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Calcioscommesse, lo psichiatra Rullo: “Si tratta di ludopatia, tra gli sportivi è emergenza salute mentale”

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L’esperto: “Non vogliono vincere soldi ma perderli per continuare a scommettere”

ROMA – “Da tifoso sono amareggiato per quanto sta accadendo nel mondo del calcio, da medico penso che fosse prevedibile ma molti, evidentemente anche all’interno dei club, hanno voluto chiudere gli occhi. Il calcioscommesse non può e non deve tradursi semplicisticamente in un gruppo di sportivi milionari che scommettono enormi quantità di denaro, mettendo a rischio la propria carriera, nel tentativo di arricchirsi ulteriormente. No, è molto di più e molto peggio: è ludopatia, un disturbo patologico da gioco d’azzardo in cui a farla da padrone non è il tentativo di vincere ma tutto il contrario, ossia quello di perdere per poter continuare a scommettere”. Lo dichiara lo psichiatra Santo Rullo, fondatore della Nazionale di calcio a cinque per persone con disturbi mentali Crazy for Football.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Si scommette sugli scommettitori, il gioco lo conduce Fabrizio Corona

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Alle 14 farà un altro nome. Dice Corona che è un giocatore della Roma, il quarto scommettitore

ROMA – Ha detto Corona. E tutti lì in attesa. A che ora esce il prossimo leak? Alle 14 ha fatto un altro nome. Dice Corona che è Nicola Zalewski il quarto nome coinvolto nello scandalo scommesse che sta scuotendo il mondo del calcio. I nomi li sgrana dal suo rosario personale. Tocca stargli dietro: è un pluri-pregiudicato gossipparo a dettare la linea del calcioscommesse 2023. E’ lui che detta i tempi da consumato attore della scena pubblica. Monetizza lanciando il suo sito, infonde dubbi e certezze a lento rilascio. E’ il mattatore della credibilità della giustizia ordinaria e sportiva d’Italia. Per le Procure la formula è “persona informata dei fatti”. Attendere prego, dunque.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Scommesse, Corona: “Zalewski della Roma è il quarto nome”

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Gli altri nomi coinvolti nelle indagini, ad oggi, sono quelli di Nicolò Fagioli, Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo.

ROMA – Sarebbe quello di Nicola Zalewski il quarto nome coinvolto nello scandalo scommesse che sta scuotendo il mondo del calcio. A rivelare sui social l’identità del giocatore della Roma, dopo numerose anticipazioni, è Fabrizio Corona. Come si legge sul sito dillingernews.it “anche lui scommetterebbe sulle partite”.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

L’Italia dei poveri: sono 6 milioni quelli che non riescono a fare un pasto completo

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Il paradosso più evidente è che 6 persone su 10 in condizione di deprivazione alimentare materiale o sociale non sono considerate a rischio povertà secondo le soglie di reddito prestabilite. I dati ActionAid sulla povertà alimentare

ROMA –  Sei milioni di persone nel nostro Paese, il 12% dei residenti con almeno 16 anni di età (dati 2021), è in una condizione di povertà alimentare. A rivelarlo il quarto rapporto sulla povertà alimentare di ActionAid, ‘Frammenti da ricomporre. Numeri, strategie e approcci in cerca di una politica’, quest’anno realizzato in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare che a partire dall’analisi dei dati afferenti a diverse indagini campionarie Istat, tra cui quella sulle condizioni di vita (Eu-Silc), restituisce una fotografia dettagliata della povertà alimentare nel nostro Paese a partire dalla sua intensità, diffusione, distribuzione regionale e specificità dell’impatto sui diversi gruppi socio-demografici (minori, donne, stranieri).

La deprivazione alimentare materiale o sociale – misurata come l’impossibilità di fare un pasto completo con carne, pollo, pesce o equivalente vegetariano almeno una volta ogni due giorni e con l’impossibilità di uscire con amici o parenti per mangiare o bere qualcosa almeno una volta al mese – risulta più diffusa fra i disoccupati (28,3%), le persone inabili al lavoro (22,3%), coloro con istruzione uguale o inferiore alla licenza media (17,4%), giovani tra i 19 e i 35 anni (12,3%) e adulti tra i 50 e i 64 anni di età (12,7%), stranieri (23,1%), chi vive in una casa in affitto (22,6%) e le persone che vivono nelle aree metropolitane (13,3%). Guardando alla composizione del nucleo famigliare sono le famiglie monogenitoriali (16,7%) e quelle con 5 o più membri (16,4%) a registrare i tassi più elevati. La diffusione regionale è maggiore al Sud (20,7%) e nelle Isole (14,2%), dove in totale il fenomeno riguarda 3,1 milioni di persone, mentre si registra al Nord Est l’incidenza più bassa, pari al 5,8%.

