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COCAINA DAL SUDAMERICA ALLA LOCRIDE. OPERAZIONE DELLA PROCURA DISTRETTUALE E DELLA POLIZIA DI   STATO DI REGGIO CALABRIA. ARRESTATI 17 CITTADINI ITALIANI, 4 IRREPERIBILI.

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È scattata alle prime luci dell’alba di oggi l’operazione della Polizia di Stato che ha visto impegnati più di 120 agenti nei territori della provincia reggina di Platì e Siderno, e nelle città di Milano, Spoleto, Pavia e Voghera, dove sono stati tratti in arresto 17 soggetti gravemente indiziati, a diverso titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, coltivazione di piantagioni di canapa indiana, lavorazione e commercializzazione di marijuana e detenzione illegale di armi comuni da sparo. Altri quattro indagati sono ancora irreperibili e, per le eventuali ricerche e catture in campo internazionale, sono stati interessati il progetto ICAN ed il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia.

L’operazione, denominata Pratì, rappresenta il risultato di una complessa indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, diretta dal Dr. Giuseppe LOMBARDO, che ha riguardato tre differenti associazioni per delinquere finalizzate, le prime due, all’importazione dalla Colombia e dall’Ecuador di ingenti carichi di cocaina occultata all’interno dei containers stipati sulle navi commerciali e, una terza, specializzata nella coltivazione di piante di canapa indiana e nella commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio della marijuana ricavata.

L’attività investigativa origina dalla ricostruzione del tentativo di importazione dal Sudamerica di un ingente quantitativo di cocaina finanziata da soggetti mammolesi, allo stato non identificati, e curata da due indagati già destinatari di misura cautelare nell’ambito dell’operazione “Malea”, in quanto ritenuti intranei alla locale di ‘ndrangheta operante in Mammola, rispettivamente con la carica di “Capo Società” e “Mastro di Giornata”.

Infatti, da quelle investigazioni, concluse con misura cautelare nei confronti di 12 soggetti indiziati di appartenere alla cosca SCALI-ABBATE della locale di Mammola, emergevano le figure dei due soggetti, oggi attinti da ulteriore provvedimento cautelare, come perfettamente inserite nella gestione di un traffico internazionale di stupefacenti, uno, in qualità di broker incaricato dei contatti con i narcos colombiani e l’altro quale intermediario tra il broker ed i committenti mammolesi.

Lo sviluppo di quelle indagini ha consentito di individuare tre gruppi perfettamente strutturati, sebbene con alcuni soggetti in comune, operativi nei territori di Platì, Siderno e aree limitrofe.

–       il primo gruppo, impegnato nel traffico di cocaina dal Sudamerica all’Italia attraverso la mediazione di broker e intermediari.

–       un secondo gruppo, caratterizzato dalla capacità di instaurare rapporti privilegiati con i narcos colombiani, tra i quali alcuni esponenti della potente organizzazione criminale colombiana denominata “Clan del golfo”;

–       il terzo gruppo, specializzato nella coltivazione di canapa indiana, stoccaggio, confezionamento e commercializzazione della marijuana ricavata;

Sono stati ricostruiti alcuni tentativi di far giungere in territorio calabrese quantitativi di cocaina nell’ordine dei 300 kg che avrebbero fruttato, sulle piazze di spaccio, un giro d’affari superiore ai trenta milioni di euro.

La droga sarebbe dovuta arrivare a bordo delle navi che percorrono la rotta commerciale dalla Colombia alle coste italiane occultata all’interno dei containers con modalità sempre diverse e finalizzate ad eludere eventuali controlli.

Il trasferimento della droga, tuttavia, pur a fronte di cospicue somme di denaro versate come acconto, non si è poi concretizzato per impedimenti di varia natura emersi nella fase delle trattative. 

            Non mancavano espedienti alternativi per l’importazione; in un caso, gli investigatori della Squadra Mobile sono riusciti ad intercettare la spedizione di un normalissimo pacco affidato alla società DHL, del tutto estranea ai fatti, al cui interno vi era 1 kg circa di cocaina purissima contenuta in chicchi di caffè.

