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Sanità, Tiso(Accademia IC): “Carenza pediatri di famiglia è fatto preoccupante”

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“In sanità si sta concretizzando una emergenza professionale e occupazionale di cui troppo poco ancora si parla. Secondo l’analisi della Fondazione GIMBE, infatti, in Italia mancherebbero almeno 502 pediatri di libera scelta ed entro il 2026, circa 1.738 pediatri potrebbero andare in pensione, e non sarebbe garantito un ricambio generazionale sufficiente. Una situazione assai preoccupante che potrebbe avere una serie di effetti negativi sul servizio sanitario nazionale e sulla qualità delle prestazioni: ad esempio, accesso ritardato alle cure, sovraccarico dei pediatri esistenti, rischio per i più vulnerabili, discontinuità assistenziale e stress per le famiglie. E’ chiaro ed evidente che governo e regioni devono intervenire e subito con soluzioni mirate e concrete. Come? Ridefinendo le fasce d’età di competenza dei pediatri per una stima più realistica del fabbisogno; rendendo più attrattiva la professione, con incentivi economici e organizzativi; snellendo le procedure burocratiche per l’inserimento dei nuovi pediatri nel SSN; e attuando le riforme territoriali previste dal PNRR. Insomma per evitare che la carenza di pediatri in Italia abbia ripercussioni serie sulla salute e sul benessere dei bambini, è necessaria e improcrastinabile una riforma profonda della assistenza sanitaria territoriale”.

Così, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.

Al via “primattore”: il corso gratuito per attori e attrici finanziato dall’asp fondazione piccolomini

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Al via “primattore”: il corso gratuito per attori e attrici finanziato dall’asp fondazione piccolomini

Iscrizioni aperte fino al 14 settembre 2025 – Lezioni a Roma dal 30 settembre

Roma – Sta per iniziare PRIMATTORE, un innovativo corso gratuito di formazione teatrale per attori e attrici, ideato e promosso con il sostegno dell’ASP Fondazione Piccolomini, realtà impegnata da anni nel favorire l’accesso alla cultura e alla formazione artistica. Il corso prenderà il via il 30 settembre 2025 a Roma, con iscrizioni aperte fino al 14 settembre.

L’iniziativa è rivolta a giovani e adulti appassionati di teatro, ma anche a chi gestisce realtà teatrali: la fascia d’età ammessa è stata ampliata e sono stati inclusi titolari di associazioni teatrali, in un’ottica di crescita collettiva del tessuto culturale e produttivo.


un percorso completo: dalla teoria alla scena

PRIMATTORE si propone come un laboratorio intensivo multidisciplinare, dove teoria e pratica si fondono per accompagnare i partecipanti in tutte le fasi del processo creativo e produttivo teatrale: dalla nascita di un’idea alla scrittura drammaturgica, dalla messa in scena alla promozione.

Il cuore del percorso sarà un progetto originale ispirato al tema dell’identità scenica, con uno studio approfondito del pensiero di Luigi Pirandello e della sua opera più emblematica, Uno, nessuno e centomila. Questo studio diventerà la base per la creazione di uno spettacolo originale, che sarà messo in scena al termine del percorso.


materie e contenuti

Le lezioni, teoriche e pratiche, abbracciano tutti gli ambiti fondamentali della produzione teatrale:

  • Scelta e scrittura del testo
  • Pirandello e l’identità scenica
  • Regia e direzione artistica
  • Costi di produzione e gestione compagnia
  • Scenografia sostenibile e creativa
  • Costume, musica e make-up
  • Promozione social e rapporti istituzionali
  • Sponsor e comunicazione
  • Mercato teatrale e distribuzione

Ogni modulo sarà accompagnato da esercitazioni pratiche, simulazioni e incontri con i professionisti coinvolti.


i docenti: nomi di rilievo del teatro e dello spettacolo

A guidare il corso, una squadra di professionisti riconosciuti a livello nazionale, attivi nel panorama teatrale, televisivo e cinematografico:

  • Fausto Costantini – Attore, regista, autore e direttore artistico. Ha lavorato con Gigi Proietti, Vittorio Gassman, Ornella Muti e molti altri. Insegnante con una lunga esperienza tra scuole, aziende e contesti culturali diversi.
  • Barbara Bovoli – Attrice, autrice e psicologa. Ha collaborato con Alessandro Haber, Corrado Tedeschi, Maurizio Micheli, Danilo Rea. Specializzata in doppiaggio e interpretazione, unisce l’analisi psicologica alla costruzione del personaggio.
  • Giovanni Nardi – Scenografo laureato all’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha lavorato con Pier Francesco Pingitore, Livio Galassi e altri registi noti, portando in scena visioni sceniche coerenti, sostenibili e di impatto.
  • Ludovica Cremonini – Esperta in make-up per teatro, cinema e tv. Da anni si occupa anche di social media management e organizzazione eventi per compagnie teatrali con artisti come Debora Caprioglio, Pippo Franco, Alessandro Haber.
  • Francesco Montanari – Attore di chiara fama, celebre per il ruolo de Il Libanese in Romanzo Criminale e di Saverio Barone ne Il Cacciatore. Direttore artistico del Teatro Manini di Narni e docente in numerosi workshop teatrali nel Lazio. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico.

una proposta formativa inclusiva e concreta

PRIMATTORE si distingue non solo per la qualità dell’offerta didattica, ma anche per la volontà di creare una comunità teatrale viva e consapevole, in grado di affrontare le sfide del mercato e costruire progetti artistici duraturi e professionali.

Il corso è interamente gratuito e a numero chiuso, previa selezione. Si rivolge a:

Presidenti o membri di associazioni culturali e teatrali

Attori e attrici, aspiranti o in formazione

Operatori e operatrici teatrali

Giovani creativi e appassionati di spettacolo

come partecipare

Inizio corso: 30 settembre 2025
Luogo: Roma (sede comunicata ai selezionati)
Scadenza iscrizioni: 14 settembre 2025
Richiesta partecipazione e informazioni:
 www.fondazionepiccolomini.it/notizie/corso-di-formazione-gratuito-per-attori-ed-attrici-primattore

Agente Lisa ringrazia mezzo milione di follower

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Sui social i cittadini dal 2009 possono contare sull’aiuto di una poliziotta sempre presente, Agente Lisa, unico caso di profilo friendly tra le Forze di polizia, che attraverso Facebook consiglia, mette in guardia da truffe e pericoli e racconta i quotidiani interventi dei suoi colleghi sul territorio.

L’agente virtuale non parla di grandi operazioni di polizia giudiziaria, perché quelle le racconta il profilo istituzionale della Polizia di Stato, ma di piccoli gesti che fanno sentire al sicuro i cittadini con il motto #essercisempre.

Tra i post più graditi ci sono i consigli per evitare truffe online o per mettere in guardia gli anziani. A rispondere, salutare e consigliare i cittadini non è un bot ma poliziotti in carne ed ossa che, dopo aver prestato servizio in vari reparti e uffici, ora parlano ai cittadini attraverso i social.     

La pagina Facebook oggi ha raggiunto mezzo milione di followers e Lisa li ha voluti ringraziare con un video. A darle voce però in questo caso è stata l’intelligenza artificiale.

M.O., AGGRESSIONE AUTOGRILL, DE CORATO (FDI): «TURISTA EBREO AGGREDITO E INDAGATO CONFERMA MILANO CITTA’ ANTISEMITA».

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Milano, 05 Agosto 2025 – «Leggo che il turista francese-ebreo, aggredito qualche settimana fa in un Autogrill di Lainate con a fianco il bambino di anni 6, risulta anch’esso tra gli indagati. E’ proprio il caso di dire ‘cornuto e mazziato’. Al momento, però, non ci sono prove ufficiali di quanto fatto realmente dal turista francese. Spero che presto le indagini del Procuratore Fusco e della Digos, mettano in luce quanto è realmente successo e chi ha sbagliato è giusto che paghi. Credo che sia giunto il momento che tutto questo odio razziale e antisemitismo sia a Milano e sia in tutta la Provincia, finisca perché il capoluogo lombardo e tutta l’area metropolitana sono le più antisemite d’Italia». Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.

MILANO, CASO RAMY, DE CORATO: «GRAVE CHE PM HA FATTO INDAGINE CON PERIZIA PROCURA CHE ASSOLVEVA CARABINIERI»

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La solidarietà portata lo scorso gennaio dal Deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato all’Arma dei Carabinieri in via Moscova a Milano. 

