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Scambio di esperienze e prospettive tra Italia e Spagna sulla tutela del patrimonio

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Il 24 ottobre l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma ha accolto una delegazione del Consiglio del Patrimonio Storico Spagnolo, composta da circa sessanta partecipanti e guidata da Ángeles Albert de León, Direttrice Generale del Patrimonio Culturale e delle Belle Arti.

L’incontro, è inserito nel programma del 97° Consiglio del Patrimonio Storico Spagnolo, organismo di cooperazione tra lo Stato spagnolo e le Comunità Autonome della Spagna, dedicato alla condivisione di informazioni, programmi e strategie per la tutela del patrimonio storico e artistico.

La visita presso l’ICR ha offerto alla delegazione l’opportunità di conoscere da vicino le attività di ricerca, restauro e formazione svolte dall’Istituto, punto di riferimento internazionale per le metodologie di conservazione dei beni culturali.

Nel corso della visita, sono stati discussi i principali temi che accomunano i due Paesi, come: la gestione del patrimonio in relazione ai cambiamenti climatici, la salvaguardia dei siti esposti a un’elevata pressione turistica, la necessità di soluzioni sostenibili e l’impiego delle nuove tecnologie applicate al restauro

Inoltre, durante l’incontro, è stata posta anche la possibilità di un accordo bilaterale di collaborazione tra la Direzione Generale del Patrimonio Culturale e delle Belle Arti spagnola e l’Istituto Centrale per il Restauro, volto a favorire lo scambio di esperienze, buone pratiche e progetti congiunti nel campo della tutela e del restauro.

L’iniziativa ha consolidato così il dialogo culturale tra Italia e Spagna, riaffermando il ruolo dell’ICR come polo di confronto internazionale sulle politiche di tutela e conservazione del patrimonio culturale.

La Galleria Principe di Napoli rivive grazie a Scottojonno

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Presentato il primo ciclo di appuntamenti del nuovo format tra cultura, mixology e alta cucina al centro di Napoli

Finalmente, la Galleria Principe di Napoli può vivere della grandeur e della bellezza per cui è stata progettata e inaugurata a fine ‘800. Luca Iannuzzi  è il titolare del locale Scottojonno, situato sotto la Galleria Principe di Napoli, oggetto di importati restauri in corso, là dove un tempo risiedeva la tesoreria del Banco di Napoli. Il nome è un omaggio a Vincenzo Scotto Jonno, che nel 1883 fondò un celebre café chantant nello stesso luogo. La kermesse “Storie da Bere: tra Arte, Miti e Sapori napoletani” è il primo evento di un format, innovativo e coinvolgente che nasce da un’idea di Iannuzzi, il quale ha voluto creare un luogo dove la storia, la cultura e la gastronomia napoletana si fondono in un’esperienza unica. Scottojonno, considerato uno dei caffè letterari più belli d’Italia, ha saputo rapidamente affermarsi come un indirizzo storico in città, pur avendo aperto solo nel 2023. Luca Iannuzzi ha plasmato uno spazio che è un vero e proprio salotto culturale, dove l’eleganza degli arredi e l’atmosfera suggestiva si uniscono a un’offerta di alta qualità, rendendolo un crocevia per artisti, intellettuali e appassionati di buon cibo e buona compagnia. “Storie da Bere” si propone come un viaggio narrativo, dove ogni serata celebra una “storia” legata all’arte, alla storia di Napoli, a leggende o tradizioni culinarie. Attraverso interventi di esperti, performance artistiche e, naturalmente, un’offerta di drink e food pensata per l’occasione, l’obiettivo è offrire un’esperienza coinvolgente che unisca cultura e convivialità.

