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Sanità, Magi (Omceo Roma): contratti scaduti da tre anni e delusi dal rinvio dello scudo penale

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ROMA – “Noi medici stiamo andando incontro a un ottobre molto, molto caldo. Anche perchè in sospeso ci sono ancora tante cose: per quanto riguarda la sanità, ci aspettiamo un segnale molto forte da parte del governo, un segnale di attenzione sia professionale e lavorativo. Voglio ricordare che i contratti al momento in vigore sono scaduti da circa tre anni. È chiaro che i medici si trovano già in una grave difficoltà”. Lo spiega all’agenzia Dire il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Roma, Antonio Magi. “Abbiamo colleghi che vanno via dall’Italia- prosegue- proprio perchè non hanno garanzie di tipo economico e non sono certi di fare carriera. Penso proprio che ci troveremo di fronte a un ottobre estremamente caldo, caratterizzato da attività sindacali molto forti. Si preannunciano, infatti, numerose riunioni e segreterie nazionali congiunte. Ci sarà, dunque, tanto lavoro da fare”.

MAGI: “CI ASPETTIAMO PIÙ STABILITÀ, PIÙ CONCRETEZZA, PIÙ ASCOLTO”

“Voglio poi ricordare- evidenzia il presidente dell’Omceo della Capitale- che i medici sono rimasti molto delusi dalla decisione di rimandare a data da destinarsi la depenalizzazione dell’atto medico, lo scudo penale. Un fatto, questo, che non fa che aumentare l’insoddisfazione dei camici bianchi e che rende il clima sempre più teso. Ecco, dunque, che ci aspettiamo più stabilità, più concretezza, più ascolto da parte della politica e un’interlocuzione molto più attenta e molto più franca”. “Ricordo poi- afferma inoltre- che abbiamo già una situazione difficile dal punto di vista del personale. E siamo praticamente alle porte del 2026: il Pnrr deve essere messo in moto. E, al momento, il territorio non è stato ancora organizzato nè dal punto di vista strutturale, perchè siamo in ritardo con alcuni lavori, nè dal punto di vista del personale, che sarà carente: le famose cattedrali nel deserto stanno per diventare realtà”. “Un fatto, questo- conclude Antonio Magi- che non tende la mano al cittadino che, invece, incontra numerose difficoltà e prova un senso di sfiducia verso il Servizio sanitario nazionale”.

PIATTAFORME PORNO NON CONSENSUALI: DANILO COSENTINO (AVS): SOLIDARIETÀ A VALERIA CAMPAGNA E A TUTTE LE DONNE VIOLATE.

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Esprimo la vicinanza mia e della comunità di Sinistra Italiana tutta alla vicesegretaria del PD Lazio Valeria Campagna per la violazione e la violenza subita.
Così come la nostra solidarietà va a tutte le donne violate nella loro immagine, dignità e intimità da questa dilagante pratica di stupro digitale che è emersa terrificante e raccapricciante in questi ultimi tempi.

Notizie di siti, pagine e piattaforme dedite alla condivisione di foto rubate, estrapolate dai profili e talvolta anche modificate con AI giungevano dall’estero.
Ora il fenomeno emerge in Italia in tutto il suo squallore e in tutto il suo degrado morale e sociale.

Faremo di tutto quanto è nelle nostre possibilità per combattere questa deriva e diffondere la cultura del rispetto di ogni persona, soprattutto tra i giovanissimi.

Praia a Mare boom di presenze di turisti napoletani

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La spiaggia di Praia a Mare

Praia a Mare il nuovo mare dei napoletani incoronata regina del turismo partenopeo. Il gruppo Hotel Tea Italia in controtendenza: tariffe invariate aumentando i servizi 

Praia a Mare, incantevole località balneare della Riviera dei Cedri è considerata la perla del Tirreno, sempre più amata dai turisti napoletani, Praia a Mare è il mare di casa per i napoletani in vacanza. Situata sulla costa tirrenica della Calabria settentrionale, al confine con la Basilicata, offre un mix irresistibile di mare cristallino, natura incontaminata, buona cucina e accoglienza calorosa. Un mare da sogno, raggiungibile da Napoli in poco più di due ore in auto o in treno, Praia a Mare rappresenta un’alternativa perfetta alle località campane più affollate. Le sue acque limpide con fondali ideali per snorkeling e immersioni, con spiagge di sabbia e ghiaia rendono questo angolo di Calabria una vera oasi estiva. Il turista riceve un’accoglienza calorosa che contribuisce ad un vero relax nella natura per una vacanza ideale.

