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PROMETEO – Online il nuovo singolo “Nessuno”

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Nessuno è il nuovo singolo di Prometeo, un brano urban che punta a far riflettere, con poche pretese dal punto di vista melodico o musicale, ma molto ambizioso se si valorizza la penna.

Una canzone nata -spiega l’artista- per sperimentare l’approccio di una persona giovane ma fin troppo cosciente per la sua età, ad un mondo ipnotizzato dai numeri e dalle attenzioni degli altri. Un ambizioso tentativo di far stare bene l’ascoltatore facendogli affrontare la realtà dei fatti, non distraendolo con contenuti stagni ed effimeri. Un brano ambizioso, scritto da una persona ambiziosa, per persone ambiziose.

“Nessuno” è già disponibile nelle principali piattaforme digitali per l’etichetta discografica Up Music Studio: https://open.spotify.com/intl-it/album/57EqyD2n6XfBRTZS5DBuwq

Francesco Cordua, in arte Prometeo, classe 2004, musicista, cantautore, paroliere, compositore, rapper, etc. insomma, difficilmente catalogabile date le varie affluenze artistiche che contaminano la sua musica. Una personalità artistica che si impegna nell’introspezione quanto nella semplicità, cercando di essere alla portata di tutti sfruttando i mezzi a sua disposizione. Scopre il Rap in adolescenza grazie alla disciplina del Freestyle, grazie al quale frequenterà i primi ambienti caratterizzanti del genere Urban consacrando una nuova passione oltre alla musica strumentale e alle arti visive. Artista volubile che esprime ogni sua singola sfaccettatura in ogni dettaglio, dal più semplice e grezzo al più fine ed elegante, lasciando quindi all’ascoltatore il compito ultimo di interpretare il messaggio di ogni sua instabile, controversa, sincera, genuina creazione.

https://www.instagram.com/prometeo_021

Concluso il corso di micologia alla Porta del Parco

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Subiaco, Foppoli: “Importante conoscere i funghi, e soprattutto rispettarli per il loro ruolo all’interno degli ecosistemi”

Si è concluso oggi presso la Porta del Parco a Subiaco il Corso di Micologia organizzato dal Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini a cura dei micologi Paolo Antonelli, Valerio Pizzelli e Gianni Ricci, avviato lo scorso 23 novembre. Cinque appuntamenti di 3 ore ciascuno, duranti i quali sono stati affrontati specifici temi: Ecologia e biologia dei funghi, Legislazione, Sistematica dei principali generi e specie, Sistematica dei principali generi e specie, Sistematica dei principali generi e specie e Micotossicologia. “Questo corso –ha commentato il commissario Alberto Foppoli- ha accompagnato i 25 partecipanti  nell’affascinante mondo dei funghi e, con un approccio semplice ma rigoroso, portando alla conoscenza delle specie fungine. All’interno del nostro Parco, c’è una grande varietà di funghi, ed è dunque importante e necessario conoscerli bene, perché molte specie. Siano essi commestibili o velenosi, i funghi sono importanti per l’equilibrio dell’ambiente e degli ecosistemi, l’importante invito è quello di rispettarli, indipendentemente dalla loro natura. Non calpestiamo, spezziamo o distruggiamo quelli non commestibili, anzi, lasciare crescere proprio quelli è utile, così potranno compiere le funzioni necessarie all’ecosistema”. A conclusione dell’ultima lezione di oggi, il commissario Alberto Foppoli ha consegnato un attestato che abilita alla raccolta dei funghi epigei spontanei nella Regione Lazio, come previsto dalla legge regionale n. 32 del 1998, secondo le modifiche a questa apportate dalla legge n. 1 del 2020.

Life Is but a Day. Suggestioni visive tra fotografia e pittura

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Tra rimandi visivi ed evocazioni di un immaginario onirico e surreale, in un confronto tra due linguaggi artistici apparentemente distanti, dal 14 dicembre 2024 al 31 gennaio 2025, la fotografia e la pittura si incontrano con la doppia personale Life Is but a Day, che nella Mucciaccia Gallery Project vede insieme Charlie Davoli ed Elisa Zadi, in una mostra inedita a cura di Maria Vittoria Pinotti.

