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Funerale solenne di Aniello Scarpati, l’Assistente capo Coordinatore della Polizia di Stato morto la notte dell’1 novembre scorso a Torre del Greco

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Si sono tenuti oggi a Napoli, nella Chiesa Evangelica ADI, i funerali solenni di Aniello Scarpati, l’Assistente capo Coordinatore della Polizia di Stato morto la notte dell’1 novembre scorso a Torre del Greco, quando la Volante sulla quale prestava servizio di controllo del territorio è stata travolta da un SUV.

I funerali solenni si sono svolti alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del Capo della Polizia – Direttore generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, del Cardinale Domenico Battaglia, del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, del Prefetto di Napoli Michele di Bari, del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. C.A. Salvatore Luongo e di altre autorità civili e militari.

Al termine della celebrazione solenne il Ministro dell’Interno Piantedosi e il Prefetto Pisani hanno fatto visita in ospedale all’altro poliziotto coinvolto nel tragico incidente, l’Agente Scelto, Ciro Cozzolino.

https://www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/c98cf470-ba3d-11f0-92fc-736d736f6674


OPERAZIONE “SQUARE”: ARRESTATI 12 COMPONENTI DI UN’ASSOCIAZIONE FINALIZZATA ALLO SPACCIO DI COCAINA OPERATIVA NEL COMUNE DI BOLLATE

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Lunedì 3 novembre 2025, in Bollate (MI), Garbagnate Milanese (MI), Novate Milanese (MI) , Baranzate (MI), Arese (MI), Senago (MI), Paderno Dugnano (MI), Cantù (CO), Caronno Pertusella (VA), i militari del Gruppo Carabinieri di Rho hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Milano su richiesta della competente Procura della Repubblica – Settimo Dipartimento, nei confronti di 11 soggetti (3 dei quali tradotti in carcere e altri 8 collocati agli arresti domiciliari) ritenuti gravemente indiziati del reato di associazione finalizzata al traffico, detenzione e spaccio di sostanza stupefacente di tipo cocaina. Per gli stessi fatti, altre14 persone sono state deferite in stato di libertà. Contestualmente, sono state eseguite 27 perquisizioni domiciliari su delega dell’Autorità Giudiziaria, attività che ha consentito di procedere ad altri due arresti in flagranza di reato sempre per detenzione di sostanza stupefacente di tipo cocaina al fine della vendita e per possesso di arma clandestina

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Il provvedimento scaturisce dalle indagini effettuate dai Carabinieri della Tenenza di Bollate che, nell’arco di sei mesi,coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno individuato la struttura dell’organizzazione criminale, la specifica suddivisione dei compiti operativi, la designazione delle responsabilità apicali, la localizzazione dei depositi ove veniva custodita e confezionata la sostanza stupefacente e il sistema di rifornimento ai distributori finali.

In particolare, dalle attività svolte, sia di tipo tradizionale come pedinamenti, osservazioni e controlli, sia di tipo tecnico (intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché installazioni di telecamere) è chiaramente emerso che l’organizzazione aveva una struttura gerarchica ben definita: al vertice spiccava la figura del leader noto negli ambienti con l’appellativo diBad, un imprenditore edile di 35 anni, che gestiva l’intero sodalizio criminale e l’approvigionamento della droga, per la successiva, capillare, commercializzazione sul territorio attraverso i suoi “adepti”, il cui coordinamento era gestito a sua volta da una figura intermedia.

La rete di pusher era particolarmente attiva nelle piazze di spaccio di Bollate e dei Comuni del circondario, virtualmente suddivise in “piazze” e “quadrati”; inoltre le dosi, confezionate con cellophane termosaldato trasparente, erano sistematicamente di forma quadrata e gli acquirenti memorizzavano in rubrica telefonica l’utenza dello spacciatore di turno da contattare, proprio con il nome “Quadrato”. 

