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Manovra, Landini contro il governo: “Nessun confronto, presto mobilitazione”

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Da Bologna il leader della Cgil annuncia di essere pronto a lanciare una “mobilitazione”, nelle prossime settimane, contro un governo che non si confronta e non si occupa di salari bassi, caporalato e subappalti

ROMA – Sulla manovra, ad oggi, “non c’è stata alcuna convocazione delle parti sociali. È una discussione dentro al Governo, non ci sono confronti e tavoli di trattativa col sindacato. Credo sia una cosa grave”. Così Maurizio Landini, segretario Cgil, oggi a Bologna a margine di un convegno antimafia promosso da Cgil e Alma Mater in occasione dell’ottava edizione del premio dedicato alla memoria di Pio La Torre. “È il momento di una manovra che affronti questi temi”, aggiunge andini riferendosi a bassi salari, lavoro nero, caporalato, illegalità e subappalti.“MOBILITAZIONE NELLE PROSSIME SETTIMANE”

“Lavoro nero, caporalato, illegalità e subappalti riguardano non solo il lavoro privato, ma anche tutto il sistema pubblico del nostro paese. Sono i temi che poniamo al Governo e alle imprese. E sono i temi che nelle prossime settimane saranno oggetto anche di mobilitazione, perché questi obiettivi vogliamo portarli a casa”. Lo annuncia il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, a Bologna a margine di un convegno antimafia promosso dal sindacato e dall’Alma Mater in occasione dell’ottava edizione del premio dedicato alla memoria di Pio La Torre.

https://player.vimeo.com/video/1009128320?dnt=1&app_id=122963
fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Firenze: a Palazzo Strozzi si dipinge senza regole

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Dal 27 settembre fino al 26 gennaio 2025 una retrospettiva dedicata all’artista Helen Frankenthaler, pioniera dell’espressionismo astratto americano

Si intitola “Helen Frankenthaler: Dipingere senza regole” la mostra in programma a Firenze con un’ampia selezione di lavori realizzati tra il 1953 e il 2002. La prima retrospettiva realizzata in Italia dedicata alla grande artista americana ripercorre la sua intera carriera ed è arricchita da documenti d’archivio, fotografie e corrispondenza che aiutano il visitatore ad approfondirne la vita e le opere. Perfetto per raggiungere in pochi minuti Palazzo Strozzi è l’FH55 Hotel Calzaioli, situato in posizione strategica in pieno centro storico, a breve distanza da tutte le principali attrazioni.

Palazzo Strozzi, nel cuore di Firenze, è uno dei luoghi simbolo della città che appare come una piccola fortezza a pianta rettangolare con tre piani e rappresenta uno degli esempi più significativi e raffinati di architettura rinascimentale. Oggi, mantenendo alto il suo prestigio, Palazzo Strozzi ospita grandi mostre temporanee dedicate a tematiche e ad artisti di fama internazionale. Dal 27 settembre 2024 al 26 gennaio 2025 va in scena una retrospettiva mai realizzata in Italia su Helen Frankenthaler, artista statunitense tra le più importanti del Novecento.

Organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dalla Helen Frankenthaler Foundation, la mostra intitolata Helen Frankenthaler: Dipingere senza regole offre al pubblico l’opportunità di ammirare un’ampia selezione di opere realizzate tra il 1953 e il 2002, provenienti dalla Helen Frankenthaler Foundation, insieme a prestiti da importanti musei e collezioni private, permettendo così di scoprire e comprendere le connessioni, influenze e amicizie dell’artista. Le opere, infatti, vengono messe a confronto con i lavori di artisti contemporanei della Frankenthaler come Anthony Caro, Morris Louis, Robert Motherwell, Kenneth Noland, Jackson Pollock, Mark Rothko, David Smith, Anne Truitt. Quello che ha reso grande l’artista, considerata una figura chiave nella seconda generazione di pittori astratti americani del dopoguerra, è il fatto che sia stata una delle poche donne a far parte del movimento Color Field, rivoluzionando l’arte moderna con la sua caratteristica tecnica della soak-stain, ovvero l’imbibizione a macchia. Pioniera dell’espressionismo astratto americano, ha dato vita a tele impregnate di macchie, realizzate con colori vividi e forme amorfe, inaugurando una nuova era di pittura basata sulla libertà dalla figurazione. Il Color Field celebra il potere dei colori e le relazioni tra loro, e lo fa con la stoak stain, ottenuta mescolando olio con trementina, una resina vegetale oleosa e fluida, cosi da rendere la vernice più traslucida, con un effetto simile a quello degli acquarelli.

