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Dormire in una bolla trasparente sotto il cielo toscano

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Glamping di lusso per la Notte di San Lorenzo tra desideri, stelle cadenti e natura incontaminata

C’è un luogo in Toscana dove la notte più magica dell’anno si trasforma in un sogno a occhi aperti: è il Relais Antico Podere San Francesco, che per la Notte di San Lorenzo invita le coppie a lasciarsi avvolgere dalla bellezza dell’universo… dormendo in una Bubble Suite trasparente immersa negli uliveti. Un rifugio trasparente tra cielo e mare, dove il comfort raffinato incontra l’emozione di sentirsi parte del paesaggio: qui il lusso si fa silenzioso, e la natura diventa la tua unica cornice.

Negli ultimi anni, il glamping di lusso ha conquistato sempre più viaggiatori, trasformandosi da nicchia curiosa a vera e propria tendenza globale. Il termine, nato dalla fusione tra “glamour” e “camping”, oggi rappresenta una delle formule più apprezzate per chi desidera vivere esperienze a stretto contatto con la natura, senza rinunciare al comfort, al design e alla qualità dei servizi.

Proprio l’Italia, con la sua varietà paesaggistica, il patrimonio culturale e la tradizione dell’accoglienza, si sta affermando come una delle mete più richieste per il glamping di fascia alta. Il nostro Paese ha generato un giro d’affari di quasi 124 milioni di dollari nel 2024, e si prevede che questo valore raddoppierà entro il 2030, superando i 224 milioni di dollari. Sempre più strutture ricettive, agriturismi e resort investono in soluzioni glamping: tende safari dotate di ogni comfort, bubble suite trasparenti, lodge in legno con spa privata, immersi in contesti naturali di grande fascino.

A guidare questa tendenza sono viaggiatori di ogni età, ma in particolare le nuove generazioni, sensibili alla sostenibilità, all’estetica e all’originalità dell’esperienza. Il glamping di lusso risponde perfettamente a queste esigenze, offrendo soggiorni autentici e immersivi, ma anche perfettamente instagrammabili e ricchi di dettagli curati.

In un mondo che cerca sempre più spesso evasione, benessere e connessione con la natura, il glamping non è più solo un’alternativa al classico hotel: è una nuova filosofia del viaggio, che mette al centro l’esperienza, il paesaggio e il tempo di qualità. E l’Italia, con il suo mix di natura, stile e ospitalità, è pronta a diventarne una delle capitali.

Nel cuore della Toscana esiste un luogo in cui sogno e realtà si intrecciano sotto un cielo costellato di desideri: il Relais Antico Podere San Francesco, dove la magia della Notte di San Lorenzo prende vita in un’esperienza che sembra un film… ma si vive davvero. L’aria d’agosto profuma di lavanda, la brezza marina accarezza dolcemente la pelle, e il cielo, punteggiato da scie luminose, diventa lo sfondo ideale per un momento sospeso nel tempo. Sotto una cupola trasparente, immersi nel silenzio della natura e avvolti da un lusso discreto che non ha bisogno di ostentazioni, ogni dettaglio invita alla quiete, all’incanto, all’intimità. È una fuga romantica e irripetibile, pensata per chi desidera rallentare, lasciarsi ispirare dalla bellezza del paesaggio e vivere un’emozione autentica, intensa, indimenticabile.

La Bubble Suite, situata in un’area privata di 80 mq all’interno del parco, è molto più di una camera: è un osservatorio privilegiato sull’universo, una finestra sull’infinito. Le pareti e il soffitto trasparenti permettono di dormire letteralmente sotto le stelle, senza rinunciare al comfort più raffinato. Climatizzazione per le serate estive, una vasca in camera dove rilassarsi sorseggiando un calice di vino, arredi di design studiati per esaltare l’essenzialità dell’ambiente e un’intima sensazione di isolamento, in perfetta armonia con il paesaggio.

E quando il cielo comincia a tingersi d’oro e le stelle lasciano il posto ai primi raggi del sole, la magia continua. Ci si risveglia avvolti dal verde delle colline, dal canto degli uccelli, da una luce morbida che accarezza ogni dettaglio.

