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Edy Angelillo e Michele La Ginestra in “La matematica dell’amore” dal 23 ottobre al 2 novembre 2025

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Edy Angelillo e Michele La Ginestra in “La matematica dell’amore” dal 23 ottobre al 2 novembre 2025
Edy Angelillo e Michele La Ginestra in “La matematica dell’amore” dal 23 ottobre al 2 novembre 2025

Edy Angelillo e Michele La Ginestra dal 23 ottobre al 2 novembre 2025

in

La matematica dell’amore

di Adriano Bennicelli

regia Enrico Maria Lamanna

una produzione Fondazione Sipario Toscana Onlus

Una super coppia, collaudata sul palcoscenico, torna di nuovo insieme in un spettacolo dedicato all’amore.

Dopo aver vissuto insieme l’esperienza di “Rugantino” gli artisti Edy Angelillo e Michele La Ginestra approdano al Teatro Golden con una nuova commedia diretta da Enrico Maria Lamanna “La matematica dell’amore”, di Adriano Bennicelli e prodotta da Fondazione Sipario Toscana Onlus, in scena dal 23 ottobre al 2 novembre 2025 nello spazio culturale di via Taranto (quartiere San Giovanni)  diretto da Andrea Maia.

Lo spettacolo, assolutamente da non perdere, narra le vicissitudini di un uomo che alle soglie della pensione fa un po’ il consuntivo della sua vita. È una storia d’amore, di matematica, di paura di invecchiare.

Lo accompagna una donna da quando erano bambini.

Edy Angelillo e Michele La Ginestra dal 23 ottobre al 2 novembre 2025

Tom e Jerry, l’uomo e la donna… bambini, adulti, vecchi. Lei e il suo giocare con tutto sono l’eccezione.

Lui e il suo rifiuto della matematica sono la regola.

Uno spettacolo brillante, con risvolti dolci-amari, per divertirsi e per riflettere, per sorridere insieme a due grandi, amatissimi, attori come Edy Angelillo e Michele La Ginestra. 

Orari spettacoli

  • giovedì – venerdì ore 21.00
  • sabato ore 17.00 e 21.00
  • domenica ore 17.00

indirizzo 

Via Taranto, 36 – Roma 00182

telefono / whatsapp 

06.70493826

mail 

info@teatrogolden.it

L’eccellenza a pranzo con Serrae Villa Fiesole

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Due chef stellati, una sola grande esperienza gastronomica

Il Ristorante Serrae Villa Fiesole, una stella Michelin dell’FH55 Hotel Villa Fiesole, ospita l’appuntamento gourmet “I Sapori della domenica” con un evento speciale che si terrà domenica 9 novembre, inaugurando con l’occasione anche la nuova apertura domenicale a pranzo. Protagonisti di questo esclusivo evento saranno gli chef Antonello Sardi, guida creativa di Serrae, e Valentino Cassanelli, Executive Chef del Lux Lucis, ristorante stellato dell’Hotel Principe Forte dei Marmi. Due interpreti d’eccezione, uniti da una visione comune: una cucina elegante, profonda e capace di raccontare il territorio attraverso materie prime selezionate con cura minuziosa.

Lo chef Antonello Sardi, al timone della cucina stellata del Serrae Villa Fiesole, insieme al collega chef Valentino Cassanelli del ristorante stellato Lux Lucis, propongono un percorso degustazione che è un intenso viaggio sensoriale. Sardi porta in tavola l’anima autentica delle colline toscane, declinata con rigore e poesia, mentre Cassanelli arricchisce il percorso con sfumature sorprendenti e un tocco di raffinata intensità. Il loro dialogo culinario è un viaggio fatto di equilibri sapidi e dolcezze vegetali, di mare e monti, una sinergia che esalta l’identità delle rispettive cucine in ogni piatto.

Un percorso gastronomico che attraversa i profumi del bosco, le suggestioni orientali e la creatività toscana più autentica. Il viaggio inizia con un piatto che sa di terra e di tradizione: funghi porcini nostrali avvolti da patate e porri, accompagnati da un pane croccante al prezzemolo e dal tocco aromatico della nipitella, per un equilibrio perfetto tra morbidezza e freschezza erbacea.

Si prosegue con un risotto in tom yum, un incontro sorprendente tra l’Oriente e la Toscana. I ricci di mare donano una dolcezza marina che si sposa con la vivacità agrumata della zuppa tailandese, mentre il tartufo nero toscano aggiunge profondità e carattere, creando un’armonia di profumi e sensazioni.

Le pappardelle all’uovo con fave di cacao sono un omaggio alla creatività contemporanea: la carne d’anatra muta dell’Azienda Agricola Orto Torto di Firenzuola si intreccia con la nota intensa del cacao e la freschezza dei lamponi, mirtilli e bergamotto, dando vita a un piatto elegante, complesso e sorprendentemente equilibrato.