Nella foto il Deputato con il vice Comandante Provinciale dell’Arma Colonnello Igor Infante

Milano, 05 Agosto 2025 – «Leggo la chiusura da parte della Procura delle indagini sui Carabinieri per il caso Ramy. Trovo vergognoso il fatto che i Pm, nonostante la perizia della Procura avesse discolpato i militari non ritenendoli responsabili dell’impatto con il T-max, abbia proseguito le indagini. Ogni giorno, per le strade e i quartieri dell’Italia intera, migliaia di donne e uomini in Divisa operano con coraggio, onestà, disciplina, dedizione e enorme spirito di sacrificio per difendere tutti i cittadini anche nei momenti più particolari e complessi. Da sempre sono grato, e lo sarò per tutta la vita e anche particolarmente vicino all’intera Arma dei Carabinieri e, come ho già fatto nei mesi scorsi condannando le gravi accuse, rivolgo la mia totale solidarietà ai due Carabinieri milanesi vergognosamente incolpati sul caso Ramy che ha visto perdere la vita di un giovane ragazzo mentre fuggiva, appunto, da un alt dell’Arma, peraltro con il casco male allacciato poi perso durante la fuga. Lo scorso gennaio, inoltre, mi sono recato presso la Caserma dei Carabinieri in Moscova portando la mia vicinanza e gratitudine all’intero Comando e al Comandante Provinciale Colonnello Igor Infante. Da subito io mi sono espresso in difesa dei due agenti che poi, ricordo, lo scorso 12 marzo sono stati completamente assolti dalla perizia della Procura che, dopo attente analisi, rilievi e valutazioni, ha chiaramente evidenziato che i due Carabinieri a bordo della Giulietta “si sono attenuti conformemente alle procedure previste in uso alle Forze dell’Ordine”». 

Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.

Trovato in casa con una freccia in testa ma ancora vivo: è giallo ad Ancona

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Un commerciante 65enne è sopravvissuto due giorni con un dardo conficcato nel capo: lo hanno trovato ancora vigile i Carabinieri. Ecco cosa si sa

ANCONA – Hanno trovato un uomo disteso sul letto, vivo, vigile, con una freccia conficcata nella testa. Questa la scena tremenda apparsa ai Carabinieri, intervenuti nel quartiere di Collemarino ad Ancona, sollecitati dai parenti di un 65 enne, residenti fuori città. I militari si sono così recati nell’abitazione di un commerciante anconetano che non dava più notizie di sé da due giorni. Il ferito è stato immediatamente trasferito all’ospedale a Torrette di Ancona, dove è arrivato con gli occhi aperti, proferendo parole sconnesse. È stato sottoposto ad una delicata operazione a cui è sopravvissuto, anche se tuttora risulta ricoverato in rianimazione e la sua prognosi rimane riservata.

AL VAGLIO L’IPOTESI DI UN INCIDENTE DOMESTICO

Come l’uomo sia arrivato a ferirsi con un dardo di balestra piantato in testa resta per ora un mistero: i Carabinieri, intervenuti subito sul posto, hanno provveduto a informato dell’accaduto la Procura della Repubblica di Ancona e il pm di turno, Andrea Laurino, attende l’informativa completa prima di aprire o meno un fascicolo. L’ipotesi più accreditata al momento è quella di un incidente domestico: l’uomo infatti è un collezionista di armi antiche. Mentre è esclusa l’ipotesi di una aggressione, data l’assenza di segni di effrazione in casa. Non è escluso il gesto autolesionistico, sebbene l’uomo non soffrisse di disturbi psichici conclamati e non era in cura al centro di salute mentale.IL NEUROCHIRURGO: “UN MILLIMETRO PIÙ, IN LÀ E SAREBBE MORTO SUL COLPO”

Intervistato dal quotidiano “Corriere della Sera”, il professore Maurizio Iacoangeli, primario di Neurochirurgia dell’ospedale Torrette parla di un vero e proprio miracolo: “La freccia ha evitato le aree nobili del cervello, un millimetro più in là, e il paziente sarebbe morto sul colpo. È stato fortunato. O — se uno ci crede — aiutato dall’alto”. Ma anche l’intervento, ben riuscito, è stata un’operazione delicatissima e preparata nel dettaglio, con lo studio accurato della Tac, evitando le possibili e gravissime complicanze di un’emorragia massiva. Il tutto grazie alle ‘dritte’ ricevute da un collega impegnato nell’esercito americano. “Abbiamo un amico/collega, Rocco Armonda, neurochirurgo dell’esercito americano- spiega infatti Iacoangeli- che è stato impegnato negli anni in diversi scenari: Iraq, Iran, ora Ucraina. Tiene lezioni sulle lesioni penetranti nei teatri di guerra. Proprio di recente è stato lui a insegnarci molti trucchi per questo tipo di interventi”.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Gli arbitri spiegheranno le decisioni Var in tempo reale, allo stadio

