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Nuovi obiettivi ambiziosi e nuovo logo per il futuro di Glamour

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Innovazione, aggiornamento e networking al centro del Glamour Exclusive Weekend

Si è conclusa con grande successo la 4ª edizione del tanto atteso “Glamour Exclusive Weekend”, un evento esclusivo organizzato da Glamour, che ha visto la partecipazione di numerosi partner, agenzie e professionisti del settore, riuniti lo scorso 14 e 15 settembre nel prestigioso Palazzo di Varignana Wellness Resort & Villas in provincia di Bologna. Il weekend è stato un’importante occasione di networking, aggiornamento e condivisione, consolidando il ruolo di Glamour come punto di riferimento per il mercato dei viaggi su misura, la biglietteria aerea e per l’innovazione nel settore.

L’evento, organizzato con estrema cura e attenzione ai dettagli, ha offerto un perfetto equilibrio tra momenti di business, workshop formativi e premiazioni esclusive, accompagnati da attività glamour e di intrattenimento che hanno reso l’esperienza ancora più memorabile. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi su nuovi trend emergenti del settore turistico e di approfondire le numerose opportunità innovative proposte da Glamour, che si distingue per la sua capacità di investire in tecnologia per le agenzie di viaggio, creare viaggi unici, su misura e altamente personalizzati, in grado di soddisfare anche i clienti più esigenti. Un’occasione unica per costruire relazioni professionali e scoprire le novità per il futuro.

Durante l’evento è stato presentato il Re-styling del logo Glamour ed i dati del primo semestre del 2024, che testimoniano una crescita consistente:

  • +24% di fatturato rispetto allo stesso periodo del 2023 ed EBITDA al 4%, con un incremento significativo nelle diverse linee di business:
    • +22% per la biglietteria aerea
    • +27% per i pacchetti tour operator
  • Oltre 1000 agenzie attive, che collaborano con Glamour in tutta Italia, consolidando la rete di partner strategici.
  • 57 risorse operative, il team giovane, dinamico e specializzato che rappresenta il cuore pulsante dell’azienda.
  • L’obiettivo ambizioso è di raddoppiare il fatturato entro il 2025, consolidando ulteriormente la posizione sul mercato del turismo out-going.

Luca Buonpensiere, titolare di Glamour, ha dichiarato: “Questo evento è la conferma della solidità del nostro modello di business e della nostra continua spinta verso l’innovazione. Siamo orgogliosi di aver costruito, in questi anni, una realtà che non solo cresce in termini di fatturato, ma che mantiene sempre l’eccellenza nel servizio. La nostra missione rimane quella di fornire alle agenzie partner strumenti all’avanguardia, come il miglior sistema di prenotazione voli sul mercato, per garantire esperienze di viaggio senza pari.”

In un contesto di crescente digitalizzazione e globalizzazione, Glamour si impegna non solo a offrire viaggi esclusivi e di alta qualità, ma anche a garantire la massima sicurezza e affidabilità dei suoi sistemi grazie a un forti investimenti in progetti di Cyber Security iniziati a gennaio 2024.

Collaborare con Glamour significa, quindi, avere la certezza che:

  • Le informazioni sono al sicuro: la protezione dei dati è una priorità, e Glamour utilizza tecnologie avanzate per garantire che tutte le informazioni siano gestite in totale sicurezza.
  • Le minacce informatiche sono gestite: grazie a soluzioni di cybersecurity all’avanguardia, Glamour monitora costantemente il panorama delle minacce digitali, garantendo la protezione delle infrastrutture.
  • I sistemi sono affidabili: la piattaforma di prenotazione e i sistemi interni sono costantemente aggiornati per assicurare performance ottimali e un funzionamento senza interruzioni.
  • Le normative sono rispettate: la conformità con le leggi e i regolamenti internazionali, compresi quelli sulla protezione dei dati (GDPR), è garantita, assicurando la tranquillità ai partner e alle agenzie.

Glamour non intende fermarsi e gli obiettivi per i prossimi anni sono chiari e ambiziosi:

  • Continuare a investire nell’innovazione tecnologica per migliorare ulteriormente il sistema di prenotazione e offrire un servizio ancora più efficiente e personalizzato.
  • Espandere l’offerta di viaggi unici e irripetibili, concentrandosi su esperienze di lusso, esperienze culturali e nuove destinazioni.
  • Rafforzare la rete di partnership strategiche con compagnie aeree e enti del turismo per garantire un’offerta sempre più diversificata e di alta qualità.

