Milano, 07 Luglio 2025 – «Leggo che il Tribunale dei Minori di Milano ha deciso che al Carcere milanese Beccaria l’attuale cappellano verrà affiancato da un Imam. Lo stesso cappellano, recentemente, aveva già denunciato che all’interno del carcere minorile milanese la situazione è molto complicata e quella di un Imam non è soluzione idonea e risolutiva. A mio avviso, questa, è un’altra decisione incredibile da parte della Magistratura che va in una direzione diametralmente opposta a quella del buon senso. Mettere un Imam in un luogo pieno di ‘Maranza’ come è appunto il Beccaria, è sbagliato. Si tenta, per caso, di recuperarli? Io penso invece che la situazione andrà ancora peggiorando e si porranno ulteriori problemi e disagi alle unità di polizia penitenziaria. Su questo tema presenterò interrogazione al Ministro di Grazia e Giustizia Carlo Nordio».
Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.
MINORI, DE CORATO (FDI): «AFFIANCARE IMAM A CAPPELLANO AL BECCARIA E’ UNA SCELTA SBAGLIATA»
Traffico di migranti, in corso operazione internazionale della Polizia di Stato e della Procura Distrettuale di Reggio Calabria
È in corso dalle prime ore di oggi una vasta operazione internazionale coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, guidata dal dr. Giuseppe LOMBARDO, ed eseguita dagli uomini della Polizia di Stato del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Reggio Calabria.

Sono 25 i cittadini stranieri destinatari di una ordinanza di custodia cautelare in carcere e 43 indagati in stato di libertà, per un totale di 68 soggetti accusati di far parte di una rete internazionale di trafficanti di migranti articolata su quattro associazioni perfettamente organizzate per curare tutte le fasi della traversata dei clandestini lungo la rotta del Mediterraneo orientale, dai porti della Turchia fino alle coste della provincia reggina.
Più di trenta gli sbarchi ricostruiti dai Magistrati reggini e dalla Polizia di Stato, tra il 2017 e il 2022, per complessivi duemila migranti clandestini circa approdati sulle coste del territorio nazionale a bordo di barche a vela stipate all’inverosimile, per un giro d’affari nell’ordine dei dieci milioni di euro stimato grazie all’analisi di centinaia di transazioni finanziarie estero su estero.
Grazie al coordinamento della DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA, di EUROJUST, INTERPOL, EUROPOL e SERVIZIO per la COOPERAZIONE INTERNAZIONALE di POLIZIA, sono stati individuati scafisti e capi delle organizzazioni criminali, tutti cittadini di Georgia, Ucraina, Turchia e Moldavia.
Disposto anche il sequestro di tre milioni e trecentomila euro circa.
I dettagli dell’operazione saranno forniti dal Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Dr. Giuseppe LOMBARDO, nel corso della conferenza stampa in programma alle ore 10.30 presso la Questura di Reggio Calabria.
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CARABINIERI: ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE NEI CONFRONTI DI 3 PERSONE RITENUTE RESPONSABILI DEL REATO DI TORTURA
Su delega di questa Procura della Repubblica, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Fontanarossa hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catania, nei confronti di
RUNGO Cristian (classe 2000)
SCUDERI Paolo Simone (classe 1989)
GUERINO Orazio (classe 2003)
in quanto , gravemente indiziati , seppure in una fase che non ha ancora consentito l’intervento delle difese , di avere posto in essere , in concorso tra loro , il delitto di tortura di cui all’art.613 bis c.p..
L’attività investigativa, sviluppata nei primi giorni del mese di giugno 2025, ha preso avvio a seguito della ricezione di attendibili informazioni riservate, le quali hanno trovato immediato riscontro grazie a una serie di mirati interventi condotti dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Fontanarossa nel quartiere Villaggio Sant’Agata, area urbana in cui da anni si volge spaccio di sostanze stupefacenti.

I militari dell’Arma, su delega di questa Procura, hanno dispiegato una mirata attività di indagine , in esito alla quale sono stati acquisiti gravi indizi ed individuati i presunti autori del fatto .
In particolare, grazie al sequestro dello smartphone in uso al RUNGO, già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per altro procedimento , sono stati acquisite, previa estrazione forense dei dati in modalità full file system, registrazioni video di atti di violenza risalenti al 29 maggio 2025 e recuperati altri frame rappresentativi del contesto della condotta delittuosa .