Lo spaccio avveniva ovunque: dai parcheggi isolati, ai giardinetti pubblici, fino ad aree antistanti supermercati ed esercizi commerciali; in altri casi i “pacchetti” – codice convenzionale usato dai pusher per indicare le dosi – venivano consegnati direttamente “a casa”, anche dalle finestre, o utilizzando il classico cartone della pizza a domicilio che consentiva di occultare più dosi: in questo modo le figure intermedie della struttura criminale rifornivano i cavallini.

L’operazione ha consentito anche di rinvenire e sottoporre a sequestro a carico del capo dell’organizzazione una pistola beretta 7,65 con la matricola abrasa e 14 cartucce, 260 grammi di cocaina, 14.240 euro nonché le attrezzature per il confezionamento. Sempre in sede esecutiva, è stato tratto in arresto un italiano, classe 2003, trovato in possesso di 220 dosi di cocaina e di 235 euro; l’arresto di costui si è aggiunto a quelli già eseguiti nel corso dell’indagine dai Carabinieri di Bollate, che avevano già proceduto in flagranza di reato nei confronti di altri sei pusher e alla denuncia a piede libero di altri due spacciatori, sequestrando complessivamente 328 dosi di cocaina nonché la somma di € 1820, provento dell’attività illecita.

https://we.tl/t-MTS028ZKer

Il discorso della vittoria di Zohran Mamdani: “Meno privilegi e più diritti ai lavoratori, New York è vostra”

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ZOHRAN KWAME MAMDANI POLITICO STATUNITENSE

Ha ringraziato tutti, annunciando la fine di “una politica che abbandona i molti e risponde solo a pochi”. E ha promesso più diritti ai lavoratori di New York dicendo: Questa città è la vostra città”

di Marcella Piretti

BOLOGNA – “Grazie, amici miei. Il sole sarà anche tramontato sulla nostra città stasera, ma come disse una volta Eugene Debs, ‘Vedo l’alba di un giorno migliore per l’umanità‘”: ha esordito così Zorhan Mahmood Mamdani, nuovo sindaco di New York. Mamdani, 34 anni, è il primo sindaco musulmano e immigrato della Grande Mela. E questa viene vista come una novità alquanto ‘dirompente’. Mamdani, socialista, ha stravinto questa tornata elettorale che ha visto una partecipazione record (con due milioni di cittadini al voto), nonostante Donald Trump avesse parlato ripetutamente contro di lui. Nel suo discorso Mamdani, oltre a diverse frecciate ironiche a Trump (a partire dalla frase “So che ci stai guardando, ho tre parole per te: Alza il volume“), ha tuonato contro i privilegi di ricchi, miliardari e proprietari spregiudicati, annunciando che ora si cambia musica. Annunciando la fine di “una politica che abbandona i molti e risponde solo a pochi” e promettendo “una nuova politica“, di “cambiamento“. Ha speso poi parole per i lavoratori (“Se hanno diritti forti, i datori di lavoro prepotenti diventano piccoli piccoli”) e per gli immigrati: “New york rimarrà una città costruita dagli immigrati, alimentata dagli immigrati, e da stanotte guidata da un immigrato. Quindi ascolta bene, presidente Trump, quando dico che per arrivare a tutti noi dovrai passare prima su tutti noi“.

«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Ora gli alpinisti italiani dispersi in Nepal sono sette

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Non solo Marco Di Marcello e Markus Kirchler. Lo conferma la Farnesina

di Marcella Piretti

BOLOGNA – Ora gli italiani dispersi in Nepal sono sette. Lo dice la Farnesina in una nota. “Al momento le autorità locali hanno confermato il decesso di 3 alpinisti italiani, Alessandro Caputo (salma recuperata, area Manaslu Peak), Stefano Farronato (salma recuperata, area Manaslu Peak) e Paolo Cocco (salma trasferita presso l’ospedale per stranieri)”.

Ma ora c’è fortissima apprensione per la sorte di sette altri alpinisti italiani, tra cui Marco Di Marcello e Markus Kirchler. Al momento nessuno di loro risponde al telefono.

Dopo l’ondata di nevicate dei giorni scorsi tre italiani sono morti. Due sono Stefano Farronato e Alessandro Caputo, morti a 5.200 metri mentre si trovavano sul Panbari, il terzo è Paolo Cocco che si trovava invece nello Yalung Ri.

«Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Il generale Almasri arrestato a Tripoli: è accusato di torture e di un omicidio

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CARLO NORDIO, MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, NJEEM OSAMA ALMASRI HABISH SULLO SFONDO

Contro di lui le denunce di decine di rifugiati detenuti “nell’Istituto correzionale e riabilitativo” di Tripoli

ROMA – La procura generale libica ha ordinato l’arresto di Almasri. Lo riportano alcune testate libiche, tra cui, Libya Alahrar TV e Libya24. Osama Njeem Almasri è stato rinviato a giudizio “per tortura dei rifugiati e la morte di uno di loro sotto tortura”, spiegano le testate.

“La Procura- si legge sulle pagine web di LibyaAlahrar Tv- ha ordinato la custodia cautelare di Osama Anjim, capo del Dipartimento per le Operazioni Giudiziarie e la Sicurezza, in attesa delle indagini”. E ancora: “La Procura ha spiegato che Anjim è accusato di aver violato i diritti dei detenuti presso l’Istituto Centrale Correzionale e Riabilitativo di Tripoli, provocando la morte di un detenuto a causa della tortura”. A supportare l’accusa ci sarebbero decine di segnalazioni ricevute da detenuti che “sostenevano di essere stati sottoposti a tortura e trattamenti crudeli, inumani e degradanti”. Di qui la misura presa con l’accusa di omicidio e tortura.La testata libica ricorda poi che il 18 gennaio scorso, la Corte Penale Internazionale aveva emesso un mandato di arresto per Almasri “per diverse accuse, tra cui quelli che ha classificato come crimini di guerra, come omicidio e stupro, e altri crimini classificati come crimini contro l’umanità, in particolare omicidio volontario e persecuzione”.Immediate le reazioni dal fronte politico di opposizione: i leader dei diversi partiti di minoranza puntano all’unanimità il dito contro il governo per quella che etichettano come una figuraccia internazionale.

SCHLEIN: “L’ARRESTO IN LIBIA UNA FIGURA VERGOGNOSA, IL GOVERNO CHIEDA SCUSA“

“Le autorità libiche hanno ordinato l’arresto di Almasri, per tortura e omicidio. Lo stesso criminale che Meloni, Nordio e Piantedosi hanno liberato e riaccompagnato a casa con un volo di Stato, dopo che la magistratura e le forze dell’ordine italiane lo avevano fermato nel nostro Paese per il mandato d’arresto della Corte Penale internazionale. Evidentemente per la procura in Libia il diritto internazionale non vale ‘solo fino a un certo punto’, come per il governo italiano. Questa è una figura vergognosa a livello internazionale per cui il governo deve chiedere scusa agli italiani”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.

GIANASSI: “LIBIA PIÙ AVANTI DELL’ITALIA, IL GOVERNO MELONI SI VERGOGNI“

“Mentre il governo italiano ha fatto liberare e fuggire un criminale responsabile di omicidi, stupri e torture, persino la Libia dimostra di essere più avanti dell’Italia nella difesa della legalità. La Procura generale della Libia ha infatti ordinato la custodia cautelare in carcere del generale Almasri, ex capo della sicurezza delle carceri di Tripoli, accusato di omicidio e violazioni dei diritti umani nei confronti di dieci detenuti. L’ex funzionario, già ricercato dalla Corte penale internazionale, è stato deferito al giudizio del tribunale libico. Mentre la Procura libica agisce contro chi si è macchiato di crimini contro l’umanità, il governo italiano — che si proclama ‘difensore dei valori occidentali’ — ha invece scelto di non consegnare alla corte penale internazionale un pericoloso criminale, tradendo le vittime e offendendo la memoria di chi ha sofferto sotto la violenza e l’abuso di potere. È un paradosso che oggi sia la Libia a dare lezioni di giustizia all’Italia. Il Governo Meloni deve vergognarsi”. Così una nota del capogruppo del Pd in commissione e giustizia della camera, Federico Gianassi.