Con un team motivato e un’attenzione costante alla qualità del servizio, Glamour si prepara ad affrontare i prossimi anni con determinazione, puntando su innovazione, lusso e personalizzazione. “Stiamo lavorando con forte intensità per continuare la crescita aziendale avuta nel primo semestre con un focus ai ricavi ed al EBITDA. Il nostro successo è il risultato dell’impegno collettivo al cambiamento che il mercato ci richiede.”, ha dichiarato Nicola Bonacchi Direttore Generale.

L’evento è stato sostenuto da oltre 30 partner di prestigio come Lufthansa Group main sponsor e molti altri provenienti dal mondo dei resort, trasporti e crociere, che hanno contribuito a rendere il Glamour Exclusive Weekend un appuntamento imprescindibile per il settore e ha visto la partecipazione di oltre 120 agenzie di viaggi provenienti da tutta Italia. Il Direttore Vendite & Partnership Simone Prinari a tal proposito esprime un sentito ringraziamento a tutti i partner per il loro prezioso supporto augurandosi di poter collaborare nuovamente in future iniziative.

GLAMOUR

Glamour è un’azienda con oltre 30 anni di esperienza che offre servizi personalizzati nel settore del turismo e oltre. Specializzata nell’organizzazione di viaggi su misura, Glamour ha ampliato la sua offerta includendo una vasta gamma di soluzioni, dalle prenotazioni di biglietteria aerea alle esperienze esclusive con accompagnatore dall’Italia. Oltre a proporre viaggi tailor made in tutte le destinazioni più iconiche del mondo, l’azienda si occupa anche di Business Travel garantendo sempre un approccio altamente professionale e personalizzato.

Il sito web di Glamour (www.glamourviaggi.it) è una vera fonte di ispirazione, con offerte curate come le copertine di un magazine di lusso, presentando ogni proposta con uno stile accattivante che fa sognare. Glamour non si limita alla cura dei dettagli per i viaggi leisure, ma offre anche servizi VIP, wedding planner e assistenza dedicata per chi desidera il massimo in ogni aspetto della propria esperienza, sia essa di piacere o di lavoro.

Tra i suoi servizi, Glamour garantisce una gestione puntuale e professionale della biglietteria aerea, offrendo soluzioni di viaggio personalizzate, sia per vacanze che per trasferte di lavoro, con tariffe competitive e un’assistenza continua, pensata per rispondere alle esigenze specifiche di ogni cliente.

L’eccellenza nascosta della Costa degli Etruschi: il Tartufo Toscano

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L’ECCELLENZA NASCOSTA DELLA COSTA DEGLI ETRUSCHI: IL TARTUFO TOSCANO

I tartufi, con le loro note aromatiche inconfondibili, rappresentano il cuore della tradizione gastronomica locale

La Costa degli Etruschi è celebre per le sue bellezze naturali, per i suoi paesaggi incantati e per il suo ricco patrimonio storico, ma è anche terra di sapori autentici e pregiati: grazie alle particolari condizioni climatiche e al suo ricco e variegato territorio, è il luogo più privilegiato al mondo per la raccolta e la degustazione del tartufo bianco e nero, che rappresentano dei veri e propri tesori della cucina locale. L’autunno è alle porte e con esso si apre ufficialmente la stagione di raccolta di questo fungo che da millenni delizia i palati più raffinati. Nel cuore della Costa degli Etruschi sorge il Park Hotel Marinetta, la base di partenza ideale per partire alla scoperta del re di queste terre.

L’autunno sta per bussare alle porte, molto presto l’aria verrà inebriata dai suoi inconfondibili ed avvolgenti profumi, le tavole saranno imbandite con i prodotti tipici di questa stagione, gli alberi cominceranno a tingersi di colori dorati. Questo periodo dell’anno, con la sua atmosfera suggestiva, rappresenta il momento ideale per esplorare le meraviglie di un territorio unico al mondo che offre una combinazione perfetta di esperienze legate alla natura, alla cultura e alla gastronomia: la Costa degli Etruschi. Questa terra è di una bellezza rara durante tutto l’anno, ma nella stagione autunnale raggiunge l’apice trasformandosi in un vero e proprio dipinto a cielo aperto: tra colori caldi, sapori autentici e tradizioni millenarie, l’autunno offre un’occasione imperdibile per esplorare la costa, vivere esperienze indimenticabili ed immergersi nella sua bellezza naturale e culturale. Oltre agli scenari belli da mozzare il fiato, la Costa degli Etruschi sa sorprendere ed incantare anche i palati, infatti, questo è il periodo della vendemmia, dell’olio nuovo, delle castagne, dei funghi ma anche del “cibo degli dei”: sua maestà il tartufo, un tempo considerato alla portata di soli nobili e aristocratici, è oggi un cibo di “lusso” che va assaporato almeno una volta nella vita.