La Torre Fiuzzi e l’isola di Dino,  che si erge imponente di fronte alla costa, contribuiscono al fascino di questa località incantevole. Ogni giorno vi sono battelli che fanno il giro dell’isola per la visita alle sue famose grotte marine, come la Grotta Azzurra e la Grotta del Leone, per un’esperienza davvero indimenticabile. Un’offerta turistica diversificata con prezzi competitivi, attira sempre più turisti da ogni regione d’Italia. I 70 stabilimenti balneari sono ben organizzati, dove si respira un’atmosfera familiare e dove è possibile gustare la tipica cucina calabrese i cui piatti tipici rispecchiano i gusti partenopei. I dati statistici parziali indicano una situazione con un calo delle presenze turistiche in Italia, la Calabria ha registrato una tendenza negativa a luglio, con picchi negativi che arrivano al 25%. Dal raffronto con la situazione nazionale emergono segnali di ripresa, ma è necessario migliorare la qualità dei servizi pubblici e privati. I dati Istat sul turismo a Praia a Mare registrano un quadro preoccupante se confrontiamo i dati registrati nel 2023, con i dati del 2019, ultimo anno pre-Covid. Infatti, il divario da colmare è molto più ampio, dato che rispetto al 2019 si è osservato un gap -8.253 arrivi (-20,2%) e di ben  -90.306 presenze. Secondo il rapporto della Regione Calabria Praia a Mare e fra i poli turistici del litorale tirrenico cosentino che hanno relativamente tenuto meglio. Fra gli attrattori legati al mare Praia a Mare ha avuto un punteggio di 4,5 stelle su 5 e 1.005 recensioni.

Per il gruppo Hotel Tea Italia presenze inferiori  ma con  maggiori introiti grazie alle politiche di marketing

Per Matteo Cassiano, amministratore delegato del gruppo Hotel Tea Italia, la piccola catena ricettiva che interessa diverse regioni italiane, l’estate 2025 si chiuderà positivamente: ≪ I risultati sono, per quello che ci riguarda, più che soddisfacenti nell’ambito della riqualificazione, sia per la tipologia d’utenza che frequenta Praia Mare e per quella che inizia a frequentare la località. Noi abbiamo registrato una presenza di un turista sicuramente molto più qualificato rispetto agli altri anni. In precedenza si sono generate situazioni imbarazzanti che non sono state più registrate. Il  numero di presenze paradossalmente sono state inferiori in misura del 10%, mentre sotto l’aspetto economico possiamo tranquillamente considerare un più 20% di maggior introito≫.  Quindi più introiti meno presenze, vuol dire che avete aumentato i prezzi ? ≪No abbiamo praticamente aumentato i servizi, di conseguenza un turista che arriva a Praia a Mare, indipendentemente dalla prenotazione di una camera o casa vacanza oppure di un’imbarcazione, non spende nulla di diverso rispetto ad un turista che paga un prezzo competitivo ma poi aggiunge tutta una serie di servizi, quali possono essere la ristorazione e i servizi accessori≫. Si sono visti pochi turisti stranieri quali i motivi ? ≪I turisti stranieri a differenza di noi italiani che abbiamo una politica del sistema ferie – a mio avviso paradossale – dove tutte le aziende italiane chiudono esclusivamente nella settimana di Ferragosto, gli stranieri, grazie alla politica dei loro Stati hanno delle ferie distribuite in tutto il periodo dell’anno. Il turista straniero è un buongustaio delle bellezze e delle peculiarità che caratterizzano l’Italia, preferisce vivere il mare in periodi diversi rispetto a quello di Ferragosto≫. Praia a Mare anche questo anno ha avuto il riconoscimento della Bandiera Blu, questo aiuta la promozione della località?  ≪ Io personalmente non ho mai creduto a quelli che possono essere i coefficienti che danno un aspetto meritevole ad un territorio. Personalmente ho considerato la Bandiera Blu una semplice banale propaganda, non solo per la città di Praia ma in ambito generale per tutto il territorio nazionale. Credo più alle nostre Istituzioni preposte all’attività di controllo. In particolare sto apprezzando moltissimo quanto sta facendo la procura di Paola, che è la nostra procura di competenza. Il Procuratore ha disposto il controllo degli scarichi degli impianti di depurazione e dei fiumi del territorio. Di recente la notizia che è intenzione del nostro Procuratore di fare un monitoraggio attivo dei i fiumi e degli scarichi dei depuratori. Questo è un aspetto che a me operatore mi dà garanzia, mi dà sicurezza, mi dà ottimismo perché vuol dire che c’è un’attività di controllo seria, concreta e che va al di là di quello che è l’aspetto politico o di propaganda, Bandiera Blu o non Bandiera Blu≫. A Praia a Mare si viene principalmente per le sue stupende spiagge e il mare azzurro, come è stato il contesto in quest’estate? ≪ Per quanto riguarda la qualità del mare questo anno non sono state registrate anomalie per questo tratto di costa, a differenza di altri anni che, specialmente nel periodo di Ferragosto, si registrava qualche inefficienza. Per quanto riguarda invece la pulizia del territorio, quest’anno più che mai la città di Praia a Mare è stata estremamente pulita, la raccolta dei rifiuti differenziati è avvenuta in maniera eccellente, gli operatori locali sono stati assolutamente performanti e tutte le amministrazioni preposte hanno ottenuto risultati eccellenti≫. L’Hotel Tea di Praia a Mare è una struttura ricettiva di cinque piani, amica degli animali, ubicata a soli 200 mt dalla spiaggia, a pochi passi dal centro e dalla vita notturna della città, ha reso palese il motto: “La vostra soddisfazione… è il nostro miglior premio !”. L’estate 2025 ha consolidato il legame  tra Napoli e Praia a Mare. Una destinazione che unisce bellezza, relax e convivialità, rendendola il luogo perfetto per vivere il mare con il sapore di Sud.