Il viaggio continua con un maialino da latte dalla carne tenerissima, servito con un agresto di mango che ne esalta la dolcezza e un peposo di cinghiale dal carattere deciso, in un perfetto incontro tra tradizione toscana e richiami esotici.

A chiudere il percorso, un cremoso al Baileys e caffè che conquista al primo assaggio: la dolcezza vellutata della crema si fonde con la banana, le arachidi caramellate e lo yogurt del Palagiaccio, in un finale goloso e avvolgente.

Il Menu degustazione :

  • Funghi porcini nostrali, patate, porri, pane croccante al prezzemolo e nipitella (Antonello Sardi)
  • Risotto in tom yum con ricci di mare e tartufo nero toscano (Valentino Cassanelli)
  • Pappardelle all’uovo con fave di cacao, anatra muta dell’Azienda Agricola Orto Torto di Firenzuola, lamponi, mirtilli e bergamotto (Antonello Sardi)
  • Maialino da latte con agresto di mango e peposo (Valentino Cassanelli)
  • Cremoso Baileys e caffè, banana, arachidi caramellate e yogurt dell’Azienda Palagiaccio (Antonello Sardi)

Caffè espresso

Piccola Pasticceria

Euro 149,00

Abbinamento con Louis Roederer Maison Fondée en 1776

Consigliati dal sommelier, in aggiunta alla carta dei vini che è a disposizione:

1 Calice di Louis Roederer 245 con Antipasto

2 Calici di Louis Roederer Rosé

1 Calice di Louis Roederer Millesimato 2017

Euro 259,00

Un menù degustazione da vivere come un racconto sensoriale, dove ogni piatto diventa un capitolo di gusto, memoria e ispirazione. Il tutto si consuma nella magica atmosfera del Ristorante Serrae Villa Fiesole, che dal 9 novembre aprirà anche la domenica a pranzo: un luogo dove la vista panoramica mozzafiato si unisce a un design elegante e raffinato, offrendo agli ospiti un’esperienza unica che celebra la bellezza del territorio toscano in ogni dettaglio.

Il famoso critico d’arte Battaglia La Terra Borgese disegna Paul Cézanne (22 ottobre 1906)

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Paolo Battaglia La Terra Borgese

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Paolo Battaglia La Terra Borgese, critico d’arte tra i più noti, ammirato e celebrato sul web da autorevoli quotidiani, disegna Cézanne (Aix-en-Provence, 22 OTTOBRE 1906)

Paolo Battaglia La Terra Borgese, scrittore, figura intellettuale di spessore internazionale, capace di esercitare una profonda influenza nell’ambito della critica artistica, noto pensatore, studioso di problemi a livello filosofico che agisce anche nel campo dell’editoria, della cultura e della curatela di mostre, scrive oggi del Cézanne.

E come sempre l’opera di Battaglia La Terra Borgese anche oggi si proietta ad allenare sia i suoi lettori colti (artisti, galleristi, collezionisti e accademici), sia il suo pubblico generico fatto di appassionati e neofiti che necessitano di guide comprensibili, aiutandoli a rilevare primati, identità, radici storiche dell’Italia e oltre. Famoso per la sua visione della critica artistica che considera strumento di cambiamento culturale, il critico ricorda qui la scomparsa del pittore francese Paul Cézanne.

Il critico d’arte, in occasione di questa ricorrenza legata a Paul Cézanne, dunque, puntualmente, anche questa volta, offre una visione che intreccia arte e riflessione culturale, un punto di riferimento per comprendere dinamiche critiche; e come sempre interviene su temi legati all’arte contemporanea vs tradizione, su movimenti artistici e sulla connessione tra arte e società: qui l’Impressionismo e la protesta.

Si sa: Battaglia La Terra Borgese è celebre proprio perché collega arte (ma anche massoneria) e storia civile italiana: “la critica artistica non deve limitarsi all’estetica”, ama sottolineare. Il critico è, infatti, solito richiamare aspetti sociologici, etici, politici nell’arte e nella cultura: “L’ignoranza crea prepotenza e malgoverno” è una sua frase. Battaglia,abituato a scrivere non solo di pittura/scultura si esprime su temi culturali più ampi come la libertà di stampa, i diritti, la difesa dei meno abbienti, solo per citarne alcuni. A noi, qui, Battaglia La Terra Borgese, offre, su quanto detto, un’interpretazione critica dell’opera di Cézanne per rendere l’arte più accessibile e stimolare una discussione più profonda: “La sua pittura rivela una costante preoccupazione compositiva”, afferma il noto critico d’arte.

Paul Cézanne, come Degas – tra parentesi – era figlio di un banchiere, di Aix-en-Provence (dove era nato nel 1839) si era trasferito a Parigi per sottrarsi alla famiglia che voleva avviarlo agli studi di legge.

Cominciò a dipingere grandi tele di ispirazione romantica, con colori cupi, ben lontani da quelli che sarebbero comparsi poi sulla sua tavolozza di impressionista. A poco a poco però, sotto l’influenza degli amici, anche Cézanne accettò le tinte chiare e i toni puri, fino a diventare il più rigoroso del gruppo impressionista (Renoir, Monet, Degas, Manet, Pissarro, Sisley e tutti gli altri).