Nel corso dei secoli a questo fungo ipogeo, cioè che vive e cresce sotto terra, è stato affibbiato l’epiteto “divino” in quanto molto raro e prelibato ed apprezzato dalle classi più abbienti, ma non solo, secondo una delle leggende più affascinanti il tartufo sarebbe nato da una combinazione di acqua, terra e fulmine: si dice, infatti, che il Dio greco Zeus, colpito dalla bellezza di una ninfa, le lanciò un fulmine per attirarne l’attenzione, il fulmine però la mancò e colpi il terreno dando vita al primo tartufo. Le prime testimonianze sull’utilizzo dei tartufi, risalgono all’epoca romana, gli antichi romani lo consideravano già un alimento prezioso e pregiato, tanto da utilizzarlo come ingrediente principale nelle ricette più raffinate e gustose. Decantato da Plinio il Vecchio, Plutarco e tanti altri, oggi il tartufo è un prodotto prelibato che rappresenta un’eccellenza a livello mondiale e, negli ultimi anni, è cresciuto in maniera esponenziale il numero di persone che desiderano gustarlo e provare l’ebrezza di raccoglierlo.

La Toscana con i suoi boschi di querce, di pioppi, salici, tigli, pini, cisti, è una regione molto importante per la produzione di questo alimento che si tramanda di generazione in generazione, tanto che nel suo territorio sono custodite ben 6 delle 9 specie catalogate in Italia, qui si possono, infatti, trovare: il tartufo bianco (Tuber magnatum Pico), il più pregiato, ma anche il tartufo marzuolo (Tuber borchii Vitt.), molto diffuso nelle pinete litoranee di pino domestico e pino marittimo, vive nei territori di Follonica, Scarlino, Magliano in Toscana, Orbetello, Castiglione della Pescaia, Grosseto, Monte Argentario, Capalbio, il tartufo scorzone (Tuber aestivum Vitt.) e il tartufo uncinato (Tuber uncinatum Chatin), nascono sui terreni calcarei in presenza di boschi di querce, pinete di pino nero o boschi misti, dal livello del mare fino a 1000 metri di altezza, il tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vitt.), le tartufaie si caratterizzano per i terreni calcarei e sassosi e per le condizioni di forte soleggiamento, per questo l’area di diffusione di questa specie riguarda prevalentemente i monti del Chianti, il Mugello, la Montagnola senese, il Casentino e la Val di Chiana e il tartufo nero d’inverno (Tuber brumale Vitt.).

Nelle colline e nei boschi della Costa degli Etruschi la stagione del tartufo rappresenta un momento speciale che attira appassionati, gourmet e turisti desiderosi di vivere un’esperienza autentica. Diverse aziende locali e associazioni organizzano percorsi di ricerca del tartufo con cani addestrati, offrendo l’opportunità di scoprire i segreti di questa pratica antica e di degustare sul posto le delizie appena raccolte. Durante tutto l’anno, ma in particolare nei mesi autunnali, il territorio ospita numerosi eventi dedicati al tartufo, tra cui fiere, mercati e degustazioni guidate, questi eventi non solo mettono in risalto la qualità dei prodotti locali, ma promuovono anche un turismo sostenibile, rispettoso della natura e delle tradizioni del territorio.

La Costa degli Etruschi è una destinazione imperdibile per chi desidera immergersi nel mondo fatato del tartufo, che si tratti di una passeggiata nei boschi, di una degustazione, un viaggio in questo territorio rappresenta un’esperienza originale ed autentica che consente di assaporare i prodotti tipici della Toscana senza rinunciare all’incredibile fascino della natura. Per vivere questa straordinaria atmosfera, per assaporare le varie specie di tartufi e godersi giorni di assoluto relax è ideale soggiornare al Park Hotel Marinetta, un resort situato a Marina di Bibbona e immerso in un parco privato che arriva fino al mare.

Il Veleno delle api, un importante rimedio per la salute dell’uomo

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Subiaco, Foppoli: “Quest’insetti impollinatori, svolgono funzioni importanti per la salvaguardia dell’ambiente”