Le figure astratte vengono raffigurate con l’approccio “senza regole”, segno distintivo dell’arte della Frankenthaler, che ha sfidato i limiti delle tecniche pittoriche e le aspettative di genere del suo tempo, non a caso affermandosi come una delle principali artiste della sua generazione: ancora oggi continua ad ispirare molti artisti contemporanei. Il percorso espositivo, organizzato cronologicamente, ripercorre l’intera carriera dell’artista: ogni sala è dedicata a un decennio della sua produzione, offrendo al visitatore un’ampia panoramica della sua evoluzione artistica. La mostra è inoltre arricchita da documenti d’archivio, fotografie e corrispondenza, in modo che i visitatori possano conoscere più da vicino la vita e il lavoro della grande pittrice. A 5 minuti a piedi da Palazzo Strozzi si trova la location perfetta per il soggiorno a Firenze in pieno centro storico, ovvero l’FH55 Hotel dei Calzaiuoli, che con la sua posizione strategica permette di raggiungere in pochi minuti tutte le più importanti attrazioni cittadine. Inoltre la cordialità e la professionalità dello staff rendono il soggiorno particolarmente piacevole e gli ambienti curati in maniera elegante offrono quanto di meglio si possa desiderare.

Milano, grave incendio in un emporio cinese: ci sono tre giovani vittime

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L’incendio è scoppiato intorno alle 23 di ieri. Sul posto cinque mezzi dei vigili del fuoco che hanno lavorato tutta la notte

ROMA – Sono tre le vittime dell’incendio che ha colpito un magazzino di articoli cinesi in via Ermenegildo Cantoni, a Milano in zona Certosa. I deceduti sono tutti di nazionalità cinese e hanno 17, 19 e 24 anni. I tre sono stati trovati nei locali di servizio, dove, forse, hanno cercato riparo dalle fiamme. L’incendio è scoppiato intorno alle 23 di ieri. Sul posto cinque mezzi dei vigili del fuoco che hanno lavorato tutta la notte per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area. Sul posto anche 118 e polizia locale.

Indagano carabinieri e polizia scientifica che, a quanto di apprende, non escludono l’ipotesi dell’incendio doloso. Le forze dell’ordine fanno sapere che “è in atto lo spegnimento degli ultimi focolai”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Guerra in Ucraina, il monito di Putin sui missili Nato. E la Russia espelle sei diplomatici britannici

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Chiaro il monito del presidente russo Vladimir Putin, all’indomani della visita del segretario di Stato americano, Antony Blinken, in Ucraina

di Alessandra Fabbretti e Vincenzo Giardina

ROMA – La revoca degli accrediti per sei diplomatici britannici, accusati di spionaggio dai servizi della Federalnaya Sluzhba Bezopasnoti (Fsb): è la risposta di Mosca, ha riferito oggi l’agenzia di stampa russa Novosti, alle ultime dichiarazioni del premier Keir Starmer rispetto all’uso di armi Nato a lungo raggio da parte dell’Ucraina.
La misura contro i funzionari è stata motivata con i rischi che le loro attività configurerebbero per la “sicurezza nazionale”.
Oggi Starmer si trova a Washington, dove avrà un colloquio con il presidente americano Joe Biden. “E’ stata la Russia a iniziare questo conflitto- ha detto il capo di governo prima dell’incontro, in dichiarazioni rilanciate dall’emittente Bbc- E’ stata la Russia a invadere illegalmente l’Ucraina; e la Russia può porre fine al conflitto subito”.

