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Celebrazione del 211° anniversario della fondazione dell’Associazione Nazionale Arma dei Carabinieri sezione di Arce

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Presenti autorità civili, militari e religiose. Commemorata la Festa dell’Arma con una Santa Messa in ricordo del valore e del servizio dei Carabinieri

Si è svolta nella mattinata, presso la sede della sezione locale dell’Arma dei Carabinieri in via Milite Ignoto n. 19, la cerimonia in occasione del 211° anniversario della fondazione della sezione. L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con il Comando Stazione dell’Arma, in concomitanza con le celebrazioni legate alla tradizionale Festa dell’Arma, che a livello nazionale ricorre ogni anno il 5 giugno.
Il momento centrale dell’evento è stata la Santa Messa celebrata alle ore 11.00 da Don Arcangelo, parroco della comunità di Arce, alla presenza di numerosi cittadini, rappresentanti delle istituzioni locali e provinciali, autorità civili e militari. Un momento solenne e partecipato, volto a ricordare non solo la nascita della sezione, ma anche il valore, il coraggio e la dedizione che i Carabinieri dimostrano ogni giorno al servizio del Paese. Alla cerimonia era presente il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini, che ha portato il saluto del Presidente, Luca Di Stefano, e ha dichiarato: “Essere oggi qui significa ribadire la nostra gratitudine verso chi, con disciplina e spirito di sacrificio, garantisce sicurezza e legalità nelle nostre comunità”. L’Arma dei Carabinieri – continua Quadrini- rappresenta un presidio fondamentale per i territori, dove la loro presenza è sinonimo di protezione e fiducia”.
La celebrazione del 21 giugno, pur distinta dalla data ufficiale del 5 giugno, giorno in cui nel 1920 la Bandiera dell’Arma fu decorata con la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare per il contributo prestato durante la Prima Guerra Mondiale, ha voluto essere un omaggio sentito e partecipato da parte dell’intera comunità arcese.

Presentata oggi a Roma la Coppa Canottieri

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Presentata oggi presso il Circolo Canottieri Lazio la “Coppa dei Canottieri Cbill” che quest’anno festeggia 61 anni. L’appuntamento con il torneo di calcetto più antico d’Europa è dal 23 giugno al 23 luglio, come di consueto nella splendida cornice del Circolo Canottieri Lazio, tutto da vivere con le sue 81 gare.

A fare gli onori di casa il Presidente del Circolo Raffaele Condemi che quest’anno saluterà la presidenza in vista della fine del suo mandato: “Ho l’onore di rappresentare questo circolo anche quest’anno. L’anno scorso mi ero presentato alla Coppa Canottieri per l’ultima volta nell’ottica di lasciare – commenta Condemi – invece le vicende del circolo hanno fatto sì che l’assemblea fosse rinviata a settembre e quindi quest’anno posso festeggiare il mio 12simo anno. Questo percorso è stato reso possibile da tutti i nostri sponsor, in particolare Cbill, ma non possiamo non ringraziare le istituzioni sportive e amministrative che ci auguriamo anche di vedere di nuovo in campo rappresentate dal presidente Malagò e dal ministro Abodi, come gli scorsi anni. Ci aspettiamo di vedere indossare una maglia anche grandi ex come Totti e Giordano”.

Il Presidente Condemi ha anche annunciato che da quest’anno la Fossa sarà intitolata a Babbo Valiani, da cui prende il nome  trofeo più ambito del torneo. 

Intervenuto per un saluto anche il neo presiddente del Coni Lazio Alessandro Cochi. 

Saranno 8 i circoli storici di Roma che vi prenderanno parte: C.C. Lazio, C.C. Roma, R.C.C. Tevere Remo, C.C. Aniene, Corte dei Conti, T.C. Parioli, C.T. Eur, Sporting Eur con l’aggiunta del Villa Flaminia, circolo invitato negli ultimi anni. Come da tradizione si contenderanno l’ambito trofeo “Babbo Valiani” assegnato al circolo che totalizza il miglior risultato complessivo sommando i punti delle diverse categorie, premio dedicato a uno dei padri della disciplina, Gustavo Babbo Valiani. Il trofeo all’inizio di ogni edizione viene restituito alla casa madre, il C.C. Lazio, per essere riassegnato nuovamente e custodito per un anno dal circolo vincitore. La novità di quest’anno sarà la categoria under 22, per la prima volta inserita nel torneo, iniziativa nata per incoraggiare i giovanissimi verso una bella realtà fatta di sport, aggregazione e sana competizione. “I ragazzi di quell’età sono ancora un pochino acerbi – ha sottolineato il vice Presidente Viceré – ma ci farà molto piacere ringiovanire il parco giocatori”.

L’anno scorso la partecipazione è stata altissima. Molti i nomi noti che hanno scelto di scendere in campo come il ministro Abodi, il Presidente del Coni Malagò e l’ex tecnico azzurro Roberto Mancini, oltre a tanti vip.

Guidonia – Auguri a nonna Velia per i suoi 102 anni – omaggio floreale del sindaco Avv. Mauro Lombardo

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Altro traguardo per nonna Velia Marcheggiani in Zilli oggi compie la tenera età di 102 anni, residente dal 1970 a Setteville di Guidonia, madre di 11 figli 8 dei quali in vita, di 15 nipoti, 18 pronipoti, e ad agosto sarà trisavola di due gemellini.