Le api sono insetti meravigliosamente particolari, comprendere le dinamiche della loro attività, è un argomento molto interessante poiché, a livello organizzativo e comportamentale le api danno vita a uno dei funzionamenti più efficienti del mondo animale. Infatti le api, sono degli indicatori molto importanti all’interno dell’ambiente naturale. Uno degli aspetti che desta molta attenzione legato alle api è il veleno che le stesse producono. Di questo e di altri elementi del fantastico mondo delle api, se è ne è parlato sabato scorso, durante un interessante giornata informativa presso la Porta del Parco a Subiaco, dal titolo: “Veleno delle api: due facce della stessa medaglia”. Durante l’incontro al quale hanno partecipato molti appassionati del mondo delle api, si sono alternati vari interventi di esperti del settore: il dott. Donato Quarantino  allergologo dell’IDI (Istituto Dermopatico dell’Immacolata – Roma), e del dott Aristide Colonna (Comitato Scientifico Apimondia – FAO) che ha illustrato  l’utilizzo che si può fare col veleno delle api a livello medico (antibiotico-antivirale etc). Il veleno d’ape è una particolare sostanza prodotta dalle api come meccanismo di autodifesa quando l’ape, sentendosi in pericolo, estrae il pungiglione. L’estrazione del pungiglione emette anche la fuoriuscita di questo particolare veleno che è una sostanza in grado di dare molti stimoli al nostro corpo. “Le sostanze contenute nel veleno d’ape infatti sono tantissime –hanno sottolineato i due esperti- Nel veleno d’ape è stata riscontrata la presenza di melittina, un potente antinfiammatorio che abbassa la pressione sanguigna e rende più permeabili i tessuti. Presente anche l’apamina, che stimola il sistema nervoso, il peptide 401 e l’istamina(tra i mediatori chimici dell’infiammazione), melittina (proteina attiva), fosfolipasi A (enzima che idrolizza i fosfolipidi), ialuronidasi e apamina. Ad eccezione di casi specifici o di sensibilizzazione, il veleno delle api non ha effetti negativi sulla cute, anzi paradossalmente, il veleno delle api è utilizzato nella cosmetica naturale come ingrediente ad azione liftante e botox like. Infatti, stimola la produzione di collagene ed elastina. Ha proprietà astringenti e la capacità di rilassare la muscolatura presente nel derma”. Un incontro che ha soddisfatto i partecipanti, che hanno apprezzato i vari interventi, ponendo domande molto attinenti. “E’ stato un appuntamento che ha fatto scoprire un aspetto molto interessante delle api –ha commentato il commissario del Parco dei Monti Simbruini Alberto Foppoli-   appartenente alla famiglia degli insetti impollinatori , la loro protezione è di fondamentale rilevanza, poiché essi svolgono un importante ruolo nell’impollinazione di una vasta gamma di colture e piante selvatiche. Le api forniscono inoltre preziosi prodotti dell’alveare quali: miele, polline, pappa reale, cera, propoli, veleno, da sempre utilizzati ed apprezzati dall’uomo.L’apiterapia rimane ad oggi l’unica terapia a base di veleno d’ape realmente praticata. Gli ottimi risultati raggiunti e la sempre più crescente diffusione degli studi sulle sue proprietà fanno del veleno d’api uno dei rimedi animali più accreditati e ampiamente utilizzati”.

Pompei Ante Pomodoro e Dopo Pomodoro

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Al Ravida la presentazione delle pizze di Pompei antica e di Pompei moderna

Pompei non cessa di stupirci con le meraviglie di duemila anni fa. Lo scorso hanno è stata diffusa la notizia del ritrovamento di un affresco nel Parco Archeologico che ritrae un vassoio con  prodotti della campagna che venivano offerti all’ospite che visitava la casa  a dimostrazione della ricchezza del suo proprietario. Al centro del dipinto alcuni hanno voluto individuare l’antenata della nostra pizza per confermare l’origine partenopea della pietanza che meglio ci rappresenta nel mondo. Sembrava proprio una pizza con pomodoro e mozzarella, cosa non possibile poiché la mozzarella non era ancora nota e il frutto d’oro  è stato portato in Europa nel 1540 dal conquistador Hernán Cortés. I semi giunsero in Europa dal Messico al seguito di coloni e missionari. In ogni modo il piatto raffigurato nell’affresco potrebbe comunque avere un legame, la discussione è ancora aperta. Come ulteriore elemento di confronto un gruppo di gastronomi, capitanati dal giornalista gastronomo Renato Rocco, direttore responsabile della testata online La Buona Tavola Magazine, il giornale che parla e sa di buono, hanno voluto portare avanti un’interessante esperimento. Si sono chiesti: “come doveva essere la pizza all’epoca dei Romani di Pompei, che erano notoriamente dei buongustai ?”, e come si contraddistingue la pizza di oggi con il pomodoro San Marzano ?  L’evento “Pompei Ante Pomodoro e Dopo Pomodoro” A.P.VSD.P. è stato voluto da Anna Talamo e Raffaele Vingiani  titolari del  Ravida Resort di Pompei, con annessa la pizzeria Pomodorì. L’entrée è stata preparata dallo Chef resident Giuseppe Auricchio, sono seguite le pizze elaborate da: Andrè Guidon  di ” Leggera Pizza Napoletana ” di San Paolo del Brasile;  Sasà Martucci della pizzeria “I Masanielli” di Caserta e Nicola Cesarano resident della pizzeria Pomodorì. All’evento, che ha visto la partecipazione di numerosi giornalisti e blogger di settore,  ha partecipato anche il V. Chargé de Presse dell’Accademia Internazionale di Gastronomia  Chaîne des Rôtisseurs del Bailliage  di Frosinone, che ha portato il saluto della Chaîne.