Poi, sempre inquieto, sempre insoddisfatto, fu il primo ad allontanarsi dallo spirito idillico degli Impressionisti per fare una pittura più costruita e meditata. Da lui deriverà tutta l’arte moderna.

Eppure dipingere, gli costava fatica; rifaceva cento volte i suoi quadri o li distruggeva a metà dell’opera. Cézanne aveva un carattere difficile.

Quando si riconobbe nell’artista che fallisce, descritto da Emilio Zola nel suo romanzo, L’Œuvre (L’Opera), Cézanne si offese e non volle più incontrare lo scrittore, che era stato suo amico d’infanzia. Zola non era stato un buon profeta. Cézanne divenne un innovatore e la pittura moderna lo considera il suo maestro.

Il primo a intuire il suo valore fu quel mercante, Ambroise Vollard, che acquistò le opere di Cézanne quando nessuno lo degnava di uno sguardo.

Cézanne, con Manet e Degas, fu lo strumento principale di cambiamento culturale su temi legati all’arte contemporanea vs tradizione dell’epoca, alias (s)connessione tra arte e società: conclusioni dello studio di Paolo Battaglia La Terra Borgese.

Manet e Degas – due tra gli Impressionisti – che provenivano dalla ricca borghesia parigina.

Édouard Manet, nato nel 1832, non “sentì” mai la pittura accademica. Da uomo del suo tempo, voleva dipingere quello che cadeva sotto i suoi occhi: le belle signore, i caffè, i teatri, la gente in vacanza. Anche nei paesaggi gli piaceva mettere sempre qualche figura in primo piano per mostrare le sue qualità di ritrattista. Poiché vedeva “giusto”, si trovò senza volerlo contro l’arte ufficiale ma lui, Manet, aspirava solo a conquistarsi la fama di “pittore borghese”.

Edgar Degas, che vide la luce nel 1834, era figlio di un ricco banchiere di Parigi. Per tutta la sua giovinezza fece della pittura “classica”, il che gli servì comunque a sviluppare le sue doti eccezionali di disegnatore. In seguito, a contatto con gli Impressionisti, comprese l’importanza del colore e ne approfondì lo studio, ma senza dimenticare il suo gusto della forma e della composizione. Le sue ballerine in tutù, le cantanti da caffè concerto, i cavalieri alle corse, i ritratti degli amici, anche se resi con rapide pennellate o tratti nervosi di pastello o di matita, sono sempre e soprattutto dei capolavori di disegno. Modernissimo, addirittura un precursore, Degas “tagliava” le sue immagini in modo da dare l’impressione che la vita continuasse anche oltre il quadro: sono quelle famose “tranches de vie” (fette di vita), che anticipano in un certo senso il nostro attuale linguaggio cinematografico.

Tesori dei Faraoni: l’Antico Egitto approda a Roma

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Alle Scuderie del Quirinale un viaggio straordinario tra i misteri e la magnificenza della civiltà dei faraoni

La Capitale si prepara ad accogliere un evento di eccezionale rilievo: dal 24 ottobre 2025 al 3 maggio 2026, le Scuderie del Quirinale ospiteranno la mostra “Tesori dei Faraoni”, un affascinante percorso attraverso oltre 130 reperti originali provenienti dai musei più importanti d’Egitto. Dalle tombe reali di Tebe alle rive del Nilo, dalle statue monumentali ai raffinati gioielli funerari, la mostra racconta più di tremila anni di storia, spiritualità e arte, portando nella capitale il fascino senza tempo della civiltà che più di ogni altra ha segnato l’immaginario collettivo. Il punto di partenza perfetto per visitare la mostra è l’FH55 Grand Hotel Palatino, elegante struttura situata nel cuore di Roma, a pochi passi dal sito espositivo.

A Roma si può letteralmente camminare attraverso la storia, ogni angolo della capitale racconta più di 2500 anni di civiltà: dall’età repubblicana a quella imperiale, dal medioevo al barocco passando dal rinascimento, ogni passo nella Capitale rivela la grandezza di un passato che continua a vivere nel presente. Nello straordinario scrigno della Città Eterna, sono contenuti alcuni tra i monumenti più belli del mondo, regalando a tutti i visitatori un’esperienza senza pari. Tra antiche vestigia e capolavori d’arte, la Capitale non smette mai di stupire, accogliendo nel suo cuore eventi e mostre di fama internazionale che arricchiscono ulteriormente il suo inestimabile patrimonio culturale. È in questo scenario unico al mondo che, a partire da venerdì 24 ottobre 2025, andrà in scena la mostra “Tesori dei Faraoni”, un’immersione affascinante nell’Antico Egitto, capace di intrecciare le meraviglie del passato con la magia senza tempo di Roma.

