Nelle piccole valli e nei terreni pianeggianti che costeggiano le acque del Lago del Turano, in provincia di Rieti, l’autunno coincide con il completamento della raccolta del Fagiolo a Pisello di Colle di Tora. Questo legume rarissimo, caratterizzato da una forma tonda e microscopica che ricorda appunto quella di un pisello, rappresenta un vero e proprio miracolo della biodiversità agraria della Sabina. Coltivato da pochissimi produttori locali su piccolissimi appezzamenti montani, è un prodotto di nicchia scampato all’estinzione grazie alla tenacia dei contadini del posto, che continuano a tramandare la semina a mano e la selezione manuale dei baccelli.
Il successo di questo fagiolo nelle cucine tradizionali e nei ristoranti della Valle del Turano risiede nelle sue eccezionali qualità organolettiche: possiede una buccia sottilissima e quasi invisibile dopo la cottura e una pasta straordinariamente cremosa, dolce e vellutata. Nei menu autunnali trionfa all’interno di piatti caldi della tradizione contadina, come la classica zuppa di fagioli e castagne, le minestre di farro della Sabina o saltato in padella con olio extravergine d’oliva DOP sabino e saporita salsiccia locale. La sua delicatezza lo rende perfetto in abbinamento ai vini bianchi fermi del Lazio settentrionale, capaci di ripulire il palato senza coprire le note dolci del legume.
Il recupero e la valorizzazione del Fagiolo a Pisello di Colle di Tora costituiscono un pilastro fondamentale per il micro-turismo enogastronomico della provincia reatina durante i mesi freddi. Attraverso mercati della terra a chilometro zero e menu degustazione nei ristoranti affacciati sul lago, questo piccolo borgo attira un flusso qualificato di escursionisti, camminatori e appassionati di slow food. Il progetto dimostra come la tutela di un prodotto agricolo tradizionale possa diventare uno strumento di promozione economica e d’identità culturale per l’intero comprensorio del Turan