CONTE: “ARRESTATO IN LIBIA, IL GOVERNO MELONI UMILIATO”

“Che umiliazione per il Governo Meloni. Alla fine Almasri, un torturatore con accuse anche per stupri su bambini, è stato arrestato in Libia. Invece la nostra premier e i nostri ministri lo hanno fatto rientrare a casa con voli di Stato, con la nostra bandiera, calpestando il diritto internazionale e la Corte Penale internazionale, il cui Statuto a tutela dei diritti è stato firmato a Roma. Ora diranno che anche la Procura generale in Libia è un nemico del Governo? Che vergogna per la nostra immagine. Non è questa l’Italia”. Lo scrive sui social il leader M5s Giuseppe Conte.

FRATOIANNI: “UN PO’ DI VERGOGNA A PALAZZO CHIGI NO, EH?”

“Per torture ed abusi ordinato l’arresto di Almasri a Tripoli. Evidentemente sarà consegnato alla Corte Penale Internazionale. Insomma quello che Nordio, Piantedosi e Mantovano hanno impedito a gennaio, violando la legge , ora accade in Libia. Un po’ di vergogna dalle parti di Palazzo Chigi, no eh?”. Lo scrive su X Nicola Fratoianni di Avs.

MAGI: “ARRESTATO IN LIBIA, ORA NORDIO SI DIMETTA”

“Cos’altro deve accadere se non l’arresto in Libia di Almasri con l’accusa di violenze e torture sui detenuti perchè Nordio si dimetta? Non solo il ministro della Giustizia sin da subito ha raccontato una montagna di balle in parlamento, non solo il governo italiano ha riaccompagnato un delinquente con l’aereo di Stato, non solo l’esecutivo Meloni ha fatto tutto questo sulla base di uno scambio con il controllo dei flussi di migranti, non solo lo ha fatto sbattendosene del mandato di arresto della Corte Penale internazionale, ora scopriamo che persino per i libici Almarsi è un pericolo. Cosa aspetta Nordio a fare un passo indietro? Non pensa di aver già portato nel punto più basso il ministero e l’istituzione che ricopre pro tempore?”. Lo afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi.

Agenzia DIRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Morra cinese contro l’inquinamento cognitivo: l’esperto insegna come tenere lontani i figli da cellulari & co.

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Progetto senza titolo - 1

Il creatore di contenuti social e web insegna ai genitori qualche trucco per ridurre l’esposizione dei più piccoli ai device tecnologici. E spiega perché è importante farlo

di Cristina Rossi

ROMA – “Sasso, forbice e carta” può farcela a vincere contro i “Me contro Te”, giochi on line e canzoncine per bambini. La sfida la lancia l’esperto di neuromarketing e comunicazione digitale che insegna ai genitori come semplici giochi con le mani- e decisamente d’altri tempi- possono invece essere una risorsa per ridurre l’utilizzo di smartphone e tablet da parte dei bambini.
Proprio i device, con i loro contenuti decisamente attraenti per grandi ma anche per piccoli utenti, rappresentano per questi ultimi in particolare un rischio per lo sviluppo cognitivo. Lo racconta Luca Vescovi nel volume dal titolo allusivo: “Inquinamento cognitivo- Conviene soprattutto a te non far usare il cellulare al tuo bambino”, pubblicato da Edizioni Lswr.

I TRUCCHI PER I MOMENTI DI ATTESA

Quando si è al ristorante in attesa delle portate, durate un viaggio in treno o in auto, aspettando di entrare dal pediatra: sono alcuni dei momenti esemplari in cui, pur di intrattenere i figli, i genitori cedono alla loro- pressante- richiesta di avere in mano un cellulare. Allora l’esperto insegna i trucchi per dare un’alternativa ai bambini, tirandola fuori dal cilindro dei ricordi universali d’infanzia e gioventù. Ecco che spuntano infatti dei “semplici giochi che si stanno perdendo e dimenticando” e che l’autore invece ripropone nel testo con tanto di regolamento, per chi non se li dovesse ricordare. Giochi che non richiedono gadget e materiali costosi per poterli svolgere, ma solo le mani.Quindi la morra cinese, conosciuta anche come “sasso, carta, forbici”, dove le mani servono per simulare, al momento della chiamata, uno dei tre oggetti nominati che, a seconda del tipo, può prevalere o soccombere l’uno all’altro. Alla fine vince chi, in base all’oggetto mimato, elimina gli altri giocatori nel corso delle chiamate del turno. Infatti il sasso vince sulle forbici, queste vincono sulla carta, infine la carta batte il sasso. Anche in questo gioco ci possono essere da due a più giocatori.