Secondo quanto reso noto dal ministero delle Politiche Sociali e del Lavoro, il numero di chi riceve aiuti Fead (Fondo di Aiuti Europei agli Indigenti) sotto forma di generi di prima necessità è cresciuto notevolmente negli ultimi anni passando dai 2,1 milioni nel 2019 ai 2,8 milioni del 2022. Gli incrementi più significativi hanno riguardato la Sicilia (+172,5 mila), la Lombardia (+155 mila) e la Campania (+ 98 mila). Milano è la seconda città metropolitana dopo Napoli per numero beneficiari (215mila) ma è quella che ha registrato l’aumento più consistente rispetto a tutte le altre città d’Italia (+115 mila) con un’incidenza del 6,7% rispetto alla popolazione residente. L’incremento del numero di beneficiari del programma Fead, in linea con il trend di crescita della condizione di povertà assoluta, può essere interpretato come un ulteriore peggioramento delle condizioni di vita di soggetti già in situazione di forte vulnerabilità.

LE MISURE DI CONTRASTO ALLA POVERTA’ ALIMENTARE

Il sistema di intervento appare ancora troppo frammentato e privo di una visione strategica. Il paradosso più evidente è che 6 persone su 10 in condizione di deprivazione alimentare materiale o sociale non sono considerate a rischio povertà secondo le soglie di reddito prestabilite. “Nei periodi di recessione, le misure di protezione sociale come quelle di sostegno al reddito sono fondamentali per evitare che la povertà alimentare cresca- dichiara Roberto Sensi, responsabile Programma Povertà alimentare ActionAid Italia- Ma soddisfare un bisogno immediato dovrebbe essere solo il primo passo di un percorso capace di offrire risposte alle varie dimensioni dell’esperienza alimentare, in primis quella sociale. Dobbiamo cambiare la visione del fenomeno per adottare un approccio multidimensionale che ruoti attorno al diritto cibo e non all’aiuto, che coinvolga la comunità e non solo i singoli individui adottando, inoltre, sistemi di rilevazione della povertà alimentare più efficaci e a livello territoriale”.

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Israele ordina l’evacuazione da Gaza: via 1,1 milioni di persone. Riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu

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Le Nazioni Unite: “Impossibile senza conseguenze disastrose sul piano umanitario”

ROMA – Un ordine di evacuazione per tutti coloro che vivono nel nord della Striscia di Gaza, circa un milione e 100mila persone secondo stime dell’Onu, è stato comunicato oggi dall’esercito di Israele.

Stando alle informazioni diffuse, anche attraverso un video postato sui social network delle forze armate, gli spostamenti dovrebbero avvenire entro 24 ore.

In una nota le Nazioni Unite hanno confermato di aver ricevuto comunicazione dell’ordinanza e hanno denunciato che rispettare la richiesta di Tel Aviv è “impossibile senza conseguenze disastrose sul piano umanitario”.

Stando all’ultimatum israeliano, tutte le persone dovrebbero spostarsi a sud del fiume Wadi Gaza, che taglia la Striscia nel suo settore centrale.

OGGI LA RIUNIONE DI EMERGENZA DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU

Riunione di emergenza oggi del Consiglio di sicurezza dell’Onu, a New York. A partecipare, al Palazzo di vetro, nel pomeriggio, saranno i 15 Paesi membri dell’organismo, compresi quelli con diritto di veto: Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina, Russia e Francia.

OMS: ATROCITÀ A GAZA, EVACUARE PAZIENTI GRAVI È IMPOSSIBILE

Per persone malate e vulnerabili ricoverate in ospedale e dipendenti da supporti medici per la propria sopravvivenza, l’ordinanza di evacuazione diffusa da Israele per il nord e il centro della Striscia di Gaza equivale a “una condanna a morte”: lo ha detto oggi Tarik Jasarevic, portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Bollette luce e gas per la seconda casa: tutto quello che c’è da sapere

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Uno dei dubbi principali nella gestione della seconda casa riguarda le bollette delle utenze domestiche, che hanno qualche differenza rispetto a quelle dell’abitazione principale

ROMA – Sono molte le persone che hanno una seconda casa, in genere utilizzata per trascorrere le vacanze estive oppure quelle invernali. Uno dei dubbi principali nella gestione della seconda casa riguarda le bollette delle utenze domestiche, che hanno qualche differenza rispetto a quelle dell’abitazione principale e potrebbero costare un po’ di più.