La Mucciaccia Gallery Project chiude così la stagione espositiva 2024 mettendo in dialogo le opere di due artisti contemporanei dallo stile e dalla tecnica profondamente diversa, creando una relazione non di contrasto ma di suggestioni visive e richiami a un universo immaginifico e poetico, attraverso un percorso espositivo nato dal desiderio di esplorare il rapporto tra tempo, memoria e percezione, temi sintetizzati dal titolo Life Is but a Day, tratto da una poesia di John Keats.

Attraverso questa lente, le opere di Davoli e Zadi propongono visioni che intrecciano la realtà e l’immaginazione, ciascuno sviluppando una narrazione unica: l’uno attraverso la manipolazione surreale di paesaggi naturali, l’altra con dipinti che riflettono intimi rapporti tra figura umana e natura.

Charlie Davoli, fotografo di origini singaporiane, presenta scatti inediti che sfidano le leggi fisiche per aprire finestre su universi impossibili: le sue composizioni, ricche di enigmi visivi, sono popolate da figure anonime che invitano lo spettatore a costruire una narrazione personale, immergendosi in paesaggi naturali trasformati in scenari di pura invenzione. Elisa Zadi, pittrice fiorentina, si distingue per un approccio tecnico che combina cromie luminose con riferimenti ai paesaggi toscani: i suoi dipinti, ispirati a scene d’incendi reali, esplorano il tema della trasformazione e del rapporto tra corpo umano e ambiente, offrendo una prospettiva intima e simbolica.

“Fotografia e pittura non si oppongono ma si completano” spiega la curatrice Maria Vittoria Pinotti, Storica dell’arte e critica indipendente, “dando vita a nuove attinenze e prospettive, in un dialogo che costruisce spazi immaginari attraverso relazioni e corrispondenze”.

In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo con un testo critico della curatrice.

Mucciaccia Gallery Project. Via Laurina, 31.

Dal 14 dicembre 2024 al 31gennaio 2025.

La galleria sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 10:30 alle 19:00 e il sabato dalle 11:00 alle 19:00. Vi aspettiamo venerdì 13 dicembre alle ore 18.00 per inaugurare la mostra insieme agli artisti e brindare all’arrivo delle festività. Per ulteriori informazioni: +39 06 7978 3647, project@mucciaccia.com, www.mucciaccia.com. Life Is but a Day invita il pubblico a esplorare la bellezza del connubio tra pittura e fotografia, attraverso opere che parlano di sogni, natura e umanità.

Sanremo, il Tar della Liguria: “Il Festival non può essere affidato alla Rai senza gara pubblica”

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È stato accolto, in parte, un ricorso della società JE. Secondo i giudici amministrativi il Comune ligure dovrà predisporre un bando per l’organizzazione della kermesse a partire dal 2026

GENOVA – L’organizzazione del Festival di Sanremo non può essere affidata alla Rai dall’omonimo Comune che ne detiene il marchio senza una gara a evidenza pubblica. È quanto stabilito dal Tar della Liguria che ha accolto, in parte, un ricorso della società JE, che si occupa di edizione musicale e di produzione e realizzazione di eventi e opere di carattere musicale. I giudici amministrativi, tuttavia, hanno salvato la 75esima edizione, che si terrà il prossimo febbraio come previsto, in virtù del principio di proporzionalità della sentenza.

“L’ORGANIZZAZIONE DELLA 75ESIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL È IN STATO AVANZATO”

La società aveva inviato una manifestazione di interesse per organizzare l’edizione del 2024 del Festival della Canzone italiana, ma non ha ricevuto risposta dal Comune, che anzi ha proceduto al rinnovo in forma diretta della convenzione con la Rai sia per la passata edizione che per quella del prossimo febbraio. I giudici, tuttavia, rilevano che “l’organizzazione della 75esima edizione del Festival è in stato avanzato” ed “è evidente, del resto, che l’attività di preparazione e organizzazione di un evento della portata del Festival prende avvio molto tempo prima dello svolgimento della manifestazione” e che “molteplici e complessi rapporti contrattuali e amministrativi vengano instaurati, in vista dell’edizione successiva, molti mesi prima dello svolgimento della stessa”.“NON È IPOTIZZABILE IL DIFFERIMENTO A UN ALTRO MESE DEL 2025”

