da queste mutazioni spike rispetto alle mutazioni spike trovate in altri lignaggi circolanti, come XBB e JN.1“, ha concluso lo studioso.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

CARABINIERI: ARRESTO DEI LATITANTI MARCO RADUANO E GIANLUIGI TROIANO

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 I Carabinieri del R.O.S., col supporto in fase esecutiva della Gendarmeria Francese e della Unidad Central Operativa della Guardia Civil Spagnola territorialmente competenti, hanno dato esecuzione ai Mandati di Arresto Europeo emessi dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Bari, su richiesta di questa Procura Distrettuale, a carico di RADUANO Marco e di TROIANO Gianluigi, condannati per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso e dal fine di agevolare l’attività dell’associazione operante da almeno un decennio nel comprensorio di Vieste, già nota alle cronache giudiziarie come clan RADUANO. 

L’arresto scaturisce da un’indagine del R.O.S. che si è concentrata sulle dinamiche criminali riconducibili sotto il profilo organizzativo alla figura di vertice di RADUANO Marco e di TROIANO Gianluigi, quale sottocapo e organizzatore, personalità forti rivelatesi capaci di attrarre a loro soggetti in grado di agevolare gli scopi dell’organizzazione mafiosa. 

RADUANO Marco si era reso protagonista di una plateale evasione il 24.02.2023, calandosi con lenzuola annodate dall’alto muro di cinta del penitenziario di Badu e Carros (Nuoro). E’ stato localizzato e catturato in Corsica, nella città di Bastia. 

TROIANO, che era evaso dagli arresti domiciliari che scontava a Campomarino (CB) nel settembre 2021 e che da quel momento aveva fatto perdere le proprie tracce, è stato rintracciato a Otura, piccolo centro nei pressi di Granada in Spagna e ora dovrà scontare la pena di 9 anni e 2 mesi di reclusione. 

Oltre a ciò, RADUANO Marco è imputato (la fase processuale è in corso) per l’omicidio di SILVESTRI Giuseppe, avvenuto in Monte Sant’Angelo (FG) il 21.03.2017, e per l’omicidio di TROTTA Omar, avvenuto in Vieste (FG) il 27.07.2017, delitto quest’ultimo per il quale è anche imputato, in concorso, il TROIANO. 

L’odierna manovra investigativa e giudiziaria rappresenta un segno tangibile del particolare impegno e della peculiare attenzione messa in campo da parte della Procura Distrettuale di Bari e da parte degli Organi Inquirenti nell’ostacolare e contrastare le spietate e allarmanti attività mafiose nel comprensorio garganico. 

Rieti: progetto ISA_aperte le iscrizioni

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Il Samartiano odv e la Caritas diocesana di Rieti, insieme al Giardino Faunistico Parco dell’Abatino e Studio di consulenze FinAgevolata di Rieti sono liete di annunciare che sta per iniziare un corso gratuito rivolto a tutti i cittadini stranieri presenti a Rieti e provincia.

Il progetto ISA si pone l’obiettivo di promuovere una maggiore integrazione dei

cittadini migranti, attraverso l’attivazione di corsi gratuiti di formazione incentrati sull’insegnamento dell’italiano, l’orientamento al lavoro e ai servizi offerti dal territorio e cosa della quale andiamo molto fieri, per la prima volta verrà attivato un corso relativo all’educazione ambientale.
Ulteriore contributo ad un’integrazione reale degli stranieri nel tessuto sociale della comunità sarà dato dalla possibilità per i partecipanti ai corsi, di partecipare successivamente a percorsi strutturati sia di volontariato che di tirocinio formativo della durata di 3 mesi.
Lo scopo del progetto è proprio quello di unire la formazione all’esperienza sul campo, aumentando così le possibilità per gli stranieri residenti sul territorio di acquisire quelle competenze e nozioni fondamentali sia in ambito lavorativo che nella vita quotidiana.

Per le iscrizioni entro il 15 febbraio telefonare a 0746 485554 o scrivere a comunitasolidaliprogettoisa@gmail.com o recarsi presso gli uffici in Via Sant’Agnese n. 26 a Rieti dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 14.

