L’appello: “Egato, Comuni e Gestore: nessuno può limitarsi a un atteggiamento passivo e dimenticare i ruoli”
L’Egato (Ente di Governo dell’Ambito Territoriale Ottimale, già Segreteria Tecnica Operativa) è l’organismo deputato a programmare, coordinare, controllare e raccordare le esigenze dei territori con gli strumenti di pianificazione del Servizio idrico integrato (SII). Un ruolo che l’Egato deve svolgere e svolge necessariamente confrontandosi e raccordandosi con i Comuni, che rappresentano il livello più vicino ai cittadini, e con il gestore del servizio idrico integrato, Acea Ato5, che deve poi attuare la programmazione decisa.
Il miglioramento della gestione idrica parte, quindi, essenzialmente dal territorio: quali siano le reti da adeguare, dove siano le perdite, quali siano le carenze e le necessità, sono aspetti che i Comuni conoscono per primi.
È quindi fondamentale – è l’invito che l’Egato fa ai Sindaci – che gli enti locali tempestivamente portino all’attenzione dell’Ente queste situazioni, così da poterne programmare la migliore soluzione che sarà valutata, analizzata e condivisa con in Gestore.
“L’efficacia della programmazione dipende, infatti, anche dalla qualità del confronto tra l’Ente di governo dell’ambito, il gestore e le amministrazioni comunali – sottolinea il dirigente responsabile dell’Egato, Ing. Luigi Urbani -. Negli ultimi due anni, questo dialogo è stato particolarmente intenso, con numerosi incontri tecnici e istituzionali, che hanno consentito di affrontare problematiche locali e di inserirle all’interno di un quadro complessivo di programmazione, che è rappresentato dal Programma degli Interventi, del Piano delle Opere Strategiche e del Piano economico-finanziario, strumenti attraverso i quali vengono individuate le priorità e definite le azioni necessarie per migliorare il servizio”.
Inutili le fughe in avanti. Negli ultimi due anni la struttura dell’EGATO 5 ha portato a termine un’intensa attività tecnica e amministrativa, basata sull’analisi dei dati, sulla verifica della gestione, sulla programmazione degli interventi e sul confronto con il gestore. Ciò ha consentito di materializzare, per quanto possibile, le esigenze locali manifestate in specifici tavoli tecnici in elementi concreti di programmazione.
Negli scorsi anni, infatti, sono stati già realizzati lavori e opere (depuratori, collettori, efficientamento reti di distribuzione, ecc.) per 39 milioni di euro, erogati grazie al PNRR; sono in corso di realizzazione altri interventi per 16 milioni di euro, finanziati dal Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico (PNIISSI) e sono in via di attuazione ulteriori opere per circa 24 milioni di euro tramite lo Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (SFNIISSI).
Va detto che il ruolo giocato dei Comuni è fondamentale non solo nella fase di segnalazione delle problematiche, ma anche nel monitoraggio dell’evoluzione degli interventi e nella verifica delle esigenze che progressivamente emergono sul territorio.
“È importante non disperdere risorse interne all’Ato 5 – avverte il responsabile del servizio finanziario, Gianluigi Mignogna -: il servizio è supportato dall’utenza residente nell’ATO 5. L’Egato non ha risorse proprie, e i finanziamenti recenti hanno rappresentato un aiuto temporaneo ed eccezionale. L’occasione pertanto è colta per invitare i Sindaci al dialogo, evitando controversie e quant’altro ci obblighi ad affidare incarichi esterni spesso onerosi che gravano sulle risorse disponibili per il SII ed è proprio per questo che l’Egato ha moltiplicato gli sforzi e ha chiuso la quasi totalità dei contenziosi in essere”.
Per i risultati raggiunti, l’ing. Urbani ringrazia l’intero staff dell’Egato5 costituito, oltre al citato ragioniere Mignogna, dal dottor Paolo Soave, dall’ing. Matteo Pontone Gravaldi, dall’ing. Vanessa Rossi, dal dr. Luca Sacchetti e dalla dr.ssa Isabella Grascia.
(Nella foto il dirigente responsabile, ing. Luigi Urbani)