Di conseguenza, la caducazione della convenzione impugnata comporterebbe “effetti dirompenti e del tutto sproporzionati con riferimento alla 75esima edizione, che si svolgerà nel febbraio 2025”. Inoltre, “alla luce dell’attuale stato di avanzamento dell’organizzazione” non “è seriamente ipotizzabile il differimento ad altro mese del 2025 del Festival al solo fine di tutelare l’interesse di JE a partecipare, previa, eventualmente, aggregazione con altri soggetti, allo stato ignoti, a una procedura di gara di cui potrebbe non risultare vincitrice”. Anche perché “la ricorrente non ha fornito alcuna indicazione in ordine alla prospettata aggregazione con altri soggetti, che sola consentirebbe alla stessa eventualmente di aggiudicarsi la gara per la concessione del marchio e di organizzare il Festival”.IL COMUNE DOVRÀ PREDISPORRE UN BANDO PER IL 2026

La motivazione di questa decisione, spiega il Tar ligure, va ricercata nel “più generale principio di proporzionalità che, nel guidare il Tribunale nel governo in concreto degli effetti della presente sentenza, impone di far prevalere l’interesse dell’amministrazione e delle controinteressate al mantenimento delle convenzioni sull’evanescente interesse della ricorrente al travolgimento delle stesse”. In altre parole, viene tutelata l’organizzazione del prossimo Festival della Canzone italiana, in stato ormai avanzato, ma il Comune dovrà predisporre un bando per organizzare il Festival già dall’edizione del 2026.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

AMLETO  CATALDI, UN CENOTAFIO

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Un monumento funerario commemorativo, il cosiddetto cenotafio, sarebbe dovuto essere impegno                                                           da parte dei cultori d’arte e  delle istituzioni. In effetti ci riferiamo non tanto a un grande artista di notorio afflato transnazionale quanto più particolarmente allo scultore di Roma Capitale, AMLETO CATALDI. A seguito di vicende non ancora chiare, dopo il decesso inaspettato nell’estate del 1930, delle sue spoglie si persero letteralmente i ricordi !! Molti onori e commemorazioni per la dipartita, anche negli anni a seguire, ma il fatto tragico è il seguente: a cerimonie concluse la bara fu trasportata al cimitero del Verano dove si registra una vicenda da film dell’orrore. Si ricordi che l’artista conviveva da sempre, e ne provvedeva amorevolmente al mantenimento, con la madre e una sorella non in salute, nel suo appartamento a Via del Babuino. Nel 1927 nel pieno del successo in epoca mussoliniana, l’artista sposa Teodolinda Kappel, a suo tempo attrice del cinema muto e anche attrice di circo; madre di una figlia di padre sconosciuto, Eleonora, vissuta in affidamento a Vienna. La convivenza  con Cataldi durò circa tre anni fino alla morte inaspettata dell’artista. Non si conoscono i dettagli della vita matrimoniale né che cosa avvenne della madre e della sorella: sappiamo per certo che l’artista in vita fece le pratiche di riconoscimento di Eleonora, pur se mai vista, e Teodolinda, morto il marito, ottenne davanti al notaio la attestazione di sola erede dei beni. Si può immaginare quanto avvenne successivamente con riferimento alle opere d’arte presenti non solo nel laboratorio e agli altri beni. Il feretro dunque trasportato al Cimitero del Verano restò in un deposito per oltre quarantacinque anni completamente ignorato edimenticato! Nel 1976 le autorità del cimitero interrarono la bara e dieci anni dopo, come per legge, i resti  mortali di Amleto Cataldi trovarono finalmente pace nell’ossario comune! Le ricerche hanno consentito di ricostruire tale quasi inverosimile triste umana vicenda ma nulla sul perché, sul come e sui chi: certo è che anche i più stretti parenti, quindi non solo la moglie in special modo e più tardi la figlia adottiva, nulla e niente fecero per ovviare alla infame stortura. Non si hanno prove documentarie di tale abnorme situazione, si sa solo che la moglie e poi assieme alla figlia quando il momento, dimoranti nell’appartamento ereditato al Babuino, proseguirono attivamente nella promozione e valorizzazione delle opere ereditate e un tenore di vita di un certo livello documenta i risultati.            

Di Amleto Cataldi, delle sue spoglie mortali, non resta dunque alcuna traccia da commemorare!  

