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COSENTINO (SI โ€“ AVS): Voto Fuorisede, allโ€™attacco contro lo stop della destra. โ€œOltre 1500 richieste ricevute a marzo nel Lazio, la democrazia non puรฒ essere ostacolataโ€

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COSENTINO (SI โ€“ AVS): Voto Fuorisede, allโ€™attacco contro lo stop della destra. โ€œOltre 1500 richieste ricevute a marzo nel Lazio, la democrazia non puรฒ essere ostacolataโ€

Roma, 9 aprile 2026 โ€“ Il blocco dellโ€™iter legislativo per il voto fuorisede costituisce lโ€™ennesimo atto volto a indebolire le basi democratiche della nostra Repubblica, frenando un provvedimento indispensabile per estendere e incentivare il coinvolgimento dei cittadini.

Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) ribadisce con forza la propria posizione in prima linea in questa battaglia di civiltร . Siamo uno dei partiti che piรน si รจ speso per garantire che il diritto al voto non rimanga un privilegio legato alla disponibilitร  economica o alla residenza anagrafica. I numeri parlano chiaro: nellโ€™ultima tornata elettorale di marzo, abbiamo ricevuto e gestito oltre 1500 richieste di supporto da parte di cittadini che chiedevano di poter esercitare il proprio diritto costituzionale nel nostro territorio, senza dover affrontare viaggi proibitivi.

โ€œรˆ inaccettabile che nel 2026 milioni di persone siano ancora di fatto discriminateโ€, dichiara Danilo Cosentino, segretario regionale di Sinistra Italiana Lazio. โ€œSia in occasione dei referendum sul lavoro e sulla cittadinanza del giugno 2025, sia per il referendum sulla giustizia, ci siamo mobilitati affinchรฉ fosse riconosciuto il diritto di voto a chi vive lontano da casa per studio o lavoro. รˆ ingiusto chiedere a studenti e lavoratori di sostenere spese di trasporto insostenibili e riorganizzare forzatamente le proprie vite solo per poter votareโ€.

In continuitร  con questa mobilitazione permanente, Alleanza Verdi e Sinistra annuncia la propria adesione e il pieno sostegno al presidio promosso dal Comitato ‘Voto dove Vivo’.

L’appuntamento รจ per:
OGGI, GIOVEDรŒ 9 APRILE โ€“ ORE 17:30
Piazza Navona (Corsia Agonale), nei pressi del Senato โ€“ Roma

The Sense Experience Resort 5*L entra nel network internazionale Ensemble Travel Group

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Un nuovo traguardo strategico che apre le porte a una clientela globale dโ€™รฉlite e rafforza il posizionamento nel lusso esperienziale

Il The Sense Experience Resort 5*L fa il suo ingresso in Ensemble Travel Group, uno dei network globali piรน prestigiosi di travel advisor indipendenti, rafforzando il proprio posizionamento nel segmento dellโ€™ospitalitร  di alta gamma e aprendo nuove opportunitร  di visibilitร  internazionale, partnership esclusive e contatti con una clientela sofisticata.

Ensemble Travel Groupรจ un punto di riferimento nel panorama internazionale del turismo di lusso, con una solida presenza in Nord Americae una crescente influenza nei mercati globali di fascia alta. Basato su un modello collaborativo, il network riunisce agenzie e consulenti di viaggio altamente qualificati, offrendo accesso a prodotti selezionati, esperienze esclusive e partnership strategiche con hotel e brand di eccellenza. Grazie a una piattaforma integrata di distribuzione e a programmi dedicati, Ensemble permette ai partner di intercettare una clientela altamente profilata, incrementare le performance di vendita e sviluppare relazioni durature con viaggiatori internazionali di alto valore.

Lโ€™ingresso di The Sense Experience Resort nel prestigioso Ensemble Hotel Program, una collezione di strutture selezionate per qualitร , posizionamento e capacitร  di offrire esperienze uniche, rappresenta un importante riconoscimento del valore dellโ€™offerta della struttura. Allโ€™interno di questo ecosistema, il resort beneficia di visibilitร  privilegiata presso una rete internazionale di advisor esperti, accedendo a canali distributivi mirati, campagne marketing dedicate e iniziative commerciali congiunte. Questa integrazione consente di rafforzare la penetrazione nei mercati strategici, ottimizzare i flussi di prenotazione e valorizzare ulteriormente il posizionamento del resort nel segmento luxury, generando nuove opportunitร  di revenue e crescita sostenibile.