Harry di Prisco

18 AGOSTO 2025 | PAOLO BATTAGLIA LA TERRA BORGESE E GIUSEPPE BELLANTONIO CON ENNIO FORLANI: STRAGE DI VERGAROLLA (POLA)

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Negli scorsi giorni, così come ormai consuetudine, si è svolto il rituale incontro commemorativo dell’orrida strage che tanto duramente e sanguinosamente colpì la comunità allora italiana di Pola. Certamente un atto proditorio e vile che pare aver travolto la memoria, forse di per sé labile, di quanti pur avevano il dovere e il diritto di tenerne vivo il ricordo. Ricordo ancora ben evidente nella memoria e nell’intimo delle Famiglie che allora furono – direttamente e indirettamente – coinvolte nell’evento e nelle sue conseguenze. In ogni caso, gli esuli di allora e quelli delle generazioni successive, hanno mantenuto vivi nella mente e nel cuore quelle tremende situazioni

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È per gentile concessione del presidente ENNIO FORLANI – del Consiglio della Minoranza Italiana della Regione Istriana – che possiamo noi porgere ai lettori il discorso da lui tenuto nella circostanza, di fronte a una folta e qualificata sensibile visibile platea, precisano Giuseppe Bellantonio e Paolo Battaglia La Terra Borgese, Presidente e Storico dell’Accademia di Alta Cultura

Eccoci riuniti, come ogni estate, a commemorare l’assurdo massacro del 18 agosto 1946 a Vergarolla (allora, nell’italianissima Città di Pola) per ricordare con un mesto, umano e pietoso pensiero le vittime innocenti di un vergognoso progetto.

Un massacro assolutamente gratuito e inconcepibile se non inquadrato in un preciso disegno di pulizia e sostituzione etnica e cominciato con gli infoibamenti durante il periodo del II conflitto mondiale appena concluso. Che si sia trattato di un piano ben congegnato e ordito ne abbiamo la prova nelle parole di Milovan Đilas in un’intervista del 1991 al Panorama dove dice (cito) “…ricordo che nel 1946 io e Edvard Kardelj andammo in Istria a organizzare la propaganda anti italiana. Si trattava di dimostrare alla Commissione alleata che quelle terre erano jugoslave e non italiane. Ci furono manifestazioni con striscioni e bandiere“. Il giornalista Alvaro Ranzoni incalza e dice: ma non era vero! E Đilas, “… certo che non era vero. O meglio lo era solo in parte, perché in realtà gli italiani erano la maggioranza solo nei centri abitati non nei villaggi. Ma bisognava indurre gli italiani ad andarsene via con pressioni di ogni tipo, e così fu fatto”.  

Ognuno si tragga le conclusioni che vuole, ma certamente quest’atto cosi efferato e disumano di Vergarolla è stata la molla che sciolse ogni dubbio in chi era ancora indeciso se rimanere o andarsene. Di sicuro resta che crimini chiamano crimini e che a una tragedia ne segue un’altra, che ad un estremismo se ne contrappone un secondo e che l’odio non porta mai niente di buono ma genera vendette assurde, e questa strage si è aggiunta ad altre provocazioni e delitti innescando la vera grande tragedia dell’Istria e del Litorale adriatico cioè l’esodo della quasi totalità dei suoi abitanti.

Personalmente sono convinto che solo in una società democratica si possano godere diritti umani e civili degni di ogni persona: ne consegue che ogni fascismo e totalitarismo sono deleteri e da combattere e che solo costruendo ponti e non muraglie la civiltà possa chiamarsi tale per continuare ad esistere.

Oggi purtroppo stiamo assistendo ad una pericolosa deriva di condotte assolutistiche, nazionalistiche, sciovinistiche, razzistiche e imperialistiche dove i conflitti, anche cruenti, si moltiplicano in tutto il globo e ci fanno dubitare seriamente delle capacità intellettive di chi governa.            

Una società giusta dunque, oltre ad assicurare pari dignità a tutti i suoi individui deve anche avere il coraggio di ammettere le proprie colpe e cercare di correggere ai propri sbagli anche dopo molti decenni perché la giustizia non ha limiti di tempo. La nostra è una Regione di ampie vedute e modernità intellettuale che ha saputo ritagliarsi una posizione di avanguardia basata sul rispetto interetnico e la convivenza civile.  Pertanto, con le sue istituzioni in primis, dovrebbe cogliere tutte le occasioni per dimostrarsi equa, tollerante, giusta, comprensiva e anche cariche di umana pietà per vittime innocenti di feroci e vili attentati, e non aspettare, come in questo caso, ottant’anni per scrivere su una lapide i nomi di chi ha perso la vita per la nefandezza che menti contorte hanno escogitato. 