Curata dall’egittologo Tarek El Awady, la mostra offre al pubblico un’imperdibile occasione per ammirare gran parte dei capolavori più preziosi dell’antica civiltà egizia, alcuni esposti per la prima volta in Italia, ripercorrendo le tappe fondamentali della civiltà faraonica fino ai fasti del Nuovo Regno e del Terzo Periodo Intermedio, e, includendo le più importanti scoperte archeologiche emerse negli ultimi anni.

L’allestimento si sviluppa attraverso sei sezioni tematiche, ognuna delle quali racconta un aspetto fondamentale dell’antica civiltà egizia: il potere sacro dei faraoni, la struttura sociale, la vita spirituale, i rituali connessi all’aldilà e le scoperte archeologiche più recenti che continuano a svelarne i segreti. Il percorso riunisce 130 capolavori in arrivo dai principali musei egiziani tra cui il Museo Egizio del Cairo e il Museo di Luxor, arricchiti dal contributo del Museo Egizio di Torino, che espone un manufatto di eccezionale valore storico e artistico.

Tra i capolavori esposti, spicca la monumentale scultura della Triade di Micerino, datata all’Antico Regno, è un gruppo scultoreo monumentale in diorite nera che raffigura il faraone Micerino affiancato dalle dee Hathor e Bat, simbolo del potere regale, della protezione divina e dell’armonia cosmica. Di grande rilievo è anche il sarcofago d’oro della regina Ahhotep, proveniente dal Nuovo Regno, che testimonia la ricchezza e l’eleganza delle sepolture reali, affiancato dalla sua celebre Collana delle Mosche d’Oro, simbolo del prestigio e del ruolo militare della sovrana. La mostra presenta inoltre la maschera funeraria d’oro di Amenemope, straordinario esempio di oreficeria e simbolo di immortalità, e il sarcofago d’oro di Thuya, nonna del faraone Akhenaton, con raffinate decorazioni che raccontano la devozione e l’importanza dei legami familiari all’interno della corte reale. Non meno straordinaria è la copertura funeraria d’oro del faraone Psusennes I, appartenente al Terzo Periodo Intermedio, finemente intarsiata con geroglifici e simboli religiosi che rappresentano la concezione egizia dell’aldilà e la protezione del defunto nel viaggio verso l’eternità. Il percorso espositivo include anche le statue di Sennefer, Ramses VI e Thutmose III, che mostrano la maestria tecnica e la monumentalità della scultura egizia, insieme a gioielli reali, amuleti, oggetti di uso quotidiano e sarcofagi ornati da simboli sacri, testimoni della vita, della spiritualità e del potere dei faraoni. Ogni opera racconta, non solo la straordinaria abilità tecnica degli antichi artigiani egizi, ma anche la complessità della società, la profondità della spiritualità e il legame indissolubile tra potere, arte e religione. Visitare “Tesori dei Faraoni” non significa solo ammirare oggetti di straordinario valore storico e artistico: è un’esperienza capace di suscitare meraviglia, stupore e suggestione, trasportando il visitatore in un mondo lontano nel tempo ma incredibilmente vicino per intensità e fascino.

Per rendere ancora più piacevole il soggiorno a Roma, l’FH55 Grand Hotel Palatino rappresenta la base ideale: oltre alla posizione strategica, offre camere eleganti e servizi raffinati, perfetti per godersi appieno l’esperienza culturale.

Rispettato il diritto di cronaca, a volte la realtà dei fatti può dar fastidio

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Piglio,  Sulla questione dell’affidamento dell’impianto sportivo “G.Fraiegari”  la lista civica “Con Piglio” corre in soccorso della maggioranza Felli