Luca Iannuzzi così presenta il progetto: ≪ Io più che un imprenditore mi reputo un cultore di cose belle, sono un appassionato di riuso funzionale dei luoghi, nel senso che vado a caccia insieme al mio amico Eugenio Tibaldi, designer, di locali abbandonati o comunque non utilizzati che abbiano delle bellezze architettoniche o delle particolarità oppure che abbiano una storia passata molto interessante per dargli una seconda chance, una seconda vita. Diamo ai locali anche la sostenibilità economica. Scottojonno  è una biblioteca diffusa, di oltre 1800 volumi consultabili attraverso un’app≫. Continua Iannuzzi  ≪ Il locale si estende per 780 metri quadrati: al piano terra c’è  la biblioteca diffusa con il bistrò e il cocktail bar, al primo piano  un ristorante che è riportato nella guida Michelin dal giorno della sua apertura. Il tutto all’interno di un contesto che era assolutamente degradato e che noi abbiamo provato a restituirlo alla quotidianità dei residenti e delle persone che amano il centro storico di Napoli, in una strada – che io chiamo il Miglio d’Oro – che va dal museo archeologico di Napoli fino al Palazzo Reale e che  lambisce il conservatorio di San Pietro a Maiella e l’accademia delle belle arti. Pertanto questa è la vera strada della cultura napoletana, abbandonata o meglio dimenticata dai più nel primo tratto. La Galleria Principe di Napoli  ha subito tutti i degradi dalla guerra in poi e solo da poco è stata riaperta. La Galleria è un esempio, forse unico di Art Deco qui a Napoli, perfettamente conservata per cui l’ultimo intervento che inizierà a breve e che la riporterà al suo splendore consegnerà la  Galleria al futuro e mi auguro che noi saremo ancora qui con la nostra attività e avremo raggiunto l’obiettivo per il quale abbiamo lavorato per anni≫.

Dopo il successo del primo appuntamento di ottobre, dedicato alle “Storie nascoste della Galleria”, la kermesse proseguirà con un nuovo entusiasmante evento che si svolgerà il 27 novembre dal tema: “Le leggende nere di Napoli”. Un affascinante viaggio nelle leggende più misteriose, tra fantasmi e storie oscure che avvolgono la città di Napoli. Un’occasione  per esplorare il lato più enigmatico della città, accompagnati da un’offerta gastronomica e di drink studiata per l’occasione. Nel nuovissimo menù, curato dal talentuoso Chef Marco Ambrosino, ogni piatto è una narrazione, un “varco infuocato” o un “sentiero nascosto” che svela i segreti e le tradizioni culinarie di Napoli, trasformando il vitto in un’esperienza quasi mistica. Ambrosino, con la sua cucina d’autore, riesce a reinterpretare la tradizione napoletana con un tocco contemporaneo, attingendo a ingredienti locali e tecniche innovative. A completare l’offerta gastronomica, il talentuoso bartender gourmet Mirko Lamagna ha ideato una nuova e affascinante drink list, anch’essa intrisa di narrazioni e riferimenti alla cultura napoletana. I cocktail sono veri e propri “incantesimi” che promettono di rapire i sensi, equilibrando sapientemente ingredienti per creare esperienze uniche e memorabili. Da quel lontano 1883 quando il procidano Vincenzo Scotto Jonno aprì l’omonimo Café Chantant, entrato nella storia della città per glamour e mondanità, la Galleria sarà presto un luogo di ritrovo culturale come era stata progettata.

Harry di Prisco

Sempre più incertezza sulla ricollocazione della statua di San Francesco d’Assisi

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Piglio, I cittadini chiedono al Sindaco Felli d’intervenire, per tutelare il paese in questa vicenda

