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Risposta dell’Amministrazione Comunale di Castel di Tora al comunicato dell’Associazione Valturano Terranostra

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Castel di Tora, 16 giugno 2025 – In merito al comunicato stampa diffuso in data odierna dall’Associazione Valturano Terranostra, l’Amministrazione Comunale di Castel di Tora ritiene doveroso intervenire per chiarire e correggere alcune gravi imprecisioni riportate nel testo, in particolare in relazione alla cronistoria, ai finanziamenti, ai responsabili e all’effettivo iter che ha portato alla realizzazione della Casa di Comunità.

Ancora una volta, constatiamo con rammarico la reiterata abitudine da parte di questa Associazione nel diffondere informazioni prive di fondamento, attraverso comunicati stampa tendenziosi e demagogici, che creano disinformazione tra la popolazione e ostacolano il lavoro sinergico tra le istituzioni locali. Prendersi meriti per attività mai svolte è una pratica non solo scorretta, ma profondamente irrispettosa del lavoro quotidiano svolto da amministratori, tecnici e soggetti istituzionali coinvolti nei progetti per il territorio.

A titolo esemplificativo, ricordiamo la falsa notizia, già smentita pubblicamente e via PEC, circa la presunta chiusura del distributore di carburante a Castel di Tora. Un altro esempio emblematico riguarda la Casa di Comunità, progetto frutto della collaborazione tra i Sindaci della Valle del Turano, il Commissario della Comunità Montana e la ASL competente, ai cui incontri l’Associazione Valturano Terranostra non ha mai partecipato. Eppure, anche in questo caso, l’Associazione ha tentato di attribuirsi meriti inesistenti.

A seguito dei comunicati stampa diffusi dalla stessa Associazione e volti chiaramente a creare disinformazione e confusione tra la cittadinanza, il Sindaco di Ascrea, Riccardo Nini, si è trovato costretto a intervenire pubblicamente, definendo le ricostruzioni dell’Associazione “fantasiose”, dichiarando testualmente:

«Sono ricostruzioni fantasiose quelle che vedono gli amministratori della valle riunirsi in assemblee massoniche e prendere decisioni con tanto di “documentazione segreta”, se non altro per una questione oggettiva: i sindaci non hanno competenza sulle scelte della Azienda Sanitaria Locale.»

A riprova della volontà di confronto da parte delle istituzioni, il Sindaco di Castel di Tora, Cesarina D’Alessandro, aveva persino fissato per il 22 dicembre 2022 un incontro pubblico per illustrare nel dettaglio l’iter burocratico relativo alla Casa di Comunità. Tuttavia, l’invito è rimasto inevaso, poiché nessun rappresentante dell’Associazione si è presentato.

Si sottolinea, inoltre, che i fondi stanziati per l’intervento provengono in larga parte dalla Comunità Montana del Turano, che ha destinato alla realizzazione della struttura risorse per un totale di quasi 200.000 euro, a dimostrazione del concreto impegno istituzionale per il territorio.

Va ricordato anche che il Comune di Castel di Tora, nella piena convinzione che la tutela della salute rappresenti un valore superiore a ogni interesse economico, ha concesso a titolo gratuito i locali destinati alla Casa di Comunità, rinunciando al canone di affitto precedentemente corrisposto dalla Comunità Montana, proprio per favorire la nascita e lo sviluppo di un servizio fondamentale per i cittadini della Valle del Turano.

Ancora più grave è stato il tentativo di creare polemica riguardo allo spostamento degli uffici della Comunità Montana nel Comune di Roccasinibalda, una scelta funzionale ad agevolare l’avvio dei lavori della Casa di Comunità e a contenere i costi dell’operazione, nell’interesse dell’intera collettività.

L’obiettivo dei Sindaci della Valle è stato ed è tuttora quello di lavorare in modo coeso, rinunciando anche a una parte di autonomia per il bene comune, come dimostrato dalla scelta condivisa di rinunciare ai Fondi BIM per gli anni 2023 e 2024, al fine di finanziare gli adeguamenti sismici necessari per l’intervento.

Il continuo susseguirsi di comunicati stampa infondati e provocatori rischia di compromettere un equilibrio istituzionale basato sulla collaborazione, sul confronto e sul rispetto reciproco. È tempo di mettere da parte la propaganda e tornare a un dibattito serio e costruttivo.

La collaborazione tra enti non si costruisce con proclami e urla sui giornali, ma con la presenza, il lavoro e la concretezza.