Il 10 agosto, quando il cielo della Costa degli Etruschi si anima della spettacolare pioggia di meteore, ogni stella cadente è una promessa, un desiderio sussurrato all’universo. Al Relais Antico Podere San Francesco, quel desiderio prende forma in un’esperienza unica di glamping di lusso, dove la bellezza della natura si fonde con l’eleganza dell’accoglienza e ogni dettaglio è pensato per sorprendere, emozionare, lasciare il segno.

Una notte speciale, capace di raccontare la magia di San Lorenzo come raramente accade di viverla.

Droghei (PD): “ZES, scelta politica che penalizza il Lazio. La Regione pretenda l’inserimento”

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“L’allargamento della ZES unica alle Marche e all’Umbria, annunciato dalla Presidente Meloni, conferma una verità politica: chi governa oggi il Paese non ha alcuna strategia per il rilancio del Lazio. L’esclusione della nostra Regione da una delle poche misure strutturali a sostegno dell’economia reale e della coesione territoriale è una scelta che ci penalizza” – Così Emanuela Droghei, consigliera regionale del Partito Democratico, che aggiunge: “La destra che governa il Lazio finora è rimasta in silenzio, incapace di rivendicare il ruolo della nostra Regione e di difenderne le esigenze industriali e occupazionali. Eppure i segnali di allarme ci sono tutti, a partire dalla crisi dell’automotive. Il mio consiglio non richiesto al presidente Rocca e alla sua giunta è di richiedere subito al governo Meloni, dello stesso colore politico, la ZES anche per il Lazio. Droghei annuncia quindi un’iniziativa istituzionale: Mi attiverò per richiedere la convocazione al più presto dellla commissione competente, affinché la giunta Rocca si esprima formalmente e pretenda dal governo centrale l’inserimento del Lazio nella ZES unica. Non si tratta solo di fondi o crediti d’imposta, ma della capacità della politica di difendere il lavoro, attrarre investimenti, costruire sviluppo. Lasciare fuori il Lazio significa lasciare indietro un’intera comunità produttiva. Una scelta che non è utile a nessuno”.

Dazi, Confeuro: “Per tutela vino servono narrativa corretta e nuovi mercati”

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“La questione dei dazi Usa è solo una parte dei problemi che affliggono la filiera del vino. Serve una narrazione diversa e più corretta, ma anche una strategia di apertura verso nuovi mercati globali.” È quanto dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro, all’indomani del Tavolo del vino convocato ieri a Palazzo Chigi dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. “Negli ultimi anni – prosegue Tiso – il settore vitivinicolo è stato oggetto di un attacco mediatico costante, spesso alimentato da interpretazioni distorte di organismi internazionali come l’OMS, che tendono a equiparare tutte le bevande alcoliche, senza distinguere tra abuso e consumo moderato. È necessario ristabilire una narrazione più equilibrata, che riconosca il vino come parte integrante della dieta mediterranea e della nostra cultura. Il vino non è solo un prodotto agricolo: è il frutto del lavoro dell’uomo, è espressione del territorio, ed è un alimento che, se consumato con moderazione, non nuoce alla salute.”

Secondo Confeuro, è altrettanto urgente guardare oltre il mercato americano per difendere e rilanciare la filiera vitinicola. “Sarebbe un grave errore – aggiunge il presidente nazionale Confeuro, Andrea Tiso – legare il futuro del nostro vino esclusivamente all’andamento dei rapporti commerciali con gli Stati Uniti. Occorre rafforzare la presenza nei mercati in forte espansione, promuovendo il valore del vino italiano come ambasciatore di qualità, tradizione e sostenibilità. Confeuro – conclude Tiso – è pronta a collaborare con le istituzioni affinché le scelte politiche tengano conto della complessità e del valore culturale della filiera vitivinicola. Servono visione, equilibrio e apertura al mondo per garantire al nostro vino il futuro che merita”.