Dopo la morte fisica del grande artista, si assiste anche a quella critica e storica: da allora ad oggi infatti fatta esclusione di una modesta mostra di 14 opere organizzata nel 1951 dalla  figlia adottiva,  nessuna iniziativa e nessuna pagina critica se non la copia pedissequa di quanto già a suo tempo riportato nella rivista EMPORIUM: la consistente collaborazione col Fascismo pur se per soli cinque-sei anni, ebbe quale visibile    risultato quella che Vitt. Sgarbi definì  ‘demonizzazione fascista’ e ‘disconoscimento dei reali valori’: di conseguenza nessun intervento critico  specifico salvo il rimescolamento di quanto a suo tempo osservato dai critici: il solo contributo personale di questi anni è stata una  attenta tesi di laurea all’Aquila. Si aggiunga  che il cultore o studioso di Amleto Cataldi che voglia ricorrere alla rete per informazioni, la prima voce in cui si imbatte è il Dizionario Biografico Treccani:  è la sola fonte generale per tutti i cultori di Amleto Cataldi. I numerosi errori di varia natura ivi presenti gettano una luce di zero attendibilità, per non citare  le deduzioni critiche cui si abbandona l’estensore della nota.  Deplorevoli  sono la                                                                                                  misconoscenza delle opere e  le incredibili omissioni, senza menzionare i giudizi espressi, tra cui: “molte delle sue opere anche monumentali, vennero rimosse, né è facile oggi rintracciarne la ubicazione”:  affermazione non tanto offensiva e lesiva quanto e soprattutto integralmente falsa: in realtà nessuna opera dell’artista ha subito questa sorte! Anzi no, si registra un caso di rimozione, ma recente:  alla Gall.Nazionale GNAM di Roma perfino l’importante marmo del 1911 ‘Risveglio’  non si vede più in giro, idem le altre quattro opere! Quale  giudizio  su Amleto Cataldi da una tale serie di strafalcioni e amenità  succintamente ricordati?                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         Circa quaranta opere a Roma, tra cui solenni capolavori, ecco perché  Scultore di Roma: il Monumento agli Studenti della Sapienza, la  Fontana della Ciociara (o anfora) sul Pincio,  la Vittoria (quella con le braccia abbassate) sul Ponte Vitt.Em.II,  l’ispirata a Rodin Donna al Grand Hotel di Via Veneto, il Monumento ai Finanzieri in Largo XXI aprile, i Gruppi giganteschi di Atleti nel Villaggio Olimpico, l’Arciere maestoso al Quirinale e altro esemplare alla Banca d’Italia, il busto in marmo di Carducci al Campidoglio, delle opere alla GNAM abbiamo detto,  tre opere alla Galleria Comunale  tra cui la Galatea, una Portatrice d’acqua nel cortile  in Via Ulpiano ( Min.Prot.Civile), altre opere ed edicole  e busti sparsi nella città,  tra le quali il pannello in onore di Giggi Zanazzo sotto il suo balcone a Via dei Delfini in Ghetto!

Che le istituzioni principalmente si facciano promotrici di tale civile ricordo a siffatto grande artista.

                                                                       Michele Santulli

Per AUDIENCE REVOLUTION 2024, al Teatro Palladium Re Lear è morto a Mosca di César Brie

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Si chiude il 13 dicembre con Re Lear è morto a Mosca di César Brie la quarta edizione di Audience Revolution, che dal 26 ottobre ha visto alternarsi sul palco del Teatro Palladium di Roma, una prima assoluta e tre prime regionali, tra grandi nomi del teatro contemporaneo e premi UBU, compagnie italiane e internazionali, all’interno di uno dei progetti di punta dello spazio universitario che si propone di dare nuove prospettive al rapporto fra pubblico e teatro, accendendo un faro sulle giovani generazioni.

Dopo Il fuoco era la cura del collettivo Premio UBU Sotterraneo, la produzione franco-argentina Anima chamuscada di Ariel Divone, Fernanda Docampo e Lorenzo Basurto e Odradek di Menoventi, l’ultimo appuntamento con Audience Revolution 2024 è conl’atteso Re Lear è morto a Mosca di César Brie, in programma il 13 dicembre alle ore 20.30.

Coprodotto da Isola del Teatro, Campo Teatrale e Teatro Dell’Elfo, già vincitore Premio “Theatrical Mass 2023”, Re Lear è morto a Mosca è la vera storia, ormai dimenticata, di Solomon Michoels e Venjamin Zuskin, due attori ebrei, due amici, condannati per aver volato troppo in alto, colpevoli di aver immaginato un teatro d’arte fatto di canti, danze, poesie e colori in lingua yiddish nell’Unione Sovietica di Stalin.