            Il plico, con il coordinamento dell’Ufficio di Procura reggino, è stato poi sottoposto a sequestro presso il centro di smistamento dell’Aeroporto di Ciampino a Roma.

           L’organizzazione poteva contare su soggetti calabresi stabilmente dimoranti in Colombia che seguivano tutte le fasi della spedizione, dalle tecniche di occultamento ai documenti di viaggio fino alla individuazione della nave da utilizzare per il trasporto.

           Il terzo gruppo investigato si occupava esclusivamente della coltivazione delle piantagioni di canapa indiana e della commercializzazione della marijuana ricavata. 

           Ruoli e funzioni erano professionalmente ripartiti tra i partecipi del gruppo che hanno evidenziato particolare perizia nella scelta dei terreni da coltivare, nella selezione sei semi da impiantare e nelle modalità di illuminazione de irrigazione delle piante. 

             Le indagini sono ancora in fase preliminare e, pertanto, tutti gli indagati vanno considerati non colpevoli fino a sentenza definitiva di condanna.

https://www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/86106dde-5d69-11f0-b9fc-736d736f6674

Caserta, un arresto per furto di acqua alla Reggia di Caserta

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I Carabinieri della Stazione di Caserta e del Nucleo Carabinieri Forestale di Caserta, nella giornata di ieri 09 luglio, hanno tratto in arresto un 58enne imprenditore agricolo del posto, ritenuto responsabile di furto aggravato e continuato di acqua pubblica con danneggiamento di bene culturale patrimonio UNESCO, invasione di terreni o edifici dello Stato e attività di gestione di rifiuti agricoli non autorizzata.

L’arresto è scaturito a seguito di una delega della Procura di Santa Capua Vetere finalizzata a verificare le cause di un’anomala, quanto evidente, carenza di fornitura idrica presso le vasche e le fontane borboniche dei giardini della Reggia di Caserta, verosimilmente connessa a un’attività di prelievo fraudolento lungo l’acquedotto Carolino, che, se non interrotta, avrebbe messo a serio rischio l’ecosistema e biodiversità dei giardini reali.

In particolare i carabinieri, nel corso di uno scrupoloso sopralluogo, hanno accertato che l’uomo, in qualità di concessionario di un fondo agricolo di proprietà dell’Istituto Diocesiano di Sostentamento al Clero di Caserta, mediante il danneggiamento di una vasca borbonica dello storico Acquedotto Carolino (bene tutelato dall’ Unesco), avrebbe realizzato un allaccio abusivo che gli permetteva di sottrarre fraudolentemente l’acqua dalla citata conduttura e di trasportarla per 145 metri, attraverso un sistema di tubazioni in polietilene, fino al citato terreno in suo uso, prospiciente il muro del Bosco di San Silvestro della Reggia di Caserta (anch’esso protetto dall’UNESCO e Patrimonio dell’Umanità).

Quindi, attraverso un foro praticato sul muro di cinta del sito borbonico, la tubazione raggiungeva, per l’irrigazione, sei diverse zone del fondo agricolo nonché una cisterna di 1000 l per la raccolta dell’acqua.

Nel corso dell’attività, all’interno del citato appezzamento, i carabinieri hanno anche rinvenuto una notevole quantità di rifiuti derivanti da pregressa attività di taglio e sfalcio di altri terreni agricoli.

L’area e il materiale utilizzato per il prelievo fraudolento dell’acqua, sono stati sottoposti a sequestro. L’arrestato, invece, posto agli arresti domiciliari

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, che l’odierno indagato è da ritenersi innocente fino a sentenza definitiva e che la misura cautelare è stata adottata con contraddittorio limitato alla fase delle indagini preliminari e che il Giudice della fase processuale potrà anche valutare l’assenza di ogni forma di responsabilità in capo all’indagato.