Più di un anno fa il 10 ottobre 2024, a seguito di lavori interni da attuarsi nell’ex convento francescano di “San Giovanni Battista”, ora sede della Comunità Nuovi Orizzonti, venne rimossa dagli stessi con il placet dell’ufficio tecnico, Sindaco e parroco, la statua a grandezza umana raffigurante San Francesco posta nel piazzale antistante l’entrata della chiesa parrocchiale. Un ‘operazione realizzata in sordina senza alcuna domanda ufficiale, l’interessamento su tale fatto, suscitò l’intervento da parte della Comunità Nuovi Orizzonti che tramite il suo rappresentante l’ing. Giuseppe Rota replicò sul nostro giornale affermando: “………..sono rimasto stupito, perché sarebbe bastato suonare al campanello della comunità Nuovi Orizzonti, chiedendo del responsabile, o domandare al parroco Don Raffaele e si sarebbe stati informati che statua e basamento venivano solo temporaneamente rimossi, al fine di iniziare le predisposizioni per prossimi lavori necessari per il convento. Oltretutto, la statua, realizzata in vetroresina, versa in condizioni ammalorate e necessita di interventi di restauro, che verranno eseguiti nel frattempo…..Tengo a precisare che la comunità Nuovi Orizzonti ha particolarmente a cuore la statua di S. Francesco, sia perchè si erge a custodia del convento da prima che vi arrivassimo e ci siamo affezionati, sia perchè siamo molto legati spiritualmente alla straordinaria figura di San Francesco e ai vari ordini di francescani, avendo anche alcuni dei nostri centri presso conventi francescani, in alcune località italiane. Non appena i lavori saranno completati, verrà ricostruito il basamento e verranno ricollocate tanto la statua quanto la stele….”. https://www.ilgiornaledellazio.it/risposta-dellass-nuovi-orizzonti-allarticolo-dopo-42-anni-rimossa-la-statua-di-san-francesco-dassisi-a-firma-di-danilo-ambrosetti-dell11-ottobre-2024/ I lavori presso la struttura conventuale sono terminati da ormai quattro mesi, e purtroppo dalla Comunità, a chi chiede quando sarà riposizionata la statua e basamento, nessuno risponde. Tecnicamente la statua dovrebbe essere stata restaurata, perché esperti di restauro di opere in vetroresina ci dicono che per una statua come quella di San Francesco, anche nello stato peggiore con ipotetici danni estesi, un restauro complesso, che coinvolge molteplici riparazioni strutturali e ricostruzioni significative, può richiedere massimo 2 mesi, è passato più di un anno!!! “Il valore di quella statua non è solo affettivo -sottolineano alcuni parrocchiani- ma anche storico. Nel 1982  in occasione dell’VIII centenario della nascita di San Francesco d’Assisi (1182 – 1982)  la comunità della Parrocchia pigliese di San Giovanni contribuì a far realizzare ed apporre dinnanzi la chiesa ed il convento una statua a grandezza umana raffigurante San Francesco d’Assisi posto su un piedistallo, un simbolo di devozione e di grande rispetto della comunità pigliese. In quell’occasione la statua venne benedetta in una cerimonia alla quale partecipò il S.Ecc. Mons. Umberto Florenzani (Vescovo di Anagni).  Per 42 anni quella statua è stata li, come un punto di riferimento e venerazione, ma nella giornata dll’10 ottobre dello scorso anno, il piedistallo venne  distrutto , con tanto di mezzo dotato di martello pneumatico, senza alcun avviso, senza alcuna domanda presso l’ufficio tecnico del Comune. Dispiace molto l’indifferenza per la vicenda mostrata dal Sindaco Mario Felli e del resto degli amministratori, quasi a comprovare che della storia di questo paese non gli importi nulla. Noi restiamo fiduciosi e chiediamo il ripristino della statua che appartiene alla comunità pigliese, pertanto chiediamo che la Comunità Nuovi Orizzonti mantenga il suo impegno, e che il Sindaco Felli tuteli i suoi cittadini e dia informazioni a riguardo”. Sarebbe bello magari che il ripristino della statua di San Francesco, si leghi agli eventi ufficializzati lo scorso 4 ottobre per gli 800 anni dalla morte del Santo di Assisi. Nel frattempo i cittadini annunciano una petizione che coinvolgerà tutto il paese.

Il The Sense Experience Resort 5*L ottiene la prestigiosa certificazione GSTC

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Un’eccellenza sostenibile nel cuore della Maremma Toscana

Il The Sense Experience Resort 5*L, gioiello dell’ospitalità toscana incastonato tra mare, pineta e natura incontaminata, ha ottenuto la certificazione GSTC (Global Sustainable Tourism Council), il più autorevole riconoscimento internazionale per il turismo sostenibile. Un traguardo che conferma la filosofia del resort: offrire un’esperienza di lusso autentico e consapevole, dove il rispetto per l’ambiente e per la comunità locale si intreccia con l’eccellenza dell’accoglienza.

Il The Sense Experience Resort è tra le strutture italiane a poter vantare la certificazione GSTC, che attesta il pieno rispetto dei più alti standard globali in materia di sostenibilità ambientale, sociale, culturale e di gestione.
Ogni dettaglio della struttura è pensato per ridurre l’impatto ambientale e valorizzare il territorio:

  • Energia pulita e gestione efficiente delle risorse: Il resort utilizza in parte energia proveniente da fonti rinnovabili, sistemi di illuminazione a basso consumo e impianti di climatizzazione a controllo intelligente. Il consumo idrico è ottimizzato grazie a un impianto ad Osmosi che produce acqua potabile da acqua salmastra e ad un sistema di recupero e riutilizzo di acque piovane per l’irrigazione.
  • Riduzione dei rifiuti e plastic free: L’intera struttura adotta politiche plastic free, con materiali compostabili, packaging sostenibile e una rigorosa raccolta differenziata.
  • Cucina a km zero e valorizzazione del territorio: Il ristorante “Eaté” propone menù stagionali realizzati con materie prime locali e biologiche, provenienti da produttori selezionati della Maremma, sostenendo così l’economia e le tradizioni del territorio.
  • Tutela della biodiversità e rigenerazione ambientale: Il resort sorge all’interno di un’area naturale protetta e promuove progetti di riforestazione della pineta costiera, oltre a collaborare con enti locali per la salvaguardia della fauna e della flora autoctone.
  • Responsabilità sociale e inclusione: The Sense promuove pratiche di benessere lavorativo, parità di genere e formazione continua del personale, insieme ad azioni concrete di sostegno alle comunità locali.

