Un Carabiniere dellaStazione di Poggio Mirteto, libero dal servizio e in abiti civili, ha tratto in arresto un cittadino straniero di 31 anni, domiciliato in un campo nomadi della Capitale, già noto alle forze dell’ordine, per il reato di furto aggravato.
L’arresto è stato eseguito mentre il militare si stava recando a lavoro a bordo della propria autovettura, percorrendo la Strada Regionale 657 “Sabina”.
Giunto nei pressi dell’isola ecologica comunale di Stimigliano, l’attenzione del Carabiniere è stata attirata dalla presenza sospetta di un’auto in sosta nell’area di stoccaggio, in un orario in cui la struttura risulta normalmente chiusa al pubblico.
Insospettito, il militare ha rallentato per meglio osservare la situazione.
Così facendo, ha notato un uomo all’interno del sito che, con atteggiamento furtivo, stava lanciando oltre la recinzione alcune caldaie. Subito dopo, lo stesso ha scavalcato la recinzione, ha raccolto il materiale asportato e lo ha caricato a bordo del veicolo, allontanandosi dal posto in direzione Forano.
Il Carabiniere ha immediatamente allertato la Centrale Operativa della Compagnia di Poggio Mirteto, richiedendo l’intervento di una pattuglia, e nel frattempo ha seguito a distanza il veicolo sospetto.
L’automobile è stata intercettata in località Galantina da una pattuglia della stessa Stazione di Poggio Mirteto, proveniente in senso opposto di marcia. I militari hanno proceduto al blocco del veicolo e all’identificazione del conducente.
La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire altro materiale asportato all’interno del mezzo, mentre le immagini del sistema di videosorveglianza presente presso l’isola ecologica hanno confermato l’attività delittuosa.
L’interessato è stato pertanto tratto in arresto per furto aggravato.
Il materiale recuperato è stato invece restituito al responsabile dell’isola ecologica.
Si precisa, come di consueto, che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà eventualmente accertata nel corso del successivo iter giudiziario.
Ecoitaliasolidale celebra la memoria del giudice e della sua scorta a 33 anni dalla strage di via D’Amelio. Benvenuti: “Legalità e ambiente sono parte della stessa battaglia per il futuro”
Nel cuore della storica Piazza Gregoriopoli, l’“Albero della Legalità” piantato nel 2020 dal Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale è tornato a essere oggi il simbolo vivente di una memoria che resiste. A 33 anni dalla strage di via D’Amelio, l’associazione ha commemorato il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta, assassinati a Palermo il 19 luglio 1992.
La cerimonia, ormai appuntamento fisso del territorio, è stata aperta da Gaetano Di Staso, responsabile Ecoitaliasolidale per il X Municipio e il Litorale romano, e ha visto la partecipazione del Presidente nazionale Piergiorgio Benvenuti, della Responsabile per il Lazio Giuliana Salce(campionessa del mondo di marcia), di Daniela Salustri, responsabile sicurezza dei parchi, e di una delegazione dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra.
Benvenuti: “Ambiente e legalità, un binomio inscindibile per la rinascita civile”
Un 54enne romano è stato ritrovato impiccato nella sua cella singola. La denuncia di UILPA: “A Rebibbia sovraffollamento di oltre il 143%”
ROMA – “54 anni, romano, lavorava presso la cucina del carcere fino a qualche mese fa, questa mattina è stato ritrovato impiccato nella sua cella singola al primo piano del reparto G-12 della casa circondariale di Roma Rebibbia. È il 41esimo detenuto che si toglie la vita dall’inizio dell’anno (più uno ammesso al lavoro all’esterno e un altro in una REMS), cui bisogna aggiungere ben tre operatori per un totale di 44 morti di carcere e per carcere. Un sistema detentivo, quello italiano, che infligge la pena di morte di fatto e che colpisce indiscriminatamente ristretti e operatori. I primi indipendentemente dal reato eventualmente commesso, i secondi per la sola ‘colpa’ di essere al servizio dello Stato”. Lo dice Gennarino De Fazio, segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria.
Anche oggi almeno 32 persone sono state uccise mentre tentavano di raggiungere i centri di distribuzione alimentare GHF, a Khan Younis e Rafah
ROMA – Dopo la telefonata di scuse al Papa per aver colpito “per errore” una chiesa cristiana, l’esercito di Netanyahu torna alla sua routine: le stragi quotidiane di palestinesi che cercando di procurarsi del cibo. Anche oggi decine di persone sono stati uccise mentre tentavano di raggiungere i centri di distribuzione alimentare gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF), l’organizzazione sostenuta da Israele e Stati Uniti. Secondo fonti sanitarie e testimoni oculari di vari media internazionali, almeno 32 persone sono rimaste uccise dai colpi sparati dai soldati israeliani.