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TOM PH

E’ la grande novità arbitrale della Serie A di quest’anno annunciata da Rocchi: “Dovremo essere molto bravi a comunicare”

ROMA – L’arbitro si ferma, guarda, ascolta, guarda meglio, decide. E poi spiega. A tutti, in diretta. Al pubblico dello stadio e a quello sul divano: è la grande novità arbitrale della Serie A di quest’anno annunciata in conferenza da Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di calcio di Serie A e B, insieme ad Antonio Zappi, presidente dell’AIA. “L’arbitro potrà spiegare direttamente allo stadio e in tv la decisione assunta dopo un intervento Var. È un passo avanti importante nella comunicazione, che già da anni curiamo con trasparenza. Adesso, però, le spiegazioni saranno in tempo reale, davanti a tutti. Dovremmo essere molto bravi a comunicare, cercheremo delle parole e delle formule uniformi, poi è chiaro che potranno esserci delle leggere sfumature diverse a seconda dei diversi arbitri e delle diverse personalità. Ci prepareremo a fondo soprattutto dal punto di vista comunicativo. Abbiamo un gruppo selezionato e vogliamo uniformare linguaggio e contenuti per essere chiari con il pubblico. Non esiste un tempo massimo per gli announcement in campo, perché ogni arbitro ha il suo stile, il suo linguaggio e i suoi tempi di reazione. Dobbiamo ancora lavorare per uniformare il contenuto delle spiegazioni, ma non metteremo limiti rigidi: conterà soprattutto la qualità della comunicazione”.

“Se c’è un errore che abbiamo commesso l’anno scorso – ha aggiunto il designatore – è stato quello di comunicare troppo poco. A volte abbiamo cercato di proteggere il gruppo anziché mostrare cosa realmente accadeva. E invece quando siamo trasparenti, la gente ci segue e ci capisce. Quest’anno saremo più aperti, più chiari. La spiegazione delle decisioni aiuta a far comprendere il nostro lavoro. È un punto su cui vogliamo migliorare ancora”.“I migliori arbitri sono quelli che decidono in campo, a prescindere dal Var. Premieremo chi avrà il coraggio e la lucidità di assumersi le responsabilità senza demandare tutto alla tecnologia”, spiega Rocchi. “La tecnologia va usata bene e al momento giusto, ma non deve deresponsabilizzare gli ufficiali di gara. Continueremo a insistere su questo aspetto, soprattutto con i più giovani”.E riguardo alle “regole d’ingaggio” della Var Rocchi dice che “è ora di passare dal chiaro e grave errore all’errore, se c’è un forte dubbio il Var deve richiamare l’arbitro, altrimenti a fine campionato ci lamentiamo dei mancati interventi. Noi siamo aperti al dialogo, ma non agli attacchi. Se dovessimo assistere a episodi aggressivi, saremo pronti a prendere anche molti provvedimenti disciplinari, soprattutto a inizio stagione, per dare un segnale forte. Abbiamo recuperato un’ottima cooperazione con i capitani e ci aspettiamo collaborazione anche da club e calciatori. Il confronto va bene, ma deve essere rispettoso. Nelle scorse stagioni alcuni messaggi non sono stati recepiti fino in fondo. Per questo, stavolta, saremo anche più severi”.

 Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

La Polizia locale si è stufata: “Siamo la ‘Cenerentola’ delle forze dell’ordine, basta”

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I sindacati della Polizia locale hanno chiesto ai deputati una serie di modifiche sul loro contratto e inquadramento, a partire da “pari dignità e diritti” con gli altri Corpi di polizia

REGGIO EMILIA – Da Trieste a Messina sono gli operatori più vicini ai cittadini, presenti in 8.000 Comuni italiani alcuni dei quali con appena 1.000 abitanti. E ogni giorno ricevono da sindaci, prefetti e questori richieste di attività “border line” con l’ordine pubblico, inerenti lo spaccio droga, il contrasto alla prostituzione e la movida violenta. Eppure la Polizia locale è ancora considerata “la Cenerentola” delle Forze dell’ordine, a livello normativo e contrattuale. Lo denunciano Michele Malocco, coordinatore nazionale della Cisl Funzione pubblica per la Polizia locale e Luca Falcitano, presidente dell’Associazione Polizia Locale Regione Emilia-Romagna (Aplrer), ascoltati il 30 luglio scorso in commissione Affari costituzionali alla Camera nell’ambito dell’esame dei progetti di legge sul “riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale”.