“La certificazione GSTC è per noi un riconoscimento importante, ma anche un punto di partenza per continuare a innovare nel segno della sostenibilità. Crediamo in un modello di ospitalità in cui lusso e rispetto per l’ambiente convivono in perfetta armonia, dichiaraFrancesco FiccanterriGeneral Manager della struttura.

Con la certificazione GSTC, il The Sense Experience Resort 5*L si conferma tra le strutture più sostenibili d’Italia, simbolo di un turismo che guarda al futuro con responsabilità, autenticità e amore per la natura.

Sapore d’Autunno a Sorrento: la Ricetta che celebra la Campania più autentica

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Un inno alla stagionalità e alla raffinatezza mediterranea firmato Alfonso Pepe

L’autunno profuma di eleganza e tradizione all’Hotel Ara Maris 5*L di Sorrento, dove lo chef Alfonso Pepe celebra i colori e i sapori della stagione con un piatto che racconta la Campania più autentica attraverso l’arte dell’alta cucina contemporanea. La sua Guancetta di maialino nero Casertano brasata al vino rosso, servita su un morbido cremoso di patate e impreziosita da un leggero porro croccante, è un incontro di profumi intensi e consistenze avvolgenti: un’ode alla lentezza, alla materia prima e al gusto profondo della terra. Un piatto che unisce la dolcezza del maialino nero alla rotondità del vino rosso, la vellutata delicatezza del cremoso alla nota fragrante del porro, per un’esperienza che parla di territorio, emozione e identità mediterranea.

Una ricetta che scalda il cuore e conquista il palato, perfetto per celebrare la stagione dei colori intensi e dei sapori profondi. La protagonista è la guancia del maialino nero Casertano, razza autoctona dal gusto inconfondibile e dalla carne tenera e succulenta. Dopo una delicata pulizia, lo chef la fa tostare in padella per sigillarne i sapori, poi la lascia brasare lentamente per tre ore in un profumato vino rosso insieme a sedano, carote e cipolla. Le note aromatiche di alloro e timo completano la cottura, regalando al piatto un bouquet di profumi che evocano la terra e le vigne campane. A dare equilibrio e morbidezza, il cremoso di patate, realizzato con patate setacciate e mantecate al burro, sale e pepe, che diventa la base vellutata su cui adagiare la guancia. Il tocco finale è il porro croccante, tagliato a julienne, immerso nel latte e poi fritto dolcemente: una carezza croccante che esalta la morbidezza della carne e la rotondità del fondo di cottura ridotto.

Nel piatto si fondono tradizione e raffinatezza, in un’armonia di contrasti: il morbido e il croccante, il dolce e il sapido, il calore del vino rosso e la freschezza erbacea del timo.

Ogni boccone racconta un viaggio tra i sapori del territorio campano, reinterpretati con eleganza e tecnica.

GUANCETTA DI MAIALINO NERO CASERTANO BRASATA AL VINO ROSSO, CREMOSO DI PATATE E PORRO CROCCANTE

Ingredienti per 4 persone

Per la guancetta di maialino nero Casertano

  • Guancia di maialino nero Casertano: 400 g
  • Sedano: 50 g
  • Carote: 100 g
  • Cipolla: 50 g
  • Vino rosso: 2 L
  • Olio extravergine d’oliva: q.b.
  • Alloro: 1 foglia
  • Timo: 1 rametto
  • Porro: q.b.
  • Sale: q.b.

Per il cremoso di patate

  • Patate: 250 g
  • Burro: 125 g
  • Sale e pepe: q.b.

Procedimento

Pulire le guance dal grasso in eccesso, quindi tostarle in padella con un filo d’olio extravergine per sigillarne i succhi.

In un tegame a parte, preparare un trito di sedano, carote e cipolla e farlo soffriggere lentamente fino a doratura. Unire le guance rosolate, sfumare con il vino rosso fino a copertura, aggiungere alloro e timo e cuocere a fuoco lento per circa 3 ore.