Giornata speciale per nonna Velia con l’affetto dei suoi figli nipoti pronipoti e, a renderla speciale la visita del primo cittadino di Guidonia Montecelio AVV. Mauro Lombardo accompagnato dal Consigliere comunale Cristian Diano, il quale Sindaco ha omaggiato nonna Velia con un mazzo di fiori, ” la comunità dei centenari è una piccola minoranza della popolazione di Guidonia, però ce n’è piu di qualcuno, sono generalmente persone che hanno fatto una vita di sacrifici e di costruzione e che in genere hanno intorno una bella famiglia molto unita, è una cosa che ci piace riconoscere e festeggiare, diciamo che anche a Guidonia si può vivere a lungo e si può fare bene come hanno fatto loro nelle loro esistenze “, il sindaco Mauro Lombardo ai nostri microfoni.

PAOLO BATTAGLIA LA TERRA BORGESE, IL 1968, L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, IL CIRCO, I SUOI CLIENTI

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Paolo Battaglia La Terra Borgese

“Google ci ha presentati e, subito, io e AI abbiamo stretto amicizia salda. È un’amicizia forte, legata alla prestanza delle Overview (panoramiche, come le chiama Google; o copiaincolla, come dico io!) di cui Google è velocissimè capace. E dissertando con Lei, con questa mia nuova amica di nome AI Overview, indottrinata di tutto lo scibile online, mi sono arricchito di ciò che segue, d’informazioni accertate, accurate e non fuorvianti”, scrive il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese

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RAGIONE E ISTINTO

Ho avuto confidato – rivela il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese – dall’AI Overview (dico confidato giacché su mia precisa domanda Lei ha risposto, a me, con una delle sue illuminanti panoramiche) che “Mentre gli animali agiscono principalmente di istinto, l’uomo, pur avendo istinti, è capace di azioni guidate dalla ragione, dalla morale e dalla cultura. Questa capacità di andare oltre l’istinto è ciò che permette all’uomo di sviluppare società complesse, arte, scienza e tecnologia”. 

Stringendo: “L’uomo, grazie alla sua capacità di ragionare e riflettere, può scegliere di agire in modi che non sono dettati dall’istinto, ma da principi morali o logici”. Così, irrefutabile, ha dichiarato la mia diletta amica AI – precisa il noto critico d’arte.

In sintesi, mentre gli animali sono principalmente guidati dall’istinto, l’uomo ha la capacità di andare oltre l’istinto, grazie alla ragione, alla morale e alla cultura, rendendo la sua esistenza più complessa e ricca di possibilità, taglia corto AI Overview – evidenzia Paolo Battaglia La Terra Borgese.

LA LEGGE MORALE E LE LEGGI DELLO STATO

È la Legge Morale, quella Legge non scritta ch’è fatta di consuetudini, rispetto, buone maniere, e che seppure nulla regola e disciplina, è l’unica legge che non è possibile avversare con prove o ragioni per dimostrare che sia falsa. Un esempio (?), eccolo subitaneo da Battaglia La Terra Borgese: La legge non obbliga (e nemmeno punisce) chi entra in un negozio e non saluta; la Legge Morale sì, obbliga.

NON FARE AD ALTRI CIÒ CHE NON VORRESTI FOSSE FATTO A TE

Non fare ad altri ciò che non vorresti fosse fatto a te, recita la massima etica, la regola d’oro, ci ricorda Battaglia La Terra Borgese.

E se la legge non proibisce i Circhi con animali, la Legge Morale li vieta. Perché la Legge Morale, la sensibilità di ognuno e la coscienza sono un tutt’uno che dovrebbe far riflettere ogni cliente di circo con animali.

GOVERNO MELONI, CIRCHI CON ANIMALI

A tal proposito l’Enpa sta ancora urlando: Circhi con animali: il Governo Meloni rinvia ancora. “Terza proroga, terzo tradimento della civiltà” (13 Giugno 2025).

«Per la terza volta consecutiva – dice ENPA – rileva Battaglia La Terra Borgese, ndr –, il Governo rinvia l’attuazione della norma che dovrebbe porre fine all’utilizzo di animali nei circhi. Con un disegno di legge l’Esecutivo ha proposto lo slittamento dal 18 agosto 2025 al 31 dicembre 2026 del termine per varare il decreto attuativo previsto dal Codice dello Spettacolo, approvato già nel 2022. […] Il rinvio, deliberato ieri a Palazzo Chigi, rappresenta anche un clamoroso dietrofront politico da parte del Ministro della Cultura Alessandro Giuli che solo due mesi fa aveva garantito – durante un question time alla Camera – la piena volontà di rispettare i tempi previsti . […] Una decisione che ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali – definisce grave e vergognosa, perché perpetua la sofferenza di centinaia di animali impiegati in spettacoli umilianti e anacronistici».

A Carla Rocchi, presidente nazionale dell’ENPA – scrive Paolo Battaglia La Terra Borgese -, porgo pubblicamente i sensi della mia stima.

