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Scontro sulla linea estera nel governo: Tajani frena Salvini e annuncia nuove armi a Kiev

Si riaccende il dibattito sul sostegno bellico all’Ucraina all’interno della coalizione di governo. A tracciare una linea di netta separazione dalle ultime posizioni della Lega è il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Il capo della Farnesina ha infatti confermato la prossima partenza di una nuova spedizione di forniture militari destinate alla resistenza di Kiev, smentendo di fatto i piani di chiusura ventilati dall’altro vicepremier, Matteo Salvini.

Parlando a Milano durante un appuntamento alla Caserma dei Carabinieri Montebello, Tajani ha risposto in modo chiaro ai cronisti che chiedevano conto della svolta isolazionista caldeggiata dal leader del Carroccio:

«La mia posizione è nota, siamo dalla parte dell’Ucraina e continueremo ad aiutarla finché sarà necessario. È pronto già il prossimo pacchetto di tipo militare che invieremo quanto prima a Kiev».

Divergenze di vedute e il nodo del consenso elettorale

L’attrito a distanza si è manifestato subito dopo i lavori del congresso straordinario leghista svoltosi a Milano. Dal palco dell’evento, Salvini aveva esortato la propria base a concedergli un mandato per ridiscutere l’impegno economico e bellico italiano nel conflitto, chiedendo di fermare l’invio di armamenti. In quella stessa sede, il segretario leghista aveva rivendicato per il proprio partito una centralità politica superiore rispetto agli alleati di Forza Italia.

La risposta di Tajani non ha risparmiato una dura stoccata sul piano dei numeri e dei rapporti di forza interni alla maggioranza:

«La Lega davanti a Forza Italia? Alle elezioni europee i risultati erano altri».

I paletti della Farnesina: supporto coordinato ma nessun soldato al fronte

Nonostante le visioni contrastanti che periodicamente riemergono nell’esecutivo, la condotta internazionale dell’Italia prosegue nel solco tracciato dai partner occidentali. Intervenuto successivamente ai microfoni di Rtl 102.5, il responsabile della diplomazia italiana ha ribadito la fedeltà di Roma agli accordi presi in sede europea e atlantica.

Tajani ha però voluto rimarcare i confini invalicabili dell’operazione: se da un lato il nuovo decreto per gli aiuti militari riceverà il via libera, dall’altro resta categoricamente esclusa qualsiasi ipotesi di coinvolgimento diretto sul campo. L’invio di contingenti o soldati italiani sul territorio ucraino non è sul tavolo, poiché l’intento dell’azione governativa resta esclusivamente quello di favorire le condizioni per una risoluzione diplomatica e una pace equa.

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