Le sue parole hanno seguito un discorso pronunciato in televisione dal presidente Vladimir Putin. Se Kiev userà missili a lungo raggio forniti da Stati Uniti e Regno Unito, aveva detto il capo di Stato russo, “riterremo la Nato in guerra“. Un monito giunto all’indomani della visita del segretario di Stato americano, Antony Blinken, in Ucraina. Con il presidente Volodymyr Zelensky il dirigente statunitense era tornato a parlare della cessione di nuovi armamenti all’alleato, in un momento in cui l’esercizio di Mosca ha avviato una controffensiva per riprendere il controllo della regione di Kursk e respingere le truppe ucraine.
Ma il tema della concessione di armi Nato all’Ucraina è un dibattito che prosegue da mesi e su cui ora sembra confermato il via libera di Washington e Londra, che tira quindi dentro tutta l’Alleanza atlantica. Così, Nel suo discorso Putin ha avvertito: “Se verranno usate, cambierà la natura stessa del conflitto. Pertanto prenderemo tutte le decisioni del caso per far fronte alle minacce che questa scelta comporta”.Sempre in queste ore Zelensky è tornato a chiedere in queste ore maggiore sostegno militare ai Paesi amici, denunciando un attacco russo a una nave cargo carica di grano nel Mar Nero, diretta in Egitto, nella notte tra mercoledì e giovedì. La nave, stando alla stampa locale, non sarebbe tuttavia affondata e starebbe continuando la navigazione.
Ieri, mentre Blinken era a Kiev, dagli Stati Uniti è partita una manovra per colpire l’economia russa: il Dipartimento del Tesoro americano ha approvato un pacchetto di sanzioni per limitare la vendita di software e tecnologie alla Russia “a tutela della sicurezza nazionale”. Un passo ulteriore, questo, nell’ostacolare la cooperazione tra aziende americane e russe.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

La Rai ha deciso dove lavorerà Sangiuliano, a Boccia contestate le docenze all’Università ma lei ribatte: “Sono vere”

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Mentre la Rai ha scelto la nuova destinazione dell’ex ministro, l’imprenditrice è costretta a difendersi dalla stampa che passa a raggi X il suo curriculum vitae

ROMA – L’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha un nuovo posto di lavoro.

La buona notizia per lui – almeno una – è che dal punto di vista logistico non sarà una rivoluzione: soli 2,5 km separano via del Collegio Romano 27 a Roma, sede del Mic, dagli uffici Rai di Borgo Sant’Angelo ai quali è stato assegnato, nello stabile dove hanno sede Rai Vaticano e la direzione della TGR, a pochi passi dalla Santa Sede.

Distanza minima eppure sufficiente a creare un solco immenso tra la vita di governo e il ritorno alle origini, al mestiere di giornalista del servizio pubblico che lo ha portato ad affermarsi fino al ruolo di direttore del Tg2.Non sono previsti al momento incarichi di primo livello, rimarrà a disposizione dell’ad Roberto Sergio ma dietro le quinte.

L’imperativo, per il 62enne ex capo del dicastero ora occupato da Alessandro Giuli, è spegnere i riflettori, dopo la bufera mediatica divenuta caso politico e adesso anche inchiesta della magistratura.

Per Sangiuliano, come scritto nella lettera di congedo indirizzata alla premier Meloni, le priorità sono la famiglia e la moglie.

Chiaro l’intento di abbassare i decibel del clamore mediatico per la vicenda Boccia, una polemica cresciuta fino ad assumere una eco internazionale, tanto da costringere Sangiuliano a rassegnare le dimissioni al culmine di una incredibile escalation di rivelazioni anche di carattere personale.

Se l’obiettivo di lui è sparire dai radar, quello di lei – di Boccia – è forse alzare ancora i toni, per restare magari sulla cresta dell’onda e poter così “dire tutta la verità”, o meglio la sua verità, nonostante nelle ultime ore subisca ripetute smentite. Per l’imprenditrice, infatti, l’improvvisa ed esplosiva notorietà non pare sia foriera di fama e gloria.Boccia su Instagram ha replicato pubblicando due documenti che attesterebbero le partecipazioni ai corsi in qualità di docente, aggiungendo: “Naturalmente proverò la falsità delle informazioni che vengono dalle istituzioni in questa lotta per la verità. Per questo motivo, pubblico i due incarichi universitari. Questa mia necessità nasce dal fatto che le istituzioni non possono essere soggette alla pressione di poteri forti, poiché altrimenti è a rischio la loro stessa integrità. In uno Stato democratico, i poteri non possono manipolare le istituzioni, che devono rimanere indipendenti e al servizio dei cittadini. Perché le università hanno mentito? Da chi hanno subito pressione? Chi vuole distruggere la mia persona? Chi vuole zittirmi? Ora le domande le faccio io!”