Lessare le patate, passarle al setaccio e mantecarle con burro, sale e pepe fino a ottenere una consistenza vellutata. Tenere in caldo.

Tagliare il porro a julienne sottile, immergerlo nel latte per qualche minuto, poi friggerlo in olio a 130°C fino a doratura. Scolare su carta assorbente e salare leggermente.

Quando le guance sono tenere, filtrare il fondo di cottura, ridurlo sul fuoco e aggiustare di sale.

Adagiare al centro del piatto un morbido strato di cremoso di patate, disporre sopra la guancia brasata, nappare con il suo fondo lucido e completare con il porro crocca

La Guancetta di maialino nero Casertano è una delle nuove proposte del menu autunnale del ristorante Cora Bistrot dell’Hotel Ara Maris 5*L, dove l’esperienza gastronomica si unisce alla vista mozzafiato sul Golfo di Sorrento, tra luce, eleganza e sapori mediterranei.

Mostra Nazionale del Tartufo: San Miniato celebra l’eccellenza

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Tre weekend di novembre dedicati al Re della tavola, ai sapori d’autunno e alle specialità locali

La Toscana, con i suoi borghi sospesi nel tempo, paesaggi da cartolina e una cucina capace di conquistare ogni palato, è una delle regioni più autentiche d’Italia. In autunno, la sua magia si intensifica, e proprio in questa stagione va in scena uno degli eventi più attesi dagli amanti del buon cibo: la 54ª Mostra Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato. Il suggestivo borgo toscano si trasforma in un laboratorio a cielo aperto, dove è possibile degustare, acquistare e scoprire il celebre “Diamante della Terra”. Per vivere appieno l’esperienza, il soggiorno ideale è all’FH55 Grand Hotel Mediterraneo, punto di partenza perfetto per esplorare le meraviglie della Toscana tra gusto, cultura e paesaggi indimenticabili.

L’autunno è la stagione che meglio racconta l’anima più autentica della Toscana. È il tempo in cui la campagna si accende di sfumature dorate e ramate, i boschi si vestono di ocra e castagna, e l’aria si riempie di profumi inconfondibili di legna, funghi e mosto. In questo scenario, l’autunno toscano diventa una sinfonia di colori e sapori, un viaggio nei sensi che trova la sua massima espressione a San Miniato, nel cuore delle colline pisane. Tra Firenze e Pisa, San Miniato si erge su un colle da cui lo sguardo spazia fino al mare e all’Appennino. Il borgo, con le sue torri medievali, i palazzi rinascimentali e le strette vie lastricate, è un piccolo scrigno di storia, arte e cultura, passeggiare tra le sue stradine significa fare un viaggio nel tempo, tra scorci che sembrano usciti da una cartolina e botteghe dove ancora si respira il profumo del legno, del pane appena sfornato, del vino nuovo. Ed è proprio qui che, ogni anno, va in scena uno degli appuntamenti più attesi del panorama enogastronomico italiano: la Mostra Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato, che quest’anno giunge alla sua 54ª edizione ed è in programma nei weekend dell’8-9, 15-16 e 22-23 novembre 2025. Un evento che non è solo una fiera, ma una vera e propria celebrazione della cultura del gusto e delle tradizioni locali.

Durante la Mostra, l’intero centro storico si trasformerà in un grande palcoscenico a cielo aperto in cui piazze, vicoli e cortili si riempiranno di stand gastronomici, botteghe artigiane e mercatini dove si potranno scoprire e degustare i sapori tipici del territorio, nonché assaggiare, acquistare e conoscere da vicino il “Re della Tavola”. Il suo profumo intenso ed inconfondibile, si diffonderà ovunque, accompagnato da quello di piatti tipici preparati sul momento come i tagliolini al tartufo, le uova al tegamino, i crostini e le carni succulente aromatizzate con le sue scaglie dorate. Chi desidera portare a casa un ricordo gustoso, potrà acquistare tartufi freschi direttamente dai tartufai locali, garantiti e certificati secondo la normativa regionale: ogni esemplare viene, infatti, controllato e valutato per freschezza e qualità, e i visitatori potranno farsi consigliare dai produttori stessi su come conservarlo e utilizzarlo in cucina. Inoltre, molte botteghe del centro storico e aziende agricole del territorio, proporranno prodotti derivati come oli aromatizzati al tartufo, salse, burri, miele e salumi tartufati, perfetti per chi vuole gustare questo aroma anche a casa. Durante i weekend dedicati al Tartufo, non mancheranno showcooking con chef stellati, laboratori sensoriali e degustazioni guidate che renderanno l’esperienza ancora più completa. Gli appassionati potranno anche partecipare alle escursioni nei boschi per vivere in prima persona l’emozione della caccia al tartufo, accompagnati dai tartufai e dai loro inseparabili cani, veri protagonisti di questa tradizione millenaria.