Dopo l’ultima seduta consiliare straordinaria, che aveva come unico punto all’ordine del giorno “Affidamento in concessione d’uso temporaneo alla Società ASD Piglio-Scalambra dell’impianto sportivo Gianni Fraiegari, per nove mesi nelle more di espletamento della gara “, è  seguito un comunicato della lista civica “Con Piglio”, che con il fastidioso rumore di chi si arrampica sugli specchi, ha cercato di giustificare l’azione amministrativa criticata ed accuratamente analizzata dal gruppo di opposizione “Oltre”. Quest’ultimo rappresentato in assise comunale dai consiglieri Marco Camusi e Cristian Scarfagna. I due consiglieri di minoranza, più volte hanno sottolineato di essere soddisfatti che l’impianto sportivo “G.Fraiegari” sia tornato nella piena disponibilità del Comune e dunque della comunità pigliese, ma hanno anche sottolineato di non condividere la modalità a loro dire alquanto superficiale, con cui questo atto sia avvenuto. La lista civica “Con Piglio”, poi goffamente , ha criticato chiaramente il nostro articolo dello scorso 3 ottobre https://www.ilgiornaledellazio.it/2025/10/03/limpianto-sportivo-gianni-fraiegari-affidato-allasd-piglio-scalambra/    ma non l’ha fatto nel rispetto del diritto di replica che prevede che avvenga sul giornale su cui è apparso l’articolo e dunque il nostro, ma ha usato un giornale online che si è prestato a questa farsa. I fatti della seduta consiliare sono stati illustrati in modo cristallino, il Sindaco Mario Felli ha dato lettura della ricostruzione cronologica partendo dalla convenzione siglata nel 2010 dall’allora Amministrazione Cittadini fino ai recenti fatti che ne hanno determinato la fine della convenzione, la minoranza (erano presenti  solo i consiglieri di Oltre), ha evidenziato le numerose falle del procedimento ultimo, messo in atto dall’Amministrazione, sono intervenuti il Vice Sindaco Mauro Federici ed il consigliere allo sport Marco Mapponi: e dunque quale posizione non è stata presentata in modo equilibrato? Sarà forse che dopo la lettura della cronistoria c’è stato poco da controbattere da parte del Sindaco?  O forse ha dato fastidio, il voler conoscere i criteri di valutazione con cui l’Amministrazione Felli ha affidato la struttura alla ASD Piglio-Scalambra, piuttosto che all’ ASD Anagni Frassati, o all’Accademia Calcio Fiuggi, oppure  all’ ASD Atletico Piglio, che hanno presentato regolare richiesta della struttura, qualcuna anche temporalmente prima dell’ASD Piglio-Scalambra? Il “teatrino da campagna elettorale permanente”, che viene citato in questo fantomatico comunicato, rivolgendosi anche a questa testata giornalistica, lo sta facendo il gruppo “Con Piglio”, che non avendo materia prima con cui argomentare e vedendo arrancare questa maggioranza , che tra le varie carenze mostra anche quella della comunicazione, si affida ad un giornale locale “compiacente”. D’altro canto lo stesso Sindaco Mario Felli in più occasioni durante la campagna elettorale ha sostenuto, che due sono stati i motivi per cui in questi 10 anni la sua amministrazione è rimasta impantanata: il covid ed una mancanza di comunicazione. Il periodo del covid fortunatamente è finito, però a quanto pare la carenza di saper fare comunicazione ancora persiste. Come più volte rivolgendoci al Sindaco ed amministratori, li abbiamo invitati a comunicare e replicare sul nostro giornale, anche in questo caso rinnoviamo l’invito a farlo, mostrando di avere una maturità amministrativa e politica.

Luca Rallo, da “Fantasie di Napoli” all’Élite internazionale: giudice top in Bulgaria

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Roma 17/10/2025

Dopo il grande fermento della recente Pizza World Cup, il pizzaiolo e imprenditore romano d’adozione, Luca Rallo di “Fantasie di Napoli”, è pronto a spiccare il volo verso una nuova e prestigiosa avventura: ricoprire il ruolo di Giudice al Campionato Internazionale di Pizza in Bulgaria.
​L’appuntamento è fissato per il 12 e 13 novembre, dove Rallo siederà nel pannello di giudici di uno dei più rispettati eventi del settore.


​La sua partecipazione al Campionato in Bulgaria non è un debutto, ma un gradito ritorno. Solo l’anno scorso, infatti, Luca Rallo aveva partecipato come concorrente, portando a casa un risultato eccezionale: il Primo Posto nella categoria Senza Glutine. Una vittoria che ha dimostrato la sua maestria nel garantire una pizza di altissima qualità e digeribilità anche in questa specialità.


​”È un vero piacere essere stato selezionato quest’anno come giudice in questo Campionato. L’organizzazione è molto professionale e l’atmosfera è sempre stimolante,” ha commentato Rallo, esprimendo il suo entusiasmo per questo nuovo incarico che ne consolida la posizione tra i massimi esperti mondiali.


​Titolare e cuore pulsante delle pizzerie “Fantasie di Napoli” a Roma, Luca Rallo è riconosciuto come un vero maestro sia per la sua abilità nella classica pizza napoletana sia per l’innovazione nel senza glutine. La sua esperienza sul campo, unita alla visione di un imprenditore che ha saputo portare il vero sapore partenopeo nella Capitale, lo rende la figura ideale per valutare e ispirare i talenti in gara.


​Il suo percorso, costellato di successi e dedizione alla qualità degli impasti e delle materie prime, continua a proiettarlo oltre i confini nazionali, confermando come il talento e la passione per la pizza italiana siano apprezzati a ogni latitudine. Luca Rallo si prepara dunque a un intenso novembre, pronto a valutare la creatività e l’eccellenza dei pizzaioli internazionali.