La patata è figlia del pomodoro: la scoperta che riscrive la storia (e forse la geopolitica)

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Lo dice uno studio studio internazionale pubblicato su Cell: 9 milioni di anni fa un incrocio naturale generò il superalimento che oggi sfama oltre un miliardo di persone. E il cui mercato potrebbe cambiare il mondo

ROMA – William McNeill, storico con il pallino delle provocazioni, sosteneva che la patata avesse cambiato il mondo. E forse aveva ragione: questo umile tubero, domesticato diecimila anni fa in Perù, ha nutrito l’Impero Inca, sfamato i conquistadores e spinto l’Europa a conquistare mezzo pianeta tra il 1750 e il 1950. Ora la storia si complica: secondo uno studio internazionale pubblicato su Cell e ripreso dal Paìs, la patata non è altro che la figlia illegittima del pomodoro.

Il genetista cinese Sanwen Huang, a capo della ricerca all’Istituto di Genomica Agricola di Shenzhen, ha analizzato 60 specie affini e scoperto l’origine: nove milioni di anni fa, un incrocio naturale tra una pianta di pomodoro e una patata “etuberosum” (senza tuberi) generò il superalimento che oggi sfama oltre un miliardo di persone. Il gene SP6A, quello che dice alla pianta quando ispessire il fusto e creare il tubero, proviene proprio dal pomodoro. “È stato questo cocktail genetico a darci il tubero che ha cambiato la storia”, spiega Huang.

Una patata da 170 grammi fornisce 135 kcal, metà della vitamina C quotidiana e proteine complete: un concentrato di sopravvivenza. Non a caso la Cina, primo produttore mondiale, sta investendo massicciamente sulla ricerca: “Se miglioriamo la qualità delle patate, possono diventare il nuovo superalimento globale”, sottolinea al Paìs la biologa spagnola Salomé Prat, che già nel 2011 aveva trovato l’interruttore genetico della tuberizzazione.

La scoperta accende scenari da fantascienza agricola: patate e cereali sulla stessa pianta, o addirittura ibridi pomodoro-patata, sogno tentato già nel ’78 dalla genetista Marisol Sacristán. Per ora restano suggestioni, ma la direzione è tracciata: chi controllerà il mercato delle patate dominerà il mondo.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Caso Almasri, la rabbia di Meloni: “Non sono Alice nel Paese delle meraviglie”

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La tesi del Tribunale dei ministri che la scagiona dalle decisioni prese sul caso Almasri ha fatto arrabbiare molto la premier, che si è sentita offesa. Cosa succede ora

BOLOGNA – “Non sono Alice nel Paese delle Meraviglie“. La decisione del tribunale dei ministri per il caso Almasri ha fatto infuriare, e non poco, Giorgia Meloni. I giudici hanno deciso di archiviare la sua posizione e chiedere invece l’autorizzazione per procedere nei confronti di Matteo Piantedosi e Carlo Nordio. Questo, però, ha fatto arrabbiare la premier, come si capisce dalle parole dell’intervista che ha rilasciato a La Stampa: “Sono il capo del governo. Non mi aspettavo che si potesse dire che i miei ministri governano a mia insaputa“. Una tesi offensiva, quella che altri prendano decisioni al posto suo. Nordio e Piantedosi, insieme al sottosegretario Alfredo Mantovano, avrebbero deciso in autonomia di mettere Almasri su un jet della presidenza del Consiglio per rispedirlo in Libia.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Sei persone denunciate per incendio colposo dai carabinieri Forestale  

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Sei ettari di noceto, 2.000 mq circa di incolto, 80.000 mq di bosco bruciati e sei persone deferite all’A.G. nell’arco di pochi giorni: è questo il risultato della propagazione di quattro distinti incendi boschivi di natura colposa in Provincia di Rieti che hanno visto intervenire i Carabinieri della Specialità Forestale.

Le indagini condotte dai militari dei Nuclei Carabinieri Forestale di Cittareale, Contigliano, Poggio Moiano, Rieti, nelle cui competenze territoriali si sono diffusi gli incendi, e dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Rieti, hanno permesso di accertare che gli stessi erano stati tutti innescati a causa di una condotta negligente ed imprudente degli indagati, impegnati in operazioni di ripulitura di terreni o in lavorazioni con attrezzi elettrici o a motore.

Nello specifico, due degli incendi sono stati innescati dall’abbruciamento di residui di sfalci e potature le cui fiamme, sfuggite al controllo, si sono estese al terreno circostante, particolarmente arido, alimentate dalle condizioni ambientali favorevoli.