Roma: La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti di 8 persone per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti pluriaggravati ed indebito utilizzo di carte di credito

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La Polizia di Stato, nelle prime ore della mattinata odierna, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma nei confronti di 8 soggetti, di origine sudamericana, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, del delitto di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati ed indebito utilizzo di carte di credito e altri strumenti di pagamento, a danno di persone anziane alle quali sono stati asportati i loro beni lasciati incustoditi in automobile.

L’attività di indagine, avviata dalla Squadra Mobile nel 2022, ha permesso di documentare l’operatività di un sodalizio composto da cittadini di origine sudamericana, suddiviso in due “batterie” criminali interconnesse tra loro, dedite alla perpetrazione di furti con destrezza commessi prevalentemente in danno di persone anziane o gruppi di turisti in visita nella Capitale.

È stato evidenziato il modus operandi utilizzato dai soggetti, gravemente indiziati di appartenere al gruppo criminale, con una precisa ripartizione di ruoli e compiti, tutti funzionali ai furti con destrezza, operati secondo le seguenti modalità:

–         una prima fase preliminare di individuazione delle potenziali vittime, quali anziani non assistiti da familiari o conoscenti o gruppi di turisti indaffarati con i propri bagagli al momento della partenza o dell’arrivo nelle strutture ricettive della Capitale; 

–         una seconda fase, intermedia, di avvicinamento della persona offesa, mediante distrazione con scuse banali o richiesta di informazioni stradali; 

–         una fase finale nella quale un secondo indagato, approfittando della situazione, si avvicinava all’autovettura della vittima o alla persona, portando a termine il proposito delittuoso, dileguandosi poi a bordo di un’autovettura condotta da un terzo che svolgeva anche compiti di “vedetta”.

     Nel corso delle indagini, sono stati compiuti complessivamente 7 arresti in flagranza di reato e sono 22 gli episodi attribuibili al sodalizio tra il giugno 2022 e luglio 2023, tra cui 14 furti pluriaggravati e 8 indebiti utilizzi di carte di credito. Inoltre, durante le attività, sono stati sequestrati numerosi beni di provenienza illecita, acquistati dai malviventi attraverso l’utilizzo indebito di carte di credito asportate alle vittime.

L’operazione si inserisce nella più ampia azione della Procura della Repubblica di Roma e della Squadra Mobile tesa a contrastare l’attività di furti e rapine nella Capitale ai danni di persone anziane o turisti, significando che tutti gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento e fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

CARABINIERI: OCC NEI CONFRONTI DI DUE SOGGETTI GRAVEMENTE INDIZIATI, IN CONCORSO TRA LORO, DI ESTORSIONE AGGRAVATA DAL MAFIOSO

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 In data odierna, 2.2.2024, i Carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano Rossano hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di due soggetti gravemente indiziati, in concorso tra loro, di estorsione aggravata dal mafioso. 

L’attività di indagine, delegata ai Carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano Rossano, ha consentito di delineare, in termini gravemente indiziari (nella fase delle indagini preliminari, che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa), una sequenza di atti intimidatori, posti in essere nei mesi di aprile, ottobre e dicembre del 2023, con il danneggiamento, anche mediante incendio, di autovetture nella disponibilità delle persone offese, al fine di costringerle al pagamento di una cospicua somma di denaro, connessa alla realizzazione di un impianto fotovoltaico; la somma di danaro pretesa veniva riscossa solo in parte, prima che l’attività criminale venisse interrotta. 

Gli elementi gravemente indiziari, acquisti nella fase cautelare (che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa), hanno consentito di ricostruire la vicenda nel senso che la condizione di esposizione e di rischio, determinata dalle condotte intimidatorie, induceva le persone offese a corrispondere le somme pretese, mediante un emissario, e il monitoraggio dei militari, agli inizi del 2024, portava al sequestro di una parte della somma corrisposta. 

Il procedimento per l’ipotesi di reato è attualmente nella fase delle indagini preliminari. 