Per quanto emerso nel corso delle indagini, pur nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, i tre indagati avrebbero preso parte, con diversi ruoli, ad una brutale aggressione avvenuta all’interno di una stalla abusiva, in danno di una vittima, a sua volta coinvolta nel traffico di stupefacenti, che sarebbe stata legata a una sedia e poi percossa con un frustino ed a mani nude ed al contempo costretta a subire la rasatura del capo e delle sopracciglia, allo scopo di punirla per un presunto ammanco di denaro riconducibile allo spaccio di droga.
Gli elementi raccolti hanno quindi consentito a questa Procura della Repubblica di richiedere ed ottenere dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catania l’emissione di una misura cautelare , in forza della personalità dei soggetti coinvolti e del concreto rischio di reiterazione di reati della medesima specie, misura poi eseguita, con la traduzione, ultimati gli adempimenti procedurali, presso la Casa Circondariale di Catania piazza Lanza .
REGGIO CALABRIA: “OPERAZIONE MEDUSA”, scoperta dalla Procura di Reggio Calabria e dalla Polizia di Stato una rete internazionale di trafficanti operante tra Turchia, Georgia, Moldavia e Ucraina, responsabile di decine di sbarchi sulla rotta del Mediterraneo orientale
La Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria guidata dal dott. Giuseppe Lombardo, nei confronti di 25 soggetti di nazionalità turca, irachena, georgiana, russa, moldava e ucraina, tutti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di migranti e del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in concorso, con l’aggravante della transnazionalità, nonché del reato di ricettazione.

L’operazione, scattata all’alba di oggi in Italia, Georgia, Ucraina, Turchia, Moldavia e Grecia, riguarda ulteriori 43 cittadini stranieri indagati in stato di libertà per i medesimi titoli di reato.
Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e condotte dagli investigatori della Polizia di Stato del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Reggio Calabria, hanno consentito di ricostruire un network internazionale criminale articolato su quattro distinte organizzazioni perfettamente strutturate per garantire il passaggio dei migranti clandestini dai porti della Turchia fino alle coste italiane, lungo la rotta del Mediterraneo orientale.
Secondo quanto emerso dalle indagini, le associazioni avrebbero operato in maniera sinergica, nell’ambito una rete transnazionale specializzata nel traffico clandestino di migranti, con precisa distinzione di compiti e finalità.
In particolare, la “frangia ucraina” e la “frangia moldava” avrebbero avuto il compito di reclutare gli scafisti; della “frangia georgiana” avrebbero fatto parte gli intermediari finanziari e gli istruttori alla navigazione (la Georgia infatti emergeva come luogo di addestramento degli scafisti e sede del gruppo operativo, oltre che terminale dei finanziamenti/pagamenti).
In ultimo, la “frangia turca”, operativa fra la città di Istanbul e i diversi luoghi di imbarco delle coste turche, con il compito di organizzare le partenze e gestire i rapporti con i migranti da trasportare ed i loro parenti.
Ogni sbarco prevedeva il reclutamento degli skipper che venivano inviati nelle zone di imbarco, situate principalmente in Turchia, nelle aree costiere vicine alle città di Bodrum, Izmir e Marmaris, dove venivano nel frattempo convogliati i migranti intenzionati a partire per raggiungere le coste italiane.
Le traversate venivano, poi, affrontate a bordo di barche a vela di circa 12/15 metri, a bordo delle quali i migranti, dietro pagamento variabile tra i 4.000 e i 12.000 dollari, venivano stipati all’inverosimile al fine di massimizzare i profitti.
L’approfondimento dei flussi finanziari, effettuato anche tramite i collaterali esteri interessati sui circuiti internazionali MoneyGram e Western Union, ha consentito di cristallizzare il quadro indiziario in ordine al reato di ricettazione per alcuni soggetti risultati i destinatari ultimi del denaro provento illecito del traffico di migranti.
Sono emersi, infatti, trasferimenti di cospicue somme di denaro da parte di alcuni indagati con il ruolo di finanziatori in favore di parenti e/o familiari degli scafisti, a titolo del compenso precedentemente pattuito.
L’incrocio dei dati provenienti dalle conversazioni intercettate, per la cui traduzione è stato necessario il lavoro di decine di interpreti, con l’analisi delle innumerevoli movimentazioni di denaro e le dichiarazioni rese dai migranti approdati in Italia, ha consentito ai Magistrati reggini ed agli operatori della Polizia di Stato di ricostruire più di trenta episodi di sbarco, tra il 2018 ed il 2022, con quasi duemila cittadini stranieri giunti in Italia ed un volume d’affari stimato nell’ordine di dieci milioni di euro.