Per gli ospiti, la partnership si traduce in un accesso privilegiato a soggiorni personalizzati, servizi su misura e consulenza di alto livello, garantita da professionisti del viaggio capaci di anticipare ogni esigenza della clientela piรน sofisticata.

“Entrare in Ensemble Travel Group rappresenta un passo strategico nel percorso di espansione internazionale della struttura e del gruppo Icon Collection,โ€ afferma Aizhana Zhantuarov, Director of Sales & Marketing di Icon Collection. โ€œQuesta collaborazione ci consente di rafforzare la nostra presenza nei mercati chiave e di dialogare con una clientela di alto profilo, sempre piรน orientata a esperienze autentiche, personalizzate e di eccellenza”.

Attraverso questa collaborazione, il The Sense Experience Resort 5*L consolida la propria posizione come punto di riferimento nellโ€™ospitalitร  di lusso contemporanea su scala globale.

Il cuore verde di Firenze e il fascino del Giardino dell’Orticoltura

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Nel cuore della cittร , uno spazio dedicato alla natura e al benessere

Vera e propria chicca di Firenze, il Giardino dellโ€™Orticoltura nasce nellโ€™Ottocento per attivitร  di promozione sociale e culturale nel settore del verde e del paesaggio, ed oggi รจ un piacevole parco dove andare alla scoperta di meravigliose piante, fiori ed alberi. Dotato di diverse attrazioni come la loggia liberty con il suo magnifico tepidarum di 14 metri, รจ un luogo di grande fascino ideale per godersi attimi di totale relax. Per un soggiorno a Firenze da consigliare รจ l’FH55 Grand Hotel Mediterraneo, situato in posizione strategica vicino ai principali punti di interesse e perfetto per partire alla scoperta dei dintorni.

Gli Orti Botanici affondano le proprie radici in tempi antichi, legate sia alla coltivazione quanto alla conoscenza delle piante. Testimonianze scritte ne fanno risalire lโ€™origine nella Cina del secondo millennio a.C., con i primi veri esempi documentati di spazi destinati alla raccolta e allo studio delle piante. Celebri furono il Giardino Botanico di Karnak, in Egitto, voluto dal faraone Tutmosi III, un vero e proprio archivio vivente di piante esotiche, e i primi giardini scientifici dellโ€™antica Grecia, dove il cuore pulsante era lโ€™osservazione del modo naturale. Tra le tante testimonianze in giro per il mondo la nostra bella Italia non รจ da meno, cosi come Firenze. Qui, infatti, una vera e propria chicca รจ il Giardino dellโ€™Orticoltura, nato a metร  dellโ€™Ottocento. La realizzazione di questo spazio si deve alla Societร  dellโ€™Orticoltura Toscana, associazione di promozione sociale e culturale nel settore del verde e del paesaggio che giร  allโ€™epoca organizzava corsi di formazione, mostre mercato di piante e fiori, progetti socio ambientali, laboratori ed eventi. La societร  realizzรฒ, appena fuori Porta San Gallo, un giardino che per lโ€™epoca era sperimentale, in quanto venne creata una vigna e un frutteto ornamentale con lโ€™aggiunta di piante rare proprio per โ€œsperimentare le colture di piante esotiche e piante da orto pregevoli“. Le prime piante madri vennero donate da illustri orticoltori e agronomi toscani, ma anche dal Museo di Fisica e Storia Naturale e dal Giardino dei Semplici di Firenze.

Nel 1880, in occasione della prima Esposizione Nazionale della Federazione Orticola Italiana, il giardino fu completato con la realizzazione di un magnifico tepidarium di 14 metri, il piรน grande dโ€™Italia: allโ€™interno 24 colonne portanti cave in ghisa, per far defluire lโ€™acqua piovana, scandiscono lo spazio che contiene anche due vasche con nicchie e spugne minerali. La struttura in ferro, dove si ammirano decorazioni moresche, รจ in stile liberty e miscela perfettamente storia ed arte con il fascino esotico. Successivamente vennero aggiunti anche una caffetteria e ristorante, oltre a una seconda serra, prelevata da Villa Demidoff a San Donato. Ulteriori modifiche il giardino le subรฌ in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni dellโ€™Unitร  dโ€™Italia, quando venne costruita la Loggetta Bondi in stile neo rinascimentale, una deliziosa costruzione sede oggi di eventi e concerti, progettata dallโ€™architetto Castellucci nel 1911. In origine venne ideata per pubblicizzare i prodotti ceramici della Manifattura di Signa: le colonne con gli archi poggiano sulla balaustra che circonda la loggia, e nel fregio policromo sovrastante si ammira la serie di putti reggifestoni. La destinazione a parco pubblico del Giardino dellโ€™Orticoltura fu voluta dal Comune di Firenze che lo acquista nel 1930 e che, dopo anni di abbandono, lo ha restaurato, ampliato e portato di nuovo al suo antico splendore.