L’ARTE CIRCENSE

L’arte circense – secondo i copiaincolla di AI Overview – spiega Paolo Battaglia La Terra Borgese – è un insieme di discipline performative che comprende acrobazia, equilibrismo, giocoleria, discipline aeree, acrobazie equestri e l’arte del clown. Include (“purtroppo”, aggiunge il Critico) anche l’addestramento degli animali, sebbene il circo contemporaneo stia sempre più riducendo o eliminando questa pratica. Le performance circensi si svolgono in un ambiente spettacolare, spesso sotto un tendone, e sono caratterizzate da abilità fisiche straordinarie, creatività e capacità di intrattenimento.

LA LEGITTIMAZIONE (QUASI SPIRITUALE), MILLANTATA, I CIRCHI CON ANIMALI LA CERCANO E LA VORREBBERO TROVARE NELLA TRADIZIONE, COL PRETESTO DI CERTA IDENTITÀ STORICA

Intortare ciò che oramai è frusto, tuttavia spinge – avverte Paolo Battaglia La Terra Borgese – a confondere la coscienza pulita con la memoria corta. L’identità storica, infatti, non è immutabile, ma si trasforma con la crescita sociale. Un esempio per tutti è la scomparsa della gladiatura, una tradizione che era basata sul combattimento a morte tra individui umani. Potremmo anche parlare dell’ancora odierna consuetudine dei matrimoni con bambine in seno alla tradizione (?), particolarmente preoccupante in Paesi come l’India e diverse nazioni dell’Africa subsahariana? Al meglio non c’è mai fine – ama dire il critico -, e le tradizioni non sono esenti. Tra i miei cari amici – ironizza Paolo Battaglia La Terra Borgese – oltre AI Overview, c’è Teodoro (Fedor Dostoevskij), anche se lui non lo sa. Teodoro disse così: Tutti noi siamo persone, non tasti di pianoforte. Nessuno può schiacciarci per suonare la musica che piace a loro.

Di Teodoro sono amico anche per il suo L’Idiota, un uomo assolutamente buono che personifica la perfezione della bellezza morale. In questo romanzo Teodoro fa dire al principe Myskin che “La bellezza salverà il mondo“, un’affermazione ottimistica, certo – ammette Paolo Battaglia La Terra Borgese -, ma che può migliorare l’uomo e, di conseguenza, la società.

IL CIRCO ANTICO, QUELLO MODERNO, LE GABBIE E IL BENESSERE ANIMALE

Il circo nasce come luogo per le corse dei carri a due ruote trainati da cavalli, circo equestre, infatti! Vinceva il carro che per primo completava il numero di giri prestabilito, per la gioia del suo auriga!

Giocolieri e acrobati esistevano già ai tempi delle piramidi egizie, dove ne sono raffigurati.

Nella Roma antica alle corse dei cavalli nei circhi si affiancava lo spettacolo macabro e molto violento delle lotte mortali tra gladiatori.

Dunque parliamo di millenni fa.

Il circo moderno è invece concepito alla fine del 700, ad opera dell’inglese Philip Astley. Nel nuovo circo entra in scena la musica, vi si esibiscono gli acrobati e i pagliacci, e si mostrano animali ammaestrati. Sempre nel 700 l’Europa diventa colonialista e l’animalistica circense si dota di animali esotici per il divertimento e la curiosità degli ignari spettatori: i poveri animali sono costretti in gabbie anguste e ammaestrati con la violenza fisica e psicologica.

Oggi parlare di circhi con animali fa trafelare, ed è quantomeno anacronistico, ed è distante dalla morale, dall’etica, dalla coscienza, dalla bellezza e perfino distante da ciò che, per nozione, si può definire spettacolo, come purtroppo nel 1968 fu qui definito.

E poi, poi la televisione ha occupato il posto del circo sessantottino “basta guardare una sera Bruno Vespa per capirlo…”, ironizzò Philippe Daverio nel 2014.

La mia amica AI Overview – scherza Paolo Battaglia La Terra Borgese – dice che, in Italia, si stima che circa 2.000 animali siano ancora costretti a esibirsi nei circhi, subendo maltrattamenti e vivendo in condizioni inadeguate. Questi animali vengono privati della loro libertà e dignità, costretti a esibizioni che spesso comportano ancora oggi violenza fisica e psicologica.

A proposito – scrive il critico d’arte: dimentico di presentarvi un ulteriore carissimo e prezioso mio Amico: Circo animal-free!

Paolo Battaglia La Terra Borgese riporta, utilmente, in parte, le parole dell’APPELLO POPOLARE della LAV (sottoscrivibile qui):

«Ogni giorno, in Italia, più di 2.000 animali sono costretti a esibirsi nei circhi. Dietro il tendone e i luccichii degli spettacoli, la loro vita è fatta di catene, gabbie anguste, addestramenti forzati e continui spostamenti. Non c’è nulla di magico, non c’è divertimento: solo una grandissima sofferenza.

E gli italiani ne sono consapevoli: secondo la Doxa il 76% è contrario all’uso degli animali nei circhi e la stragrande maggioranza è a favore degli spettacoli senza sfruttamento, dove applausi e sorrisi non derivino dal dolore di nessuno».

 “Quello che riesce difficile da comprendere – dice (quasi) sorpreso Battaglia La Terra Borgese – è la natura umana: come faccia lo Stato a finanziare con milioni di euro gli spettacoli con animali, cooperando così alla loro sofferenza; come faccia lo Stato a finanziare con milioni di euro i circhi con animali, i cui proprietari sembrano, tra le altre cose, non avere alcun rispetto del senso civico della gente che vive nei Comuni che li ospitano e dove loro sostano attendati per lunghi periodi: è quel senso civico deturpato da manifesti abusivi che insultano e imbruttiscono l’ambiente, a dispregio delle normative locali”.