Avviata dalla Procura Distrettuale Antimafia reggina, la cooperazione internazionale ha riguardato, in un primo momento, le Autorità di Polizia, interessando i collaterali organismi di Turchia, Ucraina, Malta, Polonia e Grecia. Parallelamente, l’Agenzia EUROPOL ha elaborato alcuni report di analisi sulle convergenze investigative emerse sul piano internazionale nei confronti dei target di interesse.
Sulla base dei dati acquisiti, in un complesso lavoro di coordinamento agito dalla DDA di Reggio Calabria e dalla DNA, sono stati poi sollecitati, tramite lo strumento all’Ordine di indagine Europeo (OIE) o di Mutual Legal Assistance Request (MLA), gli Uffici di Procura di Malta, Polonia, Grecia, Albania, Georgia, Montenegro, Turchia, Slovacchia, Ucraina, Moldavia.
L’importante contributo di EUROJUST, EUROPOL e SERVIZIO per la COOPERAZIONE INTERNAZIONALE di POLIZIA ha consentito anche l’esatta identificazione all’estero degli indagati.
Disposto anche il sequestro di tre milioni e trecentomila euro considerati provento dell’attività criminale.
Le indagini sono ancora in fase di indagini preliminari e gli indagati vanno considerati non colpevoli fino a sentenza definitiva di condanna.
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CARABINIERI: 28 PROVVEDIMENTI CAUTELARI DETENTIVI, PER TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI E ALTRO
Il provvedimento si basa sugli elementi acquisiti dal ROS, nell’ambito di indagini dirette dalla Procura della Repubblica – DDA – presso il Tribunale di Roma, sulla figura di un 57 enne calabrese, già precedentemente condannato in via definitiva per la violazione dell’art. 416 bis C.P., perché ritenuto elemento apicale della locale di Volpiano (TO), promanazione di quella di Platì (RC).
Il predetto, trasferitosi a Roma agli inizi degli anni 2000, in virtù della gravità indiziaria, è emerso come abbia assunto il controllo dell’area di San Basilio, promuovendo la nascita di un’associazione composta, tra gli altri, anche dai tre figli, con legami stabili con una paritetica struttura criminale albanese, utilizzata per gli aspetti logistici (estrazione dei carichi dai porti spagnoli e olandesi nonché per il successivo trasporto) e per lo smercio del narcotico in altre zone della Capitale.
La cocaina veniva acquisita in Sud America e fatta giungere, tramite container in alcuni porti della Spagna, a Rotterdam (Olanda) e a quello di Gioia Tauro (RC), anche sfruttando l’interazione con altri broker calabresi, per poi giungere sul mercato romano dove veniva smerciata al dettaglio.
Nel complesso sono stati contestati agli indagati n. 80 capi di imputazione per operazioni di traffico per oltre 1 tonnellata di cocaina (per l’esattezza 1019 kg.) e per 1497 kg di hashish, nonché un episodio di tortura aggravata dal metodo mafioso, contestato a 4 indagati italiani, gravemente indiziati di avere privato della libertà personale uno spacciatore, cagionandogli sofferenze fisiche e un trauma psichico.
Le torture inferte sono state riprese con un telefonino, per diffonderne successivamente il video al fine di generare nella vittima e nei soggetti dediti alle attività di smercio di sostanze stupefacente in zona San Basilio, sentimenti di paura, omertà e assoggettamento al volere del gruppo criminale.
Il complesso scenario emergente dall’attività investigativa ha consentito di accertare l’impiego sistematico da parte degli indagati di sofisticati sistemi criptofonici utilizzati per le comunicazioni operative e per eludere le attività di controllo. Tali dispositivi venivano approvvigionati attraverso una vera e propria centrale di smistamento, individuata a Roma e facente capo ad un 46 enne albanese colpito anch’egli dalla misura cautelare per aver concorso nell’associazione.
L’attività investigativa – grazie alla estesa cooperazione internazionale avviata – ha consentito di localizzare in Spagna 5 latitanti per reati materia di stupefacenti il cui arresto, su indicazione del ROS, è stato eseguito dalle autorità di polizia locali.
