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Riforma elettorale: via libera definitivo dalla Camera con 227 sì. È scontro totale con le opposizioni

Il provvedimento passa a scrutinio segreto. Meloni rivendica la compattezza della maggioranza: «Risposta coi fatti a chi ci voleva divisi». Proteste in Aula della minoranza: «È una legge truffa».

ROMA – L’Aula della Camera ha approvato in via definitiva la riforma della legge elettorale. Il testo ha ottenuto 227 voti favorevoli e 164 contrari, superando indenne lo scoglio dello scrutinio segreto grazie alla tenuta della maggioranza di centrodestra. L’approvazione segna l’ultimo passaggio parlamentare del provvedimento, che introduce importanti novità nel sistema di voto italiano, tra cui il premio di maggioranza fissato al 42% e il parziale ritorno alle preferenze.

Meloni: «Centrodestra unito e compatto»

A pochi minuti dal voto, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso grande soddisfazione attraverso i propri canali social. «A chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini», ha dichiarato la premier. Meloni ha poi difeso la riforma sottolineando il valore della stabilità: «Quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: partito, coalizione, programma e parlamentare. Reintroduciamo il voto di preferenza che mancava da oltre trent’anni».

La protesta delle opposizioni in Aula

Di tutt’altro tenore la reazione delle minoranze, che hanno dato vita a una dura contestazione all’interno dell’emiciclo subito dopo la proclamazione del risultato. I deputati dell’opposizione hanno esposto cartelli con slogan espliciti come «Legge truffa» e «No all’imbroglio», accusando la maggioranza di aver approvato un testo su misura per blindare il potere a scapito della rappresentanza democratica. Secondo i leader della minoranza, i correttivi costituzionali e le soglie introdotte rischierebbero di alterare la reale volontà degli elettori.

Cosa succede adesso

Con la definitiva approvazione da parte di Montecitorio, la nuova legge elettorale attende ora la promulgazione e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il testo ridisegna i confini della governabilità per i prossimi appuntamenti elettorali, ma lo scontro politico è destinato a spostarsi fuori dal Parlamento, con le opposizioni che non escludono di dare battaglia sulle piazze e attraverso lo strumento del referendum.

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