CARABINIERI: MAXI OPERAZIONE ANTIMAFIA A CATANIA 38 MISURE NEI CONFRONTI DI APPARTENENTI ALL’ORGANIZZAZIONE MAFIOSA DEI “SANTAPAOLA-ERCOLANO”

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Catania, 10 luglio 2025 – Oltre 200 Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, con il supporto dei Reparti specializzati dell’Arma – tra cui lo Squadrone Eliportato “Cacciatori di Sicilia” e il 12^ Nucleo Elicotteri – stanno dando esecuzione, già dalle prime ore della mattina, a un’ordinanza applicativa di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 38 soggetti, ritenuti appartenenti al sodalizio mafioso dei “Santapaola-Ercolano”, storicamente radicato nel territorio catanese, responsabili, a vario titolo, ferma restando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, di “associazione di tipo mafioso”, “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”, “acquisto, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti”, “detenzione, porto e cessione di armi comuni e da guerra”, “ricettazione” ed “estorsione”, aggravati dal metodo mafioso.

L’operazione è in corso, contemporaneamente, oltre che nel Capoluogo etneo, anche nelle province di Siracusa, Enna, Asti, Agrigento, Caltanissetta, Napoli, Pavia e Palermo.

Ulteriori dettagli sull’operazione e sui soggetti destinatari delle misure cautelari saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terrà, alle ore 11.00 odierne, nella “Sala Riunioni” della Procura della Repubblica di Catania, presso il Palazzo di Giustizia.

POGGIO MIRTETO. I CARABINIERI ARRESTANO UN GIOVANE PER DETENZIONE DI STUPEFACENTI, RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE E GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

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I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Poggio Mirteto hanno tratto in arresto un giovane di 24 anni, residente in Sabina, per i reati di detenzione di sostanze stupefacenti, resistenza a Pubblico Ufficiale, rifiuto di sottoporsi agli accertamenti sull’uso di sostanze stupefacenti, nonché per guida in stato di ebbrezza alcolica.

L’arresto è avvenuto nel corso di un ordinario servizio di controllo alla circolazione stradale, effettuato in orario notturno nei pressi del centro abitato di Poggio Mirteto.

Durante le operazioni, i militari hanno intimato l’alt a un’autovettura in transito. Il conducente ha però ignorato l’ordine, accelerando repentinamente nel tentativo di sottrarsi al controllo, ingaggiando una fuga per le vie cittadine.

La corsa del veicolo è terminata poco dopo, con un impatto contro alcuni alberi a bordo carreggiata, a seguito della perdita di controllo del mezzo. Fortunatamente, il conducente è rimasto illeso.

I militari, che si erano immediatamente posti all’inseguimento, lo hanno raggiunto tempestivamente, verificando in via preliminare le sue condizioni di salute e procedendo, successivamente, agli accertamenti previsti per legge.

Sottoposto al test alcolemico, il giovane è risultato positivo, con valori ben superiori ai limiti consentiti. Lo stesso ha inoltre rifiutato di sottoporsi agli esami tossicologici, nonostante, all’interno del veicolo, i militari avessero rinvenuto una modica quantità di sostanza stupefacente del tipo cocaina, opportunamente sequestrata.

In ragione della condotta di resistenza attuata mediante la fuga, del possesso dello stupefacente e delle gravi violazioni emerse nel corso degli accertamenti, l’uomo è stato tratto in arresto e sanzionato per le infrazioni al Codice della Strada.

Il veicolo è stato sottoposto a sequestro e affidato a un deposito giudiziario. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti e la Prefettura valuteranno ora, ciascuna per quanto di competenza, la posizione penale e amministrativa dell’interessato.

Si dà atto che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali dei soggetti denunciati saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

CARABINIERI: PROVVEDIMENTO DI FERMO NEI CONFRONTI DI 13 PERSONE INDIZIATI, DI FAR PARTE DI UN’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA AL TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI

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All’alba di oggi, 10 luglio 2025, i Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento, in Agrigento, Favara (AG), Canicattì (AG), Porto Empedocle (AG), e San Cataldo (CL), con il supporto dei colleghi del Nucleo Eliportato Cacciatori di Sicilia e dei Nuclei Cinofili di Palermo e Nicolosi, hanno dato esecuzione a un provvedimento di fermo di indiziati di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia  – sottoponendo a fermo 13 indagati (dei quali 5 già detenuti in carcere), tutti cittadini italiani, gravemente indiziati, a vario titolo, di appartenere all’organizzazione mafiosa denominata “cosa nostra”, di far parte di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e altro.  