Audience Revolution, promosso dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e realizzato con il contributo MiC – Direzione Generale Spettacolo dal Vivo, con la direzione artistica di Alessandra De Luca, propone anche quest’anno il suo caratterizzante teatro-forum, concepito per favorire un dialogo aperto e profondo tra il pubblico, le opere teatrali, gli artisti e i giovani studenti e studentesse. Parallelamente agli spettacoli, infatti, vengono offerti incontri laboratoriali gratuiti di critica teatrale condotti da Antonio Audino, redattore del Sole24Ore e curatore degli spazi teatrali di Rai Radio3, e una serie di incontri pubblici con le compagnie ospiti, condotti dagli studenti e dalle studentesse partecipanti al laboratorio, che si svolgono dopo la fine di ogni spettacolo.

Audience Revolution è un progetto di coinvolgimento e partecipazione del giovane pubblico realizzato con il sostegno del MiC – Direzione Generale Spettacolo dal vivo, con la direzione artistica di Alessandra De Luca. / Review Lab – laboratorio di critica teatrale e guida alla visione a cura di Antonio Audino. / Director’s Room – incontri con le compagnie a cura degli studenti partecipanti al laboratorio di critica e guida alla visione. / Con la collaborazione di Gabriele Sofia.

13 dicembre, ore 20.30: Re Lear è morto a Mosca di César Brie

Teatro Palladium – Piazza Bartolomeo Romano, 8, 00154 Roma

I biglietti per gli spettacoli di Audience Revolution sono disponibili al botteghino a partire da due ore prima dell’inizio di ogni spettacolo o online sul sito boxol.it/teatropalladium. Il prezzo di ciascun biglietto è di 15 euro intero, o ridotto a 12 euro e a 5 euro per gli studenti e le studentesse. Per maggiori informazioni contattare staff.spettacolo@teatropalladium.it

Riunione del Comitato per lo sviluppo per la realizzazione della Tav. Gianluca Quadrini ringrazia il Presidente Di Stefano per il lavoro che sta svolgendo a favore dello sviluppo della provincia

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Oggi la riunione del Comitato per lo sviluppo, convocata dal Presidente della Provincia, Luca Di Stefano, che si è concentrata su un tema di fondamentale importanza: la realizzazione della stazione TAV nel nostro territorio. Il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini, ha voluto esprimere il proprio compiacimento nei confronti del Presidente Di Stefano definendo l’incontro come un momento cruciale per il territorio.

“Oggi abbiamo l’opportunità di imprimere nuova energia ad un progetto avviato dalla provincia tempo fa. La stazione TAV non è solo un’infrastruttura; è un volano per lo sviluppo economico e sociale della Ciociaria, capace di attrarre investimenti, migliorare la mobilità dei cittadini e sostenere l’occupazione. L’incontro di oggi è stato un’importante occasione di confronto tra la classe dirigente del nostro territorio analizzando l’impatto che la realizzazione della stazione TAV potrà avere sulle nostre comunità e sul tessuto economico locale. Bisogna fare in modo che la provincia resti centrale, che sia un punto di riferimento e anche un nodo di servizi importante. Il mio augurio che venga realizzato anche un atro grande progetto e che a gennaio uscirà il piano nazionale aeroporti confidando che Frosinone venga indicato come terzo scale del Lazio. Desidero quindi congratularmi con il Presidente della Provincia, Luca Di Stefano, per l’attenzione che sta dedicando a questo tema e per il lavoro instancabile che sta svolgendo a favore dello sviluppo della nostra provincia, grazie anche alla collaborazione del Consigliere Andrea Amata che si sta spendendo molto per una questione tanto delicata quanto di grande rilevanza..” Il Presidente del Consiglio Provinciale, Quadrini ha anche aggiunto come la collaborazione tra le istituzioni e i diversi attori del territorio risulta, in questo momento, fondamentale per fare in modo che questo progetto diventi una realtà concreta e ringrazia tutti i membri del Comitato per il loro impegno e la loro partecipazione attiva e invito tutti a contribuire con idee e proposte per rendere questo progetto un successo per l’intera comunità.