LA RICHIESTA: “PARI DIRITTI E DIGNITÀ DEGLI ALTRI CORPI DI POLIZIA”

I sindacati ritengono in particolare ormai “improcrastinabile” una riforma della legge quadro che risale al 1986 e che “si aspetta da 40 anni”, chiedendo inoltre “pari dignità e diritti” con i Corpi di Polizia di ordinamento statale. Il primo punto sollevato è quello del personale -oggi pari a 60.000 agenti a livello nazionale- che nel periodo tra il 2014 e il 2022 è diminuito di 8.000 unità. Inoltre sono lavoratori con un’età media età oltre 50 anni, non sostituiti quando vanno in pensione. Un tema particolarmente sentito da Cisl e Aplrer è poi quello degli infortuni, circa 2.000 all’anno, molti dei quali legati ad aggressioni. Solo per la Polizia locale (e non per gli altri Corpi) è infatti prevista una decurtazione dello stipendio per i primi 10 giorni di assenza, seppure applicata solo al trattamento accessorio.“È UNA GUERRA TRA POVERI”

Per le parti sociali, inoltre, va ripristinata la pensione di invalidità contratta per cause di servizio. A proposito di salario accessorio i limiti che non permettono di usare i proventi delle multe per la Polizia locale, “creano una guerra tra poveri per pochi euro tra chi va in strada e anche di sera e di notte garantisce la sicurezza che lo Stato ci continua a chiedere e gli altri dipendenti pubblici”.“DATECI L’ACCESSO ALLE BANCHE DATI”

Tra le altre richieste delle sigle sindacali, anche la possibilità per gli agenti di collegarsi alle banche dati interforze, per conoscere la fedina penale delle persone fermate. “Nell’80% dei casi- sottolinea infatti Falcitano- riusciamo a sapere queste informazioni solo grazie al buon senso e all’amicizia di colleghi Polizia dello Stato”. Vengono inoltre chiesti risarcimenti alle famiglie delle vittime del dovere e- come fatto in Emilia-Romagna tramite una legge regionale- il supporto psicologico per gli operatori.
E ancora: assistenza legale piena, creazione dell’albo nazionale dei comandanti della Polizia locale, possibilità di portare l’arma al di fuori del servizio, l’attribuzione della qualifica di polizia tributaria e l’uniformità della foggia delle livree e dei mezzi di servizio in tutta Italia. Insomma, “una equiparazione in tutto e per tutto con le forze statali perché le funzioni svolte sono le stesse”, evidenzia Malocco. Le misure chieste, chiude Falcitano “vogliono proiettare la Polizia locale nel futuro”. Sul fronte delle risorse per dare gambe alla riforma, nel 2021 è stato deliberato un primo fondo dedicato di 20 milioni, la cui creazione era prevista l’anno successivo.

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Trump show: “L’Europa mi regala 600 miliardi, ci faccio quel che voglio. Altrimenti gli aumento i dazi al 35%”

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URSULA VON DER LEYEN PRESIDENTE COMMISSIONE EUROPEA DONALD TRUMP PRESIDENTE USA

Secondo il Presidente Usa per convincere Putin “a smettere di uccidere persone basta abbassare il prezzo dell’energia. La Nato “Fanno tutto quello dico io”. E minaccia dazi sui farmaci del 250%

ROMA – Donald Trump ora ha una nuova idea per convincere Putin a “smettere di uccidere persone”: “Basta abbassare il prezzo dell’energia di altri 10 dollari al barile”. Perché, ha spiegato il Presidente degli Stati Uniti con l’aria di uno che la sa lunghissima, “non avrà scelta, la sua economia fa schifo”. Già che c’era ha annunciato che “presto” aumenterà i dazi doganali statunitensi sull’India, visto che si ostina a comprare petrolio russo “alimentando la macchina da guerra”. E soprattutto che se l’Europa non manterrà le promesse di investimento previste dall’accordo UE-USA, i dazi saliranno al 35%.