LE LAUREE

C’è poi il capitolo lauree. Sarebbero due: una in Economia aziendale del 2005 presso l’Università Parthenope sempre a Napoli e una in Economia e management alla telematica Pegaso.

Secondo il quotidiano La Verità, nell’ateneo napoletano “non avrebbe mai discusso la tesi e concluso gli studi solo nel 2023, alla Pegaso, che però starebbe avviando delle verifiche”. “Secondo la documentazione” che La Verità ha potuto visionare, “il 2005 è l’anno in cui la mancata consulente di Sangiuliano si era iscritta all’ateneo napoletano, (dopo aver frequentato per 2 anni l’università Federico II di Napoli, rinunciando però agli studi) senza però, stando a quanto risulta a questo giornale, mai completare il percorso iniziato”.

Alla Verità risulta anche che “l’imprenditrice avrebbe dichiarato di aver sostenuto presso la Parthenope 17 esami, divisi tra i tre anni di corso. Nel primo anno gli esami sarebbero stati 9 […] Nel secondo anno gli esami sostenuti con successo sarebbero stati 6, mentre al terzo avrebbe dichiarato di averne conseguito uno. Senza però, come detto, mai completare il percorso di studi, ai quali avrebbe definitivamente rinunciato nel 2020″.

Dubbi che si sommano alle parole del marito, in disperata attesa di diventare ex della “signora, sottolineo signora, non dottoressa, Boccia”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Omicidio a Viareggio, ai domiciliari la donna che ha investito il borseggiatore

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Il Gip ha disposto l’attenuazione della misura cautelare dell’imprenditrice balneare accusata di omicidio volontario

BOLOGNA- Dal carcere al braccialetto elettronico. Il Gip Alessandro Trinci non ha convalidato il fermo Cinzia del Pino, la donna che ha travolto con la sua auto e ucciso il 47enne algerino Said Malkoun, ma andrà ai domiciliari. Per l’imprenditrice balneare 65enne è stata quindi disposta, in dettaglio, la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Nel corso dell’udienza di oggi nel carcere Don Bosco di Pisa, dove era stata portata a seguito del fermo, la 65enne ha ripercorso quanto accaduto domenica sera scorsa: dopo una cena con le amiche, è salita sulla sua auto ma, prima di poter partire, un uomo le ha aperto la portiera, minacciandola di usare un coltello contro di lei, prima di portarle via la borsa. Quindi la reazione violenza della donna. Lei stessa ha raccontato che la sua intenzione era di recuperare il contenuto della borsa, non di uccidere l’uomo.

L’accusa formalizzata contro la donna è quella di omicidio volontario e a inchiodarla sono stati i filmati di una telecamera di sicurezza dell’azienda vicina a dove è avvenuto l’investimento, che l’ha ripresa mentre, con il suv, passava ripetutamente sull’uomo. Il Gip ha motivato la scelta dei domiciliari non riscontrando il pericolo di fuga, né rischio di reiterazione del reato, né  di inquinamento delle prove.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Ancora temporali e vento forte, la morsa del maltempo non molla il Veneto

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Per la giornata di oggi è previsto meteo instabile-perturbato, precipitazioni con rovesci e locali temporali. La Protezione civile ha rinnovato l’allerta per vento forte fino alle 12 di domani

VENEZIA – Continua il maltempo sul Veneto. Le previsioni meteo indicano per oggi meteo instabile-perturbato, precipitazioni con rovesci e locali temporali, occasionalmente anche forti su pianura e costa, in diradamento da ovest in serata. Atteso anche un marcato calo termico con limite neve in abbassamento fino intorno a 1.300-1.500 metri sulle Dolomiti; venti da nord, a tratti forti sulla costa e probabili raffiche in qualche valle e sulla Pedemontana. Venerdì e sabato venti forti da nord in quota, con raffiche in qualche valle e localmente sulla pedemontana.