Come risparmiare sulle bollette nella seconda casa

Prima di comprendere come funzionano le bollette di luce e gas nella seconda casa, è possibile scoprire come risparmiare; vediamo alcuni metodi per poter ridurre i costi:

  • Scegliere la giusta tariffa: per risparmiare sulle utenze della seconda casa, è bene scoprire le migliori offerte luce e gas e scegliere quelle più adatte ai propri consumi;
  • Ridurre la potenza del contatore: a volte, nelle seconde case, ci sono dei contatori particolarmente potenti, che potrebbero rivelarsi inutili. Pertanto, è possibile richiedere una riduzione di potenza, al fine di risparmiare;
  • Utilizzare dispositivi efficienti: tutti gli impianti, gli elettrodomestici e le lampadine dovrebbero essere recenti e a basso consumo energetico. Infatti, anche se i consumi sono minori rispetto a quelli della casa principale, l’impatto in bolletta può essere maggiore;
  • Disattivare le utenze se non sono necessarie: se la seconda casa viene utilizzata solo per pochi mesi all’anno e non ci sono dispositivi che richiedono l’utilizzo costante di energia (come il cancello elettrico, oppure l’antifurto, ecc.) è possibile valutare la possibilità di disattivare i contratti per risparmiare sui costi fissi;
  • Migliorare l’isolamento termico: per evitare dispersioni di calore, è preferibile investire su pareti coibentate, pannelli isolanti, ecc. Queste soluzioni sono particolarmente utili nei luoghi poco frequentati, che devono essere riscaldati in poco tempo;
  • Istallare valvole termostatiche sui termosifoni: questi strumenti permettono di regolare la temperatura di ciascun ambiente in modo efficiente e risparmiare sulla bolletta del gas.

Come funzionano le bollette della seconda casa?

Per quanto riguarda la bolletta dell’energia elettrica è bene sapere che l’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), con la Delibera del 2 dicembre 2015, ha introdotto la tariffa TD. Quest’ultima considera i consumi effettivi degli utenti e non più la differenza tra residenti e non residenti, come avveniva in precedenza. Ad oggi, pertanto, il costo al kWh della materia prima energia è lo stesso, sia per la prima che per la seconda casa. Tuttavia, ancora oggi le bollette energetiche della seconda casa sono spesso più alte rispetto a quelle delle abitazioni principali. Ciò è dovuto a due motivi: la seconda abitazione viene usata poco durante l’anno, pertanto i costi fissi relativi alle spese di trasporto e di gestione del contatore, oneri di sistema ecc., non vengono ammortizzati. Inoltre, bisogna pagare sempre la quota fissa, pari a 135 euro. Questo importo non è previsto, invece, per la prima casa. Le bollette relative alla fornitura del gas di prima e seconda casa, invece, non presentano molte differenze. Infatti, non ci sono fattori che variano tra le due tipologie di residenze. Tuttavia, il costo del gas dipende dalla zona geografica in cui si trova l’edificio. È la zona climatica che fa variare le tariffe, pertanto è possibile riscontrare delle differenze sulla bolletta solo se la seconda casa si trova in una zona differente rispetto all’abitazione principale.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Europei di calcio, nel 2032 si terranno in Italia e in Turchia

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Italia e Turchia dovranno adesso scegliere i 5 stadi per ciascun Paese che ospiteranno i match

ROMA – Ora c’è l’ufficialità: gli Europei di calcio 2032 si terranno in Italia e Turchia. Quelli del 2028 in Irlanda e Gran Bretagna.

L’annuncio ufficiale a Nyon, sede della Uefa. Presente la delegazione italiana guidata dal Presidente federale e Vice Presidente Uefa Gabriele Gravina. Del gruppo azzurro fanno parte il Segretario Generale Marco Brunelli, il Project Manager Euro 2032 Antonio Talarico. Per la Turchia presenti invece il Presidente della Turkish Football Federation (TFF) Mehmet Buyukeksi, il Segretario Generale Kadir Kardas, il Vice Presidente Mustafa Erogut, e l’Ambassador turco Volkan Demirel.Italia e Turchia dovranno adesso scegliere i 5 stadi per ciascun Paese che ospiteranno i match. Le città in ballo per l’Italia sono Roma, Milano, Torino, Verona, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari e Cagliari: dovranno presentare i progetti per la fine del 2026.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Clima pazzo, addio al 70% del miele. I vigneti si spostano in vetta, arrivano le specie aliene

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I cambiamenti climatici stanno provocando anche spostamenti nelle coltivazioni: l’ulivo è arrivato alle Akpi, il pomodoro nella Pianura padana, i vigneti in vetta. Intanto, al Sud è boom di mango, avocado e banane

ROMA – I cambiamenti climatici hanno provocato quest’anno un taglio del 15% del raccolto di riso, del 10% del grano, del 60% per le ciliegie e del 63% delle pere mentre il miele è sceso del 70% rispetto allo scorso anno e si registra un calo anche per la vendemmia (-12%). È quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati elaborati dall’Osservatorio europeo Copernicus secondo il quale i primi nove mesi sono stati i più caldi mai registrati nel pianeta con una temperatura media superiore di 0,52 gradi la media storica spinti da un mese di settembre più bollente di addirittura 0,93 gradi.