L’episodio, riportato dall’Associated Press e confermato anche da fonti dell’AFP, si è consumato nei pressi di due hub della GHF, a Khan Younis e Rafah.
“Volevamo solo un po’ di cibo”, ha raccontato Abdul Aziz Abed, 37 anni, all’AFP. Era arrivato nella zona di Al-Tina, Khan Younis, all’alba, con cinque familiari. È tornato a mani vuote e col suono dei proiettili nelle orecchie. “Ogni giorno è così: proiettili e stanchezza. Nient’altro.” Un resoconto crudo, che si somma a quello di centinaia di palestinesi che da settimane raccontano la stessa storia: aiuti che non arrivano, oppure che arrivano scortati dai fucili puntati proprio contro chi ha fame.IL MONITO DI MATTARELLA
“In questo momento storico della vita internazionale in cui in pieno contrasto con i desideri, le aspirazioni e le attese dell’umanità, in ogni continente, in ogni parte del mondo, in ogni nazionalità, emergono ombre che si pensavano non dovessero più avere spazio e presenza – ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando alla cerimonia alla campana dei caduti di Rovereto – Si ritiene di reintrodurre le guerre di annessione territoriale, che pensavamo appartenessero a momenti oscuri dei secoli passati, o si pensa di ripristinare il dominio del più forte su coloro che sono più deboli o di poter bombardare civili nelle loro abitazioni e in cui assistiamo a massacri di giovani intenti a festeggiare ascoltando musica”.Mattarella denuncia che “in questa condizione non ci si limita più neppure al pur triste compito di colpire soldati contrapposti, ma si spara e si uccide su luoghi di preghiera, sui luoghi in cui si distribuisce acqua a chi ha sete o pane a chi ha fame. Si colpiscono soccorritori che prestano aiuto ai feriti“. Tutto questo, è il monito del Capo dello Stato, “crea non soltanto un contrasto radicale con le attese dell’umanità, ma anche rischia di introdurre una spirale di risentimenti, di odio, di contrapposizioni che genera a sua volta costantemente altre violenze”. Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it
Aveva 90 anni. Fondò l’Aic nel 1968 e restò presidente fino al 2011
ROMA – È morto a 90 anni a Bassano del Grappa, dove era nato, l’avvocato Sergio Campana. Storico presidente dell’Associazione Italiana Calciatori dal 1968 al 2011, è stato un attivo protagonista del cambiamento epocale dello status lavorativo dei calciatori, e della difesa dei loro diritti. Campana fu anche un ottimo centravanti, al Lanerossi Vicenza e poi con la Roma e il Bologna.
Laureato in Giurisprudenza, il 3 luglio del 1968 fondò l’Aic: il primo vero sindacato dei calciatori, di cui restò presidente fino al 2011, prima di cedere il passo ai successori Damiano Tommasi, oggi sindaco di Verona, e Umberto Calcagno.“Ci sono persone che lasciano un segno profondo con la loro esistenza e Sergio Campana è sicuramente una di queste- afferma il Presidente della FIGC Gabriele Gravina– In un momento cosi doloroso, il mio cordoglio e la mia vicinanza vanno ai famigliari e agli amici dell’Associazione Italiana Calciatori, di cui è stato fondatore e vera e propria anima per oltre 43 anni. La sua eccezionale attività nel corso degli anni ha consentito ai calciatori di avere un ruolo sempre più importante e di acquisire una dignità formale che prima non gli veniva riconosciuta. Professionista di valore, anche in virtù del suo grande spessore umano, ha contribuito allo sviluppo del calcio italiano nel suo complesso. Sotto la sua guida illuminata, l’Assocalciatori ha lavorato per vedere riconosciuti diritti che oggi sembrano scontati, ma che invece sono il frutto della visione e della determinazione politica dell’Avvocato”.Nel 2018, Campana è entrato a far parte della Hall of Fame del Calcio Italiano, nella categoria ‘Dirigente italiano’: “È un grande giorno- dichiarò- Mai avremmo pensato in quel lontano 3 luglio 1968 a Milano di rivederci mezzo secolo dopo. È stato un lungo ed entusiasmante cammino”.