Sarebbe anche sicuramente opportuno, oltre che una grande conquista civile, se si venisse ad un accordo per ufficializzare il 10 di febbraio, la giornata del ricordo su tutto il territorio di insediamento storico della Comunità Nazionale Italiana per sancire e formalizzare il superamento di momenti di contrapposizione politica. 

Nondimeno tali istituzioni dovrebbero dare pure dignità ai singoli che si sono spesi per dare conforto e soccorrere le malcapitate vittime di tanto orrore, come al dottor Geppino Micheletti, cui va – oggi come allora – il nostro più sincero ringraziamento per la sua opera di chirurgo che svolse pur sapendo di aver perso i suoi affetti più cari: i due figlioletti, Carlo di 9 anni, Renzo di 7 anni, e la sorella, il cognato e la nipotina.

La nostra proposta di intitolare il nuovo ospedale di Pola a Lui non è stata presa in considerazione né dalla Regione prima né dal Ministero della salute. Quest’Ultimo ha ripiegato consigliando di intestare al Micheletti qualche altro spazio o reparto, cosa che noi sicuramente prenderemo in considerazione nel riformulare le istanze, al fine di ottenere il giusto riconoscimento per un Uomo simbolo di abnegazione, etica professionale e l’impegno umano profuso nel cercare di salvare tante vite innocenti con la sua pronta, generosa, assistenza.

La vicenda di Vergarolla provoca ancora molte animosità e contrastanti opinioni (che si speravamo essere definitivamente rimosse), come dimostra la vicenda di William Klinger, giovane connazionale, storico e studioso, che scrisse e si occupò anche di Vergarolla e che venne assassinato in circostanze molto strane e inspiegabili a New York il 31 gennaio del 2015 a 42 anni, dove era andato per svolgere delle ricerche presso gli archivi militari americani sul ruolo della famigerata OZNA, la polizia politica della Jugoslavia comunista.

Anche a lui si dovrebbe dedicare un giusto e rispettoso ricordo, come a tutti quei giornalisti, professori e quegli attivisti politici assassinati per il loro impegno di voler far emergere la verità contro i soprusi, la corruzione, le vessazioni, le oppressioni di governanti che per la loro avidità e fame di potere potrebbero, come possono, solo portare il genere umano alla rovina.

Un paio di nomi per tutti i 342 giornalisti assassinati negli ultimi 25 anni solo in Europa come Anna Politkovskaja uccisa nel 2006, Daphne Caruana Galizia nel 2017 e Aleksej Navalny nel 2024: un’ecatombe da rabbrividire ma anche da farci pensare e reagire per non perdere la dignità di Uomini Liberi.

ENNIO FORLANI

Liberi sulla Carta. Tre giorni di libri, voci e resistenza culturale

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Oltre 20 presentazioni di libri, 3 serate-spettacolo, workshop, reading, mostre, ospiti di rilievo, spettacoli, laboratori per bambini e appuntamenti dedicati all’accessibilità: dopo due anni di silenzio, torna Liberi sulla Carta, da anni un evento significativo per chi ama leggere ed ha a cuore l’editoria indipendente. Dopo le prime edizione sabine e reatine, forte di 15 anni di storia e oltre 200 libri presentati, Liberi sulla Carta arriva nella capitale dal 12 al 14 settembre 2025 con un programma che attraversa generi, generazioni e linguaggi, in una staffetta di tre giorni nel cuore del Borghetto San Carlo – zona Giustiniana – luogo simbolico della Capitale, restituito alla cittadinanza e oggi spazio di incontro, scambio e resistenza culturale.

Tra i primi nomi annunciati: Giuliana Sgrena, insieme a Sandro Medici e all’associazione Donne di Carta, che presenterà il suo ultimo libro Me la sono andata a cercare. Diari di una reporter di guerra (Laterza); Anna Foglietta interpreterà un reading tratto da Il Gelso di Gerusalemme di Paola Cardi (Feltrinelli); Maria Grazia Calandrone presenterà Magnifico e tremendo stava l’amore (Einaudi); mentre Cecilia Lavatore e Marta La Noce daranno vita allo spettacolo Libera, con la regia di Marco Zordan, per raccontare sette donne che hanno trasformato la propria forza in rivoluzione.

Liberi sulla Carta 2025 conferma così la propria identità plurale, accogliendo voci fuori dal coro, nuove uscite editoriali, esperienze artistiche che si intrecciano con la quotidianità, offrendo uno spazio libero – e gratuito – dove la cultura non è spettacolo, ma scelta collettiva.

La stessa location della nuova edizione non è una scelta casuale. Luogo recentemente restituito alla collettività, simbolo di riscatto e di nuove possibilità, Borghetto San Carlo si inserisce all’interno della visione di un festival indipendente che, dalla sua nascita nel 2009, ha fatto del dialogo tra territori, editori e lettori la sua missione fondante. E che oggi ribadisce il bisogno di generare comunità attraverso i libri, di costruire narrazioni condivise nei luoghi che meritano futuro.