La prima edizione del Premio “Le mani di Napoli – Saxifraga”

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La cerimonia di premiazione mercoledì 7 febbraio presso il Centro congressi dell’Università Federico II di Napoli in via Partenope

Napoli è universalmente nota nel mondo per la sartoria, una delle principali in Italia per quanto riguarda l’abbigliamento e gli accessori, ma non solo. Nel 2022 è nato il club di eccellenza per volontà di 19 maestri artigiani di sartorie, camicerie, calzaturifici, guantifici, cravattifici e pantalonai. “Mani di Napoli”, è la prima associazione che riunisce maestri artigiani di eccellenza della filiera moda di qualità “Made in Naples”, famosa nel mondo. Presieduto da Giancarlo Maresca e con Damiano Annunziato vicepresidente, il “club di eccellenza” ha messo insieme 19 maestri artigiani e oggi diventati 26. A due anni dalla costituzione l’associazione degli artigiani di eccellenza della moda “Mani di Napoli”,  celebra oggi la prima edizione  del Premio “Le mani di Napoli – Saxifraga idee e fatti”, moda, artigianato di eccellenza e cultura. Il riconoscimento intende valorizzare le personalità che hanno contribuito con la loro arte e professionalità allo sviluppo di Napoli. Per questa prima edizione ci sarà un Focus sulla cultura: ad essere premiato sarà Sylvain Bellenger, fino allo scorso dicembre Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, per il suo contributo al patrimonio culturale di Napoli con idee brillanti e azioni concrete. La cerimonia di premiazione è per mercoledì 7 febbraio, alle ore 12, al Centro congressi dell’Università Federico II di Napoli in via Partenope 36, Napoli. Al dibattito sul tema cultura e sviluppo di Napoli interverranno lo scrittore Maurizio De Giovanni, il Rettore dell’Università Federico II di Napoli Matteo Lorito, il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il Sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy Massimo Bitonci. Saranno presenti all’incontro altri rappresentanti del mondo istituzionale, imprenditoriale e culturale.

L’associazione  “Mani di Napoli” è organizzata in sette Camere per tipologia di mestiere – Sarti, Calzolai, Pantalonai, Camiciai, Guantai, Cravattai e Orefici (gemelli) – più un’ottava Camera aperta a esperti e studiosi della materia. Agisce come istituzione culturale libera da sigle sindacali o politiche, in modo da rappresentare un centro di produzione di idee, oltre che di manufatti, in grado di sostenere in sedi nazionali e internazionali l’inimitabile patrimonio costituito dalla rete di botteghe che lavorano secondo i tradizionali e prestigiosi processi della scuola partenopea. Sviluppa inoltre una presenza costante e creativa volta a far meglio incidere l’artigianato di eccellenza sul proprio destino. La principale differenza delle “Mani di Napoli” con altri consorzi apparentemente della stessa natura sta nel forte legame con il territorio e con la tutela dell’immagine della categoria, di cui intende curare gli interessi non solo patrimoniali ma anche di altra natura quali formazione di nuove leve, ricerca storica, apertura al turismo esperienziale, musealizzazione, mostre, fiere ed eventi. In quest’ambito, l’associazione ha proposto al Ministero delle Imprese e Made in Italy la costituzione di un Tavolo permanente dell’Artigianato, aperto alle diverse entità rappresentative, con funzioni propositive e consultive sulla materia. Requisito essenziale per far parte dell’associazione, oltre naturalmente all’alta qualità delle lavorazioni, è quello di essere un artigiano con un proprio laboratorio di produzione, e non una diversa figura aziendale di imprenditore, manager o distributore.

Harry di Prisco

Appuntamento per il rinnovo del Sindaco e Consiglio Comunale

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Piglio, Fantini: “Il paese è in ginocchio ed ha bisogno di avere alla guida persone capaci che amano questo territorio”