Nella mattinata odierna, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma Gen. C.A. Salvatore Luongo, si è tenuta la commemorazione del 110° anniversario della “Battaglia del Podgora”, per rendere omaggio ai Caduti del 2° e 3° Battaglione di Carabinieri Reali durante l’assalto a Quota 240 del Monte Calvario del 19 luglio 1915.
Nel corso della Prima Guerra Mondiale, la battaglia del Podgora rappresenta una delle azioni più dure e simboliche del primo ciclo offensivo italiano sul fronte dell’Isonzo. Il rilievo collinare che domina la piana di Gorizia costituiva, infatti, un caposaldo difensivo di primaria importanza per l’esercito austro-ungarico e la sua conquista era ritenuta essenziale per aprire la strada alla presa di Gorizia.
I Carabinieri furono chiamati a combattere in prima linea: uomini addestrati alla disciplina e al rigore, si distinsero per coraggio e determinazione, affrontando la morte con fermezza esemplare. Molti di loro caddero o rimasero feriti durante gli attacchi al Podgora e il loro sacrificio fu espressione di un profondo senso del dovere, vissuto non come mero obbligo, ma come scelta consapevole di fedeltà alla Patria e ai valori dell’Arma. La Battaglia costò al reparto 53 morti, 143 feriti e 10 dispersi tra ufficiali, sottufficiali e truppa.
Per questi atti di eroismo furono concesse 9 medaglie d’argento, 33 di bronzo e 13 croci di guerra al valor militare. La Bandiera dell’Arma fu insignita della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare il 5 giugno 1920, ecco perché l’Istituzione celebra il proprio anniversario il 5 giugno.
Le celebrazioni hanno avuto inizio presso il Cimitero del Comune di Mossa, dove, il Generale di Brigata Stefano Toscano del Comando Legione CC Friuli Venezia Giulia, unitamente al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Gorizia, Col. Andrea ESPOSITO, alla presenza della Sindaca, Dottoressa Emanuela RUSSIAN e dei familiari del Brigadiere Antonio FERRARO, deceduto nel 1972 nell’attentato dinamitardo di Peteano e lì tumulato, hanno deposto un cuscino di fiori sulla tomba che custodì temporaneamente i Carabinieri caduti sul Podgora e che ora accoglie i resti di 7 Carabinieri che hanno sacrificato la loro vita nella 2^ Guerra Mondiale, su quella dei Finanzieri caduti nella battaglia, nonché un omaggio floreale sulla tomba del Brigadiere FERRARO; sepolcri recentemente ristrutturati per l’occasione da parte dell’amministrazione comunale.
Le celebrazioni sono, quindi, proseguite al Sacrario Militare di Oslavia, ove sono custodite le spoglie di oltre 57.000 militari caduti nelle Battaglie dell’Isonzo, con la deposizione di una corona d’alloro da parte del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen C.A. Salvatore Luongo, alla presenza del Capo Ufficio per la Tutela della cultura e della memoria della Difesa, Gen. C.A. Andrea RISPOLI, del Comandante Interregionale Carabinieri “Vittorio Veneto”, Gen C.A. Pierangelo IANNOTI, del Comandante della Legione Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”, Generale di Brigata Gabriele VITAGLIANO.
Come di consueto, anche la Prefettura di Gorizia, rappresentata dalla Vicaria Dottoressa Maria Rosaria Mancini, il comune di Gorizia, rappresentato dalla Vice Sindaca, Dottoressa Chiara GATTA, e l’Ispettore Regionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Generale di C.A. Michele Cristoforo LADISLAO, hanno reso omaggio ai Caduti deponendo le proprie corone d’alloro.
Il Comandante Generale dell’Arma, nella circostanza, ha deposto un cuscino floreale alla base dei loculi, ubicati nel 3° piano del Sacrario, contenenti le spoglie dei Carabinieri Caduti nei combattimenti sul Podgora del 1915 dove il Cappellano militare della Legione Carabinieri Friuli Venezia Giulia, Don Albino D’ORLANDO, ha tenuto un momento di preghiera e benedizione.
Successivamente, all’interno della Caserma “Cascino”, sede del 13° Reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma e delle massime autorità civili e militari della regione e della provincia nonché dei rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e dei rappresentanti delle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale dell’Arma, si è svolta la cerimonia militare.