Il Tartufo Bianco di San Miniato è tra i più rinomati al mondo per la sua intensità aromatica e la straordinaria complessità del suo profumo, cresce spontaneamente nei boschi che circondano il borgo, grazie ad un microclima unico, caratterizzato da terreni calcarei, umidità costante e un ricco intreccio di querce, pioppi e salici. La sua raccolta, che si svolge da ottobre a dicembre, è un rito antico, tramandato di generazione in generazione. Non a caso, la storia racconta che proprio qui, nel 1954, fu ritrovato uno dei più grandi tartufi mai documentati, dal peso di oltre 2,5 kg, destinato a finire sulle tavole del presidente statunitense Dwight Eisenhower: un aneddoto che ancora oggi è simbolo dell’orgoglio e della ricchezza di questo territorio. Partecipare alla Mostra del Tartufo Bianco di San Miniato significa immergersi in un’esperienza che va oltre il gusto: è un viaggio nella memoria e nell’identità più profonda della Toscana, è l’odore della terra umida dopo la pioggia, il calore dell’accoglienza toscana, il sorriso dei tartufai e la luce dorata che, al tramonto, accarezza le colline. Tra una passeggiata tra le bancarelle, un bicchiere di vino condiviso in una vecchia osteria e una chiacchierata con chi il tartufo lo cerca da una vita, ogni momento diventa un ricordo, ogni sapore un’emozione.

Per chi desidera vivere appieno l’atmosfera autunnale toscana e approfittare della Mostra del Tartufo Bianco di San Miniato, l’ideale è soggiornare all’ FH55 Grand Hotel Mediterraneo di Firenze, un elegante hotel affacciato sull’Arno, a circa 40 minuti d’auto dal borgo di San Miniato. La posizione è perfetta per coniugare la scoperta dei sapori toscani con il piacere di soggiornare nel cuore di una delle città d’arte più amate al mondo.

Si chiude con successo il secondo convegno dell’evento “Sulle Onde del Gusto”

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Successo per il secondo convegno “Sulle Onde del Gusto” a Conca della Campania: Copagri Campania valorizza agricoltura, pesca e turismo sostenibile
Successo per il secondo convegno “Sulle Onde del Gusto” a Conca della Campania: Copagri Campania valorizza agricoltura, pesca e turismo sostenibile

Tre giornate di confronto e valorizzazione del territorio: successo per il Convegno Copagri Campania

Grande partecipazione e vivo interesse hanno caratterizzato la seconda edizione dell’evento “Sulle Onde del Gusto”, svoltosi dal 23 al 25 ottobre presso la suggestiva Tenuta Terra Tefra di Conca della Campania (Caserta), con il patrocinio della Regione Campania. L’iniziativa, promossa da Copagri Campania e fortemente voluta dal Presidente Regionale Salvatore Ciardiello, ha rappresentato un’importante occasione di dialogo tra istituzioni, operatori del settore agricolo, ittico, turistico e della ristorazione.

Un evento che unisce terra e mare

Il convegno ha evidenziato le potenzialità del territorio campano, promuovendo sinergie concrete tra agricoltura, pesca, turismo e ristorazione, in un’ottica di sviluppo sostenibile e valorizzazione delle eccellenze locali. La Presidente Angela Pisacane (Copagri Salerno e rete d’impresa 100Moggi) ha aperto i lavori sottolineando l’importanza di una gestione responsabile delle risorse ittiche e il valore del pescato locale come patrimonio economico, culturale e ambientale.

Interventi di rilievo e testimonianze dirette

Durante le tre giornate si sono susseguiti interventi istituzionali e tecnici, tra cui quelli dei sindaci di Conca della Campania e Tora e Piccilli, della biologa nutrizionista Dott.ssa Anna Folco, del Presidente della Cooperativa Pescatori Vincenzo Porzio, e del Segretario Regionale Uila Emilio Saggese. Particolarmente apprezzata la presentazione del progetto “100Moggi”, una rete d’impresa che promuove la filiera corta, i prodotti a km 0 e l’integrazione tra economia circolare e turismo sostenibile.