Viste queste previsioni, la Protezione civile del Veneto ha emesso un aggiornamento dell’avviso di criticità idrogeologica e idraulica, nel quale viene prolungato lo stato di attenzione per vento forte su zone montane e pedemontane del Veneto, da riconfigurare, a livello locale, in fase operativa di preallarme o allarme a seconda dell’intensità del vento, dalle 12 di domani, venerdì 13 settembre, alle 00:00 di domenica 15. Per le zone costiera e pianura limitrofa, Alto Veneziano, pianura sud orientale e le zone montane e pedemontana rimangono valide le prescrizioni emesse ieri che dichiaravano la fase operativa di attenzione per vento forte, valida 24 ore dalle 12 di oggi.

STATO D’EMERGENZA REGIONALE IN AREE PADOVA, VENEZIA E TREVISO

Luca Zaia, presidente del Veneto, ha dichiarato lo stato di emergenza regionale “per le eccezionali avversità atmosferiche” che hanno colpito alcune aree della regione, in particolare le province di Padova, Venezia e Treviso da domenica a ieri. I Comuni interessati sono Monselice ed Este (Padova); Venezia e Salzano (Città metropolitana di Venezia); Nervesa della Battaglia, Giavera del Montello, Volpago del Montello, Arcade, Susegana in provincia di Treviso, colpiti da allagamenti diffusi e dissesti con danni alle infrastrutture ed al patrimonio privato e alle attività produttive.
Il decreto di Zaia elenca i numerosi avvisi di Protezione civile che si sono susseguiti in quei giorni e dà atto che il provvedimento è da considerarsi non esaustivo ed eventualmente suscettibile di integrazioni qualora l’emergenza si prolungasse oltre l’11 settembre e ulteriori territori fossero colpiti, o altri Enti dovessero segnalare danni e disagi riconducibili agli eventi eccezionali in questione.

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

Crolla un solaio in costruzione a Enna: 4 operai feriti, uno in codice rosso

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L’incidente si è verificato a Pergusa. Le condizioni delle altre tre persone sarebbero meno gravi

PALERMO – Quattro operai sono rimasti feriti in un incidente accaduto all’interno di un cantiere edile di Pergusa, nel territorio di Enna.

Secondo i vigili del fuoco, intervenuti per soccorrere gli operai, sarebbe crollato un solaio in costruzione.

Uno dei quattro feriti è stato trasportato in elisoccorso in ospedale con codice rosso.

Anche gli altri tre operai sono feriti ma le loro condizioni sarebbero meno gravi. Sulle cause dell’incidente sono in corsole indagini da parte dei carabinieri.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

C’è un allarme sette in Italia? L’esperta: “Attenzione, è un modo per colpire chiunque”

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Satanisti, maghi, santoni, sacerdoti del chakra, sciamani: domanda che torna costante, specie su alcuni media, complice anche qualche caso di cronaca nera

ROMA – C’è o non c’è un allarme sette? Satanisti, maghi, santoni, sacerdoti del chakra, sciamani: torna costante, su alcuni media, complice anche qualche caso di cronaca nera, la storia dell’allarme sette, ma spesso, nel calderone delle cosiddette sette finiscono religioni e comunità che sette (vedremo che non esiste una definizione precisa di cosa siano) non sono affatto, ma sono piuttosto religioni di minoranza.

L’IPOTESI COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA

Si discute di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno, ma numeri e definizione di cosa sia una setta restano la prima grande incognita ed è proprio questo, secondo alcuni studiosi ed esperti, a rendere fumoso il fenomeno e la sua entità, e soprattutto a rappresentare un rischio per la libertà di fede di tutti, e forse per la libertà pura e semplice.