Le Elezioni Comunali 2024 si terranno l’8 ed il 9 giugno nei comuni con scadenza naturale del mandato degli organi eletti nel 2019. Anche il Comune di Piglio è coinvolto in questa tornata elettorale, essendo al di sotto dei 5 mila abitanti prevede l’elezione di 12 consiglieri escluso il Sindaco che sarà affiancato da 4 Assessori, la novità per tutti i Comuni fino a 5 mila abitanti come Piglio, è che l’attuale Sindaco Mario Felli, che sta terminando la sua seconda legislatura, ha la possibilità di candidarsi per un terzo mandato. La situazione attuale in cui versa il Comune di Piglio è molto criticata dalla popolazione, per tante scelte sbagliate e soprattutto per l’indifferenza che in questi anni ha mostrato l’Amministrazione Comunale alle diverse problematiche locali. Nelle file della minoranza chi ha mostrato sempre interesse sollecitando risposte ed interventi è il consigliere Elisabetta Fantini (nella foto), alla quale abbiamo posto delle domande in prospettiva dell’appuntamento elettorale.  Qual è la fotografia oggi di Piglio? “Purtroppo è una fotografia sbiadita, in questi anni di Amministrazione Felli il paese oggi è in profonda agonia. Un’Amministrazione ha il compito ed il dovere dopo essere stata eletta dalla cittadinanza al Governo, di mostrare attenzione alle problematiche del territorio, ed attuare interventi di promozione e crescita per la collettività, qui è accaduto l’esatto contrario, gli interventi di ordinaria amministrazione sono diventati di straordinaria amministrazione, e tranquillamente si può affermare come già sottolineato tempo fa, che l’Amministrazione del Sindaco Mario Felli sarà ricordata come la peggiore amministrazione comunale dal dopoguerra ad oggi”. Ci può far capire meglio con esempi pratici? “ Certamente l’esempio più attuale è la strada di vita Circonvallazione, un tratto di strada crollato il 24 gennaio del 2023 che ancora oggi ad un anno di distanza è chiuso. Uno degli accessi principali per giungere al centro del paese serrato, spaccando a metà Piglio. Dopo aver perso diversi mesi per una diatriba con Acea, mentre ne pagavano le conseguenze del fatto i cittadini e viaggiatori, il Sindaco ed amministratori di maggioranza si sono accorti del forte disagio, ed a giugno si sono ricordati di attuare la “somma urgenza” affidando gli interventi ad una ditta la quale ha subappaltato i lavori e da allora sono passati ancora altri 7 mesi e la strada è ancora chiusa. Il tutto senza alcun risposta, comunicazione da parte dell’Amministrazione che non parla, sempre in silenzio. Vogliamo parlare poi del cimitero, sono rimasti 12 loculi a disposizione della comunità, il mese scorso è stata annunciata la realizzazione di 98 loculi, ma non si capisce dove verranno realizzati , ormai il cimitero è un ammasso di cemento e comunque i tempi sono stretti. Il Sindaco aveva a disposizione di attuare il recupero dei loculi attraverso la scadenza delle concessioni cimiteriali, dai quali se ne possono recuperare circa 70, e rivenderli oppure incassare con il rinnovo, ma no preferisce spendere in modo insensato operando non nell’interesse della comunità e questo non è l’opera di “un buon padre di famiglia” come dovrebbe essere l’azione del Primo Cittadino . Parliamo della viabilità totalmente disastrata, sia quella cittadina che quella di campagna, parliamo dei servizi sociali totalmente inesistenti a Piglio con situazioni di grande disagio di persone (cittadini di Piglio) che arrancano nel sottobosco dell’indifferenza comunale, questo Comune non è riuscito a presentare un progetto e ricevere finanziamenti, gli unici giunti sono stati quelli a pioggia che includevano altri centri, insomma ci sarebbe da scrivere un enciclopedia e forse non basterebbe per i fallimenti ed incapacità di quest’Amministrazione”. C’è la possibilità che il Sindaco Mario Felli possa ricandidarsi, cosa ne pensa? “Mi auguro che se ha un minimo di dignità personale non lo faccia né lui né gli altri membri della sua attuale maggioranza. Ciascuno nel proprio ambito ed in primis lui quale Sindaco, hanno contribuito a far morire questo paese, e non immagino cosa potrebbero dire in campagna elettorale e cosa scrivere nel loro programma, forse: “faremo tutto quello che avevamo promesso e non abbiamo fatto….” Anche la macchina amministrativa è danneggiata? “La macchina amministrativa è il motore di un’amministrazione, il raggiungimento degli obiettivi e realizzazione dei progetti è per il 70% merito di una buona macchina amministrativa, ma purtroppo ad oggi è paragonabile ad una groviera svizzera. Nel Comune di Piglio ad oggi sono operativi 10 figure, nel giro di 5 anni sono andati in pensionamento altrettanti dipendenti, e pur potendo in anticipo affrontare la situazione il Sindaco non ha fatto nulla. Oggi ad esempio ci ritroviamo con 2 agenti Polizia Locale, fino a 5 anni fa ve ne erano 8 agenti, non è stato fatto alcun bando, non si è acceduto ad alcuna graduatoria e solo dopo diversi mesi che vi era un solo agente c’è stato un ricongiungimento. La mole di lavoro enorme, con ripercussioni sulla cittadinanza e giorni senza avere un agente, inoltre da più di un anno  la Polizia Locale non ha un’auto di servizio, sono costretti ad operare a bordo di una comune utilitaria, pazzesco!  