Roma. È stata un’inaugurazione all’insegna del glamour e dell’arte quella di una delle mostre più attese dell’anno. È Tenderstories a produrre e organizzare ‘Corpi Speciali’, la grande mostra che porta alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma l’universo visivo di Luigi & Iango, tra i più autorevoli interpreti della fotografia contemporanea internazionale, in un progetto espositivo curato da Francesca Alfano Miglietti e in programma dal 13 ottobre al 29 novembre 2026.
‘Corpi Speciali’ presenta una selezione di oltre 200 fotografie, tra opere inedite e immagini iconiche, in quella che è la prima mostra di Luigi & Iango costruita come una riflessione ampia e articolata sul corpo inteso come luogo di identità, trasformazione e costruzione simbolica del presente.
Gli scatti, dedicati a personalità della cultura contemporanea, performer, danzatori e icone internazionali, compongono un atlante umano capace di restituire le tensioni, le fragilità e le metamorfosi del nostro tempo.
La ricerca visiva di Luigi & Iango si sviluppa infatti in un territorio di confine, dove la fotografia oltrepassa la semplice rappresentazione per diventare uno strumento critico capace di indagare la condizione del corpo contemporaneo e di mettere in discussione i meccanismi della visibilità e della costruzione identitaria.
Per Moreno Zani, fondatore di Tenderstories,”‘L’arte non è un accessorio, è ascolto delle ferite dell’umanità, della sua sete di bellezza, giustizia e pace’. Queste le parole pronunciate da Papa Leone XIV nei giorni scorsi all’incontro con artisti e curatori. L’arte è proprio questo. La mostra, infatti, parte da una riflessione intorno alla necessità di una fuga poetica fuori dalla spettacolarità, una riflessione che diventa ricerca della propria identità, di nuove possibilità mostrando bellezze uniche ma uguali nella libertà di espressione. La dimensione poetica, insieme a quella narrativa, caratterizza tutta l’esposizione. Si passa dalla tradizione del reportage, al richiamo di una poeticità malinconica, alla compassione sino alla tranquillità della pace interiore. La caratteristica di tutte le opere è l’assoluta centralità del dialogo con il reale, poiché ogni opera recupera materiali di vita”.
“Lavoro come curatore con Tenderstories da molti anni- ha sottolineato Francesca Alfano Miglietti- e il fascino di Tenderstories è che si occupa di storie. Le storie non hanno una gerarchia di potere, le storie appartengono a tutti gli esseri umani e questa vuole essere una mostra che parla del genere umano, dell’empatia e, soprattutto, del fatto che un corpo speciale non è il corpo del potere, non è un corpo militare, non è il corpo del re, ma è il corpo di ognuno di noi. Nella mostra, infatti, non sono selezionati corpi a taglia unica ma ci sono tutte le taglie: obesi, albini, bambini, vecchi. C’è il dolore, c’è la sporcizia, c’è tutto quello che, quotidianamente, viene occultato dal mondo dello spettacolo”.
“Il corpo in generale, come lo vediamo, è un po’ un libro aperto- ha spiegato Iango- perché il corpo è quello che mostra quello che sei, ha una storia, ognuno di noi è diverso. Questa è una mostra sull’individualità, sul personale, su chi siamo. In questa mostra ognuno difende la propria differenza. E questo è un modo molto bello di vedere la bellezza da tutte le parti”.
“Il nostro corpo- ha aggiunto Luigi- è come uno spartito musicale, ogni corpo fa la sua musica, ha le sue energie. A volte un corpo può essere possente, può essere sofferente, può essere anche un corpo che ha una vita speciale. E qui abbiamo la testimonianza di diversi personaggi, conosciuti o meno, che esprimono questa libertà. Oggi è davvero molto importante far vivere la libertà del corpo con fierezza, a volte anche con compassione e con un po’ più di umanità”.