Il terzo incendio, invece, è scoppiato, verosimilmente, dal fascio di scintille promanate dagli attrezzi in uso per la ripulitura di un noceto, che hanno investito la vegetazione secca, creando le condizioni per l’innesco dell’incendio, distruggendo circa sei ettari di superficie.

Il fuoco che ha divorato 80.000 mq di bosco di orniello, roverella e pino nero sul versante del Monte Terminillo, è scaturito, infine, dall’utilizzo incauto di un macchinario a motore, le cui faville hanno incendiato le zone limitrofe.

I procedimenti, attualmente in fase di indagini preliminari, consentiranno all’Autorità Giudiziaria di valutare le eventuali responsabilità.

Al fine di sostenere una gestione responsabile del territorio, i Carabinieri Forestale sono attivi anche per promuovere una maggiore consapevolezza dei rischi associati agli incendi boschivi colposi. Si ricorda che dal 15 giugno al 30 settembre è vietata l’accensione di fuochi e l’abbruciamento di residui vegetali, a qualsiasi ora; tali comportamenti, imprudenti ed illegali, come anche l’utilizzo di macchinari che creando scintille possono incendiare le aree contigue e l’abbandono di rifiuti infiammabili, sono stati causa di numerosi incendi boschivi colposi, pericolosi sia per l’uomo che per l’ambiente, i cui responsabili rischiano una pena da due a cinque anni di reclusione.

IL MARESCIALLO CAPO MANUEL ERMINI E IL MARESCIALLO FRANCESCO GALIZIA TRASFERITI AD ALTRI INCARICHI

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Il Maresciallo Capo Manuel Ermini, Comandante della Stazione Carabinieri di Borbona, dopo quasi quattro anni, lascia l’incarico.

Il sottufficiale, 33enne, originario di Rieti, è giunto in questa provincia nel dicembre 2021 e, tra qualche giorno, verrà trasferito ai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Rieti.

Dopo aver partecipato ad un concorso interno e frequentato un apposito corso di formazione, è divenuto Ispettore del Lavoro.

Un impiego in un settore, la prevenzione e la sicurezza dei luoghi di lavoro, verso cui l’Arma dei Carabinieri rivolge una particolare attenzione ed impiega un sempre maggiore numero di personale specializzato.

Il Maresciallo Francesco Galizia subentrerà, invece, quale Comandante in Sede Vacante alla Stazione dell’Arma di Borbona.

Originario della provincia di Napoli è giunto a Rieti nel marzo 2010, dapprima al Nucleo Ispettorato del Lavoro, poi alla Centrale Operativa del Comando di Viale De Juliis, successivamente alla Stazione di Amatrice come sottordine e, ora, presso il presidio Carabinieri di Borbona.

Una scelta, per entrambi, dettata dalla voglia di mettersi nuovamente in gioco.

Prima di partire alla volta dei nuovi incarichi, dopo aver salutato le Autorità locali, i due Marescialli, salutati i colleghi del precedente reparto, sono stati ricevuti presso la caserma “Carabiniere Raoul Angelini”, sede del Comando Provinciale, ove, nel corso di un incontro informale, breve ma carico di emozioni, hanno ricevuto gli auguri e le congratulazioni per il futuro impiego professionale da parte del Comandante Provinciale di Rieti, Colonnello Valerio Marra e del Comandante della Compagnia di Cittaducale, Capitano Toni Bocchino.

Caterina Ferri canta Don Backy (Questo sconosciuto)

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“L’Amore è forte” è il nuovo singolo di Caterina Ferri, brano estratto dall’album “Caterina Ferri canta Don Backy (Questo sconosciuto)” (IMC/Artist First), una canzone che nasce da dentro, da quell’angolo profondo dove l’amore arriva all’improvviso, senza chiedere permesso. Non è un amore calmo o ragionato: è un’esplosione, un vortice che ti entra in testa, ti stringe il cuore, ti sconvolge.