Particolare รจ quella zona conosciuta come Orti del Parnaso, una piccola aerea verde dove spicca una fontana a forma di drago che si snoda lungo la scalinata, celebre per la veduta panoramica sulla cittร . Allโ€™interno dellโ€™area verde non puรฒ naturalmente mancare unโ€™area giochi attrezzata per bambini. A caratterizzare il disegno irregolare sono le aiuole solcate dai viali, l’ampia varietร  di specie arboree tra cui si ergono spettacolari platani, pini, lecci, eucalipti. Il Giardino รจ diviso in due parti: in alto si osservano un carrubo, una lagerstroemia, bellissima pianta in onore di Gino Bartali, un gelso pendulo, cipressi, allori, iris, rose rampicanti e arbustive, il crespino rosso. La parte bassa ospita invece una selezione di fiori ed essenze che garantiscono la rotazione di colori, di fragranze e di forme nelle stagioni calde. Particolarmente emozionante รจ anche lโ€™area chiusa in cui รจ stato allestito un giardino sonoro dove si puรฒ assistere a effetti luminosi e acustici. Per godere di tutto questo e molto altro, si puรฒ scegliere un soggiorno allโ€™FH55 Grand Hotel Mediterraneo, affacciato sulle rive dellโ€™Arno e a pochi passi da Piazza Santa Croce. Una struttura accogliente e contemporanea, ideale per vivere Firenze con comoditร , che unisce ambienti eleganti, servizi curati e splendide viste sul fiume, regalando un perfetto equilibrio tra relax e scoperta nel cuore della cittร .

Il mostruoso femminile, Amanda Rosi in mostraa via Margutta con โ€œFreakโ€

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Il mostruoso femminile, Amanda Rosi in mostra
a via Margutta con โ€œFreakโ€

Roma โ€“ Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign
(via Margutta 90) – 10โ€“19 aprile 2026 | Vernissage 10 aprile

Il corpo della donna come rappresentazione della violenza subita. รˆ da qui che nasce Freak, lโ€™opera di nudo fotografico di Amanda Rosi (The Blonde Argonaut) che dal 10 al 19 aprile sarร  protagonista alla Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign di via Margutta 90. Dopo il percorso avviato lo scorso novembre con la presentazione dellโ€™opera fotografica Animus Anima nella collettiva Lโ€™arte รจ donna e la successiva presenza stabile in galleria con opere esposte a rotazione, lโ€™artista arriva ora a una mostra personale. Freak utilizza il nudo fotografico e il linguaggio del body horror per raccontare la violenza subita dall’essere umano in generale e dalla donna in particolare, sia come entitร  vincolata a un corpo, che come soggetto controllato dalla societร .

โ€œSe il corpo umano รจ una prigione, e quello della donna รจ una prigione mostruosa โ€“ afferma Amanda Rosi โ€“ Il femminile รจ da sempre soggetto alla volontร  di controllo da parte della societร , ma ciรฒ che io rappresento, รจ anche la ribellione nei confronti di una biologia che ci penalizza come esseri umani, che รจ per me una violenza inaccettabile. Freak รจ la rappresentazione di quella violenza interiorizzata. รˆ la trasfigurazione della venere paleolitica in soggetto orrorifico e pulpโ€. Nel progetto emerge anche una riflessione su โ€œun transumanesimo totalmente umanista che liberi la donna dal ruolo di incubatrice umana”. A differenza di chi lo giudica negativamente, io non do per scontato che il mondo debba essere per sempre governato da un’รฉlite e manipolato dalle loro credenze distorteโ€. Con Freak, Amanda Rosi porta a via Margutta un lavoro che intreccia fotografia, libro e video in un unico impianto narrativo, aprendo una riflessione contemporanea sul corpo e sulla sua rappresentazione. Appuntamento dal 10 al 19 aprile 2026, con vernissage a via Margutta per vedere Freak prendere forma.