Organizzazione e accoglienza a cura dell’AMIRA

L’organizzazione è stata curata con grande professionalità dalla sezione AMIRA di Napoli, provincia e altre zone della Campania, diretta da Dario Duro. L’Associazione Maître Italiani Ristoranti e Alberghi ha gestito la logistica, l’accoglienza degli ospiti, il servizio di sala e il servizio sommelier, contribuendo in modo decisivo alla riuscita dell’evento.

Le degustazioni, curate con maestria dall’Agrichef Enza Di Nardo, hanno valorizzato i prodotti tipici campani e il pescato locale, accompagnate dalle spiegazioni tecniche del Maître Sommelier Pasquale Brillante, maestro dei vini AMIRA, creando un’esperienza gastronomica di alto livello.

Un convegno che guarda al futuro

A chiudere i lavori, il Presidente Salvatore Ciardiello ha ribadito l’impegno di Copagri Campania nel sostenere la crescita del comparto agricolo e ittico, incentivando percorsi di innovazione, formazione e crescita sostenibile, rafforzando il legame tra territorio e comunità locale.

Un ringraziamento speciale è stato rivolto a tutti i partecipanti, ai relatori e alle istituzioni che hanno condiviso con entusiasmo questa seconda edizione di “Sulle Onde del Gusto”, confermandola come un appuntamento di riferimento per la valorizzazione del territorio campano.

Luigi Zeno porta in tavola solidarietà e gusto con il Pastificio Rosiello contro il bullismo

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Luigi Zeno, giovane attore protagonista su Netflix, e il Pastificio Rosiello insieme contro il bullismo nelle scuole italiane con il progetto Pausa Caffè
Luigi Zeno, giovane attore protagonista su Netflix, e il Pastificio Rosiello insieme contro il bullismo nelle scuole italiane con il progetto Pausa Caffè

Dal cuore del Sannio al cuore delle scuole italiane, il Pastificio Rosiello, tra i più importanti d’Italia per storia e qualità, si schiera al fianco del giovane attore Luigi Zeno nel progetto nazionale “Pausa Caffè contro il bullismo”, promosso dall’Associazione Dagal Creations APS, riconosciuta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Una tappa speciale: Ottaviano

Il Pastificio Rosiello sarà protagonista alla tappa del 7 novembre presso l’ISIS Luigi De Medici di Ottaviano, sostenendo l’iniziativa con la propria presenza e con il proprio prodotto, simbolo di convivialità, tradizione e impegno civile.

Tradizione e responsabilità sociale

Fondato nel 1928 a Benevento da Cosimo Rosiello, il nostro pastificio ha attraversato tre generazioni, unendo tecniche artigianali e innovazione industriale. Oggi produciamo oltre 135 tonnellate di pasta al giorno, esportando il sapore italiano autentico in tutta Europa. Riconosciuto con l’Ercole d’Oro nel 1971, Rosiello è sinonimo di eccellenza, qualità certificata e impegno sociale.

Pausa Caffè contro il bullismo: la pasta che unisce

Nel 2025, Rosiello affianca il progetto Pausa Caffè contro il bullismo, un tour educativo e culturale che attraversa gli istituti scolastici italiani con l’obiettivo di prevenire il bullismo attraverso l’ascolto, l’arte e la parola. Il progetto coinvolge studenti, docenti e famiglie in percorsi di consapevolezza emotiva e cittadinanza attiva.

Luigi Zeno: talento, impegno e successo

Classe 2007, Luigi Zeno è uno dei volti emergenti più promettenti del panorama italiano. È protagonista del progetto “Pausa Caffè contro il bullismo”, portando la sua voce e la sua esperienza nelle scuole italiane per sensibilizzare i giovani attraverso l’arte e la parola, con il cortometraggio La Linea Sottile, diretto da Umberto Santacroce, in cui interpreta Francesco, un adolescente vittima di bullismo. 

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti:

  • Premio al Parlamento Europeo
  • Premio al Senato della Repubblica
  • Premio Fratelli De Filippo
  • Premio Bulli ed Eroi – Attore La Parola in Scena
  • Premio Award Contro il Bullismo e Testimonial di Bulli ed Eroi
  • Premio Picentia Short Film Festival – Miglior Giovane Attore 2025
  • Premio Vesuvio D’Oro – Luce contro il bullismo per l’impegno sociale

Luigi Zeno protagonista su Netflix

A soli 18 anni, Luigi Zeno è anche protagonista della nuova serie originale Netflix “La Scuola”, diretta da Ivan Silvestrini (regista di Mare Fuori) e prodotta da Picomedia. Ambientata negli anni ’90, la serie racconta le storie di otto cadetti della Scuola Militare Nunziatella di Napoli, tra disciplina, amicizie, sogni e sfide personali. Zeno interpreta uno dei ruoli principali, portando sullo schermo intensità, autenticità e una presenza scenica sorprendente.Nel cast Luigi Zeno, Cristiana Capotondi, Massimiliano Gallo, Irene Maiorino , Beatrice Savignani, Raiz.