Da poco il Cesnur (Centro Studi sulle Nuove Religioni) ha stroncato con una recensione di Luigi Berzano, già ordinario di Sociologia presso l’Università degli Studi di Torino, il libro dal titolo ‘Sette e manipolazione mentale’ di Lorita Tinelli e Marco Marzari (edizioni Piemme, 2023) scatenando un vero e proprio caso social, in particolare su Facebook, dove i post degli utenti hanno subito restrizioni, poi rimosse dalla stessa piattaforma.Il docente denuncia nel libro la costruzione di un’autentica ideologia anti-setta che rievoca, questo è bene ricordarlo, nel metodo e nei principi, lo spauracchio del teorema della manipolazione mentale (l’alienazione che conosciamo in tanti casi di violenza domestica occultata ad esempio) e il famoso reato di plagio che la Corte Costituzionale ha cestinato con la sentenza 96 del 1981.

IL REATO DI MANIPOLAZIONE

Insomma le sette ‘manipolano’ e questo è un reato che andrebbe reintrodotto. Chi traccia i confini e il tenore di questa manipolazione e cosa sia la setta però resta nei confini di uno spazio vago dove diventa facile accusare chiunque di essere un manipolatore: un credente qualsiasi, ma anche un innamorato, un amico, una moglie, una madre.

COS’E’ UNA SETTA

Il primo aspetto da analizzare è proprio “l’indefinitezza e l’incapacità di definire l’oggetto di cui si sta parlando cioè la setta. Non c’è una definizione precisa”, spiega all’agenzia Dire Raffaella Di Marzio, studiosa e direttrice del centro studi Lirec, che ricorda: “Sulla questione dell’esistenza delle sette si va a chiedere alle Istituzioni di intervenire, allora diventa indispensabile definire cosa sia una setta o si può colpire chiunque. Bisognerebbe avere una definizione ampiamente condivisa e chiara e distinguere cosa non siano le sette e quindi cosa non sia non pericoloso. Ecco questo è impossibile perché i comportamenti negativi attribuiti alle sette (la violenza ad esempio) si verificano anche nelle religioni canoniche– precisa Di Marzio- pensiamo alla Chiesa cattolica e alla pedofilia. E’ rimasto il reato di circonvenzione di incapace a tutela delle persone fragili: quanti casi ci sono di anziani raggirati da parroci. Sono reati questi che hanno a che fare con l’individuo: se non c’è una definizione precisa di setta, e non c’è, la legge ‘speciale’, da tanti invocata, può colpire chiunque. Si parla di sette e si tirano in ballo- fa un esempio la direttrice del centro Lirec- i Testimoni di Geova che setta non sono: sono una congregazione e una fede ben precisa”.

I CASI

Chi lancia l’allarme sette solitamente cita condanne, pensiamo ai casi Vanna Marchi o alla storia delle Bestie di Satana: “Ma allora- continua Di Marzio- se i Tribunali hanno condannato senza leggi speciali e senza bisogno di creare definizione ad hoc di setta, allora non c’è bisogno di farlo. Siamo invece al paradosso che queste associazioni anti-sette chiedono alle Istituzioni di definire le sette”.

Le Bestie di Satana erano una setta? L’esperta dice: “Era una setta criminale, erano ragazzi tossici, abbandonati con un capo che era uno psicopatico. Erano criminali. Allora quando sento definire setta i Testimoni di Geova, o i buddisti della Soga gakkai, che non hanno mai creato un problema alla sicurezza dello Stato, li stiamo paragonando alle Bestie di Satana?”.Ricorda la direttrice del centro Lirec che in un “libro erano state definite setta le suore di Madre Teresa perché erano ragazze che abbandonavano le famiglie. Allora sono setta tutte le suore di clausura, e nei conventi dovremmo pensare che si manipola la mente di chi vi entra?”.

Di Marzio sottolinea inoltre che in queste pubblicazioni che lanciano allarmi sulle sette vengono spesso “citate al pubblico solo sentenze, definitive o no, che confermano l’esistenza di reati o abusi che si sono verificati dentro gruppi definiti sette.

E’ il caso- ricorda- di Roberta Repetto che rifiutò le chemioterapie e morì di cancro metastatico a 40 anni. Paolo Bendinelli, responsabile del centro olistico di cui Roberta faceva parte da anni, nella sentenza d’appello è stato prosciolto da tutte le accuse, ma se si cita solo la sentenza di primo grado, che lo aveva condannato, questo ovviamente non emerge”.