Complessivamente, l’attività investigativa, conclusa con l’emissione di n. 28 provvedimenti cautelari detentivi, n. 6 interrogatori preventivi, l’arresto in flagranza di reato di n. 11 soggetti, nonché, all’estero, di n. 5 latitanti ed il sequestro di ingenti quantitativi di stupefacente (per lo più cocaina ed hashish), ha dimostrato/confermato:
- l’infiltrazione del territorio romano di organizzazioni, dedite al narcotraffico, di matrice ‘ndranghetista;
- l’alleanza, ormai strutturale, nello specifico settore, tra la ‘ndrangheta e paritetiche organizzazioni criminali albanesi che, forti della loro ramificazione in molti paesi europei e non solo, garantiscono canali alternativi di approvvigionamento e, soprattutto, la possibilità di utilizzare porti stranieri, ove esercitano il loro controllo, per diversificare le narco-rotte;
- la centralità del Porto di Gioia Tauro per le importazioni di cocaina;
- l’esistenza di accordi/regole che consentono a organizzazioni di diversa matrice di spartirsi le più redditizie aree di smercio del narcotico nella Capitale;
- l’utilizzo sistemico di strumenti tecnologici evoluti e non direttamente intercettabili, per le comunicazioni operative.
Le attività investigative, dirette dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, sono state condotte in cooperazione internazionale con diverse polizie estere e sono state supportate dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA), dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), da Interpol- progetto I-CAN, dalla rete @net della DIA, nonché dalle Agenzie Europol e Eurojust. Inoltre, la fase esecutiva in Albania è stata assicurata dalla Forza Operazionale del Dipartimento della Polizia Criminale.
Si sottolinea che gli indagati sono da considerarsi innocenti fino ad eventuale sentenza definitiva di condanna.
POGGIO SAN LORENZO: I CARABINIERI INCONTRANO LA CITTADINANZA PER LA PREVENZIONE DELLE TRUFFE E LA PROMOZIONE DELLA SICUREZZA DIGITALE
Continuano, su impulso del Comando Provinciale Carabinieri di Rieti, gli incontri informativi rivolti alla popolazione, con particolare attenzione alle cosiddette “fasce deboli”, al fine di prevenire il fenomeno delle truffe. L’iniziativa si colloca nell’ambito della campagna informativa promossa a livello provinciale dal Centro di Facilitazione Digitale del Distretto Rieti 3 dell’ASL, volta a diffondere la cultura della sicurezza digitale e a tutelare in particolare i cittadini anziani.
A Poggio San Lorenzo, presso la chiesa di San Lorenzo Martire, il Maresciallo Maggiore Daniela Di Vecchio, della locale Stazione Carabinieri, affiancata dai suoi collaboratori e dal Sindaco Giovanni Vallocchia, ha incontrato un gruppo di cittadini per affrontare, in maniera diretta e partecipata, il tema delle truffe digitali e tradizionali.
Nel corso dell’incontro, il personale del Centro di Facilitazione Digitale ha illustrato le principali minacce informatiche – come il phishing, le truffe via SMS o email, i falsi annunci online – fornendo indicazioni pratiche su come riconoscerle e difendersi.
A conclusione dell’intervento, il Maresciallo Di Vecchio ha fornito ulteriori esempi concreti relativi alle truffe più comuni, come quelle telefoniche o porta a porta, offrendo consigli operativi su come comportarsi in caso di sospetti.
L’incontro ha registrato una partecipazione attenta e partecipe da parte dei presenti, che hanno posto numerose domande e condiviso esperienze personali, contribuendo a rendere il momento informativo anche un’importante occasione di confronto.
In tale contesto, è stato nuovamente ribadito l’invito a segnalare tempestivamente qualsiasi situazione sospetta alla Stazione Carabinieri più vicina o contattando il Numero Unico di Emergenza 112, così da consentire l’immediato avvio degli accertamenti.
Dekra compie 100 anni, tra sicurezza stradale e crescita
Evento alla Camera, Purcaro: Miglioriamo sicurezza anche in case e aziende
Roma. Oltre 48mila dipendenti, di cui circa 1.000 in Italia, in aumento di 800 unità nel 2024, anno che ha visto il consolidamento di una crescita stabile con ricavi che superano i 4,29 miliardi di euro, un incremento del 4,7% rispetto all’anno precedente. Sono solo alcuni dei numeri che raccontano l’attività di Dekra, azienda fondata nel 1925 e specializzata a livello mondiale nel settore della mobilità sicura, nelle ispezioni, verifiche di conformità e certificazioni, attiva in più di 60 Paesi in cinque continenti e che quest’anno festeggia i suoi primi 100 anni. A ospitare la celebrazione del centenario di Dekra è stata oggi la Camera dei deputati, con l’evento ‘Securing the future. 100 anni di DEKRA: un secolo di crescita, innovazione e fiducia nel futuro’, che ha offerto anche l’occasione per illustrare la progettualità futura dell’azienda, orientata verso servizi all’avanguardia nei settori della sicurezza informatica automobilistica, dell’innovazione tecnologica, della mobilità sicura e sostenibile.