Il sindaco di Pompei Carmine Lo Sapio ha presentato la sua città illustrando i progetti futuri: «C’è stato un lavoro costante, anche durante la pandemia – ha dichiarato il sindaco Lo Sapio –  purtroppo per noi, per Pompei, è stato un disastro. La città turistica romana regge sul terziano. Oggi devo dire che anche durante quella parentesi che ormai in realtà  speriamo chiusa, si sono fatti molti investimenti  da parte di giovani imprenditori che hanno reso Pompei una città anche della ristorazione, cosa questa che mancava. I 60 ristoranti presenti oggi sono tutti di qualità». Continua il primo cittadino «C’è un progetto importante della Regione Campania che riguarda il nostro territorio, sta andando avanti la bonifica del fiume Sarno che è fondamentale per la crescita e la cultura del pomodoro. Noi abbiamo fatto la richiesta di essere capitale della cultura in Italia nel 2027. Questo lo abbiamo fatto perché noi riteniamo di fare una rete per stare insieme con tutti gli altri paesi della costiera, da Pozzuoli  fino a Sapri, quindi quasi tutta la costa della Campania proprio perché riteniamo che le nostre risorse devono essere valutate».

Sasà Martucci, classe 1983, della pizzeria “I Masanielli” di Caserta,  6° 50 Top Pizza Italia 2024, 16° 50 Top Pizza World 2024. Le sue sono pizze saporite con impasto soffice e delicato, risultato della lunga lievitazione. Martucci è proveniente da un’antica famiglia di pizzaioli casertani. La sua storia e la sua filosofia sono ingredienti della sua  pizza, preferendo le materie prime umili e povere della nostra tradizione, per esaltarle con tecniche di cottura e abbinamenti innovativi. Martucci utilizza  prodotti locali, DOP, IGP, da Presidio Slow Food, sostenibili e a chilometro zero. Andrè Guidon della “Leggera Pizza Napoletana” di  San Paolo, Brasile , 1° 50 Top Pizza Latin America 2024, ha ricevuto 4 volte i tre spicchi dal Gambero Rosso.  Guidon ha origini italiane, è titolare da undici anni di due pizzerie a San Paolo del Brasile. La sua pizza  ha un impasto  leggero con un mix di farine e lievitazione naturale. L’idratazione in questo periodo si attesta intorno al 65%, mentre d’inverno supera il 70%. La cottura, seguendo il modello partenopeo, avviene in forno a legna con cottura ad oltre 450 gradi. La pizza di Nicola Cesarano, resident della pizzeria Pomodorì attigua al Ravida Resort,  evolutasi nel tempo e ormai consolidata nello stile contemporaneo (cornicione alto e pronunciato, alveolato), s’inserisce in un contesto locale che offre pizze già di altissima qualità. La pizzeria dispone di un menù stagionale mentre alcuni topping sono realizzati anche dallo Chef del Ravida Resort Giuseppe Auricchio. Nell’impasto preferito da Cesarano vengono miscelate due diverse farine di tipo 1 e una di tipo 0. La cottura avviene in un forno a legna classico mentre, per quanto riguarda l’idratazione della pizza, ci si mantiene tra il 70% e il 72%. Lo Chef Giuseppe Auricchio, originario di Terzigno, dove la nonna Teresa gli ha inculcato la passione per la cucina tradizionale,  porta avanti una filosofia culinaria che abbraccia le radici della tradizione. Incarna il calore e la familiarità della cucina tipica locale donandole quel tocco di innovazione che nasce da approfonditi studi e da audaci esperimenti. La ricerca costante dell’eccellenza e dell’esclusività rappresenta un pilastro fondamentale della sua arte culinaria. Predilige la cucina di mare con pesce appena pescato, riservando però nei suoi menù un posto speciale anche a piatti della tradizione.