L’Amministrazione Comunale di Castel di Tora

CARABINIERE UCCISO, DE CORATO (FDI): «DL SICUREZZA SOLO PRIMO PASSO, PRESENTEREMO MISURE PER MAGGIOR TUTELA A AGENTI»

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Milano, 16 Giugno 2025 – «Ha un bel coraggio il segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil, Pietro Colapietro, nell’accusare e incolpare il governo Meloni per aver raddoppiato l’anticipo delle spese legali per gli agenti delle forze dell’ordine che si trovano indagati. La misura, contenuta nel dl Sicurezza, rappresenta un sostegno fondamentale per quegli uomini e quelle donne in divisa che vengono indagati per fatti accaduti durante il servizio. Le accuse di Colapietro fanno ridere: Fratelli d’Italia e il governo Meloni hanno raddoppiato la cifra di copertura legale per ogni fase del procedimento. Il Pd e la sinistra non hanno fatto nulla in tal senso, anzi fosse per loro ora i nostri agenti in divisa potrebbero contare soltanto della metà della soglia attuale. Sappiamo, comunque, che si tratta solo di un primo passo e per questo stiamo studiando delle norme che tutelino gli agenti che si trovino in queste situazioni. Nei prossimi giorni presenteremo delle norme a loro tutela. Vogliamo andare oltre il dl Sicurezza perché riteniamo vergognoso che i due poliziotti che hanno fermato i delinquenti che hanno assassinato il brigadiere capo Carlo Legrottaglie in Puglia siano stati indagati. Fratelli d’Italia è e sarà sempre dalla parte delle forze dell’ordine».Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi,Riccardo De Corato.

Aumenta la povertà. Caritas: sono 277.775 persone assistite nel 2024, +62,6% in 10 anni

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Se un tempo l’emergenza riguardava principalmente i disoccupati, oggi il fenomeno dei ‘working poor’ (lavoro povero) incide profondamente sul tessuto sociale

ROMA – Nel 2024 sono state almeno 277.775 le persone (e rispettivi nuclei familiari) che si sono rivolti a Centri di ascolto, mense, empori solidali ed altri servizi per chiedere un aiuto concreto, con un incremento del 3% rispetto al 2023 e del 62,6% rispetto al 2014, con una crescita particolarmente marcata nel Nord (+77%) e nel Mezzogiorno (+64,7%). Nello stesso anno sono state erogate oltre 5 milioni di prestazioni, con una media di circa 18 interventi ogni assistito. Se un tempo l’emergenza riguardava principalmente i disoccupati, oggi il fenomeno dei ‘working poor’ (lavoro povero) incide profondamente sul tessuto sociale, con il 30% degli occupati che fatica ad arrivare a fine mese. Una tendenza che si affianca a un altro segnale allarmante: l’aumento delle richieste di aiuto da parte degli over 65, raddoppiati in dieci anni, dal 7,7% nel 2015 al 14,3% nel 2024. Sono alcuni dei dati che emergono dal Report statistico 2025 “La povertà in Italia” di Caritas italiana, presentato oggi a Roma insieme al Bilancio sociale 2024.

CHI SONO GLI ASSISTITI

Dati che riflettono l’effetto delle crisi economiche degli ultimi anni, dalla crisi finanziaria del 2008, alla pandemia da Covid-19, fino alle recenti tensioni commerciali internazionali e conflitti. Le famiglie continuano a rappresentare la maggior parte degli assistiti: il 63,4% dei nuclei ha figli minori. Il livello basso di istruzione continua ad incidere sul rischio povertà. Delle 277.775 persone accompagnate dalla Caritas, il 56,2% è di nazionalità straniera, il 42,1% è italiano. La componente immigrata è in lieve calo, principalmente per la riduzione degli ucraini, passati da 22.000 nel 2022 a circa 10.000. Gli assistiti provengono da 180 Paesi diversi, con il 46,9% dall’Africa, il 26,9% dall’Europa, il 13,9% dalle Americhe e il 12,4% dall’Asia. I primi dieci Paesi di provenienza sono Marocco, Perù, Romania, Ucraina, Nigeria, Tunisia, Albania, Senegal, Egitto e Pakistan. Nel 2024, l’età media delle persone assistite dalla rete Caritas ha raggiunto 47,8 anni, segnando un progressivo invecchiamento della popolazione in condizioni di fragilità. Nel 2022 l’età media si attestava a 46 anni. Mentre l’età media degli immigrati è di 42,9 anni, quella degli italiani sale a 54,6. Un dato significativo riguarda gli over 65, la cui presenza tra i beneficiari della Caritas è raddoppiata rispetto al 2015, passando dal 7,7% al 14,3%. Tra gli italiani, la crescita è ancora più marcata, raggiungendo il 24,3%.CARITAS: CARO VITA , SANITÀ E DISAGIO ABITATIVO PESANO SU FAMIGLIE VULNERABILI