Espansione internazionale e certificazioni
L’espansione internazionale di Dekra è iniziata con l’ingresso nei mercati di Francia e Italia nel 1988, per allargarsi poi a Paesi come Cina, Stati Uniti, Sudafrica e Nuova Zelanda. In Arabia Saudita ha aperto recentemente la prima stazione #inspection nella città di Ha’il, per svolgere attività di ispezioni tecniche periodiche. Con il laboratorio di prova autorizzato da Wi-Fi Alliance a Stoccarda, Dekra amplia la sua rete di laboratori autorizzati a Malaga (Spagna), Guangzhou (Cina) e Taiwan, mentre con quello di test e certificazione delle batterie a Klettwitz, compie un passo avanti per diventare il più grande centro di test indipendente al mondo per la mobilità. Nel 2025 Dekra avvierà un nuovo servizio, il ‘Digital Trust Service’: per la prima volta, tre aspetti essenziali della sicurezza – sicurezza funzionale, cybersecurity e IA – saranno riuniti in un unico processo di test e certificazione. Nel nostro Paese, Dekra Italia opera da oltre 30 anni con sede centrale a Milano e uffici a Roma, Torino, Verona, oltre a laboratori a Osnago e Thiene, affiancando aziende dei settori mobilità, industria e formazione. L’obiettivo è garantire sicurezza globale in tutti i settori del trasporto (gomma, rotaia, aereo, marittimo) promuovendo una cultura organizzativa orientata alla salute e sicurezza sul lavoro.
Vision e innovazione
La vision per il centenario dell’azienda è quella di fare di Dekra il partner globale per un mondo sicuro e sostenibile. Con i suoi servizi, Dekra copre l’intero ciclo di vita delle tecnologie energetiche rinnovabili, dalla pianificazione e progettazione, attraverso la produzione e il funzionamento, fino allo smantellamento e al riciclaggio. Con il riconoscimento Platinum della piattaforma EcoVadis, Dekra rientra ora tra l’1% delle aziende classificate come sostenibili.
Sicurezza stradale e mobilità sostenibile
Dekra persegue un approccio integrato alla mobilità, combinando tecnologia, progettazione stradale e responsabilità individuale al fine di ridurre al minimo il rischio di incidenti. Al centro dell’azione di Dekra, che ogni anno presenta in Parlamento e all’Onu un Rapporto sulla sicurezza stradale, vi è la tutela degli utenti, che può essere supportata dall’uso di tecnologie avanzate per migliorare la sicurezza stradale, ottimizzare i flussi di traffico e ridurre le emissioni, verso l’obiettivo di ‘Vision Zero’, una strategia ambiziosa che punta ad azzerare il numero di incidenti stradali e le relative vittime. In tal senso, Dekra sta sviluppando servizi di test anche in settori come la sicurezza informatica automobilistica, i sistemi avanzati di assistenza alla guida e i concetti di guida alternativi.
Green deal e partnership Unicef
Partecipando a iniziative come l’European Green Deal e REPowerEU, Dekra svolge un ruolo fondamentale nel viaggio verso la neutralità climatica. Ciò include il sostegno a progetti come i test delle infrastrutture a idrogeno, la conduzione della dovuta diligenza ambientale e la garanzia della conformità al regolamento Ue sulle batterie. In occasione del suo centenario, Dekra si apre, inoltre, alla responsabilità sociale, attraverso una partnership con l’Unicef per l’iniziativa Water Security for All. Insieme, le due organizzazioni stanno implementando programmi per fornire l’accesso all’acqua potabile pulita nelle Regioni colpite dai cambiamenti climatici, tra cui pompe d’acqua a energia solare, centri di formazione tecnica e moderno trattamento delle acque sotterranee.
Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha 100
anni sono un traguardo importante, non sono molte le aziende che possono fregiarsene. Arrivare a questo compleanno significa aver lasciato un segno nella storia del proprio Paese. Dekra ha da tempo superato i confini nazionali e quelli europei, diventando un marchio globale. Anche da centenaria Dekra resta orientata al futuro e determinata ad affrontare le tante sfide globali. Lo si evince dagli investimenti strategici, tanto nel core business quanto nel settore del futuro. La tecnologia evolve, ma a cento anni dalla fondazione Dekra è ancora sinonimo di sicurezza dei veicoli e questo senza tralasciare nuovi servizi nei settori della mobilità, della sostenibilità, del digitale. Dekra certifica le prestazioni ambientali delle aziende, ma fa anche qualcosa di più, offrendo formazione per accompagnarle nella transizione, che è una funzione fondamentale”.
Secondo Giuseppina Castiello, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per i Rapporti con il Parlamento, ‘oggi si festeggia il centenario di questa grandissima realtà mondiale come Dekra. Un secolo di innovazione e fiducia per affrontare le sfide del mercato e il cambiamento. È un momento importante e celebrativo, che deve essere anche da stimolo per continuare il processo di innovazione e costruzione per il futuro della società. Il percorso intrapreso è volto a garantire un equilibrio tra sostenibilità, benessere e sicurezza stradale, al fine di ridurre al minimo gli incidenti, il numero delle vittime e i feriti. In questo senso, Dekra segue un approccio integrato che va nella giusta direzione coniugando sviluppo, formazione e sicurezza, in linea con l’azione del Governo”.
Maria Tripodi, sottosegretario al ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, ha osservato: ‘Dekra è un esempio di quella internazionalizzazione delle imprese che va nella direzione di una diplomazia della crescita particolarmente cara al Governo. Dekra è un’azienda iconica nel campo della sicurezza. La sfida della transizione ecologica è un tema molto importante a cui in passato ci si è approcciati solo a livello ideologico. Ben vengano dunque, giornate come questa per rafforzare sinergie e alleanze strategiche tra aziende e politica a tutela della mobilità e della prevenzione. È la via giusta per fare in modo che ci possano essere risultati sul lungo periodo ma anche per far fronte alle sfide quotidiane che ci troviamo ad affrontare’.
Secondo Francesco Battistoni, segretario di Presidenza della Camera dei deputati, ‘stiamo vivendo un momento cruciale per il futuro del nostro Paese. Italia, Europa e Occidente sono chiamate insieme a confrontarsi con molteplici sfide legate alla competitività e alla capacità che avremo di essere attrattivi negli scenari globali. La sostenibilità ambientale, così come quella energetica, per alcuni anni sono state viste come misure dogmatiche che non ammettevano soluzioni diverse rispetto a quelle pensate e, in certi casi, imposte. In questi anni siamo riusciti a cambiare questa prospettiva. Le diverse transizioni che stiamo attraversando sono diventate opportunità. Abbiamo tenuto insieme la sostenibilità sociale ed economica, abbiamo introdotto il concetto di neutralità energetica, siamo stati capaci di offrire uno scenario diverso. Come Italia e grazie al ministro Pichetto Fratin stiamo ridisegnando le politiche ambientali ed energetiche. In questo scenario di grandi cambiamenti e di opportunità, realtà internazionali come Dekra stanno mettendo la propria esperienza al servizio di una transizione pragmatica verso un futuro sostenibile. È un processo irreversibile nel quale imprese, cittadini, politica e Istituzioni sono chiamati a misurarsi con queste sfide epocali con una visione comune e con concretezza”.
Toni Purcaro, Executive Vice President Dekra Group and Chairman Dekra Italy, ha Il centenario della fondazione di Dekra rappresenta un traguardo importante. Il nostro principale obiettivo è quello di migliorare non solo la sicurezza stradale, ma anche quella nelle case e nelle aziende, cercando di stare al passo con l’innovazione tecnologica, vero e proprio faro di riferimento delle politiche messe in campo da Dekra. La sicurezza non è solo uno standard tecnico o un approccio di gestione del rischio, ma è un diritto. Il nostro obiettivo è rendere il mondo più sicuro, protetto e sostenibile per le prossime generazioni. Celebrare cento anni di storia offre, quindi, l’opportunità per riflettere sulle criticità attuali e sulle progettualità che, come Dekra, abbiamo avviato nella consapevolezza che occorra affrontare con determinazione e skills altamente qualificate le nuove sfide del futuro”.