Oltre a giochi con le mani, l’autore suggerisce altri passatempi che richiedono sì dei ‘supporti’, ma decisamente poco ingombranti e trasportabili facilmente in borsa: dai mazzi di carte ai dati fino a piccole scacchiere da viaggio.

NON SOLO GIOCHI

Il libro “Inquinamento cognitivo” non offre solo ‘soluzioni’, prova anche a spiegare ai genitori perché è bene ridurre l’esposizione dei piccoli ai device digitali. L’esperto di comunicazione digitale e neuromarketing prova infatti a spiegare cosa si nasconde davvero dietro le interfacce perfette degli smartphone e delle app più seguite. Vescovi per professione si occupa proprio di progettare contenuti social e web in grado di catturare l’attenzione degli utenti di tutte le età, per cui può svelare quali sono i meccanismi che possono favorire “dipendenza e consumo digitale” e insegna soprattutto a riconoscerli.

GLI OBIETTIVI

Il tutto viene sviluppato non secondo un approccio “apocalittico” o da nemico giurato delle tecnologie, ma con l’ambizione di insegnare a non subire la comunicazione digitale. L’autore, Luca Vescovi, è fondatore di diverse aziende nel settore travel Tech ed e-commerce, ma è soprattutto un genitore che mette a disposizione le sue conoscenze ad altri genitori, con lo scopo di “condividere consapevolezza e strumenti pratici per un’educazione digitale più sana”.

MORRA E MORRA CINESE, COME FUNZIONANO

Fanno così parte del “bignami” sul ‘come intrattenere tuo figlio senza cellulare’ la morra classica e la sua versione più esotica, la morra cinese. La prima è un gioco tradizionale che mette alla prova i partecipanti sulla prontezza mentale e sui riflessi. In sostanza si basa sulla capacità di indovinare la somma totale delle dita mostrate contemporaneamente dai giocatori. Chi azzecca il numero delle dita mostrate da tutti i partecipanti ottiene un punto e vince chi raggiunge per primo il punteggio prestalito (in genere 5 o 10). Si può giocare da un minimo di 2 partecipanti e più giocatori.

Sanità, Giuliano (UGL): “Sentenza della Cassazione su turni massacranti è una vittoria di civiltà. Ora basta con l’abuso”

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“La sentenza n. 26923/2025 della Corte di Cassazione, che ha riconosciuto la responsabilità di un’azienda sanitaria per la morte di un anestesista colpito da infarto dopo quasi sedici ore consecutive di lavoro, rappresenta un punto di svolta nel riconoscimento dei diritti e della dignità dei professionisti della sanità. È una vittoria di civiltà, un atto di giustizia e verità che non può restare isolato.”

Così Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute, commenta la storica decisione della Suprema Corte.

“Da anni denunciamo l’insostenibilità dei turni massacranti che gravano pesantemente su medici, infermieri e operatori sanitari, costretti a sopperire a croniche carenze di organico e a un’organizzazione del lavoro che troppo spesso ignora i limiti umani e professionali. Questa sentenza sancisce un principio fondamentale: una volta accertato il nesso tra stress lavorativo e danno alla salute, è il datore di lavoro a dover dimostrare di aver adottato tutte le misure preventive, come previsto dall’articolo 2087 del Codice Civile.”

“Non si può più morire di lavoro, tantomeno in corsia. La sicurezza dei pazienti passa anche dalla tutela della salute di chi li cura. È ora che le aziende sanitarie e le Regioni si assumano la responsabilità di garantire turni sostenibili, organici adeguati e una reale prevenzione dello stress lavoro-correlato.”