Il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone Quadrini visita lo stabilimento SKF di Cassino: “Eccellenza, innovazione e futuro per il nostro territorio”

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Il Presidente del Consiglio della Provincia di Frosinone, Gianluca Quadrini, ha visitato oggi lo stabilimento SKF di Cassino, una delle realtà industriali più significative del  territorio della Provincia di Frosinone. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per approfondire la conoscenza di una struttura che non solo è un pilastro economico per la provincia, ma anche un esempio di innovazione tecnologica e di sostenibilità.

“Questa visita mi ha permesso di toccare con mano il grande valore che lo stabilimento SKF rappresenta per la provincia – ha dichiarato Quadrini. – Si tratta di una realtà all’avanguardia, che coniuga tradizione industriale e capacità di rinnovarsi continuamente. La qualità della produzione, l’attenzione alla sicurezza e all’ambiente sono elementi che rendono questo stabilimento un modello non solo per la provincia di Frosinone, ma per l’intero panorama industriale nazionale.”

Lo stabilimento SKF di Cassino, che si distingue per l’alta tecnologia utilizzata nella produzione di cuscinetti e soluzioni per il settore automobilistico, è un esempio concreto di come l’industria possa evolversi, abbracciando il futuro attraverso l’innovazione e la ricerca. Durante la visita, il Presidente, accompagnato dal consigliere comunale di Cassino, Carmine Di Mambro, ha avuto modo di confrontarsi con i dirigenti e i lavoratori, condividendo riflessioni sulla necessità di sostenere queste realtà attraverso politiche di sviluppo che incentivino l’investimento in ricerca, innovazione e formazione.

“Nel contesto attuale, è fondamentale che il nostro territorio continui a supportare le imprese come SKF, che rappresentano una risorsa inestimabile per l’economia locale e nazionale – ha aggiunto– In qualità di Presidente del Consiglio Provinciale, mi impegno a lavorare insieme alle istituzioni locali e alle imprese per creare condizioni necessarie  alla crescita e alla creazione di nuovi posti di lavoro ma sopratutto al sostentamento di questa azienda che, come tutte, risente di un periodo altamente di crisi. Il futuro della nostra provincia passa anche dalla valorizzazione di queste realtà industriali, che sono la spina dorsale del nostro sviluppo.”

La visita si inserisce nel programma di incontri istituzionali finalizzati a rafforzare il legame tra le istituzioni provinciali e le aziende locali.

MILANO, DE CORATO: «TERZO CASO DI TERRORISMO ISLAMICO, IN UN ANNO, IN CITTA’. GARANTISCE SALA CHE NON CI SARANNO SERMONI PRO-JIHAD»?

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 «Ringrazio la Polizia di Stato per aver fermato una giovane terrorista kenyota che aveva finalità legate al terrorismo. Questo è il terzo caso, a Milano, in un anno, che vede cittadini stranieri inneggiare al terrorismo sia per strada che sui social. Prima di oggi, un simile

arresto, era avvenuto lo scorso settembre quando, per gli stessi motivi, un 28enne marocchino istigava su Instagram le persone, anche minacciandole, a delinquere. Un caso ancora più emblematico è quello del 14 ottobre 2023 quando, un 33enne egiziano, in viale Monza in pieno pomeriggio con il Corano in mano, urlava “Allah è grande, oggi muoiono tutti, Allah akbar” e nel frattempo aggrediva passanti con calci, pugni e sputi e, lo stesso trattamento, è stato rivolgo dal malvivente anche ai poliziotti che lo hanno arrestato. Per fortuna che, proprio ieri, Sala ha detto che la Moschea va fatta. Ma se già c’è quella di Lavanderie di Segrate regolare, perché farne un’altra? In questi luoghi, garantisce il Sindaco che i loro frequentatori appunto, ed i sermoni stessi, siano tutti regolari e non incentivano alla partecipazione alla Jihad islamica e inneggiano al martirio? Chi controlla che non si esalti nelle Moschee il terrorismo islamico? Visto il ripetersi di allarmanti e spiacevoli situazioni, è bene che vengano aumentati i controlli in queste strutture che, ricordo, solo a Milano ce ne sono 12 abusive e che nessuno chiude nonostante non siano a norma. Stiamo parlando, inoltre, spesso e volentieri di luoghi negli scantinati e dove non ci sono, senza alcun dubbio, adeguati sistemi di sicurezza». 