Per Wolfgang Linsenmaier, Board Member Dekra SE, ‘Dekra non è solo un’azienda, è un’idea. E 100 anni sono un secolo pieno di responsabilità, cambiamenti, innovazione e crescita. Dekra, oggi, è riconosciuta a livello mondiale per la sicurezza e la sostenibilità. Abbiamo investito in nuove tecnologie, creato laboratori di prova, acquisito aziende specializzate in testing e ampliato il nostro portfolio, dalla sicurezza dei prodotti e dalle comunicazioni wireless ai servizi per soluzioni energetiche sostenibili. Nel 2010 è stato fondato a Shanghai uno dei laboratori solari più moderni al mondo e abbiamo ampliato la nostra attività di collaudo e certificazione in America Centrale e Arabia Saudita. Dai collaudi sui veicoli e le ispezioni industriali ai test sui prodotti, alla formazione, agli audit e alla sicurezza informatica, con Dekra abbiamo portato l’idea di sicurezza tecnica in tutto il mondo, creando fiducia dove c’è incertezza. I nostri membri, clienti e partner sono co-creatori di questa missione. Lavoriamo insieme per garantire che i prossimi 100 anni siano più sicuri e sostenibili”.
Cassino: proposta di accordo di programma tra Comune e ANCI Lazio per rafforzare la governance locale sul PNRR e sui fondi Europei.
pSi è tenuto presso il Palazzo comunale di Cassino un incontro istituzionale e tecnico tra il Sindaco della città, Enzo Salera, il Segretario Generale di ANCI Lazio, Dr. Luca Masi, il dirigente regionale ANCI Lazio, Gianluca Quadrini, il membro del CTS di ANCI Lazio, avv. Andrea Biondi, il membro della Consulta dei piccoli comuni, Angelo Di Cicco e il consigliere del Comitato Regionale, Patrizio Di Folco, finalizzato all’avvio di una proposta di accordo di programma tra ANCI Lazio e il Comune di Cassino di supporto tecnico. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle azioni di rafforzamento amministrativo promosse da ANCI Lazio a sostegno dei Comuni impegnati nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dei fondi FESR. Obiettivo dell’accordo è strutturare una collaborazione tecnica e istituzionale in grado di supportare il Comune nella progettazione, gestione e rendicontazione degli investimenti previsti dai Piani Europei.
“Con questa proposta di accordo vogliamo mettere a disposizione del Comune di Cassino una piattaforma strutturata di assistenza tecnica, affiancamento progettuale e formazione, per consolidare la capacità amministrativa e accelerare l’attuazione delle misure. ANCI Lazio ha il compito di garantire che i Comuni possano affrontare in modo efficace e tempestivo la complessità del PNRR e dei Fondi Strutturali, sia sotto il profilo progettuale che in fase attuativa” – ha spiegato Gianluca Quadrini. “Il ruolo di ANCI Lazio non si limita alla rappresentanza, ma è sempre più operativo. I Comuni hanno bisogno di strumenti stabili e competenze trasversali per affrontare la complessità dei processi di finanziamento europei. Il Comune di Cassino ha dimostrato grande sensibilità istituzionale e volontà di aprirsi a una cooperazione concreta.”
Durante la riunione sono stati analizzati i principali ambiti di intervento rilevanti per il territorio di Cassino e Quadrini prima di ringraziare il sindaco Salera ha sottolineato: “Siamo di fronte a un’Amministrazione attenta, determinata e consapevole del ruolo centrale che il Comune può avere nel rilancio del territorio. Ringrazio il sindaco per la sensibilità istituzionale e la disponibilità al confronto, Siamo convinti che il Comune di Cassino possa diventare un modello per il Lazio meridionale, grazie a una governance proattiva e aperta alla cooperazione con la rete dei Comuni nell’associazione.”
L’incontro si è concluso con la dimostrazione di interesse da parte dell’
Amministrazione di Cassino verso la proposta di accordo e verso una collaborazione virtuosa che potrà fare scuola anche in altri contesti.
Concluso il CRI PASS “Energy Camp” di Piedimonte San GermanoGianluca Quadrini: “Un esempio virtuoso di educazione, salute e inclusione sociale”
Piedimonte San Germano – Si è conclusa con grande successo l’edizione 2025 del CRI Energy Camp, il campo estivo gratuito promosso dal Comitato della Croce Rossa Italiana di Piedimonte San Germano, nell’ambito del progetto nazionale PASS – Salute per Tutti.