Dopo il posizionamento della Fanfara della Scuola Marescialli di Firenze e di un reggimento di formazione agli ordini del Colonnello Nicola Pio Michele FERRUCCI, hanno fatto il loro ingresso il Medagliere dell’Arma, la Bandiera dell’O.N.A.O.M.A.C., il Labaro dell’Associazione Nazionale Forestali, il Gonfalone della Regione Friuli Venezia Giulia e i Labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma. In un’atmosfera solenne sono stati resi gli onori al Gonfalone della città di Gorizia decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare e alla Bandiera di Guerra del 13° Reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”. Il Comandante Generale dell’Arma ha fatto così ingresso sul luogo della cerimonia passando in rassegna lo schieramento per poi rendere omaggio ai Caduti con la deposizione di una corona d’alloro presso il monumento del Reggimento.
Nel corso della cerimonia, subito dopo l’intervento del Vice Sindaco di Gorizia, ha preso la parola il Generale Luongo, il quale ha rivolto un particolare pensiero a coloro che si sono immolati per il Paese: “A questi uomini e a tutti i Caduti nella battaglia va il nostro pensiero riverente. Essi incarnarono quei valori di disciplina, onore, spirito di sacrificio e amor di Patria che sono l’essenza stessa dell’Arma. Ancora oggi, quegli stessi valori animano ogni Carabiniere, in ogni servizio, in ogni angolo d’Italia e nelle missioni all’estero, e ne sono convinto, io che rappresento con orgoglio ognuno di Voi, Carabiniere tra Carabinieri!”. Ha proseguito poi soffermandosi sul significato della sua presenza in occasione dell’anniversario della Battaglia del Podgora:“Essere qui oggi non è soltanto un atto di commemorazione ma è un impegno morale per tutti noi. Un dovere collettivo. Perché la memoria, se nutrita da verità e rispetto, diventa responsabilità comune. E noi, Carabinieri di oggi, abbiamo il dovere di essere degni di quel passato”.
Il Comandante Generale, nel concludere, ha ricordato la profondità delle parole incise sull’obelisco in cima al Monte Calvario “Non lacrime chiedono i morti, ma qui chiamano i viventi a imparare come si ami la Patria”, auspicando come l’esempio di quei Carabinieri della Battaglia del Podgora “continui a ispirare le nostre azioni, a ricordarci da dove veniamo e a indicarci, con fermezza e umiltà, la direzione da seguire”.
Milano, 19 Luglio 2025 – «In qualità di capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Parlamentare Antimafia, oggi ho deposto un omaggio floreale al cippo che feci realizzare da vice Sindaco di Milano nei Giardini Falcone e Borsellino di via Benedetto Marcello 4. È ancora vivo in me il ricordo del settembre 1990, quando il Giudice intervenne alla nostra festa nazionale del Fronte della Gioventù a Siracusa, insieme, tra gli altri, al parlamentare regionale del MSI Giuseppe Tricoli. A 33 anni dalla strage di via D’Amelio, il loro sacrificio ci ricorda il nostro dovere quotidiano di non abbassare mai la guardia. Un ricordo particolarmente vivo dentro di me, è il fatto che Borsellino riponeva tanta speranza sul futuro delle nuove generazioni ed aveva ragione. Dove non è ancora presente in Italia, va intitolato un Istituto Scolastico Superiore alla memoria dei Giudici Falcone e Borsellino. In loro ricordo, inoltre, andrebbero intestati una via, una piazza o uno slargo, sempre nelle città dove attualmente non sono già presenti. La Mafia pensava di metterlo a tacere con una bomba, invece, la sua voce riecheggia ancora oggi nell’animo non solo di chi lo ha conosciuto, ma anche dei più giovani. Noi la mafia l’abbiamo sempre combattuta e non ci stancheremo mai di farlo onorando, allo stesso tempo, oltre i due Magistrati anche i componenti della loro tutela e quelli delle Forze dell’Ordine che hanno dato la propria vita, e rischiano ancora di darla, per la sicurezza collettiva».
Così il Deputato di Fratelli d’Italia, capogruppo del Partito in Commissione Antimafia ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi,Riccardo De Corato.
I fatti di Petralia Sottana (PA), con grande baccano sono stati negati a priori, ma il tempo ha dimostrato che era solo FUFFA! La Verità emergerà questo autunno nel CONGRESSO (quasi certamente) a Bagheria (PA) dove i fatti sono ben conosciuti. Partendo dai FATTI, si avrà a una svolta nella Associazione di Petralia, da anni legalmente riconosciuta e con adesioni da sei nazioni diverse.