Medio Oriente, Confeuro: โ€œBene tregua e si a Hormuz. A Ue serve autonomia energiaโ€

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Medio Oriente, Confeuro: โ€œBene tregua e si a Hormuz. A Ue serve autonomia energiaโ€

โ€œConfeuro, la Confederazione degli Agricoltori Europei, accoglie con favore e con sollievo la tregua di due settimane concordata nella notte tra Stati Uniti e Iran, giunta al termine di ore di altissima tensione internazionale, e valuta positivamente anche la contestuale riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il trasporto marittimo globale di energia e di numerose altre merci. โ€œLa diplomazia deve sempre prevalere sui conflitti – dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro – e auspichiamo che questo stop temporaneo rappresenti il primo passo verso una stabilizzazione definitiva dellโ€™area e verso un accordo di pace duraturo, nellโ€™interesse della sicurezza internazionale e dellโ€™economia globale, ivi inclusa lโ€™agricolturaโ€. Confeuro evidenzia tuttavia come la crisi di queste ore rappresenti anche un chiaro campanello dโ€™allarme per lโ€™Europa: โ€œDa quanto accaduto – prosegue Tiso – emerge con forza la necessitร  che lโ€™Unione europea e lโ€™Italia accelerino con decisione il percorso verso una maggiore autonomia energetica. รˆ indispensabile invertire la rotta e investire con convinzione nelle energie alternative e rinnovabili, perchรฉ il nostro sistema economico resta ancora eccessivamente dipendente dalle fonti fossiliโ€. Secondo Confeuro, tale dipendenza espone lโ€™Europa a vulnerabilitร  geopolitiche e condizionamenti economici. โ€œContinuare a basare gran parte del nostro fabbisogno energetico sulle fonti fossili – conclude Tiso – significa, di fatto, rafforzare il peso economico e politico di quei Paesi che ne dispongono in abbondanza e che proprio attraverso lโ€™energia esercitano una forte influenza sugli equilibri globali. รˆ una situazione che non puรฒ piรน essere ignorata: serve un cambio di passo deciso, capace di garantire maggiore autonomia, stabilitร  e sostenibilitร  al futuro dellโ€™Europaโ€.

Maria Maddalena di Raffaello: un capolavoro nellโ€™ombra di una copia?

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La Pasqua riporta al centro Santa Maria Maddalena, apostola degli apostoli, in unโ€™opera oggi attribuita a Raffaello. Ricomparsa in Inghilterra in occasione di una vendita, dove era stata erroneamente datata a causa di una parchettatura che occultava il pannello originale, assottigliato fino a soli 3 mm, lโ€™opera ha rimesso in discussione lโ€™esistenza di una versione gemella conservata alla Galleria Palatina, tradizionalmente attribuita al Perugino.

Per secoli, i dipinti conservati nei musei sono stati percepiti come veritร  silenziose: un nome autorevole, una sala prestigiosa, e ogni dubbio sembra svanire. Eppure, dietro molte attribuzioni antiche si cela talvolta una realtร  piรน ambigua: copie, opere di bottega, errori di catalogazione o attribuzioni reiterate senza un reale riesame.

Una pubblicazione scientifica rievoca una pagina dimenticata della storia. Il dr. Fortunati, studioso di documenti antichi, ha individuato negli archivi  del duca di Urbino una Maddalena di Raffaello. Lโ€™opera scompare poi dagli inventari successivi alla morte di Francesco Maria II. Tuttavia, una copia del dipinto compare nellโ€™inventario delle opere destinate a Firenze. Questo elemento contribuisce a chiarire le incertezze storiche che circondano la versione della Galleria Palatina, la cui attribuzione ha a lungo oscillato tra Perugino, Raffaello, Leonardo, Francia e Franciabigio, proprio per lโ€™assenza di riscontri documentari certi. Nulla, infatti, attesta lโ€™esistenza di una Maddalena del Perugino negli archivi.

Giร  nel XIX secolo alcuni eruditi avevano espresso dubbi sullโ€™opera della Palatina, rilevando una certa debolezza esecutiva e unโ€™iconografia dai toni sensuali e terreni, ben lontana dalla pietร  codificata del Perugino. Se il dipinto รจ rimasto attribuito al pittore nonostante tali riserve, รจ anche perchรฉ il volto raffigurato รจ stato talvolta accostato a Chiara Fancelli, moglie del maestro, figura alla quale si sarebbe ispirato, a sua volta, anche Raffaello.