“Hanno abbassato i dazi – ha detto Trump – Hanno pagato 600 miliardi di dollari e per questo motivo ho ridotto i loro dazi dal trenta al quindici percento, e un paio di Paesi mi hanno chiesto: ‘Come mai l’UE paga meno di noi?’ , e io ho risposto: ‘Beh, perché mi hanno dato 600 miliardi di dollari’. E questo è un regalo, non è come un prestito… ci hanno dato 600 miliardi di dollari che possiamo investire in qualsiasi cosa vogliamo. 600 miliardi di dollari da investire in qualsiasi cosa io voglia, qualsiasi cosa. Posso farci quello che voglio. E lo scopo era che ci hanno fatto a pezzi per così tanti anni che è ora che paghino e devono pagare”.Va da sé che l’investimento da 600 miliardi di dollari promesso dall’UE è un po’ più complicato di “un regalo” con cui Trump “può fare tutto ciò che vuole”. Copre principalmente gli impegni esistenti e futuri già assunti dalle aziende europee e non rappresenta un assegno in bianco a Trump. Ma perché arginare un fiume in piena così? Uno che ad un certo punto si lascia scappare pure che i leader della Nato “fanno tutto quello che voglio io”.Ha detto anche che i farmaci sono un capitolo a parte, sparando numeri a casaccio: “Fanno fortuna con i prodotti farmaceutici, e li producono in Cina, in Irlanda e in tutto il resto. Questa è una categoria a parte rispetto ai dazi del 15% su quasi tutto. Queste sono categorie escluse, mi piace chiamarle così, come l’acciaio e l’alluminio. Inizialmente applicheremo una tariffa ridotta sui prodotti farmaceutici, ma tra un anno, un anno e mezzo al massimo, salirà al 150%, e poi al 250%, perché vogliamo che i prodotti farmaceutici siano prodotti nel nostro Paese”.

Tra le altre perle va segnalata questa: Trump ha detto che ha intenzione di firmare un ordine esecutivo per perseguire le banche che a suo dire discriminano lui e i conservatori. “Vi faccio un esempio. Avevo centinaia di milioni. Avevo molti, molti conti pieni di contanti. Ero pieno di contanti, e mi hanno detto: Mi dispiace, signore, non possiamo averla con noi”.

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Caso Almasri, scontro Anm-Nordio. Il ministro: “Inaccettabile invasione di campo”

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CARLO NORDIO MINISTRO GIUSTIZIA

Carlo Nordio si infuria con il presidente dell’Anm, che in radio ha parlato della vicenda Almasri: “Consideravo Parodi equilibrato. Non so come si permetta di citare la mia capo di gabinetto, inaccettabile invasione di prerogative”

ROMA – “Sono sconcertato dalle parole di un presidente Anm considerato, sino ad ora, equilibrato. Non so come si permetta di citare la mia capo di gabinetto, il cui nome per quanto almeno mi risulta, non è citato negli atti. In caso contrario dovrei desumere che Parodi è a conoscenza di notizie riservate. Quanto all’aspetto politico, considero queste affermazioni, fatte da un autorevole rappresentante Anm, una impropria ed inaccettabile invasione di prerogative istituzionali“. Lo dichiara il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Il commento di Nordio si riferisce alle affermazioni fatte dal presidente dell’Anm, Cesare Parodi, che questa mattina è intervenuto a Radio anch’io parlando della vicenda e citando la capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, evocando “ricadute politiche” nel caso di un processo che la riguardasse. Ha detto Parodi: “Un processo dove vengono accertati magari in via definitiva certi fatti ha evidentemente una ricaduta politica, neanche tanto indirettamente, sulle persone coinvolte”. Per Nordio si tratta di un’entrata a gamba tesa e di una interferenza da parte dell’Anm.

La vicenda, su cui in questi giorni si sta nuovamente scaldando lo scontro politico, è quella del rilascio e dell’espulsione di Osama Najeem Almasri, capo della polizia libica di Tripoli, su cui pendeva un mandato di cattura internazionale dalla Corte penale internazionale dell’Aja per crimini di guerra e contro l’umanità. Il torturatore Almasri era stato arrestato dalla Digos il 19 gennaio 2025 e poi rilasciato dalla Corte d’Appello di Roma per un vizio di forma legato alla mancata comunicazione da parte del Ministero della Giustizia, per poi essere espulso dall’Italia. Successivamente, il ministro Nordio è stato iscritto nel registro degli indagati per favoreggiamento e peculato a seguito di un esposto presentato dall’avvocato Luigi Li Gotti. Ieri è arrivata la notizia che il Tribunale dei ministri ha deciso di archiviare la posizione di Giorgia Meloni, chiedendo invece l’autorizzazione a procedere per il rinvio a giudizio di Nordio ma non solo. Anche di Matteo Piantedosi e del sottosegretario Alfredo Mantovano.

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