Così il Deputato di Fratelli d’Italia alla Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi,Riccardo De Corato.

Movie to Music: Il grande e piccolo schermo incontrano la musica

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il 14 dicembre al Teatro Palladium Margherita Vicario, Sydney Sibilia, Matteo Rovere, Adelmo Togliani, Elia Nuzzolo, Ludovica Barbarito, Maria Chiara Arrighini e molti altri per la serata che premia i migliori film e serie dell’anno ad argomento musicale.

Con un parterre di ospiti che va da Margherita Vicario ad Adelmo Togliani, passando per Sydney Sibilia, Matteo Rovere, Elia Nuzzolo, Ludovica Barbarito, e Maria Chiara Arrighini e Alessandro Galluzzi, il14 dicembre alle 21, il Teatro Palladium si prepara a ospitare la quarta edizione del Premio “Movie to Music”, evento che celebra la profonda connessione tra cinema e musica, portando sul  palcoscenico di Garbatella registi, attori e musicisti per una serata dedicata alle migliori produzioni cinematografiche di argomento musicale.

Ideato da Luca Aversano e Giandomenico Celata, e con la direzione artistica della giornalista e critica cinematografica Paola Casella e la selezione di Christian Uva e del compositore Michele Braga, il Premio “Movie to Music” vuole dare rilievo alle opere che meglio rappresentano la profonda relazione tra cinema, televisione e musica, valorizzando le produzioni audiovisive che pongono la musica al centro della narrazione. La serata di incontro e condivisione tra appassionati di cinema e musica sarà arricchita dalle esibizioni della Roma Tre Jazz Band, diretta dal Maestro Nicola Concettini, che accompagnerà il pubblico in un viaggio tra note e immagini.

“Ogni anno il Premio ‘Movie to Music’ diventa una finestra sul panorama contemporaneo” spiega la direttrice artistica Paola Casella, “celebrando i racconti e le interpretazioni che mettono in risalto l’importanza della musica nell’audiovisivo. È un’occasione per riflettere su quanto la colonna sonora, un personaggio o una melodia possano arricchire una narrazione e trasformarla in un’esperienza unica per lo spettatore”.

Tra gli ospiti attesi sul palco il regista Sydney Sibilia e il produttore Matteo Rovere, autori della serie. Hanno ucciso l’uomo ragno, che ripercorre il fenomeno musicale degli 883, icona della musica pop italiana degli anni ’90. Tra ironia e nostalgia, la serie offre uno spaccato della cultura di un’epoca, attraverso le note e i testi di canzoni che hanno segnato una generazione. La serata vedrà inoltre la presenza degli attori Elia Nuzzolo e Ludovica Barbarito, protagonisti della serie, che hanno saputo restituire l’energia e l’emozione di una stagione irripetibile, portando in scena le storie di chi ha vissuto quel momento di grande fermento musicale.

Non mancherà Margherita Vicario, regista di Gloria!, pellicola che esplora il dietro le quinte del mondo musicale attraverso gli occhi di un gruppo di musiciste in un’epoca in cui il talento femminile veniva messo in secondo piano. Con uno sguardo ironico e originale, l’opera mette in luce le sfide quotidiane e la passione che animano chi lavora nella musica, ieri come oggi.

Adelmo Togliani parlerà di Parlami d’amore un documentario che esplora la vita e la carriera del celebre padre Achille Togliani, uno dei volti simbolo della musica e del cinema italiano degli anni ’50. Un racconto intimo e appassionato che restituisce il ritratto di un artista capace di attraversare epoche e generazioni.

Maria Chiara Arrighini condividerà l’esperienza di Quasi a casa, il film di Carolina Pavone che racconta il viaggio personale di una giovane musicista in cerca di una propria identità artistica. Un’opera intima e delicata, capace di parlare al cuore attraverso una narrazione sincera e toccante.

Ancora donne sul palco di Movie to Music con il documentario Gabriella su Gabriella Ferri: ne parleranno il regista Alessandro Galluzzi e la nipote della cantante romana, Nadezhda Borzak, che canterà il brano “Grazie alla vita”.

Movie to Music è realizzato con il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura.

Il 14 Dicembre a partire dalle ore 21.00 presso

Teatro Palladium, Piazza Bartolomeo Romano, 8

L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.

Per maggiori informazioni contattare staff.spettacolo@teatropalladium.it

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