E chiude così il critico d’arte: “Probabilmente ha ragione quel mio altro amico, quello fondatore della scienza politica moderna, Machiavelli, con la sua visione pessimistica dell’uomo: ingrato, volubile, simulatore e dissimulatore, fuggitivo dai pericoli e avido di guadagno. Ma i circhi…? incassano più con la vendita dei biglietti o con i finanziamenti pubblici?”.

Piccoli Comuni e PNRR: Quadrini presente all’iniziativa “I Borghi in LUISS”

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Si è svolto oggi, 19 giugno 2025, presso l’Aula Toti dell’Università LUISS di Roma, l’evento “I Borghi in LUISS: le iniziative pubbliche e private in favore dei Piccoli Comuni italiani e il PNRR”, promosso dall’Associazione Alumni LUISS School of Government (ALSOG) con il patrocinio del Ministero della Cultura.
Un’occasione di confronto ad alto livello tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e dei territori per riflettere sulle opportunità e sulle sfide che il PNRR e le politiche nazionali pongono ai piccoli Comuni italiani, spesso a rischio spopolamento.
Tra gli ospiti istituzionali, ha partecipato anche il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, e dirigente regionale di ANCI Lazio, Gianluca Quadrini, che ha portato il saluto dei rispettivi presidenti, Luca Di Stefano e Daniele Sinibaldi, oltre che il proprio contributo al dibattito sottolineando l’importanza di una strategia condivisa per la valorizzazione delle aree interne e dei borghi storici:
«I piccoli Comuni sono presìdi di identità e cultura. Investire su di loro significa dare futuro al nostro Paese», ha dichiarato nel suo intervento.
Nel corso dell’evento sono intervenuti anche sindaci, assessori regionali, esperti del Ministero della Cultura e rappresentanti di aziende pubbliche e private impegnate su temi come digitalizzazione, coesione territoriale e turismo sostenibile.
Presente anche la Presidente del Cal prof.ssa Luisa Piacentini con il suo contributo istituzionale.
Un ringraziamento è stato rivolto alla LUISS e all’Associazione Alumni LUISS School of Government, al suo Presidente, Domenico Leva, che per un lutto che lo ha colpito, non ha potuto essere presente. “ siamo vicini al presidente Leva, per il lutto che lo ha colpito. Voglio rivolgere a lui, alla docente dell’Università della Luiss prof.ssa Maria Elena Cavallaro, che ci ha ospitato, ed un grazie a loro per aver dato spazio a questo tema così centrale per il nostro Paese.”

Ad Alvito, il teatro diventa scuola di vita: in scena “Chi non salta primitivo è” Quadrini: “ una serata dove il teatro è diventato strumento educativo, creativo e formativo”.

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Ieri sera ad Alvito lo spettacolo teatrale “Chi non salta primitivo è”, messo in scena dagli allievi del laboratorio di teatro-educazione “Amleto, teatro per fare e per imparare”, presso il Teatro Comunale di Alvito.
“Una serata intensa, ricca di significato, che ha mostrato quanto il teatro possa essere strumento educativo, creativo e formativo per le nuove generazioni.” Ha così commentato il Presidente del Consiglio provinciale Gianluca Quadrini, che ha preso parte alla manifestazione portando il saluto personale del Presidente Luca Di Stefano e dell’intero Ente. “Un grazie speciale va alla regista Anna Lucia Mazzenga e a chi ha collaborato alla realizzazione di questo percorso, a Cinzia Messercola, Daniela Rocca e Pasquina Capoccia. Ringrazio, inoltre, il Dirigente Scolastico, il dott. G. D’Andrea, e tutto l’Istituto Omnicomprensivo di Alvito per aver creduto in questo progetto che unisce arte, scuola e territorio.” Quadrini ha anche sottolineato come la Provincia sia vicina nel sostenere queste manifestazioni perché ha dichiarato “ significa investire nel futuro, nella consapevolezza e nella libertà espressiva dei nostri ragazzi.“

Valdrada Teatro presenta Dal Mare fino al Mare – A MARI USQUE AD MARE

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Un viaggio lungo oltre duemila anni, che dal cuore dell’antichità romana attraversa la storia e la natura fino a raggiungere la contemporaneità più visionaria. È questo il senso profondo del progetto “Dal mare fino al mare”, un articolato ciclo di visite guidate performative e esperienze immersive da giugno a dicembre che restituiscono, in forma emozionale e partecipata, l’anima profonda di Ostia, la città del mare di Roma.

Ideato e realizzato dall’Associazione Culturale Valdrada in collaborazione con numerosi partner culturali e scientifici del territorio, “Dal mare fino al mare” si compone di oltre venti appuntamenti gratuiti dislocati tra il Parco Archeologico di Ostia Antica, la Pineta di Castel Fusano, il litorale romano, il Borghetto dei Pescatori, Dragona, l’Idroscalo e altri luoghi simbolo del Municipio Roma X.

