Il vicepremier blinda i fondi per l’uscita anticipata dal lavoro e frena sui tagli all’istruzione: asse ad alta tensione nella maggioranza.
di Piero Fusaglia
ROMA – La partita sulla Legge di Bilancio entra nella sua fase più calda e accende le polveri all’interno della maggioranza. A scuotere gli equilibri di governo è il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, che ha lanciato un avvertimento diretto agli alleati di coalizione sui dossier più caldi della manovra finanziaria: previdenza e scuola. L’obiettivo del Carroccio è chiaro, ovvero blindare le risorse necessarie per finanziare i canali di uscita anticipata dal lavoro, respingendo al contempo con forza l’ipotesi di tagli al comparto dell’istruzione.
Al centro del pressing leghista c’è il fondo per il superamento della legge Fornero e il varo di “Quota 64”, la misura flessibile che permetterebbe dal 2027 l’uscita anticipata a 64 anni di età con il calcolo contributivo dell’assegno. Una bandiera identitaria che via Bellerio non ha alcuna intenzione di ammainare. “Dico agli amici della maggioranza, col totale rispetto per tutti gli interventi che ci sono in manovra – ha scandito Salvini –, che il fondo per la previdenza serve per arrivare a Quota 64”. Una precisazione che suona come una linea rossa invalicabile di fronte alle altre misure sul tavolo, come il taglio dell’Irpef o l’estensione della flat tax.
Il braccio di ferro si estende però anche al capitolo istruzione, investito dalle polemiche per il taglio programmato di circa 7mila posti tra docenti e personale amministrativo. “Io non ne sapevo niente”, ha ammesso a sorpresa il segretario leghista a margine dell’inaugurazione di Eicma a Milano, nonostante i ministeri dell’Istruzione e dell’Economia siano guidati rispettivamente dai leghisti Valditara e Giorgetti. Salvini ha subito preso le distanze dalla sforbiciata definendola “non utile” e annunciando emendamenti: “Il Parlamento è eletto apposta per migliorare la manovra, e noi come Lega ci stiamo già preparando dicendo anche dove prendiamo i soldi”.
La fermezza del leader leghista apre una complessa fase di trattative parlamentari, con le opposizioni che attaccano parlando di “propaganda” e con gli alleati di Fratelli d’Italia e Forza Italia costretti a cercare una mediazione per evitare che l’iter della manovra vada incontro a pericolose frenate. Nelle prossime ore, con il testo atteso al vaglio delle commissioni della Camera, i vertici di maggioranza dovranno trovare la quadra per disinnescare le mine su pensioni e scuola.