“La UGL Salute – conclude Giuliano – chiede alle istituzioni la piena applicazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Questa sentenza non è solo un punto d’arrivo, ma un monito: nessun lavoratore deve più essere lasciato solo davanti all’usura di un sistema che chiede troppo e restituisce troppo poco.”

  ‘Accardi meets Dalì’, a New York la nuova mostra di Angelo Accardi

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Per un mese, a New York, nel quartiere di Soho, protagonista il surrealismo europeo con l’omaggio dell’italiano Angelo Accardi al maestro catalano Salvador Dalì
Dopo l’Ambrosiana di Milano e la 60° Biennale di Venezia,il pop surrealismo italiano arriva a New York con la personale “Accardi meets Dalì”.

Nel cuore di New York, all’EDEN House of Art di Soho, dal 17 novembre al 17 dicembre, l’artista italiano Angelo Accardi torna protagonista con “Accardi meets Dalì”, una nuova personale a cura di Nino Florenzano, che intreccia il primo surrealismo e le derive visionarie del nuovo pop surrealismo. Dopo aver mostrato la sua reinterpretazione del Rinascimento a Londra, aver dialogato con Raffaello accanto al cartone preparatorio della Scuola di Atene, Accardi sceglie gli Stati Uniti per esporre un imprevedibile confronto tra epoche e linguaggi: un ponte immaginario che unisce Salvador Dalí, padre del surrealismo e Accardi, che del pop surrealismo (Lowbrow) ha fatto la propria forma di libertà e cifra stilistica.

Nell’estate 2025, a Porto Cervo, Accardi in collaborazione con “Dalí Universe” ha presentato il primo dei “mash-up” in cui le sue opere dialogavano con le sculture monumentali del genio catalano, segnando una prima tappa di questo percorso ideale tra memoria e contemporaneità. Questa anticipazione prosegue ora a New York, nel simbolico quartiere di Soho, con “Accardi meets Dalì”, un paesaggio mentale che travalica i confini del tempo.

“In un mondo dominato dall’ossessione per l’immagine e dal gusto per l’iperbole, la figura di Salvador Dalí appare oggi incredibilmente attuale”, scrive il curatore Nino Florenzano nella presentazione.  “Nella sua lunga carriera, l’artista catalano ha anticipato il concetto di brand artistico: la costruzione consapevole di un’immagine pubblica spettacolare, teatrale e immediatamente riconoscibile. All’Eden House of Art, le grandi tele di Angelo Accardi si aprono come varchi in uno scenario daliniano, ricostruito con un trompe-l’œil che avvolge le pareti dello spazio. L’artista dà vita a un racconto che si muove tra ironia e vertigine visiva, dove l’omaggio si intreccia alla dissacrazione.”

Tra grandi tele e nuove opere, un grande trittico diventa simbolo della mostra: Rendez-Vous, opera di grande formato (180×540 cm) che mette in scena il dialogo tra le icone accardiane e le presenze inquietanti del maestro catalano, in un palcoscenico che restituisce la leggerezza e la potenza visionaria del sogno.

Angelo Accardi, firma inconfondibile del panorama contemporaneo, è oggi uno degli artisti più attivi sulla scena internazionale. La sua ricerca, capace di fondere ironia, cultura visiva e memoria iconica del nostro tempo, lo porta ad esporre nelle grandi gallerie internazionali. Con Accardi meets Dalí, Soho si prepara a vivere un mese di surrealismo, celebrando l’eredità del genio spagnolo e il suo riflesso nella cultura visiva contemporanea.