Guidonia Montecelio e Tivoli. Snodo di Ponte Lucano, un’opera da 12 milioni di euro

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Il Ministero per gli Affari europei, le Politiche di coesione e per il PNRR, la Regione Lazio, la Città Metropolitana di Roma Capitale e i Comuni di Tivoli e di Guidonia Montecelio hanno presentato ieri, presso la Sala Consiliare del Comune di Tivoli, l’accordo per i lavori di completamento del nodo di Ponte Lucano. All’incontro hanno partecipato Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e per il PNRR; Giancarlo Righini, assessore a Bilancio, Programmazione economica, Agricoltura e sovranità alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste della Regione Lazio; Manuela Rinaldi, assessore a Lavori pubblici, Politiche di Ricostruzione, Viabilità, Infrastrutture della Regione Lazio; Manuela Chioccia, consigliere metropolitano con delega alla Viabilità; Mauro Lombardo, Sindaco di Guidonia Montecelio; Marco Innocenzi, Sindaco di Tivoli.

Il costo totale dell’opera ammonta a 12.100.000 di euro, di cui 4 milioni finanziati dalla Regione Lazio e la restante parte dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione FSC 2021-2027. I lavori di completamento prevedono la realizzazione dell’asse infrastrutturale di collegamento tra il nuovo ponte sull’Aniene nel Comune di Tivoli e via Garibaldi nel Comune di Guidonia Montecelio, fondamentale per lo snellimento del traffico diretto a Guidonia. In programma, inoltre, la realizzazione di due cavalcavia, uno su via di Ponte Lucano e uno sulla Via Tiburtina. L’obiettivo dell’intervento consiste nel migliorare la viabilità della zona, fortemente trafficata, creando un collegamento strategico tra i due comuni.

“Grazie alla riprogrammazione dei fondi con la Regione Lazio, è stato possibile includere tra le opere prioritarie l’intervento su Ponte Lucano, considerato strategico per i Comuni di Tivoli e Guidonia Montecelio. Il progetto beneficia di un contributo di 4 milioni di euro da parte della Regione e di 8 milioni e 100 mila euro provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione. Si tratta di un’opera la cui conclusione è prevista entro il 2027. Siamo quindi lieti di presentare oggi questa iniziativa, che darà una risposta concreta a un problema di viabilità nel territorio”, ha detto Tommaso Foti.

“Nel corso dell’incontro sono stati condivisi progetti, idee e prospettive di sviluppo che mirano a rafforzare la cooperazione tra i diversi livelli istituzionali, con l’obiettivo di promuovere una crescita sostenibile e integrata dell’area. La mobilità è stata individuata come una leva strategica fondamentale per favorire lo sviluppo socio-economico del territorio, in particolare dei comuni di Guidonia Montecelio e Tivoli, due realtà fortemente interconnesse tra di loro e con la Capitale. L’implementazione di nuove infrastrutture, il potenziamento dei collegamenti esistenti e la pianificazione di soluzioni di trasporto moderne e sostenibili rappresentano elementi essenziali per migliorare la qualità della vita dei cittadini, attrarre investimenti e valorizzare le risorse locali”, ha sottolineato il Sindaco Mauro Lombardo.

Sociale, Tiso(Confeuro-Accademia IC): “In Labor formazione costante. Patronato di utilità sociale”

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Sociale, Tiso(Confeuro-Accademia IC): “In Labor formazione costante. Patronato di utilità sociale”

“Si è rivelata una giornata intensa e ricca di contenuti quella svoltasi a Roma, dedicata alla formazione e all’aggiornamento degli operatori del patronato Labor. Proprio i patronati rappresentano una delle colonne portanti del welfare italiano e devono essere valorizzati come enti di pubblica utilità, al servizio dei cittadini e dei territori. Le istituzioni devono fare la loro parte per rilanciarne ruolo e funzioni”. È il messaggio forte e chiaro lanciato da Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro e Carmela Tiso, portavoce di Accademia IC e presidente del Patronato Labor, ente promosso da Confeuro con una rete di 170 sedi in tutta Italia. “I patronati sono fondamentali per sostenere il tessuto sociale e istituzionale, promuovendo diritti, sviluppo e progresso in un contesto in continua evoluzione. Oggi celebriamo una realtà splendida e voglio ringraziare tutti gli operatori Labor per la passione e l’impegno quotidiano a servizio dei cittadini. Un impegno che non si ferma ma si rinnova quotidianamente anche grazie ai continui e costanti attività di formazione e aggiornamento dei nostri operatori”. A guidare il corso, come sempre con grande competenza e professionalità, il Direttore Generale Francesco Giordani, che ha accompagnato gli operatori Labor in un percorso stimolante e di alto livello: “La formazione è la nostra forza: essere costantemente aggiornati significa garantire un servizio sempre più efficace, umano e vicino alle esigenze delle persone”.

Rifff Calabria special edition

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Conclusa con successo la tre giorni di eventi della kermesse dedicata al cinema pubblicitario a Botricello

È sceso il sipario sul Roma International Fashion Film Festival – Calabria Special edition, ideato e diretto dal regista Massimo Ivan Falsetta, realizzato a Botricello con il supporto della Calabria film Commission, con il finanziamento dell’Amministrazione comunale e grazie al grande sostegno delle realtà e del volontariato del territorio del centro catanzarese.