Menu della serata

Entrée

Duetto: frittatina alla genovese, polpetta di zucchine con pane raffermo

Degustazione pizza

6 gusti di pizza impiattata singolarmente

Nicola Cesarano (resident Pomodorì):

1.      A’ friggitiell: friggitelli, provola di Agerola in uscita lardo di suino nero casertano agli aromi e cacio ricotta, basilico e olio EVO

2.      Napoli sbagliata: ombra di pomodoro San Marzano, pomodori rossi del Vesuvio, olive nere di Sicilia e in uscita acciughe di Sciacca, polvere di aglio nero, pomodorini gialli confit e confettura di pomodoro San marzano, basilico e Olio Evo

Andrè Guidon (Leggera Pizza Napoletana, San Paolo del Brasile: migliore pizzeria del Centro Sud-America 2024, 1° 50 Top Pizza Latin America 2024):

1.      Affresco di Pompei: focaccia con base ricotta moretto razze italiane, fichi freschi, prosciutto crudo con salsa in agrodolce di datteri

2.      DOP pomodoro: ombra di pomodoro San marzano, filetto di pomodoro San marzano arrostito, timo, pepe nero e sale marino; all’uscita bocconcini di mozzarella di bufala

Sasà Martucci (Pizzeria I Masanielli – CE)  6° 50 Top Pizza Italia 2024, 16° 50 Top Pizza World 2024)

1.      A scarulell: crema di scarola riccia, melagrana, primo sale di caprino; all’uscita crumble di pane raffermo all’aglio e colatura di alici

2.      Marinara antica: pomodoro San Marzano schiacciato, capperi di salina, pesto di aglio orsino, basilico e Olio Evo

Dessert

Pastiera napoletana scomposta di Giuseppe Auricchio (Chef resident Ravida)

Harry di Prisco

Torre del Greco, passaggio di consegne alla Capitaneria di porto

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Leonello Salvatori e Ida Montanaro

Leonello Salvatori è il nuovo Comandante della Capitaneria di porto di Torre del Greco

Nella suggestiva cornice di Villa Signorini ad Ercolano ha avuto luogo la cerimonia del passaggio di consegne tra il Capitano di Fregata Ida Montanaro e il pari grado Leonello Salvatori. Il Comandante Salvatori è ufficialmente il nuovo Comandante della Capitaneria di porto di Torre del Greco. L’Ufficiale ha preso l’incarico dalla collega Ida Montanaro che lascia Torre del Greco dopo un anno per andare a ricoprire la mansione di Capo ufficio Flag State del Reparto Sicurezza della navigazione e Marittima del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto. L’ex comandante, prima donna dopo 100 anni di storia della Capitaneria di porto di Torre del Greco, ha ricordato l’impegno del Corpo delle Capitanerie di porto a tutela e difesa della legalità. Il Comandante Salvatori, con una lunga carriera alle spalle, proviene dalla Direzione marittima di Livorno, dove ha gestito le unità navali assegnate agli uffici marittimi della Toscana. La cerimonia si è svolta alla presenza dell’Ammiraglio Ispettore Pietro Giuseppe Vella, Direttore Marittimo della Campania e Comandante del Porto di Napoli, con la partecipazione di autorità militari, civili e religiose.

Harry di Prisco

PERCHE’SI PARLA TANTO DI GISELLA, DELLA MADONNA DI TREVIGNANO ROMANO, E TANTO POCO DEGLI ALTRI 200 VEGGENTI ITALIANI?

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CHI LA SOSTITUIRA’ VERRA’ DA ROMA ….

Gisella ha scelto il palcoscenico di Trevignano Romano, vicinissimo a Roma che sfiora i 5 milioni di abitanti. Questi potenziali curiosi fanno gola a tutti i giornalisti, basta parlare di ricerche socioculturali, di essere aperti, neutrali!

Ad esempio il 23 giugno su Zona bianca, c’era anche Salvatore Valenti, detto veggente di San Michele Arcangelo, che ha sicuramente molto meno devoti della Madonna, la quale, essendo citata nel Corano, attira persino i due milioni di musulmani italiani. E’ anche detto veggente di Petralia o di Palermo, che però ha circa 700 mila abitanti, ma sempre pochi per attirare giornali e TV!

Zona bianca è forte a Milano e dintorni, 3 milioni di abitanti, e cerca gli spettatori di Roma per aumentare i suoi 600 mila spettatori sempre tentati dallo zapping.

A nessuno interessa Gisella, ma a tutti interessa il numero di spettatori, l’audience, più è alta, più attira la pubblicità pagante, e permette a giornali e TV di guadagnare. Questo è il motivo principale per cui si parla tanto di Gisella e così raramente degli altri 200 veggenti, recentemente contati da David Murgia. Un altro motivo è che nessuno di questi è riconosciuto, quindi parlandone si attira la curiosità di tanti non credenti. Non è un problema religioso, ma di marketing televisivo, di soldi.