Contestualmente si stanno eseguendo varie perquisizioni personali e domiciliari delegate dalla Procura distrettuale nei confronti sia dei fermati che di ulteriori soggetti indagati nel medesimo procedimento penale.

Le perquisizioni effettuate, fino ad ora, hanno permesso di rinvenire e sequestrare un fucile mitragliatore kalaschnikov completo di due caricatori, nascosto all’interno di un casolare posto in un terreno abbandonato ma riconducibile a uno degli indagati. Sempre all’interno dello stesso casolare sono stati rinvenuti 16 panetti di hashish confezionati in cellophane.

Inoltre, ad altri tre indagati è stata rinvenuta e sequestrata la somma in contanti rispettivamente di circa 18.000, 12.500 e 12.000 euro in banconote da diverso taglio che non riuscivano a giustificare.

Sequestrati anche due caschi e un giubbetto antiproiettile.

Seguito Operazione della Polizia di Stato di Napoli

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Su delega del Procuratore della Repubblica di Napoli, si comunica che nella mattinata odierna, a Napoli e provincia, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a una ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, che dispone la custodia cautelare in carcere nei confronti di 18 persone, gli arresti domiciliari per 2 persone e il divieto di dimora nel comune di Napoli nei confronti di 5 persone, tutte gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio di stupefacenti, ricettazione, detenzione di armi clandestine e detenzione e porto abusivo di armi da sparo.

Il provvedimento cautelare compendia gli esiti di complesse indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea e condotte, tra il 2022 e il 2023, dalla Squadra Mobile di Napoli, che hanno ricostruito e documentato la struttura e l’operatività del clan Mazzarella e di alcune delle sue principali articolazioni sul territorio del capoluogo e della provincia di Napoli.

In particolare, le indagini si sono concentrate su tre ramificazioni della “confederazione Mazzarella”, ovvero il gruppo operante nella zona del Connolo e facente capo alle famiglie Barattolo e Galiero, quello attivo nell’enclave di Forcella, con a capo la famiglia Buonerba – anche nota con il soprannome di “Capelloni” –, e quello di Poggioreale, facente capo alla famiglia Nunziata, i cosiddetti “Castagnari”.

L’indagine ha documentato come i vertici del clan, anche a seguito di arresti eccellenti intervenuti in tempi recenti, sarebbero stati in grado di gestire tutte le attività illecite del sodalizio criminale e delle sue varie articolazioni territoriali.

Nello specifico, il clan Mazzarella avrebbe controllato il traffico e la vendita al dettaglio delle sostanze stupefacenti, attraverso una collaudata filiera di approvvigionamento delle numerose piazze di spaccio operanti nelle zone di sua “competenza”.

Le modalità di vendita dello stupefacente, così come rilevato dagli inquirenti, avrebbero spaziato dalla classica cessione al dettaglio a quella, ormai sempre più utilizzata, della vendita “delivery”, effettuata su commissione telefonica in luoghi diversi, concordati di volta in volta con l’acquirente.

Al riguardo, nel corso dell’indagine, sono stati effettuati numerosi sequestri di droga – cocaina, hashish e marijuana – di materiale per il confezionamento e denaro contante provento dell’attività di spaccio.

Scoperto anche un autolavaggio, gestito da alcuni degli indagati, che sarebbe stato utilizzato dal clan come base logistica per stabilire contatti con gli acquirenti e per la conseguente vendita di sostanze stupefacenti, oltre a un immobile destinato allo stoccaggio e confezionamento della droga.

Importanti elementi di prova sono emersi anche con riguardo alla ingente disponibilità, da parte degli indagati, di armi – anche di grosso calibro – e munizionamento vario; gli appartenenti al clan sarebbero andati in giro costantemente armati e spesso scortati da altri affiliati, al fine di prevenire agguatti da parte di esponenti di organizzazioni contrapposte.

Nel corso delle indagini sono state rinvenute e sequestrate pistole di vario calibro con il relativo munizionamento.