Aperti eccezionalmente per l’iniziativa alcuni siti di grande valore storico-pittorico come la Casa di Diana, edificata nella prima metà del II secolo d.C., a tutt’oggi uno degli esempi meglio conservati di caseggiato popolare dell’antica Roma; l’Insula del Soffitto Dipinto, famosa per la sua eccezionale conservazione degli apparati decorativi, in particolare per i soffitti affrescati che risalgono al periodo adrianeo; e ancora la Basilica di Pianabella, nota per le numerose sepolture collettive che conteneva, disposte su più livelli; la Chiesa di Sant’Ercolano, punto di riferimento per gli appassionati di storia religiosa, risalente al medioevo e dedicata a Sant’Ercolano, un soldato romano martirizzato insieme a Santa Aurea durante la persecuzione dell’imperatore Claudio il Gotico. 

Ispirato a un celebre salmo attribuito a Salomone, “Dal mare fino al mare” racconta Ostia come un crocevia di storie, culture e identità. Ogni itinerario propone un’esperienza coinvolgente che valorizza i luoghi, rafforza il legame con il territorio e promuove un turismo culturale accessibile, sostenibile e partecipato. Ogni iniziativa è un viaggio a più dimensioni: fisico, tra natura, archeologia, architettura; temporale, attraverso le epoche che hanno segnato Ostia; culturale, nel solco delle stratificazioni etniche e religiose; emotivo, grazie al coinvolgimento diretto del pubblico e all’intervento di performer, musicisti e artisti di strada.

Dopo il primo appuntamento del 14 giugno con “Onda su onda”, una uscita in mare dal Borghetto dei Pescatori tra biologia marina, fotografia naturalistica e letture poetiche in cuffia, sulle tracce dei tursiopi e delle creature del Mediterraneo, “Dal mare fino al mare” prosegue replicando l’esperienza il 29 giugno, alle 9.00 e alle 10.20

Il 28 giugno (ore 15.30 e 18.00) e il 29 (ore 18.00), la Pineta di Castel Fusano si trasforma nello scenario de “La Pineta Oscura”, una visita guidata performativa tra ombre, leggende e atmosfere misteriose. Un’esperienza suggestiva tra sentieri nascosti, ville antiche e racconti di presenze senza tempo.

Il Parco Archeologico di Ostia Antica sarà il cuore pulsante di numerosi itinerari storici e artistici, come “La vita quotidiana a Ostia Antica” (19 e 20 luglio, alle 10.00 e alle 14.30), un affascinante viaggio nella vita intima dei suoi abitanti tra affreschi, mosaici, scene teatrali che restituiscono il respiro di una città viva, pulsante di voci, desideri, lavori e sogni. Il 26 luglio, le voci della memoria risuoneranno nella campagna ostiense con “Ostia Antica e il suo fiume”: una passeggiata a partire da Via delle Saline tra bonifiche ottocentesche e lotte contadine, accompagnati dal coro popolare di Gabriella Aiello e dalla narrazione di Penultima Baldini, la cui voce sarà interpretata da un performer. Il 27 luglio sarà il momento di “Uccelli – Archeologia Naturale #33” al Parco del Drago: un’esperienza immersiva e didattica in cui arte, cammino e silenzio si fondono in un percorso che invita all’ascolto profondo del paesaggio e del sé. La natura diventa narrazione, e ogni passo è un invito alla meraviglia.

Il Parco Archeologico di Ostia Antica continuerà ad essere al centro di tanti percorsi storico-artistico-naturalistici per tutta la durata di “Dal mare fino al mare” con “Le religioni ad Ostia Antica”, “Il teatro antico fuori e dentro le domus”, e “La vita e la morte ad Ostia Antica”: visite arricchite da drammaturgie originali e interpretazioni di grande suggestione.

Non mancheranno incursioni nella storia moderna, come “La fondazione di Ostia Lido”, che racconta l’urbanistica novecentesca attraverso voci di memoria e videomapping, o “CinelAnd”, che riscopre l’archeologia industriale della ex Breda e la Ostia cinematografica di Fellini. Chiuderanno il ciclo due tappe simboliche: “Il Borghetto dei Pescatori” (13 e 27 dicembre), tra storia orale e mito fascista, e “Ostia sotto il mare” (14 e 28 dicembre), esperienza multisensoriale in 6D dedicata alle Secche di Tor Paterno, con performance danzate e visori multimediali.

Dal 28 giugno al 28 dicembre 2025.

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e prenotabili all’indirizzo: damareamare25@gmail.com

“Dal mare fino al mare” è realizzato con il sostegno del Municipio Roma X e con il contributo di partner quali Visit Ostia Antica, Roma Natura, CHM Lipu, APS Sotto al Mare, e numerosi artisti, musicisti, performer e ricercatori. Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico Artes et Iubilaeum – 2025, finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU per grandi eventi turistici nell’ambito del PNRR sulla misura M1C3 – Investimento  4.3 – Caput Mundi – ed è realizzato in collaborazione con SIAE. 