“Il tema di quest’anno è Terra Mia” spiega il direttore artistico Fabrizio Moscato “un ritorno alle radici e alla memoria, un invito a riscoprire il senso autentico dell’appartenenza e della cura verso il luogo che ci ospita. In un mondo sempre più fragile e complesso, questo tema vuole stimolare riflessioni sul rapporto con la terra come spazio di identità, cultura e responsabilità. Liberi sulla Carta, dando voce a scrittori e artisti indipendenti, sceglie di esplorare questo legame profondo, perché da una terra amata e custodita nasce una cultura libera, coraggiosa e rigenerante. Sono contento che una città come Roma e il XV Municipio abbiano ritenuto l’esperienza di Liberi sulla Carta come qualcosa da salvaguardare e far crescere. Siamo pronti a misurarci con una nuova realtà: più difficile, ma anche più stimolante, perché ci offre l’occasione di portare libri, storie e cultura in un luogo simbolico di riscatto, come Borghetto San Carlo”.

Il festival sarà anche laboratorio, gioco, visione: con il Premio Arthè, concorso per racconti brevi, una mostra fotografica interattiva, un’area interamente pensata per bambini, stand di editori indipendenti, e appuntamenti curati da Scuola Omero, in un programma che attraversa scrittura creativa, arti visive, impegno civile e letture ad alta voce, inclusi gli eventi accessibili con interprete LIS.

Liberi sulla Carta, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ed è in collaborazione con HF4.
Ingresso libero per tutti gli appuntamenti, fino a esaurimento posti. Alcuni eventi (workshop e laboratori) possono richiedere prenotazione obbligatoria tramite il sito ufficiale o scrivendo a info@liberisullacarta.it

Dal 12 al 14 settembre

Borghetto San Carlo, Via Cassia 1420 – Zona Giustiniana – Roma (XV Municipio)

Venerdì 12: ore 16.30 – 24

Sabato 13 e domenica 14: ore 10 – 24

Borghetto San Carlo è raggiungibile con i mezzi pubblici (treno FL3 fermata La Giustiniana, autobus 021, 032, 024) e in auto (uscita 3 GRA Cassia Bis, direzione Viterbo).

Agricoltura, Confeuro: “Terrazzamenti Amalfi in patrimonio Fao è orgoglio italiano”

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“L’inserimento dei terrazzamenti della Costiera Amalfitana nel patrimonio agricolo mondiale della FAO è motivo di grande orgoglio per l’Italia intera – dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro -. Parliamo di un paesaggio unico al mondo, frutto del lavoro e della sapienza contadina, dove la mano dell’uomo ha saputo modellare l’ambiente in perfetta armonia con la natura. Limoneti, uliveti e vigneti che si affacciano sul mare rappresentano non solo una ricchezza agricola e ambientale, ma anche un modello di sostenibilità e di resilienza. Come Confeuro – prosegue Tiso – accogliamo con soddisfazione la decisione del comitato scientifico della FAO, che riconosce il valore di un’agricoltura che è prima di tutto cultura e stile di vita. Un’agricoltura fatta di equilibrio, radici, tradizione e rispetto del territorio, contrapposta ai ritmi frenetici e impersonali dell’urbanizzazione caotica. Questo riconoscimento è un segnale importante anche per il futuro: dimostra che si può fare agricoltura coniugando produttività, tutela del paesaggio e salvaguardia dell’ambiente. La Campania, con i suoi straordinari terrazzamenti costieri, diventa oggi simbolo internazionale di un’Italia capace di valorizzare il proprio patrimonio rurale e ambientale – conclude Tiso -. La sfida ora è quella di proteggere e promuovere questi luoghi, sostenendo i piccoli agricoltori, investendo nelle filiere locali e incentivando modelli di sviluppo agricolo sostenibili”.

Kene presenta il singolo “Un giorno di settembre”

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Una storia d’amore complicata e vissuta tra notti infinite

“Un giorno di settembre” (etichetta Estro Records/distribuzione Virgin Music Group) è il primo singolo da solista di KENE, una canzone che nasce dai ricordi e dall’immaginazione di un’estate piena di emozioni.

E’ un brano -spiega l’artista- che mi rappresenta profondamente, perché rispecchia ciò che sono e forse ancora di più, ciò che vorrei essere. Non sempre riesco a lasciarmi andare davvero, ma attraverso la musica riesco a farlo. Questo pezzo è il mio modo di vivere un’estate senza limiti, di amare senza paura, di lasciarmi trasportare da quello che sento. Musicalmente è un brano reggaeton, con un’anima romantica e malinconica, che racconta una storia d’amore a tratti complicata, vissuta tra notti infinite, feste di paese e momenti che sembrano scene di un film. È un mix di emozioni forti e di quella voglia di libertà che solo l’estate sa regalare.

“Un giorno di settembre” è per chi ama ricordare, per chi ha vissuto momenti intensi anche solo per una notte e per chi, come me, a volte ha bisogno della musica per lasciarsi andare davvero.

KENE in una lingua africana, significa “solo”, non so spiegare bene il perché lo abbia scelto, ma quella parola mi ha colpito subito. Oggi quella solitudine è diventata forza: “Soli oggi, ma non domani” è il mio modo per ricordarlo sempre.