Sebbene l’inflazione nel 2024 sia rallentata (+1% rispetto ai picchi del 2022-2023), i costi rimangono elevati e insostenibili per molte famiglie. I prezzi di beni essenziali come gli alimentari (+2,4%) e l’istruzione (+2,9%) continuano ad aumentare, mentre quelli dell’energia a tariffe regolate sono saliti del 12,7%. È quanto emerge dal Report statistico nazionale 2025 sulla povertà in Italia di Caritas italiana presentato oggi a Roma. Secondo il Report Caritas, la povertà abitativa si conferma tra le emergenze più gravi.Il 33% degli assistiti manifesta una forma di disagio abitativo, con il 22,7% in grave esclusione (senza tetto, sotto sfratto, in condizioni precarie). Aumentano anche le difficoltà di accesso alle cure sanitarie: 6 milioni di italiani hanno dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie necessarie nel 2024. Tra gli assistiti Caritas, il 15,7% presenta vulnerabilità sanitarie, spesso legate a patologie gravi e alla mancanza di risposte adeguate dal sistema pubblico.

(www.agensir.it)

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Gattuso è già “ringhio nazionale”: la retorica del “cazzuto” che perseguita il nuovo ct

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La grammatica del Motivatore è già scattata, anche se lui ha sempre provato vanamente a raccontarsi “tattico”. Con l’Italia rischia di restare per sempre il Mr Wolf che trova i problemi ma non li risolve

ROMA – Il Ringhio ora è “nazionale”. Uno scatto di carriera retorico. Dai club alla rappresentanza d’un Paese intero, quell’Italia che chiamò – sì! – beccandosi troppi “no” prima di trovare lui, Rino Gattuso. Cambio di paradigma, per disperazione Mondiale: basta gioco, viva la grinta. Una tenaglia motivazionale, la cui prima vittima è proprio il nuovo ct. Non riuscirà mai smarcarsi dall’etichetta dell’uomo “cazzuto” e basta.

Non l’hanno ancora presentato davvero, che la stampa è già partita con i pezzi celebrativi: Rino “troppo buono”, “troppo sincero”, “troppo onesto”. Una nomea che lo precede. Non ne può più nemmeno lui. Da un pezzo. Ma è il pezzo che riciclano ogni volta. Una persecuzione morale.E’ una cazzutaggine autorappresentata che ai tempi del Napoli ad esempio veniva percepita e tradotta con toni melliflui. Fa niente che lui opponesse un no secco ad ogni intervista: “Io sono cazzuto!”, ripeteva sbattendo i piedi a terra. Dallo studio annuivano comprensivi: è troppo trasparente per questo mondo infame. “Trasparente”, ecco, eppur spesso “incompreso” nella sua (eccessiva) trasparenza. Una narrazione che dalla storia complicatissima delle sue panchine ora finisce in Nazionale, come un piatto riscaldato al microonde.Gattuso è vittima del suo personaggio, anche se non gli appartiene più da molto tempo. Colpa di una pregressa attitudine allo sfogo: non sei più un duro se ti sfoghi tre volte a settimane. Le lamentele sono l’anestesia dei “duri”, sono atteggiamenti in conflitto. I guai che un’altra narrazione si ostina a cucirgli addosso – una specie di Mr. Wolf fallito, uno che i problemi li trova ma non li risolve mai – sono diventati un boomerang: Gattuso negli ultimi anni è stato analizzato con spirito ecumenico, condiscendente, ammorbidito col Coccolino. “Rino è così”.

Sarà interessante scoprire come declinerà adesso questa tendenza. Se proverà a spostare il “fuoco” (sempre amico, fino alla prossima sconfitta) per evitare di essere compatito, e lascerà a casa il candore per indossare la divisa del Motivatore professionista. A occhio l’hanno scelto per questo, visto il momentaccio.