Artista internazionale, Angelo Accardi è uno dei massimi esponenti del Pop Surrealism. Negli anni ’90 avvia la sua ricerca sulla nuova figurazione, sperimentando tecniche e materiali. Nei primi anni 2000 dà vita alla serie Misplaced, in cui introduce la figura dello struzzo come metafora della paura indefinita della società liquida, concetto teorizzato da Zygmunt Bauman. Nel 2006 espone a Shanghai con il gruppo d’avanguardia TantArte e nel 2011 viene selezionato da Marco Vallora per la 54ª Biennale di Venezia. Dal 2017 collabora con Eden Gallery, esponendo a New York, Miami, Mykonos e Tel Aviv. Nel 2022 realizza il progetto di arte pubblica Poetry, con installazioni simultanee a Milano, Palermo e Venezia, chiudendo idealmente la trilogia avviata da Robert Indiana con LOVE e HOPE. Nel 2024 partecipa alla 60ª Biennale d’Arte di Venezia. Nello stesso anno, l’opera Violet viene scelta per la copertina dell’Atlante dell’Arte Contemporanea (Giunti), edizione curata dal Corporate Patron del Metropolitan Museum of Art di New York. Il 2025 si apre con una grande mostra istituzionale all’Ambrosiana di Milano, Art Crimes: installazione che ripropone in formato originale il cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello, conservato nella stessa Biblioteca Ambrosiana.

Info mostra:

Data: 17 novembre – 17 dicembre 2025

Luogo: EDEN House of Art New York, 645 Fifth Ave, New York, NY, USA

Accesso: gratuito

Artista: Angelo Accardi

Curatore: Nino Florenzano

Art advisor: Luca Carniato

General Manager: Gennaro Verdoliva Visual

Designer: Federica Barletta

“Concerto Con i Poveri”. Michael Bublè per la prima volta in Vaticano

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La VI edizione del Concerto Con i Poveri è prevista per il prossimo 6 dicembre, alle ore 17:30, in Aula Paolo VI in Vaticano, con la straordinaria partecipazione del pluripremiato artista canadese Michael Bublé.

È con immensa gioia che la Fondazione Nova Opera annuncia la VI edizione del Concerto Con i Poveri, evento annuale che unisce musica, fraternità e solidarietà, programmato in Aula Paolo VI della Città del Vaticano davanti a 8000 persone di cui 3000 meno fortunate.

Nell’Anno del Giubileo della Speranza, il Concerto Con i Poveri vedrà esibirsi per la prima volta in Vaticano Michael Bublé — voce tra le più importanti del panorama mondiale — che ha scelto di offrire la propria arte per questa speciale occasione. Sarà accompagnato da oltre 70 elementi della Nova Opera Orchestra e da 200 elementi del Coro della Diocesi di Roma, diretti da Mons. Marco Frisina, direttore artistico dell’evento.

La dimensione del concerto va oltre l’esibizione musicale: esso è pensato come gesto concreto di vicinanza ai poveri e agli esclusi. Anche quest’anno saranno protagonisti gli “ospiti d’onore”: persone in condizione di fragilità — senza fissa dimora, migranti, famiglie, persone sole o in difficoltà — invitate tramite il Dicastero per il Servizio della Carità – Elemosineria Apostolica e numerose associazioni di volontariato.

6 Dicembre 2025 ore 17:30, Aula Paolo VI  

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www.concertoconipoveri.org

Anteprima mondiale di Elettra S e avvio della produzione della nuova Lambretta J

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A EICMA 2025, il cuore pulsante dell’industria mondiale delle due ruote, Lambretta conferma il suo ruolo di icona assoluta dello stile e dell’ingegneria italiana.
Nel Padiglione 11, Stand I48, il leggendario marchio presenta due novità che uniscono passato e futuro:
Elettra S, il primo scooter elettrico completamente sviluppato da Lambretta — una fusione di eleganza, innovazione e performance a zero emissioni — e la nuova Lambretta J, l’attesissimo modello di serie ispirato all’amata J del 1964.

ELETTRA S — LA RINASCITA ELETTRICA DI UN’ICONA

Con la Elettra S, Lambretta entra nel futuro con sicurezza e stile inconfondibile.Nata dal concept presentato a EICMA 2023, la versione definitiva “S” rappresenta una dichiarazione di raffinata sostenibilità — stile con uno scopo, innovazione con un’anima.