Multilink: https://kene.lnk.to/gbviuq

Biografia

Amadio Valerio ha 21 anni e viene dalla provincia di Roma. Studia Scienze Motorie, ma quello che davvero lo fa sentire vivo è la musica. Per lui non è solo una passione, è terapia. Ha iniziato a scrivere a 16 anni, in un periodo buio della sua vita. Da piccolo giocava a tennis a livello agonistico, ma già a 12 anni sembrava un lavoro. La pressione e le aspettative lo hanno portato a chiudersi, a tenersi tutto dentro. Poi ha iniziato a scrivere ogni giorno, come fosse una necessità, il suo posto sicuro, l’unico spazio in cui riusciva a respirare davvero. Per due anni ha tenuto tutto nascosto, poi un giorno ha trovato il coraggio di far ascoltare qualcosa ad un amico e da lì ha inciso il suo primo brano, aprendosi anche con i suoi genitori che lo hanno sempre sostenuto in questo percorso artistico. “Soprattutto devo tanto alla mia ragazza, senza di lei forse non avrei mai trovato la forza di buttarmi davvero.”

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Lavoro, Tiso(Accademia IC): “Giovani guardano prima stipendio”

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“Oggi molti giovani, quando pensano al proprio futuro professionale, mettoerebbero al primo posto la retribuzione. Secondo una ricerca condotta da ELIS nel 2025 su oltre 1.300 studenti delle scuole superiori italiane, il 31,7% ha indicato il fattore economico come criterio principale nella scelta del lavoro. Subito dopo viene il desiderio di equilibrio tra vita privata e lavoro (30,6%), seguito dalla possibilità di fare carriera (23,8%). Solo una piccola parte – appena l’8,1% – sogna una professione che permetta di essere utile agli altri. Questo dato fa riflettere: in un mondo dove si parla spesso di impatto sociale, sostenibilità e valori, la maggioranza dei giovani sembra orientata verso sicurezza economica e realizzazione personale. Ma attenzione: questo non significa che i giovani siano egoisti o disinteressati al bene comune. Piuttosto, è il segno di un’epoca in cui l’incertezza economica e la precarietà spingono le nuove generazioni a cercare stabilità prima di tutto. C’è poi anche una parte di giovani che rappresenta una minoranza preziosa: quelli che scelgono il lavoro per passione, per senso civico, per contribuire al cambiamento. E in un mondo dove la stabilità economica è spesso la priorità, i lavori di utilità sociale rischiano di passare in secondo piano. Eppure, sono proprio questi lavori a costruire coesione, inclusione e futuro sostenibile. Valorizzarli tra i giovani significa raccontarli meglio, riconoscerli di più e renderli degni sul piano professionale e umano. Quando il lavoro sociale diventa un’opportunità concreta – ben pagata, formativa e trasformativa – i giovani non solo lo scelgono, ma lo reinventano. Perché ciò che è utile agli altri, è anche il modo migliore per essere utili a sé stessi e al mondo”.

Così, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della Associazione Bandiera Bianca

I Ristoranti in hotel più romantici d’Italia (e non solo): esperienze da vivere a due

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Dalla laguna di Venezia ai panorami mediterranei: romanticismo senza confini

Cenare in una cornice da sogno è molto più di un semplice pasto: è un ricordo che resta inciso per sempre. Che si tratti di una proposta di matrimonio, di un anniversario speciale o semplicemente della voglia di sorprendere la propria metà, ecco una selezione di Condé Nast Johansens dei ristoranti più romantici d’Italia, con un paio di gemme internazionali che valgono il viaggio.

L’Alcova – Ca’ Sagredo Hotel, Venezia

Affacciato direttamente sul Canal Grande, questo palazzo del XV secolo è un autentico scrigno di storia e bellezza che custodisce il romanticismo più puro e senza tempo di Venezia. Ogni dettaglio, dagli affreschi originali alle atmosfere d’epoca, contribuisce a creare un’esperienza immersiva, capace di far rivivere l’incanto della Serenissima. La terrazza sospesa sull’acqua, con le gondole che scivolano silenziose e le luci dei palazzi riflessi nei canali, è il palcoscenico ideale per una cena a lume di candela, tra intimità e magia. In cucina, lo chef Remo Marchiori reinterpreta con raffinatezza i sapori della tradizione veneziana, fondendo creatività e leggerezza, con una particolare attenzione al benessere e alla qualità degli ingredienti. Un viaggio sensoriale che celebra la città lagunare in ogni piatto, trasformando ogni portata in un ricordo indimenticabile.

Accumandugi Hall – Castello di Petroia, Umbria

Un castello medievale che sembra uscito da una fiaba, immerso nella quiete delle colline umbre: qui le cene si svolgono in una sala calda e accogliente, illuminata dalla luce soffusa delle candele e dal crepitio rilassante del camino. L’atmosfera intima e suggestiva rende ogni pasto un’esperienza unica, ideale per momenti speciali a due. Il menu celebra con maestria la cucina umbra, spaziando dalle ricette medievali alle interpretazioni più contemporanee, con ingredienti biologici, tartufi locali e prodotti genuini provenienti direttamente dalle terre circostanti. Ogni piatto è un incontro tra tradizione e creatività, capace di raccontare i sapori autentici della regione.