Per rimanere aggiornati su tutte le iniziative:

Sito web | valdradateatro.it/dalmarefinoalmare

Fb: https://www.facebook.com/valdrada.compagniateatrale |

IG: https://www.instagram.com/valdradateatro/

Come raggiungerci:

  • Parco Archeologico Ostia Antica/Borgo di Ostia Antica/Chiesa di S. Ercolano/Basilica di Pianabella: Metromare (fermata Ostia Antica), bus 04, C4, C13, ciclabile via di Pianabella
  • Officine del mare: Metromare (fermata Castel Fusano), bus 04 e 014, ciclabile del Lungomare
  • Fontana dello Zodiaco: Metromare (fermata C. Colombo), bus 04 e 014, ciclabile del Lungomare
  • Parco del Drago – via Vincenzo Petra, 258 (Dragoncello): bus 012 – pista ciclabile Sentiero Pasolini
  • Pineta di Castel Fusano: bus 05, sentieri ciclabili in pineta
  • Borghetto dei Pescatori: Metromare (fermata C. Colombo), bus 04 e 014, ciclabile del Lungomare
  • Via delle Saline/campagna di Ostia Antica: Metromare (fermata Ostia Antica), bus 04, C4, C13
  • Lungomare Duca degli Abruzzi: bus 01 e 05, ciclabile del Lungomare
  • Regina Pacis/Ostia centro: Metromare (fermata Lido Centro), bus 01, ciclabile del Lungomare
  • Cineland/Ex breda: bus 04, C4, C13

Frosinone, inaugurato lo sportello per le vittime di reato: il saluto del Presidente del Consiglio provinciale Quadrini

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Si è tenuto giovedì 19 giugno, presso l’Auditorium San Paolo di Frosinone, il convegno “La nascita di uno sportello generalista per l’assistenza alle vittime di reato”, promosso dalla Cooperativa Diaconia con il patrocinio del Ministero della Giustizia e il sostegno della Regione Lazio.
Durante l’evento è stato ufficialmente inaugurato il nuovo sportello territoriale, un presidio innovativo pensato per offrire ascolto, orientamento e supporto a tutte le persone vittime di reati. Presenti esponenti del mondo accademico, delle istituzioni, del terzo settore e operatori già attivi in altri territori del Lazio.
A portare il saluto della Provincia di Frosinone, Luca Di Stefano, è stato il Presidente del Consiglio provinciale, Gianluca Quadrini, che ha espresso il pieno sostegno dell’Ente all’iniziativa:
«la mia presenza è per sottolineare che la Provincia è vicina a chi si impegna ogni giorno per restituire dignità e fiducia a chi ha subito un torto. Questo sportello è un passo concreto verso una società più giusta e solidale», ha dichiarato nel suo intervento Gianluca Quadrini che ha ringraziato il dott. Fabio Piccoli, della Cooperativa Diaconia e S.E. Il viceprefetto Rosario Sammaritano, per la presenza e l’impegno, che insieme a S.E. Il Prefetto, Ernesto Liguori, rivolgono quotidianamente verso il territorio.

Malattie rare senza età: cure anche agli anziani

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Roma. In Italia sono più di 6mila le malattie rare finora identificate, con una popolazione colpita che si stima tra i 2 e i 3,5 milioni di persone. Un fenomeno che continua a rappresentare una delle sfide più complesse per il Servizio sanitario nazionale. Negli ultimi anni sono stati compiuti importanti progressi sotto il profilo normativo, scientifico e organizzativo: dall’adozione del Piano Nazionale Malattie Rare 2023-2026 all’entrata in vigore della Legge 175 del 2021, che ha segnato un punto di svolta nella tutela dei pazienti rari. Tuttavia, nonostante questi sviluppi, permangono ancora difficoltà significative, in particolare per quanto riguarda l’assistenza alla popolazione anziana.

L’Italia si caratterizza per una significativa presenza di popolazione anziana. Ad oggi il 24% è oltre 65enne, secondo gli ultimi dati Istat. Pertanto, il dibattito pubblico e l’elaborazione delle politiche sanitarie in ambito di malattie rare devono includere con maggiore attenzione anche la popolazione anziana.
 

Esistono infatti malattie rare che hanno un esordio tardivo e, negli anziani, il rischio di esclusione è amplificato dalle criticità già presenti nelle malattie rare: ritardi diagnostici, mancanza di percorsi assistenziali dedicati e la necessità di strutturare una formazione medica che tenga conto delle specificità delle malattie rare. Nonostante questo, si rivela una significativa carenza di informazione e sensibilizzazione sulle malattie rare negli anziani, sia a livello sanitario che sociale.
 

Il risultato è un Sistema sanitario che fatica a riconoscere e a prendersi cura di una fascia di popolazione destinata a essere sempre più numerosa e vulnerabile. Su queste basi si è tenuto ieri il secondo incontro del ciclo Apco Health Talks: esplorando il sistema salute, dedicato al tema ‘Malattie rare negli anziani: necessaria un’attenzione adeguata del Sistema Sanitario‘.
 

Il percorso che porta alla diagnosi di una malattia rara è spesso lungo e complesso, con una durata media che varia tra i 5 e i 7 anni. Durante questo periodo, i pazienti si trovano a navigare un vero e proprio labirinto sanitario, fatto di visite ripetute, esami inconcludenti e diagnosi errate. Secondo Eurordis, sei pazienti su dieci ricevono inizialmente una diagnosi sbagliata e, prima di arrivare a quella corretta, un adulto con malattia rara consulta in media otto specialisti.
 

Per una persona anziana, già fragile e spesso affetta da altre patologie, un’attesa così prolungata può tradursi nella perdita definitiva della possibilità di accedere a cure efficaci, con un impatto profondo sulla qualità della vita e sull’autonomia.
 