Altra nota dolente secondo Di Marzio, che ricorre nei sostenitori dell’allarme sette è che nel loro allarme: “Non vengono citate le fonti. Attaccano gli studiosi che cercano senza preclusioni di studiare questi gruppi, ci chiamano apologeti delle setta e di essere corrotti”.

MICHELLE HUNZIKER

Altro ‘cavallo di battaglia’ dell’ideologia anti-sette è il teorema che chi entra in questi gruppi non ne esce più. “Per quanti ne entrano, altrettanti ne escono e già negli anni 90- ricorda la direttrice del Lirec- hanno definito questi gruppi ‘porte girevoli’: è vero il contrario. Poi è vero ci sono eccezioni, qualcuno ne esce male, qualcuno bene”. Come non ricordare la confessione di Michelle Hunziker, la quale dopo un lungo periodo lontano dagli schermi tornò proprio per raccontare la sua vicenda. “Il fenomeno antisette- approfondisce Di Marzio- ha le sue radici in Francia dove la laicità è di fatto ostilità alla religione, qualsiasi essa sia.

Vive inoltre su due pilastri: genitori impauriti che non accettano le scelte dei loro figli e studiosi che costruendo un fenomeno che non c’è si sono trovati ad avere lavori e ruoli. Il CeSAP- ricorda l’esperta- a cui aderiscono molti dei sostenitori dell’allarme sette- è nel direttivo del Fecris (Federazione Europea dei Centri di Ricerca e di Informazione sulle sette e i Culti), organizzazione internazionale creata nel 1994 proprio per combattere le sette. Ma voglio ricordare- conclude Di Marzio- che è stato il Consiglio d’Europa a ricordare di non usare la parola setta, invitando a creare gruppi di studio sul fenomeno e di non emanare leggi penali speciali, ma di seguire le normali procedure del codice di diritto penale”.

Perchè l’Italia dovrebbe andare in altra direzione? Per avere un nuovo caso Braibanti, il poeta omosessuale accusato di plagio dai familiari del fidanzato? E per tornare ad accusare magari un insegnante, un terapeuta, una mamma o chiunque decida liberamente della propria vita?

 fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

I sacerdoti italiani hanno abusato di quasi 1.500 minori solo negli ultimi 15 anni

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Ma sommando il dato reale censito dalla Rete L’Abuso e il dato di proiezione della Chiesa si arriva a un totale di 5559 vittime

ROMA – Sono 1570 le vittime di pedofilia in Italia da parte del clero secondo i dati raccolti dalla Rete L’Abuso, nel specifico 192 donne e 1378 uomini. L’Associazione italiana sopravvissuti agli abusi del clero ha realizzato un dettagliato censimento per regioni fotografando gli ultimi 15 anni. L’analisi evidenzia 1426 minori abusati da sacerdoti, 90 minori abusati da laici (41 da scout e 49 da catechisti); 51 adulti vulnerabili abusati e tre suore.

Negli abusanti la Rete conteggia 330 sacerdoti, 29 laici e una suora. Il dettaglio delle regioni riporta: 13 vittime di pedofilia in Abruzzo; 19 in Basilicata; 44 in Calabria; 56 in Campania; 73 in Emilia; 100 nel Lazio; 65 in Liguria; 370 in Lombardia; 18 nelle Marche; 25 in Molise; 135 in Piemonte; 66 in Puglia; 30 in Sardegna; 89 in Sicilia; 126 in Toscana; 232 nel Triveneto; 100 in Umbria; e 9 in Vaticano. Di queste 1570 persone, secondo quanto riportato dal report, 551 non hanno ricevuto giustizia dal Tribunale dello Stato e 1404 dal Tribunale ecclesiastico.