Racconta di quei momenti in cui credi che l’amore si sia spento per sempre -spiega l’artista- ma invece, in modo inspiegabile ritrovi la voglia di amare, di soffrire, di gioire e persino di star male, perché quel male, scaturito dall’amore, ha qualcosa di bello. È una canzone che parla di confusione, di quella testa che gira e ti fa dimenticare ogni problema, perché sei lì, tutto concentrato in un abbraccio, in una carezza, in un volo che non ha bisogno di ali. Poi c’è il lato fisico, quello più concreto e viscerale. L’amore è nei gesti, nel corpo dell’altro, nei sospiri, nei silenzi, nel modo in cui due persone si cercano e si trovano. È in quelle notti bianche in cui il sonno non arriva, ma nemmeno serve. È in quella frase sussurrata, vera, quasi sconvolta: “Mi sento morire.” E lì capisci che sei al centro di qualcosa di più grande di te. Questa canzone non vuole spiegare l’amore, perché l’amore non si spiega. Vuole raccontarlo come si sente, quando è forte, quando è bello, quando fa male… e quando, nonostante tutto, ci fa dire: “è bellissimo star così.”

La copertina è stata realizzata dallo stesso Don Backy, autore di tutti i brani dell’album, infatti il disegno fa parte del libro “Sognando”, un racconto a fumetti firmato dal noto cantautore ed in uscita prossimamente.

Questo progetto non è solo mio -continua Caterina- ogni scelta, ogni parola, ogni respiro porta la firma invisibile di chi ha saputo guidarmi: Don Backy, che non è soltanto l’autore delle canzoni e dell’immagine, è il direttore artistico di questo lavoro. E poter contare sulla sua esperienza, sulla sua visione, è per me un onore profondo.

Videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=Q8ueaAP2x1A

Tracklist album:

1. Atmosfera

2. Ti amo

3. L’Amore è forte

4. Tre amori

5. Che strano (duetto con Don Backy)

6. Ali

7. Ragazza di notte

8. Bar Metrò

9. Vele bianche

10. Un volo di farfalla

11. Terra

12. Cosmo

Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/album/7JVaBtHXzplRHSvIFtSXBu

Caterina Ferri è una cantante e attrice versiliese. La sua carriera inizia a soli 3 anni, quando ha vinto il suo primo concorso canoro e, nello stesso anno, si è esibita a Bologna come finalista delle selezioni dello Zecchino d’Oro, accompagnata nientemeno che da Mariele Ventre. Nel 2002 si diploma in solfeggio presso il Conservatorio Boccherini di Lucca, segnando l’inizio della sua formazione professionale. Parallelamente, Caterina inizia a prendere lezioni di canto, e la sua voce unica e duttile cattura immediatamente l’attenzione della scena musicale. Solo pochi anni dopo, nel 2004, vince un importante concorso canoro e viene premiata dall’illustre Daniel Ducruet. Durante la stessa occasione, viene notata dal patron di Broadway, in vacanza in Versilia, dopo una magistrale interpretazione del classico “New York, New York”. Laureata in canto pop conseguita con il massimo dei voti presso la prestigiosa West London University, conquista il mondo del musical. Ha portato in scena ruoli da protagonista in classici intramontabili come Il Fantasma dell’Opera, West Side Story, e musical per famiglie come La Bella e la Bestia, Tutti Insieme Appassionatamente, Mary Poppins e ha ricoperto il ruolo della Zingara in Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante, confermando la sua versatilità artistica. Nel 2014 ha l’onore di portare a Parigi uno spettacolo dedicato ad Edith Piaf insieme ad un pianista, un violinista e con un arpista. Nel 2017 la Ferri vive un altro momento memorabile della sua carriera: durante il sesto compleanno di Virginia Bocelli, si esibisce in casa Bocelli nei panni della Sirenetta, con una performance che ha incantato tutti i presenti. Nel 2018, Caterina raggiunge le finali delle selezioni di Sanremo Giovani. Nello stesso anno pubblica un Ep dal titolo “In quella notte che tu sai” che contiene l’omonimo brano scritto da Giovanna Nocetti e dal regista Paolo Pivetti insieme ad alcuni inediti firmati F. Mosello. La sua voce emozionante e la profondità dell’interpretazione la portano a conquistare una meritata attenzione nel panorama musicale nazionale. Durante il lockdown, ha ideato e diretto la trasmissione web “Il Salotto della Diva”, un rotocalco in cui sono stati intervistati personaggi famosi. Nel maggio 2023 Caterina ha affascinato il pubblico di Viva il Videobox, la trasmissione di Fiorello su RaiDue, con una straordinaria interpretazione di un classico di Charles Aznavour. Caterina Ferri ha arricchito la sua carriera artistica con apparizioni televisive in programmi come La Vita in Diretta su RaiUno, Mezzogiorno in Famiglia su RaiDue, Mille Voci su Sky e Bel tempo si spera a Tv2000 insieme alla cantante Giovanna Nocetti. Nel 2024, ha avuto l’incredibile onore di esibirsi a Buckingham Palace con la corale lirica Versiliese e con i Solisti di Puccini e la sua Lucca. Attualmente collabora con il Maestro Giampaolo Lazzeri come voce solista in concerti di musica pop accompagnati da orchestre formate da ben 60 elementi. Si è esibita accanto a grandi artisti come Giovanna Nocetti, Orietta Berti e Fausto Leali. E’ presidente dell’Associazione culturale Forte in…Canto® e allestisce spettacoli in tutta Italia, molti in collaborazione con il regista Angelo Polacci.