In ogni caso Gattuso è protagonista di un meccanismo comunicativo che gli si ritorce contro da un bel po’. La grammatica del vittimismo l’ha sempre – almeno ufficialmente – odiata. Ma gli ha procurato un salvacondotto d’immagine che l’ha portato nel posto più ambito da tutti gli allenatori italiani. Spera in cuor suo di ribaltare la trafila canonica: da martire a santo, hai visto mai.

Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Ancora missili tra Israele e Iran. Trump ha davvero “salvato” Ali Khamenei?

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Intanto per la quarta notte di fila Iran e Israele si bombardano a vicenda. Israele dice di aver colpito il centro di comando delle Forze Quds, l’Iran la più grande raffineria di petrolio del Paese, ad Haifa

ROMA – Tel Aviv–Teheran, andata e ritorno. Missili, droni e dichiarazioni ufficiali. Per la quarta notte consecutiva Israele e Iran si colpiscono a vicenda. Nel suo ultimo aggiornamento, il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom (MDA) ha dichiarato che 8 persone sono state uccise e 92 ferite negli ultimi attacchi missilistici dell’Iran sul paese. Le vittime sono state colpite da attacchi su quattro siti nel centro di Israele, ci sono due donne e due uomini di circa 70 anni. Nel corso degli attacchi è stata danneggiata anche l’ambasciata americana a Tel Aviv. Non ci sono feriti.Missili iraniani hanno colpito la più grande raffineria di petrolio israeliana del paese, situata nella baia di Haifa, nel nord di Israele.

Ma la vera bomba (stavolta diplomatica) è arrivata da Reuters: secondo l’agenzia britannica, Israele avrebbe informato gli Stati Uniti di essere pronto a colpire Ali Khamenei, la Guida Suprema della Repubblica Islamica. Un’operazione ad altissimo rischio e dalle conseguenze imprevedibili, che avrebbe trovato il veto del presidente americano. La notizia, ripresa ovunque e rimbalzata sui media israeliani (alcuni dei quali l’hanno smentita), è stata un po’ sconfessata da Benjamin Netanyahu. Intervistato da Fox News, il premier israeliano ha parlato di “ricostruzioni fantasiose” sui suoi contatti con Donald Trump, ma senza entrare nel merito.

L’Iran non ha intenzione di sviluppare armi nucleari ma difenderà il suo diritto all’energia nucleare e alla ricerca, ha detto lunedì il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, riportato dalla Reuters.

Un’azione arrivata in risposta a una serie di bombardamenti israeliani su territorio iraniano che, da inizio offensiva, avrebbero provocato almeno 224 morti.

Fonti militari israeliane hanno confermato di aver colpito un centro di comando delle Forze Quds, l’unità d’élite dei Guardiani della Rivoluzione incaricata delle operazioni all’estero. Non è chiaro chi si trovasse all’interno della struttura. Il New York Times, citando fonti riservate, ha ventilato la possibilità che nell’attacco di venerdì scorso fosse già stato ucciso il generale Esmail Qaani, comandante delle Forze Quds e successore di Qassem Suleimani. Ma non ci sono state finora conferme da parte iraniana.

 Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Casa di Comunità di Castel di Tora

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Ponte sulla Turanense e il Borgo di Castel di Tora