A nessuno interessa se tra le mille lacrimazioni fasulle, c’è ne è una VERA! O se tra i mille imbroglioni, che David Murgia chiama cialtroni, c’è qualcuno che VEDE davvero, ma preferisce non apparire, né conosce il marketing bene quanto Gisella, ex dirigente d’azienda. Ma molto presto Gisella passerà di moda, stancherà tutti, e allora chi la sostituirà? Il personaggio che avrà più seguito, che alzerà gli indici di ascolto, probabilmente verrà da Roma o da Napoli, che coi dintorni arriva a 3 milioni di abitanti

Omicidio di Santa Croce Camerina

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Custodia cautelare in carcere per ulteriori 3 tunisini e convalida del fermo per i primi 3

All’esito degli interrogatori di garanzia presso il carcere di Ragusa, dei 3 tunisini raggiunti domenica scorsa da un decreto di fermo di indiziato di delitto disposto dal Pubblico Ministero di turno in relazione alla rissa durante la quale è rimasto ucciso un 21 enne loro connazionale, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale ibleo ha convalidato in toto il provvedimento ed emesso, su richiesta della locale Procura della Repubblica, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di ulteriori tre tunisini, rispettivamente due 35enni ed un 26enne, anch’essi coinvolti nella rissa di sabato 7 settembre, nel centro storico di Santa Croce Camerina, durante i festeggiamenti di Santa Rosalia.

I tre sono stati rintracciati e tratti in arresto nella serata di ieri, 12 settembre, dai Carabinieri della Compagnia di Ragusa all’esito di una tempestiva attività di ricerca.

Lo sviluppo incessante delle indagini ha permesso di riscontrare a loro carico gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza per la rissa che ha avuto come triste epilogo il decesso del 21 enne.  

I tre, condotti in carcere dai militari dell’Arma, dovranno pertanto rispondere dei reati di rissa aggravata, lesioni personali e porto abusivo di strumenti atti ad offendere.

 L’ARMA DEI CARABINIERI COMMEMORA L’80° ANNIVERSARIO DEL SACRIFICIO DEI “MARTIRI DI FIESOLE”

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 Nella mattinata odierna, 13 settembre 2024, si è tenuta, in forma solenne, alla presenza del Signor Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Teo LUZI, la cerimonia per l’80° anniversario del sacrificio dei Carabinieri M.O.V.M. “alla memoria” Alberto LA ROCCA, Vittorio MARANDOLA e Fulvio SBARRETTI. 

Dopo la celebrazione della Santa Messa, officiata da S.E. Mons. Stefano Manetti, Vescovo di Fiesole, ed una breve visita dei luoghi dei fatti storici, la commemorazione è proseguita sul Colle di San Francesco, all’interno del Parco della Rimembranza, ove sono stati resi gli onori militari da un Reparto in armi della Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze e della Banda dell’Arma dei Carabinieri. 

Dopo la benedizione da parte del Vescovo di Fiesole della lapide in memoria dei tre giovani Carabinieri e un breve momento di raccoglimento, il Prof. Cosimo Ceccuti, Presidente della Fondazione Spadolini, ha offerto una toccante ricostruzione storica del sacrificio dei martiri di Fiesole. A seguire, è stata data lettura della motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” concessa ai tre Martiri e sono state deposte le corone d’alloro del Ministro della Difesa e del Comune di Fiesole. Sono seguiti gli interventi del Sindaco di Fiesole, Dott.ssa Cristina Scaletti, del Presidente della Regione Eugenio Giani, del Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri e del Signor Ministro della Difesa. 

La Dott.ssa Cristina Scaletti ha affermato che <<celebrare i Martiri significa ricordare alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi l’importanza delle scelte non solo in circostanze estreme, ma nella quotidianità. La libertà, la democrazia, la pace, la Giustizia e i diritti sono valori che vanno tutelati e difesi ogni giorno sapendo che saranno le nostre scelte, i nostri sì e i nostri no a costruire la Storia.>>. 

Il Presidente Giani ha poi evidenziato come <<il sacrificio dei Carabinieri Martiri di Fiesole rappresenti le radici più profonde della nostra Repubblica Italiana. Il loro eroismo è un esempio di coraggio e dedizione che continua a ispirare il nostro Paese e le nuove generazioni. L’Arma dei Carabinieri è la degna erede di quei valori, rappresentando un autentico orgoglio per tutti noi.>>. 

Il Generale Luzi, intervenendo, ha ricordato che <<i tre ragazzi, anziché seguire l’istinto della paura e garantirsi la fuga, ebbero li coraggio di fare la scelta più difficile, più rischiosa, più dolorosa, non dovuta, ma eticamente la più giusta. L’eroismo dei martiri di Fiesole ancor oggi ravviva sia il senso di responsabilità degli appartenenti alle Istituzioni che la fiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni.>>. 

Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel prendere la parola, ha sottolineato <<siamo qui oggi per ricordare Alberto, Vittorio e Fulvio. Per ricordare cosa hanno fatto ma soprattutto cosa hanno seminato. Dobbiamo a loro quello che siamo, la nostra Repubblica, la nostra democrazia e i nostri 

valori. A loro e alle centinaia di migliaia di persone che, come loro, nel momento in cui dovevano discernere tra il bene e il male, hanno saputo farlo. Nella divisa che indossa ogni Carabiniere c’è la storia di chi lo ha preceduto. Ci sono Alberto, Vittorio e Fulvio, c’è Salvo D’Acquisto. C’è il loro esempio. Siamo qui, oggi, ricordarli perché solo così possiamo trasmettere il loro esempio.>>. 

In chiusura, il Ministro ha donato tre targhe commemorative ad altrettanti giovani alunni del territorio distintisi, nel corso del precedente anno scolastico, nell’ambito dei progetti per la Legalità promossi nei rispettivi Istituti scolastici, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana. Una di essi è la pronipote di uno degli ostaggi che ebbero salva la vita grazie al sacrificio dei tre eroici Carabinieri. 

La commemorazione si è svolta alla presenza delle massime Autorità Militari e Civili, dei familiari dei Caduti, degli ostaggi, di numerosi invitati e degli alunni delle Scuole presenti: l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore Tecnica Piero Calamandrei di Sesto Fiorentino, il Liceo Statale Niccolò Macchiavelli Firenze e l’Istituto Comprensivo “E. Balducci” di Fiesole. 

Al termine della commemorazione, presso il Salone delle Memorie della Caserma “Baldissera”, il Signor Pasquale Sbarretti, fratello del Car. MOVM “alla memoria” Fulvio Sbarretti, ha donato all’Arma dei Carabinieri la decorazione che a suo tempo fu assegnata al citato Eroe e che verrà ora custodita presso il Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri in Roma. 

VISITA SEZIONE FEMMINILE DI REBIBBIA, ROCCA: «IMPEGNO PER GARANTIRE DIRITTO ALLA SALUTE E CONDIZIONI DIGNITOSE»    

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«Ho visitato la sezione femminile del carcere di Rebibbia per continuare a toccare con mano la realtà in cui operano gli agenti di polizia penitenziaria e il personale sanitario delle ASL di competenza, nonché sincerarmi delle condizioni delle detenute. Mi sono confrontato a lungo con la direttrice Nadia Fontana, il comandante della Polizia Penitenziaria Carlo Olmi, il commissario della Asl Roma 2, Francesco Amato e il vicepresidente del Consiglio regionale, Pino Cangemi, per intervenire nella maniera più efficace possibile». 

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, al termine della visita alla Casa circondariale femminile di Rebibbia.

«Ho trovato un personale appassionato e capace di andare oltre le oggettive difficoltà. Ho dialogato con alcune detenute e visitato il nido in cui, al momento, sono ospitati due bambini assieme alle loro madri. La condizione di sofferenza, carenza di organico e sovraffollamento delle carceri, sia a livello regionale che nazionale, è nota a tutti. Nostro dovere, come Regione, è intervenire sugli aspetti sanitari, perché la condizione detentiva non deve ledere il diritto costituzionale alla salute e gli operatori sanitari devono poter lavorare in ambienti il più possibile sereni e dignitosi», ha concluso il presidente Francesco Rocca.

I cambiamenti climatici ‘colpiscono’ le nocciole. Il Piemonte dimezza la produzione

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Il nostro Paese vanta anche una Dop, la Nocciola Romana e due Igp, la Nocciola del Piemonte e la Nocciola di Giffoni

ROMA – Il clima taglia la produzione di nocciole italiane con un calo stimato del 20%, principalmente a causa del maltempo che ha interessato le regioni del Nord. L’analisi viene dalla Coldiretti con la raccolta che è entrata nel vivo di quella che è una vera e propria eccellenza dell’agricoltura Made in Italy. L’Italia è il secondo produttore mondiale dopo la Turchia, con quasi centomila ettari coltivati e una produzione che si aggira sui 100 milioni di chili. Il nostro Paese vanta anche una Dop, la Nocciola Romana e due Igp, la Nocciola del Piemonte e la Nocciola di Giffoni.
La situazione più pesante si registra peraltro proprio in Piemonte, dove si coltiva un terzo della produzione nazionale, con una diminuzione prevista del 50%. L’alternarsi di fenomeni siccitosi prima, seguiti da piogge persistenti nel periodo primaverile, ha causato i primi problemi ma la situazione è drasticamente peggiorata nei mesi successivi. Problemi anche in Campania dove si segnalano cali del 20/30%. A pesare sono stati soprattutto gli attacchi della cimice asiatica, l’insetto alieno portato in Italia dai cambiamenti climatici. Non a caso la Coldiretti locale ha chiesto un piano regionale per il contenimento del parassit

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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