Ulteriore elemento a sostegno dell’impianto accusatorio è quello relativo alla gestione della cassa comune del clan: il reggente del sodalizio, infatti, avrebbe gestito i proventi derivanti dalle attività illecite e, in particolar modo, dal fiorente spaccio di stupefacenti portato avanti dai vari gruppi confederati e li avrebbe utilizzati, in parte, per il mantenimento dei detenuti e delle loro famiglie.

A riprova di tale fondamentale e caratterizzante elemento associativo, durante le attività è stata rinvenuta e sequestrata documentazione contenente la contabilità del sodalizio criminale.

Il provvedimento in parola è una misura cautelare, eseguita in sede di indagini preliminari, avverso la quale sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, come tali, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

https://www.poliziadistato.it/pressarea/Share/link/c3076ff4-5d86-11f0-b0b9-736d736f6674

Acuto, il capitano dei CC Alessandro Dell’Otto visita la sede della Caramella Buona

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Questa mattina il capitano Alessandro Dell’Otto, comandante della

Compagnia Carabinieri di Anagni, accompagnato dal maresciallo Luca

Sarra, comandante della Stazione CC di Acuto, ha fatto visita alla

sede della Caramella Buona. I militari sono stati accolti dal

presidente Roberto Mirabile e dalla vicepresidente Anna Maria Pilozzi.

Un momento di incontro e ascolto che ha messo al centro le preziose

attività di contrasto e prevenzione degli abusi sui minori portate

avanti dall’associazione e l’importante lavoro svolto dall’Arma in

questo senso.

“Siamo onorati di aver ricevuto nella nostra sede di Acuto il capitano

Dell’Otto e il maresciallo Sarra, non solo perché quello di oggi si

aggiunge ai numerosi momenti di incontro e cooperazione con l’Arma dei

Carabinieri, ma anche perché occasioni come questa, oltre ad

arricchirci professionalmente e umanamente, sono una conferma della

sensibilità degli uomini e delle donne in divisa rispetto alla

missione di Caramella Buona”, questo il commento della vicepresidente

Anna Maria Pilozzi al termine dell’incontro.

Ennesimo atto di inciviltà in via Camposaino, area bonificata e grazie alle indagini individuato il responsabile che sarà deferito all’autorità giudiziaria. Sinibaldi “tolleranza zero e sensibilizzazione”

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Comunicazione sull’operazione di polizia giudiziaria condotta dalla Polizia Locale che ha permesso l’individuazione e il deferimento del responsabile

La Polizia Locale in collaborazione con ASM è intervenuta in via Camposaino, nella quale si era registrato l’ennesimo abbandono di rifiuti. L’area è stata prontamente bonificata e il responsabile individuato grazie a indagini di Polizia Giudiziaria. Il soggetto responsabile verrà deferito all’autorità giudiziaria, che potrà comminare una sanzione penale alla quale verrà aggiunto il pagamento delle spese per ripulire l’area.

Il Sindaco della Città di Rieti Daniele Sinibaldi:

“Non abbiamo nessuna intenzione di sopportare l’inciviltà di chi insozza, inquina e danneggia la nostra città. Per questo è costantemente attivo il controllo della Polizia Locale che questa volta è riuscita a individuare il responsabile grazie ad una indagine di Polizia Giudiziaria, ma che monitora costantemente il territorio anche con l’uso delle fototrappole. Mi complimento con loro e ringrazio il personale di ASM che come sempre agisce in tempi rapidissimi. Chi invece è responsabile di questi atti deve sapere che non abbiamo nessuna intenzione di tollerare simili atteggiamenti e nessuna remore nell’usare tutti gli strumenti che il codice penale prevede. Sensibilizziamo al rispetto della città e della natura, informiamo delle iniziative calanderizzate con ASM per il corretto smaltimento dei rifiuti ingombranti e il verde domestico, ne abbiamo fatto appuntamenti fissi e itineranti per venire quanto più possibile incontro alle esigenze dei cittadini, e ancora di più per tutto questo questo saremo fermi nella nostra azione repressiva.”

STAMPA, DE CORATO (FDI): «VERGOGNOSE E INDECOROSE MINACCE A IL GIORNALE E LIBERO.