Oggi le indagini scientifiche permettono di osservare direttamente il processo creativo. Nella versione inglese, le analisi allโ€™infrarosso rivelano un disegno preparatorio insieme a diversi pentimenti: una ciocca di capelli inizialmente abbozzata presso la spalla destra e poi abbandonata, lievi correzioni nella forma degli occhi e dellโ€™arcata sopracciliare, nonchรฉ ulteriori capelli, successivamente assorbiti nelle ombre della stesura finale. Inoltre, lโ€™insieme degli strati pittorici non supera il millimetro di spessore, segno di una grande padronanza tecnica e di una notevole finezza esecutiva, come ha sottolineato la restauratrice e storica dโ€™arte, Nathalie Nolde. Al contrario, la versione conservata alla  Palatina non mostra nรฉ pentimenti nรฉ disegno preparatorio, elementi spesso associati a unโ€™opera originale; anche gli esami rivelano una stesura meno sottile.

Nella storia dellโ€™arte, una copia non si distingue sempre per una minore bellezza, ma spesso per una minore intelligenza esecutiva. Lร  dove lโ€™originale elabora, la copia tende a semplificare. Un dettaglio sottile sembra andare in questa direzione. Nella versione riscoperta, il velo visibile allโ€™altezza del busto si prolunga fino al polso; nella versione fiorentina, invece, la sua assenza, sostituita da una stesura scura e indistinta, finisce per dare quasi lโ€™impressione che la mano si stacchi dal corpo, rivelando cosรฌ una certa incoerenza materiale. Anche nel trattamento della mano la pennellata รจ troppo visibile, in contrasto con la tecnica rinascimentale.  Per un occhio non esperto questo dettaglio puรฒ sembrare secondario; per uno specialista, al contrario, puรฒ risultare decisivo per distinguere un originale da una copia. A ciรฒ si aggiunge unโ€™altra anomalia: lโ€™iscrizione sul busto, ยซ S. Maria Madalena ยป, รจ formulata in volgare, laddove ci si aspetterebbe piรน naturalmente, in un simile contesto, una formulazione latina, maggiormente coerente con la cultura visiva colta del Rinascimento.

Nel XVII secolo, numerose opere di grandi maestri lasciarono lโ€™Italia per entrare nelle collezioni inglesi. Non รจ raro che unโ€™opera autentica riemerga in una collezione privata dopo essere rimasta a lungo nellโ€™ombra di una copia conservata in museo e accolta come originale,  mettendo in discussione certezze consolidate e ricordando che, nella storia dellโ€™arte, nessun giudizio puรฒ sostituirsi allโ€™esame diretto dellโ€™opera. Lโ€™arte resta un campo vivo, ancora capace di rivelare lโ€™inatteso e di meravigliarci.

Link alla pubblicazione:

https://openscience.fr/IMG/pdf/iste_artsci24v8n2_2.pdf

Roma: Rosella Giorgetti conquista il pubblico con la sua opera โ€œIl Respiro dellโ€™Infinitoโ€

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ROMA โ€“ Non รจ stata una semplice inaugurazione, ma un momento di attraversamento emotivo e culturale. La mostra collettiva โ€œEsistenze โ€“ Impressioni di Vitaโ€, ospitata alla Borgo Pio Art Gallery, ha aperto le sue porte al pubblico con un vernissage partecipato e intenso, capace di trasformare lo spazio espositivo in un luogo di dialogo vivo tra artisti, opere e osservatori. Sedici artisti, sedici linguaggi differenti, un unico filo conduttore: lโ€™esplorazione dellโ€™esistenza nelle sue molteplici sfumature. Non una narrazione lineare, ma una costellazione di visioni che si incontrano e si interrogano, restituendo al pubblico unโ€™esperienza immersiva e profondamente personale.

Lโ€™arte come esperienza condivisa
Durante lโ€™inaugurazione, la galleria si รจ animata di presenze, voci, sguardi. Tra interviste, confronti e momenti di ascolto, รจ emersa con chiarezza una dimensione fondamentale: lโ€™arte come relazione. Non solo espressione individuale, ma spazio di connessione. Non solo opera, ma incontro. Il pubblico non รจ stato spettatore passivo, ma parte attiva di un processo in cui ogni opera ha trovato compimento nello sguardo di chi osserva.

โ€œIl Respiro dellโ€™Infinitoโ€: lโ€™opera che attraversa lo sguardo
Tra le opere piรน evocative della mostra, โ€œIl Respiro dellโ€™Infinitoโ€ di Rosella Giorgetti (acrilico su tela, 70×100) si impone come un punto di sospensione e apertura. Unโ€™esplosione cromatica che si irradia da un centro luminoso, quasi abbagliante, capace di attrarre e allo stesso tempo disorientare. Il bianco centrale non รจ vuoto, ma possibilitร . Intorno, il colore si muove, vibra, si espande in una dinamica che richiama il respiro, il battito, il continuo divenire. Lโ€™opera si colloca in uno spazio liminale: tra movimento e quiete, tra energia e delicatezza. Come afferma lโ€™artista, lโ€™arte nasce da unโ€™esigenza profonda: dare forma a ciรฒ che spesso non ha parole. Ed รจ proprio in questo gesto che si compie lโ€™incontro piรน autentico, quello tra chi crea e chi osserva. โ€œIl Respiro dellโ€™Infinitoโ€ non si limita a essere guardato: chiede di essere attraversato. E, per un istante, restituisce allo spettatore una percezione diversa del tempo e di sรฉ.

