Nell’ambito delle attività di controllo e tutela del territorio, i Carabinieri Forestali del Nucleo di Poggio Mirteto (RI) hanno denunciato un uomo per smaltimento illecito di rifiuti tramite abbruciamento.
L’operazione è scattata a seguito dell’attivazione della Centrale Operativa del Comando Compagnia Carabinieri di Poggio Mirteto, a causa di un’intensa e densa colonna di fumo nero, in loc. Passo Corese, Comune di Fara in Sabina (RI),
Giunti sul posto, i militari hanno riscontrato un incendio attivo di materiali plastici ed eterogenei, tra cui una carcassa di televisore, materie plastiche varie e rifiuti ingombranti e misti da sgombero, all’interno di un manufatto scoperto, con il concreto e immediato pericolo che le fiamme si estendessero alle vicine sterpaglie. È stato pertanto richiesto il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco per il domare e spegnere il rogo.
I rilievi hanno consentito di identificare il proprietario del fondo, il quale ha chiarito che l’area era in uso esclusivo al proprio affittuario il quale, sopraggiunto sul posto, ha ammesso di aver appiccato il fuoco ai materiali accumulati durante la pulizia del proprio garage per disfarsene rapidamente e risparmiare sui costi di gestione ordinaria del rifiuto.
La combustione dei rifiuti a terra è sempre vietata ed è stata condotta in palese violazione del D.Lgs. n. 152/2006 (Norme in materia ambientale), che impone il preventivo rilascio delle prescritte autorizzazioni per lo smaltimento con modalità diverse dall’abbruciamento. L’uomo è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria e, in caso di condanna, rischia la pena dell’arresto fino a 1 anno o l’ammenda fino a 26.000 euro.
L’operazione testimonia il costante e capillare impegno dell’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri nella tutela della salute pubblica e dell’ambiente, garantito attraverso un’intensa attività di prevenzione, controllo e contrasto specialistico ai reati legati al traffico e allo smaltimento illecito dei rifiuti.
Il comunicato stampa viene effettuato nel rispetto del D.Lgs nr. 106/2006, modificato dal D.Lgs 188/2021, in quanto ricorrono “specifiche ragioni di interesse pubblico che lo giustificano” che vengono motivate dalla particolare rilevanza pubblica dei fatti oggetto di accertamenti e per le esigenze costituzionalmente tutelate connesse al diritto all’informazione, al fine di fornire notizie in modo trasparente e rispettoso dei diritti dell’indagato e della parte offesa.
È obbligo rilevare che l’indagato, allo stato attuale, risulta essere solamente indiziato di delitto e la sua posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente, e solo dopo l’emissione di una sentenza passata in giudicato, lo stesso sarà, eventualmente, riconosciuto colpevole, in maniera definitiva, del reato ascrittogli.
Il tutto in ossequio al principio costituzionale di presunzione di innocenza.