Per Rete L’Abuso, però, si tratta di numeri in difetto, “tuttavia non poco preoccupante, sia per le vittime prodotte, sia per l’impossibilità di prevenire cioè, di impedire che si replichi producendone altre”. A queste 1570 vittime andrebbero sommate le 956 vittime (non documentate) dichiarate dalla Chiesa, vittime prodotte da 913 autori “mai denunciati all’Autorità Giudiziaria”, ha sottolineato Francesco Zanardi, presidente Rete L’Abuso, nell’ambito della conferenza di presentazione del report che si è svolta questa mattina.“I dati (1570 vittime censite da L’Abuso e 956 dichiarate dalla Chiesa) sono inseriti e conteggiati separatamente- spiega la Rete- in quanto molto fumosi, parziali e non circostanziati, né per quanto riguarda le diocesi di provenienza del dato, né per quanto riguarda le regioni italiane, il numero di vittime prodotte, il sesso e l’età, i provvedimenti presi, l’attuale incarico e collocazione. Tuttavia- spiega- sono dati ufficiali dichiarati e se pur estremamente vaghi e imprecisi non possono essere omessi. Parliamo tra le altre cose di dati che non compaiono nel censimento dettagliato per regioni fatto dalla Rete L’Abuso, quindi vanno sommati ai 1570″.

“Il censimento della Rete L’Abuso- spiega l’Associazione- è basato solo su casi documentali pubblici, ovvero non abbiamo inserito alcun dato di casi non denunciati e questi sono un totale di 360, che hanno prodotto 1570 sopravvissuti. Quelli che invece si evincono dalle dichiarazioni della stessa chiesa sono nettamente superiori, 913 casi di abusatori, quasi il triplo di quelli censiti dalla Rete L’Abuso e, se pur incompleti, tuttavia dichiarano almeno altri 956 sopravvissuti, da sommare i nostri 1570”.

L’analisi della Rete L’Abuso, però, non si è fermata qui e ha prodotto anche delle proiezioni. “Facendo una proiezione su base proporzionale del dato Cei mancante riguardo al potenziale di sopravvissuti prodotti (dato X della Cei dove X è uguale ai sopravvissuti censiti dalla Rete L’Abuso moltiplicato per i 913 autori dichiarati da Cei, diviso 360 autori censiti dalla Rete) si ottengono altri 3990 sopravvissuti da sommare ai 1570 della Rete L’Abuso”. Sommando il dato reale censito dall’Osservatorio e il dato di proiezione della Chiesa si arriva a un totale di 5559 vittime. Un numero enorme.

Alla luce di questi dati, nel corso della conferenza, la Rete L’Abuso ha sottolineato l’importanza dell’obbligo di denuncia per tutti i cittadini “che nel caso del clero anziché rimandare la scelta di denunciare al vescovo- spiega l’Associazione- obbligherebbe le singole persone che abbiano un fondato sospetto a denunciarlo”. Per L’Abuso, poi “un altro vuoto grave è quello del certificato anti pedofilia, che lascia scoperto tutto il volontariato, al quale appartiene anche il clero, ma non solo”, spiega l’Associazione.

Grazie ai dati prodotti nell’ambito del clero, Rete L’Abuso ha elaborato anche una proporzione percentuale di quello che potrebbe essere il potenziale di molestatori nell’intera fascia del volontariato “che conta molte più persone dei 35.000 sacerdoti censiti nel report, ed è soggetta agli stessi identici vuoti legislativi del clero”, spiegano.“Come abbiamo calcolato sulla base di 35.000 sacerdoti che 1.200 circa risulterebbero molestatori sessuali, per lo più di minori, sulla stessa base percentuale ottenuta (3,64%), calcoliamo la stessa percentuale al dato Istat che parla di un totale di 4,661 milioni di volontari nel 2021. Se poi moltiplichiamo l’improbabile dato (come premesso in assoluto difetto) per il prodotto minimo di cinque presunte vittime per ogni molestatore, otteniamo una triste ipotesi dell’enorme entità del fenomeno, incontrollato in Italia: 848.300”.

fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

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Caos diplomatico sulla guerra: Trump annuncia una “tregua energetica”, ma Kiev...

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CITTÀ DEL VATICANO / WASHINGTON – Si accendono bruscamente i riflettori della diplomazia internazionale sulla crisi tra Mosca e Kiev, scatenando un vero e...