Tale fenomeno costituisce una forma di disuguaglianza nota come ‘ageismo sanitario’, che si manifesta nel sistematico sottodimensionamento dei bisogni clinici delle persone anziane esclusivamente in ragione dell’età. Una realtà che, nonostante ‘introduzione di strumenti come la Carta di Firenze e le più recenti innovazioni legislative, continua a esistere all’interno del Sistema sanitario.
 

L’evento ha rappresentato un’occasione di confronto tra istituzioni ed esperti del settore per analizzare le criticità che ostacolano un accesso equo e tempestivo alle cure per le persone con malattie rare, tra cui anche gli anziani, e riflettere sulle prospettive future.
 

La limitata accessibilità ai test genetici rappresenta un grave ostacolo alla diagnosi delle malattie rare, anche nella popolazione anziana. Nonostante i progressi tecnologici ne abbiano aumentato precisione e affidabilità, persistono barriere legate alla scarsa diffusione, ai lunghi tempi di attesa e alla disomogeneità territoriale. Garantirne la disponibilità su tutto il territorio nazionale non è più un’opzione, ma una priorità urgente per assicurare diagnosi rapide, accurate e accesso equo alle cure.
 

Fondamentale è anche il rafforzamento dei registri delle malattie rare, strumenti essenziali per la sorveglianza epidemiologica, la programmazione sanitaria e l’accesso a terapie innovative. Tuttavia, l’attuale frammentazione dei registri regionali ostacola una visione unitaria e condivisa a livello nazionale. È quindi necessario un impegno istituzionale per la loro armonizzazione, affinché possano supportare efficacemente la ricerca, l’identificazione precoce dei segnali di allarme e la pianificazione dei servizi.
 

Bisogna dunque promuovere una presa in carico realmente integrata, che coinvolga medicina generale, specialisti, servizi territoriali e assistenza domiciliare. I centri di eccellenza, fondamentali per la presa in carico dei pazienti rari, sono ancora troppo pochi e distribuiti in modo disomogeneo. Dove attivi, riescono a ridurre i tempi di diagnosi e a offrire un approccio multidisciplinare essenziale per i pazienti più fragili. Rafforzare e rendere omogenea questa rete su tutto il territorio nazionale non è solo un obiettivo auspicabile, ma una condizione necessaria per costruire un Sistema sanitario più equo, moderno e capace di includere davvero tutte le età della vita.
 

Infine, è di primaria importanza una formazione adeguata del personale sanitario per migliorare la diagnosi e la gestione delle malattie rare, soprattutto nella popolazione anziana. La scarsa conoscenza di queste patologie e dei loro sintomi spesso atipici porta a ritardi diagnostici e a cure inappropriate. Servono percorsi formativi specifici, aggiornati e multidisciplinari, che includano anche l’età avanzata come variabile clinica da considerare. Rafforzare le competenze significa anche promuovere una presa in carico più equa, tempestiva e centrata sul paziente.
 

Nel corso della giornata sono intervenuti esponenti istituzionali e tecnici, tra cui i senatori Orfeo Mazzella ed Elisa Pirro, gli onorevoli Ilenia Malavasi e Maddalena Morgante, insieme ad Armando Magrelli (Aifa), Tiziana Nicoletti (Cittadinanzattiva), Giuseppe Limongelli (Comitato Nazionale Malattie Rare), Gaetano Piccinocchi (Simg), Roberta Venturi e Ilaria Ciancaleoni Bartoli (Omar), Marco Salvatore (Centro Nazionale Malattie Rare, Iss), Elida Sergi (Iss) e Simon Ghinassi (Università di Pisa). L’evento si è tenuto con il contributo non condizionante di Pfizer.
 

‘L’ageismo sanitario- ha affermato Ilenia Malavasi, membro della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati- identifica la discriminatoria tendenza a considerare diagnosi e presa in carico terapeutica non necessarie per le persone anziane. Si tratta di una forma di pregiudizio che, nella pratica, impedisce di ottenere una diagnosi e una presa in carico ottimali, nel rispetto della vita di tutte le persone, indipendentemente dalla loro età. A questo proposito ho presentato un’interrogazione, riguardante le iniziative volte a disciplinare a livello normativo il fenomeno dell’ageismo, in particolare quello sanitario, con l’obiettivo di garantire l’accesso alla presa in carico diagnostica, terapeutica e assistenziale delle persone anziane, specie quando affette da malattie rare’.
 

‘Nonostante nel nostro Paese l’età media delle persone sia in continuo aumento- ha proseguito- nel nostro ordinamento manca una legge che disciplini il fenomeno dell’ageismo. Una tendenza che può trasformarsi in una vera e propria mancanza di assistenza, con conseguente ricadute in termini di disabilità per i pazienti. Ma dignità, possibilità di cura e di assistenza sono elementi di civiltà slegati dalla condizione anagrafica delle singole persone ed è necessario battersi per garantire prese in carico e prestazioni efficaci sempre, garantendo qualità della cura e del tempo di vita di tutte le persone’.
 

Armando Magrelli, dirigente dell’Ufficio Ricerca Indipendente, Agenzia Italiana del Farmaco, ha sottolineato che ‘la ricerca indipendente finanziata da Aifa rappresenta un unicum in Europa: un modello pubblico e trasparente di produzione di conoscenze cliniche, che può guidare l’innovazione in aree come le malattie rare. La traduzione dei risultati in terapie concrete e la disponibilità equa di queste terapie sul territorio restano le due principali sfide da superare. Con il nuovo bando da 17,8 milioni di euro per il 2025, Aifa ha introdotto meccanismi più stringenti di valutazione e monitoraggio proprio per evitare che la ricerca preclinica resti confinata al laboratorio’.
 

