L’iniziativa dell’Amministrazione Querqui, promossa dalla presidente Piroli, ha conferito un giusto riconoscimento ai primi cittadini del dopoguerra, alla presenza e attenzione del Consiglio dei giovani.
Ceccano ha celebrato l’ottantesimo anniversario della prima seduta del Consiglio comunale, svoltasi il 27 ottobre 1946, tra ex sindaci democraticamente eletti e nuove generazioni portatrici di grandi responsabilità.

L’Amministrazione Querqui, su proposta della presidente del Consiglio Emanuela Piroli, ha tenuto la storica cerimonia durante la scorsa seduta nell’aula consiliare non lontana dalla “Sala del Mosaico” che un tempo accoglieva l’assise cittadina. Maggioranza e minoranza, alla fine, hanno votato all’unanimità a favore della celebrazione, come recita l’apposita delibera, «quale momento fondamentale della rinascita democratica e civile della città».
Sono stati invitati e sono intervenuti, in ordine di mandato, gli ex sindaci Angelino Loffredi (1981-85), Francesco Ciotoli (91-92), Giovanni Querqui (92-94), Maurizio Cerroni (94-02), Antonio Ciotoli (02-12) e Manuela Maliziola (12-14). Giancarlo Savoni (90-91) non ha potuto presenziare a causa di impegni pregressi.
Hanno ricevuto una pergamena celebrativa anche i familiari dei compianti Vincenzo Bovieri (52-56 e 61-62), Francesco Battista (73-75), Orazio Trotta (75-76), Lorenzo Masi (76-77), Edoardo Papetti (77-81), Carlo Spinelli e Angelo Compagnoni. Saranno presto recapitate anche ai cari di Pietro Colapietro (46-50) e Luigi Piroli (56-61 e 65-73), senza parentele dirette in città. Ha preso la parola, oltre a ex sindaci e familiari, anche la presidente del Consiglio dei giovani, Alessia Carlini.

«Ringrazio da cittadino, ancor prima che da sindaco – ha dichiarato Querqui – chi si è preso cura della Città prima di noi. Lo ha fatto con dedizione, impegno, senso di responsabilità e amore verso città e cittadini. Solo questi sentimenti possono giustificare quell’impegno totale e incondizionato che induce a trascurare tutto il resto della propria vita. Ringrazio mio padre Giovanni, tra i già sindaci dell’era repubblicana, per avermi trasmesso questi valori. Un giusto riconoscimento, però, va anche a chi ha ricoperto ruoli in giunta e ai consiglieri comunali che con altrettanta dedizione e impegno, spesso dietro ai riflettori, si dedicano al bene comune».
«La presidente Piroli – ha aggiunto il sindaco – ha fatto benissimo a volere questo Consiglio per conferire il giusto riconoscimento a ex sindaci e amministratori, ma lo è ancor di più per le nuove generazioni, per far sì che siano pienamente consapevoli dell’enorme responsabilità di tutti e non commettano errori come accaduto, purtroppo, anche a Ceccano nel recente passato, rallentando la crescita della città. Il Consiglio comunale è l’anello di congiunzione tra cittadino e Stato, bisogni reali e politica. Ricordiamo, mentre si stenta ad avere fiducia nella politica, quanto sia importante questa istituzione democratica per la nostra vita, nonché alimentare il senso civico dei cittadini».
«Oggi – ha detto la presidente Piroli – non ci riuniamo solo per adempiere a un dovere istituzionale, ma per celebrare un momento fondamentale della nostra identità collettiva. Non per una sterile nostalgia del passato, ma come passaggio di testimone. La presenza dei già sindaci è un atto di alto valore civile. Rappresentano la continuità dello Stato e della nostra comunità. Quell’assemblea del 1946 ci ha lasciato in eredità un metodo basato su dialogo, rispetto delle diverse opinioni e amore incondizionato per la nostra comunità. Oggi, come presidente di questa assemblea, sento forte la responsabilità di custodire e onorare quella memoria».
«Le nuove generazioni – ha concluso la Piroli – devono sapere che il Consiglio Comunale è il luogo dove l’indifferenza si trasforma in partecipazione e la critica può e deve diventare proposta per il futuro della città. Apprezzo anche la partecipazione del Consiglio Comunale dei Giovani, esempio e stimolo per gli altri. I giovani custodiscano la libertà, perché la democrazia non è un traguardo raggiunto una volta per tutte, ma un bene prezioso che va difeso ogni giorno con partecipazione, rispetto dell’altro e studio. Questo anniversario è un promemoria per il futuro: la Ceccano di domani appartiene a voi, e le radici piantate ottant’anni fa sono la linfa che deve alimentare sogni e progetti».