Tantissimi sono stati gli ospiti che si sono avvicendati nella tre giorni che ha travolto Botricello, tra attori e professionisti del mondo dello spettacolo, ma anche della moda e dell’imprenditoria: con madrina la bellissima Milena Miconi, il Festival si è concluso con una pioggia di premi per i film in concorso, ma anche di riconoscimenti per i tanti ospiti che hanno partecipato e portato sul palco le loro incredibili esperienze e professionalità. Introdotta dai The Coniugi – Alina Person eSimone Gallo – l’ultima serata si è caratterizzata per la presenzaimportante della moda, a partire dalla sfilata dei gioielli del maestro orafo Gerardo Sacco, al quale è stato consegnato dalla madrina Miconi un riconoscimento realizzato, come tutti quelli del Festival, dalla glass designer Immacolata Manno, che ha voluto introdurre personalmente le sue opere al pubblico presente. Alla sua sfilata ha fatto seguito quella delle “pacchiane”, abiti espressione della tradizione calabrese, ma anche dei vancali, scialli tipici realizzati a mano da Mirella Leone, organizzata dalla Fidapa, e la sfilata “futuristica” di Salvatore Migale. 

Sezione passerelle archiviata, è cominciata la consegna dei numerosi premi previsti dal Roma International Fashion Film Festival Calabria special edition: ad aprire le danze è stata la menzione speciale per “Self love” di Anton Chernonog, che è intervenuto per un saluto video da Los Angeles; Miglio attrice branded content short è stata Rebecca Massimo per “Sole express”; Il premio come Miglior sceneggiatura AI short movie è andato a “Nana” di Shu Ting Lu e Daiya Dai, che hanno inviato dal Canada un loro messaggio di ringraziamento. Miglior idea fashion film – menzione speciale è stato consegnato al film “Fur” di Adriano Ricci, ritirato dall’attrice Adriana Papana, consegnato da Nino Mirante Marini di Radio Ciak. Miglior montaggio fashion film è stato giudicato quello di Emanuele Passilongo per “Crush gals” di Rolando Danesi, che ha ritirato il premio al suo posto, ricevendolo dalle mani di Gino Sgreva, e al quale è andato anche il premio come Miglior regia, consegnatogli dall’attore Rino Rodìo. Miglior creazione AI short movie è stato assegnato a “A Quentin’s tenth film” del lituano NikolayShestak, anche lui ha ringraziato attraverso un video messaggio. 

Fuori concorso ci sono stati anche altre riconoscimenti consegnati nel corso della serata conclusiva: a Fabio Massa e Denny Mendez, rispettivamente regista e interprete del film “Global harmony”, di cui è stato proiettato il trailer, è statoconsegnato il Premio Dea Fama come Miglior film internazionale consegnato dall’attore e direttore artistico di numerosi festival del cinema Antonio Flamini. Il Premio Dea Fama dedicato alla pubblicità è andato invece a Sara Ricci,che ha realizzato in passato numerosi spot. A consegnarle il premio il sindaco di Botricello, Simone Saverio Puccio. 

Tra i protagonisti della serata ci sono stati anche l’attore italo-britannico Vincent Riotta, al quale è stato consegnato il premio speciale come Dea Fama Miglior attore internazionale, consegnato dall’attrice Angelica Cacciapaglia, e lo scrittore Federico Moccia al quale è andato il Premio Rifff cinema e letteratura, consegnatogli da Denny Mendez. 

A chiudere la serata, come di consueto, c’è stato un intenso momento musicale con la band Senduki, che ha fatto ballare sui ritmi della tarantella tutti i presenti. 

«Sono stati tre giorni incredibili – ha avuto modo di affermare Massimo Ivan Falsetta -, resi possibili dalle tante persone che hanno collaborato, anche con sacrifici, a far rivivere il Palazzetto dove si è svolto il Festival: mi riferisco ai numerosi volontari che con dedizione hanno saputo sopperire alle eventuali lacune di un territorio non abituato ad ospitare eventi di questa portata. Grazie al loro prezioso aiuto e al Comune di Botricello e alla Calabria Film Commission, siamo riusciti ad avere tre giornate di spettacoli e cultura senza precedenti, durante i quali il territorio da un lato ha portato un po’ di Roma qui, dall’altra si è fatto conoscere proprio nella Capitale. Prima di intraprendere questa avventura avevo un unico desiderio, quello di essere abbracciato letteralmente da Botricello e così è stato: c’è stata una grande partecipazione di ospiti ma anche di persone che si sono esibite, e tanto buon cuore affinché tutto andasse per il meglio. Non posso che essere soddisfatto di come ha risposto il territorio». 

Bullismo e sensibilità sociale: Luigi Zeno incontra gli studenti dell’IC3 “De Curtis Ungaretti Iovino”

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Cinema, scuola e psicologia si incontrano a Ercolano per educare all’ascolto e contrastare il bullismo con arte e consapevolezza.
Cinema, scuola e psicologia si incontrano a Ercolano per educare all’ascolto e contrastare il bullismo con arte e consapevolezza.