Gabbiano Azzurro Hotel & Suites, Sardegna

Una cena pieds dans l’eau, sotto un gazebo privato sulla spiaggia di Golfo Aranci, dove il bianco della sabbia si fonde con il blu intenso del Mediterraneo. Tra candele tremolanti, delicati fiori profumati e musica soffusa, ogni momento diventa un’esperienza sensoriale unica. Il mare che lambisce dolcemente la riva, il tramonto che tinge il cielo di sfumature calde e la brezza marina rendono la scenografia naturale di questa serata semplicemente indimenticabile, perfetta per celebrare l’amore e la magia del momento.

Espirima – Athina Luxury Suites, Santorini

Sospeso sulla celebre caldera di Santorini, questo ristorante regala una delle viste più spettacolari dell’intero Mediterraneo, dove le acque turchesi si fondono con il cielo all’orizzonte. La cucina mediterranea e greca dello chef Andreas Maras celebra sapori autentici e ingredienti locali, esaltando ogni piatto con creatività e raffinatezza. Al tramonto, la luce del sole trasforma il panorama in uno spettacolo di colori caldi e sfumature dorate, rendendo ogni cena un’esperienza romantica e indimenticabile, perfetta per chi cerca emozioni genuine e atmosfere da sogno.

Amphitryon – Château Louise de La Vallière, Valle della Loira

Un castello del XVII secolo dove storia, arte e alta cucina si fondono in un’esperienza senza tempo. Tra arazzi sontuosi, stoffe preziose e ambienti che respirano atmosfere d’epoca, il ristorante Amphitryon propone menu di cucina francese classica, curati nei minimi dettagli, e un’eleganza che sembra riportare gli ospiti direttamente alla corte del Re Sole. Ogni piatto diventa un piccolo capolavoro, capace di coniugare tradizione, raffinatezza e creatività, mentre l’ambientazione regale trasforma ogni cena in un viaggio tra storia e gusto.

Dona Maria Restaurant – Forte de Gaia, Porto (Portogallo)

Una terrazza panoramica che domina il maestoso fiume Douro, dove ogni tavolo gode di una vista mozzafiato sulle acque scintillanti e sulle colline circostanti. Gli interni, eleganti e sensuali, sono immersi in una luce soffusa che crea un’atmosfera intima e raffinata, ideale per una cena a due. Il menu celebra i sapori autentici del nord del Portogallo, tra piatti tradizionali e creazioni contemporanee, sempre accompagnati da una selezione di vini Porto d’eccellenza. Un luogo dove gastronomia e romanticismo si incontrano, trasformando ogni pasto in un’esperienza indimenticabile.

Château Eza – Costa Azzurra (Francia)

Un vero e proprio nido romantico, arroccato nel suggestivo borgo medievale di Èze, con una terrazza che si affaccia direttamente sullo scintillante Mediterraneo. Al calar del sole, le luci delle barche che solcano il mare e lo scenario pittoresco della Costa Azzurra trasformano il panorama in una cornice da sogno, ideale per cene intime e indimenticabili. La cucina francese-mediterranea dello chef Justin Schmitt esalta i prodotti locali e di stagione, combinando eleganza e creatività in ogni piatto. Ogni dettaglio, dalla vista mozzafiato alla cura gastronomica, contribuisce a creare un’esperienza sensoriale unica, dove gusto e romanticismo si fondono in perfetta armonia.

Per conoscere tutti ristoranti più romantici selezionati da Condé Nast Johansens: https://www.johansens.com/inspiration/best-romantic-restaurants-in-romantic-hotels/

Condé Nast Johansens

Condé Nast Johansens, degli stessi editori di Vogue, GQ, Tatler, Condé Nast Traveller e Vanity Fair, è la principale guida di riferimento per chi viaggia. Con più di 40 anni di esperienza nell’ispezione e nella consulenza di strutture in tutto il mondo, il team di Condé Nast Johansens di Local Experts dedicati, ispeziona ogni proprietà anno dopo anno. Se consigliano una struttura, ci si può fidare sul fatto che si vivrà un’esperienza eccezionale. Con un pubblico di circa 3.6 milioni di lettori (3,3 milioni della Luxury Hotel Guide e 300.000 della Luxury Spas Guide), la distribuzione delle Guide è di 16.100 copie in tutto il mondo.

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Museo Horne: tesori rinascimentali nel cuore di Firenze

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La casa-museo custodisce dipinti, sculture e oggetti d’arte che raccontano la magia del Rinascimento fiorentino

Aperto al pubblico nel 1921, il Museo Horne nasce dalla visione del collezionista e storico dell’arte Herbert Percy Horne, che lo concepì come una casa-museo capace di restituire l’autenticità della vita e dell’arte del Rinascimento fiorentino. Oggi, questo straordinario luogo custodisce un’importante collezione di capolavori firmati da grandi maestri come Giotto, Masaccio, Beccafumi e molti altri. L’atmosfera intima e raccolta del museo, unita all’eccezionale qualità delle opere esposte, lo rende una tappa imprescindibile non solo per gli appassionati d’arte, ma anche per chi desidera compiere un viaggio suggestivo nella Firenze del Quattrocento e Cinquecento. Per un soggiorno all’insegna della bellezza e del comfort, l’FH55 Hotel Calzaiuoli, situato a pochi passi dalla casa-museo, è la base perfetta da cui partire per scoprire questo tesoro di Firenze.