Insomma come se non ci fosse un’amministrazione a guidare questo paese, pensi che in più di un’occasione i cittadini sono entrati in Comune senza che vi fosse alcun dipendente al suo interno, con la possibilità di accedere a dati sensibili, io penso che in nessun Comune in tutta Italia accadano cose del genere….” E il resto della maggioranza come reagisce a ciò? “Il nulla assoluto, il Sindaco ed i suoi consiglieri sono indifferenti a tutto, sembra che vivano in un’altra dimensione, se gli vengano poste le problematiche lui continua a ripetere “ci penso io” “adesso lo risolviamo”, ma sono parole al vento, è arrivato al punto di credere lui stesso alle sue menzogne, e tutti gli altri lì a scaldare la poltrone “. Per queste amministrative, una componente giovanile si è già presentata di recente alla comunità, che ne pensa? “Ci sono movimenti in corso, c’è un nutrito gruppo di giovani che vuole mettersi in gioco e ciò è positivo, considerando che in questi anni non si è fatto nulla per i giovani , le politiche giovanili come le altre deleghe sono state un fallimento totale. I nostri giovani sono costretti ad andare nei paesi limitrofi per fare attività sportive, trovare attività culturali a loro idonee, d’altra parte è stata un’Amministrazione assente anche per i giovani, ed è positivo che adesso loro vogliono essere protagonisti di un cambiamento che tutta la comunità pigliese vuole”. Ma secondo lei qual è il più grande errore commesso in questi anni dal Sindaco Felli e dalla sua amministrazione? “In una cosa è stato bravissimo, e va dato merito a lui e alla sua maggioranza, di essere riusciti ad allontanare il cittadino dall’Istituzione.  L’assenza di comunicazione in tutte le sue forme sia istituzionale che comunitaria, ha fatto allontanare sempre di più il cittadino dal Comune. Oggi a Piglio, non c’è un cittadino che crede ancora al Sindaco ed ai singoli consiglieri di maggioranza, le prese in giro, le illusioni, le promesse mai mantenute, hanno delineato un Comune inesistente, lontano dai bisogni e dalle necessità della comunità e del territorio. Di danni ne sono stati fatti tanti, ma ritengo che il primo compito di chiunque sarà il prossimo Sindaco è di ricucire questo rapporto , per ridare il senso di comunità che in questi anni è andato perso”. Il prossimo Sindaco che qualità dovrà avere? “Chi andrà a governare Piglio, si troverà d’innanzi ad una situazione disastrosa, dovrà avere innanzi tutto quello che è mancato in questi anni: umiltà, passione. amore per il territorio, servizio, ascolto ed attenzione ai bisogni  dei cittadini, deve essere competente  e  capace  di cogliere  le opportunità  per  il paese con interazione con i territori limitrofi e con le varie associazioni  presenti. Dovrà avere doti comunicative  relazionandosi con le istituzioni dei vari livelli di governo . Ed infine , dovrà essere supportato da  una squadra di donne e uomini che con lo stesso spirito, sappiano concretizzare le scelte e gli obiettivi condivisi”. E lei, che è stata l’unica scintilla in questo periodo di oscurantismo, cosa farà per le amministrative? “Sono in corso incontri, si sta creando una base, e si sta valutando. L’obiettivo è importante : ridare a Piglio il giusto ruolo che in questi anni gli è stato tolto. Io mi auguro di cuore che i cittadini di Piglio siano compatti per questo cambiamento che è necessario e fondamentale soprattutto per le nuove generazioni”.  

Non solo Ilaria Salis, in Romania un ragazzo siciliano nel carcere-inferno

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Filippo Mosca, 29 anni, condannato a 8 anni e 3 mesi: “Intervenga la Farnesina”

ROMA – “Intervenga la Farnesina, intervenga lo Stato a porre fine a questa agonia”. Sono le parole dell’avvocata Armida Decina, chiamata a difendere Filippo Mosca, 29 anni, recluso nel carcere romeno di Porta Alba. Le condizioni di detenzione sono pietose, raccontano i familiari: topi, pulci, sovraffollamento e denutrizione.

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