IL SETTEMBRE È IL SECONDO PIÙ CALDO DI SEMPRE

Una anomalia registrata anche in Europa dove la colonnina di mercurio sempre a settembre è salita ad un livello record con 2,51 gradi in più della media storica secondo Copernicus mentre in Italia il mese di settembre – sottolinea la Coldiretti – si posiziona come il secondo più caldo mai osservato con una temperatura media superiore di 3,1 gradi la media climatica del periodo 1991-2020 secondo gli esperti dell’Osservatorio geofisico modenese Unimore.

L’INVASIONE DELLE SPECIE ALIENE

Il cambiamento climatico ha scatenato anche l’invasione di pericolose specie aliene, dalla cimice asiatica al granchio blu, dal cinipide del castagno alla Xylella, dal moscerino dagli occhi rossi al calabrone asiatico fino alla vespa velutina che attacca gli alveari, con danni complessivi per oltre un miliardo nei campi come nei mari distruggendo coltivazioni e allevamenti.

IL CLIMA CHE SI TROPICALIZZA

“Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo con effetti devastanti.

LE COLTIVAZIONI CHE CAMBIANO: VIGNETI SULLE ALPI E AL SUD È BOOM DI MANGO

Oltre al taglio dei raccolti il cambiamento climatico sta modificando anche la distribuzione delle coltivazioni lungo la Penisola dove – continua la Coldiretti – la coltivazione dell’ulivo in Italia è arrivata a ridosso delle Alpi, nella Pianura Padana si coltiva oggi circa la metà della produzione nazionale di pomodoro destinato a conserve e di grano duro per la pasta, colture tipicamente mediterranee, mentre i vigneti sono arrivati addirittura sulle vette mentre al sud è boom per le coltivazioni tropicali, dall’avocado al mango fino alle banane.

L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli – continua la Coldiretti – si tratta di una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla climatologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque. Servono – conclude la Coldiretti – investimenti anche grazie al PNRR per la manutenzione, risparmio, recupero e regimazione delle acque, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni resistenti”.

fonte «Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Meloni interviene sul caso Apostolico: “Quale dossieraggio? Era in piazza. Legittimo pensare a pregiudizio”

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La premier Meloni respinge lo spettro del “dossieraggio” evocato dalla sinistra e della giudice Apostolico dice: “Era in piazza dietro lo striscione, può essere che nelle sue decisioni ci sia pregiudizio?”

ROMA – “Quale dossieraggio? Il dossieraggio è un’attività occulta per tirare fuori cosa che non si sanno. Se partecipi a una partecipazione pubblica e lo rivendichi, stai lì, dietro uno striscione… può essere che nelle decisioni ci sia un pregiudizio?“. Lo domanda Giorgia Meloni, conversando con i cronisti al termine del vertice europeo di Granada.

“MI PARE LEGITTIMO CRITICARE LA SCELTA DELLA GIUDICE”

Chiudendo il discorso, poi, Meloni aggiunge: “Mi pare perfettamente legittimo” criticare la scelta della magistrata Iolanda Apostolico.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Conflitto in Medio Oriente, Perry (ex capo 007): “Israele eliminerà Hamas con o senza ostaggi”

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L’ex direttore a Quarta Repubblica: “So che il governo è d’accordo”

ROMA – “Elimineremo Hamas con o senza i nostri ostaggi. Lo stato di Israele non può più permettersi di avere certi vicini”. Queste le parole di Jacob Perry, ex direttore dello Shin Bet (Agenzia di sicurezza interna israeliana) in onda ieri sera a ‘Quarta Repubblica’, il talk d’approfondimento politico ed economico condotto da Nicola Porro il lunedì in prima serata su Retequattro. In una nota diffusa da Mediaset, l’ex capo degli 007 inizia dicendo che l’attacco di Hamas id sabato scorso “È stato un vero shock. Una sorpresa vera e propria. Lo Shin Bet, il Mossad, l’intelligence dell’esercito, nessuno aveva idea di che cosa sarebbe successo. Ovvero, centinaia di terroristi che penetrano dalla Striscia di Gaza in Israele, buttano giù barriere, entrano negli insediamenti e uccidono quasi 1.000 israeliani. Ne hanno feriti 2.500, forse anche di più”. Perry chiarisce: “dobbiamo ammettere che siamo stati colti di sorpresa e non penso che dipenda dalle capacità di Hamas. È piuttosto un vero fallimento dell’intelligence israeliana e questo sarà sicuramente oggetto di indagine quando la guerra sarà finita”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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