Dopo circa due anni di attesa, si marcia finalmente verso la realizzazione concreta di alcune Case di Comunità della Provincia reatina ad opera della ASL di Rieti che ha ricevuto appositi finanziamenti regionali e da PNNR per la loro realizzazione e che ha di recente approvato l’Atto Aziendale 2025 che definisce l’organizzazione interna della sanità reatina che le ricomprende.                                                                                                                      Tra di esse figura quella per la Valle del Turano che, grazie anche alle sollecitazioni della scrivente associazione ribadite anche in più di un comunicato, sarà realizzata nei locali dell’ex Comunità Montana, sulla via Turanense, nel Comune di Castel di Tora.                                                                                                                                         Una decisione non facile, questa, in quanto i comuni del territorio si sono dovuti far carico di reperire la non indifferente somma di euro 129.000 necessaria per l’adeguamento sismico di quei locali.                                                                                   La futura Casa di Comunità di Castel di Tora – come del resto le altre – non sarà un semplice poliambulatorio e ovviamente nemmeno un ospedale, quanto piuttosto una struttura erogativa in cui si troveranno servizi di cure primarie erogati attraverso équipe multidisciplinari, servizi di assistenza domiciliare di livello base, servizi di specialistica ambulatoriale (per patologie a elevata prevalenza), servizi infermieristici, sistema integrati di prenotazione collegati al CUP aziendale, programmi di screening, servizi che favoriscono un’elevata partecipazione della comunità e una presenza medica e infermieristica professionalizzata e continuativa.                                                                   Saranno inoltre presenti servizi diagnostici di continuità assistenziale e un punto prelievi nonché il Punto Unico di Accesso (PUA).                                                         L’effettiva realizzazione dell’integrazione e della presa in carico del paziente sarà garantita dalla figura del “Case manager” (Infermiere di Comunità), con la funzione di valorizzare e coordinare i contributi dei diversi attori sanitari e sociali nel percorso di cura.                                                                                                                                                    La comunicazione dell’imminente avvio della procedura di realizzazione di queste “Case” è stata fatta nei giorni scorsi dalla ASL di Rieti tramite appositi servizi giornalistici nei quali è stato precisato che, mancando in quattro casi su cinque il personale necessario, con esclusione di quella di Magliano Sabina, i finanziamenti già ottenuti sono destinati alla ristrutturazione dei fabbricati e all’acquisto dei macchinari necessari.                                                                                                     Tenuto conto che questo passaggio, certamente non conclusivo, è comunque necessario – e di ciò la ValTurano ringrazia autorità e Enti che ci hanno lavorato – onde procedere all’effettiva realizzazione dell’indispensabile e necessaria struttura per i cittadini della Valle, la scrivente Associazione continuerà a vigilare e sollecitare gli enti competenti affinché questo percorso sia il più sollecito possibile, in maniera tale che i cittadini turanensi possano avere le necessarie cure mediche e specialistiche in loco nel migliore dei modi e senza eccessivi ritardi.                                                  

IL PRESIDENTE                                                             

Liliano Patrizi

EX MIRA LANZA: AVVIATE LE OPERAZIONI DI BONIFICA

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DOPO DECENNI DI ABBANDONO NASCERÀ UNO STUDENTATO DI ROMA TRE AL POSTO DEL VECCHIO STABILIMENTO INDUSTRIALE

Roma, 16 giugno 2025 – L’intervento di bonifica e cantierizzazione dell’ex stabilimento Mira Lanza di Marconi, nel Municipio Roma XI,è partito questa mattina alla presenza del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, degli Assessori Maurizio Veloccia, Sabrina Alfonsi e Tobia Zevi, del Presidente del Municipio Roma XI, Gianluca Lanzi.

Le operazioni, coordinate dall’Assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale di concerto con l’Assessorato al Patrimonio, l’Assessorato all’Agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti, il Municipio Roma XI, AMA Spa, Polizia Locale, Sala Operativa Sociale, Risorse per Roma Spa e le imprese incaricate.

La Mira Lanza fu per decenni un polo leader nella produzione di saponi e detersivi, fino alla sua definitiva chiusura nel 1952. Da allora, l’area ha vissuto una lunga stagione di degrado: decenni di occupazioni abusive, incendi – ben cinque tra il 2011 e il 2025, l’ultimo il 29 maggio scorso. L’intervento avviato oggi è il primo dopo anni di abbandono dell’ex stabilimento industriale.

Le attività sono iniziate con lo sgombero delle poche persone presenti nel sito, censite nei giorni precedenti dal Dipartimento Sociale. Le colonie feline presenti sono state monitorate dall’Assessorato e dall’Ufficio benessere animali del Dipartimento Ambiente, che sta verificando la possibilità di mantenerle dove sono attualmente o eventualmente spostare, in accordo con i referenti di colonia, quelle più vicine ai luoghi oggetto degli interventi previsti al fine di garantire il corretto svolgimento del cantiere, la messa in sicurezza dei felini e l’accessibilità al loro accudimento.

In parallelo è stata avviata la predisposizione del cantiere per i lavori di bonifica con la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti e la messa in sicurezza del complesso, oltre alla sua completa recinzione. Le operazioni proseguiranno in modalità alternata per consentire alle squadre di Ama e agli altri operatori di poter man mano accedere al sito.

La messa in sicurezza dell’ex complesso industriale, la rimozione e smaltimento dei rifiuti, oltre alla rimozione della vegetazione spontanea, sono previste in circa tre/quattro mesi di attività. Una volta liberato il sito dai rifiuti, per valutare la presenza di eventuali inquinanti, saranno realizzati i prelievi di terreno per la caratterizzazione delle terre da sottoporre ad ARPA Lazio – attività per cui sarà necessario circa un ulteriore mese di attività. Durante tutto il periodo di bonifica è garantita la vigilanza del sito anche notturna.