Firenze è la città d’arte per eccellenza, è amata dai visitatori di tutto il mondo per la sua straordinaria bellezza e per la ricchezza del suo patrimonio storico. Ogni angolo delle sue strade racconta una storia intima, autentica, fatta di arte, cultura e vita quotidiana. Oltre ai celebri capolavori custoditi nei grandi musei, la Città del Giglio offre luoghi meno noti ma altrettanto preziosi, capaci di far vivere esperienze più raccolte e personali. Tra questi, spicca il Museo Horne, una gemma nascosta nel cuore di Firenze che conserva intatto il fascino e l’eleganza del Rinascimento. Il museo nasce dalla passione di Hebert Percy Horne, raffinato intellettuale inglese, architetto, designer, storico dell’arte e collezionista, che alla fine dell’Ottocento si trasferì a Firenze attratto dalla sua atmosfera culturale e artistica. Animato da un profondo amore per il Rinascimento italiano, Horne dedicò gran parte della sua vita a ricercare, studiare e collezionare oggetti d’arte che potessero ricostruire lo stile e il gusto dell’epoca nella loro autenticità e originalità. Nel 1911 acquistò Palazzo Corsi, un’elegante dimora quattrocentesca situata in via dé Benci, con l’intento di trasformarla in una casa-museo che riflettesse l’estetica del Rinascimento non solo attraverso i capolavori esposti, ma anche attraverso l’architettura, l’arredamento e l’atmosfera. Alla sua morte, Horne lasciò il palazzo allo Stato Italiano con il desiderio che venisse conservato e reso accessibile al pubblico. Oggi il museo ospita oltre 6 mila oggetti, tra cui dipinti, sculture, mobili, ceramiche, medaglie e sigilli, utensili, tessuti, libri e disegni: tra le opere di eccezionale pregio si può ammirare la tavola raffigurante Santo Stefano dipinta da Giotto tra il 1330 e il 1335, la Madonna col Bambino tra i santi Girolamo e Maddalena, realizzata da Bartolomeo dé Landi tra 1478 e il 1480, un trittico di Pietro Lorenzetti, la Deposizione della Croce di Gozzoli, il San Girolamo penitente di Piero di Cosimo e anche le opere di Simone Martini, Massaccio e Filippo Lilli.

Tra le sculture più affascinanti della collezione del museo, ne spiccano due in terracotta realizzate da Giambologna: la Venere inginocchiata e il Nudo Virile. La prima, risalente al 1560, proviene dalla collezione privata di Ferdinando de’ Medici e raffigura la dea con il corpo in torsione mentre la figura si protende all’indietro per afferrare un panno, generando una torsione dinamica che invita lo spettatore a girarle intorno, in un dialogo continuo tra forma e movimento. Il Nudo Virile, realizzato nel 1572, colpisce invece per la forza che emana: il volto sereno e lo sguardo penetrante stabiliscono un contatto diretto con chi osserva, in un equilibrio perfetto tra intensità espressiva e padronanza tecnica.

Accanto a queste sculture, la collezione grafica del museo custodisce altri autentici tesori: tra questi, la Testa di una Musa un disegno preparatorio di Raffaello Sanzio al Parnaso per la Stanza della Segnatura, un foglio di straordinaria delicatezza e bellezza, in cui lo spirito classico incontra l’eleganza rinascimentale. Di particolattribuito al più magico e surreale il Museo Horne è il secondo piano del palazzo, unico ambiente arredato dallo stesso Herbert P. Horne, con la sua biblioteca composta da circa cinquemila volumi, codici miniati, manoscritti, incunaboli e cinquecentine.

Visitare il Museo Horne significa compiere un viaggio intimo e silenzioso nel cuore del Rinascimento. Varcata la soglia del palazzo, ci si ritrova immersi in un’atmosfera sospesa, quasi fuori dal tempo: le stanze, perfettamente arredate con mobili originali, opere d’arte e oggetti d’uso quotidiano, raccontano una Firenze elegante, colta, privata. Qui non si è semplici spettatori: ci si sente ospiti in una dimora viva, in dialogo con l’arte.

Per chi desidera vivere un soggiorno all’insegna dell’arte e del comfort nel cuore di Firenze, l’FH55 Hotel Calzaiuoli rappresenta la scelta ideale. Situato nell’omonima via, tra il Duomo e Piazza della Signoria, la struttura unisce l’eleganza di uno stile sobrio e contemporaneo alla calda accoglienza dell’ospitalità fiorentina. Grazie alla sua posizione strategica, è possibile raggiungere il Museo Horne con una breve e piacevole passeggiata tra le vie più iconiche della città, godendo di un percorso che è già di per sé un’immersione nell’arte e nella storia.

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