Sito ufficiale: www.caterinaferri.it

instagram: @caterinaferri_ladiva_official: https://www.instagram.com/caterinaferri_ladiva_official/

Fan Page Forte in…Canto di Caterina Ferri: https://www.facebook.com/La1Diva/?locale=it_IT

Caterina Ferri – Profilo Facebook: https://www.facebook.com/ladivaversilia

Lavoro, Tiso(Accademia IC): “Mismatch tra domanda e offerta, servono investimenti”

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“In Italia non è solamente il lavoro a mancare, ma spesso mancano le competenze giuste per affrontare il lavoro che cambia”, dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente dell’associazione Bandiera Bianca. “Come conferma anche il primo Report sul mismatch tra domanda e offerta di lavoro realizzato da CNEL e Unioncamere, il nostro paese soffre una fragilità strutturale, ossia la carenza di competenze specifiche, le aziende infatti farebbero fatica a trovare personale e le maggiori criticità riguardano ruoli tecnico-scientifici altamente specializzati. Per invertire la rotta, a giudizio di Accademia Iniziativa Comune, non basta rilevare il problema: serve una strategia nazionale integrata, che coinvolga attivamente non solo istituzioni e imprese, ma anche scuola e università. L’Italia non può permettersi di perdere questa sfida. Occorrono investimenti concreti in educazione, innovazione e orientamento professionale, per formare non solo lavoratori competenti, ma cittadini capaci di affrontare le trasformazioni della contemporaneità”, chiosa il portavoce nazionale Carmela Tiso.

Presentato il libro di Katia Ranieri: “I migranti ieri e oggi. La speranza di un futuro migliore”

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Fumone, Grande coinvolgimento nell’illustrazione del modello accoglienza degli Altipiani di Arcinazzo a cura dell’avv. Silvio Grazioli