Rosella Giorgetti: materia, luce e paesaggi interiori
Rosella Giorgetti รจ una pittrice contemporanea italiana, nata a Torre San Patrizio (FM) e residente nei Castelli Romani. Fin da giovane manifesta una forte sensibilitร  artistica che la porta a intraprendere un percorso di formazione con il Maestro Mauro Dโ€™Ottavi dal 1989 al 2000, approfondendo la pittura a olio e consolidando le basi della sua ricerca espressiva. Nel 1990 ottiene il Premio โ€œLa Conchigliaโ€, segnando lโ€™inizio ufficiale della sua carriera. Negli anni sviluppa una costante sperimentazione tecnica, esplorando affresco, mosaico e tecniche materiche, fino a costruire un linguaggio personale fondato sul dialogo tra gesto, luce e materia. Il 2020 rappresenta una svolta decisiva nel suo percorso: abbandona la figurazione per approdare a unโ€™astrazione lirica ed emozionale. Le sue opere diventano vere e proprie โ€œemersioniโ€, paesaggi interiori costruiti attraverso acrilici, sabbie, pigmenti e materiali iridescenti. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e allโ€™estero, tra Roma, Venezia, Firenze, Milano, Parigi e Torino, oltre che in Calabria e Sicilia, partecipando a fiere e contesti istituzionali di rilievo. Le sue opere sono oggi presenti in collezioni pubbliche e private e in spazi espositivi permanenti. La sua ricerca si concentra sullโ€™energia nascosta della materia e sulla dimensione emotiva del colore, trasformando ogni opera in unโ€™esperienza immersiva e sensoriale.

Pluralitร  di linguaggi, unitร  di senso
La forza della mostra risiede nella sua natura collettiva. Artisti diversi per percorso, tecnica e sensibilitร  costruiscono un racconto frammentato ma coerente, in cui ogni opera รจ parte di un discorso piรน ampio. Dalla pittura alla ricerca materica, dallโ€™astrazione alla figurazione, il percorso espositivo invita a sostare, a rallentare, a osservare davvero. In un contesto contemporaneo spesso dominato dalla velocitร , โ€œEsistenzeโ€ si configura come uno spazio di resistenza: un luogo in cui lโ€™arte torna a essere esperienza e non consumo.

Un vernissage che diventa esperienza
Lโ€™inaugurazione ha confermato il ruolo della Borgo Pio Art Gallery come punto di riferimento per la scena artistica romana, capace di creare eventi che vanno oltre la dimensione espositiva. Il dialogo tra artisti, curatori e pubblico ha generato un clima di condivisione autentica, in cui lโ€™arte ha trovato la sua funzione piรน profonda: mettere in relazione.

Lโ€™arte come possibilitร 
โ€œEsistenze โ€“ Impressioni di Vitaโ€ non offre risposte, ma apre domande. Non impone significati, ma suggerisce percorsi. E forse รจ proprio questo il suo valore piรน grande: ricordare che lโ€™arte esiste nel momento in cui riesce a toccare qualcosa dentro chi la incontra. Anche solo per un istante. E in quellโ€™istante, il viaggio si compie.

Roma, successo per ‘Tattoo art show’: mostra all’Antigallery prorogata al 26 aprile

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Roma. Il mondo dell’underground riunito a Monti. Il rione piรน cool di Roma ha visto sfilare la scena artistica alternativa grazie a ‘Tattoo art show’, la mostra allestita dal 12 marzo negli spazi dell’Antigallery. Un successo di visitatori, dagli artisti e artiste fino ai turisti e ai romani incuriositi, che ha convinto gli organizzatori a prorogare l’esposizione, dedicata al mondo dei tatuaggi e alla fotografia, fino a domenica 26 aprile.

