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Epatite C, nel savonese contattati in 65mila tra 1969 e 1989 per far emergere sommerso

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Dott Roberto Carrozzino
Dott Roberto Carrozzino

Screenate 20mila persone, quelle positive a HCV inviate a centri di II livello

“Siamo stati convocati dal Servizio di Epidemiologia della regione Liguria per ufficializzare un programma che avesse come obiettivo quello di riuscire a portare alla luce il sommerso dell’infezione da HCV, dopo che negli anni precedenti erano stati eseguiti tutti i trattamenti legati al virus dellโ€™epatite C. Ogni ASL ha gestito la situazione in maniera autonoma. La nostra ASL, in particolare, si รจ dedicata a contattare tutte le persone nate tra il 1969 e il 1989 e lo ha fatto attraverso la chiamata che solitamente avviene per lo screening dei tumori del colon e delle mammografie. A seguito della chiamata sulla provincia di Savona sono risultati circa 65mila utenti in questa fascia dโ€™etร  e in circa 20mila si sono presentati per lo screening. Da questi abbiamo scremato tutte le persone che sono risultate positive all’HCV e che sono state inviate ai centri di secondo livello, come ad esempio il nostro, delle Malattie Infettive di Savona, uno dei centri polo per lo screening di secondo livello e per il trattamento dei pazienti HCV positivi”. Lo ha dichiarato il dottor Marco Anselmo, Direttore Struttura Complessa Malattie Infettive Ospedale San Paolo, Asl 2 Savonese, intervenuto in occasione del corso di formazione ECM sulla gestione dei tossicodipendenti con epatite C, organizzato dal provider Letscom E3 con il contributo incondizionato di AbbVie. Il corso, dal titolo โ€˜HCV – La ricerca del sommerso. Un percorso condiviso multidisciplinare tra organizzazione e pratica clinica’, rientra nellโ€™ambito di โ€˜Hand โ€“ Hepatitis in Addiction Network Deliveryโ€™, il progetto di networking a livello nazionale patrocinato da quattro societร  scientifiche (SIMIT, FeDerSerD, SIPaD e SITD) che dal 2019 coinvolge i Servizi per le Dipendenze e i Centri di cura per lโ€™HCV afferenti a diverse cittร  italiane.

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Dott Marco Anselmo

Interpellato sulle modalitร  per abbreviare il percorso di Test & Treat del paziente complesso, Anselmo ha cosรฌ risposto: “Io credo che se la situazione funziona bene, il percorso di Test & Treat del paziente complesso รจ giร  abbreviato da solo. Porto il nostro esempio: nel momento in cui lo screening viene fatto nei Ser.D. piuttosto che in un laboratorio della ASL, viene subito attivato il percorso per il trattamento di secondo livello. Il paziente viene quindi aggregato al reparto delle Malattie Infettive o a quello di Gastroenterologia e gli vengono fatti tutti gli esami di screening che lo introducono al trattamento. Si tratta, dunque, di un trattamento immediatorispetto allo screening di laboratorio”.

Al Corso ha preso parte anche la Dottoressa Pasqualina De Leo, Dirigente Medico, SC Malattie Infettive, Ospedale San Paolo di Savona, ASL 2Savonese. โ€œIl rapporto tra l’ambulatorio di Malattie Infettive e i colleghi del Ser.D.- ha tenuto a sottolineare- รจ consolidato da anni. Abbiamo lavorato insieme per garantire un percorso facilitato per la diagnosi e lโ€™avvio al trattamento dei pazienti tossicodipendenti. Questo รจ avvenuto grazie alla presenza di una collega infettivologa e alla possibilitร  di effettuare gli esami in sede. La disponibilitร  dei nuovi farmaci ad azione antivirale diretta, ben tollerati e con poche interazioni farmacologiche, ha permesso di trattare persone una volta considerate โ€œdifficiliโ€. La risposta allo screening della popolazione target nella nostra ASL รจ stata soddisfacente, i casi emersi non sono numerosi. Tuttavia, abbiamo recuperato pazienti con diagnosi misconosciuta ma anche pazienti con diagnosi giร  nota che avevano rimosso il problema. Allargare lo screening ad altre fasce di etร , informare e motivare i pazienti รจ fondamentale per raggiungere l’obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanitร  relativo all’eliminazione dellโ€™infezione da HCV entro il 2030″.

Presente all’evento anche il Dottor Roberto Carrozzino, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze ASL 2 e Direttore SC Ser.D. Savona, ASL 2 Savonese. “Nel nostro servizio- ha spiegato- abbiamo riattivato tutta una serie di attivitร  prettamente mediche e cliniche che esulano dallโ€™attivitร  ordinaria del servizio. Mi riferisco, ad esempio, allโ€™elettrocardiogramma, alla possibilitร  di eseguire esami del sangue quando richiesti, alle visite e quantโ€™altro, proprio per dare allโ€™utenza la possibilitร  di avere una interlocuzione maggiore, non squisitamente solo per le dipendenze, proprio sullโ€™attivitร  generale sanitaria. E questo รจ bidirezionale, perchรฉ anche lโ€™operatore del Ser.D. ha la possibilitร  di identificarsi come un erogatore di salute e di benessere, non solo quello che eroga il metadone, piuttosto che un altro farmaco sostitutivo e in questo modo si interfaccia con la sanitร . E questo puรฒ essere utilmente sfruttato anche per corroborare e consolidare il buon rapporto e la relazione di fiducia che deve esserci con lโ€™utenza del servizio”.

โ€œDal punto di vista del rapporto diย collaborazioneย tra diverse aziende sanitarie- ha infine precisato il Dottor Carrozzino- probabilmente la realtร  in cui io lavoro รจ particolarmente felice, perchรฉ nel nostro caso specifico si tratta di una unica Azienda sanitaria locale, allโ€™interno della quale sono racchiusi i presidi ospedalieri, quindi i reparti di infettivologia, il laboratorio delle analisi, e tutta lโ€™attivitร  ambulatoriale territoriale, e tutto rientra allโ€™interno di un unico cappello aziendale. Siamo quindi unโ€™unica azienda con allโ€™interno quattro ospedali. Questo semplifica in maniera significativa tutte le attivitร , perchรฉ non cโ€™รจ un contraltare, una Azienda altra rispetto alle attivitร  che si fanno: noi siamo tutti allโ€™interno della stessa Azienda. Se un nostro medico va al reparto delle Malattie Infettive per vedere un nostro paziente ricoverato, timbra il cartellino direttamente nellโ€™ospedaleโ€. โ€œQuindi- ha concluso il Dottor Carrozzino- questo รจ sicuramente un contesto organizzativo e strutturale che facilita in maniera significativa qualsiasi forma di rapporto necessario e indispensabile, ormai secondo me alla base anche dei trattamenti moderni, per rendere possibile unaย interazione forte, fortissima, tra territorio, ambulatorio e servizi territorialiย e tutta la parte ospedaliera, ormai divenuta un corollario indispensabileโ€.