Sono diversi fattori che spingono le persone a lasciare il proprio luogo di origine verso un nuovo contesto, e le ragioni sono varie: i conflitti tra Stati o i conflitti interni ad uno Stato, i gravi squilibri economici tra differenti aree geografiche, la presenza di sistemi antidemocratici fonte di persecuzioni e spregio dei diritti umani, i cambiamenti del clima o del territorio, le catastrofi naturali, inoltre  la spinta dell’essere umano ad assicurare un’accettabile sopravvivenza a sé e ai propri cari.  Di tutto ciò ed altre dinamiche, legate al tema della migrazione, se ne è parlato sabato sera nella sala consiliare del Comune di Fumone, durante la presentazione del libro della prof.ssa  Katia Ranieri  “I migranti ieri e oggi. La speranza di un futuro migliore”. L’evento è stato curato dall’associazione “Progetto Arkes” presieduta dalla dott.ssa Rita Padovano, che insieme all’autrice, alla giornalista della Santa Sede  Fausta Speranza, e all’avv. Silvio Grazioli  Sindaco di Trevi nel Lazio, ha affrontato attraverso un dialogo aperto la tematica di grande attualità che presenta il volume edito da APES. Il Sindaco di Fumone Matteo Campoli, ha fatto gli onori di casa, ringraziando per l’evento organizzato che trova a Fumone un’ampia disponibile, per il grande senso di accoglienza e di ricerca della pace, sottolineando che il Consiglio Comunale di Fumone e tra i primi nella provincia ad aver riconosciuto lo Stato di Palestina. La giornalista scrittrice Speranza, che nel corso della sua carriera ha svolto numerose inchieste sul tema migrazione , visto da diverse prospettive in diversi stati, dall’Africa, dal Messico e dai paesi dell’est, ha approfondito vari aspetti del problema ed anche la carente azione della politica che poco ha fatto e fa per cercare una soluzione nel nome del buon senso. Il libro presenta una ricostruzione poetica e storica del fenomeno della migrazione con illustrazioni dell’artista abruzzese Lucio Trojano. Il filo che trascina il lettore è la poesia scritta in lingua vernacolare del luogo abruzzese di cui è originaria Ranieri tradotta in italiano, francese, inglese e persino in arabo dal titolo “Le migrande”, una storia più che mai attuale, l’unica cosa che cambia è la speranza in un futuro migliore. Apprezzatissimo l’intervento del  Sindaco Grazioli, che fa una ricostruzione nazionale del fenomeno dell’immigrazione in Italia, per giungere poi alla nascita del centro di accoglienza degli Altipiani di Arcinazzo. “Nel 2008 arriva il  primo grande afflusso di migranti,  oltre 170 mila presenze e le regioni italiane non erano molto attrezzate -illustra il Sindaco Silvio Grazioli-  nell’agosto di quell’anno Prefetto di Roma chiede aiuto agli altri Prefetti per per la distribuzione dei migranti, nessuno risponde ai bandi soltanto una realtà si afferma agli Altipiani di Arcinazzo nel Comune di Trevi, un albergo insieme ad una cooperativa del Vicariato di Roma, che decide lì di aprire il centro per immigrati il primo fuori Roma. Si crea una grande attenzione a livello nazionale sulla vicenda e proteste a livello locale si erano costituiti comitati civici contro il centro dei comuni vicini Fiuggi ed Arcinazzo Romano, tanto da creare un turbamento nella la politica nazionale che all’inizio aveva sostenuto l’apertura dei centri. Nell’aprile del 2009 un odg del Parlamento presentava la richiesta di chiudere il centro degli Altipiani, che dava comunque lavoro a 40 persone. Nel momento in cui il Parlamento acconsenti per  la chiusura,  il Prefetto si ritira e con lui la convenzione che  aveva firmato, il tutto ricade allora sul Comune che si trovò dinnanzi alla scelta di accollarsi tutta la situazione e mantenere aperto il centro oppure chiudere. Una decisione difficile che fu assunta e ciò comportò che l’amministrazione piano piano si sfaldò anche su pressioni istituzionali esterne tanto da cadere ed andare alle elezioni anticipate. Io fui sempre convinto della bontà dell’operazione per il territorio, anche se le elezioni seguenti determinarono la mia sconfitta e la nuova amministrazione chiuse immediatamente il centro . Poi arrivarono le primavere arabe e nel 2011 venne ucciso Gheddafi , dunque si procede a livello nazionale con il primo accordo e riparte in modo forte lo sbarco. Vennero creati vari centri nel Lazio in modo obbligatorio anche contro il consenso dei Comuni,  e si fece anche a Fiuggi. Nel 2015 tornai a fare il Sindaco, ed anche agli Altipiani riaprirono il centro  contro la volontà del comune, ma in quell’occasione non ci fu nessuna ostilità, la gente aveva visto che in tanti comuni erano nate realtà e da allora  c’è un’integrazione assoluta, cambia in modo radicale la prospettiva. L’esperienza degli Altipiani di Arcinazzo fu un tema affrontato dai vari mezzi di comunicazione tanto da evidenziare che in un piccolo centro in Italia si erano anticipati i tempi dando vita ad un modello d’integrazione ed accoglienza che successivamente è divenuto un riferimento a livello nazionale”. L’analisi del Sindaco Silvio Grazioli ha attratto l’attenzione di tutti i presenti, che ha conclusione del racconto hanno mostrato ammirazione con un lungo applauso.

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