La mostra, che segna il 26esimo appuntamento della rassegna ‘FotograficaMonti’, curata dal 2019 da Barbara Martusciello, indaga la produzione legata alla cultura visiva e alla pratica del tatuaggio attraverso i lavori e la storia dello Yama Tattoo studio di Roma, altra storica attivitร  nel rione Monti, aperta dall’artista e tatuatore Welt nel 2008.

C’รจ ancora tempo dunque per scoprire la collettiva che espone opere originali del fondatore Welt e dei suoi collaboratori Silvia Akuma, Valerio Scissor e Kimbo e una serie fotografica di Serena D’Attilo. “Questa รจ una mostra diversa da tutte le altre, รจ infatti la prima che non presenta soltanto opere fotografiche, ma anche disegni preparatori e bozzetti”, ha spiegato la curatrice, Barbara Martusciello. “Con Tattoo art show- ha aggiunto- vogliamo mescolare ancora di piรน i linguaggi, e dunque i visitatori”. Obiettivo raggiunto. L’esposizione inizialmente doveva concludersi il 6 aprile, ma dato l’afflusso di persone interessate, Antigallery ha deciso appunto di prolungarne il tempo fino a domenica 26 aprile.

Appia Joy Park: tra farfalle, dinosauri e percorsi avventura, il divertimento si rinnova a Roma

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Nel panorama delle aree dedicate al tempo libero nella Capitale, lโ€™Appia Joy Park si sta affermando come una delle realtร  piรน complete e attrattive per famiglie, scuole e gruppi organizzati. Situato in una zona facilmente raggiungibile lungo la via Appia, il parco propone unโ€™offerta che combina intrattenimento, natura ed educazione, rispondendo alla crescente richiesta di esperienze allโ€™aria aperta.

Il punto di forza della struttura รจ la varietร  delle attrazioni, pensate per coinvolgere visitatori di tutte le etร . Tra le piรน apprezzate spicca la Casa delle Farfalle, un ambiente protetto e suggestivo dove รจ possibile osservare da vicino diverse specie in un contesto che riproduce il loro habitat naturale. Lโ€™esperienza ha anche una forte componente didattica: pannelli informativi e percorsi guidati permettono di conoscere il ciclo di vita delle farfalle e il loro ruolo nellโ€™ecosistema.

Accanto a questa dimensione naturalistica, il parco propone un salto indietro nel tempo con il Parco dei Dinosauri, unโ€™area tematica che ricostruisce scenari preistorici attraverso installazioni realistiche e percorsi interattivi. Le riproduzioni, curate nei dettagli, attirano soprattutto i piรน piccoli, offrendo al tempo stesso unโ€™occasione per avvicinarsi in modo ludico alla storia della Terra.

Per chi cerca unโ€™esperienza piรน dinamica, lโ€™Appia Joy Park mette a disposizione anche un articolato Percorso Avventura. Tra ponti sospesi, passerelle tra gli alberi e prove di equilibrio, il percorso รจ progettato per garantire sicurezza e divertimento, con diversi livelli di difficoltร  che lo rendono accessibile sia ai bambini sia agli adulti.

Lโ€™offerta del parco non si limita alle singole attrazioni. Gli spazi verdi attrezzati permettono di trascorrere lโ€™intera giornata allโ€™aria aperta, con aree dedicate al relax, al picnic e alle attivitร  di gruppo. Non mancano iniziative stagionali, eventi e laboratori didattici che arricchiscono ulteriormente lโ€™esperienza, rendendo il parco un luogo vivo e in continua evoluzione.

Particolare attenzione รจ riservata anche allโ€™organizzazione delle visite: scuole e gruppi possono accedere a programmi dedicati, mentre le famiglie possono pianificare facilmente la giornata grazie alle informazioni disponibili online, dove รจ possibile consultare orari aggiornati, attivitร  e modalitร  di accesso.

In un contesto urbano come quello romano, sempre piรน orientato alla valorizzazione degli spazi verdi e delle esperienze condivise, lโ€™Appia Joy Park rappresenta una proposta capace di unire divertimento, apprendimento e contatto con la natura. Un modello di parco multifunzionale che guarda al futuro del tempo libero cittadino.

L’Appia Joy Park si trova a Roma in Via Annia Regilla, 245

Lโ€™Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci

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Il corpo umano come misura del mondo

Da piรน di cinque secoli, lโ€™Uomo Vitruviano diย Leonardo da Vinciย rappresenta lโ€™ideale del Rinascimento. Ma come ha concretamente risolto Leonardo la costruzione geometrica di questo disegno, un enigma ereditato daย Marco Vitruvio Pollioneย nel suo trattato De Architectura?