Una volta liberato e messo in sicurezza, il sito sarà consegnato a Roma Tre per lo svolgimento dei rilievi e indagini propedeutiche alla definizione della documentazione tecnica di gara per la selezione del progetto e l’affidamento dei lavori.

La bonifica e cantierizzazione dell’ex Mira Lanza nasce dalla volontà dell’Amministrazione capitolina di recuperare e sottrarre all’abbandono un sito iconico per la città, restituendolo a nuove funzioni. Questa azione, avviata fin dai primi mesi dopo l’insediamento, trova il suo completamento attraverso la sottoscrizione dell’accordo tra Roma Capitale e l’Università Roma Tre, grazie al quale l’ex stabilimento industriale verrà riqualificato per diventare un moderno studentato con annessa foresteria per visiting professor.

In linea con il Progetto Urbano Ostiense Marconi il progetto prevede anche la rigenerazione dell’area verde circostante con la creazione delnuovo “Parco Papareschi”. Il Dipartimento Urbanistica ha già conferito incarico a ENI Rewind, per il progetto di bonifica e di sistemazioni del parco, la cui consegna è prevista entro l’estate 2025. Ad oggi sono state già avviate e concluse le attività di caratterizzazione e a seguito della consegna sarà avviata la conferenza di servizi per la sua approvazione ai fini realizzativi.

L’investimento complessivo di Roma Capitale per la bonifica dell’ex Mira Lanza e la realizzazione del Parco Papareschi è di oltre 3,5 mln (800.000 euro per la rimozione dei rifiuti e la messa in sicurezza e 2,75 milioni di euro per la bonifica e la progettazione).

Sarà poi l’università Roma Tre a farsi carico dei lavori di rigenerazione dell’edificio, con un investimento stimato in circa 30 milioni di euro per la realizzazione dello studentato e dei nuovi servizi.

Lu palazzu de la Cultura e de la memoria

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Giovedì 19 uno spettacolo itinerante nel Polo di Santa Lucia

All’interno del Progetto Cultura Locale del Comune di Rieti, promosso dagli Assessorati alla Cultura e alla Valorizzazione dell’Identità Locale, le compagnie Piccolo Teatro Città di Rieti, Insieme per,  La Schiarica,  G.A.D  Pier Luigi Mariani, Circolo de li Rapari di Orizzonti Sabini e Gruppo corale Voci nella Valle giovedì 19 giugno ore 21:30 propongono uno spettacolo itinerante di poesie, racconti e scenette teatrali in dialetto, all’interno del Polo Culturale di Santa Lucia. Il percorso partirà dalla piazzetta antistante la Biblioteca Paroniana per spostarsi poi all’interno della biblioteca, raggiungendo successivamente il chiostro e infine il portico del Museo Archeologico.

L’Assessore alla Cultura Letizia Rosati e l’Assessore alla Valorizzazione dell’Identità Locale Giovanni Rositani:

“L’attività del 19 giugno si incastona all’interno delle manifestazioni del Giugno Antoniano, in pieno accordo con la Pia Unione di Sant’Antonio. L’iniziativa, come negli anni passati, vuole valorizzare uno dei luoghi più rappresentativi della storia e della cultura della città: il Polo di Santa Lucia ed è la conclusione del progetto di cultura locale intrapreso con le compagnie amatoriali del vernacolo reatino allo scopo di mantenere vive le nostre tradizioni più antiche e sentite. I cittadini sono invitati a partecipare, sapendo però che la parte dello spettacolo che si svolgerà nelle sale della Biblioteca Paroniana potrà essere fruita da un massimo di 80 persone. Nel chiostro e nel portico del Museo Archeologico non ci saranno invece limitazioni. Ringraziamo tutte le compagnie che si sono adoperate per questa attività che è giunta alla sua terza edizione, in un corale sforzo di partecipazione e progettualità”.

Fonte Nuova – Grande successo per i festeggiamenti dei 28 anni di storia della Pro Loco di Fonte Nuova

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La Pro Loco di Fonte Nuova è attivamente impegnata nella valorizzazione culturale del territorio comunale, promuovendo eventi ed attività volti alla conoscenza ed alla partecipazione attiva della storia, dei luoghi e del folclore del nostro territorio. Attualmente il presidente e vicepresidente Giampiero Vallati e Roberto Caroni, i quali portano avanti con passione dedizione il percorso stesso della pro loco da qualche anno.