Sotto la sua scocca in acciaio scolpito si trova un motore sincrono a magneti permanenti (PMSM) da 4,0 kW continui / 6,0 kW di picco, con una coppia straordinaria di 101 Nm che consente alla Elettra S di passare da 0 a 40 km/h in soli 10 secondi.
Con una velocità massima di 90 km/h e un’autonomia fino a 120 km in modalità Eco (sono previste tre modalità di guida, Eco, Normal e Sport), è lo scooter elettrico urbano più desiderabile della sua categoria.La ricarica è semplice e veloce: 5 ore e 40 minuti con presa domestica o 80% in appena 3 ore e 24 minuti con ricarica rapida.
La batteria NMC 72V / 4,5 kWh assicura affidabilità, mentre il peso contenuto di 132 kg, il display TFT ad alta definizione e l’illuminazione full LED completano un equilibrio perfetto tra design e tecnologia.Il patrimonio ingegneristico Lambretta si esprime nella forcella anteriore a tirante con doppio ammortizzatore e, per la prima volta su un modello moderno, in un monoammortizzatore posteriore, che garantisce una guida unica e perfettamente bilanciata.“Elettra S è molto più di uno scooter elettrico — è una dichiarazione di bellezza, potenza e consapevolezza,” afferma Walter Scheffrahn, Presidente di Lambretta. Il lancio sul mercato è previsto per la seconda metà del 2026, con un prezzo indicativo di € 6.500

LAMBRETTA J — IL RITORNO DELLA JUNIOR
Rinata da uno dei modelli più amati del marchio, la Lambretta J incarna spirito giovanile, eleganza italiana e libertà urbana.
Presentata lo scorso anno come prototipo, la J debutta ora nella sua versione definitiva — pronta a conquistare le strade nel 2026.

Ogni linea rende omaggio alla J originale del 1964, reinterpretata per una nuova generazione.
Le ampie fiancate rettangolari, il faro esagonale e la sella lunga e slanciata richiamano i modelli storici, mentre la carrozzeria in metallo e la forcella anteriore a tirante con doppio ammortizzatore assicurano il tipico feeling di guida Lambretta.
Due motori avanzati — 125cc e 200cc, quattro tempi, quattro valvole, raffreddati a liquido — uniscono affidabilità e grinta.
Elegante, vivace e accessibile, la J rappresenta la porta d’ingresso al mondo Lambretta: energia giovane avvolta in un design senza tempo.
Il lancio sul mercato è previsto per la primavera del 2026, con un prezzo indicativo di partenza di € 4.500

LA GAMMA — CELEBRAZIONE DI TRADIZIONE E INNOVAZIONE

A EICMA 2025, Lambretta presenta una vera sinfonia di design e ingegneria: Serie G-Special (G350), il modello di punta firmato da Walter Scheffrahn e Peter Beselin, che ridefinisce il concetto di scooter classico premium; Serie X (X300 & X125), futuristica, affilata e sportiva, con scocche in acciaio diamantate che reinventano la mobilità urbana; Serie V-Special (50, 125, 200), i modelli intramontabili che hanno rilanciato il successo del brand dal 2017; Racing Customs by Rimini Lambretta, due versioni speciali di G350 e X300 ottimizzate per le performance, espressione pura del DNA racing Lambretta.

LAMBRETTA OGGI — SENZA TEMPO. SENZA PAURA. GLOBALE.

Guidata dalla visione del Presidente Walter Scheffrahn, Lambretta entra in una nuova era che celebra la purezza del design, la passione meccanica e l’espansione internazionale.
Da Milano a Bangkok, da Londra a Jakarta, Lambretta continua a conquistare le strade del Sud-Est asiatico e dell’Europa, mantenendo orgogliosamente la propria anima italiana e affermandosi come un’icona moderna della mobilità. A EICMA 2025, Lambretta non si limita a presentare nuovi modelli — ridefinisce cosa significa essere una leggenda.

Ultime Notizie

CITTADUCALE: CONTROLLI DEI CARABINIERI IN MATERIA DI DIRITTO DEL LAVORO.

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Prosegue senza soluzione di continuità l’attività istituzionale dei Carabinieri del Comando Provinciale di Rieti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel corso...