‘Inoltre- ha reso noto- l’Agenzia opera in sinergia con l’Ema, la propria Commissione scientifica ed economica (Cse) e diverse reti internazionali, con l’obiettivo di promuovere la designazione orfana, l’accesso a fondi comunitari e l’inserimento in infrastrutture regolatorie europee. È fondamentale fare rete e in questo campo l’Italia può essere capofila’.
 

In un videomessaggio, Ilaria Ciancaleoni Bartoli, Osservatorio Malattie Rare (Omar), ha evidenziato che ‘le malattie rare colpiscono tutte le età e serve una presa d’atto concreta in tal senso. È fondamentale innanzitutto creare un percorso di transizione per i pazienti con patologie ad esordio infantile, ma con le quali convivono anche nell’età adulta. Allo stesso tempo, è necessario integrare nella presa in carico multidisciplinare anche la medicina interna e la geriatria, e indirizzare anche a loro la formazione sulle malattie rare. Va, inoltre, garantito l’accesso equo a tutte le terapie, la presa in carico e i percorsi di assistenza, anche per i pazienti rari in età avanzata: escluderli significherebbe alimentare una forma di ageismo che una società che invecchia non può permettersi. È essenziale inoltre integrare i percorsi di cura ospedalieri con una vera e propria rete sanitaria e sociale, capace di rispondere ai bisogni specifici della persona adulta, anche attraverso strumenti digitali semplici e accessibili. E infine, un’attenzione alla diagnosi legata all’esordio in età adulta con la possibilità di poter accedere al test genetico’.
 

‘La formazione- è intervenuto Giuseppe Limongelli, membro del Comitato nazionale per le malattie rare del ministero della Salute- rappresenta un passaggio essenziale per migliorare l’identificazione e la gestione delle malattie rare, anche nella popolazione anziana. Eppure, oggi in Italia i medici, sia specialisti che di medicina generale, ricevono ancora stimoli troppo deboli su questi temi. Le criticità sono note: nei corsi universitari si parla poco o nulla di malattie rare, nelle scuole di specializzazione mancano tirocini dedicati, e non esiste un percorso formativo nazionale uniforme. Servono quindi interventi mirati: va integrata fin dall’università e nei corsi post-laurea una formazione obbligatoria sui campanelli d’allarme e sui principali percorsi diagnostici, con esperienze dirette nei Centri specializzati. Allo stesso tempo, bisogna rafforzare e uniformare la formazione continua, dai crediti Ecm ai master, coinvolgendo i medici di famiglia e i pediatri, che sono spesso i primi interlocutori dei pazienti rari anziani e pediatrici’.

‘La frammentazione dell’assistenza- ha ricordato Gaetano Piccinocchi, Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie- rappresenta una delle criticità più sentite dai pazienti con malattie rare, anche quelli anziani. Il paziente con una malattia rara si trova spesso a dover ‘navigare da solo’ tra specialisti, esami e strutture diverse. Diventa sempre più urgente costruire una rete integrata tra medici di famiglia, specialisti, ospedali e Centri di riferimento, soprattutto per chi vive in aree periferiche’.
 

‘Per farlo- ha concluso- serve dare al medico di medicina generale il ruolo di ‘case manager’ attraverso formazione dedicata, strumenti informativi chiari e percorsi assistenziali coordinati: così si garantisce continuità, inclusione e presa in carico efficace fin dal primo sospetto’.

Palombara Sabina – Benemerenza LND Lazio al Palombarese Marcello Della Vecchia.

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Lo scorso lunedì 16 giugno 2025 presso il Castello di Colonna a Genazzano, alla presenza del Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Lazio Roberto Avantaggiato si è svolta la cerimonia di consegna delle Benemerenze Regionali 2025, organizzata dal Comitato Regionale Lazio della LND, con il patrocinio del Comune di Genazzano. Un momento solenne per celebrare chi, nel mondo dello sport dilettantistico, si è distinto per impegno, passione e dedizione.

Tra i premiati figura Marcello Della Vecchia, punto fermo della società rossoblu dirigente del Palombara Calcio del presidente Lucio Francucci. Marcello Della Vecchia Palombarese, in questi anni con dedizione passione e competenza, ha portato avanti il percorso calcistico giovanile e non solo, mettendo sempre in evidenza i più alti valori dello sport e del fairplay.

Il riconoscimento rappresenta una meritata attestazione al valore umano e sportivo di un uomo che non ha mai fatto mancare il suo apporto. Il vice – Direttore Generale del Palombara calcio Marcello Della Vecchia a fine cerimonia: ” Ringrazio il Comitato Regionale Lazio per questo riconoscimento inaspettato. Vorrei condividerlo con la mia famiglia, alla quale in questi anni ho sottratto tempo libero; nonché ai Presidenti Lucio Francucci e Iva Lupi, che mi hanno messo nelle condizioni di esprimermi al meglio e di portare avanti i veri valori dello sport; ed infine a tutte le persone che sono state vicine e fedeli a questa società; non da ultimo il mio paese nativo che porto nel cuore e per il quale mi applico costantemente per accrescerne l’immagine”.

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