Giornata da ricordare sicuramente quella passata domenica 15 giugno a Fonte Nuova esattamente a piazza Padre Pio, dove dalla mattina fino alla sera sono andati avanti spettacoli, stand, i saggi dei corsi della pro loco, concerto musica dal vivo, animazione gratuita per tutti i bambini presenti, street food mercatino balli di gruppo e disco dance, il tutto per festeggiare i primi 28 anni di attività della pro loco Fonte Nuova.

Tanta la partecipazione dei cittadini e non solo, per condividere momenti di gioia e spensieratezza, presente il Tor Lupara 1968 del presidente Donato Olivieri con il propio stand con le ragazze del femminile, con mister Maria Cristina Viozzzi, i dirigenti Daniele Generali , Teresa e Gigi Baggieri; presente tra gli altri il primo cittadino di Fonte Nuova Umberto Falcioni.

Presente la Croce Rossa Italiana Comitato Nomentum del presidente Dimitri Grazzini con il suo staff, i quali hanno messo a disposizione gli occhiali simunlazione alcol, droghe e stati alterati – guida tu, progettati a scopo educativo per la sensibilizzazione verso il consumo di alcol e stupefacenti e i loro effetti sulla vista e l’equilibrio.

Il tutto organizzato egregiamente da Brizeida Shllaku, Ilaria Savini e Valerio Armillei.

La comunità è innanzitutto uno spazio fisico. Che diventa spazio mentale dove le persone sviluppano un senso di appartenza e condividono le stesse aspirazioni.


Sanità Molise, Colacci (UGL): “Il personale non può più reggere il peso della disorganizzazione”

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“Esprimiamo la più profonda preoccupazione per la crescente disorganizzazione del sistema sanitario pubblico regionale, che sta mettendo a dura prova la tenuta degli operatori del settore” dichiara Giovanni Colacci, segretario della UGL Salute Molise.

“In una fase delicata per l’ASREM, caratterizzata da ipotesi di riorganizzazione, uscita dal commissariamento e potenziali sinergie tra pubblico e privato, a pagarne il prezzo sono ancora una volta tecnici di radiologia, medici radiologi, infermieri e operatori socio-sanitari (OSS)” – prosegue il sindacalista che aggiunge – “Le recenti chiusure di strutture, gli accorpamenti di servizi e la totale assenza di una pianificazione chiara e condivisa stanno generando effetti devastanti sul personale, costretto a lavorare in condizioni di emergenza, con organici ormai ridotti all’osso.

Grave è anche la mancanza di chiarezza sulle modalità della tanto discussa collaborazione tra pubblico e privato. Viene naturale, allora, interrogarsi. Chi gestirà i servizi? Sarà utilizzato il personale ASREM, già in forte sottorganico, o si prevedono nuove assunzioni?

Il timore fondato è che si tenti di spalmare le stesse risorse umane su più strutture, aumentando esponenzialmente i carichi di lavoro, lo stress e l’insicurezza, a discapito della qualità delle cure e della tutela dei lavoratori.

In questo contesto, le recenti 9 assunzioni di infermieri a tempo determinato rappresentano una goccia nel mare, del tutto insufficiente a rispondere ai reali bisogni di un sistema sanitario in affanno.

Ribadiamo quindi con forza che la riorganizzazione sanitaria deve coinvolgere chi lavora ogni giorno nei reparti e non può essere frutto di decisioni calate dall’alto.  Il superamento del commissariamento e il rispetto del Decreto Balduzzi devono avvenire attraverso una razionalizzazione equa e trasparente, che valorizzi le risorse esistenti e metta fine a logiche clientelari.

Basta considerare i professionisti della sanità – medici, infermieri, tecnici e OSS – come semplici “tappabuchi” per i turni: servono rispetto, tutele, chiarezza e condizioni di lavoro dignitose.

Chiediamo quindi, con urgenza, l’apertura di un confronto diretto e risolutivo con la Regione e l’ASREM, per discutere piani, modalità operative e l’impatto reale della riorganizzazione sul personale. La sanità molisana ha bisogno di soluzioni concrete, non di slogan.

I lavoratori meritano rispetto, non nuovi sacrifici” conclude Colacci.

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