L’iniziativa, svoltasi dal 1° al 7 luglio, ha coinvolto oltre 40 bambini e ragazzi tra gli 8 e i 13 anni, offrendo loro un’esperienza unica e formativa all’insegna della salute, della sicurezza stradale, della condivisione e della cittadinanza attiva. Attraverso giornate tematiche, i partecipanti hanno potuto esplorare in modo ludico e interattivo argomenti fondamentali come l’alimentazione corretta, la sostenibilità ambientale, l’educazione alla sicurezza stradale e la partecipazione consapevole alla vita sociale.
Alla giornata conclusiva ha preso parte anche il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini, che dopo aver portato il saluto del Presidente Luca Di Stefano, ha voluto testimoniare la vicinanza dell’amministrazione provinciale a iniziative di alto valore educativo e sociale: “Il CRI Energy Camp rappresenta un esempio virtuoso di come il volontariato, se supportato e ben strutturato, possa generare un impatto positivo concreto sulla crescita delle nuove generazioni. Ho respirato entusiasmo, dedizione e competenza, tutti valori fondamentali per costruire il futuro delle nostre comunità. Ringrazio con sincera stima il presidente del Comitato CRI di Piedimonte San Germano, Pietro Pannone, tutti i volontari coinvolti e le persone che, con passione e professionalità, hanno reso possibile questa splendida esperienza.” Un ringraziamento speciale va anche alla Kellanova, che ha finanziato interamente l’iniziativa, consentendo così a numerose famiglie del territorio di offrire ai propri figli una settimana educativa, inclusiva e completamente gratuita. Infine è stato rivolto anche un ringraziamento al sindaco di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi, per il sostegno e la sinergia tra ente locale e associazione, essenziale per realizzare progetti che coinvolgano l’intera comunità.
Quadrini ha infine ribadito l’impegno dell’amministrazione provinciale al fianco di tutte le realtà che, come la Croce Rossa Italiana, lavorano quotidianamente per promuovere benessere, educazione e inclusione sociale in favore dei più giovani e della collettività. “Sostenere iniziative come questa significa investire nel futuro. La Provincia di Frosinone sarà sempre al fianco di chi lavora per una società più sana, consapevole e solidale.”
Visita istituzionale del presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone e Dirigente di Anci Lazio al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva: “Un incontro che porterò nel cuore per tutta la vita.”
Un momento carico di significato, tra orgoglio istituzionale, riflessione civile e visione strategica per il futuro del Paese Italia.
Nella giornata di oggi, il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone e dirigente di Anci Lazio Gianluca Quadrini, insieme al membro del comitato regionale di Patrizio di Folco è stato accolto in visita istituzionale dal Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva.
Un incontro profondo e ricco di emozioni, che ha rappresentato non solo un alto momento di rappresentanza, ma soprattutto un’opportunità di dialogo costruttivo e confronto sui valori fondanti della Repubblica, sul ruolo strategico delle Forze Armate e sulla necessità di rafforzare il legame tra Istituzioni e cittadini oltre a rappresentare le istanze del nostro territorio e del suo tessuto produttivo.
“Ho avuto l’onore di conoscere da vicino un uomo, prima ancora che un ufficiale, che incarna con esemplare equilibrio la responsabilità del comando, la lucidità della visione e la profondità dell’ascolto”, ha dichiarato il Presidente. “Il Generale Conserva rappresenta un punto di riferimento per l’intero Paese Italia. In lui ho trovato non solo un interlocutore attento, ma un vero custode dei valori costituzionali, capace di guidare l’Aeronautica Militare verso le sfide del futuro, con una visione saldamente ancorata all’etica del servizio.”
Durante la visita, dove sono stati affrontati temi fondamentali per il paese e per i singoli territori, il Presidente Quadrini ha portato il saluto dell’intera amministrazione provinciale e del suo Presidente Luca Di Stefano così come quello di Anci Lazio e del suo Presidente Daniele Sinibaldi, soffermandosi sull’importanza delle prospettive di collaborazione con i territori locali, in un’ottica di coesione nazionale e valorizzazione delle eccellenze, con la consapevolezza del ruolo che le Istituzioni devono saper interpretare in un tempo complesso come quello attuale.
“Torno da questa esperienza con un senso di gratitudine profonda e con l’impegno a rafforzare sempre più il legame tra il nostro territorio e chi, ogni giorno, lavora per garantirne la sicurezza, la dignità e il prestigio, conscio di aver lasciato il segno tangibile di una comunità dedita al lavoro e fiera di sapere che le ali delle aquile volano in alto preservando la nostra sicurezza ogni giorno”, ha concluso il Presidente del Consiglio Provinciale.