Infatti nel 2012 Il carpentiere Franco già DICHIARATO MORTO dai medici perchè caduto sui ferri di una colonna in cemento armato, fu salvato dalle preghiere a San Michele Arcangelo in Petralia. Poi Emerenziana, Carmen Romagnolo, Cristina da Cefalù, Antonella da Palermo ebbero il figlio che non arrivava. Altri casi diversi a Bagheria: Anna Rita (Santuario Anime Sante), Fabiola (fibrosi cistica), poi Giuseppe, Fabio Nicola Tomaselli, ecc.
Poi il 30 settembre 2012 al primo pellegrinaggio pubblico a Petralia, il Sig Cono Messina da Capo d’Orlando (ME) legge senza altoparlante davanti migliaia di persone, ma viene udito in tutta la montagna! Il noto fotografo Giuseppe Lo Meo di Bagheria, recentemente deceduto, filma con apparecchiature professionali la discesa di una lacrima (foto) dagli occhi aperti di San Michele nel quadro di Petralia, che però sono dipinti chiusi! Successivamente anche altre persone da diverse città (Silvana da Bagheria ecc) hanno fotografato gli occhi aperti.
28 settembre 2015 il Sig. Davide Contento nella Missione speranza e carità di Palermo, assiste e testimonia lo strano comportamento di una colomba davanti al compianto FRATEL BIAGIO CONTE. A marzo 2023 quaranta francesi accompagnano al quadro di Petralia un amico che lascia una stampella per grazia ricevuta. Sono tutti fatti già riportati da giornali nazionali e locali, da Televisioni italiane, francesi e polacche, da diversi libri e documentati in dettaglio alle autorità competenti, senza mai ricevere contestazioni.
Jenne, Finanziato il progetto “Itinerari del Gusto tra le Meraviglie del Parco dei Monti Simbruini”
Parte oggi da Filettino l’iniziativa organizzata dal Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini denominata “Itinerari del Gusto tra le Meraviglie del Parco dei Monti Simbruini”, che fino al 21 settembre farà conoscere gli otto Comuni all’interno dell’area verde più grande del Lazio. Nel particolare si tratta di un finanziamento ottenuto dall’Ente Regionale legato all’avviso pubblico di Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio) per le iniziative di promozione del sistema agroalimentare del Lazio rivolto ai Comuni, Pro Loco, e Parchi regionali. La Regione Lazio ed Arsial proseguono nell’attività di promozione delle eccellenze enogastronomiche della Regione con una strategia integrata all’insegna di qualità, sostenibilità e identità territoriale. “Il Parco è parte integrante di questo progetto – commenta il commissario Alberto Foppoli- ed ha tra le sue priorità la promozione, valorizzazione e salvaguardia delle eccellenze che questo bellissimo territorio offre. Altro aspetto importante è la sinergia creata con gli otto Comuni del Parco, al fine di far conoscere con visite guidate tutti i centri con le loro peculiarità non solo storiche, e culturali ma anche quelle enogastronimiche. Si inizia da Filettino per poi concludere il 21 settembre ad Arsoli, saranno dei momenti coinvolgenti dove ogni Comune sarà protagonista e mostrerà le sue bellezze con lo scenario inconfondibile del Parco dei Monti Simbruini”.
“Nel Vuoto“ è il nuovo singolo di Alex Danieli, un brano techno melodico con influenze deep e cinematiche. Il pezzo esplora il contrasto tra ego e anima, evocando uno spazio interiore sospeso, quasi meditativo, dove i pensieri si dissolvono e resta solo l’essenza.
È una traccia introspettiva ma potente -spiega l’artista- pensata per creare connessione e riflessione anche sul dancefloor.
La canzone è già disponibile nelle principali piattaforme digitali per l’etichetta Dansonic Alchemy.
Alex Danieli è un produttore e DJ italiano originario di Lecce, attualmente attivo a Berna. La sua musica fonde techno melodica e afro house, creando paesaggi sonori emotivi e profondi. Dopo anni di ricerca musicale e crescita personale, ha sviluppato uno stile che mira a connettere corpo, mente e spirito attraverso il suono. Le sue produzioni raccontano storie di introspezione e connessione, posizionandolo come una voce autentica nel panorama elettronico contemporaneo.
CITTÀ DEL VATICANO / WASHINGTON – Si accendono bruscamente i riflettori della diplomazia internazionale sulla crisi tra Mosca e Kiev, scatenando un vero e...
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