A questa domanda, uno studio scientifico, pubblicato sulla rivista inglese ISTE OpenScience, Art & Science, offre finalmente una soluzione definitiva. Jean-Charles Pomerol, Professore Emerito di Matematica dellโ€™Universitร  della Sorbona, e Nathalie Popis, specializzata nello studio dellโ€™opera di Leonardo da Vinci, mettono in evidenza che Leonardo ha elaborato un metodo di misura fondato sullโ€™osservazione rigorosa del corpo umano, nella ricerca di una corrispondenza tra geometria e anatomia. Pur avendo riportato sul foglio le indicazioni di Vitruvio, non le applica tuttavia in modo letterale.

Gli autori hanno scoperto che gli studi di Leonardo sulle proporzioni umane rivelano una suddivisione del corpo fondata su frazioni semplice secondo una logica duodecimale. Ma per concepire lโ€™intera figura dellโ€™Uomo Vitruviano, Leonardo spinge questo principio fino a una suddivisione in 120 unitร , un numero sufficientemente ricco da esprimere con precisione i rapporti tra le diverse parti del corpo.

Da un punto di vista matematico, questo numero possiede una divisibilitร  eccezionale. Prodotto dei primi cinque numeri interi, (1 ร— 2 ร— 3 ร— 4 ร— 5= 120), consente di esprimere unโ€™ampia gamma di proporzioni sotto forma di numeri interi. Leonardo dispone cosรฌ di un quadro razionale particolarmente flessibile per organizzare il corpo umano.

Nella tradizione pitagorica, 120 รจ associato allโ€™idea di ordine del mondo. Lo si ritrova anche in diverse tradizioni religiose, sia nella durata della vita di Mosรจ, fissata a centoventi anni, sia nei centoventi discepoli riuniti durante la Pentecoste nella tradizione cristiana, sia ancora nel termine di centoventi giorni evocato nella tradizione islamica per lโ€™insufflazione dellโ€™anima. Inoltre, esso prolunga la tradizione antica dei sistemi di misura fondati sul sessagesimale, ereditata dalla Mesopotamia, che struttura ancora oggi la divisione del tempo e del cerchio.

Attraverso questa logica, Leonardo iscrive il corpo umano in un ordine del mondo. Il corpo appare come un insieme organizzato a partire da una stessa unitร  di misura che si dispiega secondo differenti rapporti. La mano, il volto e la distanza tra lโ€™ombelico e il pube rientrano cosรฌ in una stessa grandezza. Il piede, lโ€™avambraccio e la distanza tra lโ€™ombelico e il petto ne costituiscono unโ€™altra.

Queste corrispondenze testimoniano un modo di pensare proprio dellโ€™Antichitร , in cui il molteplice procede dallโ€™uno. Il corpo diventa allora una struttura unificata secondo una logica interna di armonia. Questa concezione si ritrova anche nei suoi studi botanici, dove Leonardo mostra che il vivente si organizza secondo una logica di crescita per suddivisioni successive.

Lโ€™uomo Vitruviano rivela anche fino a che punto Leonardo sia un maestro di geometria. Lโ€™intera figura รจ organizzata secondo una logica di straordinaria precisione, nella quale le diverse parti del corpo si articolano attraverso rapporti ortogonali. รˆ proprio cosรฌ che appare un triangolo equilatero determinato dallโ€™apertura delle gambe a partire dal centro del corpo, il pube e non lโ€™ombelico, come suggeriva Vitruvio. Un secondo triangolo equilatero emerge inoltre allโ€™interno del primo, allโ€™altezza delle ginocchia, a conferma dellโ€™estremo rigore della costruzione.

Riprendendo lโ€™idea antica secondo cui lโ€™uomo รจ misura del mondo, Leonardo appare come un degno erede dellโ€™Antichitร . Se questa idea si esprime in Protagora in forma filosofica, e in Vitruvio in forma architettonica, Leonardo le dร  una formulazione matematica. Lโ€™Uomo Vitruviano costituisce cosรฌ la messa in ordine geometrica di un principio secondo cui il corpo umano offre un modello di intelligibilitร  del vivente. รˆ proprio in questo senso che diventa una vera matrice di lavoro, che Leonardo riutilizzerร  fino alla concezione del suo Cavallo ideale. La presenza, sugli stessi fogli, di studi sulle proporzioni umane ed equine mostra cosรฌ che Leonardo cerca di cogliere una stessa legge geometrica del vivente.

 Link della pubblicazione scientifica :

https://www.openscience.fr/IMG/pdf/iste_artsci26v10n1_1_en.pdf

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