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CON SALA MILANO CITTA’ PIU’ ANTIEBRAICA D’ITALIA».

Milano, 10 Luglio 2025 – «Quanto si è verificato oggi davanti alle sedi de ‘Il Giornale’ e di ‘Libero’ è vergognoso e indegno confermando il triste primato raggiunto da Milano con la Giunta Sala di città più antisemita e antiebraica d’Italia. Questo è un ulteriore grave episodio che non deve essere assolutamente sottovalutato. La cosa ancor più grave è che tutti questi pro-Pal e pro-Hamas, che per mesi sono stati supportati e appoggiati dal Pd, dal Centrosinistra milanese e dalle Istituzioni cittadine che mai hanno speso una parola contro di loro, sono passati dagli insulti nei vari cortei dei fine settimana milanesi alle minacce. E infatti nell’ultimo corteo Lgbt la comunità ebraica ha preferito non partecipare per paura di aggressioni. E’ stata colpita la vera stampa libera del nostro Paese, che racconta tutta la verità su questo tema senza ‘peli sulla lingua’. Rivolgo la mia totale vicinanza e piena solidarietà, oltre alla rinnovata stima, ai giornalisti e agli operatori dell’informazione de ‘Il giornale’ e ‘Libero’».

Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi,Riccardo De Corato.

Questura di Caserta: al Commissariato di pubblica sicurezza di Castel Volturno l’intitolazione del piazzale alle vittime del dovere della Polizia di Stato

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Nella mattinata, presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Castel Volturno, è avvenuta la cerimonia di intitolazione del piazzale interno alla memoria del Sovrintendente Capo della Polizia di Stato ROSSI Gabriele, del Vice Sovrintendente della Polizia di Stato ALIGHIERI Francesco e dell’Agente Scelto della Polizia di Stato D’ALESSANDRO Pasquale, riconosciuti dal Presidente della Repubblica, per il loro sacrificio, “Medaglia d’Argento al Valor Civile”.

L’evento, che si è svolto alla presenza del Prefetto Armando Forgione, Direttore Centrale della Direzione per gli Affari Generali e le Politiche del Personale della Polizia di Stato, in rappresentanza del Prefetto Vittorio Pisani, Capo della Polizia – Direttore Generale della pubblica sicurezza, e del Questore di Caserta, Andrea Grassi, dei Familiari delle vittime e delle autorità civili e religiose del territorio, è stato occasione per il rinnovo della Memoria del personale delle Forze dell’ordine caduto nell’adempimento del proprio dovere, che mira a onorare il sacrificio di coloro che hanno perso la vita servendo lo Stato.

Le celebrazioni hanno avuto inizio con i discorsi commemorativi del Prefetto, del Questore, e dei Familiari. Successivamente, si è proceduto alla scopertura e benedizione della targa da parte dell’Arcivescovo di Capua e Caserta, Mons. Pietro Lagnese, e del Cappellano della Polizia di Stato Don Enzo Carnevale, momento molto sentito, accompagnato dalla lettura delle motivazioni che hanno portato all’intitolazione. In particolare, nel settembre del 2008, impegnati in un servizio di controllo del territorio lungo la Strada Statale Nola – Villa Literno, il Sovrintendente Capo della Polizia di Stato Rossi Gabriele e il vice Sovrintendente Francesco Alighieri, durante l’inseguimento di una vettura sospetta che non si era fermata all’alt, rimanevano coinvolti in un tragico incidente. Nella circostanza, le gravissime ferite riportate cagionavano successivamente la morte di entrambi. Nello stesso episodio, rimaneva ferito l’autista, Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Stato Fischetti Davide, presente alla cerimonia. Inoltre, nel settembre del 2004, l’Assistente della Polizia di Stato D’Alessandro Pasquale, alla guida dell’autovettura di servizio, mentre partecipava ad un’operazione finalizzata all’intercettazione di pericolosi malviventi, entrava in collisione con un’autovettura condotta da un pregiudicato che procedeva a folle velocità, riportando gravissime lesioni che ne causavano il decesso poco dopo il trasporto in ospedale. Nello stesso episodio, rimaneva ferito l’Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Stato Mallozzi Domenico, presente alla cerimonia

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