Al Plesso Iovino di via Cuparella, un incontro educativo tra cinema, psicologia e impegno civile

Ercolano, 16 ottobre 2025 – Questa mattina, presso il Plesso Iovino dell’IC3 “De Curtis Ungaretti Iovino”, si è tenuto un incontro speciale dedicato al tema del bullismo, che ha visto protagonista il giovane attore campano Luigi Zeno, già premiato al Senato della Repubblica e al Teatro delle Arti di Salerno con il Premio Charlot per il suo impegno sociale.

L’evento è stato organizzato e curato dall’Associazione Dagal Creations APS, presieduta dalla giornalista Daniela Del Prete, che ha moderato e presentato l’incontro con grande sensibilità e competenza. Partner ufficiale dell’iniziativa è stato Caffè Motta, da sempre attento ai progetti di impatto sociale e culturale sul territorio. La presenza dell’azienda ha contribuito a rendere l’incontro ancora più significativo, sottolineando l’importanza della sinergia tra mondo educativo, artistico e imprenditoriale.

Un sentito ringraziamento va alla Dirigente Scolastica Stefania Montesano, che ha accolto con entusiasmo l’iniziativa, confermando la vocazione dell’Istituto a promuovere progetti educativi innovativi e inclusivi. Grazie alla sua apertura e al suo sostegno, la scuola si è trasformata in uno spazio vivo di dialogo, ascolto e cittadinanza attiva.

Luigi Zeno: talento, empatia e coraggio

Classe 2007 , Luigi Zeno è uno degli attori emergenti più promettenti del panorama italiano. Con il cortometraggio La Linea Sottile, diretto da Umberto Santacroce, ha portato sullo schermo la storia di Francesco, un adolescente alle prese con il bullismo e la ricerca di identità.  La sua interpretazione intensa e autentica ha conquistato pubblico e critica, valendogli il Premio Miglior Giovane Attore al Picentia Short Film Festival e l’invito al Senato della Repubblica, dove ha commosso le istituzioni con un intervento lucido e appassionato.  Recentemente insignito del prestigioso Premio Charlot per il suo impegno civile e il talento interpretativo, Luigi Zeno continua a distinguersi come voce autentica delle nuove generazioni. Nel 2025, Zeno è atteso anche al Parlamento Europeo, dove riceverà un riconoscimento per il suo contributo alla diffusione di valori positivi tra i giovani. Durante l’incontro, Zeno ha dialogato con gli studenti, raccontando il suo percorso artistico e umano:  

«Il bullismo non è solo un problema scolastico, ma una ferita che può segnare profondamente l’identità di chi lo subisce. L’arte può diventare voce, rifugio e strumento di cambiamento», ha dichiarato.

Il regista Umberto Santacroce: cinema come coscienza

A guidare il progetto cinematografico, il regista Umberto Santacroce, da anni impegnato nel raccontare il disagio giovanile attraverso il linguaggio del cinema e della fotografia.  Con La Linea Sottile, Santacroce ha saputo trasformare una storia di fragilità in un’opera di grande impatto emotivo e sociale, capace di parlare ai giovani con autenticità e rispetto.  «Raccontare il bullismo significa restituire dignità a chi lo subisce e responsabilità a chi lo ignora. Il cinema può essere un ponte tra silenzio e ascolto», ha affermato.

Il ruolo centrale dello psicologo Claudio Belardo

Fondamentale è stata la presenza del dottor Claudio Belardo, psicologo esperto in dinamiche adolescenziali, che ha saputo trasformare l’incontro in uno spazio di ascolto e confronto.  Con linguaggio chiaro e coinvolgente, ha guidato gli studenti in una riflessione sulle emozioni, sulle relazioni e sulle strategie per affrontare il bullismo.  

«Il bullismo nasce spesso dal bisogno di affermarsi a scapito degli altri. Ai ragazzi va insegnato che la vera forza è nella comprensione, nel rispetto e nella capacità di chiedere aiuto», ha sottolineato.

Educare con l’arte, la parola e la cura

L’incontro al Plesso Iovino si è concluso con un applauso corale e con l’impegno condiviso di continuare a parlare di bullismo, non solo come problema, ma come opportunità per costruire relazioni più consapevoli e inclusive.  Un esempio concreto di come la scuola possa diventare laboratorio di cittadinanza attiva, e l’arte, insieme alla psicologia e alla comunicazione, strumento di riscatto e speranza.

Lugi Zeno verso Siena come testimonial di “Bulli ed Eroi”


Luigi si prepara a partecipare come testimonial del progetto nazionale “Bulli ed Eroi”, iniziativa che promuove la cultura del rispetto e della prevenzione del bullismo attraverso il cinema, la formazione e il dialogo con i giovani. Il progetto, che lo vedrà protagonista a Siena, è guidato dalla mentore Paola Dei, psicologa e critica cinematografica, da anni impegnata nel valorizzare il linguaggio audiovisivo come strumento educativo e sociale.

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