Luigi Zeno e il Pastificio Rosiello: insieme per un’Italia che ascolta, che educa e che protegge. Perché contro il bullismo servono arte, coraggio e comunità. E anche un buon piatto di pasta.

Piena solidarietà ai compagni e alle compagne della CGIL aggrediti verbalmente e minacciati nei pressi delle sedi di Monteverde e di via Appia nella giornata di ieri

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Questi episodi gravissimi si susseguono sempre con più frequenza e prendono di mira non solo il sindacato ma i suoi valori ed il suo operato nei territori.
Il rischio di una normalizzazione di queste aggressioni è direttamente proporzionale al silenzio e alla indifferenza che c’è da parte degli organi di informazione e delle istituzioni.
Dobbiamo tenere alta l’attenzione

Rinnovato il Direttivo della Categoria GS Agenti – Confartigianato Rieti: Andrea Lucio Giulivi è il nuovo Presidente

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Si è svolta presso la sede di Confartigianato Imprese Rieti la riunione della categoria GS Agenti – Confartigianato Rieti, che ha registrato un’ampia e partecipata presenza di operatori provenienti da tutto il territorio provinciale.

All’ordine del giorno, il rinnovo del Presidente e del Consiglio Direttivo di categoria. Dopo i ringraziamenti al presidente uscente Matteo Antonelli per l’impegno e il lavoro svolto negli ultimi anni, l’assemblea ha eletto Andrea Lucio Giulivi come nuovo Presidente della Categoria GS Agenti – Confartigianato Rieti.

Nel corso della riunione è stato inoltre rinnovato il Consiglio Direttivo, che risulta così composto:

Matteo Antonelli (Vicepresidente), Gianluca Fioroni, Simone Bernardini, David Di Giuliani, Matteo Papi e Jasmin Dessi.

Durante l’incontro si è sviluppato un confronto approfondito sul ruolo e sull’identità della categoria, sottolineando come la figura dell’agente immobiliare sia strettamente connessa al mondo dell’artigianato. Gli agenti, infatti, muovono ogni anno centinaia di compravendite che generano un importante indotto economico, collaborando quotidianamente con artigiani, tecnici e professionisti di diversi settori.

È stato inoltre evidenziato il valore sociale della professione, che contribuisce in modo concreto alla promozione del territorio e alla valorizzazione del patrimonio edilizio, diventando un elemento chiave nei processi di rigenerazione urbana e di rilancio dell’economia locale.

Il Direttore di Confartigianato Imprese Rieti, Maurizio Aluffi, ha confermato la piena disponibilità e il sostegno dell’Associazione alle iniziative proposte dalla categoria, in particolare a quella — molto sentita — di istituire una forma di praticantato regolamentato per chi desidera intraprendere la professione di agente immobiliare.

«Ho una passione autentica per questa professione e credo nel suo valore pubblico – dichiara il neopresidente Andrea Lucio Giulivi -. Mi impegnerò perché la categoria sia pienamente riconosciuta, regolata e tutelata al pari delle altre. In concreto, lavoreremo per rafforzare i requisiti abilitanti e i controlli previsti dalla legge sulla mediazione (L. 39/1989), dalle modalità operative introdotte dal D.M. 26 ottobre 2011 (SCIA e iscrizione nel Registro Imprese/REA), nel pieno rispetto del Codice Civile (artt. 1754–1765) e degli obblighi antiriciclaggio del D.Lgs. 231/2007. Punteremo inoltre su formazione continua e praticantato regolamentato per l’accesso alla professione. È una categoria giovane, spesso lasciata a sé stessa: vogliamo restituirle dignità istituzionale, tutele effettive e il giusto riconoscimento del suo ruolo economico e sociale».

La riunione si è conclusa in un clima di partecipazione ed entusiasmo, con la consapevolezza che la categoria degli agenti immobiliari rappresenta oggi un pilastro strategico per l’economia locale, fortemente integrato nel tessuto produttivo e sociale della provincia di Rieti.

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